silohuettedi LUCA FERRARINI e VALERIA ROSSI  –  Tanto per cominciare, chiariamo subito che lo Spinone non è “qualsiasi cane con la barba”.
E non ci sono neppure “spinoni” (=qualsiasi cane con la barba di grande taglia) e “spinoncini”  (=qualsiasi cane con la barba, ma tappo).
Lo Spinone è un’antica e pregiatissima razza italiana che, tanto per cambiare, gli italiani non hanno mai saputo valorizzare nel modo giusto, tant’è che oggi non solo è piuttosto rara tra i cacciatori (lui è un cane da ferma), ma è poco considerata anche come razza da famiglia: un po’ perché lo Spinone è un “cagnone” da 58 a 70 cm. di altezza al garrese, per un peso che va dai 28 ai 37 kg) e oggi la gente cerca i cani miniaturizzati, ma un po’ anche perché le Sciuremarie sono convinte che “spinone” sia una tipologia – appunto quella del “cane con la barba!” – e non una razza selezionata.

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Barabba

Bene… noi non ci stiamo!
Io (Valeria) perché vado orgogliosa delle razze italiane e quindi mi scoccia moltissimo che non abbiano gli onori che meritano.
Lui (Luca) perché è il  “fratello di Barabba” (uno Spinone, appunto) e perché vorrebbe tanto vedere la sua razza più rappresentata (senza che si arrivi mai, per carità, alla tragedia del “cane di moda”!): ma soprattutto vorrebbe che qualcuno, per strada, ogni tanto lo riconoscesse!
Quella che segue, dunque, è una presentazione della razza fatta a quattro zamp… ops, mani: quelle di una semplice “fan” della razza e quelle di un orgoglioso proprietario che sullo Spinone ha redatto anche una tesina (alla quale abbiamo abbondantemente attinto) per il suo esame da educatore cinofilo.

Origini e storia della razza

Quando non si hanno dati sicuri siamo spesso propensi a favoleggiare e mitizzare, essendo propensi ad ammantare di fantastico le origini di uomini e cani.
Molto spesso gli spinonisti si rifanno a un testo fondamentale del Ceresoli:  “Lo spinone e le razze affini” che per il grande amore che nutriva per questa razza ha teso a mitizzare le origini. Cercando di non farsi affascinare dalle leggende, proviamo a fare chiarezza separando il mito dalla storia.
Trovo quindi quantomeno strano citare Senofonte (greco) per poi dichiarare lo Spinone razza italiana; in realtà, cercando di saltare le varie epoche dove quasi per incanto appare sempre uno Spinone… direi che si può affermare che la razza appare con  una certa probabilità intorno al 1400-1500.

storicoNell’antichità non esisteva un cane da ferma, o almeno non esisteva con le funzioni che intendiamo fargli svolgere noi.
In realtà il cane da ferma è un’invenzione del basso Medio Evo, quando la diminuzione delle foreste e l’inizio della borghesizzazione della vita, in tutte le sue manifestazioni, cambiò anche il modo di andare a caccia, proiettandolo maggiormente verso la selvaggina più piccola.
Per catturare questa ci si poteva servire di un cane che indicasse-fermasse le pernici, oppure, specie da parte dei nobili e dei borghesi diventati nobili, di un falco che catturava gli uccelli in volo, indicati anch’essi da un cane fermatore.
Questo processo si ampliò molto durante il Rinascimento italiano nel 1400-1500. In seguito, con l’uso dei pallini di piombo per l’archibugio quale arma da caccia, l’apporto del cane da ferma come ausiliare divenne ancora più diffuso, alla portata di chi non aveva i mezzi per possedere falchi et similia.
Se del bracco abbiamo una storia e una ricca letteratura che conosciamo a partire dal 1300, per lo spinone questo non avviene. L’unico documento che ci presenta un cane simile allo spinone è dato da un affresco del Mantegna del 1469-1474 a Mantova, che si trova nella Sala degli Sposi del Palazzo Ducale dei Gonzaga… peccato che questo affresco venga indicato anche dagli estimatori del Lagotto, che sostengono che il cane raffigurato dietro le gambe del marchese Lodovico II appartenga a questa razza (opinione assolutamente condivisa da Valeria).
Anche ammettendo che si trattasse di uno Spinone roano marrone, sarebbe comunque questa la prima apparizione iconografica di questo cane…e subito dopo, c’è il nulla: fino al 1683, buio completo riguardo le notizie sullo Spinone (il che rafforza l’ipotesi che quello del quadro fosse un Lagotto!).

Mysko_bringa_2-5arNel 1683 il francese Sèlincourt scrive nel suo libro “Le parfait chasseur”, parlando dei cani da archibugio: “Les meilleurs griffons viennent d’Italie ed du Piémont”; da ciò si arguisce che lo spinone esisteva come razza da caccia ed era apprezzato non solo in Italia, ma anche all’estero. A quel tempo il Piemonte non era tutto in Italia, ma gravitava – oltre a essere confinante – nell’area francese e quindi il possibilissimo scambio tra cani di questi paesi creerà la confusione tra la terminologia griffoni e spinoni.
Bisogna poi fare un salto di circa 150 anni per avere ancora notizie sullo spinone attraverso Bonaventura Crippa che nel 1828 ne dà i primi dati etnici definendolo un “bracco a pelo forte detto spinoso”.
Curiosamente ci si può chiedere come mai del bracco si abbiamo tante notizie e dello spinone pochissime: una teoria è che il pelo arruffato e l’aspetto meno “nobile” sia piaciuto di meno e quindi il fatto di essere meno elegante sia stato meno decantato e  descritto.
In Italia intorno alla fine del 1800 si iniziò a ricordarsi dello spinone come razza autoctona ed era quindi legittimo che l’Italia avesse, al pari di altre nazioni europee, un suo cane a pelo duro.
Come è legittimo adesso che ora ci si adoperi per mantenere al massimo livello, nei sui aspetti morfologici, nelle sue doti di lavoro e stilistiche lo spinone: la nostra razza da ferma nazionale insieme al bracco.
In passato i toscani lo chiamavano “restone”, i napoletani “restoso”, i piemontesi “cravino”. Noi lo chiamiamo semplicemente “Spinone, o meglio “Spinone italiano”… come se ce ne fossero altri!
A lungo la razza si è chiamata semplicemente “Spinone” (e infatti lui è unico, irrepetibile e inimitabile…): poi, visto che tutti aggiungevano l'(inutile) aggettivo “italiano”, anche l’FCI l’ha aggiunto al nome della razza. Nel titolo io l’ho messo tra parentesi perché lo ritengo assolutamente superfluo: di Spinone ce n’è uno solo, ed è il NOSTRO!  
Di sicuro, però, non è stato sufficientemente tutelato e tantomeno pubblicizzato.
Le due guerre mondiali hanno seriamente messo a rischio l’esistenza della razza, che solo grazie al lavoro e alla passione di alcuni allevatori è riuscita ad arrivare ai giorni nostri senza estinguersi.

dueChe tipo è

Secondo Luca:
Lo Spinone è un cane rustico e vigoroso, dall’aspetto fiero e burbero, ma docile e intelligente come ogni cane da caccia. Al di là delle sue doti prettamente venatorie è un cane buonissimo, mai mordace, affettuoso sia con il suo padrone che con i componenti della famiglia, festoso con le persone, scodinzolante sempre con fare gioioso, con un carattere davvero  positivo seppur discreto e non invadente.
Lo Spinone è paziente: si lascia strapazzare sia dal padrone, sia dai bambini senza mai reagire, sapendo di partecipare al gioco.
Citando Massimo Scheggi mi piace affermare che: “E’ un cane poeta, artista, un artista di strada, un clochard che nel suo sguardo ha sempre una certa profondità, ma anche tristezza e malinconia. Guardandolo si capiscono sempre i suoi stati d’animo. E’ stato detto più volte che solo un cane ha lo sguardo umano, e questo è lo spinone”.

barabba1Secondo Valeria
Non lo conosco come cane da caccia (non vado a caccia), ma lo conosco come cane di famiglia: e qui posso solo dire che è un grandissimo – ma proprio un grandissimissimisssssssimo – paraculo.
Io – nota per essere un’inflessibile negatrice di bocconcini dalla tavola, capace di resistere a qualsiasi sguardo da cane ENPA – di fronte allo sguardo irresistibile dello Spinone di un’amica (accompagnato da una gestualità da sceneggiata napoletana, fatta di musone sulla gamba, di sospiri, di zampona elemosinante e così via) ho ceduto clamorosamente. E vi assicuro che resistere non si può. Nun se po’ fa’.
Un’altra caratteristica dello Spinone è quella di essere talmente amichevole che dopo cinque minuti che stai in sua compagnia ti convinci che sia il tuo cane: perché ti guarda adorante come se non potesse vivere un secondo di più senza di te (specialmente se stai mangiando: ed è così che ti frega).
Ovviamente, non appena il suo “vero” umano lo chiama, lui se ne va e ti molla lì senza più filarti di pezza: e la cosa assurda è che ci rimani pure male.
Sguardo umano? Sorry, Massimo Scheggi, ma… si leccherebbero le dita, gli  umani,  se potessero avere uno sguardo come il suo! Se poi l’umano fosse un maschio, Casanova potrebbe andarsi a nascondere (anche quello vero, non solo quel pirlone della pubblicità della TIM). Rodolfo Valentino, che è schiattato di ulcera, a trent’anni non ci sarebbe mai arrivato. George Clooney raccatterebbe gli avanzi.  Insomma, si è capito.
Lo Spinone è un conquistatore nato,  uno che ZAC! Ti guarda, e sei cotta persa. Il fatto che sia così poco diffuso secondo me è legato solo al fatto che i pochi esistenti sono tutti in mano ai cacciatori e non fanno vita di società.
Se qualcuno cominciasse a far frequentare loro discoteche e movide, diventerebbe una razza di STRAmoda.
Paraculismo a parte, lo Spinone è la dolcezza fatta cane. E anche la docilità fatta cane. Io mi intristisco quando sento persone che hanno adottato un cane da caccia e che impazziscono letteralmente per farlo tornare al richiamo… quando esiste questa razza che torna con una prontezza da pastore tedesco. Anzi, non si allontana proprio!

olsiartPerché non è molto diffuso?

– Perché è  grande.
Vero. Sicuramente piccolo non è… ma non è più ingombrante di altre razze diffusissime (Golden Retriever, Labrador et similia non sono certo cagnolini da borsetta…); quindi, pur comprendendo non sia un cane da signora che lo porta a fare shopping, la sua scarsa diffusione non è giustificata rispetto ad altre razze della stessa mole.

– Perché a caccia è lento.
I cacciatori ormai preferiscono altre razze più veloci tipo: pointer, setter, breton… di conseguenza, a parte rari casi costituiti da veri amatori, lo spinone viene trascurato scegliendo galoppatori esasperati piuttosto che un docile trottatore.
Però non si capisce il motivo per cui ci si dovrebbe comprare una Ferrari per  fare strade di montagna. I nostri territori nazionali sono sicuramente più adatti ai trottatori che alle Ferrari a quattro zampe, senza contare che la cerca lenta è anche più meticolosa e quindi più efficace. Chi ama vedere cani che vanno a mille all’ora potrebbe prendersi un levriero: non si capisce perché debba prendersi il cane da caccia (che, oltretutto, più è veloce  meglio va gestito: cosa che moltissimi cacciatori non sono in grado di fare. E allora è tutto un fiorire di cani persi, o di collari elettrici. Bella soddisfazione).

– Perché non è facilmente riconoscibile.
Ovviamente, non essendo “di moda”, non balza subito in mente il nome giusto. Luca si incazza abbestia quando gli chiedono “è un drahtaar? È un korthals?”.
Ma porca miseriaccia! E’ un cane italiano …dovremmo conoscerlo tutti!
Senza contare che è più grande dei “colleghi” stranieri e che differenza per pelo,  colore del mantello ed espressione degli occhi (e anche  per il carattere, certamente più tranquillo e riflessivo)…semmai dovremmo pensare che siano Spinoni i cani tedeschi o francesi, e non il contrario!
In compenso vengono spesso definiti “spinoni” tutti i meticci con la “barbetta”.
Insomma, regna la più grande ignoranza e confusione rispetto alla differenziazione e il riconoscimento del vero Spinone!

– Perché puzza
E questo non è vero! Paolo Brainzi fece degli studi nel 1949 e dimostrò che la cute dello spinone è quasi priva di ghiandole sebacee e quindi produrrebbe meno sebo rispetto agli altri cani a pelo duro, che per di più hanno anche il sottopelo, del quale lo spinone è privo. E’ il sottopelo a trattenere il sebo, che porta il cattivo odore: quindi, proprio per la minore presenza di ghiandole sebacee e di sottopelo, lo Spinone, il vero Spinone, non dà odori particolarmente sgradevoli (il che non è poco per chi tiene il cane in appartamento).
Oltre che a essere un valido cane da caccia, dunque, è anche un ottimo cane da compagnia e un meraviglioso compagno di vita (nel caso specifico di Luca, Barabba è suo fratello).

Ferentum Minosse
Ferentum Minosse

A caccia  (di Luca Ferrarini)

Pur non essendo (e mai lo sarò) un cacciatore, è impossibile parlare dello spinone senza esimersi dal descrivere le sue caratteristiche venatorie.
Lo spinone è un cane da ferma, La sua ferma è solida e a vederlo nel bel mezzo del bosco, dopo una sicura guidata a testa alta, cadere in classica puntata intensamente compreso nel suo dovere e orgogliosamente sicuro del suo olfatto, ci fa subito sorpassare e dimenticare le sue forme forse un po’ troppo rustiche o per meglio dire poco cittadine.
Severo e serio nello sguardo è altrettanto bonario e ubbidiente.
 Razza estremamente docile e di buona addestrabilità, rifiuta i sistemi rudi che lo renderebbero timoroso e inutilizzabile al lavoro.
L’espressione è caratteristica e da sola dovrebbe bastare per identificarne la sua purezza.
Dal suo sguardo scaturisce dolcezza ed allo stesso tempo una sorta di triste fierezza. 
Sul terreno esprime una cerca attenta, minuziosa e collegata, testa al vento con la canna nasale leggermente inclinata verso il basso.
 La sua genericità, quando le emanazioni si rendono insufficienti e la selvaggina elusiva, lo porta a lievi ritocchi del terreno col naso a terra, ma solo ed esclusivamente in queste circostanze.
Dotato di eccellente olfatto, lo Spinone non ferma quasi mai di scatto, fatta eccezione per quelle emanazioni portate dall’aria che colpiscono improvvisamente il naso del cane, costringendolo all’arresto di scatto per frenarne in tempo la velocità, specie quando il soggetto procede spedito al galoppo durante i ritorni, evitando così di trovarsi troppo a ridosso alla selvaggina.

spinoneE’ un ottimo fermatore.
La sua ferma deve essere solida ed istintiva, in piedi, mai a terra, tendente a mantenere inalterata la sua espressione, se si eccettua nel suo sguardo un giustificato senso di trepidazione.
Una delle caratteristiche che più contraddistingue questa razza è sicuramente l’andatura di trotto in cerca, che egli accelera o rallenta a seconda delle circostanze.
Uno Spinone che non trotta, o  peggio che non sappia trottare, ci deve lasciare alquanto dubbiosi sulle sue origini.
Un perfetto rapporto psico-fisico ne fa un trottatore energico e resistente, dotato di notevole spinta degli arti posteriori: ma attenzione, movimenti rapidi e raccorciati possono anch’essi denotare delle atipicità.
Il giusto trotto è quello che consente allo Spinone mobilità della testa, del collo e soprattutto della coda.
Ciò non significa che uno Spinone tipico debba solo ed esclusivamente trottare. Ci sono delle circostanze dove il nostro ausiliare è costretto a galoppare: per esempio nei terreni coperti da vegetazione alta, nei campi di coltura, nei rientri su terreni già in precedenza esplorati; il fatto poi che lo stesso soggetto riprenda a trottare ci dice che questo cane è un trottatore naturale… e quindi, uno Spinone!
Possiamo quindi riassumere dicendo che lo Spinone è un trottatore con delle fasi alternate di galoppo.
Entra con disinvoltura nei rovi e in ogni tipo d’acqua (vabbè, in questo caso il mio Barabba un po’ meno...), caccia ogni tipo di selvaggina e per il suo spontaneo e naturale adattamento a ogni tipo di terreno, insieme al bracco, per ragioni che potremo definire biologiche, non ha rivali.
Ha una predilezione per la la beccaccia, che non sfugge mai al suo incredibile fiuto.

159846-004-B940D601E’ un lavoratore infaticabile per il quale non esiste terreno difficile: grazie alla sua pelle spessa, al suo pelo ispid, ai suoi coriacei cuscinetti plantari e alla sua conformazione scheletrica può cacciare con disinvoltura per intere giornate sui terreni pietrosi, paludosi, tra i rovi e gli spini, con ogni temperatura tendendo a non allontanarsi mai troppo dal padrone.
Ha un riporto innato e mai troppo forte con i denti.
Lo spinone è un cane “personale”: deve vivere con noi, cacciare (nel caso si cacci) con noi: prestarlo ad altri cacciatori lo deluderebbe.
E ‘ un cane sensibile al comando, anche perché lo riceve quasi sempre da breve distanza, stabilendo così un’intesa e una sinergia positiva con il conduttore.
La ferma dello Spinone  deve essere effettuata sempre in piedi, mai a terra. Sovente in ferma ha un arto rialzato, quasi sempre un anteriore, qualche volta anche un posteriore. Spesso, mentre è in ferma, ha un lento movimento dall’alto in basso e viceversa della mascella inferiore.
La ferma deve essere sempre solida senza avere la rigidità di altre razze (tipo pointer). Lo spinone in ferma non assume mai un aspetto catalettico e sembra sempre avere pieno possesso delle sue facoltà mentali.
Nella cerca non si deve allontanare più di 40-50 metri da noi.
Concludendo lo spinone a caccia potremo definirlo un “trattore” con spiccata adattabilità a ogni tipo di terreno e situazione che con la sua tipica andatura al trotto riesce a donare un senso meno compulsivo allo stile frenetico e veloce dell’attività venatoria moderna.

mucchioCenni di allevamento (di Luca Ferrarini)

Al giorno d’oggi solo pochi e seri allevatori hanno contribuito allo sviluppo della razza senza cedere a compromessi.
Credo che con tutti i cani – d’ogni razza siano – per riuscire a comprenderli veramente occorrano essenzialmente un buon intuito, il saper vedere con gli occhi nonché il ricordare con la mente; solamente se si è in possesso di queste doti è davvero possibile interpretare i loro sguardi ed attraverso questi, comprenderne i desideri. Ebbene, questo è tanto più vero quando si parla dello Spinone, un cane i cui occhi rappresentano certamente lo specchio della sua anima.
Purtroppo, però, sono molti coloro che negli ultimi cinquant’anni, non si sono minimamente curati di sondare l’anima dei loro Spinoni guardandoli negli occhi,  chiedendo  loro invece, solamente di correre e correre sempre più forte, nel tentativo di arrivare primi, e poi… primi dei primi.
Troppi si sono sentiti “allevatori” per il solo fatto di avere un esemplare femmina con pochi meriti e tanti cuccioli, ed aver letto magari qualche tratto in materia di selezione della razza qua e là.
Sempre più spesso mi auguro che si possa giungere a riscoprire i veri valori dello Spinone, confrontando sempre i nuovi apprendimenti e le nuove idee con il recente passato della razza, in modo di poterne serenamente valutare la validità effettiva, ma soprattutto per non snaturare le caratteristiche che rappresentano la tipicità di razza.

OLYMPUS DIGITAL CAMERANon dimentichiamoci, ad esempio, che lo Spinone, per  rispondere ai canoni della razza, deve presentare una costruzione esemplare, testa tipica con assi divergenti, occhio tondo con ottima pigmentazione,  dentatura corretta con torace ben sviluppato nelle tre dimensioni, groppa a lavatore, pelle da “bue”, pelo ruvido e ben distribuito, ottima ossatura, appiombi corretti ed avere in caccia un movimento energico  e determinato nella ricerca del selvatico.
Certamente soggetti simili non sono moltissimi, ma è senz’altro questo l’obiettivo al quale deve tendere l’allevamento.
Negli ultimi anni lo Spinone ha trovato una discreta diffusione negli Stati Uniti e in Inghilterra (con continui progressi) il che fa ben sperare per il futuro di questa razza: peccato solo che trovi sempre maggiori estimatori all’estero che non tra i nostri confini.
Il miglioramento di una razza si ottiene con un’oculata scelta dei riproduttori e con una severa selezione dei cuccioli, non con l’immissione di altre razze.
Nello Spinone gli occhi dicono tutto, dunque è bene tenerli nella massima considerazione.
Quando gli occhi dei cuccioli si aprono il colore è blu intenso, e tende a schiarirsi col passare dei giorni fino a raggiungere – come per effetto di una dissolvenza incrociata – un colore verde che ricorda un po’ I’acqua del fiume; questa gradazione di verde più sarà marcata e meglio è, perché da questo colore uscirà quello definitivo, cioè il marrone «terra d’ocra».
Dunque, al momento della scelta, che normalmente avviene sui due mesi, osserviamo attentamente anche e soprattutto questa qualità.

3438145976_e1be809ebaÈ vero che gli occhi tendono a scurirsi col passare degli anni, ma se non c’e la base come impostazione, distanza, rotondità e pigmentazione, potremmo ritrovarci con uno Spinone con gli occhi da civetta. Uno Spinone con occhi ravvicinati non avrà mai lo sguardo tipico, intelligente e buono del vero spinone, dunque massima importanza allo sguardo!
Ultima considerazione; inorridisco quando per rendere più piccolo e veloce uno spinone si teorizza di ibridarlo con altre razze.
Lo Spinone deve essere (come ogni altra cosa) esattamente come è stato creato agli albori della selezione, mantenendo inalterate ogni sua caratteristica e peculiarità.

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Cura dello Spinone (di Luca Ferrarini)

Pur essendo un cane robusto e privo di particolari patologie (in questo caso l’essere “non di moda” l’ha certamente aiutato!), necessita, come tutti i cani, di regolari attenzioni; oltre a farlo sentire sempre un membro integrante della famiglia – mai trascurarlo, data la sua sensibilità! – abbisogna della regolare profilassi: vaccini, controllo e prevenzione della filariosi, della leishmaniosi, antiparassitari, verifica radiologica della displasia dell’anca, controllo periodico dal veterinario e naturalmente una salutare attività fisica.
Una particolare attenzione va rivolta al condotto uditivo; l’orecchio dello spinone, come tutti i cani dalle orecchie lunghe e pendenti, possiede al suo interno una cospicua formazione di peli che trattengono le varie impurità (terra, polvere, erba, umidità etc…) e che con il cerume in eccesso possono degenerare in fastidiose e dolorose infezioni, tipo la Malassezia Pachidermatis, un minuscolo lievito che si può riconoscere annusando l’orecchio che sarà maleodorante.
Per evitare otiti e altri problemi simili  sarà fondamentale tenere pulito il condotto uditivo, liberandolo periodicamente dai peli in eccedenza per fare “respirare” l’orecchio ed evitare spiacevoli inconvenienti.

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42 Commenti

  1. Non conosco a fondo la razza.
    Dello spinone ho ricordi “in bianco e nero”, forse perchè ricordo così tutte le cose successe quando ero bambino e la televisione non aveva ancora i colori.

    Era la seconda metà degli anni ’60; mi ricordo Nelli, la spinona bianco-arancio di mio zio.
    Mi ricordo una cagnona immensa (la vedevo così perchè io avevo 3 anni e lei era più alta di me) mai esagitata, dolce e affettuosa.
    Mi ricordo il forte odore di cane bagnato che sentivo quando mi attaccavo al suo collo abbracciandola.
    Mi ricordo mia madre che mi sgridava dicendomi che mi avrebbe lavato con tutti i vestiti addosso usando acqua e battipanni.
    Mi ricordo anche le cene tra parenti quando mio zio si vantava della sua spinona, diceva che con lei si andava a caccia, con gli altri cani della squadra si andava a correre per i campi.

    La cosa che lo inorgogliva maggiormente era che, rimanendo sempre alle spalle del gruppo di amici impegnati a a tenere il passo dei loro Setter e Pointer, era ormai consuetudine che gli capitassero almeno due o tre fagiani scovati da Nelli in aree già setacciate dagli altri cani più veloci, ma meno accurati nella cerca.
    Mi ricordo che le battute ironiche e le “tirate di giacca” si sprecavano. Tra sonore risate e qualche bicchiere di vino (solo per i grandi) ho passato serate che ancora riaffiorano nella mia mente portandosi appresso l’irriproducibile senzazione di sicurezza e protezione che si prova da piccoli quando si sta seduti sulle ginocchia di chi ti vuole bene.

    Non conosco lo Spinone italiano, ma quando lo ricordo mi fa stare bene.

    • Siamo felici possessori di un maschio roano che si chiama Scivolone, ha due anni e quattro mesi e debbo dire che dopo trent’anni di cani, l’unico (a parte Harlem, un Leonberger magnifico) a darci soddisfazioni enormi è proprio lui. Ha il dono della parola e non scherzo affatto, riesce a comunicare come nessuno.
      Speriamo presto o tardi di portare a casa anche una femmina.

  2. huuuu adesso voglio anche uno spinone…
    Ma davvero è docile e buono?
    Non potrebbe essere un’alternativa al Golden, per chi ama cani con questa indole?
    Sono lustri che non ne vedo uno: mi pare che circa 30 anni fa spinoni (o derivati) fossero più comuni…

    • E’ indiscutibilmente dolcissimo e buonissimo. Sul docile, per quanto riguarda quelli che ho conosciuto io, metterei un puntino interrogativo. Oddio, rispetto a Oscar son tutti pastori tedeschi da lavoro, eh! 🙂

    • Lo spinone è una creatura di una bontà assoluta mai, ma proprio mai aggressivo e adora i bambini avendo una pazienza quasi imbarazzante… cercare Spinone VS. Baby su youtube per comprendere! Inoltre è una razza italiana è ha una simpatia irresistibile! Ma bisogna sempre farlo sentire parte integrante della famiglia altrimenti si intristisce. Il Golden è un gran cane, ma lo Spinone è insuperabile! 🙂

  3. Ne ho conosciuto un “grappolo” in un allevamento amico e mi ci sono tuffata per alcuni giorni (interi) Sono favolosi. Grandi, morbidi e ruvidi allo stesso tempo, si muovono come se fossero fatti di gomma e sono tranquilli – perlomeno a casa e in giardino, in the wild non so –
    ma hanno anche un’altra caratteristica inedita tra le varie razze da caccia che ho visto, sono dignitosi e non sbrodoloni, ti vengono a conoscere con interesse, ma anche con un aplomb tipo britannico, non ti lavano la faccia come fanno altre razze superestroverse e questo loro stile è affascinante. Una cosa devo dire, puzzano ohimé e anche parecchio, ma se ne avessi uno non sarebbe certo questo il motivo per non tenermelo appiccicato!

    • Paola, hai tragione sono cani fantastici e assolutamente particolari nel loro atteggiamento bonario: ruvidi nel pelo e teneri nel cuore! 🙂 Riguardo la puzza gli spinoni essendo privi di sottopelo e praticamente di ghiandole sebacee non puzzano affatto; il problema di quelli che hai conosciuto tu è da ridurre al semplice fatto che non li lavavano 🙂 Io ne tengo uno in appartamento e mai ha puzzato anzi la gente si meraviglia del suo non odore (dico dal pelo; sotto altre forme diciamo gassose è tutto un altro discorso…. 🙂 Avere uno spinone è avere una compagnia magica e speciale… se mai avrai la possibilità prenditene uno e mai pèotrai farne a meno: è di una bontà disarmante e di una pazienza infinita. Quando ti guarda entri in una dimensione di estasi. Tranquillo, ma mai apatico. Gentile e riservato. Insomma solo chi ha conosciuto uno spinone, razza ormai riservata a pochi veri intenditori non seguaci delle mode può comprendere. Insomma Paola che aspetti? Prenditi uno spinone e mai te ne pentirai! 🙂

  4. riguardo al famoso spinone o lagotto ritratto ,in passato in qualche sito ho letto che veniva rivendicato dai “barbettisti” e dai barbonisti! Mi chiedo non potrebbero avere tutti ragione in fondo barbone e lagotto derivano da cani d’acqua simili al barbet…Con lo spinone non ci vedo nessuna somiglianza…non mi pare che lo spinone..almeno quello odierno abbia il pelo riccio o vagamente mosso!

  5. Valeria, sarebbe interessante un articolo sui vari tipi di cani da caccia e cosa fanno esattamente, per capire bene (per noi non cacciatori) le varie differenze psicofisiche che ci sono tra cani da seguita, da ferma, da caccia a vista etc.
    Ad esempio l’articolo dice che lo spinone è un ottimo cane da ferma, che la ferma deve essere istintiva e solida, ma cosa sia esattamente questa ferma e la sua funzione non viene detto mai, perché si da per scontato che tutti sappiano cosa sia.

  6. Luca e Valeria grazie per descrivere in modo più completo sullo Spinone Italiano. Io vorrei Parlarvi di Beppe, il mio Spinone di 2,5 anni e aiutare i titubanti a nn fermarsi aalla taglia ma capire meglio il carattere dello Spinone Italiano : Beppe e’ cresciuto con un Labrador giovane fino a 2 anni e mezzo, in un contesto a loro favorevole, Parco con alberi e uccelli di ogni genere, campagna toscana, piscina e malgrado ciò, spesso ho dovuto pagare conti salati perche’ riuscivano a fare dei buchi e scorrazzare felici per km. Beppe era molto vivace, ascoltava i comandi che il suo compagnone labrador eseguiva. Da Novembre, a causa di un trasferimento in citta’, Beppe e’ con me e i miei figli in un appartamento in centro citta’. Non nego che ero timorosa di questa nuova sistemazione, Beppe era abituato a vivere all’aperto e temevo delle difficolta’ di adattamento alla nuova casa. Non ci crederete, la sensibilita’ di questa razza e’ stupefacente, Beppe non ha mai segnato il territorio in casa, dal primo giorno ho delineato i suoi posti, mettendo dei plaid laddove vedevo che amava stare ( letti, una poltrona nel soggiorno, tappeto di camera mia all’ingresso e dentro . Beppe malgrado la mole, e’ un cane che sembra nato in appartamento, ovviamente quando bene va pulito altrimenti la bava la si trova dappertutto, e proprio per il suo senso di compiacenza verso il padrone, ogni volta che beve viene da me per essere pulito.
    L’ho abituato al guinzaglio e ho basato il ns. rapporto sulla fiducia portandolo in giro per il centro di Arezzo di sera, libero, e al solo mio richiamo, Beppe si ferma per essere legato. Cammina a pochi metri da me, si gira in continuazione per guardarmi e capire se sta andando bene, con i cani che incontra e’ sempre molto calmo e torna da me quando trova cani che gli abbaiano. Con le femmine e’ un latin lover nato, oltre al corteggiamento che e’ uno spettacolo da vedere, mugola, piange… riesce ad intenerire chiunque lo guarda. Nei locali dove lo porto da spettacolo, si siede e da la zampa a tutti, poi alle donne infila direttamente il muso tra le gambe, poco importa se hanno il cappotto…. va diritto sotto. Ho creato una pagina su fb, Beppe della Standa, perche’ dopo pochi giorni mi sono resa conto che era giusto far vivere agli altri la simpatia e educazione di questi splendidi animali. Ad arezzo abbiamo vari esercenti che si chiamano Beppe… e la Standa che ho ggiunto, non e’ altro che l ex palazzo standa dove viviamo che quindi determina la sua zona e il suo quartiere. Oramai Beppone e’ trattato dai vari esercenti come una persona, io nn faccio altro che accompagnarlo a salutare tutti i suoi amici che in poco tempo ha conquistato per la diversita’ dello sguardo e del comportamento . Io ci metto l amore per l addestramento dolce che gli faccio, al resto pensa lui, sono cani che nascono ” Saggi”…. Vi invito a guardare il suo profilo dove trovate anche dei video delle punte ai piccioni che fa in qualsiasi posto dove li trova, malgrado abbia un solo occhio…. purtroppo quest estate uno lo ha perso a seguito di un graffio dalla gattina che dormiva sempre aggomitolata a lui. Spero che la mia testimonianza sia utile a coloro che dubitano sulla gestione di un cane XXL. A presto !

  7. E’ un cane fantastico.Vivo in appartamento ed a parte la gestione della “bevuta” ,non mi da alcun problema in casa.E’ solo terrorizzato dai temporali e dai fuochi d’artificio(come quasi tutti i cani).Condivido che sia il cane piu’ paraculo che ci sia.E’ un attimo cadere nella trappola del suo sguardo.Un cane buonissimo ed intelligentissimo.Ho avuto altre razze(beaglu,labrador,jack russel),ma non c’e’ storia.Io non sono un cacciatore e quindi non lo giudico per la ferma,ma come cane di famiglia e’ eccezionale.L’unico difetto…….non e’ assolutamente anoressico!!!!

  8. Buonasera a tutti, volevo farvi una domanda chiara e precisa:
    ok, lo spinone è un grandissimo cane da caccia, e la sua peculiarità è proprio questa.
    Può però anche non essere utilizzato per la caccia appunto? Il cane diciamo soffirebbe questa mancanza?
    Considerate che le infinite passeggiate/trekking ed ore di aria aperta non verrebbero mai a mancare. E che nei momenti di “casa” disporrebbe cmq di un giardino di 150m2 circa. In paese, non in città.
    Chiedo questo perchè “è talmente cane da caccia” che viene “spiegato” solo in quel contesto.

    Credo di avere messo giù la domanda malissimo ma spero in ogni caso che qlc anima buona mi risponda. ringrazio anticipatamente.

    • David, diciamo che lo spinone soffrirebbe a non andare a caccia: però si può anche andare a caccia senza ammazzare nessuno.
      Fare ricerca di superficie, per esempio, per lui è (quasi) la stessa cosa che andare a caccia…solo che invece di ammazzare animali, salvi delle persone. Insomma, il cane ha bisogno di sentirsi utile, e nel suo caso ha bisogno di utilizzare le sue doti di cacciatore: ma basta indirizzarle verso qualcosa di “simile” per farlo felice.

      • quindi per lui sono insoddisfacenti le passeggiate nei boschi fini a sè stesse, cioè senza una finalità utilitaristica???…della serie:

        spinone:” ok, bella passeggiata David, ma che ci siamo venuti a fare?”
        David:” un giro!”
        spinone:” ah… -_-“

  9. Io ne ho adottato uno da un cacciatore insoddisfatto…….e fa il cane di casa ,in appartamento,senza giardino.Naturalmente faccio in giro con lui almeno tre ore al giorno.Lui non si schianta mai,ma poi fa delle felici russate da buttar giu’ la casa!!!!
    Non so cosa dire.Per me e’ la razza migliore che abbia avuto.Il problema e’ solo il vizio di tuffarsi nelle pozzanghere e di pulirgli il muso dopo aver mangiato e bevuto.
    Un odio sfrenato per i gatti,ma un cane buonissimo.Non riesco a farlo salire da solo in macchina neanche a fucilate.Mi si e’ attaccato come un amoeba .
    E di caccia neanche l’ombra.

    • senz’altro non soffre, non siamo ai livelli dei pastori maremmani, che hanno bisogno più di spazio che di compagnia etc etc tante altre accortezze che pochissimi possono dare loro. Però ha cmq ereditato geneticamente certe caratteristiche che ne determinano il modo di essere e le attitudini. Come tutti i cani, anzi gli esseri viventi.
      Per questo mi interessava sapere come è fatto, cioè “cosa gli piacerebbe fare”.
      Poi nel tuo caso, lo hai adottato da un cacciatore insoddisfatto, dunque puoi sicuramente dargli qualcosa di meglio che nella sua “vita precedente”.

  10. Io posso parlare per la mia esperienza personale, possiedo un VERO spinone e mai mi ha dato un problema e quando dico mai intendo davvero mai, in casa è fantastico non rovina nulla nemmemo i suoi giocattoli, con le persone adorabile e ama i bambini avendo una pazienza zen(anche se elemosina sempre le coccole da chiunque e resta male se non le ottiene), con gli altri cani è perfetto giocherellone e mai aggressivo, insomma lo spinone, per quanto mi riguarda, è un cane perfetto. Io non sono e mai sarò un cacciatore, certo ogni mattina mi alzo alle 5.40 4 lo porto fuori a correre e giocare nei prati e relegarlo in un appartamento (del resto quale cane sarebbbe contento?) non lo renderebbe troppo felice, lo so che è un cane da caccia, ma io la caccia la odio e quindi lo faccio sfogare libero nella natura e quando torniamo a casa siamo tutti felici. 🙂 Avere un cane è un impegnoa, ma avere uno spinone è una esperienza assolutamente fantastica… 🙂 In Inghilterra e USA viene sempre più spesso preso come cane da compagnia e famiglia avendo un carattere unico. Difetti faccio fatica a trovarli, l’unico è che quando beve ha a barbetta bagnata ed è meglio asciugargliela se non vogliamo avere la casa con la traccia gocciolosa :)Inoltre il muso e l’espressione dello spinone sono unici e nessuno può competere con la bellezza dell’occhio languido e magico dello spinone! Purtroppo non essendo un cane di moda e spesso sempre confuso con qualsiasi cane dotato di barba la diffusione dello spinone è quasi nulla… sotto molti aspetti meglio così perchè spesso moda significa paciughi genetici! Per il resto leggetevi l’articolo su questo sito.. 🙂 Ma lo spinone è un cane-amico che io personalmente consiglio a chiunque voglia avee un cane speciale anche se loicamente non è un cane esclusivamente da appartamento. Vederlo nei boschi è un vero spettacolo entra dove altri cani neanche si sognano di entrare, con il sul trotto alternato al galoppo è davvero magnifico e inoltre lo spinone MAI si allontana perchè ha sempre bisogno di sentire la presenza delle persone che ama. Come avete capito lo spinone mi piace! hahahahahah 🙂

  11. Dopo solo 2 anni di vita assieme a Camillo Greg (il nome non l’abbiamo scelto noi ma quelli del canile di San Benedetto del Tronto da dove l’abbiamo adottato) condivido tutto quello che avete detto.
    Greg è un concentrato di ottimismo fedeltà paraculaggine bontà: ingombrante lo è anche se si adatta a stare nel “garage” del camper durante le nostre vacanze, diventa terribile cavallo da battaglia per i giochi di mio figlio ma allo stesso tempo si comporta da bambolo da pettinare per mia figlia: mentre si “sorbetta” tutte le lezioni di pedagogia dell’altra figlia.
    Goloso come pochi abbandona la sua lentezza se c’è un biscotto nel giro di 1 km, scondinzola pure al postino o al tecnico della caldaia.
    l’unico appunto; per puzzare puzza: nonostante lo strippo, salviette igienizzanti, cura delle orecchie, ecc.
    ma tutto sopportabile. Greg probabilmente abbandonato a fine carriera da qualche cacciatore (lo testimoniano i pallini disseminati sulle zampe) è diventato un bravissimo cane da divano. E tutti noi lo adoriamo

  12. Salve, sono felice che si parli del nostro spinone magnifica razza e patrimonio inestimabile del nostro Paese.
    Vorrei innanzitutto far presente che ai giorni nostri lo spinone ma anche il bracco italiano altra splendida razza vengono aimè incrociati con altre razze in genere pointer nel caso del bracco e Korthals e Drathaar nello spinone da alcuni allevatori per alleggerire e rimpicciolire le taglie in modo di ottenere soggetti più veloci e esuberanti cosa molto negativa perché in questo modo si distruggono le caratteristiche morfologiche e inoltre si ottengono cani eccessivamente esuberanti che una volta sciolti nei campi allungano all’inverosimile andando fuori mano e creando problemi di ogni sorta, (immaginiamo un cane che sordo ai richiami attraversi una strada trafficata o attacchi le galline di qualche azienda agricola tanto per fare un esempio)insomma in questo modo si distrugge il tipo e la mentalità delle nostre razze, cani plasmati da secoli e secoli di selezione
    L’amatore che si accinge ad acquistare un cucciolo, un cucciolone o adulto a mio parere deve prediligere allevamenti che allevino il vecchio ceppo pesante quello dei nostri nonni tanto per intenderci.
    Riguardo la caccia che dire ho sentito affermazioni da parte dei cacciatori che bracchi e spinoni non dovrebbero andare nelle mani di chi non è cacciatore perché così si distrugge l’istinto alla caccia ed un cane da caccia deve per forza abboccare la selvaggina ferita od uccisa. E bene a tal proposito non sanno che il pointer fu creato dagli inglesi con il solo scopo di fermare la selvaggina solo questo, perché per il riporto ci pensavano i cocker
    Cosa voglio dire con questo? che non per forza bisogna essere cacciatori, basta semplicemente che ognuno prenda il suo bracco o spinone magari armato di macchina fotografica,consigliabile quando la caccia è chiusa e vada per campi e boschi e potete star certi che se in giro ci sono fagiani, quaglie e pernici sfodererà l’istinto e saprà dare soddisfazioni superiori a chi va nei campi armato di fucile, in questo modo tutti potremmo avere spinoni o bracchi con un buon istinto alla caccia.
    Per chi non lo sapesse esistono zone addestramento cani senza sparo dove poter portare i propri beniamini a spasso e dare la possibilità di trovare quaglie o fagiani.
    Cordiali Saluti
    Mario

  13. premetto sono un cacciatore e tre anni fà o acquistato una femmina bianco arancio di nome ginevra una regina di nome e di fatto, sempre educata e dolce con tutti anche con quei cani schizzati che si incontrano x srada. A volte penso che non esiste cane migliore, tra mè e ginevra si è instaurato un rapporto di totale complicità basta uno sguardo per capirsi mi ha insegnato che la caccia non è una frenetica corsa alla ricerca del selvatico da abbattere ma una piacevole passeggiata in mezzo alla natura tra due AMICI (maiuscolo perchè è cosi che misento quando sono con lei)mi regala tati momenti sereni aqnche quando guardandomi con quegli occhioni che senbra che parlino capisce che è un momento nò,e sedendosi davanti a mè appoggiando la sua zampa sulle mie gambe cerca di consolarmi facendomi due smorfie. E questo per far capire di quanto può dare senza chiedere nulla solamente un pò di amore e rispetto.

  14. Dal 12 gennaio ho avuto un dono stupendo ho conosciuto RID spinone italiano bianco arancio, sono pienamente d’accordo con la descrizione di Valeria, come l’ho visto mi sono innamorata pazzamente e pensare che c’erano tanti cagnolini/oni/one ma LUI era li per me, si, poiché il mio dolcissssssssssimo Rid arriva dal canile, è molto timido credo che qualche strano bipede non si sia comportato bene con lui, (invece, grazie ai volontari del canile per le cure affettuose) da parte mia mi impegnerò per non deluderlo mai, ha una faccia tira coccole, due occhi che parlano, 4 zampone fantastiche e una bella barba, quando appoggia la sua testona sulle mie gambe è un emozione incredibile, anche Zaira la mia cagnolina è felice che Rid sia arrivato a far parte della nostra famiglia!!!!!!
    MA CHE FELICITA’ HO!!!!!!!!!
    Paola

  15. Oltre allo spinone mi piace moltissimo l’altra razza da ferma italiana: il bracco.
    Dal punto di vista caratteriale (nella convivenza quotidiana e nelle attitudini venatorie) quali sono le differenze?

    grazie!

  16. Il mio Eddie (che ho avuto per 15 anni e si è spento ieri) era un meticcio con madre Spinone…un cagnolone adorabile…mai morso nessuno…mai ringhiato…sempre giocoso e affettuoso…mi manca tanto!

  17. Un amica che da sempre ha avuto in famiglia spinoni, mi ha segnalato che ne canile della mia città cè uno spinone di 1,5 anni !!! Il mio problema che vivo in alt. da solo ( sono divorziato con figli grandi ) lavoro fuori città quindi avrei un tempo limitato, e l’ape! Secondo voi è possibile convivere sia per me che per lui !
    Patrizio

  18. Io ho un cane meticcio, incrocio tra uno spinone e un pastore australiano merle. E’ praticamente uno spinone, ma con gli occhi azzurrissimi. Non c’è persona per strada che non si fermi a dire quanto è bello. Occhi languidi da spinone, faccette cattura carezza, il tutto con la profondità di occhi azzurri e naso rosa/nero. Irresistibile. Difetti: si tuffa in ogni fosso, pozzanghera o quant’altro. Ma ha un caratterino… è buonissimo e dolce, ma i piedi in testa non glieli metti!

  19. Ho uno Spinone a casa e penso che pur avendo 12 anni non potrò che ricordarmelo per sempre…penso che sia al limite delle dimensioni (è veramente un gigante) e mi spiace tantissimo che l’unico suo discendente in vita (dovrei uccidere la veterinaria che grazie ad un paio di farmaci ha fatto morire 11 dei 12 cagnolini nati) non tornerà mai a casa mia…cercavo una femmina per portare avanti il suo sangue ma ormai penso sia molto difficile…è sempre stato dolce con ogni persona e animale…dolce e giocherellone all’inverosimile…a caccia definirlo irraggiungibile è forse poco…

  20. Trovo infantili ed anche un pochetto stupidi questi continui “odio la caccia”/”non sono e non sarò mai cacciatore”, perdipiu’ pronunciati da appassionati cinofili che, senza l’opera dei suddetti cacciatori dei bei tempi andati (millenni, non decenni), certamente non avrebbero tante razze tra le quali crogiolarsi… Aggiungo un’ultima cosa: io sono gattofilo e cacciatore, e nonostante una certa avversione all’animale cane, vi assicuro che se non avete mai visto un cane da caccia in battuta non avete proprio capito una mazza dell’etologia canina.

  21. Ciao a tutti, sono stato il fratellone di uno spinone femmina, Bella, per 16 anni fino al primo Gennaio di questo anno e sono ancora incredulo, momenti indimenticabili.. emozioni pazzesche ma adesso è felice che starà galoppando nei prati su di noi
    È stato un cane che rispecchia tutto quanto avete descritto, una tenerona mai morso nessuno e mai mostrato i denti pazzesco
    Amica di Tutti i bimbi della zona che venivano a chiamarla ogni giorno e lei felice andava a salutarli con la coda sempre a tremila all’ora che amore
    Una tenacia esemplare per ottenere cibo, musone appoggiato sulla gamba anche per mezz’ora 🙂
    La ricorderò per sempre ogni giorno e non ci sarà cane che mai potrà riuscire a darmi l’affetto che mi ha restituito per 16 anni dopo averla salvata per strada in una serata fredda e piovosa che ricordo come se fosse ieri …
    Ciao Bellina ti voglio bene
    un saluto a tutti

  22. Ho avuto uno spinone, unico cane posseduto, concordo su tutte le sue caratteristiche. Non sono un cacciatore, ma morivo dal ridere quando i cacciatori si lamentavano del fatto di dover insegnare la “ferma” ai loro blasonati cani inglesi pagati con un mutuo…..Non ci credevano che a due mesi fermava da solo, nessuno aveva insegnato niente a Thomas: ormai a sei mesi usciva di casa, andava in giro per tutto il vicinato, accompagnava i figli dei vicini che al mattino andavano a scuola fino all’incrocio per poi tornare indietro, andare dei miei (e suoi) nonni, pappare e girare ancora per poi tornare a casa per le 11.30. Per 15 anni. L’intelligenza è proporzionale alla sua voracità: mangiava l’anguria e la zucca, lo yougurt e andava ghiotto per il pesce spada…D’altronde nato in Sicilia…..Se si hanno bambini in casa non esiste cane migliore, anche se sono bambini a lui sconosciuti, se proprio nel gioco un bambino gli facesse del male, lo spinone non accenna a mordere al massimo si allontana, non ama i litigi familiari e si presta a difendere l’elemento più debole. Ogni attività per lui è un gioco: cacciare, passeggiare, mangiare, dialogare con lui è fantastico, non vi risponderà, ma vi farà capire ogni cosa interagendo con voi senza parole: il mio a due mesi per impedirmi di andare via e continuare a giocare, mi slacciava i lacci delle scarpe. Altro che può rendere l’idea dell’intelligenza e paraculagine di questa razza? Avete mai sentito di un cane che ha fatto amicizia con il gelataio che passa col carretto per avere gratis il gelato alla nocciola? Bhe se si, sappiate che era il mio. O di un cane che sa mangiare il “Magnum” tenendo lo stecco tra le zampe?

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