plutodi VALERIA ROSSI – PREMESSA: come sempre quando si tratta di cani da caccia (che io non amo e non pratico) questo “vero Standard” si riferisce soprattutto al cane inteso come “cane”, al di fuori del proprio ambiente di lavoro. Però, in questo caso, sono convinta che tenercelo troppo “al di fuori” non sia esattamente la scelta migliore.

SCOPRI IL NOSTRO PET SHOP

ASPETTO GENERALE – E’  lui o non è lui? Ma ceRRRRRto che è lui! E’ Pluto.  Fatto e finito.
Orecchioni lunghissimi, coda sottilissima, muso lungo… dài, Pluto è un segugio italiano: what else?
fondobiancoTecnicamente sarebbe anche un interessante esempio di mesomorfo dolicocefalo, con tronco iscritto nel quadrato, ossatura ben sviluppata, buona muscolatura ma assoluta assenza di grasso (reazione classica della Sciuramaria: “Ma poveriiiiinoooo, che maaagroooo!” – e infatti, se ne adotta uno al canile, lo fa diventare largo come un tavolino),  assi cranio-facciali divergenti.
Però uno lo guarda e pensa: “Pluto”. Almeno nella varietà a pelo raso.
In quella a pelo forte sembra un vecchio zio brontolone trasformato in cane da Maga Magò.

CARATTERE ED ATTITUDINI – E’ un segugio, segugissimo, segugerrimo.
100% segugio. Segugio fino all’osso, fin nel profondo dell’anima. Segugio dalla punta del tartufo alla punta della coda.
L’unica cosa che desidera in questo mondo è piantare il naso per terra – preferibilmente in muta, ma in mancanza di meglio anche da solo – e andare-andare-andare fino a scovare la sua preda.
Lepre (quella di elezione), ma anche cinghiale: l’importante è beccare qualcosa e potersi eccitare tutto, peggio che se avesse sentito una muta di cagne in calore.
No, perché tu vedi un segugio italiano lontano dall’ambito venatorio, e ti sembra uno straccio di cane: apatico, quasi triste, timidino, a volte timidissimo, orecchie basse e coda tra le gambe (anche se non c’è niente di cui aver paura nel raggio di mille chilometri).

mutaPoi vedi lo stesso cane a caccia, e sembra che qualcuno abbia pigiato il pulsante “on”. Ma non soltanto “on”, di più!
“On-issimo”!
Comincia ad agitarsi tutto,  prima gli parte la coda e poi tutto il resto (non è che scodinzoli: scaninzola, perché si agita proprio tutto il cane)… e appena viene liberato butta giù il naso cominciando a cercare, e appena trova la traccia fa una sorta di “BU-AUUU!” che è difficilissimo da scrivere, ma bellissimo da sentire.
Si chiama “scagno”, il verso tutto particolare che fa, e che è molto più musicale dell'”urlo” tipico, invece, dei segugi francesi… almeno finché lo senti nei boschi. Se poi gli gira di fartelo dentro casa, sembra il cane della famiglia Addams: perché quando rimbomba tra quattro mura è una roba inquietante.
Per fortuna, dentro casa, il segugio italiano parla raramente: di solito ti guarda con la faccia scazzatissima e col fumetto che dice: “Quand’è che ti decidi a portarmi a caccia?”.
Perché questo cane, cacciatore, c’è proprio nato.
Fa questo mestiere fin dal Paleolitico: lo si trova sulle pitture rupestri, già lì a rincorrere e stanare selvatici. L’ha descritto Senofonte (430 a.C.) nel suo “Cinegetico”. Gli antichi Romani chiamavano i segugi “sagaces”, ovvero “dotati di grande fiuto”. Insomma, è cacciatore inside, cacciatore da sempre.

canileOggi di segugi italiani, purtroppo, se ne trovano molti (troppi) nei canili, rigorosamente accompagnati dalla spiegazione-tipo: “Vigliaccamente abbandonato da qualche cacciatore perché troppo buono e quindi inadatto alla caccia”.
A me, quando leggo queste cose,  vien voglia di ghedinizzarmi: “Mavalaaaaaaaaaaaaaaaaa!”
Come se il cane avesse un senso morale. Come se gli dispiacesse inseguire una preda sapendo che poi, poverina, verrà ammazzata, e facesse obiezione di coscienza.
Maddài.

gruppo_rasoIn realtà i segugi sono tutti buonissimi. Sono delle paste di cani, in famiglia e anche con gli estranei (al massimo possono schifarli o mostrarsi un po’ timidi, ma l’aggressività gli è totalmente sconosciuta). Sono pacifici anche con gli altri cani, tant’è vero che lavorano felicemente in muta.
E poi non è che quando partono per la caccia diventino “cattivi”: non è che ce l’abbiano con quella stronza della lepre e che vogliano farla fuori perché gli sta antipatica.
Pensano, semplicemente, che si debba cacciare per sopravvivere: e lo fanno, punto, perché è la loro natura.
La stragrande maggioranza dei segugi che vengono trovati vaganti non sono stati affatto abbandonati: si sono persi.
Magari è vero che il proprietario era uno stronzo che non si è mai preoccupato di cercarli, ma nove volte su dieci il cane non era per nulla “inadatto alla caccia”: era invece talmente adatto che, sull’onda della passione, ha perso completamente la trebisonda, e pensando “leprelepreleprelepre” è andato in “one track mind” e si è allontanato tanto da non ritrovare la strada del ritorno.
Mi dispiace per gli animalisti, ma questa è quasi sempre la verità: e mi dispiace doppiamente per i cani che, una volta catturati, vengono messi in adozione con la specifica “NO cacciatori”.
Che è come chiedere di adottare la Pellegrini specificando: “Si affida solo a persone che odiano l’acqua”.

testaraso3Può essere davvero felice un segugio che non può fare il segugio? Mah.
E’ difficile entrare nella testa di un cane, ma a giudicare dalla faccia che fa, io direi che proprio felicissimo non è.
Magari si accontenta e male non sta: magari – se almeno gli si fa la gentilezza di fargli fare qualcos’altro, e non proprio il cane da divano – può anche vivere una vita serena. Ma felice? Ho dei dubbi. Parecchi dubbi, direi.
Posso sbagliare, e vorrei sbagliare visto che detesto la caccia: però gli occhi per vedere li ho.

segugio_pelo_forteLasciamo comunque perdere le polemiche (che tanto sterili sono e sterili resteranno, perché gli animalisti non riusciranno mai a concepire che si può anche odiare la caccia, ma che impedire di praticarla a un cane da caccia significa odiare un po’ anche lui) e passiamo alle differenze caratteriali tra segugio a pelo raso e segugio a pelo forte (o duro): che sono abbastanza rilevanti. Quello a pelo forte, infatti, è meno esuberante anche sul lavoro: un po’ più meditativo, si potrebbe dire.
Quando si accende, l’interruttore va semplicemente su “on” e non su “on-issimo”.
Per il resto, entrambi sono cani abbastanza riservati, capaci di dare un affetto infinito che però si traduce in manifestazioni piuttosto contenute: niente feste eccessive, niente occhioni dolci e strappalacrime neppure a tavola (l’idea sembra essere: “Se me ne vuoi fare un pezzetto sarà bene accetto, ma non mi abbasserò mai a mendicare”. Ho incontrato, a dire il vero, una clamorosa eccezione: ma appunto, una. Tutti gli altri segugi italiani che ho conosciuto erano più del tipo “se me ne dai un po’ ti faccio la cortesia di accettarlo”).
Da cuccioli e da cuccioloni amano giocare;  da adulti possono farlo, ma sembra di nuovo che ti facciano un favore.
I peli rasi sono francobolleschi: non ti mollano un secondo. I peli forti sono un po’ più indipendenti. Se vogliono qualcosa, se cercano coccole o se hanno fame, miagolano. Giuro.
E’ la versione casalinga dello scagno, che però non riesco a descrivere per iscritto se non come una sorta di MIAO.

dueteste_rasoTESTA – Dolicocefala, abbiamo detto: ovvero con indice cefalico (lunghezza della testa x 100/larghezza della testa) inferiore a 50. In pratica, la testa è  lunga e stretta: visto di profilo sembra un siluro.
Del contenuto mi pare superfluo parlare. Tanto c’è dentro una sola idea: “Si va a caccia?”.
E quando il segugio a caccia c’è davvero, l’idea diventa “leprelepreleprelepre” (oppure “cinghialecinghialecinghialecinghiale”): nun gliene può frega’ de meno di nient’altro al mondo.
Tanto meno del proprietario, che magari lo sta chiamando.
Sia ben chiaro: non è disobbediente. E’ proprio sordo, in quei momenti lì. Tutti i suoi sensi sono finiti dentro al naso, non funzionano più per nient’altro che non sia il lavoro.
Ai cani più entusiasti (pressoché tutti…) potreste davvero piazzare davanti una cagnetta in calore, e loro le passerebbero vicino lanciandole uno sguardo distratto (“ci vediamo dopo, baby, ora ho da fare”) e continuando a seguire la traccia.
Mi pare ancor più superfluo sottolineare che prendersi un segugio italiano (e neanche solo italiano… ma adesso è di lui che stiamo parlando) significa fare i conti con questa  che, più che un’attutidine, è una vocazione. Un richiamo a cui non può fare a meno di rispondere. Se si vuole un cane docile e obbediente anche fuori casa (perché “indoor” il segugio è  un amore di cane, docilissimo!), è meglio orientarsi su qualcosa di diverso.

testa_front_duroOCCHI – “Grandi e luminosi, di colore ocra scuro, in posizione semilaterale: espressione dolce”, dice lo Standard.
Be’, ‘nzomma… dipende. Se gli girano le scatole può anche farti un’espressione severissima, da “come hai osato farmi questo?”.
Però, in linea di massima, è vero: l’espressione è molto dolce.
Nei peli duri lo Standard precisa anche che è “magnetica” (vero!) e che lo sguardo è “dolce e fiero, con un velo di tristezza”.
E anche con un altro bel velo di paraculaggine, diciamolo.

ORECCHIE – Ahhhhhhhhhhhhh, le orecchie!
Così lunghe, così strette, così morbide così buffe… secondo me sono la caratteristica che frega tutti quelli che si innamorano del segugio italiano (e qualche mese dopo, mentre lo cercano disperatamente per monti e valli, si chiedono: “Ma chi me l’ha fatto fare?”).
La risposta è proprio questa: le orecchie, te l’hanno fatto fare! Perché accarezzarne una significa innamorarsi. Perdutamente e senza speranza. Sappiatevi regolare.

CORPO – il segugio italiano non è un “cagnolino”: la taglia va dai 48 cm (taglia minima per le femmine) ai  58 cm. (taglia massima per i maschi). In realtà sembra più piccolino proprio perché è asciutto, longilineo. Vi accorgerete di quanto sia in realtà la prima volta che vi si svaccherà clamorosamente addosso sul divano: però, se si tratta di un cane preso adulto in canile, sarete così felici che non sentirete neppure il peso… perché questi sono cani sensibilissimi, che dopo essere stati abbandonati (o dopo essersi persi) una volta ci mettono un bel po’ di tempo per ridare fiducia a qualcuno. E trovarseli spalmati addosso, di solito, è fonte di grande giubilo (anche se un po’ inficiato dalle difficoltà respiratorie legate ai quasi 30 kg di cane adagiati sui polmoni).

piazzato_rasoARTI – Fatti per garantire velocità e resistenza su qualsiasi terreno, compresi quelli più accidentati della terra, hanno un solo problema:  sono sprovvisti di freni.  Questo vale sia quando il cane se ne sta andando per i cazzissimi suoi e voi vorreste che si fermasse, sia quando il cane sta arrivando felice come una pasqua nella vostra direzione, e voi vorreste che si fermasse. Nessuna illusione: non lo farà in nessuna delle due occasioni. Nella prima continuerà a viaggiare verso l’infinito, nella seconda se non siete lesti a spostarvi, vi trancerà una tibia.

PIEDI – Fatti per garantire velocità e resistenza su qualsiasi terreno, compresi quelli più accidentati della terra, figuriamoci se si preoccupano di uccidere una pancia umana. Invece dovrebbero, perché sono durissimi.

CODA – E’ meno lunga di quanto sembri visivamente, ma è anche molto più dura di quanto sembri visivamente. Per fortuna il cane la sbandiera solo durante la caccia: in casa la tiene prevalentemente bassa (prevalentemente non significa “sempre”) e quindi acciacca meno gambe umane.

testabellaCONCLUDENDO: prendere un segugio italiano cucciolo se non si è cacciatori è un’idea abbastanza folle. Prenderlo e portarlo a caccia, per chi ha questa passione,  è una vera goduria.
Prendere un segugio italiano adulto in canile è un’idea bellissima perché si avrà un cane dolce, affettuoso, poco invadente, assolutamente privo di rischi anche se si hanno bambini piccoli e rompiscatole (però bisogna comunque educare i pargoli a non romperle eccessivamente), però bisogna ricordare che questo è un iper-segugio, uno stra-segugio e tutto ciò che ho già ripetuto fino alla nausea in tutto l’articolo. Quindi, a meno che non si sia cinofili di primissimissimo livello, in grado di accentrare su di sé tutta l’attenzione del cane, è meglio liberarlo solo in posti sicuri, recintati, a prova di scorribande… oppure rassegnarsi ad aspettare che torni quando je pare.
Perché i cani – con buona pace dei disneyani di turno  – NON sono tutti uguali.

Articolo precedenteIl Vademecum della Sciuramaria – parte quinta: e adesso che ho il cane?
Articolo successivoDoverosa smentita a un articolo di Giovanni Padrone

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

75 Commenti

  1. Oh bè, a quanto pare mi è capitato il segugio venuto male xD.
    Lui è un grande ululatore, in casa come fuori, e ha un istinto alla caccia meno sviluppato del mio.Non insegue gatti (ne quelli di casa ne i randagi). Per i boschi ignora completamente lepri e conigli. Dopo un annettodi convivenza l’ho liberato nel bosco e una lepre (ubriaca probabilmente) ci ha tagliata la strada passandogli tra le zampe. Io ero certa che sarebbe partito a spron battuto ma non si è limitato a fissarla per poi ricominciare a camminare…sul sentiero accanto a me. L’ho preso adulto in canile, aveva circa 5 anni, quindi magari era già un pò acciaccato, non saprei.

    Posso confermare che sono cani poco fisici,in sei anni di convivenza non mi si è mai messo in braccio e anche le coccole, pur amandole, devono essere dosate e non eccessive.
    Le orecchie..sono un capitolo a patte. Sono adorabili e la gente si ferma per strada per chiedermi di toccarle (poi lui abbaia e lo riconoscono, tutto il quartiere sa dove abito e quando esco in passeggiata. E non strilla certo in continuazione, ma quando apre bocca lo sentono TUTTI!)
    A posteriori posso dire che non è il cane che fa per me, è arrivato “per sbaglio” ma è davvero una peste simpaticissima xD

  2. per puro caso ho ospitato, parecchi anni fa, la cucciolata di un amico segugista.. ecco, NON fatelo…. MAI ! ! … la tentazione di tenermi TUTTI quei cucciolini morbidini e pieni d’orecchie, buffi, affettuosi, delicati, è stata terribilmente GRANDE !!!

  3. I segugi li adoro! Ed è vero, in canile se ne trovano molti (non solo segugi, anche cani da caccia in generale). Però, pure se non si è cacciatori, li si può portare a “lavorare” in quei centri che fanno prove naturali (pista, ricerca…). Vabbè, non sarà “lepreleprelepre”. Ma secondo me possono divertirsi lo stesso.

  4. Veleria per favore puoi trattare qualche articolo sul Grand Bleu de Gascogne?
    E’ una razza rarissima in Italia, ma secondo me è uno dei più bei cacciatori al mondo.
    Grazie.

    • Giacomo, lo farei volentieri anche perché ho avuto il piacere di conoscere un paio di Grand Bleu, simpaticissimi… anche se il proprietario non ha esattamente condiviso il tuo punto di vista sul valore venatorio, probabilmente perché le zone in cui intendeva cacciare erano del tutto inadatte a questa razza. Però ne so veramente pochissimo su questi cani, proprio perché non ce n’è, non si trovano neppure molte informazioni in italiano…e sicuramente non posso basare un articolo sugli unici due soggetti che ho visto! 🙁

      • Valeria il mio punto di vista era infatti esclusivamente estetico. Ho letto che per le nostre zone è un pò inadatto, ma esteticamente per me è uno dei cani più belli al mondo.
        A presto.

  5. Io ho una Appennino,non un italiano,ma la radice e la stessa…e sono profondamente orgogliosa di averle dato un educazione efficace…torna al richiamo e fa pure una dignitosa condotta senza guinzaglio 🙂 pero questo e perche la rispetto in quanto segugio,e la porto a caccia…(si riesce ad amare il llavoro dei cani anche in questo ambito…e emozionante a suo modo)

  6. Dopo aver preso una segugina dal canile la mia passione per i segugi aumenta ogni giorno e pur essendo tendenzialmente contro la caccia (e pure vegetariana) ho deciso di avvicinarmi a quel mondo.. proprio per le cose che hai scritto tu nell’articolo!

  7. Pure io sono vegetariana..;) pero portare un cane da caccia a caccia,e una questione di rispetto xd le sue attitudini…e nulla lo fa felice come questo,fidati…
    Un caro amico,ha portato a cinghiale x la prima volta la sua Beagle triste da appartamento…beh…a 8anni suonati la cagna scanizzava dietro al cinghiale con un entusiasmo mai visto…
    E la loro natura…nulla li fa così felici…e poi il lavoro dei cani da seguita e una meraviglia a vedersi… 🙂

  8. Oddio è l’una del mattino e io sto qui a ridere come un’idiota pensando al cane che SCANINZOLA e non scodinzola, grazie tante sai 😀 😀
    In effetti mi hai fatto venire qualche dubbio, Moka si suppone essere un cane da caccia e decisamente io non ce la posso portare. Grandi passeggiate in campagna possono supplire?

  9. E sospetto che per sentirsi un “segugio segugissimo” non e` neanche necessario che sia davvero un segugio di razza, ho avuto un cane “con sangue segugio e bassotto”, non so in che percentuali e neanche se ci fosse dell`altro, ma quando lo portavamo per boschi e prati questi “sangui” uscivano fuori e andava per tane o dietro la selvaggina, seguiva le tracce come un pazzo e noi dietro a cercare di seguire lui, improvvisati segugi pure noi. In un bel Relais & Chateaux a cercarlo dopo che se l`era filata “nella tenuta” dietro a una pernice c`era mezzo albergo. Poi e` tornato da solo, si e` materializzato davanti alle cucine, forse seguendo la pista delle bistecche servite per cena ^o^

    • Purtroppo succede. Non sono tutti Lassie, al mondo… 🙂
      Poi, per carità: spesso succede per colpa dell’umano… perché magari il cane ci mette il tempo che gli sembra giusto (tipo due giorni…)e poi torna dove aveva lasciato il padrone. Ma non ce lo trova più. Allora comincia a girovagare a caso, e magari (se non finisse prima sotto una macchina) riuscirebbe anche a ritrovare casa sua: ma se viene accalappiato prima, non ha più chanches.

  10. Grazie Valeria per aver esaudito le mie insistenti e noiosissime suppliche ed aver scritto lo standard del segugio. Ho adottato 6 mesi fa in canile una segugia a pelo raso, secondo me pura – anche se a mio avviso un po’ piccina x lo Standard – di 6/7 anni, fortemente traumatizzata (non so da cosa ma le enormi cicatrici e il pezzo d’orecchio mancante la dicono abbastanza lunga). Posso confermare che sono davvero cani dolcissimi, mai mordaci, bravissimi a casa e dal vet, ma schivi… L’unica rottura è quando siamo in passeggiata con l’altro mio cane, un meticcio di 3 anni. A quanto pare si è auto-proclamata sentinella/allarme del branco, e va giù di UUUH UUUH UUUUH a rotta di collo ogni volta che incontra un essere vivente e non… Gira ancora al largo da ogni umano (me compresa) soprattutto in spazi aperti, ma quando qualcuno arriva a casa è tutto uno “scaninzolio” ed un “pestare” per terra; quando siamo sul divano o, ehm, sul letto, diventa il pagliaccio canino più dolce della terra, si fa grattare il pancino e pastrugnare le orecchione a tradimento. Non mi fido affatto a lasciarla libera e soffro con lei quando la porto in giro legata ad un guinzaglio o lunghina, ma non vorrei si perdesse visto che entra in caccia-mode appena scende dalla macchina. Confermo ogni songola parola di quanto scritto da te, però devo ammettere che il mio è un caso un po’ “border line”…

    • Io ti capisco perche` quando Bilbo scappava per seguire la traccia e poi non tornava subito io mi giocavo 10 anni di vita. Anzi probabilemtne il mio mix segugio (io l`ho troato che girovagava a bordo di una strada con uan zampina rotta)si era proprio perso e non si erano dati la pena di cercarlo. Voglio pensare che sia cosi` e non che l`abbiano abbandonato perche` si era spezzato una gamba. Credo che in genere i cani cへ partono dietro una traccia vadano aspettati nel posto dove sono “partiti all`avventura” e` la probabilita` piu` alta che si ha di ritrovarli.

  11. Bel articolo e fa ridere come tutti gli altri!Quello che non mi è piaciuto molto è la storia del segugio perso è finito al canile.Si, tanti si perdono, sono segugi….ma TANTI TANTI sono abbandonati!cosi come non tutti i cuccioli di una cucciolata tra campioni nascono campioni, cosi non tutti i cuccioli di cani da lavoro…lavorano.Almeno non come vuole il medio/classico cacciatore italiano.E se il cane/oggetto non funziona bene e da SUBITO si trova una soluzione..come dire…facile/economica.
    Poi si, non è molto umoristico e forse per questo non hai parlato….ma molti di questi cani vengono “sfondati” dai cinghiali nelle battute da caccia, e vengono lasciati dissanguati nei boschi.Se qualcuno riesce a salvarli, finiscono al canile…e da lì la storia delle volontarie…”Lavoro” anche io con i miei cani anche se di un altra razza, ma nei limiti…nei miei limiti: la prima regola è Il cane non si deve far male!Non voglio più giudicare questa gente….ma ci sono molti segugi “buttati”
    Sono dei bei cani, grande forza e volontà di vivere e lavorare.Sono un bel divertimento per il padrone adatto!Se amate lo sterrato è il cane che fa per voi in ogni stagione del anno!

  12. Ogni volta che leggo articoli su un cane da caccia soffro. Sì perché io vado pazza per questi cani, tutti. Li adoro esteticamente e caratterialmente. Sono belli tutti, segugio italiano, beagle, bloodhound, ma anche spaniel e poi soprattutto i miei, i cani da ferma (il pointer in particolare). Che ci posso fare? Io da questi cani ho ricevuto un imprinting: ero bimbetta e mi razzolava tra le mani un cucciolino di pointer. Ero sempre bimbetta e ho visto la perfezione canina: un pointer adulto. Poi ho avuto altri cani (sempre da caccia eh: una meticcia di bassotto e una cocker spaniel inglese). Li adoro caratterialmente: proprio per la mancanza di aggressività con umani e conspecifici, la dolcezza dello sguardo e in certi casi anche la ricerca di coccole (un caso tipico sono i setter femmina). Sì ok, sto uscendo dal seminato (un po’), ma che voglio? Beh un po’ di consigli per chi è come me. Mi spiego: la caccia oggi è poco amata da molti (altri continuano ad amarla e mi può anche andare se hanno comportamenti responsabili e leciti), ma tutti questi cani da caccia? Insomma che si può fare se si amano perdutamente i cani da caccia senza essere cacciatori?
    Mettermi a sparare no, non fa per me. Ma si può fare simulazione? Non prove di lavoro ufficiali, per favore, quelle sono discipline spinte all’estremo e il cane rischia di valere come un cavallo da corsa e non essere più un animale d’affezione. Non vorrei essere polemica, ma… ok, insomma l’agonismo rischia di diventare agonia. (Oltre tutto per i cani da ferma richiede trasferte all’estero alla ricerca di selvatici). Insomma non è roba per tutti. Io vorrei solo qualcosa che faccia sentire il cane abbastanza soddisfatto e realizzato senza comportare l’abbattimento del selvatico o, appunto, l’agonismo.
    Altro problema, citato più volte in questo articolo, ed è per questo che scrivo proprio qui, è quello delle fughe. O del problema di ottenere il ritorno al richiamo con questi cani: TUTTI, segugio italiano, ma anche il beagle, frequentissimo tra le sciuremarie, il setter, altro cane spesso perso dai cacciatori e recuperato dai canili ecc. Ho apprezzato molto l’articolo di Cardia ma… mettere in atto quanto si pratica a Debù da soli, essendo dei principianti non è per niente facile. Specie se si ha a che fare con cani già adulti. Il guaio è che i centri cinofili che sappiano trattare i cani da caccia sono davvero pochi: i gentilisti e affini tendono a lavorare con cani da compagnia, retriever o pastori (soprattutto border collie), chi usa maniere un po’ più forti con pastori tedeschi o cani da difesa, ma coi cani da caccia veri e propri quasi nessuno. E non voglio proprio alimentare polemiche tra le varie scuole di pensiero, perché sono ben disposta nei confronti di tutte quelle che non cadono in estremismi. Il problema è proprio che dei cani da caccia si occupano quasi solo i dresseur, prendendosi il cane per mesi. Il proprietario così non può: 1 aumentare le proprie conoscenze cinofile (è assente e non impara nulla), 2 essere certo che il cane farà quanto appreso anche una volta tornato a casa, 3 esser sicuro che i metodi non siano troppo da macellaio (collare elettrico usato di continuo e con scariche potenti, spari di palllini non letali, ma molto dolorosi e comunque pericolosi, privazione del cibo per giorni…). E’ possibile dunque colmare questa lacuna? E’ possibile cioè che qualche cinofilo, magari in ogni città, si occupi anche dei cani da caccia usando metodi adatti anche al proprietario non cacciatore? So che chiedo molto, ma so anche che ci sono moltissimi educatori cinofili a spasso. E se qualcuno provasse a cimentarsi anche con i cani da caccia senza cacciare? Se qualcuno cercasse il compromesso che permettte a questi cani di lavorare felicemente senza costringere il proprietario a sparare e senza essere “elettrificati”?
    Un articolo, un appello agli educatori cinofili, qualche consiglio, insomma va bene tutto, purché si parli anche di questi cani, che adoro. Mi scuso per la prolissità e ringrazio per le tante cose che ho potuto imparare leggendo, ormai da più di un anno con assiduità Ti presento il cane.

    • Cristina, hai colto nel segno.. io sono educatrice cinofila e quello che vorrei fare è proprio occuparmi soprattuto di cani da caccia.. al momento ho un segugio. Sono decisamente alle prime armi rispetto alle particolarità del cane da caccia e all’inizio di un percorso che credo sarà lungo, però mi fa piacere che ci sia una richiesta in tal senso. Dove vivi? Se non siamo troppo lontane potremmo sempre incontrarci per approfondire il tema, dato che mi pare che tu conosca questi cani ..

      • Ho fatto una ricerchina sul web per capire in quanti e quali centri si fanno le prove naturali (brukshunde). E avete ragione: non c’è quasi niente, probabilmente perché è una disciplina sportiva non ancora riconosciuta dall’Enci. Per curiosità, invece, a Roma o vicino Roma ci sono ben due centri: questo (http://www.ilcaneanorma.com) e questo (http://www.ballalupi.it/provenaturali.php).
        Appena ho tempo (e soldi…) vado a dare un’occhiata, anch’io sono molto interessata.

  13. Io ho un mezzo segugio che ho preso in canile quando aveva 5-6 mesi ed essendo naturalmente anuro lui scaninzola davvero!
    La mamma l’ho vista era un segugio abbastanza puro, il padre non si sa i fratelli avevano anche un po’ di epagneul breton.
    In lui ritrovo molte cose che hai descritto nel articolo, io niente caccia mi son dato un po’ al obedience e comunque a me sembra che lui si diverta quando andiamo al campo.
    Ah dite alle sciuremarie che gli diamo da mangiare :-))

  14. Io abito vicino Treviso. Valentina, tu dove abiti? A dire il vero più che conoscere questi cani li amo. Ho idee abbastanza chiare su com’è il loro carattere ma non su come educarli: in pratica sono un’autentica sciuramaria. Ho qualche conoscenza teorica di cinofilia (poca, quasi tutta libresca e… “tipresentoilcanesca”) e nessuna esperienza pratica se non il fatto di aver posseduto qualche cane (meno di una decina in tutta la vita). Ogni tanto metto in discussione la mia scelta di stare con cani da caccia non essendo cacciatrice, ma poi mi rendo conto che è il miglior compromesso possibile per le mie esigenze. Vorrei solo riuscire ad imparare di più per me stessa e per dare a loro la possibilità di correre liberi nei campi in relativa sicurezza (un pointer che avevo prima di quello attuale è morto sotto un’auto 🙁 ) Attualmente li porto nei campi dietro casa legati ad una corda lunga 30 metri, oppure in una specie di quagliodromo nelle ore in cui è poco frequentato e non sono costretta a troppi turni, ma è una soluzione momentanea e parziale perché né io néi cani facciamo veri progressi.

  15. Volentieri, ma non riesco a chiederti l’amicizia, sono imbranata pure col pc. Io sono Maria Cristina D’Amato, se vuoi… 🙂

  16. Ho due setter inglesi e lo stesso problema di Cristina. Amo i setter, il loro carattere, tutto di loro. Ma sono cani da caccia. Altro che one track mind. Uno dei due mi corre dietro ai caprioli, e più che “usa il collare elettrico” non ho avuto come consiglio. I dresseur hanno i problemi che ha detto Cristina. Insomma, ok, non sono cani da sguinzagliare al parchetto cittadino, si sa, ma…..sempre e solo guinzaglio? Diamine, mio papà ha pure smesso di andare a caccia, ed è vero, è la loro felicità, quello che fa loro dimenticare stanchezza, pioggia…e purtroppo richiami! Però sono cani meravigliosi, che è un peccato relegare a cani da divano, perché quando li si vede lavorare….sono una meraviglia.

    • io sono allevatora amatoriale di segugi italiani e cinofilo prima ancora che cacciatore.
      volevo fare i complimenti per la lucidità ed onestà intellettuale dell’autrice, perchè la caccia è un argomento spinoso di per se, e lo diventa ancora di più oggi che le masse non conoscono nulla non solo di essa, ma del mondo rurale, degli fauna, dell’ambiente. Articolo forse fin troppo benevolo verso i cacciatori (categoria umana piuttosto variegata… come tutte): per quella che è la mia esperienza, per un segugio che si perde, uno viene abbandonato.
      Mi permetto però alcune precisazioni. Il segugio ideale dovrebbe avere in mente DUE SOLE cose: lepreleprelepre e padronepadronepadrone. Stà all’abilità di quest’ultimo addestrarlo in modo che diventi prassi focalizzarsi sull’obiettivo giuto al momento giusto, non potendo dedicare la sua attenzione ad entrambi contemporaneamente. Il comportamento ottimo sarebbe che il segugio in fase di cerca della “passata”, ossia la traccia fredda della notte,(prima fase) rimanesse in contatto con il conduttore (non necessariamente vicino, ma sempre conscio della sua presenza e dei suoi spostamenti), trovata poi l’usta della lepre, può svolgere le altre tre fasi (accostamento, scovo, seguita su traccia calda) autonomamente, ma va considerato che la lepre è un selvatico territoriale, quindi non portarà il cane “in capo al mondo”, anzi tenderà lei stessa a tornare sul luogo dove è cominciata l’azione. Perse le tracce della lepreleprelepre, il cane dovrebbe andare in modalità padronepadronepadrone. Questo è il segugio ideale. Certo non è facile aducarlo a cacciare a regola d’arte: bisogna conoscere le abitudini del selvatico ed aiutare il cane ad insistere per trovare solo quello che ha “annusato”: se il cane, senza trovarla, passa da traccialepre1 a traccialepre2 a traccialepre3, beh, potrebbe fare molta molta strada!!
      Oggi la selezione della razza va nella direzione del cane “naturalmente collegato”: la maggioranza dei cani non dimentica il padrone troppo facilmente. Cinquant’anni fa però non era sempre così, erano diversi i cani perchè diverse erano le esigenze: il segugista era spesso agricoltore, abitava in collina o montagna (in pianura il segugio non è necessario per scovare una lepre, ed allora si cacciava per necessità) e cacciava nei pressi dell’abitazione, senza vincoli di confini, strade pericolose, orari: se anche il cane tornava solo quando stanco ed affamato, non era un problema: conosceva la strada di casa. Oggi la caccia è diversa, spesso a mezzogiorno è obbligatorio rimettere il cane in auto, e quindi si cerca di selezionare segugi… “meno lupi”, ma ogni tanto gli antenati presentano il loro conto e nascono cani che hanno solo la modalità lepreleprelepre e qui cominciano i guai per il cacciatore, il cane e per… il canile. Non per forze non si possono portare a caccia cani del genere: esistono modi coercitivi per obbligare il cane a rientrare al richiamo od al suono della tromba… a mio modo di vedere, nelle mani giuste è meglio un collare elettrico che un cane perso, investito, abbandonato o tenuto chiuso in un box. Nelle mani sbagliate succedono i disastri.

      Per chi, non cacciatore, ha espresso il desiderio di poter portare il cane a caccia, attenzione perchè in teoria è vietato lasciare libero in campagna qualsiasi cane, ma se per un bastardino nessuno ci fa caso, un segugio che si sente “braccare” o “scagnare” da chilometri facilmente attirerà le guardie venatorie… escludendo le prove di lavoro, troppo costose e specialistiche, esistono altre soluzioni. Esistono in tutta Italia recinti di addestramento dove non è necessario essere cacciatori per accedervi. Ve ne sono alcuni specificatamente ideati per cuccioli e cuccioloni da iniziare alla caccia, di piccole dimensioni e dove si può facilmente trovare il selvatico (lepre o cinghiale): per un cane di un non cacciatore, che non deve nemmeno da adulto essere addestrato alle difficoltà del terreno aperto e dei selvatici veri, potrebbero essere molto divertenti. purtroppo i recinti sono in genere molto cari (anche 50E per mattina). In alcune regioni poi (Emilia Romagna, lombardia, veneto, ecc) ci sono molte ZAC (zone addestramento cani), che altro non sono che ampi territori aperti in cui pagando un biglietto giornaliero o abbonandosi (dai 3 ai 10 euro al giorno, oppure dai 50 ai 200 euro annuali, circa) si può liberare il cane da caccia. Tra l’atro, essendo contemporaneamente frequentate da diversi “Cinofili prima che cacciatori” (i “cacciatori e basta” fuori dalla stagione ventoria dimenticano di avere un cane), per un amante dei segugi e del loro lavoro potrebbe essere una occasione per confrontarsi ed imparare qualcosa sulle razze, nonchè vederne, o meglio sentirne, all’opera altri…

      scusate il lunghissimo commento ma dopo che per anni mi sono sentto insultare in quanto cacciatore ed additare come maltrattatore di cani da quasi tutti gli esterni al nostro “strano mondo”, leggere tanti pareri civili e tanti non cacciatori interessarsi alla razza che allevo mi fa tanto piacere!!

      • Scusa tobia se leggo solo ora il tuo commento, che mi e’ parso competente ed equilibrato, chissa’ se riusciro’ ad avere da te qualche risposta ai miei dubbi. Da sempre, non cacciatrice, non figlia o sorella di cacciatori, amo i cani da caccia…se devo pensare, disegnare, immaginare un cane…non c’e’ niente da fare…vien sempre fuori un qualcosa che assomiglia terribilmente a un cane da caccia… Mi piacciono esteriormente, le loro meravigliose orecchie, i colori, la taglia, e soprattutto il carattere ( saro’ banale, ma mi piacciono i cani “bravi”). Da poco, dopo aver perso la mia bellissima e simpatica meticcia ho adottato una segugina di 3 anni, molto affettuosa e tranquilla, un po’ timorosa, che mi piacerebbe far “divertire” nel modo giusto perche’ penso possa essere utile per migliorarne l’autostima. E’ stata sequestrata al proprietario cacciatore, non conosco i particolari,, so solo che la teneva rinchiusa, addiritura sotto una grata… Nonostante cio’ credo che a caccia ci sia andata (le manca un lembo di oreccho), riconosce il comando “ferma” e risponde bene al richiamo ( non l’ho ancora testata pero’ in campagna….solo sulla spiaggia …). Quando capisce di non essere al guinzaglio corre come una pazza che e’ una meraviglia vederla, e il suo sguardo strafelice fa dimenticare quello terrorizzato dei primi giorni.
        Sono convinta anch’io che un cane da caccia “realizzato” sia un cane che vada a caccia….purtroppo pero’ io non ho la minima intenzione di portarcela e pur rispettando i punti di vista di chi come te la pratica nel modo corretto e’ uno sport che non condivido. Purtroppo poi conosco troppi casi di cani maltrattati, abbandonati ecc ma di questo se ne e’ gia’ parlato e mi sembra che anche tu ne sia non solo consapevole ma anche disgustato. Ora, la mia domanda e’questa: avrei la possibilita’, il prossimo autunno, di affiancare un amico che addestrera’ un cucciolo di lagotto alla ricerca del tartufo, e che si e’ reso disponibile ad addestrare la mia segugia…io nel frattempo cerchero’ di lavorare al richiamo in campagna, dove mi reco spesso per passeggiate e trecking. So che tu non sei un cercatore di tartufi, ma ti chiedo: potrebbe funzionare? Insomma, non mi interessa mangiare risotto al tartufo, ma per il cane potrebbe essere un’ alternativa alla caccia(per la quale e’ probabile non sia neanche portata)? Ringrazio per l’eventuale risposta e…. w i segugi!

        • Ciao
          ti consiglio di fargli fare esercizi dove impegni il suo fiuto in altre maniere.
          insegnagli il comando cerca prima lanciaNdo dei piccoli pezzi di cibo (non importa quale, l’importante è che ne vada matto) ad un metro/due da te poi lo lasci in modo che li vada a prendere.
          ripeti un pò di volte gradualmente aumentando la distanza.
          quando vedi che ha capito il gioco quando lo molli aggiungi il comando “cerca”.
          è importante che sia il momento giusto, non avere fretta di aggiungere il comando vocale,devi essere super certa che ha capito ciò che deve fare.
          ripeti alcune volte poi puoi passare allo step successivo.
          se conosce il fermo in maniera scrupolosa “fermalo” e allontanati e nascondi alcuni bocconcini in maniera però che lui ti veda poi gli dai il “cerca”. se non sta fermo lo puoi legare unattimo o chiedere a qualcuno di farti da assistente.
          congratulati con lui quando trova i bocconi. se non li trova NON devi assolutamente aiutarlo, li troverà nell’esercizio successivo e sarà un ulteriore bonus. accontentati di quel che ha fatto e sii festosa con lui.
          ripetilo per un pò di volte in un’area non troppo grande.
          quando vedi che va come un treno è ora di aggiungere una difficoltà (si annoiano in fretta se reputano le cose troppo semplici): “fermalo” o legalo o fallo tenere fermo e nascondi i bocconcini in manira che lui non veda dove li stai nascondendo. quando torni lo lasci e gli dai il cerca.
          aumenta l’area di ricerca gradualmente.
          fai spesso delle pause, ognimezz’ora o comunque quando vedi che il cane si distrae molto. dovresti smettere quando il cane è all’apice dell’attenzione prima che cali. pause significa dormitina, passeggiatina tranquilla di 15min…
          pausa non significa altro training: seduto, fermo, vieni etc…
          concludi la sessione con un risultato positivo, se non riesce perchè hai aumentato l’area troppo in fretta fanne un’altra più piccola dove lui riesca poi smetti. la frustrazione nel non riuscire è pesante per un cane.
          per renderti un’idea gradualmente potresti tranquillamente arrivare ad un’area frande come un campo da calcio.
          NON aiutarlo mai a risolvere la situazione! ce la deve fare da solo.

          oltre a questo ci sono tantissimi altri esercizi: piste, discriminazione olfattiva, riporto oggetti…

          queste cose le sto sperimentando sul mio segugino pazzo e pare gli piacciano parecchio.
          comunque non mi sono inventato nulla, infatti ti consiglio questo libro:

          Anne Lill Kvam – il fiuto del cane tra gioco e lavoro
          haqihana editore

          l’esercizio che ti ho descritto pocanzi l’ho pescato li descritto passo passo.

          spero di esserti stato d’aiuto

          • Grazie mille andrea dei consigli, leggero’ il libro che mi hai suggerito….e’ vero che avere un segugio e cercare di farlo sentire bene senza tradirne l’indole possa essere faticoso, ma puo’ anche essere un rimedio contro noia e sedentarieta’! Cmq sul tartufo un pensierino ce lo faccio ancora…. casomai vi sapro dire come e’ andata….

          • guarda fai come credi però tieni presente una cosa:
            l’ambiente dei tartufari è pieno zeppo di polpettari!
            dopo ognuno fa la sua scelta però occhio che il cane dipende dalle scelte tue.
            anche a me avevano consigliato di insegnargli al tartufo però ho preferito di no, troppo pericoloso. c’è gente che nella sua carriera di tartufari ci ha rimesso 8 cani, e ti parlo di gente che conosco non per sentito dire.
            ogni anno a modigliana (FC), dove vanno sia a nero che a bianco, muoiono svariati cani.
            non è che chi va a tartufo sia per forza stronzo però col fatto che si parla di centinaia di euro al giorno per chi lo fa di “professione” fa si che si creino situazioni di pericolo per i cani.

          • Ti ringrazio, in effetti non conosco per niente il mondo dei tartufari, per questo mi sono affidata al forum. Mi sono solo fidata della persona che me lo ha proposto, perche’ e’ un amico che conosco da 20 anni, so come tratta i suoi cani e va a tartufo solo per passatempo e tradizione famigliare, non e’ certo un professionista. Cmq tengo presente le tue considerazioni, non sapevo che fosse una pratica pericolosa, intanto comincio con il rafforzamento del richiamo e coi tuoi esercizi, che mi sembrano divertenti… grazie

  17. anch’io sono segugista per caso, trovato 1 anno e mezzo fa in località collinare. un ennesimo scarto da caccia.
    sono tra l’altro, forse l’unica persona al mondo morsa in faccia da un segugio…
    nonostante il burbero approccio siamo diventati ottimi amici.
    ora è un cane affettuosissimo, grande limonatore (baci con lingua), socievolissimo anche con estranei, simpaticissimo e nonostante il passato turbolento è un cane diciamo abbastanza equilibrato, comunque senza grossi traumi o fobie.
    le fobie in compenso le ho io in quanto, come tanti altri, ho l’hobby di aspettare il mio cane in campagna per periodi che variano da 1 a 5 ore nelle giornate più proficue. ho richiesto l’inserimento della disciplina nella lista degli sport olimpionici…
    sto provando a convincerlo insegnandogli il richiamo, prima a voce e ora con fischietto (ho pensato che magari dovendo urlare a causa della distanza il segnale potesse essere frainteso come tono di rabbia). in ambiente urbano/domestico risponde bene, extraurbano nada come al solito però magari ci vuol tempo e costanza (sarà un mesetto che abbiamo ripreso a lavorarci, prima mi ero rassegnato a gestirlo per quel che era)
    per disperazione ho cominciato a spulciare forum di caccia per vedere se in mezzo alla merda davvero nascono i fior in cerca di indizi sulla fattibilità della cosa; perchè, parliamoci chiaro: quando butta il naso per terra la senzazione è proprio quella che sia IMPOSSIBILE distoglierlo da quello che sta facendo.
    una cosa che ho trovato ripetuta diverse volte (a parte collari elettrici e altri ammencoli vari) è abbinare il segnale del richiamo anche nel momento in cui gli si da il pasto. mi sembra effettivamnte sensato in quanto abbina una cosa molto positiva che è il pasto quotidiano a quel tipo di segnale. proverò, sperando di non trasformarlo in un cane di pavlov…
    ora, io non pretendo di eliminare il suo istinto di caccia, sarebbe stupido, però almeno un richiamo abbastanza affidabile.
    se qualcuno ha la sua esperienza (positiva o negativa che sia) da condividere a riguardo potrebbe essere interessante farlo qui.
    per il resto, per come l’ho conosciuto io, il segugio è veramente un cane incredibile.

    • Con la mia segugia il richiamo è stato davvero l’ultimo passo dopo un lungo percorso di educazione di base (i classici seduto terra resta), ma ancora prima ho lavorato moltissimo sull’attenzione con una marea di rinforzi. Ancora oggi, dopo quasi due anni dall’adozione, ogni tanto mi porto dietro bocconcini vari.. non perchè non risponda al richiamo (anzi), ma è sempre bene ricordarle che tornare è conveniente! C’è un però, non credo che la mia segugia abbia mai cacciato seriamente dato che quando l’ho presa dal canile era terrorizzata dagli spari. Con un cane che invece ha già sperimentato la caccia e la soddisfazione di trovare la preda è tutto più complicato..sebbene non impossibile. Hai lavorato con il guinzaglio lungo? Anche questa potrebbe essere un’opzione. Altra ipotesi è di farlo lavorare su tracce create da te che alla fine comportino un premio davvero succulento.. Sto frequentando diverse prove di caccia proprio per cercare soluzioni a “problemi” come questi..se mi viene in mente altro lo posto! Anche se… leprelepreleprelepre!

      • quello della concentrazione è un problema che ho notato anch’io però non saprei come fare ad allenare questo aspetto. l’unica cosa che ho provato è allungare i tempi dei comandi: tipo seduto e dopo qualche secondo, cercando di aumentare sempre di più il tempo, click e premio;però non so se sono sulla strada giusta, tu come hai fatto?
        corda lunga ho provato ed effettivamente funziona, però è ovviamente consapevole di essere legato quindi anche il suo comportamento è condizionato da questo, almeno mi pare. per esempio con la corda lunga attaccata se lascio la presa lui non parte, cammina li vicino annusando però senza troppo “sentimento”.
        tu come hai usato la corda?
        per il resto gli faccio cercare il bocconcini, magari glieli tiro poco distante poi glieli faccio cercare però non so se questo abbia un beneficio o sia addirittura controproducente perchè lo si istiga a fiutare.
        poi comunque cerco di portarlo 1/2 volte a settimana in posti dove si possa sfogare a modo.
        una variazione che ho notato ultimamente è che a dispetto di prima, invece di star via 2/3/4 ore filate, ora torna nella prima oretta però se anche lo premio e gratifico quando riparte sta via 4 ore filate fisse.
        il dubbio è: lo chiamo, dopo un’oretta torna, bravo e tutto il resto poi però tocca legarlo…non è che così facendo associa il richiamo alla costrizione del guinzaglio quindi risulta controproducente? perchè chiaramente dopo un’ora lui è solo all’antipasto.
        poi magari mi faccio troppe pare però mi scoccerebbe giocare male le poche carte che ho in mano.
        la tua come è progredita nel tempo col richiamo? piccoli passi o grandi illuminazioni improvvise?
        quanto tempo aveva quando hai cominciato a lavorare con lei?

  18. Da poco, 1 mese circa ho trovato questa segugia abbandonata fuori dal posto che frequento, legata, incinta e spaventatissima..ho deciso di farla abortire e sterilizzare, in seguito visto che nessuno voleva accollarsela ho deciso di tenerla..lei si è legata molto se non troppo a me che mi segue dappertutto, non si puo più andare in bagno soli, quando non mi vede per cinque minuti al mio ritorno la prima cosa che fà nel rivedermi è saltarmi addosso con le zampe, e devo dire che in realtà quando sto seduto mi viene sempre in braccio, ascolta molto gli ordini è molto inteligente e quando ha comportamenti anomali (mi è capitato che rubasse lapizza dalle mani di amici che la tenevano troppo bassa) ai miei NO desiste e si va a nascondere, a mio malgrado non sono un cacciatore, ne un amante della caccia, appena hoguardato deivideo su youtube di suoi simili in caccia lei ha iniziato ad abbaiare forte e a cercare cercare e cercare..ora io ho un grande problema con questo cane, a cui forse solo la pazienza riuscirà a rendermi gloria anche se non so in quale maniera..premetto che il cane resta molto tempo in mia compagnia..apparte 3 / 4 ore in cuivado a lavorare la sera, momento in cui sono costretto a tenerla chiusa in camera, in quelle 3 ore crea il panico sale sul letto dove dormo e ci fa i suoi bisogni (ho gia buttato 2 materassi) scava la porta, e distrugge poltrone e divani, apre cassetti per cercare alimenti che poi nemmeno mangia, le basta distruggere l’involucro abbaia e piange fino al mio rientro..queste cose che fa come potete immaginare disturbano oltremodo me che il vicinato, penso sia presa da una certa sindrome d’abbandono..dicono col tempo si abitua che ritorni e che non la abbandoni ma intanto in 1 mese e mezzo nella stanza siamo rimasti io lei e la rete del materasso, altre persone mi hanno proposto di comprare una gabbia e arginare il problema agli abbai.ululati solo che mi prende a male di inprigionare il mio cane, e ho paura che cosi non impari mai..su un articolo del coriere ho letto che basta qualche gioco/pupazzo per tenerla calma..per ora l’unico approccio che ho visto con un procione che suona è stato quello di prenderselo e portarselo alla cuccia al massimo 2 leccatine ma stop..la verità e che mi sono affezzionato pure io un sacco e l’idea di darla in adozione mi sconforta molto..pero daquesto articolo leggo pure che se non caccia non è felice in più questi problemi in mia assenza mi stanno mandando ai matti..mi auguro che qualcuno risponda alle mie perplessità intanto grazie in anticipo a tutti gli amanti dei cani che scrivono su questo sito!!

    • ciao anche io ho una piccola segugina (forse incrocio)trovata a giugno adesso ha forse 4mesi mi chiedo perchè è stata abbandonata!!!!!alcune volte è aggressiva con me quando non mi segue perchè quando annusa nell’erba tante volte ha trovato topolino morti e ho paura che prende malattie e cmq mi chiedo perchè fa cosi’ visto che la tratto bene!:-( forse ha capito che non le faccio niente e se ne approfitta??????ma è molto affettuosa con tutti .. tutti i giorni andiamo a fare lunghe passeggiate all’aria aperta e la faccio giocare in un campo grande…..adoro le sue orecchie e la sua faccina buffa!!!!!!!

  19. Ciao valerione, provo a risponderti io perche’ questa e’ una discussione gia’ un po’ vecchiotta, speriamo di risvegliare qualcuno piu’ competente di me (che non lo sono per niente..). L’unica mia competenza e’ quella di essere anch’io alle prese con una segugia reduce da 3 anni di prigionia , salvo i pochi momenti in cui veniva portata a caccia, poi l’ex padrone e’ diventato troppo vecchio e lei stava perennamente in un gabbiotto… E’ il triste destino di tanti segugi e la tua purtroppo ne e’ una dimostrazione, quando non servono piu’ “capita” che vengano legate a un albero a morire di stenti…. una vergogna!!!
    Il primo consiglio che mi sento di darti è quello di informarti il piu’ possibile, e questo sito ti assicura che è una miniera quasi inesauribile di articoli interessanti ssimi e scritti da veri esperti. Ad es se digiti “ansia da separazione” sulla striscia del motore di ricerca trovi molto materiale che ti aiuterà, poi ovviamente ci sono le librerie, ma qui trovi veramente tantissimi spunti. Ribadisco che non sono un’esperta, ma ad occhio credo che ci sia qualcosa nel tuo comportamento che penso possa non aiutare a risolvere il problema… L’obiettivo dovrebbe essere quello da far capire al cane che non corre più pericolo di essere abbandonata, ma non bisogna in alcun modo “enfatizzare” le sue dimostrazioni d’affetto, ignorandole completamente. In pratica quando torni a casa deve sembrare che tu sia stato via giusto il tempo di prendere un bicchiere d’acqua in cucina, e che quindi non ci sia proprio niente da festeggiare. Lasciala sola più spesso e non tornare mai da lei quando guaisce o raspa alla porta, ma solo dopo che si sia calmata. Insomma ci sono tantissime regole di comportamento che vanno adottate e seguite alla lettera, come l’indicazione di darle le spalle, di muoverti in un certo modo, i cani sono molto sensibili al modo in cui ci muoviamo e ci sono persone che hanno studiato a lungo tali comportamenti. Se non riesci a “sbrigartela” da solo chiedi aiuto a un esperto, ci sono tanti educatori cinofili, chiedi informazioni e cerca di trovarne uno bravo. Sono certa che tutti gli altri problemi ( l’ abbaiare eccessivo, la distruttivita’) siano conseguenze del primo e si risolveranno da soli. Quanto a trovare i modi giusti per farla divertire puoi pensarci dopo, o forse anche in parallelo se fosse utile a spostare il suo ” centro di gravita’ da te a qualcos’ altro di interessante, ma questo penso te lo debba consigliare un esperto. I segugi sono veramente cani dolci e sensibili, troppo spesso maltrattati, purtroppo la loro docilita’ non li aiuta…vorrei vederli ‘sti criminali se avessero a che fare con dei rottweiller se li tratterebbero cosi’…

  20. ricapito qui per caso, ormai la discussione è vecchia ma ci provo. Innanzitutto parlo di cacciare perché il cane caccia, se poi il proprietario ha un fucile o no importa relativamente. Al cane i comandi di base andrebbero insegnati subito fin da cucciolo, per prima cosa, ma non è detto che poi in presenza del selvatico si riesca a farli rispettare, anche perché il cane quando è lontano finge volentieri di essere sordo… il segugio più di tutti!
    Io non demonizzo il collare elettrico – è uno strumento come un altro e TUTTO, ripeto TUTTO dipende da come si utilizza, vietiamo i piedi perché c’è chi prende a calci i cani? – ma un conto è utilizzarlo per perfezionare e completare un lungo affitamento ad una attività che si pratica insieme per anni a regola d’arte, un conto è utilizzarlo per avere un cane “militarizzato” che obbedisce ai comandi solo per paura. Non è detto che il cane venga rovinato da un addestramento di questo secondo tipo, va bene per degli addestratori professionisti che hanno poco tempo e obiettivi da raggiungere, mentre per il cacciatore che passa una vita con il suo cane… non mi piace, si perde molto del rapporto e talvolta i risultati, senza “promemoria”, sono meno duraturi. Figurarsi per un non-cacciaotre che vuole solo far sfogare il cane!
    Purtroppo temo che far cacciare un segugio con soddisfazione di entrambi senza conoscere la natura, i selvatici eccetera sia oltremodo problematico. Mi spiego con degli esempi pratici. Io caccio la lepre ed utilizzo il collare elettrico raramente per rafforzare l’ubbidienza al richiamo, talvolta solo il suono per distrarre il cane in determinati momenti, ma soprattutto per far desistere alcuni cani dall’inseguire animali diversi – ma non ogni volta che li incontrano, sarebbe folle, è un passaggio necessario a volte sì a volte no nell’indurre comportamenti che poi diventano automatici in associazione a tanto “rinforzo positivi lepre”. Un ungulato, se inseguito, può percorrere chilometri senza tornare indietro… Il rischio di perdere il cane è concreto, e non esiste alternativa per un segugio che cacci questi animali se non: allevare selezionando segugi che inseguono poco; aspettarli finchè non si stancano e rientrano; cercarli conoscendo territorio e percorsi dei selvatici; mettere loro un collare satellitare gps, che costa mille euro. La caccia a caprioli daini eccetera è vietata, si caccia invece il cinghiale e chi lo fa sceglie tra le opzioni di sopra: nessuna mi sembra praticabile per un non-cacciatore.
    La lepre invece è territoriale, non cambia zona, un cane non può, a parte casi rari, allontanarsi enormemente cacciandola. Ma la caccia alla lepre ha mille sfumature, presuppone conoscenza profonnda delle abitudini del selvatico più astuto per eccellenza. I miei cani cercano la passata notturna della lepre, tralasciando odori diversi, nel raggio di cento-duecento metri da me, trovatala la seguono con calma e ragionamento, senza corse o sbandamenti, ed io camminando li seguo agevolmente a vista o interpretando i loro abbai, e posso metterli a guinzaglio in qualsiasi momento. Scovato il selvatico nel suo nascondiglio diurno non posso più rimanere vicino a loro, ma la lepre se inseguita poco… il problema non si pone, se inseguita a lungo rientra dove è stata trovata. persa la tracica fresca della lepre i miei cani tornano da me prima di cominciare, se c’è tempo, a cercare una seconda lepre – in caso di prestazione eccezionale non li vedo per due ore, ma di solito molto meno, la lepre è astuta ed un inseguimento di mezz’ora è da considerarsi buono.
    La cinofilia venatoria è un mondo molto appassionante auguro a tutti di provare ed appassionarsi ma… Potrebbe un non cacciatore alle prime armi arrivare a questi risultati con il suo primo cane? Temo di no…
    Quando sento di segugi che spariscono sistematicamente per 3, addirittura 5 ore l’unica spiegazione che riesco a darmi è che questi cani seguano qualsiasi pista, sia notturna che recente, di qualsiasi animale trovandolo oppure no, praticamente in un continuo senza nesso e logica… non c’è altra spiegazione.
    Fatico a immaginare soluzioni con cani adulti così abituati.
    Una “soluzione” potrebbe essere evitare passeggiate senza guinzaglio in boschi estesi o luoghi dove sono presenti animali dalle “lunghe percorrenze” e tentare di far appassionare, liberandolo solo in luoghi prima identificati, il cane al coniglio (al centro-sud) o al silvilago (volgarmente detta minilepre) (al centro nord). Questi animali tendono a formare colonie ben localizzate in luoghi specifici (forteti, spinai, fitti di ogni genere, rive di fiumi ecc) dai quali di notte non si allotanano molto e anche di giorno all’interno del fitto sono sempre in movimento. Sono spesso numerosi e scovarli non è difficile, se inseguiti girano e rigirano in poche decine, massimo centinaia di metri, e non si corre il rischio di perderlo. Generalmente ogni cane si appassiona all’odore di questi piccoli folletti e dopo un po’ di tempo passato a rincorrerli in ambienti spesso accidentati, fitti e faticosissimi, non avrà più fiato per allontanarsi dal padrone!
    Questo sempre tenendo conto che liberare qualsiasi cane in campagna è vietato e particolarmente quelli da caccia, ma un non-cacciatore può sempre fare il finto tonto se gli dicono qualcosa!

  21. Cara Valeria
    inutile dirti che il tuo articolo mi è molto piaciuto sia per la chiarezza sia per l’ironia con la quale hai affrontato il tema Segugio.
    Mi sono avvicinata a questa razza per caso e cioè adottando un Segugio Tricolore Jugoslavo ( razza quasi sconosciuta) e da quel momento mi si è aperto un mondo!
    Ho sempre preferito i Cani da Caccia in genere e mio Padre era uno di quei Cacciatori che rispettava l’ambiente e i suoi Cani e forse sarà per questo che io pur non andando a Caccia non riesco a demonizzare “quel mondo”.
    Ora sono arrivata a Tre Segugi tutti rigorosamente adottati ma inutile dirti quello che questi Cani mi hanno dato e ancora mi daranno…..
    E’ vero quello che scrivi e cioè che loro quando sono in casa sono i piu dolci del mondo ma come li porto nel Bosco è come se ci fosse una marcia in piu….mi piace osservare il loro annusare scovare è ogni volta qualcosa che imparo e che mi aiuta a sentirmi piu parte della Natura.
    Mi piacerebbe che tu parlassi un pò del Segugio Tricolore Jugoslavo segugio per altro qui in Italia poco conosciuto ma estremamente intelligente e veramente “Cacciatore”….
    Grazie ancora e visto che sei mia “paesana” spero di riuscire a vederti qualche volta di persona con i miei Cani.

    Patrizia

  22. avrei bisogno di alcuni consigli su un mix segugietta(il carattere è tutto suo)che ho adottato da un canile, la sua storia è che in 6 mesi si è trovata in cinta, incidente stradale con 2 gambe rotte(anteriore e posteriore dx)canile, partorito con un carattere molto agressivo, adotata da una famiglia con altri 4cani,amputazione della gamba anteriore, epoi è arrivata a me, con me in casa è ultra paurosa, mentre in giardino devo sedermi con alcune crocchette moooolto appetitose e aspettare che lei vada su e giu di corsa scodinzolando come un elicottero, per arrivare a prenderle. quando andiamo in passeggia 2 volte al giorno,(3-4 km a botta) eccitatissima nel partire non riesco mai a farla rientrare, e come tutti i tipodi trova la via più ingegnosa per scappare.

    La prima volta ha fatto finta di avereil collare troppo stretto(non lo era) cosi io lo ho leggermente allargato e lei è riuscito a sfilarselo,
    Ora mentre rientriamo mi trovanel momento di disattenzione per sfilarmi il guinzaglio dalle mani, perché bravissima nel camminare che a volte allento la presa e lei zakkk taglia la corda…

    Fin ora ha sempre fatto pocastrada perché sono riuscito a prenderla prima che vada in statale.

    i miei cruci sono, come faccio ad avere un cane che non abbia paura di me(190 cm per 100 kg) e quando mi avvicino non scappi terrorizzata???

    e farla sentire soddisfatta di un uscita, senza che si demoralizzi nel rientrare che ha poi ripercussioni sul suo carattere, molto sensibile(permaloso pure)

    non mangia niente dalle mie mani, a stento le crocchette appetitosissime ma solo in certi casi, non sempre

    e poi in passeggiata o si va dove vuole lei o si inchioda…. e io deveo tirare, è pure brutto spiegare a chi vede che lei è si un tipode ma mica disabile seria perche sull’argine va su e giu senza paura e fatica, nuota anche contro corrente(è un piccolo fiume), non so come farmi ascoltare, testarda e cocciuta.

    HO elencato i difetti ma i pregi ce ne sono e altri devono venire fuori ancora…

    • Caro Matteo, c’è parecchio lavoro da fare e su diversi fronti. Il mio consiglio spassionato (ho anch’io una segugia da canile che all’inizio era molto paurosa e sono educatrice cinofila appassionata di segugi) è, per primissima cosa, di lavorare sulla relazione e su quella che in educazione cinofila si chiama “attenzione” (del cane nei tuoi confronti). La relazione è la base per tutto il resto e si crea occupandosi del cane e facendo cose assieme.. a questo scopo e nel tuo caso in particolare ti suggerisco un bel corso di educazione di base, darà a te alcune nozioni di gestione e a lei qualche regola e forse qualche piccola sicurezza. Non scrivi da quanto tempo hai questo cane nè se hai avuto altri cani da canile prima, in ogni caso i cani da canile una volta a casa, ci mettono qualche tempo per mostrare davvero se stessi.. voglio dire che prima devono sentirsi sicuri.. dovrai lasciarle tempo ed essere paziente per un percorso che intravedo lunghino. Le paure sono tema delicato, anche qui penso che se troverai un buon e serio educatore cinofilo, sarà in grado di valutare la situazione e dirti se si tratta di normale diffidenza destinata ad attenuarsi o di qualcosa di più serio.. in tal caso potrebbe servire l’aiuto di un rieducatore. Nel frattempo, invece che lasciarla libera rischiando ogni volta che finisca in strada, puoi tenerla con la lunga, ossia il guinzaglio lungo 15/20 metri che si usa in addestramento(da usare in aree senza cespugli, alberi fitti o comunque situazioni in cui possa impigliarsi e ovviamente a debita distanza da pericoli.. insomma in campagna..visto che la legge dice lunghezza max 1,50mt), così le consentirai di sentirsi un po’ segugia annusando qua e là, ma in sicurezza. La questione del richiamo è complessa, viene comunque dopo avere instaurato la relazione, e varia da situazione a situazione. Spero di esserti stata utile.

      • eh già, sei stata utile si, grazzie,
        la dog è con me dai primi di ottobre.
        Da circa 5-6 giorni a casa è la solita mummia, vuole solo il letto(il mio) e se la sgammo la prendo e la metto nella sua ciambella al lato del letto e fa la mummia fino a che rientro, a parte il pranzo time, che deve consumarlo rigorosamente quando non ci sono, e sopra il divano (diamine…)e visto che non le do crocchette, la lavanderia ha un buon cliente. Essendo fuori di casa a pranzo e a cena (cuoco) faccio fatica a controllarla. Ho iniziato a dormire con lei(anzi lei sale la notte con molta leggerezza, è tripode ma è agile ultimamente visto le ore che passeggiamo)e quando vado a lavoro chiudo la camera da letto,(trasformazione iniziata) e da allora quando torno mi scodinzola proprio come un segugio dei video, e ovviamente vuole uscire, e giunti alla prima tappa(100 mt) è diventata incontenibile la sua gioia, alla seconda tappa che dista circa 800 metri è diventata un elicottero, corre salta(si salta, la prima volta è stata un emozione fortissima 2 zampe e mezza che saltano) mi viene incontro, e poi premietto lei premietto io ,sigarettina, e poi giu per strade e stradine per il resto della passeggiata. Fin qui tutto bene, se non fosse la paura dei rumiri forti che ho o limitato moltissimo, “avvisando” con un particolare frase “AAATTTEEENNNZZZIIIOOONE” prima del rumore, se cade qualcosa pazienza per non parlare della stufetta in bagno pero.. per ora sono soddisfattino. E posso dire che una segugietta a 3 zampe non sarà un atleta da gare, ma non ha NESSUN PROBLEMA, in casa è molto tranquilla.

        • Mi fa molto piacere che pian piano vi stiate conoscendo.. ottobre è come dire l’altro ieri :-)..inizierei a lasciare la ciotola per terra però, anche a costo di vedere che salta un pasto.. se è un cane “vorace” vedrai che ai primi morsi della fame mangerà là dove si trova il cibo. Se farai l’esperimento e al tuo rientro troverai la ciotola ancora piena, però toglila, non lasciarle cibo a disposizione tutto il tempo. Se invece è un po’ schizzinosa (ma sinceramente di segugi schizzinosi non ne ho mai conosciuti), puoi provare ad unire al suo solito cibo qualcosa di estremamente appetitoso (ben mischiato..qui il rischio è che poi mangi solo se trova quel dato alimento..ma tra farla mangiare sul divano con cattive abitudini e costi di lavanderia e una spolveratina di grana, forse meglio la seconda..decidi tu). Considera che i segugi sono cani abituati a vivere in maniera anche piuttosto spartana e a lei non pare vero di aver trovato un cuoco che le da da mangiare sul divano! Perciò potrebbe mostrarsi molto tenace (testona!) nel voler mantenere i privilegi acquisiti..sei tenace anche tu? Mi sembrate una gran bella coppia! Fammi sapere!

          • “di segugi schizzinosi non ne ho mai conosciuti”????
            Ti presento Lara. Abbiamo provato a passare dal patè di capra estinta con pepite di diamante (dal costo proporzionato) ad uno normale (e non intendo quello scrauso sottomarca del discount, no!). Ci ha guardato come dire “riportatemi in canile”.
            A onor del vero, lei ha iniziato a masticare solo adesso, prima era solo capace a leccare. Quindi giù con omogeneizzati, yogurt, frullati di carne (puah!!).
            Salvo poi scofanarsi, fuori casa, qualsiasi porcheria trovi per strada.
            Ho l’impressione ci stia solennemente prendendo per il fondoschiena.

          • ed eccoci al 22 di gennaio 3 mesi con una tripode, segugiosa, ho deciso di seguire la dieta barf, cosi visto che lei non mangia in casa ne in mia presenza e tanto meno senza portarsi la pappa sul divano(1 volta sopra il letto), ho deciso che la passeggiata serale dopo la pupù pappa sull’erba cosi non sporca, noto che a volte mi festeggia quando usciamo come fossi il suo idolo, altre volte mi considera come 2 scarpe vecchie che si muovono. se non si va dove vuole lei e per il tempo che vorrebbe lei si inchioda e oppone resistentissima resistenza, all’inizio tiravo ora ho iniziato a portarla dentro in braccio all’inizio era stupita, poi si è frustrata e ora acccetta passivamente, il prossimo passo penso di vedere se lasciandola giù ho fatto un affare a seguire questa strada,

  23. Buongiorno! Anche io avrei bisogno di un parere…io ed il mio compagno abbiamo adottato (il primo agosto) una segugina assolutamente terrorizzata di circa due/tre anni. L’abbiamo fatta sterilizzare, la portiamo a fare attività tipo work nose, caccia al tesoro a sei zampe, passeggiate con gli educatori del centro cinofilo al quale ci siamo rivolti per ridarle un pochino di fiducia ed autostima (l’ultima volta è riuscita perfino a divertirsi con un kong, non ci potevamo credere!)eccetera, ma la strada è ancora molto lunga. Ogni tanto trema senza motivo alcuno, si ritira in sé stessa ed è come se “non capisse” quello che le capita, non si fida ancora, anche se ogni tanto si fionda insieme a noi sul divano (ma è raro, sono momenti molto belli, ma non bisogna mai esagerare con i complimenti, perchè altrimenti se ne va via con la coda “a pannolino”). Abbiamo avuto qualche risultato con i fiori di bach e (vabbé, con lei ha funzionato) lo Zylkene, unito a dap (prima collare, poi diffusore)ed un cambio di abitudini casalinghe quali far partire la lavatrice quando lei è in passeggiata, montare le uova senza fruste elettriche (ho un braccio che fa invidia a quello di Federer, adesso), eccetera. Inutile dire che i petardi la fanno andare letteralmente fuori di testa, come tutti i rumori appena al di sopra della soglia minima di udibilità.
    Va molto molto d’accordo con altri cani, e noi ci stavamo chiedendo se affiancarle un compagno potesse essere positivo. Noi vorremmo solo che fosse serena e felice, e ci sembra che stare con un suo simile la faccia stare bene (finchè non si stufa, allora vuole andare via).
    Chiudo specificando che io sto alla capacità di farmi obbedire da un cane (per quanto ne abbia avuti da quando potevo bedare a loro autonomamente) come Marilyn Manson sta al valzer. Sono sciuramaria inside, ma non lo do a vedere. Grazie mille!!

    • Rispondo ancora .. ormai il segugio fa parte di me e quando se ne parla non resisto..scusatemi!(e chiedo a Valeria di correggermi se dico fregnacce!). Per prima cosa stai tranquilla, che non c’è nulla di strano in ciò che narri, soprattutto quando si tratta di un segugio adottato o trovato in età adulta. Sono comportamenti comuni. Ti consiglio di leggere i post precedenti che contengono già varie indicazioni. Per rispondere un po’ ai tuoi dubbi andrei in ordine: 1.va benissimo farle fare attività “di naso”, meglio dinamiche che statiche (tipo piste..sempre limitanti per il segugio, ma meglio di niente) e farle frequentare all’esterno altri cani, ciò non può che aiutarla ad acquisire sicurezze, 2. il superamento della paura dei rumori, in questo momento, non è prioritario. Credo sia giusto per ora evitarle stress da lavatrici, ma non per sempre. E’ invece prioritaria la relazione con voi (dopo si potranno affrontare le altre questioni). Relazione per la quale non dovete avere alcuna fretta, la mia segugia ha iniziato a fidarsi di me dopo sei mesi che l’avevo adottata e solo ora, che sono passati più di due anni, posso dire con certezza di avere con lei un rapporto di reciproca fiducia. Perciò vi suggerirei di avere tanta pazienza e di lasciarle tutto il tempo necessario per aprirsi, rispettando anche i suoi spazi e la sua poca dimestichezza alle coccole. 3. Vi sconsiglierei di prendere un altro cane adesso, per varie ragioni (a partire proprio da quale altro cane scegliere, non dovrebbe essere una scelta casuale) ed essenzialmente perchè sono convinta che aggiungere un altro elemento prima che lei abbia avuto il tempo per fidarsi del suo nuovo “branco”, potrebbe più complicare che agevolare la situazione. Ultimo consiglio, più che pensare a come farti ubbidire, mi concentrerei sul come farti capire e come capire lei.. i messaggi che ti manda sono innumerevoli, li hai anche scritti..devi soltanto comprenderne il senso. In bocca al lupo!..si fa per dire 🙂

      • Uh, beh, uau, grassie mille per la risposta! Le attività dinamiche le fa in ambienti iper protetti (per intenderci: recintati) perchè se già il segugio non risponde manco morto al richiamo del padrone quando è interessato alla preda, lei ha l’aggravante di provare con micidiale regolarità a scappare (un giorno ho aperto un filo di più la porta di casa, ed è scappata in cortile, molto contrariata per aver trovato il cancello chiuso). Vorremmo che superasse la paura dei rumori perchè ci spezza il cuore vederla con la coda tra le gambe, il sederino strisciato a terra, le labbra deformate in un ghigno che sappiamo ora essere paura (le prime volte avevamo scambiato per una trasformazione in una specie di Joker peloso), gli occhi che dicono “paurapaurissima oramuoro”. La portiamo in un centro cinofilo più per noi che per lei, per imparare cosa ci vuol dire e cosa dobbiamo fare (ero una di quelle sciuramarie che pensavano che “ramenare duro” un cane – leggi: coccolarlo con tanto di baci – fosse la terapia migliore per qualsiasi trauma). Non vorremmo un altro cane così, tanto per allargare la famiglia, ci mancherebbe! Ma vedendo come si comporta con gli altri pelosi, ci era venuto il dubbio che affiancare un compagno (scelto da lei, ovviamente!) l’avrebbe aiutata a prendere fiducia in sé e negli altri. E quanto al farmi ubbidire, ci manca ancora. A me basta avere un elemento del branco che obbidisce ai miei ordini, ed è il bipede senza peli che paga l’affitto con me (nota che l’ho educato così bene che pensa di avere lui lo scettro del potere. Bwaaa!!!). Per il resto, nulla mi ripaga più che chiamare “Lara!” e vedere che la coda tenta un timido scodinzolio. E ti sfido a non riempirla di baci, in quel momento. Ma con sommo sforzo mi trattengo! Grazie ancora per la risposta!

        • Eleonora, convinciti che “farsi obbedire” non significa “farsi obbedire”, ma “dare sicurezza al cane”: forse vedrai la cosa in modo diverso.
          Ti faccio un esempio che uso spesso, forse scemo ma (spero) chiaro: pensa di essere stata rapita dagli alieni e portata su un pianeta sconosciuto, completamente diverso dal nostro, in mezzo ad esseri completamente diversi da noi.
          Te la faresti sotto? Certo che sì!
          E se questi esseri ti facessero tante coccole e ti accarezzassero e baciassero… tu smetteresti di aver paura di loro? Immagino di sì. Ma smetterresti anche di temere tutto ciò che di mostruoso e spaventoso si trova su quel pianeta? Presumo di no!
          Se invece uno di questi alieni ti mostrasse, un po’ per volta, che il robottone alto due metri non è un mostro, ma una specie di colf; che l’altro apparente mostro che sfreccia per le città non è Godzilla, ma un mezzo di trasporto…e così via… immagino che, un po’ alla volta, tu acquisteresti maggior fiducia e che cominceresti non solo a non temere gli alieni, ma anche a muoverti con sempre maggiore disinvoltura nel loro mondo.
          Ecco, quello che si fa quando si insegna ad un cane l’obbedienza è proprio questo: gli si fa capire che può fidarsi di noi; che quelli a cui lo poniamo di fronte non sono “mostri”, ma sono normali componenti della nostra società; che ciò che oggi gli sembra “alieno” domani gli sembrerà normale, e che stando al nostro fianco imparerà a distinguere ciò che è buono da ciò che è cattivo, ciò che è normale da ciò che può rappresentare un pericolo.
          Lavorare con un cane è, prima di tutto, questo!

        • “Non vorremmo un altro cane così, tanto per allargare la famiglia, ci mancherebbe! Ma vedendo come si comporta con gli altri pelosi, ci era venuto il dubbio che affiancare un compagno (scelto da lei, ovviamente!) l’avrebbe aiutata a prendere fiducia in sé e negli altri”.. era chiaro, la mia risposta era proprio in questo senso. Valeria è comunque riuscita a rendere l’idea di quanto cercavo di dire 😉

  24. Eleonora prova a darle un ossobuco (crudo) con un pochino di carne attorno..le farà anche molto bene alla pulizia dei denti ed è un passatempo. Ti consiglio di lasciarglielo a disposizione senza dire nulla.. in particolare cose del tipo “dai prendilo, su, non lo vuoi.. perchè non lo vuoi..” e (se lo mangerà) di lasciarglielo finchè non si stanca di sgranocchiare (con la mia lo tolgo solo se lo spezza).

  25. Ho letto volentieri i vostri commenti. Ho preso un cucciolo di segugio femmina 2 anni fa da un cacciatore mio amico che per sdebitarsi di un favore me lo ha regalato pur essendo cuccioli di campioni italiani con tanto di certificazioni e quindi di valore. Ho avuto la prima scelta ma ho preso quello che più si allontanava dai canoni prestabiliti, ovvero: tartufo marrone e non nero, occhi azzurri e non scuri. Diciamo che è stato il cucciolo a scegliere me. Era anche il mio primo cane e da allora ho dovuto imparare tutto, anche a fare i conti con il suo istinto innato per la caccia, che io manco a dirlo non pratico.
    Il cucciolo non ha avuto scuola, né esempi che potessero insegnargli la caccia ma io oggi mi ritrovo una macchina da….caccia senza aver fatto nulla. Vado spesso nei boschi e lei mi segue ovunque, peccato che nel tragitto mi stana lepri e fagiani nelle immediate vicinanze e sicuramente farebbe la felicità di un cacciatore. Ammetto di aver avuto problemi di richiamo il primo anno, quando cioè sentiva una traccia non tornava se la richiamavo ed ero angosciatissima. Ho passato momenti davvero difficili perchè, come avete giustamente detto, quando è in modalità caccia diventa come sorda, insensibile a tutto il resto, padrone compreso.
    Ma la vera scoperta è stata la dolcezza di questo cane: affettuoso, sensibile, intelligente, quasi umano nel capire i sentimenti e gli stati d’animo delle persone.
    Quando tornava da una delle sue battute di caccia quasi cercava di farsi perdonare, come per dirmi “non è colpa mia se mi sono allontanata per 10 m.” (ma a volte erano anche due ore). Ammetto di essere stata più volte sul punto di pentirmi di aver preso questo tipo di cane, non si affeziona mi dicevo, non conto nulla per lei!
    Ora, a distanza di due anni, dopo varie sofferenze dovute al suo non ascoltarmi, le cose vanno molto meglio. Siamo sempre insieme nelle nostre scampagnate nei boschi, libera di andare e venire. Ma ora quando è il momento di tornare arriva e io apprezzo sempre di più questo cane dolce ed equilibrato, il suo sguardo a volte languido e a volte severo. La sua obbedienza è il risultato dell’attaccamento a me, la diretta conseguenza del nostro interagire in ogni situazione: al guinzaglio in città, a spasso nei negozi, nei nostri viaggi in macchina, nelle visite ad amici a due e quattro zampe. In questi due anni ho capito che l’obbedienza non l’avrei ottenuta col comando, col boccone appetitoso, o peggio con le sgridate: ma solo col suo amore per me e il mio per lei. Siamo cresciute insieme e ancora oggi sono riconoscente a quel cacciatore di avermi regalato la felicità di avere un segugio!!

  26. Matteo, purtroppo è difficile riuscire a comprendere il perchè la tua simpaticissima tripode non mangi in casa, alla tua presenza ecc e perchè talora opponga resistentissima resistenza solo leggendo la vostra storia tramite il pc. Sicuramente lei si comporta così per dei validi (a suo vedere) motivi (legati al suo passato? al presente?)… andrebbero indagati “dal vero”, perchè a mio modesto parere quei comportamenti potrebbero essere dati dal disagio che lei, in alcune situazioni, ancora prova, o da lievi incomprensioni tra di voi, magari risolvibili con pochi accorgimenti da un occhio esperto.

    • Signori cari, nessuno dice mai una cosa, sono troppi tanti davvero gli allevatori che non gli darei nemmeno l’incarico di vendere patate e carote. Non hanno le più rudimentali nozioni di genetica e non conoscono le razze. Fanno degli accoppiamenti da reddito punto e basta. Si d’accordo parliamo pure del cetriolo e dell’ortolano, tanti padroni sono incompetenti e ad altri bisognerebbe darli fuoco…. ma avete mai avuto un cane selezionato da gente che sa come fare e insomma un cane di ottimo livello caratteriale? Noo!! Be io si. Un dogo argentino nato in allevamento, l’ ho preso e portato a casa all’eta’ di 2 anni e mezzo. Dopo poco che lo avevo, l’ ho guardato una sera e mi sono fatto una domanda ” ma dove sei nato in un allevamento o in questa Casa? ” Non sono esagerato se dico che era PERFETTO, non aveva paura di niente equilibratissimo “un cane solo da godere e basta ” certo era un dogo argentino, non una setterina scodinzolante.

  27. ciao a tutti, ho adottato quasi 2 anni fa una segugina dal canile (veniva dalle strade della sicilia) l’articolo la rispecchia davvero tanto e uno sorriso è impossibile non farlo quando capisci che sta parlando proprio del tuo cane! 😉
    io non ho avuto nessun problema con l’approccio anzi…..lei di confidenze se ne è prese tante…troppe fin da subito e più passa il tempo e più è “ossessionata” da noi, se io e il mio fidanzato a volte siamo al pc seduti uno accanto all’altro lei non si accontenta di star per terra vicino , sale in braccio ( forse credendo di essere un frusciello) per stare coricata in posizione super scomoda e la cosa più strana è che deve essere sempre al centro di noi due o se coricata su uno la testa va dall’altro….deve toccarci sempre entrambi.
    di affetto Polly ne ha davvero da vendere e riesce a piacere anche a quelli che i cani non è che ne vadano molto pazzi…..
    abitiamo vicino l’argine dell’adige e spesso ci facciamo lunghissime passeggiate, sopratutto d’inverno quando non c’è nessuno, appena varca la soglia passa da cagnolino a “lepreleprelepre” se la lascio libera gli si stampa in faccia la felicità e mi viene quasi da commuovermi nel vederla così felice, poi quando è ora di tornare nonostante lei mi veda a distanza, neanche se le sventolassi una bistecca fiorentina al sangue tornerebbe da me…quindi in paese credo di essere l’unica che va al passeggio con il cane e torna senza….perchè tornerà lei piu’ tardi quando ha finito…tutta bassa bassa con la faccia da super dispiaciuta e in colpa di aver fatto così tardi (in genere la sgrido….lo so che non bisogna ma cavoli non si puo’ non arrabbiarsi difronte a tanto menefreghismo) …
    non parliamo del passeggio…..è lei che porta a passseggio me……se poi appunto la porto sull’argine senza liberarla torno a casa con un braccio più lungo dell’altro….idem in mezzo alla gente, muso a terra e appena qualcuno dice “che bello” lei le è già saltata su (cosa cehe non a tutti fa ovviamente piacere) sopratutto se le sue dolci zampette sono piene di terra!!!!!ha un entusiasmo incontrollabile!!!!!!!!!!
    voi come avete risolto???? abbiamo già fatto un corso di addestramente…in campo era abbastanza brava appena si usciva a casa….tutto tornava come prima quindi zero risultati e soldini buttati al vento! io me la porterei ovunuqe ma questo suo comportamente in mezzo alla gente purtroppo mi impedisce di farlo, ok sull’argine ma il passeggio è obbligatorio!!!!

    ps: Valentina ho tentato di cercarti su fb, abitiamo abbastanza vicine io sono di Legnago (vr) però ci sono tantissime omonime e non ti ho trovata…. 🙁 mi dai qualche indizio?

  28. salve…discussione di qualche tempo fa, vediamo se ci siete.
    Ho trovato su una strada vicino Roma una simil segugetta, che è con me da una settimana. E’ dolcissima e un po’ spaventata, ma sono già io il suo punto di riferimento e mi tiene sempre d’occhio. Risponde anche al richiamo. Il dubbio è su questo istinto di caccia, che mi pare si stia manifestando man mano che acquista sicurezza. E’ il caso di farla dormire al chiuso per evitare scorribande notturne? Fino ad ora ha dormito davanti alla porta di casa, ma siamo in aperta campagna. Che succederà? Grazie

    • io la farei dormire dentro di sicuro se non hai un giardino recintato, e le permetterei di entrare anche quando fa molto caldo (e quest’inverno, quando farà freddo…). Quando sono ancora spaventati tendono a fare i cozzetti ma più si sentirà sicura di te e della casa,più inizierà ad allontanarsi sempre di più, come è naturale per loro…

  29. Questo articolo sembra la descrizione della mia Birba! Ho una cosa, però, da dire: è vero, non sono aggressivi con gli altri cani, nemmeno la mia cagnolina lo è. Diciamo piuttosto che li snobba, come a dire “tu sei un essere insulso e non meriti la mia attenzione”. In casa, abbaia ad ogni minimo rumore, e se sente qualcosa di strano, si rifugia sotto le mie gambe. Però è una coccolona incredibile, giusto stamattina me la sono ritrovata a letto, sdraiata sulla mia schiena. Ho aperto gli occhi, mi sono girata e lei era lì, che mi fissava come a dire “ti sembra questa l’ora di svegliarti?!” E’ inutile, i segugi sono i cani migliori del mondo!

  30. ho un segugio italiano nero focato.

    L’ho preso a 8 mesi e NON SONO UN CACCIATORE.

    Concordo su tutto tranne che: “prendere un segugio italiano cucciolo se non si è cacciatori è un’idea abbastanza folle.” Perché secondo questa base, non andrebbero presi neanche dal canile. Cos’è, da cuccioli possono cacciare e dal canile non avrebbero più voglia di farlo?

    E’ un cane dolcissimo, simpaticissimo e mi piace molto, mi fa morire dal ridere. Ma non sono un cacciatore.

    • I cani dai canili devono uscire! Quindi si possono prendere anche se non gli si può offrire esattamente il tipo di vita che loro vorrebbero: si possono accettare compromessi, quando si tratta di salvare un cane. Quando invece si può scegliere “da zero”, prendendo un cucciolo… allora sì, trovo abbastanza folle scegliere proprio una razza selezionata per qualcosa che non abbiamo intenzione di fare 🙂

  31. I miei zii hanno un segugio italiano ritrovato nei boschi, mezzo denutrito e spaventatissimo. Ma adesso che si è rimesso in sesto debbo dire che questa descrizione gli calza a pennello. I miei zii non sono cacciatori, e per i primi due mesi lo hanno tenuto in casa portandolo giusto a fare le passeggiate al guinzaglio o all’area cani; però vedendo che non mangiava e che era sempre un po’ giù, hanno chiesto consiglio al veterinario, che gli ha detto, testuali parole: “I segugi o cacciano o stanno così”. Lo hanno munito di collare GPS (perché giá una volta era scomparso e tornato la mattina dopo) e ogni settimana lo portano in campagna “a caccia”: nel senso che il cane cerca (e scova) lepri, fagiani, un paio di volte anche volpi, dopodichè ulula e guarda mio zio come a dire “embè? Io la mia parte del lavoro lo fatta ora tocca a te, lavativo!”. La “preda” (che si è presa un po’ un infarto ma é incolume) se ne scappa via mentre mio zio si rotola dalle risate per la faccia allibita del cane, poi lo premia. Dopo un mesetto Coby ha deciso che il suo lavoro è scovare le prede (senza ucciderle) e far ridere mio zio, eppure non l’ho mai visto più contento di cosí!

  32. Bellissima presentazione! E com’è vero: i segugi devono andare a caccia, con buona pace degli animalisti che non riescono a concepire questo semplice concetto (ma credo che sia da estendere un po’ a tutti i cani da caccia).

  33. Io sono sempre stato un maniaco escursionista, ora un po di meno per via della schiena dopo una caduta da una scala. Ma all’epoca di cui vi parlo ero alla massima attività. Mi sono sempre piaciuti i cani specie quelli da caccia, sopratutto i segugi, perche sono rustici e amano la natura come me. Circa 20 anni fa forse anche piu, avevo un Harrier be non mi crederete,è stato vicino a me per 2 anni come un pastore tedesco, dopo 2 anni nel giro della meta’ di mezzo secondo si è eclisato. Lo cercato per tanto tempo….sparito.

  34. Invece ho incontrato e come cacciatore che hanno portato il proprio segugio al canile, oppure c’è chi li abbandona in posti lontani cosi non tornano o peggio ancora c’è chi preferisce ucciderli e seppellirli.

    Tutti questi cacciatori hanno detto questa cosa con molta tranquillità perché secondo loro se il cane ha paura degli spari, e timoroso, non caccia ma preferisce giocare allora nulla da fare, come dicono loro “non ho cercato un animale da compagnia” ahimè

    Ii mio è un cane da caccia che ha paura dei botti e si nasconde , quindi qualcuno ha pensato bene di abbandonarlo ma per fortuna è stato trovato già quasi in fin di vita. Oggi è un cane meraviglioso alla faccia del merdoso che gli ga abbandonato.

    Anna

  35. Salve, ho due segugi, uno italiano e uno francese. Entrambi presi in canile, entrambi abbandonati perché inadatti alla caccia. Il francese non ha proprio l’istinto, è come se fosse stato abituato a stare in mezzo ad altri animali. Magari li annusa, spesso da lontano, ma cacciarli mai. L’altro ha maggiore istinto ma non sa proprio come si fa e trasforma la caccia in un gioco, risultando goffo e incapace. Al massimo caccia api e vespe sul balcone. Le ha prese già da un gatto, ma non ha imparato a stargli lontano.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.