ragazzi1di VALERIA ROSSI – Era il 1976 quando Gianni Morandi prometteva ai suoi figli di prendere e portarsi in roulotte gufi con gli occhiali, lepri in tuta rossa, canarini feriti e ghiri dormiglioni.
Io, ai tempi poco più che ventenne e pervasa da sacro fuoco animalista, da un lato avevo una paura folle che i bambini prendessero sul serio la canzoncina e cominciassero a chiedere ai loro genitori di catturare animali selvatici per portarseli a casa; dall’altro, però, invidiavo da matti quel papà che rispondeva “si!” a tutte le richieste.
Perché il mio, all’unica asfissiante domanda che gli avevo rivolto per anni ed anni (e cioè: “me lo prendi un cane?”) aveva sempre e solo risposto “NO!”.
Nel ’76 il cane ormai ce l’avevo, anzi ne avevo più di uno (cominciavo già ad allevare): eppure non potevo dimenticare la mia adolescenza costellata da quei “NO”, dovuti – lo sapevo – al grande dolore causato dalla misteriosa sparizione del mio primo cane, ma ugualmente durissimi da mandar giù.

sognocaneNon posso non ammettere di aver avuto una giovinezza particolarmente fortunata: non mi è mai mancato niente, anzi ho avuto decisamente  più del necessario. Neppure gli animali mi sono mancati, a dire il vero: ho avuto anche i cavalli, sogno proibito per moltissimi miei coetanei.
Eppure, in tutti gli anni che hanno preceduto la mia maggiore età, c’è stato sempre un buco, una mancanza, un vuoto che ha lasciato un segno dentro di me: volevo disperatamente un cane e non sono riuscita ad averne tutto uno mio finché non ho compiuto diciott’anni (ma solo perché a quell’epoca i miei genitori si separarono, io andai a vivere con mia madre… e a convincere lei ci misi circa quaranta secondi).
Per questo qualche giorno fa, quando un lettore mi ha fatto notare che su “Yahoo Answer”, in mezzo alle millemila “cugginate”, c’era uno stuolo di ragazzini che chiedevano aiuto per riuscire a convincere i genitori a prendere un cane, mi sono immedesimata al trecento per cento.
Per questo spero di poter dare un piccolo aiuto almeno a qualcuno di loro, provando a fornire motivazioni fondate da far leggere ai genitori… fermo restando, però, che in alcuni casi anche il “NO” può essere motivato e che bisogna prenderne atto.

LE PIU’ COMUNI SCUSE DEI GENITORI

PER NON PRENDERE UN CANE


A) SCUSE FACILMENTE SMENTIBILI

– I cani sono sporchi, hanno le pulci e le zecche, portano malattie…

ragazzi2Il cane non è sporco “perché sì”. E’ sporco se nessuno lo lava: esattamente come gli umani. Basta lavarlo o portarlo a lavare in toelettatura per eliminare il problema.
Nello stesso modo si eliminano pulci, zecche, pidocchi e compagnia bella: con un buon bagno antiparassitario, o con gli appositi collari, o con i prodotti “spot on” che si applicano sul collo, tenendo lontani i parassiti per mesi. Ormai la scienza ci ha fornito tali e tante armi contro i parassiti cutanei che è veramente difficile incontrare ancora una pulce o un pidocchio: ma anche nel caso… ricordiamo che questi piccoli e fastidiosi nemici sono tendenzialmente specie-specifici. Le pulci del cane non vanno sull’uomo. Le zecche sono specie cosiddette “monotrope”: dove si attaccano restano. Se salgono su un cane, restano lì e non vanno in cerca di altri ospiti.
L’uomo può prendersi le zecche se passeggia in primavera in un qualsiasi ambiente infestato da zecche (quasi sempre cadute da volatili o roditori, sui quali si insediano nel primo periodo della loro vita, allo stadio di ninfa, prima di lasciarsi cadere a terra e di cominciare l’attesa dell’ospite definitivo) e se NON ha un cane con sè: perché se ha il cane, la zecca sceglie immancabilmente lui. L’uomo è solo un rincalzo, un “meglio che niente”, un pezzo di pane secco paragonato  al menu luculliano rappresentato dal cane.
In pratica, avere un cane con sé è una protezione efficacissima contro le zecche… anche se, ovviamente, il cane va protetto con gli appositi antiparassitari perchè le zecche trasmettono malattie anche molto serie.
Infine: un cane sano non porta alcuna malattia.  Un cane malato può trasmettere all’uomo le cosiddette “zoonosi” (che significa appunto “malattie trasmissibili da animale a uomo), che però sono veramente rare. Contro le uniche due veramente gravi, la rabbia e la leptospirosi, c’è la vaccinazione e quindi è praticamente impossibile prendersele.
Altre possibili zoonosi (tigna, parassiti intestinali e poco altro) si trasmettono solo se l’uomo fa cose veramente inconsulte (tipo mangiarsi una cacca di cane) e sono facilissime da curare.
Per altre malattie, quella della possibile trasmissione all’uomo è solo una leggenda metropolitana: è il caso della leishmaniosi (che non può essere trasmessa dal cane all’uomo per contagio diretto: a trasmetterla è un insetto, il pappatacio o flebotomo) e della toxoplasmosi, pericolosa solo per le donne in gravidanza, che NON può essere in alcun modo trasmessa dal cane, a meno che non si mangi carne di cane cruda o poco cotta.
In realtà questa malattia viene più spesso abbinata al gatto, che (a differenza del cane) libera il parassita nell’ambiente con le feci: ma il parassita deve rimanere nell’ambiente almeno 36 ore prima di poter contagiare una persona, quindi basta cambiare la lettiera ogni giorno e il pericolo è totalmente scongiurato anche per quanto riguarda il gatto.
Il modo più facile di prendersi la toxoplasmosi è mangiare insalata non lavata, oppure cane di bovino o maiale cruda o poco cotta. Le signore in stato interessante devono stare alla larga dal roast beef e dal carpaccio, non certo dai cani!

– I cani possono mordere
Certo che sì. E gli uomini possono scazzottarsi, ma anche accoltellare e sparare: eppure nessuno si pone questi problemi quando decide di mettere al mondo un figlio. Nessuno pensa che darà alla luce un potenziale killer.
Perché? Ma perché si dà per scontato che un bambino che cresce in una famiglia capace di amarlo, educarlo e indirizzarlo verso i giusti valori non potrà mai diventare un criminale.
Bene, per il cane è la stessa identica cosa: un cucciolo che cresce in una famiglia capace di amarlo, educarlo e indirizzarlo non diventerà mai pericoloso per nessuno. In compenso può essere un efficacissimo difensore della casa e dei suoi abitanti, proteggendoli da quegli umani che (nonostante ciò che pensavano le loro madri) delinquenti ci sono diventati.

– Non ho il giardino.

ragazzi3E meno male!, mi verrebbe da dire.
Almeno il cane non ci verrà “abbandonato” dentro ad annoiarsi a morte.
Eh, no, eh! Perché non ho il giardino!” è stato il tormentone di un divertente sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo… e questa frase sta giusto bene lì: in un siparietto comico. Perché il cane non è un animale “da giardino”: il cane è un animale sociale che vuole (e che dovrebbe sempre) vivere insieme alla sua famiglia.
Il giardino è comodo, su questo non ci piove: ma è comodo soprattutto come gabinetto. Se c’è il giardino, potremo limitarci ad aprire la porta quando fa freddo, piove o nevica, senza essere costretti a vestirci e portar fuori il cane a sporcare.
Però non è che il cane possa uscire “solo” per sporcare: il cane, come gli umani, ha bisogno di uscire, di vedere persone e animali, di fare una vita sociale. Quindi, alla fin fine, bisognerà comunque vestirsi e uscire. L’unica cosa che NON bisogna fare è rifilare questi compiti ai genitori, perché in quel caso avrebbero ragione di rompere. Se un ragazzo vuole un cane, deve anche assumersene le relative responsabilità: il che significa assumersele ogni santo giorno della vita, 365 giorni all’anno, estate e inverno, che piova o ci sia il sole, che si debba uscire con gli amici o telefonare alla fidanzata. Non è che ci si possa occupare del cane per un mese, e poi dimenticarsene. Se state insistendo per avere un cane, questo dovrete tenerlo ben presente: un cane è un impegno. Grosso, gravoso, a volte pesantissimo. I genitori possono rappresentare un aiuto in casi di emergenza, ma se il cane l’avete voluto voi, sarete voi a dovervi assumere questo impegno. Per sempre. Perché il cane non è un Ipad che si può mollare in un angolo quando non serve.

– Ho la casa piccola
Embe’? Sarà sempre più grande di una buca nel terreno, che è all’incirca lo spazio occupato in natura da un cane a riposo.
Le attività fisiche si fanno fuori di casa: in casa ci si rilassa, si dorme, al massimo si rosicchia un ossetto. Non è che servano decine di metri quadrati. Serve, semmai, la consapevolezza che il cane deve uscire, giocare, lavorare, fare sport…e che qualcuno deve portarlo a fare tutto questo. Ma la casa piccola non è assolutamente un limite.

B) SCUSE SENSATE, MA (ALMENO TALVOLTA) SUPERABILI

Frau mit Erk‰ltung– Qualcuno in famiglia è allergico al pelo di cane

Questa può essere una limitazione, ma non un impedimento vero e proprio: a) perché per le forme più leggere di allergia (che è sempre un’allergia alla saliva o al sebo, e non al pelo: il pelo in se stesso è neutro) esistono ottimi prodotti deallergizzanti;
b) perché esistono razze naturalmente anallergiche (per esempio il siberian husky);
c) perché esiste l’immunoterapia allergenica: si tratta di compresse da mettere sotto la lingua che eliminano i sintomi nella stragrande maggioranza dei casi.

– Quando muore un animale si soffre troppo, mi è successo una volta e non voglio che succeda di nuovo

Questa non è neppure una “scusa”: perché purtroppo è verissimo, si sta male-male-male quando un animale ci lascia.
Però si sta male anche quando ci lasciano le persone care, e non per questo abbiamo deciso di non amare più nessuno, di non avere più amici, di non fare più figli.
Sì, certo: gli animali vivono meno di noi e la loro morte è un fatto certo: ma prima o dopo si muore tutti, sempre e comunque. E siccome gli umani vivono più pericolosamente dei cani (anche solo per il fatto di salire in macchina ogni giorno…), la verità è che ognuna delle nostre vite è appesa a un filo. Se ci mettiamo a pensare a questo, smettiamo proprio di vivere.
Quello a cui si deve pensare è a tutte le cose positive che la compagnia di un cane ci può dare: quindici anni (più o meno) di momenti bellissimi, di amore, di divertimento, di vera e propria “terapia” (è scientificamente provato!) contro malumori, depressioni e perfino contro l’ipertensione… in cambio di un momento triste che arriverà, questo è certo: ma che bisogna anche saper affrontare con animo sereno, perché questa è semplicemente la natura: si nasce, si vive, si muore.
Chi è incapace di affrontare la morte di un animale è incapace di affrontare la morte come concetto assoluto: e non gli basterà evitare di prendere un cane per non soffrire, perché la morte esiste e prima o poi bisogna averci a che fare. Se non si è in grado di accettarlo bisogna farsi aiutare: non serve a niente fare lo slalom ed evitare di attaccarsi a qualcuno, perché questo non è un modo sano di vivere.

asiloc) Stiamo tutti fuori casa per la maggior parte della giornata

Questa è una motivazione molto valida per non prendere il cane, animale sociale (l’abbiamo detto) che ha bisogno di passare molto tempo con il suo “branco” di umani.
Però fortunatamente, esistono i dog sitter! Ed esistono anche i cosiddetti  “asili”,  che possono occuparsi del cane anche per diverse ore, quando la famiglia è assente (e in molti casi fanno anche servizio di recupero e riconsegna a domicilio).
I possibili problemi sono due: a) questi servizi sono ormai diffusissimi nelle grandi città, meno nei piccoli paesi; b) ovviamente, come tutti i servizi, hanno un costo: costo che aumenta con l’aumentare delle possibilità offerte. Qui bisogna prima di tutto informarsi per scoprire se e quali persone/strutture esistono nella propria zona:  e poi bisogna farsi i conti in tasca per benino, scoprire quali sono i prezzi (che variano moltissimo da una zona all’altra) e capire se possiamo affrontare la spesa oppure no (e anche se siamo disposti a sacrificare qualcos’altro, oppure no).

C) SCUSE VALIDE E DIFFICILMENTE CONFUTABILI

a) Non ti sei mai dimostrato abbastanza affidabile quando hai promesso di prenderti un impegno

Questa è proprio difficilissima da contestare. Se è il vostro caso, l’unica difesa sta nel diventare affidabili in millemila altre situazioni, dimostrando di avere davvero acquisito la capacità di mantenere la parola e di assumersi le proprie responsabilità.
Certo,  è una cosa molto “da adulti”: ma anche avere un cane davvero “nostro”, convincendo i genitori che non saranno loro a caricarsi di un impegno che evidentemente non gradiscono assumersi, è una cosa da adulti.
Se davvero si vuole un cane con tutto il cuore, allora bisogna saperselo meritare. Da qui non si scappa.

b) Non possiamo permettercelo

ragazzi5Purtroppo anche questa è una scusa validissima. E non basta dire “ma lo prendiamo al canile, non costa nulla!”… perché è un ragionamento troppo troppa superficiale.
Quando si prende un cane, l’eventuale spesa di acquisto è quasi ininfluente rispetto a tutte le altre che verranno. Il cane deve essere nutrito in modo adeguato (e costa), il cane può ammalarsi (e costa, a volte anche molto caro), il cane ha bisogno di accessori (collari, guinzagli, ciotole, giocattoli…) che hanno tutti un costo, il cane può aver bisogno di un educatore (che ha un costo) e così via.
Non è proprio come avere un altro figlio, ma… quasi. Quindi i conti bisogna farli, tenendo presente anche la possibilità (pur facendo tutte le corna del mondo) che succeda un incidente o che arrivi una malattia seria, per cui si dovranno affrontare spese veterinarie: e purtroppo i cani la mutua non ce l’hanno.
Ci sono alcune assicurazioni che coprono le spese sanitarie…ma costano anche loro.
Se una famiglia in questo momento non è in grado di far fronte alle spese necessarie a garantire una buona qualità di vita al cane, se non si ha la certezza di poter pagare senza problemi un improbabile, ma NON impossibile intervento veterinario costoso, allora è meglio rinunciare. Perchè con la vita degli altri non si gioca.

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39 Commenti

  1. Bell’articolo! Sono grandicello quindi non lo sfrutterò, ma parafrasando Hannibal Smith della serie tv “A-Team” quando diceva “Io adoro i piani ben riusciti”, io adoro leggere articoli ben scritti! 😀

    L’ultimo punto, purtroppo, è assolutamente veriZZimo!

  2. Io ho dovuto aspettare i 19 Anni per convincere i miei genitori a prendere un cane… a quel tempo questa guida mi sarebbe stata utilissima 🙂

  3. Ciao Valeria,
    approfitto di questo tuo articolo per far sapere a tutti i lettori un piccolo rimedio per l’allergia al pelo di cane. Mi preme sottolineare che io non ho allergie (per fortuna), dunque non l’ho provato personalmente. Ovviamente chiedete consiglio al medico/farmacista/omeopata prima di assumerli:

    – TH 2 (in perle)
    – ALLERGIPLEX n. 29 (in gocce)

    La mia amica finalmente si gode il suo misto-spinone senza starnutire in continuazione!

  4. … poi succede come a me, che mia figlia di 13 anni, estremamente affidabile per altri versi, avuto il cane (pareva che morisse se no) ne è rimasta molto delusa (non assomigliava a quelli dei film, credo) e se ne è occupata solo per dovere… fortunatamente era molto socievole ed era un cane felice di qualsiasi cosa…

  5. Io il primo cane “mio” lo ho avuto a 39 anni; e devo dire che comporta responsabilita che non sarei stato in grado di prendermi da adolescente. Come il corso di obbedienza base per cuccioli (tra i 4 e gli 8 mesi) che e’ la domenica alle 9 di mattina (con conseguente sveglia alle 7:30), tutte le domeniche.
    Mi piace il punto relativo al “non abiamo il giardino” quando concludi , anche se per un adolescente temo che le “emergenze” sarebbero all’ ordine del giorno. Tipo: “mi accompagni in macchina dal veterinario”, “gia che vai al supermercato compri tu le crocchette”, “vado in gita, ti lascio il cane tre giorni”, “ho la febbre, lo porti fuori tu”, “stasera vado a una cena con gli amici, porti fuori tu il cane”…
    Io il lo avrei scritto in caratteri giganti per far riflettere gli adolescenti che credono che tenere un cane sia facile e che sottovalutano le responsabilita che comporta.

    • beh, anche da adulti prendere un cane senza una “rete” familiare o amicale che ti aiuti è un bell’azzardo…
      Perché ci si può ammalare, si può avere un impegno inderogabile, eccetera…
      Se io non potessi contare su un paio di persone che, al bisogno, mi aiutano non credo che avrei mai preso un cane.

  6. A mia madre i cani non sono mai piaciuti: sporcano (abbiamo il giardino, e lei non sa che il cane va portato fuori) abbaiano, puzzano, scappano (causa cancello elettrico: quando si apre perchè qualcuno deve entrare, l’animale se ne esce e ciao), e ora non mi viene in mente l’ultima scusa con la quale sono stata zittita per 24 anni.

    Ps: smentire mia madre sulle scuse campate per aria è come parlare a un sordo.

  7. Il cane non si adotta perché lo vogliono i bambini … Sono i genitori consapevoli di voler amare e vivere con un cane che dovrebbero far vivere ai loro figli la stupenda esperienza.
    Se i genitori, al contrario, pensano che si possa comprare o adottare il cane perché lo chiedono i figli (magari di 4 o 5 anni di età) o non sono pronti ad essere loro, come adulti, ad occuparsi del cane in qualità di altro “figlio” a quattro zampe … la risposta degli allevatori, degli operatori di canile, di chi si occupa di adozioni dovrebbe essere sempre e soltanto NO! … Seguito da una lunga chiacchierata che lo motivi … e poi chissà gli adulti, più consapevoli, potrebbero davvero capire perché il cane in casa è un valore per tutta la famiglia … Un aiuto anche per insegnare ai loro figli i valori della diversità, il significato di prendersi cura dell’altro, ecc. ecc.

    Meglio tanti NO … che un mucchio di SI superficiali … che hanno come conseguenza: abbandoni, canili, restituzione agli allevatori (quelli seri che li riprendono!), ecc. ecc.

    • @Francesco:

      straconcordo, e aggiungo che DEVe essere NO anche se i figli che chiedono il cane hanno fra i 13 e i 20 anni, visto che personalmente ho visto TROPPE VOLTE come vanno ste cose (se vostro figlio ha fra i 13 e i 23 anni e vi chiede un cane dite NO a meno che anche voi non vogliate quel cane quanto lui/lei e non siate poronti a occuparvene x i prossimi 15 anni anche se il ragazzo/a vi dirà che se ne occuperà SEMPRE lui/lei!!):

      Il ragazzo vuole il cane e alla fine lo prende promettendo di occuparsene e va ancora al liceo o all’università, magari se ne occupa x 1 mese o x 1 anno o x 2 o 3, ma poi finisce gli studi, trova lavoro o un compagno/compagna, o trova un compagno/a e sta x avere un figlio (e li c’è la paura di cosa farà il cane che x molti, soprattutto se hanno preso un pitbull o simili, non importa quanto sia buono, vuol dire dare via il cane perchè parenti e amici e magari pure veterinari ed educatori ti dicono che è un pericolo) e gli orari e le abitudini cambiano e il cane diventa un peso..
      ..il cane viene mollato a genitori che NON LO VOLEVANO (e magari è un pitbull o simili perchè a ragazzi e ragazze i pitbull piacciono ancora molto, ma non hanno idea di come gestire alcun cane e nemmeno un cactus x tutta la sua vita da cactus, figurati un cane un po’ particolare e bistrattato da tutti), che se sono animalisti magari lo tengono facendolo diventare ancor + viziato e grasso e magari con maggiori problemi caratteriali e di gestione vari (e questo riduce ancora + la sua libertà facendolo aggravare e lo rende ancira + un peso x i genitori, che non volevano un cane e al massimo avrebbero voluto un meticcetto tranquillo da 5kg e non un pitbull che abbaia a tutti i cani dello stesso sesso e che a loro forse fa pure un po’ paura anche se sè sempre stato dolce con loro..)…o se non sono animalisti cercano di darlo via o lo danno al canile inventandosi che è cattivo o altre scuse x non sentirsi in colpa ne troppio scemi x aver permesso al pargolo adolescente di prendere il cane di cui era lecito aspettarsi che non si occupasse!

      Spesso gli adolescenti VOGLIONO UN CANE e magari se ne occupano pure (non sempre), ma raramente un adolescente PENSA a come cambierà la sua vita fra 2-5-10 anni (gli adolescenti e i giovani adulti raramente pianificano il futuro in dettaglio x i successivi 15 anni, già è una cosa difficile x gli adulti, figurati x un adolescente!), e raramente pensa che un cane vive 15 ani circa e che quindi x i successivi 15 anni bisonerà potersene occupare…
      ..quindi quando il cane diventa un peso x le mutate condizioni di vita (anche oggettivamente poco compatibili con un cane, come lavoro x 12 ore al giorno o quasi, fisanzato/a allergico o che ne ha paura, ecc), lo mollano ai genitori o, se loro non accettano, lo danno via…

      L’ho visto fare tante volte (anche con i fratelli e le sorelle del mio cane: e sembravano tutte persone a posto motivate e con famiglia alle spalle..ma almeno 3 cani su 8 so che sono stati dati via prima dei 7 anni di età, e non ho notizie sull’intera cucciolata di cui comunque una è mia e l’altra è di una mia amica che ha la madre, quindi abbiamo ancora l’incognirta su 3 cani che SPERO siano rimasti con i proprietari), e non sono gli unici casi che ho visto di persone sui 16-24 anni che prendono cani e poi li mollano ai genitori o li danno via; poi e ho visto anche da altre persone un tira e molla con il cane in cui l’animale andava alla madre x anche 1 anno di fila se la figlia doveva fare il master all’estero o lavorare in sud italia (abitava in piemonte) o altro, e anche questo non è giusto soprattutto perchè sua madre un alano non riusciva manco a portarlo a spasso e poteva solo mollarlo in giardino x i bisogni e quella ragazza lo ha mollato alla madre x metà della vita già breve del suo cane anche perchè ha l’ansia da separazione e lei non ha mai pensato di chiedere aiuto x risolverla, ma ha solo pensato che se deve lasciare il cane solo x + di 2 ore al giorno conviene lasciarlo alla madre e non vederlo x 1 anno di seguito, che è + pratico e aiuta a portare avanti i propri impegni senza intralcio!

      insomma: NON PRENDETE UN CANE AD UN ADOLESCENTE O GIOVANE ADULTO A MENO CHE NON SIATE DISPOASTI ANCHE AD OCCUPARVENE VOI X I PROSSIMI 15 ANNI: se tutto va bene non nsuccederà, ma potrebbe succedere e spessissimo succede, quindsi meglio esserte preparati e spiegare francamente la situazione al ragazzo/a (che dirà chiaramentwe che si occuperà del cane amche x 20 anni, ma NON CREDETEGLI, non lo fa apposta ma fra 3 anni pottrebbe avere idee e aspirazioni molto diverse..) e dirgli cher se nmon prendete un cane è x quello e che loro prenderanno un cane appena avranno una vita propria piuttosto che fargli prendere un cane x poi darlo via quando le condizioni di vita cambiano!

      Cercate di farli riflettere sdulla minor libertà che da un cane: non si può improvvisare uina vacanza nemmeno di 2 giorni, io ho rinunciarto ad andare in Spoagna con un ragazzo che mi piaceva con cui poi è finita x questo, si deve rinunciare a master e lavori magari buoni perchè portarsi il cane può esserte difficile (non si possono usare alloggo universitari, i coinquilini possono non essere d’accordo e negli alloggi x studenti non credo li ammettano, e anche trocvare casa x altri canali è + difficile con un cane come anche lo è muoversi con i trasporti pubblici amncor + se si ha un pitbull o simili ecc) e non lo si può mollare mesi ad altri se si è scelto di averlo, se ti vede tornare a casa ubriaco/a ti fissa biasimandoti o peggio e comuqnue dovrai portarlo a fare i bispgnmi anche con il doposbornia + tremendo (il che è orribile se si ha un cane grosso e magari aggressivo con gli altri cani), potrebbe non piacerghli il tuo nuovo ragazzo/a o al tuo ragazzo/a potrabbe non piacere lui e ossere allergico/a, se si vuole andare all’estero x studio o lavoro bisogna informarsi con le leggi nazionali sui cani, sul trasporto, e sulle RAZZE soprattutto se si hanno cani come pitbull o simili e se si ha un pitbull in certi posti non si può portare il cane se no te lo sopprimono, ecc..insomma il cane da tantissimo ma bisogna accettarne le limitazioni e non viverle come una prigione, sennò non bisogna prendere un cane, e x il 99% dei ragazzi/e la seconda opzione è la migliore!

      NON PRENDETE UN CANE AD UN ADOLESCENTE O GIOVANE ADULTO A MENO CHE NON SIATE DISPOASTI ANCHE AD OCCUPARVENE VOI X I PROSSIMI 15 ANNI

      • Vero anche per chi è adulto e basta. Mia sorella ha 40 anni, ha comprato un bouledogue francese (non un pitbull, ma comunque un cane coi suoi bisogni e le sue esigenze) e al compimese numero sei l’ha piazzata a casa nostra perchè doveva trasferirsi a lavorare a Trento (abita a Milano) per tre giorni a settimana e non poteva portarsi il cane dietro. Per fortuna le bestiole si adattano, ma nessuno di noi (io vivo ancora con i miei genitori) voleva un cane, e ormai sono tre anni che vive qua e vede la sua padrona solo al fine settimana, mentre per gli altri cinque giorni dobbiamo occuparcene noi (non solo cibo e uscite per sporcare, ma anche trattamenti terapeutici, educazione e socializzazione); lei ricambia con tanto amore, e per fortuna è facile da gestire, ma comunque a volte ti scoccia doverti occupare del cane quando pensi che proprio conoscendo la pigrizia e la scarsa disponibilità di tempo non volevi prendere un cane! Si potrebbe considerare una piccola forma di maltrattamento, prendersi un cane per soddisfare il proprio egoistico desiderio di aver un animale d’affezione, e non pensare che della bestiola bisognerà essere sempre disposti a prendersene cura giorno dopo giorno per i successivi dieci/quindici anni, sapendo che pur impegnando quasi quanto un figlio, il sistema economico e civile non la equipara nemmeno lontanamente, non esiste la mutua per i cani!

      • Rispondo tanto tempo dopo questa discussione ma è da un po’ che leggo questi articoli, oltretutto molto belli, e in questa particolare discussione mi sento in parte chiamata in causa. Ho 21 anni ed è all’incirca da quando ne avevo 5 che chiedo ai miei un cane. Da piccola ero scatenata in questo senso tanto che a fronte di ostinati (e comprensibili) no mi dilettavo a portare in casa qualunque genere di insettino (in primis le lumache a cui avevo costruito anche un ospedale ed una di queste è stata pure una compagna di stanza per un periodo). Dopo svariati anni i miei presi per sfinimento e/o compassione mi hanno preso prima un criceto e dopo un po di anni un coniglio… potete immaginare la mia gioia quando il giorno del mio compleanno (11/12 anni circa) alla vista di un esserino batuffoloso pensando di aver coronato il mio sogno mi ritrovai davanti un coniglio… bellissimo eh! Un cucciolo di ariete (quelli con le orecchie giù) ma che non è certo un cane! Provai ad addestrarlo in modo che mi riconoscesse e mi ascoltasse ma l’unica cosa che ottenne fu quella di fargli fare la pipi nell’angoliera di modo che potesse scorrazzare libero per le stanze e non rimanere nella gabbia. Allora ero “piccola” e mi rendo conto di non aver aiutato abbastanza mia madre nella gestione del coniglio soprattutto per quanto riguarda la pulizia della gabbia… dopo un po mi arresi ad avere un animale apatico e asociale (seppur bellissimo e ci giocassi volentieri) ma non mi dava quell’ amore fiducia e complicità che avrei voluto da un cane. Tuttavia da quell’esperienza compresi che effettivamente un animale comporta un impegno, come dicono i miei, come fosse un figlio. Emilio visse 4-5 anni finché si ammalò di un infezione alla mandibola tipica dei conigli. Da quell’esperienza un po’ deludente e anche triste mi allontanai molto dagli animali (prima ero anche andata a fare volontariato in canile). Ora da qualche anno mi è tornato quella nostalgia di quell’affetto che non ho mai potuto provare nel crescere con un’ amico a quattro zampe. I miei ovviamente non ne vogliono sapere perché giustamente dicono che sarebbe un impegno anche loro sebbene abbia la mia indipendenza economica (ho un piccolo lavoretto) e in generale di vita andando all’università (passo molto tempo a casa da sola a studiare) e ho un fidanzato da parecchio tempo con cui vado in vacanza, e lo sottolineo perché era un problema serio per i miei quando ero piccola e andavo in vacanza con loro, per la serie “e poi quando andiamo in vacanza dove lo mettiamo?!?”. Penso di essere diventata una persona piuttosto responsabile. Ma nulla ovviamente! Mi piacerebbe adottare un levriero galgo, mi sono informata molto su di loro e li trovo dei cani fantastici e compatibili col tipo di carattere che cerco e si abbinerebbe a me e alla mia famiglia (compreso il fidanzato). Tuttavia capisco perfettamente che se loro non vogliono è giusto così, io sono giovane e potrebbe capitare qualsiasi tipo di imprevisto cime andare a lavorare all’estero, o trovare un lavoro difficilmente compatibile con il un cane. Non insisteró infatti… magari farò vedere qualche volantino sulla sorte di questi buonissimi e per me bellissimi cani ma prenderli a compassione non sarebbe ne giusto (anche nei confronti El cane) ne efficace conoscendoli. Concludo comunque dicendo che è vero che noi ragazzi siamo imprevedibili anche per noi stessi… ma ognuno è a se’ e un genitore conosce i propri polli… ma nel mio caso soprattutto vedendo le reazioni di mio padre penso sia una questione di prevenzione, ottusità (“viviamo in appartamento e un cane in queste condizioni ci sta male”, e qualsiasi cosa gli dica non gli farà cambiare idea), e anche un po di sano egoismo (non voglio un cane, di quello che vuoi tu mi interessa poco). Non voglio criticare il loro comportamento, io ora dico che sarei disposta anche a rinunciare alle uscite nei weekend e quant’altro sia necessario, compreso un erasmus, ma le circostanze sono varie nella vita e non si sa mai cosa potrà accadere, ma questo per me vale anche per un adulto, soprattutto per alcuni adulti che girano oggi che sono molto più irresponsabili di tanti giovani della mia età. Critico quindi solo la mancanza di compromesso in questa situazione, perché un coniglio per me non è mai stato un compromesso, è una cosa diversa e se mi avessero chiesto se lo volevo gli avrei detto di no, perché voglio un cane con cui instaurare un rapporto, non dico di amicizia, ma quasi!
        Da giovane adulta mi sento di dire questo… Noi ragazzi dobbiamo dimostrarci responsabili ma gli adulti un po’ più aperti al confronto e al dialogo perché almeno i miei non lo sono mai stati e mai lo saranno… sicuramente appena avrò l’indipendenza per andarmene prenderò il mio amato levriero!

  8. Onestamente il problema più grosso non sono gli adolescenti (in grado di prendersi cura del cane) ma i bambini, che trarrebbero sì vantaggio dal contatto con l’animale, ma non sono in grado di portarlo a spasso da soli ecc. In questo caso ho spesso sentito i genitori dire: “No, perché è un impegno.” (un impegno che non vogliono prendersi perché ovviamente a loro il cane non interessa). E sinceramente non mi sento di dar loro torto: o si amano i cani oppure no. Se li si prende solo per accontentare il figlio… beh si rischia di dimenticarsi del cane appena il figlio trova un giocattolo più interessante o un nuovo compagno di giochi. Insomma, se la cultura cinofila non è condivisa è meglio lasciar perdere, perché mi sa che siano proprio i cani presi così che poi finiscono nei caninli.

  9. Mi rispecchio molto in questo articolo.
    Io ho iniziato a chiedere un cane quando avevo 6 anni e sono riuscita a realizzare il mio desiderio solo una volta uscita di casa lo scorso anno, all’alba dei miei 28 anni!
    I miei genitori (che non sono mai stati amanti degli animali) si sono sempre rifiutati di prenderne uno, con la motivazione di passare molto tempo fuori casa per via del lavoro.
    Soltanto ora mi rendo realmente conto di quante e quali siano le reponsabilità nell’accudire un essere vivente.
    Io ho adottato un cucciolo che ora ha 11 mesi, e per crescerlo felice ed equilibrato gli dedico moltissimo tempo.
    Prima di portarlo a casa mi sono informata sulle sue necessità , sul suo modo di comunicare e di interagire, e tutt’ora sto imparando a “viverlo” giorno per giorno.
    Credo che per un bambino o ragazzo il supporto dei genitori sia essenziale.
    E’ necessario che un adulto spieghi loro che avere un cucciolo non è solo giochi, corse e grattatine, e che gli faccia capire cosa significa realmente accudire un cane e rispettarlo.
    Sono convinta che un ragazzo che affronterà con consapevolezza il rapporto con il proprio animale non potrà che ritrovarsi felicissimo con il suo nuovo migliore amico!

  10. già provato con l’imboscata in un allevamento di akita nella mia zona….i cuccioli gli sono piaciuti ma non si sente di prendere un impegno così grande…..semplicemente non è adatta per avere un cane 😀 !

    • Escludendo il divorzio come prima ratio 😀 , suggerisco messinscena di cucciolo abbandonato con aiuto di amici fidati… poi si passa direttamente alle vie legali ehehehe 😀

  11. ahahahahah…qualche volta gli faccio trovare un san bernardo adulto a casa
    così posso valutare la reazione 😀 😀 😀 ….
    sig.ra Rossi mi suggerisce qualche storia strappalacrime che possa convincerla?!? 😀 ……

    • Porta il cucciolo a casa e dì a tua moglie che l’hai salvato da un ristoratore cinese che stava per cucinarlo.
      “Condisci” il cucciolo spolverandolo con spezie orientali per rendere la storia più credibile, e portalo a casa in una lettiga piena di foglie di insalata e di radicchio. Al posto della pallina da tennis, mettigli in bocca un limone (tanto è di stessa forma e colore della pallina).
      Non potrà dirti di no. 😀 😀 😀
      Ps. incarica un tuo amico di telefonare a casa tua e di fingere un accento cinese: “Tu lipoltare cucciolo in mio listolante sennò io chiamale calabinieli!”
      Scherzo eh! 🙂

    • Stavo aprendo bocca, anzi tastiera… quando ho letto il commento di Dario P. e mi sono bloccata. Non riuscirei MAI ad inventare una storia migliore della sua! Ahahahahah!!! 😀

    • mannaggietta, ho lo stesso problema col marito….dopo la nostra sfigatissima esperienza col cucciolo, morto a sei mesi (forse Valeria si ricorda la storia) se solo dico la parola “cane” lui cambia stanza. E millemila scuse: non è il momento (nun si sa perchè) non voglio prendermi l’impegno (premetto che l’impegno sarebbe tutto mio, come lo è stato col primo cucciolo) eccetera eccetera e ancora eccetera. Insomma, un campione di mirror climbing!
      @ Andrea: suggerisco un doppio divorzio, e ci sposiamo noi due! 😉 giuro che potrai portare a casa anche un cucciolo di t-rex!

  12. allora, io sono un caso inverso davvero strano: sono mamma di tre bambini e ho dovuto fare opera di convincimento mica da ridere per diversi mesi per avere il permesso di prendere un cane!!! Ora chiarisco: anni fa il cane lo volevano loro e dopo aver sentenziato per l’ennesima volta “niente cane fino a che non sarete abbastanza grandi per portarlo fuori voi”, abbiamo incontrato Michi, 2 mesi e mezzo che è praticamente cresciuto insieme ai bambini di 2, 3 e 5 anni.
    Sicuramente per colpa mia il cane, sebbene equilibrato e ben socializzato è un tantino morboso nei miei confronti e se in casa arriva un altro animale o bimbo piccolo assume un’espressione così triste che a confronto il cane enpa sembra il ritratto della felicità. Lo fa anche quando ho ospiti che ammirano gli acquari (ne ho 7).
    Per cui ho cominciato a meditare di prendere un altro cane che lo “disciulasse un po”, il cane giusto è arrivato non certo subito, perché doveva avere determinate caratteristiche, nel frattempo in famiglia ne discutevamo, mentre il marito che ha sempre avuto cani, ma mai più di uno per volta, era d’accordo con me, i figli sono stati difficili da convincere, sicuri che il principino ne avrebbe sofferto troppo.

    Per fortuna, visto come stanno andando le cose, ora sono tutti contenti. Invece quando vado in giro per il paese non sono rari gli sguardi di compatimento di molti sulla cui capoccia potrei leggere il fumetto: “tre figli e ora due cani!!! Ma te le cerchi le rogne.” Il mio fumetto dice invece: “un mazzolino di fatti propri?” 😉

  13. D’accordo. D’accordissimo. NON PRENDETE CANI AD ADOLESCENTI. Aggiungo anche NON REGALATE CANI. E, scusate, mi verrebbe da aggiungere: PRENDETE CON I GUANTI QUELLO CHE VI DICONO GLI ALLEVATORI QUANDO SIETE INDECISI. Io a 17 anni ricevetti un cucciolo bloodhound in regalo dal “fidanzato”. Il “fidanzato” nel giro di un anno divenne “exfidanzato”. La scelsi per la “faccia” in una foto di un libro. Secondo l’allevatore, ero “proprio adatta” a seguire un bloodhound, cane buonissimo e facilissimo da tenere. Sul “buonissimo” aveva ragione. Ma come cavolo si fa a vendere un bloodhound ad una diciasssettenne?
    Come ogni adolescente mi innamorai della mia cucciolo in modo assoluto e devastante. Per me e per lei. Poi come ogni adolescente mi stancai. Perché un bloodhound non segue facilmente un ragazza di vent’anni in giro tutto il giorno, i we in montagna, magari ospite e all’università. Perché è grande ingombrante e lascia bave da tutte le parti. In pratica non si può portare da nessuna parte, in nessuna auto che non sia la propria e nemmeno in treno.
    Quindi divenne il cane di mia madre che me lo rinfacciò tutta la vita.
    Ma questo non è importante. Ciò che è davvero importante è che il mio cuore era lacerato e anche il suo. Stavo sempre in bilico, nello scegliere se uscire e divertirmi con gli amici o stare con lei…a chiacchierare con “sciure” al parco.
    Non mi sono mai goduta veramente una cosa o un’altra. Quando ero via, pensavo di aver abbandonato Ale e quando stavo con Ale, pensavo ai miei amici che stavano a casa di qualcuno a divertirsi.
    Poi, finiti gli studi, trovai lavoro a Milano e lasciai Ale ai miei a Torino. Vivevo sola e lavoravo 10 ore al giorno. Non avevo scelta.
    Ale si ammalò.
    Rogna rossa.
    Mia madre la curò, perché è vero, per fortuna, nella maggior parte dei casi, la famiglia si affeziona del cane “imposto”. Però è anche vero che Ale soffrì molto senza di me.
    Oggi posso dire con sincerità che NON fu colpa mia. Semplicemente un adolescente NON E’ IN GRADO DI OCCUPARSI DI UN CANE. Parlo di adolescenti, perché è chiaro che un bambino non lo è e quindi, immagino che se si prende un cane ad un bambino, i genitori sanno che dovranno occuparsene.
    Chiederei agli allevatori, quando si vedono arrivare due adolescenti pronti a prendere un cane, di parlare con i genitori.E di spiegare bene le caratteristiche di questa o quella razza.
    Però vorrei aggiungere un’altre cosa. I BAMBINI/I RAGAZZI/GLI ADOLESCENTI CON I CANI CRESCONO MEGLIO.
    Quando la mia vita divenne molto stabile. Con due bambini di 4 e 2 anni mi regalai finalmente una labrador Nana, che divenne un esempio per i miei figli. Una compagna di giochi e di avventure, ma soprattutto un essere vivente da amare e da proteggere del quale prendersi cura. Una sorella.
    Io credo che i miei figli, poi diventati grandi, hanno visto, attraverso Nana, il mio modo di amare e di essere madre. Ogni volta che l’hanno portata fuori è stato per il piacere di farlo e l’hanno fatto molte volte.
    Nana ci ha insegnato a non giudicarci, a volerci bene comunque a ridere e a non chiedere nulla. I miei bambini sono cresciuti con lei, che è morta quando divennero adolescenti. La nostra famiglia senza Nana non è mai più stata la stessa cosa. Nana mi ha insegnato anche questo: che tutto cambia e che niente è mai come prima.
    Dopo una vita divisa con due “ragazzi” ingombranti ti tutto il bagagliaio, mi sono regalata un piccoletto.
    Che mi ha regalato la gioia di essere di nuovo “mamma” di un tenerone che continua a comportarsi come un bambino, visto che la sua posizione fissa è “sulla mia pancia”. Quindi mi rende felice e contenta e sono felici pure i miei figli che non sono più costretti a baciarmi, visto che ormai baciano i loro fidanzati.
    Io non posso neanche pensare a me senza un cane.
    Ma la mia adolescenza senza Ale, sarebbe stata, sicuramente più felice.

  14. Sono del parere che fino a che un figlio non diventa indipendente sarebbe meglio non cercare di convincere un genitori a prendere un animale se non è realmente convinto. Frequentando, per l’appunto, yahoo answer nella sezione conigli e roditori (animali che vengono presi con più facilità rispetto al cane, quasi un contentino) mi accorgo di quanto sia frequente che il ragazzino ottenga sì l’animale, ma non la disponibilità del genitore di curarlo ed accompagnarlo dal veterinario specializzato quando qualcosa non va (il veterinario per questi animali esotici non è purtroppo facile averlo sotto casa, spesso nemmeno nello stesso paese). Di conseguenza per quanto mi riguarda a chiunque mi chieda “aiutami a convincere i miei genitori” rispondo come sopra, perché sono davvero stanza di sentire di tumori con attaccati i criceti (parole del mio veterinario), conigli che muoiono di blocchi intestinali in gabbia etc etc…so che è brutto non poter ottenere l’amore di un animale a quella età, da quel punto di vista sono stata fortunata, ma se un genitore non vuole motivazione o meno non penso sia mai una buona idea tirare troppo la corda!

  15. ma infatti un animaletto in casa deve entrarci solo se c’è l’accordo di tutta la famiglia, di sicuro si va incontro ad inutili malumori che inevitabilmente sentirà anche lui. Da ragazzina, curavo una piccola colonia di gatti di quartiere e il mio fidanzato studiava veterinaria, così spesso mi portavano gattini da curare, li tenevo io perché il fidanzato aveva un pastore tedesco che non gradiva gatti in giro per casa.
    Io non avevo cani, ma mia madre ringhiava ogni volta che per un periodo breve o lungo tenevo in casa un micio e alla lunga sclerava anche la bestiola.

  16. Ok….comincio a prenotare 2 akita 2 staffy 2 carlini e 2 golden retriever….cmq a parte gli scherzi ho gia la piu bella razza del mondo….:”mia moglie. ….

  17. buongiorno. vorrei porle questa domanda : come può una persona considerarsi educatore cinofilo , e lo è tutt’oggi, quando uccide il proprio cane , un dobermann con zampe esili, ormai vecchio e OBESO, ripeto obeso, somministrando cibo a volontà ? io non ho parole e Lei ?

  18. ciao Valeria!!! sono nuova ma volevo ringraziarti per tutti questi bellissimi articoli!! io vorrei tanto un cane ma i miei sono impassibili :((( così faccio di tutto per convincerli anche perchè io ho paura dei cani e dovrei farla “passare” in qualche modo! sono super informata su tutto quello che ci vuole (e anche la fatica) ma non avendo molti amici vorrei un compagno per la vita! poi mia sorella è allergica e in casa c’è pure mia nonna e io avevo pensato di prendere un cavalier king charles spaniel (ma non sono anallergici T.T) o un bichon frisè (che è più o meno di carattere come il cavalier ma anallergico).
    A proposito puoi fare un articolo sul bichon a poil frisè?
    Ciao 😀

  19. Io non sono d`accordo con chi dice che non si possano prendere cani da adolescenti. Io non l`ho mai chiesto pressantemente, ma ne desideravo uno. I miei amano gli animali, ma non tanto come me che me ne riempirei la casa, e per molto tempo, appunto quando io e mia sorella eravamo piccole, non hanno mai ceduto alle nostre richieste. E poi avevamo la gatta.
    Ma quando ho compiuto i 14 anni si é presentata l`occasione: una cucciolata di simil husky (che non fossero puri , o almeno non molto tipici lo scoprimmo in seguito, in realtà, ma poco ci importava) in adozione. L`husky era l`unica razza che piacesse a mia madre, che rispettava da lontano qualunque altro cane, senza schifarlo, ovvio, ma senza dare particolare confidenza. Ci siamo informati , e abbiamo comprato dei libri, tra cui uno scritto anche da valeria (ma questo l`ho scoperto recentemente) sull`husky, e poi, da padova ci siamo catapultate vicino a firenze per portare a casa Yuki.
    Tutto questo per dire che é vero che i miei erano d`accordo sul fatto, ma comunque io avevo richiesto il cane, e quindi io l`avrei gestito. Non mi sono mai tirata indietro, anzi, siccome ero sempre in giro con lei i miei dovevano farmi richiesta in carta bollata con tre giorni di anticipo per potersela portare a passeggiare sui colli! Io la portavo fuori, io la pulivo e spazzolavo, io le davo la pappa, io sono andata a farmi le lezioni di addestramento. Per me non esisteva gita che fosse piacevole senza di lei, e a volte piantavo grane perché non poteva venire con noi, anche la montagna aveva piú senso con lei accanto.
    É vero che siamo partiti tutti come una famiglia di scurmarii e sciurfiglie, e Yuki, essendo il nostro primo vero cane, é stata purtroppo il ricettacolo di tutti i nostri errori (per esempio portarla a casa a solo un mese di vita…ma i padroni dei genitori avevano lo sfratto, e volevano assicurarsi che tutti i cuccioli fossero al sicuro in qualche famiglia). Peró grazie a lei la mia adolescenza é stata piú bella, e soprattutto diversa da quella dei miei coetanei, tutti vestiti e discoteca. Sono stata considerata una disadattata per tutte le superiori..ora sono iscritta ad agraria, e oltre a portare yuki a lezione posso finalmente parlare con altri ragazzi di cani o cavalli o capre o vacche o quel che l`é. E sopratutto, grazie a Yuki, mi si é aperto il vastissimo mondo della cinofilia. Ho ancora tantissimo da imparare ovvio, ma se non avessi avutoyuki con me non avrei neanche mai cominciato a leggere quedta rivista!
    Penso che a qualsiasi ragazzo o ragazza abbastanza grandicelli da andarsene a spasso ds soli per il quartiere non andrebbe negata questa possibilità, qualora dimostri di esserne all`altezza, e in famiglia si sia tutti d`accordo e collaborativi. Anche perché, anche se sembra cattivo da dire, così ci si puó godere il cane senza tutti gli oneri finanziari che comporta, e dei quali si prenderà comunque coscienza più avanti,7 mentre nel frattempo ci si é resi conto di cosa significhi avere un cane, e magari ci si é appassionati ancora di piú
    Scusate gli errori, ma sto postando dal telfono e la tastiera é malvagia!

  20. Credo di aver iniziato a chiedere un cane a 3 anni, ma i miei genitori non ne hanno mai voluto sapere: mia madre ne aveva quasi paura, mio padre era rimasto “scottato” dalla morte del suo primo ed unico cane, una Dobermann morta di leptospirosi a soli 2 anni, e quindi mi sono sentita dire “no” fino all’adolescenza. A vent’anni ho portato solide argomentazioni a sostegno della mia tesi, ed essendo ormai grande abbastanza per potermi occupare di un cane (pur avendo bisogno di un aiuto economico, chiaramente), finalmente sono riuscita a convincerli.
    Adesso mi ritrovo con uno splendore di Schnauzer gigante di un anno, e ancora mi chiedo come ho fatto a vivere prima di lui… 🙂 Però stimo moltissimo i miei genitori per tutti quei “no”: loro non lo volevano, non sarebbe stato giusto imporre loro un cane (soprattutto di una certa stazza, visto che non sono mai stata orientata verso i cani da grembo) quando non potevo ancora occuparmene da sola. In compenso, mia madre lo adora e non ha più paura dei cani: anzi, grazie al nostro cucciolo, alle expo, all’UD e agli articoli di TPIC si sta facendo un’autentica cultura cinofila! ^_^
    Certo, sarebbe stato bello crescere con un cane, ma si vede che non era destino! 😉

  21. Che bello questo articolo e che belli tutti i commenti. Io ho un ragazzino di 12 anni che da mesi ormai mi chiede un amico peloso. Cerco di temporeggiare perché è una decisione che richiede tempo e consapevolezza. Però, ascoltando le due richieste non posso non pensare a me quando avevo la sua età. A 13 anni riuscii a mettere da parte, insieme a mio fratello, 450 mila lire, mance di nonne e zie per i compleanni, cresime e comunioni. Comprammo uno Yorkshire da un allevamento di Pavia, che ce lo portó fino a Milano. Oggi, grazie a Valeria ho scoperto che era un simil yorkshire, visto che non ha mai avuto un pelo particolarmente lungo e pesava quasi 8 kg. Ma allora ero una sciurabimba e non capivo. ..Ma avere Boby, che fosse di razza o no è stato meraviglioso Se non ci fossero stati i miei genitori ssarebbe morto di fame, di sete e con la vescica esplosa, visto che non me ne occupavo come avrei dovuto. Però non ringrazieró mai abbastanza i miei genitori per avermi permesso di vivere l’esperienza indimenticabile di avere un cane.

  22. La mia Bella è morta a dodici anni per un tumore che l’aveva devastata, dopo aver subito tre interventi.
    l’avevo VOLUTA con tutta la caparbietà di una sedicenne che raccattava ogni randagio che trovava per strada, poi dopo averla accompagnata in braccio fin sul ponte ho detto “mai più”.
    finchè non è arrivata Blakie, un sorcio di cagnetta, brutta, sporca, mezza morta di fame e piena di parassiti (li aveva proprio tutti: pulci, zecche, vermi…)una cagnetta che pesava 135 grammi, che quando il vet la vide si rifiutò di toccarla e mi disse “Daniè, ma che te sei presa?”.
    ebbene Blakie è stata la mia cura.
    io sovvrivo di gravissima deprivazione affettiva da carenza di cane, e non è che fossi una povera zitella inacidita (felicemente sposata e con tre pargoli), però ero infelice.
    anche i miei figli lo erano, solo che io non lo sapevo.
    è giusto e doveroso pretendere che i ragazzi si impegnino nella cura del cane, ed è scontato che uno dei genitori (almeno!) debba essere pronto a fare lo stesso, perché i ragazzi crescono e non possono pianificare la loro vita oltre un certo periodo (molto breve), ma un cane riesce a dare infinitamente più di quanto richieda in termini di tempo o di denaro: è un impegno, ma è un impegno che aiuta a crescere.
    io sono felice che mia figlia adolescente passi il suo tempo in tuta da ginnastica a correre appresso a Trilly piuttosto che stare al telefonino tutto il giorno, preferisco che puzzi di cane (e di cavallo, facciamo nanche equitazione) piuttosto che vederla tutta dipinta e improfumata per farsi notare dal tipo della terza E che fa svenire le regazzine locali…
    saranno punti di vista, ma i nostri figli crescono troppo in fretta e non hanno il tempo di maturare…
    l’impegno di un cane, se è supportato dai genitori, serve anche a questo: a rallentare, a fermarsi un attimo, a godere di cose autentiche come una corsa in campagna.
    lancio un appello a tutti i genitori che stanno leggendo: se avete il dubbio, ma in fondo l’idea non vi disturba più di tanto, cedete: i vostri ragazzi ne beneficieranno, e anche voi.

  23. Io ho 23 anni e il mio fidanzato ne ha 28,viviamo insieme da 5 anni,e da 4 mesi abbiamo una splendida meticcetta di 3.600 kg =) Quando abbiamo deciso di prendere un cane eravamo consapevoli di tutto ciò che un cane comporta. E non ci importa di non poter andare al cinema,o al mare a mezzogiorno o in discoteca,perché ebbene sì,noi non ci divertiamo sapendo che lei è sola a casa senza una vera necessità.. Non ci importa neanche di rinunciare a qualcosa,perché magari dobbiamo portarla dal veterenario.. E quando e se il nostro stile di vite dovesse cambiare,beh,ci adatteremo e ci adegueremo,ma non la daremo mai via,perché tutto dipende dalla considerazione che si ha di un cane e da quanto lo si ama..E per noi Myma non è un passatempo,bensì un MEMBRO DI FAMIGLIA a tutti gli effetti,un’amica,una compagna di vita.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.