piazzato_frontdi VALERIA ROSSI – ASPETTO GENERALE:  “Cane di grande mole“, dice lo Standard. MADDAI? Chi l’avrebbe mai detto.
Certo che, se mai c’è stato un eufemismo cinofilo, è proprio questo.
In realtà il mastino napoletano non è semplicemente “di grande mole”: è iiiiimmmmmmmaaaaaneeeeeeeee! Tanta, ma tanta, ma tanta roba (una settantina di chili, per intenderci).
Soprattutto è immane la testa (pardon: ‘a capa!), grossa all’incirca quanto una mongolfiera.
Per vedere il resto del cane devi metterlo di profilo, altrimenti ‘a capa copre tutto il resto. Spesso, però, il resto del cane non lo vuoi vedere: perché  il mastino ti ha fatto BAU e tu sei già a chilometri di distanza, con le nuvolette di polvere dietro come nei fumetti.

testa2VARIETA’ ALTERNATIVE: quando era in auge lo spot della Tim col Dogue de Bordeaux “Ettore” (che, non si sa bene perché, parlava napoletano), le Sciuremarie facevano una giustificabile confusione, chiedendo se il cane “era un Ettore” (perché per la Sciuramaria media il nome del personaggio equivale a quello della razza: vedi “è un Lassie?” “E’ un Rex?” eccetera).
Ora che la TIM si dedica alla storia d’Italia, Ettore è stato dimenticato e il mastino viene indicato quasi sempre col suo nome reale, sempre che venga riconosciuto.
Spesso, però, no. Spesso la Sciuramaria commenta: “Uhhhhhh che cagnoooooneeeeeeeeeee!”… dopodiché magari vorrebbe avvicinarsi per chiedere il nome della razza, ma i casi sono due: a) il cane la guarda di brutto, e lei si defila in cerca di cagnoliiiiini; b) il cane è amichevole, le avvicina il musone e la ricopre completamente di bava. Dopodiché la Sciura fa un altro “Uhhhhh!” e fugge inorridita (nell’avere un mastino c’è di bello che il carattere del cane conta poco: diffidente o buonissimo che sia, fa scappare comunque tutti  – esclusi gli altri mastinari – e tu puoi vivere in pace senza seccature).
Tra le vere e proprie varietà alternative devo comunque citare un pregevolissimo “Martino napoletano” sentito in expo, che ha fatto sbavare me dal ridere.

staccionataCOMPORTAMENTO – CARATTERE  – E’ un cane da guardia (e che guardia!), ma in famiglia è prevalentemente un cane da coccole. Convinto, peraltro, di essere un cane da grembo. Non te lo spiccichi di dosso neanche pregandolo (e di solito preghi, altroché se preghi…): lui ti ama, ti adora, ti segue, ti sbava dietro (NON esattamente in senso metaforico). Non è un cane, è uno stalker.
Per fortuna, a differenza di altri cani che non hanno idea della propria mole, lui lo sa di essere grosso: quindi, di solito, evita di salirti proprio in braccio (cosa che fanno, per esempio, gli alani), ma si limita a darti la zampina (otto chili circa di piedone che ti si scatalercia su un braccio, facendotelo precipitare fino al suolo), o ad appoggiarti dolcemente il musetto (quaranta chili circa di musetto) su una gamba. E’ dolcissimo, è un amore di cane: se sopravvivi alle sue  coccole, sarai felicissimo di averlo.
Nei confronti degli estranei, il mastino ha due modalità: con il suo umano vicino/senza il suo umano vicino.
Nel primo caso, salvo che l’umano sia il classico truzzotamarro che non ha mai socializzato il suo cane perché vuole che si mangi chiunque, il mastino è tranquillissimo.

testa_cuccTi guarda, è vero, con l’aria da “ma chitt’ha chiamato? Ma chitteconosce?” che sa assumere perfettamente già da cucciolo: però se ne resta lì pacifico e sereno, quasi indolente, di solito sperando che tu te ne vada al più presto, però senza fartelo neanche capire. Se sei fornito di grembiule o sei lui  è fornito di bavaglino, a volte riesce pure ad accarezzarlo senza annegar… ehm, volevo dire, senza che lui faccia una piega.
Perfino quando tu sei un umano veramente idiota, come quello che ho visto – ad un’expo – prendere in bocca l’orecchio del mastino di una mia amica e dargli un morso. Così, giusto per.
Anzi, perchè “così il cane capiva che lui non aveva paura”. Bella soddisfazione! La mia amica, che è piccolina ma se le toccano i cani diventa lei un mastino, stava per mangiarselo vivo. Io pure. Il cane l’ha guardato con la faccia da “tu si’ proprio nu strunz”,  ma non ha fatto una piega (vabbe’, escluse quelle che ha già. Perché il mastino è rugoso assaje).
Stessa amica, stesso cane, una sera che ho dormito a casa sua col marito. Eravamo stati insieme tutto il santo giorno e il cane aveva giocato con noi, ci aveva sbavato per benino, si era preso tutte le coccole disponibili. Un babà.
A metà notte, il marito si alza e proclama (perché lui appartiene alla schiera di coloro che devono informarti): “Devo andare a pisciare”. Io apro un occhio e gli dico: “Fossi in te, prima di girar per casa chiamerei qualche umano”.
Marito: “Ma perché? Per i cani? Maddai, se è tutto il giorno che ci vedono, ormai ci conoscono benissimo…”
Io richiudo gli occhi e attendo. Lui apre la porta, chiude la porta, fa due passi e si sente un:

GRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

Il marito rientra precipitosamente chiedendomi di chiamare la mia amica, che “forse è il caso”.

guardia2Eh, sì: il mastino è così. Dolcissimo,  tranquillissimo, amichevole …finché non entra in modalità guardiano. Dopodiché sono cavoli tuoi, anche se ti conosce benissimo, anche se sei un amico di famiglia  e tutti gli “anche se” che volete aggiungere.
Se non ci sono i suoi umani presenti, il suo atteggiamento è uno ed uno solo: “No pasaràn!”.
E state tranquilli che, effettivamente, non passa nessuno.
Quello che frega gli ingenui è il suo modo di fare la guardia: quasi sempre placidamente sdraiato, a volte proprio svaccato (vedi foto a sinistra). Tu lo vedi e ti sembra una statua, una roba inamovibile, che non si sposterebbe neppure con le cannonate.
Invece basta che un intruso invada la sua proprietà, ed eccolo trasformato in cane attivissimo. Magari non esattamente dinamico, questo no… ma un secondo prima era spiattellato per terra a dormire, e un secondo dopo te lo ritrovi davanti che ti sbarra la strada, ti guarda dritto negli occhi e ha il fumetto sopra la testa che dice “Provaci”.

guardiaQui c’è da fare una piccola disquisizione seria: per un certo periodo (purtroppo non del tutto finito…) il mastino napoletano è andato incontro a una drammatica involuzione dovuta soprattutto al desiderio di far nascere cani sempre più appariscenti proprio in quella parte che, secondo il Solaro (e non l’avesse mai detto!…) “fa il tipo”: ovvero la testa.
“Cape” sempre più pesanti, sempre più imponenti, sempre più rugose, con giogaie sempre più evidenti… belle, bellissime, per carità (almeno per chi ama il genere, ovviamente!), ma “prodotte” senza più badare a tutto il resto del cane.
Risultato? Uno sfacelo vero e proprio, che ha portato alla nascita di mastini che davvero avevano una testa larga quanto una mongolfiera… ma che non riuscivano quasi più a camminare e che avevano una montagna di problemi articolari, cardiaci e quant’altro.
Oggi, per fortuna, gli allevatori più seri hanno fatto un passo indietro, e se un certo gruppo continua imperterrito ad “allevare teste” e basta (col risultato che i ladri possono anche entrare tranquilli, tanto se il cane li sente fanno sempre in tempo a scappare perché corrono più forte di lui), molti altri hanno ricominciato a dare la giusta importanza al cane “nell’insieme” e quindi si rivedono soggetti che, pur senza perdere affatto in tipicità, sono anche capaci di correre, saltare (nei limiti imposti dalla taglia, questo è evidente) e soprattutto di vivere una vita decorosamente lunga.

corsa_cuccioloneTornando “per nulla seri”: il piccolo effetto collaterale è che, quando si fotografa un mastino che corre, si ottengono foto “mostro di Lochness style” come quella qui a sinistra, che ritrae un bellissimo cucciolone (sì: quando sta fermo è bellissimo!).
NOTA: l’effetto Mostro di Lochness non riguarda solo il mastino, ma tutti i cani con tanta pelle: quindi, se volete delle foto eleganti di cani correnti, non compratevi MAI un molossoide, nè un qualsiasi cane rugoso!

testa3TESTA – La testa del mastino napoletano è unica al mondo. Impareggiabile, inimitabile, inconfondibile. Guardandone una tipica si può pensare sia “che meraviglia!” che “bleah!” (il mastino è il tipo cane che si ama o si odia, senza vie di mezzo: l’indifferenza non è una reazione possibile), ma di sicuro non si penserà mai “che cos’è?”, a meno che non ci si muova proprio nel campo del totale e assoluto sciuramariesimo.
Purtroppo cotanta capa richiede anche un certo impegno: pieghe, pliche e rughe vanno tenute costantemente sorvegliate e pulite, per evitare che vi si annidino batteri che potrebbero portare infezioni. Anche gli occhi vanno tenuti sotto controllo.
La caratteristica più eclatante della capoccia del mastino, però è un’altra… ma forse una vaga idea ve l’eravate già fatta leggendo fin qui. Ebbene sì, il mastino sbava. Ma non “un po'”. Sbava di brutto. Fa i laghi di Garda, i fiumi Gange, i Mar Rossi e pure i Mar Neri (a volte in contemporanea).

acquaNon sempre, eh? Questo no.
Solo quando apre la bocca. Ovvero quando mangia, gioca, corre, respira. Se poi beve, la bava si moltiplica per millemila: una specie di effetto “mentos nella coca cola”, non so se avete presente.
C’è una sola ed unica salvezza: girare sempre con una compilation di asciugamani in borsa.
Dalla salvietta da bidé (cane che semplicemente respira) all’asciugamanone da doccia (cane che beve. Se ha tanta sete, meglio passare direttamente al telo da spiaggia).
Però, signori miei… un po’ di bava, in fondo, cos’è in confronto alla storia? Questo è il Molosso italiano!
E’ il cane che è scomparso e risorto più volte della Fenice, che ha accompagnato i nostri antenati, che  ha combattuto mille battaglie (proprio per questo ha tanta pelle e soprattutto tanta giogaia: perché doveva essere difficilissimo arrivare a ferirlo). E’  il vanto dell’antica Roma e dovrebbe essere anche il vanto dell’Italia di oggi.
A proposito… curiosità storica: lo sapete come si chiamava il signore che, nel 1914, presentò per la prima volta un mastino napoletano (da lui chiamato “molosso italiano) in esposizione? Mario Monti (giuro: se fate una ricerca storica sul mastino, vedrete che non sto scherzando).
Lo presentò nientemeno che a Fabio Caielli, cinologo di fama mondiale, che gli rise praticamente in faccia (anche i grandi sbagliano…): ne venne fuori uno scanno cinofilo che potrebbe stare benissimo alla pari con quelli odierni (solo che nel ’14 non c’era Facebook…). Ma poi arrivò la guerra e il mastino rischiò la totale estinzione.

Guaglione, capostipite dell'allevamento di Villanova di Piero Scanziani
Guaglione, capostipite dell’allevamento di Villanova di Piero Scanziani

A recuperarlo, negli anni ’40, fu lo svizzero Piero Scanziani (1908 – 2003), grandissimo scrittore e cinofilo di cui mi onoro di aver avuto l’amicizia, che così lo descrive nel suo racconto “Viaggio intorno al molosso”:

“Si chiamava Guaglione. V’erano otto cani da presa in quella prima mostra partenopea. Alcuni grigi come Bufariello e Zingarella; alcuni neri come Leone e Catarì; Moschella era serpata; solo Guaglione blu, possente e redivivo. Lo riconobbi all’istante: era uno dei cento che Paolo Emilio il Macedonico aveva portato in Roma al suo trionfo. Era il gran cane d’Epiro, figlio degli assiri, nipote dei tibetani, era il Molossus. Guaglione, dall’alto dei suoi secoli, mi fissava imperturbabile, occhi non ostili e non gentili, sguardo che non dà e non chiede: rimira. Rimirava Arno, tenuto al mio guinzaglio. Arretrai ricordando D’Annunzio: molosso pronto ad azzannar senza latrato”. Anche stavolta i giudici schernirono i cani presenti (“Invano mostravo loro Guaglione, parlavo del molosso antico. Ridacchiavano di me e della mia enfasi. Il più autorevole decretò: “Manca la razza e addirittura manca il cane”).

Ma lo Scanziani non si arrese: Guaglione divenne il capostipite dell’allevamento  di Villanova, che avrebbe ridato vita a quello che anche lui avrebbe voluto chiamare “molosso italiano”, ma che diventò poi il “mastino napoletano”.
Uff, lo so che sono di nuovo troppo seria: ma questa storia, ogni volta che ne parlo, mi emoziona. Così come mi emoziona e mi commuove la chiusa del “Viaggio intorno al Molosso”, che recita così:

Lo scrivere sembra obbligarti mesi e mesi fermo in una stanza e poi d’improvviso induce gli editori a mandarti a girare il mondo. Lo scrivere s’era fermato negli anni settanta in un villaggio svizzero di centocinquanta anime sulle falde d’un monte che si chiamava Generoso e lo è. Ho scelto un cane di mezza montagna, confederato d’Appenzello, ho scelto un bovaro di nome Mani e con lui sono andato a Napoli quando m’han chiamato a giudicare i mastini, l’estate scorsa. Giudice di settanta mastini, in Napoli, anno 1974. Li guardavo davanti a me: mi chiedevano di giudicarli. Trent’anni prima, 12 ottobre 1946, avevo veduto Guaglione in questa stessa Napoli e avevo sognato la razza. Eccoli lì, ormai esisteva, erano i settanta migliori e dovevo giudicarli, ma troppo commosso.
Mi dicevano che forse il mio miglior copione era stato quello di canettiere. Certo tutto passa, certo tutto finisce, anche le razze dei cani, eppoi i cani hanno vita breve, anche gli uomini. Eppure può accadere a uno come me di vedersi intorno settanta cani e di sentire d’averli inventati
“.

Oh… ci credete che mi viene la pelle d’oca ogni volta che rileggo queste parole? Forse solo chi alleva o ha allevato può capirlo: sta di fatto che sarà la milionesima volta che rileggo questo racconto, e che ogni volta mi dà i brividi.
Ma ora torniamo a cazzeggiare, altrimenti questo non sarebbe più un “vero Standard” per bene.
Ancora a proposito della testa, posso informarvi che il mastino russa… e chiunque abbia avuto un cane che sgrufugliava un po’ nel sonno, ovviamente, penserà “Ehhh… vabbe’, ma anche il mio!”.
No. Credetemi, NO. Non c’è paragone con nessun altro cane al mondo. Non c’è paragone neppure con mio marito, che credo potrebbe vincere il campionato mondiale dei russatori. Davvero, credetemi: voi non avete idea.

piazzato_neroCORPO – Forse qualcuno avrà sorriso osservando la foto di Guaglione  paragonandolo ai mastini attuali. In realtà non ci sarebbe granché da ridere, ma lasciamo da parte ogni polemica (altrimenti si tornerebbe seri) e diciamo solo che il corpo del Mastino è smisurato, infinito, pesantissimo.
E che ovviamente lui, dopo aver capito che se ve lo spalma addosso potrebbe causarvi qualche piccolo problemino (tipo arresti cardiaci, crisi respiratorie e affini), ve lo spalmerà educatamente solo sui piedi: inchiodandovi per sempre al tavolo, o alla scrivania, o a dovunque vi siate seduti.
Fortunatamente il mastino è un cane docilissimo, che obbedisce prontamente agli ordini (a meno che non vi salti per l’anticamera del cervello di usare le maniere forti con lui: in quel caso scoprirete l’effetto che fa avere in casa una specie di mulo, più o meno delle stesse dimensioni di un mulo ma moooolto più cocciuto). Quindi basta dirgli “Spostati, per pietà!”, per ottenere che lui si alzi dai vostri piedi… e vada immediatamente a spalmarsi su quelli di vostra/o moglie/marito.
Dopo qualche anno di tentativi di fargli capire che il suo posto è sul suo tappetino (vabbe’, “ino”… deve avere le dimensioni di un letto a due piazze), è probabile che lui accetti di sdraiarcisi sopra. Però guardandovi con l’aria a metà tra l’offeso e l’adorante, col fumetto che dice: “Va bene, ho capito che mi tocca starti lontano (mezzo metro: se mettete il tappeto più lontano di così, lui tornerà a sdraiarvisi sui piedi perché la distanza gli è intollerabile): però almeno guardami, parlami, fammi capire che sono importante per te come tu lo sei per me”.

tristeE la cosa buffa sarà che ci cascherete con tutte le scarpe, commuovendovi per questo abisso che avete messo tra voi e correndo a consolare il cane sdraiandovi al suo fianco, o sopra di lui (tanto neppure se ne accorge, mentre quando succede il contrario voi rischiate le piume), spiegandogli che lui è tanto tanto tanto grosso, ma che per voi è ugualmente il bambino di casa a cui volete un bene immenso.

spiattellatoIl lato drammatico sta nel fatto che ad un mastino napoletano triste NON si resiste. Non c’è la minima possibilità al mondo: vi commuove, vi strazia l’anima, vi fa il cuore a fettine. Quando poi si mette sdraiato con la faccia che vedete nella foto  a sinistra, con tutta la pelle che gli si spalma ovunque dandogli un’aria di somma infelicità (anche se lui sta pensando “Quando si mangia?”), è assolutamente im-pos-si-bi-le non andarlo a coccolare.
Il lato buono è che, a differenza di quanto potrebbe accadere con moltissime altre razze, lui non se ne approfitterà mai.
Il mastino è un cane che dà tutto se stesso e che non conosce furbizie, malignità e neppure tentativi di scalata gerarchica: probabilmente si rende conto di quanto sia ridicolo anche solo pensare che un umano possa essere il suo “capobranco”, visto che gli basterebbe una zampa per scatafasciarlo a gambe all’aria. Ma lui non si pone neppure il problema, perché è un cane quasi per nulla gerarchico: lui si sente davvero “il vostro bambino“, punto e basta. E vi rispetta perché vi ama, non certo perché vi tema.
Penso che sia più o meno lo stesso tipo di atteggiamento che potrà avere Martin Castrogiovanni verso la sua mamma.
Ah, ancora una cosa bisogna dire, per forza, sul mastino napoletano: ha un odore particolarissimo, chiamato “puzza tremenda” dalle persone normali e “profumo di mastino” da chi ama questa razza.

ARTI: avete presente quattro baobab? Ecco: immaginateli un filino più grandi, e ci siamo.

CODA: questa è di dimensioni più accettabili: diciamo più o meno quelle di un pino marittimo.

gruppoCONCLUSIONI: la conclusione numero uno è che ho scritto un papiro, mannaggia. Ma questo è un cane che mi piace da impazzire, che mi trasmette emozioni assolutamente uniche che spaziano dalla cultura alla storia alla cinofilia vera e propria: quindi, quando comincio a parlarne, sul serio o scherzosamente che sia, bisogna spararmi per fermarmi.
La conclusione numero due è che per pensare di prendersi un mastino napoletano, ovviamente, bisogna essere pazzi. Per pensare di allevarlo, poi, si dev’essere proprio malati gravi. Eppure… eppure, quello che venne chiamato prima molosso, poi “cane ‘e presa”, infine “mastino napoletano” è uno dei simboli più grandiosi dell’Italia cinofila.
Un cane che, se fossimo giapponesi, avremmo già dichiarato “monumento nazionale”: ma che, italiani come siamo, dovremmo almeno considerare intoccabile, preziosissimo, da difendere ad ogni costo.
Invece, non solo perché c’è la crisi economica ma proprio perché c’è stata una grossa crisi della razza, il mastino napoletano è finito nuovamente nel dimenticatoio, o quasi.
E’ patrimonio esclusivo di una sorta di “setta” (quella dei mastinari, appunto) che malvolentieri si apre alla cinofilia “comune”, forse perchè si sente superiore o forse, semplicemente, perché si sente diversa. E in realtà lo è.

dueAmare un cane così particolare, ma anche così difficile, così impegnativo, tanto delicato da cucciolo quanto è imponente da adulto, è cosa per pochi eletti. Pochi veri “malati” di quella malattia che essi stessi chiamano “mastinite” e che fa dimenticare tutti i problemi, dalla bava alla puzza alle difficoltà di allevamento.
Fate attenzione, perché basta passare una mezza giornata con un mastino per rischiare seriamente di prendersela: dopodiché vi ritroverete, come mi sono ritrovata più volte io, a pensare: “No, non sono mica matta, un mastino napoletano MAI!”… e poi a guardare con l’occhio languido l’annuncio di cucciolata, pensando che “però, dopotutto… ma NO, non si può! Sì, però…”
Finora io sono riuscita a resistere: ma con molta fatica, ve l’assicuro, e solo per via del fatto che questa è una razza assai poco longeva e che io cerco sempre di tenermi alla larga dai cani destinati a vivere meno della media.
Eppure ancora oggi, oggi che vivendo in appartamento non potrei neppure sognarmi di pensare a un mastino, a volte mi ritrovo a guardare una foto di un cucciolo e a pensare: “Però, prima o poi…”.
Siete avvisati. Se non volete passare il resto della vostra vita  a dibattervi in dubbi simili, state alla larga dal mastino napoletano.
Se volete, ammiratelo pure in expo, che lì non fa troppi danni: vi piacerà o non vi piacerà esteticamente, vi darà emozioni o non ve le darà, ma una volta tornati a casa non ci penserete più. Quello che non bisogna assolutamente fare, invece, è scoprire com’è il mastino all’interno della sua famiglia: perchè se lo vivete così, anche solo per poche ore, non ve lo leverete più dalla testa.
Ma proprio mai più.

 

 

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74 Commenti

  1. ….ecco…mi hai fatta piangere….
    -firmato: una che ha detto mille volte “basta Mastini”…e ne ha sempre almeno tre…<3 –

  2. Sapessi da quant’è che ce l’ho in testa…. forse per questo faccio un mucchio di discorsi sciocchi, i neuroni me li schiaccia tutti e non lavorano bene… 😉
    Meravigliosi, il mastino e il tuo standard.

  3. Come ben ricordavo , i suoi articoli oltre ad una grande passione e professionalita’,descrivono molto chiareamente anche al principiante vita pregi e difetti del cane di razza , nello specifico il mastino napoletano , senza dilungarsi in ricorsi storici che in genere non aiuta tanto chi si affaccia alla cinofilia, ma aiuta certamente l’allevatore , facendo conoscere le razze che lei tratta nei suoi articoli in modo sincero e con esperienza di vita diretta.
    complimenti.
    Allevamento BLACK IDOL’S MANCHESTER TERRIER.

    • Grazie! Mi ricordo di voi, se non sbaglio ero venuta a trovarvi per un articolo sulla razza (che è riportato anche su questo sito). Come state? 🙂

  4. tipico cagnolone che sembra possa esistere solo in versione maschile 🙂
    non ne ho mai visto uno di presenza…sembrerebbe un simpaticone!

    • Il mastino…..?ne ho 3 2 maschi e una femmina….uno pesa 93 Kg(nn he obeso nn ha problemi di nessun genere una montagna)e allo stesso tempo un’amore con una forza immune!e adorabile con i bambini quasi come un papà con il proprio figlio. I LOVE MASTINO

  5. lo ammetto, ho ceduto alla tentazione di fare un giro in un allevamento.
    stavo entrando col proprietario nello spiazzo verde, e da dietro l’angolo arrivano una quindicina di mastini di corsa verso di noi…ecco, lì un secondo di panico l’ho avuto “ora mi travolgono, non riusciranno mai a fermarsi in tempo” ed invece e 8cm dai miei piedi si sono sbattuti per terra e col muso mi spingevano le gambe per avere le coccole…
    non pensavo di uscirne viva, pensavo di lasciarci almeno qualche legamento, ma l’emozione è stata unica!

  6. non ce la faccio, è più forte di me, non trovo nulla da ridere. Vedere la foto di Guaglione e poi vedere come sono ridotti oggi, mi viene da piangere!

  7. EC mi hai tolto le parole dalla tastiera…

    Guardare uno di questi cani oggi e pensare com’erano anche solo 30 anni fa è tristerrimo.
    Spero che tutti quelli che hanno partecipato, anche solo un po, a questo scempio brucino all’inferno in secula seculorum.

    • Non si può che associarsi a quello che dici, oggi è solo una caricatura mostruosa di quello che dovrebbe essere. E solo per questo, la razza ha avuto una forte crisi.

      Mi piacerebbe anche vedere un allevamento VERAMENTE interessato alla salute dei propri cani, a scapito di podi e vittoriette da quattro soldi. Ho fatto un giro sui siti di alcuni allevamenti italiani, e ne sono uscito con un forte senso di disgusto – non tanto per i cani, ma per la gente che li ha selezioni e fatti nascere.

      • Io faccio parte di quelli che quando vedono un mastino pensano “bleah”. Purtroppo non riesco a farmi piacere un cane così. Quando ho visto la foto del mastino di 30 anni fa,pur non piacendomi in generale i mastini,ho pensato fosse millemila volte più bello. Forse poco riconoscibile? Forse. Però adesso hanno davvero esagerato! Va bene tipicizzare un po’,ma non dovrebbero capirlo tutti che quando si arriva a dover pulire spesso le sue pieghe,gli occhi ecc ecc significa che si è arrivati non solo a rovinare l’aspetto di un cane ma anche e soprattutto la sua salute?

  8. La mia infanzia…mamma mi metteva in culla a dormire al sole di maggio appena nata e Star, la nostra mastina si accucciava davanti alla culla e lasciava avvicinare solo mamma. Se mio fratello di 6 anni più grande si avvicinava, lei lo spingeva gentilmente via. A mio zio invece prese in bocca una chiappa….mia madre aveva passato a mia zia la mia culla per mio cugino…senza dirlo a Star e lei…beh ha “fermato” mio zio pensando si stesse portando via me. Ci sono foto di mio fratello che gioca con lei sdraiata che sciolgono il cuore..

    • Neanche tanto lontani, direi: in pratica originano dallo stesso identico cane, solo che a un certo punto si è cominciato a selezionare un tipo più leggero (il Corso) e uno più pesante (il Mastino). All’epoca di Guaglione, però, c’era ancora un tipo quasi unico: Guaglione è stato il primo mastino della storia!

      • Se non erro Basir era il Cane Corso di colore nero tra i primi riconosciuti, che, forse più di altri, venne preso in considerazione per lo studio e la stesura dello standard.

        Molte foto sue sono pubblicate sull’Enciclopedia del Cane di De’Agostini, opera della seconda metà degli anni ’80.

        Era effettivamente molto vicino come tipo a Guaglione, le origini comuni si notano alla grande.

  9. Non potrei condividere la conclusione di questo “vero standard” più di quanto la condivido già!!!!

    Il Mastino Napoletano è un vero e proprio monumento, un trattato di storia antica che ci racconta di un rapporto uomo-cane diverso da quello odierno. Ci racconta di una dipendenza dalla casa e dai padroni della stessa che portava questi mastodonti a diventarne difensori impareggiabili. Come tutte le storie un po’ mitiche, un po’ provate da scritti e opere d’arte, anche quella del Mastino affascina e ti spinge a volerne sapere di più.

    In gioventù pensai seriamente a prendermene uno. Avevo poco più di vent’anni e non vedevo altro che l’espressione di forza e assoluta serietà che questo cane spizzava da ogni suo poro. Vidi il famoso Caligola in occasione di un’Expo alla Fiera di Milano . . . . e il mio amore aumentò: lo volevo!

    Fu l’altro mio amore della vita: colei che poi divenne mia moglie, a dissuadermi. Così si optò per un Maremmano.

    Certo che ancora oggi, nonostante siano passati più o meno trent’anni vedendo la foto di un cane come Guaglione sento un sussulto non trascurabile!
    Quello è un cane da presa per il quale si potrebbe fare una pazzia.

    Il Mastino odierno mi lascia molto intristito. Un cane così nobile ridotto alla caricatura di sè stesso non è certo un bel vedere. Non è più possibile parlare di “funzionalità”, ma purtroppo (in molti casi) neanche più di salute sufficiente a condurre una vita normale.
    Confido nell’azione corretiva che qualche selezionatore stà cercando di attuare per correggere le vere e proprie esagerazioni che hanno generato l’iper-tipicità odierna. Spero veramente di poter rivedere un grande cane da presa italiano degno dei mitici antenati venuti dall’Asia.

    Complimenti all’autrice dello standard “fuori ordinanza” per la grande capacità di descrivere, oltre al cane in sè, anche le forti sensazioni che riesce a suscitare in chi lo ammira e non ha mai del tutto abbandonato la pazza idea di averne, un giorno, uno al fianco.

  10. Valeria…..questa è istigazione a delinquere !!!
    Sai che la mia passione per i molossi è smisurata e il Mastino Napoletano mi affascina proprio per la sua storia antica…non per niente la mia cana è un Corso cha ha le stesse origini !!!
    Spesso ho pensato di dare un compagno alla mia Daisy (solo di gioco, niente riproduzione!), e il Mastino mi è venuto spesso in mente, ma…..devo resistere….devo….DEVO !!!!
    P.S.
    Tanto se non è un Mastino sarà un altro Corso…. 😉

  11. Innanzitutto complimenti a Valeria, riesce a farmi innamorare di qualsiasi razza, con i suoi Veri Standard (titolo azzeccatissimo, perchè ti dice tutti pro e i contro del Vivere con questi cani).
    Poi ho una curiosità per i mastinisti: non ho capito se il Mastino Napoletano è stato “rovinato” solo nell’aspetto (troppe rughe, troppa capa, troppo cane) o se la cattiva selezione a caccia dell’ipertipo ha modificato anche il carattere. Perchè a leggere l’articolo sembra che abbia un carattere superlativo, mai eccessivo, bonaccione con il padrone e intransigente con gli estranei, eppure da come Scanziani descrive Guaglione sembrerebbe bello come un cane antichissimo eppure da tenere alla larga.

    • Il carattere a mio avviso è rimasto quello di un tempo: buonissimo con i familiari, indifferente con gli estranei inoffensivi, fetentissimo con gli estranei offensivi. La stessa cosa meravigliosa è successa al cane corso: rovinato dal punto di vista fisico (e soprattutto sanitario), ha mantenuto quasi sempre un carattere equilibratissimo (poi se proprio si eccede nel cagnaresimo.. allora va afarsi friggere anche il carattere. Però di solito quelli squilibrati non hanno neppure più l’aspetto di un cane corso). Insomma, per quanto si provi a distruggerlo, il “molossus” – almeno dal punto di vista caratteriale – tiene duro!

  12. So che ai mastinari doc potrebbe causare perplessita 8per non usare parole piu forti), ma il mio e’ un incrocio di padre mastino napoletano e madre mastino spagnolo. E leggere che “il mastino napoletano non è semplicemente “di grande mole”: è iiiiimmmmmmmaaaaaneeeeeeeee!” mi fa un po sorridere, visto che Balrog e’ molto piu grosso rispetto a un cucciolo di napoletano delle sua eta; 5 mesi, 59 cm al garrese per 36 chili. Ma lui ha preso dalla mamma sia le dimensioni che il colore (che per un napoletano sarebbe da ritiro del pedigree). E lui di essere grosso non lo sa; crede di essere un cucciolo come gli altri e quindi vuole giocare come gli altri cuccioli. Risultato, devo cercare cuccioli grossi per poterlo far giocare liberamente. Per la bava devo dire che a me non sembra poi molta, anche se probabilmente dipende dal fatto che mi ci sono abituato, e anche riguardo all’ odore… ormai anche io ho assunto il tipico “profumo di mastino” dato il tempo che passiamo insieme.

    • e’ passato un mese da quando ho scritto il commento precedente e nel frattempo Balrog ha compiuto i sei mesi. E quel giorno ha raggiunto 66cm al garrese per 44 chili di peso; pero’ continua a sentirsi un cucciolo. Per quanto riguarda il “profumo di mastino” fa ormai sempre piu parte di me e se fosse per lui staremmo sempre insieme.
      Domenica al campo l’ addestratore (che noi definiamo “allenatore”) ha organizzato un mini percorso di agility (semplificato per cuccioli, praticamente slalom e tunnel) e abbiamo gareggiato tutti quelli che eravamo al campo. Ha “vinto” una ragazza che partecipava con un border collie di sei mesi con un tempo di 25 secondi, ma io e Balrog siamo riusciti a completare il percorso in soli 40 secondi, finendo a meta’ classifica; con tanto di abbraccio sul traguardo (fortuna che non ci ha penalizzati per essere rimasti un mezzo minuto li abbracciati).

  13. Ho letto tutto sentendo l’emozione diventare sempre più forte, proprio da “groppo in gola” … per ripigliarmi ho dovuto tornare al “Martino napoletano” 🙂

  14. Che meraviglia! In vita mia purtroppo ho solo avuto qualche volta l`occasione di coccolare il capoccione di un mastino, cosa importa se sbava quando ti guarda con quegli occhi li`? A sentire la descrizione del carattere e della dolcezza che porta in famiglia immagino che, con un cuore cosi` da cucciolo, vorra` assolutamente dormire nel lettone insieme …eh, mica lo si potra` lasciare tutto solo e triste nella notte ne?

  15. Valeria ha scritto, a proposito della testa:
    – Guardandone una tipica si può pensare sia “che meraviglia!” che “Bleah!” –

    scusa la domanda… ma per te com’è una testa “tipica”?

    io quelle nelle foto le trovo, al meglio, “ipertipiche”… tutta quella pelle, tutte quelle pieghe… Guaglione non ce l’aveva!

    e non ce l’aveva nessuno, credo, dei cani da cui era partita la ricostruzione della razza.

    oggigiorno c’è chi ama questi soggetti e chi li chiama “Shar-Pei gigante”… tu come la vedi?

  16. Capisco le opinioni di tutti riguardo i MOLTI soggetti iperticipi, ma i cani non sono tutti cosi.
    Esistono ancora allevatori seri, cani funzionali e che si muovono bene; riguardo il discorso su Guaglione… a me il Mastino senza ruga e senza giogaia non piace, perchè per me non sarebbe un mastino.
    La testa del Mastino la preferisco come il cane nella prima foto dell’articolo di Valeria, Figaro il suo nome, un cane che è stato il campione di un noto allevamento.
    In ogni caso, è indubbio che il Mastino sia un cane difficile e delicato, soprattutto nei primi 12mesi di vita; cosi come è anche vero che proprio lo scorso anno il suo standard è stato oggetto di modifiche da parte della SAMN(società amatori mastino napoletano), che sta lavorando finalmente(almeno a parole) per bloccare l’ipertipo.
    Io, per concludere, ho conosciuto tanti Mastini belli e funzionali(in campania allevatori seri non mancano), cosi come ne ho visti altri che non mi piacevano eppure salivano sul podio. L’importante è non generalizzare.
    In questo senso allevatori, giudici e club di razza devono mettersi bene in testa che la strada da seguire è una sola se davvero vogliono bene alla razza.
    Il Mastino è un concentrato di potenza, fascino antico e storia vivente.
    Salvaguardarlo significa tutelare un pezzo di storia della nostra Italia.

    • Figaro è morto a TRE ANNI, ed è stato campione del mondo. Tra l’altro chiunque può cercare le sue foto e vedere da sé che quella testa non è funzionale e palesemente ipertipica. Il figlio è rimasto in allevamento come riproduttore.

      I gusti personali non hanno nessuna rilevanza, ha importanza solo la salute del cane, e se un carattere estetico (che in realtà poco centra con il mastino napoletano storico)ne peggiora la vita sarebbe il caso di pensare bene a quello che si fa.

  17. Figaro è morto, giusto per la cronaca, per una torsione gastrica.
    Quanto alla tua affermazione che la sua testa era ipertipica non mi trovi daccordo, visto che la ruga ha un bel disegno sia sullo stop che sul museo.
    Una testa ipertipica è quella ben visibile nelle foto finali dell’articolo, con la ruga che copre l’occhio quasi totalmente.

  18. Mi attacco in fondo per dire anche la mia opinione: Guaglione non potrebbe essere, oggi, neppure un cane corso tipico. Figuriamoci un mastino. C’è uno Standard di razza che, certo, se venisse paragonato a Guaglione farebbe sembrare i mastini di oggi iper-iper-ipertipici: ma se andate a vedervi un po’ di foto storiche vi accorgerete che già i cani Villanova, dopo qualche annetto, erano ben diversi da Guaglione (mi viene in mente Ursus, un cane importante di Scanziani che sembrava già – vabbe’, quasi… – un mastino odierno).
    Le tante rughe, la tanta giogaia, il capoccione SONO il mastino: sono tipici, non ipertipici. I guai cominciano quando si va molto OLTRE quello che vediamo, per esempio, nelle prime due foto, che per me sono ottimi mastini, (uno a orecchie tagliate e uno integro, ma entrambi tipici): ma soprattutto i guai, a mio avviso, consistono nel badare solo alla testa dimenticando il resto del cane, come ho scritto anche nell’articolo. Una testa ipertipica, a meno che non sia proprio “mostruosa”, a me non dispiace: anche perché il Mastino è già “esagerato” quando sta perfettamente nel tipo. Una testa tipica con dietro schiene insellate, gambe storte, rachitismo… quello sì, invece, che mi terrorizza.

    • Io dico sempre scherzando – ma neanche tanto – che Scanziani (Svizzero) è riuscito a rovinare ben due razze italiane (Meridionali), rendendole delle patetiche caricature.
      La cosa oscena e scandalosa è che gliel’hanno lasciato fare.

    • Redazione scrive:
      “C’è uno Standard di razza che, certo, se venisse paragonato a Guaglione farebbe sembrare i mastini di oggi iper-iper-ipertipici”

      io personalmente concordo.

      pongo però un’altra serie di domande:

      1) la morfologia – specialmente per una razza che prima di essere riconosciuta era eminentemente “da lavoro” – non dovrebbe rispondere innanzi tutto a criteri funzionali?

      2) i soggetti che vengono titolati, rispettano davvero lo standard? o lo standard, nel tempo, si adatta ai soggetti titolati?

      porto il caso del Cane Corso: molti soggetti titolati sono totalmente privi di giogaia, hanno la chiusura prognata, gli occhi tondi (e quasi “da cartone animato”) e silhouette che sembra ispirata all’Alano o addirittura al Weimaraner…
      (non voglio sparare nel mucchio, ma nemmeno mi pare il caso di additare questo o quell’altro soggetto, la mia considerazione è sui criteri valutativi)

      per conto mio, la giogaia è un elemento essenziale funzionale (purchè ovviamente non arrivi in terra) mentre invece le rughe così abbondanti non lo sono…

      poi sottoscrivo al 100% che la morfologia del cane non è solo la testa, ci mancherebbe!
      🙂

      • Rispondo rapidamente:
        1) ovviamente sì
        2) un po’ entrambe le cose: lo Standard viene redatto in base alla popolazione esistente (alla “migliore” popolazione esistente) nel momento del riconoscimento della razza. Poi le cose, quasi sempre, evolvono (o involvono, a scelta…) e può succedere che sia addirittura lo Standard ad adeguarsi alla nuova popolazione… ma più spesso lo Standard resta identico, mentre sono i giudizi ad adeguarsi (questa è una malignità, ma è anche terribilmente vero. Peraltro, è ben difficile che un Giudice si faccia un’idea personale che magari è lontanissima da ciò che si vede nella realtà (e può succedere, perché lo Standard è un ideale e come tale è anche soggetto a qualche interpretazione), e che premi un cane che non c’entra un accidenti con tutti gli altri presenti sul ring. Per carità, succedere può succedere…ma quella è l’ultima volta che giudica, ci puoi scommettere.
        3) il cane corso NON deve avere troppa giogaia: uno dei pregi della razza (e una delle distinzioni dal mastino) è che questo dev’essere un cane asciutto. Prognato DEVE esserlo, perché così richiede lo STandard. Gli occhi a palla non piacciono neanche a me, ma quelli ovali sono pure peggio.
        La slihoette da alano mi devi spiega’ dove l’hai vista, perché io vedo molto più spesso il caso opposto: corsi che sembrano dogue de bordeuax!

        • Cit: “il cane corso… Prognato DEVE esserlo, perché così richiede lo STandard.”

          Questa è una delle ragioni che ha portato alla rovina della razza.
          Lo standard riporta il prognatismo – 5mm (LOL!!!) – perchè le cose in Italia si fanno sempre “inter nos”. Sono stati presi in esame “pochi” esemplari e tutti di una zona limita, visto il vero “areale” del cane corso. Si sa, spostare il culo fa fatica. Informasi accuratamente anche peggio, e poi, ci sarebbe stato il rischio di trovare cani migliori di quelli dei “compari”.
          Il prognatismo “forzato” ha dato la stura a meticciamenti di tutti i generi.

          Un buon esemplare di corso, prima dell’intervento della “cinofilia ufficiale”, NON ERA prognato.

          • Sono d’accordo, ma lo standard richiede il prognatismo. Quindi, o si cambia lo standard o si fanno i cani prognati. Millemila associazioni di corsisti, finora, non sono mai stati capace di rimediare a questo palese svarione dello standard (perché sono convinta anch’io che abbia contribuito ai casini, agli incroci ecc. ecc.): eppure la razza è italiana e dovremmo essere NOI a decidere…

          • se ben ricordo, ci fu un periodo nel quale l’ENCI aveva avvicendato la SACC, conferendo il ruolo di tutela della razza a un altro Club…

            ho letto pagine e pagine di dispute, di opinioni, di testimonianze storiche ed ancora non sono certo se fossero animate da sincero amore per la razza o se fosse per una “ragion di stato” (con la “s” minuscola ovviamente)

            segnalo soltanto che il CICO (Club Italiano Corso Ortognato) e poi ACA (Amatori Corso Arcaico) aveva proposto uno standard ben diverso…

            PS: Valeria, se ritieni (visto che siamo OT) puoi spostare questi messaggi nell’articolo sul Corso, che ne dici?

          • No, non posso spostare i commenti… sembrerebbero postati tutti da me! Riportateli voi anche nell’altro articolo, se volete, e continuate la discussione là.

    • E’ questo il problema..il mastino con tutte quelle rughe e labbroni che fra poco si staccano è tipico..allora bisognerebbe rivedere questo concetto di tipicità,perchè se davvero come è stato scritto nell’articolo bisogna pulirlo sempre per evitare infenzioni e ha vita breve ecc…allora bisognerebbe fare un passo indietro! Non per tornare a Guaglione,ma solo a un cane con le rughe ma normale,che non sembri un ippopotamo rugoso…

  19. anch’io sono stata presa, quando non ero ancora entrata in eta’ preletale, dal fascino del mastino napoletano. Cane meraviglioso che tu, Valeria, hai descritto in modo meraviglioso. Sono stata allieva, ammiratrice, amica di Piero Scanziani, che ebbi ospite nel 1978 unitamente alla sua gentile consorte Magi. Fu un grande della cinofilia italiana, ma l’aver salvato e riportato all’onore dei rings il mastino napoletano lo fa diventare un eroe al quale va tutta la nostra ammirazione. E il nostro ringraziamento.

  20. Nel lontano 1978 mio padre mi regalò un bellissimo mastino napoletano femmina, devo dire che somigliava più a Guaglione o al cane Corso che ha quelli odierni anche se era un po rugoso e sbavava un po ma non in maniera esagerata come quelli odierni e non aveva tutte le problematiche di salute odierne da voi descritte per il carattere invece era proprio quello, stupendo!! Ne sto ancora cercando uno con quelle caratteristiche ma finora ho trovato solo “mostri” che del mastino a mio modesto parere non hanno più nulla. Complimenti per l’articolo della signora Valeria

  21. Buon giorno,

    Sono un ragazzo di 29 anni che ha cani da quando ne aveva tre… Ieri, finalmente, è arrivato a casa il primo mastino napoletano:-)
    Avete consigli da darmi?

    Grazie anticipatamente a chiunque risponderà,

    Messineo Mauro

  22. Grazie,

    Sono le stesse cose che mi ha detto l’allevatore di questo piccolo ( per ora) botolo russante ai piedi del letto…

  23. Piccolo aggiornamento: ha già imparato a fare la ” faccia da cane ENPA”, usata abitualmente dopo qualche cazziatone:-)

  24. Più tempo passa e più mi convinco che le Esposizioni di Bellezza sono una vera maledizione per quasi tutte le razze di cani, con qualche rara eccezione. Ed il povero Mastinone nostrano ne ha fatto le spese in maniera particolare. Che l’abbondanza di pelle e la giogaia, la pesantezza e la complessione massiccia fossero caratteri razziali già in origine, possiamo anche darlo per assodato. Ma la ricerca dell’esasperazione, tanto apprezzata nei Concorsi, ha danneggiato gravemente la funzionalità e purtroppo anche la salute del nostro. Io spero tanto che si inverta la tendenza, ma sento che anche allevatori rinomati, pur riconoscendo il problema, sembrano pensare che per vincere, non si possa fare altrimenti. E che il destino del Napoletano sia di diventare la versione nostrana del Bulldog inglese (o se vogliamo, dei Canarini Parigini): animali dove il teratologico è spinto ai limiti estremi. Bah…

  25. gentile Sigra Valeria,complimenti per i suoi pensieri e le idee che condivido appieno,per chi come me ha avuto i nipoti di GUAGLIONE 1°,I FIGLI DI uRSUS DI VILLANOVA non mi sorprende piu’ quanto e’ accaduto alla nostra razza, adatta alla guardia e necessitante di movimento per la salute del cane!! non mi dilungo, avanti

  26. sono commosso per l’articolo di Valeria.Mi sono avvicinato a questa razza solo un anno e mezzo fa,acquistando una coppia di mastini eccezionali ,dal carattere che perfettamente Valeria descrive nel suo articolo…ora ho dei cuccioli che nonostante la loro indiscutibile bellezza riesco a vendere con un po’di difficolta in quanto i genitori pur rientrando perfettamente negli standard di razza indicati dall’enci e Fci Alianz sono lontani anni luce da quegli energumeni di 100 chili e passa che vincono sui ring delle competizioni…Hanno rovinato una delle razze piu’belle che ci sono in giro..mi chiedo comunque:come mai pur essendoci un disciplinare che indica uno standard di razza puntualmente le competizioni vengono vinte da esemplari che sono lontani anni luce dallo standard?..attendo risposte

    • Lillo scusami se rispondo a distanza di due anni ma ti sbagli di grosso,o can’e presa non é estinto grazie a delle persone che con devozione e amore per questa stupenda razza stanno cercando di tornare alla vecchia struttura del Molosso Italico non tutto é perduto..

  27. Piccola precisazione ,ma a cosa serve un mastino Napoletano moderno da esposizione? servirà poverino a tenersi in allenamento a puligli le pieghe facciali contro le incrostazioni , servirà a fare allenamento a ventilarlo in estate se no il poverino muore di caldo, oppure a stare attenti a cosa mangia altrimenti torsione dello stomaco ,e un cane che non fa la guardia (o almeno se ci tenta rischia di cadere e farsi male se corre troppo fotre)e un cane fine a se stesso solo per fare esposizioni per il resto è solo un bel patatone da accudire(molti non trombano neppure, e se non ci fosse l’inseminazione artificiale sarebbero dolori), se volete un bel molosso come quello descritto sui libri prendetevi l’originale cioè un bel cane corso tradizionale che è tutto quello che voi immaginate e sentite dire sul mastino napoletano(che poi è un molosso i mastini sono un altra cosa,anche li hanno fatto confusione) che non è altro che un iper tipo sfigato del corso tradizionale ,ciao a sentirci Aquila della notte

    • Veramente sarebbe il molosso ( razza che di per sè è peraltro forse estinta, sebbene in Grecia ne tentino la ricostruzione e ci sono diversi link sul web che ne parlano…purtroppo tutti in lingua greca moderna) ad essere altra cosa rispetto ai veri mastini (Mastiff, Dogue de Bordeaux, Bullmastiff, Mastino Napoletano, ecc., ). Da dove sia nata in italia questa confusione dei termini è un pò difficile a dirsi. Risale almeno a Piero Scanziani che avrebbe voluto chiamare Molosso il Mastino Napoletano, avendo evidentemente dell’antico Molosso una immagine di pura fantasia, perchè sono numerose le testimonianze di varia natura che fanno pensare che il Molosso cui si riferivano gli antichi Romani, di provenienza dall’ Epiro e più precisamente dalla zona detta appunto Molossia dal nome della famiglia regnante (la madre di Alessandro il Grande era una regina della famiglia dei Molossi) erano in realtà cani assai simili agli attuali cani da pastore di tipo anatolico o della Ciarplanina o altre razze da Pastore dell’ Est.
      Tra i tanti link possibili ne indico uno che fa vedere abbastanza bene quale poteva essere l’originale Molosso dei Greci (e poi dei Romani) e la versione “moderna” che si cerca di fissare:. http://www.dbg.gr/tribes2.php?id=26&cat=%CF%EC%DC%E4%E1%202 . Aggiungo che fino ad una trentina di anni fa, nell’elenco delle razze canine riconosciute dalla FCI era nominato il Molosso dell’ Epiro. ma sfido qualcuno ad averne mai visto in esposizione 🙂

      • Ciao Luciano .piacere di conoscerti,a parte le antiche denominazioni,per mastini oggi nella cinofilia moderna funzionale(cioè dove si alleveno cani in base alla loro funzione e non alla morfologia) si intendono i grossi cani da guardia . protezione pecore e bestiame(tipo mastino abruzzese, mastino tibetano Ciarlpanina,Caucaso, Mastino spagnolo ,Mastino dei Pirenei ecctr)per molossi invece i cani di derivazione da combatttimento e da guerra dotati di mascella corta,e di pelo relativamente corto,che derivino poi dai molossi del ‘epiro o da quelli greci è un fatto secondario,di fatto il primo Molosso effettivamente conosciuto e riconosciuto come razza a se stante è il Pugnace Romano, dal quale deriva direttamente il cane corso o cane da presa(come veniva chiamato nel meridione fino a non tanto tempo fà)ecco perche io ho detto che chiamando il Napoletano Mastino si è fatto della confusione(lo dimostra il fatto che sei intervenuto) e bisognava al limite chiamarlo Molosso Napoletano cosi si era più in linea con il cane,e visto lo scempio che ne è venuto fuori come ho scritto nel post precedente tanto valeva selezionare un cane corso piu pesante e uno più leggero come gistamente facevano i nostri avi Romani(che di selezione funzionale se ne intendevano)e continuare a dire che erano lo stesso cane, come in realtà è la razza ,e non creare nel’immaginario collettivo tutta questa confusione e fare credere che siano due razze ben distinte e non parenti fra loro. Ciao a sentirci cordialmente Aquila della notte

        • Purtroppo c’è una specie di inversione del significato dei nomi. Anticamente i molossi erano cagnoni di provenienza dall’ Epiro che, per quanto è dato immaginare in base ai reperti di statue, mosaici e testimonianze scritte che ci sono rimaste, probabilmente erano assimilabili ai grandi cani custodi degli armenti che sono ancora diffusi tra Grecia, Kosovo, Albania, Turchia e fino al Caucaso ed oltre.
          Ed i grandi cani a pelo corto, testa brachicefala e corporatura massiccia…sebbene ci siano i famosi reperti Assiro babilonesi del British Museum a raffigurarli, è un po’ opinabile dire di preciso come fossero, quanto fossero diffusi e perfino se davvero esistevano. Il prof. Triquet, nel suo monumentale libro sul Dogue de Bordeaux, dopo aver sentito pareri di archeologi, zoologi, paleontologi, biologi, ecc. ci informa che non sono mai stati trovati reperti di cani di questo genere più antichi del tardo medioevo. Che fossero dunque conosciuti e diffusi nel mondo antico è solo ipotetico e comunque non provato. Anche la descrizione di Colummella, in cui tanti pensano di riconoscere l’antenato del Mastino Napoletano , potrebbe benissimo attagliarsi ad un cane sul tipo del Pastore dell’ Asia Centrale.
          Nei tempi moderni invece pare insorto l’uso, almeno da noi, di chiamare Molossi i cani “da presa” come il Napoletano, il Mastiff, il Bullmastiff, il Dogue, il Corso. E seguendo il senso che ne danno per esempio gli Spagnoli, usare il termine “Mastino” per definire alcuni cani pastori-custodi di particolare possanza e aventi caratteristiche della testa e del muso più evidentemente molossidi (secondo la definizione di Pierre Megnin): quindi Mastino Spagnolo, dei Pirenei, ecc.
          A parte che la cosa mi pare un problema linguistico puramente italiano, perché non mi risulta che i Francesi abbiano una qualche intenzione di mutare il nome al loro Dogue, né gli Inglesi al loro Mastiff, tutta la faccenda non aiuta certo a chiarirsi le idee. In lingua inglese c’è – quasi introvabile ormai – un bel libro del Col. David Hancock intitolato “The Mastiffs – The Big Game Hunters” che esordisce scrivendo “This book tells you about the mastiff breeds, that is, the broad-mouthed or “modified brachycefalic” breeds of pure-bred dog which feature in kennel club lists across the world.” Quindi gli inglesi usano il termine mastiff proprio per quelli che qui si vorrebbero chiamare molossi e, come è spiegato oltre nello stesso testo, definiscono quelli che da noi si vorrebbero chiamare “mastini” come “flock guardians” (guardiani degli armenti) in the Pastoral group.
          In definitiva, per chi si appassiona alla storia ed alle vicende di questo gruppo di razze, è difficile fare molta strada se prima non ci si mette almeno un po’ d’accordo attorno a cosa si sta discutendo.

          • Ciao Luciano gli Inglesi possono chiamare i loro cani come gli pare, il loro mastif deriva dal Molosso Romano e qui non ci piove,loro razze da protezione pecore non ne hanno ed essendo una nazione di conservatori non si allontanano più di tanto dalle loro idee bislacche sulla cinofilia,ma siccome il molosso per eccellenza è il nostro cane corso diretto discendente del molosso romano (dal quale derivano tutti i molossi apelo corto europei compreso il Dogue) spetta a noi ITALIANI decidere come chiamarlo,e per noi è un molosso(infatti nelle cinofilia uficiale vengono chiamate razze molossoidi non certo mastinoidi) mentre i mastini sono i grossi cani a pelo lungo da protezione bestiame, poi per il fatto che i molossi siano di derivazione moderna (anche se fin dal tempo dei Romani non mi senbran prorpio un tempo moderno) a noi poco importa oggi lo abbiamo il nostro magnifico molossone ITALIANO e ce lo vogliamo tenere ciao a sentirci IL Rapace notturno

  28. Ciao Aquila, pienamente d’accordo, una curiosità: anni 60 sahib I di ponzano, statura di un pastore tedesco, anni 70 sahib II 71cmx71kg, anni 80 argo di ponzano 80kg, anni 90 carnera della grotta azzurra 96kg, aumento di 10 kg ogni 10anni !!! frequento i parchi x cani dagli anni 70, allora il mastino era abbastanza frequente soprattutto immancabile a guardia delle ville di politici e attori, negli ultimi 10 anni non ne ho più visti, se non è estinzione questa, magari in esposizione ci sarà qualche allevatore che si scambia coccarde da appuntare chissà dove, ma c’è un vantaggio per qualcuno? C’è ancora gente che compra questi cani? cui prodest?
    Non capisco una cosa, selezionano erroneamente il cane corso prognato perché così dice lo standard, mentre quello del m.napoletano parla di 50-70kg e si selezionano cani di 100kg, boh?

  29. Ciao Lillo ti ringrazio per l’interessamento alla discussione, io Sahib primo anche se ero giovane è un cane che ho visto dal vivo ed era un cane corso tradizionale versione pesante di quelli che si trovavano in campania(chiamato di solito Cane da Presa)poi piano piano è sucesso(sempre per andare dietro alle mostre di bellezza ENCI)lo scempio del gigantismo e linfatismo ,la stessa cosa è successa con il cane corso con la prognatura,solo che con il mastino(lo ripeto poi anche il nome hanno sbagliato è un molosso non un mastino e ciò contribuisce a fare confusione) si è andati verso un gigantismo e un linfatismo esagerato e si è arrivati al punto di avere cani che se per caso li porti a fare una camminata all’ombra attenzione dico ombra non al sole! in estate ti muoiono di caldo dopo un minuto di passeggio,poi certi esemplari blasonati non trombano neppure,e se non ci fosse l’inseminazione artificiale sarebbero cacchi amari,penso che il mondo del napoletano da esposizione sia oramai un mondo chiuso fine a se stesso,e i pochi che tentano di tornare indietro o non hanno le idee chiare sul da farsi, o non hanno il coraggio di farlo(basterebbe accoppiare i Mastini con cani corsi tradizionali e si ritornerebbe in pochi anni alle dimensioni giuste che avevano Guaglione e Sahib 1 ,tanto Corso e Napoletano sono lo stesso cane, ma codesti signori o se ne sono dimenticati o non vogliono ricordarlo,chiusi nelle loro idee su un ipotetico gigante che non serve a niente(prova ad entrare in una villa dove c’è un gigante che dovrebbe fare la guardia (ammesso che ti abbai contro(nello sforzo potrebbe morire) se ti metti a correre nel tentare di inseguirti inciamperebbe e cadrebbe per terra,e questa è l’amara realtà sul cosi detto Mastino Napoletano poi come diceva il Califfo tutto il resto è noia ! Ciao a sentirci Aquila della notte

  30. Che il Mastino fosse un cane pesante già nell’antica Roma, con pelle lassa e giogaia, lo dice Columella nel ‘De Re Rustica’, e stiamo parlando del I secolo!
    Sicuramente oggi la situazione non è delle migliori, ma dire che il Mastino non fa più la guardia o che inciampa mentre corre è estremamente falso e tu lo sai bene.
    Va certamente allegerito e migliorato in salute, e spero che il nuovo standard uscito nel 2012 è effettivamente un passo avanti in tal senso.

  31. Ciao Giacomo nell’antica Roma il mastino napoletano non essteva,c’era la versione pesante del cane Pugnace che al massimo ragiungeva i 60 kg di peso altrimenti non avrebbe potuto correrre dietro ad eventuali ladri ed era tenuto di guardia nelle ville( a assomigliava ad un cane corso tradizionale pesante) il pugnace da guerra era più leggero (al massimo pesava 50 kg)ed era un cane tuttofare che veniva utilizzato sia per la guerra per la caccia e e la qustodia delle masserie,(quello che poi fa oggi il nostro cane corso tradizionale)ora in tutto questo contesto il moderno Napoletano da esposizione con esemplari che superano i 100 kg non fa ne la guardia(o almeno se ci prova deve stare attento a non rompresi una gamba)e come ho detto sopra alcuni non si riproducono nemmeno e noi sostenitori del cane da presa italico lo consideriamo un cane inutile,ora speriamo nel nuovo standar ma sinceramente il mondo del mastino è un mondo a se con cani inutili e non credo che ne verranno fuori velocemente dalla spirale nella quale sono piombati ,se vuoi un vero cane funzionale prenditi un cane corso tradizionale magari la varietà pasante(che è un bel gnocco di cane)e avrai un cane che da guardia veramente una bomba,e sulla corta distanza(200 metri )regge il contronto con un levriero in accelerazione a discapito del malintenzionato che entra in casa tua,mentre il povero Napoletano cadrebbe per terra sotto il suo peso ,se poi c’è il sole ed è estate………… ciao a sentirci Aquila della notte

  32. Mah…questioni di nomenclatura a parte, già sarebbe importante si riuscissero ad adottare ufficialmente le modifiche allo Standard proposte nel 2012.
    Per esempio riconoscere che è un mesomorfo, sia pure pesante, invece che un brachimorfo e che la lunghezza della testa si situa attorno ai 3,8/10 dell’altezza al garrese e non il 3 come si legge nello standard attuale.
    Già seguendo questi due principi si potrebbe evitare di allevare un bulldog napoletano, con problemi di “manutenzione” e salute che rispetto al vero Bulldog risaltano ingigantiti dalle ben maggiore mole.
    Ma per il momento, tutto pare fermo…

    • Ciao Luciano per me e quelli che lavorano con me il problema non esiste,noi delle denominazioni ENCI ce ne freghiamo, per noi non esite il mastino napoletano o il cane corso, per noi esiste solo il cane corso tradizionale, è sempre esistito solo quello,allevato sulla funzione ,e se un cane funziona non ha problemi ,alle cosi dette mostre di bellezza non ci partecipiamo mai e se a volte capita di assisterci (vuole dire che ci hanno portato) manco ci fermiamo a guardare quei poveri obbrobri che vengono chiamati mastini napoletani lo stesso vale per i cosi detti cani corsi da esposizione, i cani devono essere allevati sulla funzione e basta, che poi vengano chiamati mesomorfi o brachiomorfi non ce ne importa l’importante è che funzionino ,e se un cane non è in grado di svolgere il suo compito è un cane che non vale una sega (scusa la parolacia) e lo puoi chiamare campone quando ti pare ma sempre chiavica di cane rimane,chiarito il mio concetto di allevamento sul cane corso tradizionale ti saluto ciao a sentirci aquila della notte

  33. Guaglione era innegabilmente un cane corso e non un “mastino napoletano” come lo conosciamo oggi. Pensare che basterebbe togliere la prognature e…va beh lasciamo stare. Cmq i mastini napoletani odierni sono fumetti più che cani. Ma c’ è a chi va bene così

  34. Sono stato alla mostra canina di Roma e devo dire che forse qualcosa è cambiato, ho visto mastini di tg.grande ma non giganti, non pesanti come gli ipertipi di qualche anno fa, tronchi molto lunghi e più funzionali che ricordano i grandi felini, la pelle è ancora troppo abbondante e siamo ancora lontani da un cane funzionale ma qualche miglioramento c’è, anche tra gli alani è scomparsa la moda di esibire gigantoni di 1mt. al garrese e non tutti i corsi sono imboxerati. I p.maremmani-abruzzesi belli anche se si sta perdendo una tipologia + grande abruzzese ma questo è un altro discorso. Tra le r.italiane tipici bracco e spinone. Speriamo si continui su questa strada.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.