testadi VALERIA ROSSI – ASPETTO GENERALE – Esagerato. Perché è “fatto a segugio” (col nasone, gli orecchioni, i piedoni:  insomma, la classica fisionomia di un segugio)… però all’ennesima potenza.
E’  tanto, tanto, ma tanto cane.
Stranamente le foto non gli rendono giustizia, perché tutti quelli che lo vedono dal vivo per la prima volta esclamano immancabilmente: “Uhhhhh… ma come è grooossoooo!”.
Ebbene, lo è.
Grosso, potente, possente. “Esagerato”, appunto. Però non si deve arrivare all’esagerazione dell’esagerazione, perché lo Standard dice chiaramente che ci devono essere dei limiti.

coppiaInfatti l’aspetto generale è descritto così: “Cane da caccia massiccio di grande taglia, il più possente di tutti i segugi. È armonioso nelle linee, dotato di una forte ossatura, buona muscolatura e molta sostanza, ma senza dare l’impressione di essere pesante. È di struttura allungata, inscrivibile in un rettangolo. L’insieme è imponente e pieno di nobiltà. Ha un atteggiamento solenne. La testa e il collo attirano l’attenzione per la pelle abbondante, elastica e fine, che pende in profonde pieghe. Il suo movimento è impressionante, piuttosto lento e oscillante con un certo rollìo, ma morbido, elastico e sciolto. Nessuna caratteristica può essere esagerata al punto di rompere l’armonia dell’insieme, di dare l’apparenza di grossolanità, o peggio ancora di nuocere alla salute o al benessere del cane. Come esagerazioni possibili possono essere citati: occhi troppo infossati o troppo piccoli; palpebre allentate, pelle abbondante e lassa per eccesso, con pieghe troppo numerose e troppo profonde; troppa giogaia; testa troppo stretta. Cani troppo grandi, dal corpo troppo pesante o massiccio, sono ugualmente indesiderabili, in quanto tutto ciò nuoce al loro utilizzo”.
In un paio di punti, personalmente, dissento un po’ dallo Standard. Il primo dissenso lo esprimo sulla frase “non dà l’impressione di essere pesante”: perché… minchia, se la dà!  Se poi ti si siede su un piede, scopri anche che non era solo un’impressione.
Il secondo dissenso lo esprimo sul movimento “piuttosto lento”…ma di questo parleremo tra poco.
Nel frattempo è importante ricordare la parte dello Standard che ho riportato in corsivo: perché tanto cane sì, va benissimo. Troppo cane, no.

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Sant’ Uberto a cavallo

VARIETA’ ALTERNATIVE: la razza ha già due nomi di suo:  quello più noto è appunto “Bloodhound”, che secondo alcuni significa “cane da sangue” – ovvero cane per pista di sangue, che è il suo utilizzo nella caccia – e per altri significa “cane di sangue”, ovvero “di sangue puro”.
L’altro nome è “Cane di Sant’Uberto”, perchè sembra che la razza derivi dai segugi utilizzati proprio da Uberto di Liegi prima di avere la celeberrima apparizione del cervo con la croce in mezzo alle corna, di convertirsi abbandonando la vita dissoluta che aveva condotto fino ad allora e di diventare sacerdote, poi vescovo e poi santo (vabbe’, santo ce l’hanno fatto diventare gli altri, ovviamente. Però lui si è impegnato).

cervoMah. Se io fossi stata un cacciatore e mi fosse apparsa cotanta meraviglia, credo che avrei interpretato il messaggio come “smetti di andare a caccia e di ammazzare queste stupende creature, imbecille”.
Invece lui la prese più alla larga, si spogliò di tutti i beni terreni, divenne l’assistente di un altro santo (Lamberto di Maastricht), insomma si diede completamente a Dio… però, contro la caccia, neanche un “ba”: tant’è che oggi è considerato il patrono dei cacciatori.
Comunque, i cani raffigurati nelle scene di caccia che vedono Sant’Uberto protagonista hanno una somiglianza molto vaga con l’odierno Bloodhound: ma questi segugi vennero allevati a lungo nell’abbazia fondata proprio dal Santo, che per secoli costituì il principale centro di selezione della razza.

cuccioloA fronte di tutta questa po’ po’ di storia, ho sentito più di una Sciuramaria chiamare il Bloodhoud “cane di San Bernardo” (toppato santo!) e un’altra chiamarlo “cane di… coso… quel santo là: non San Bernardo, l’altro” (perché in effetti di santi ce ne sono solo due!); ma le Sciure più acculturate – perché le altre non conoscono proprio la razza, che non è molto diffusa in Italia – si cimentano nel tentativo di riprodurre il suono “bloodhound” emettendo fonemi a caso, difficili da riprodurre per iscritto (tipo “blblblund”, “booooooaun”, “bluuuuund” e affini).
Unica al mondo (o almeno, unica di cui io abbia avuto esperienza) la Sciuramaria con la faccia da “conosco e menadito tutte le razze del mondo” che, di fronte all’unico bloodhound presente  a un’esposizione nazionale, lo indicò all’amica evidentemente non cinofila che pendeva dalle sue labbra, decretando con sicumera: “… e questo è un Bloody Mary”.

sniffDa quando i bloodhound sono stati utilizzati per la ricerca di persone scomparse in casi che hanno fatto grande scalpore nel nostro Paese, molti li identificano con la definizione (cretina) che ne hanno dato i giornalisti: e cioè quella di “cani molecolari”.
“Uh, guarda che bello, un cane molecolare!”
Ma perché, gli altri cosa sono? Atomici?
Tutti i cani del mondo seguono le molecole di odore: la differenza sta nel fatto che chi usa prevalentemente il megaolfatto (come appunto i segugi: ma tutti, mica solo il bloodhound) raccoglie queste emissioni odorose dal terreno, selezionando quelle che gli interessano come se le analizzasse al microscopio (infatti si parla anche di “microsfron”), mentre chi usa il teleolfatto (per esempio i cani da ferma) le raccoglie dall’aria, dal vento, orientandosi come attraverso un telescopio (“telesfron”) per capire la direzione da cui arriva l’odore.
In ogni caso, “cane molecolare” non è certo una razza: ma in questo caso la colpa non è delle Sciuremarie, se li chiamano così.

CARATTERE ED ATTITUDINI – Qui devo fare una premessa con confessione incorporata: non solo non ho mai vissuto con un bloodhound, ma non ho neppure mai passato un misero pomeriggio in casa di un bloodhound.
Quello che so di lui come “cane di famiglia” mi è stato raccontato: non ho motivo di non prenderlo per buono, però non l’ho mai visto con i miei occhi. Tutti i cani che ho visto erano soggetti da lavoro che stavano appunto lavorando, quindi le mie impressioni sul carattere sono condizionate da questo fatto.

sniff2Devo dire che io ho visto un cane a cui non può fregar di meno di niente e di nessuno, escluso il proprietario dalle cui labbra pende e che guarda con infinita tenerezza, almeno finché questi non gli mette davanti qualcosa da annusare. Dopodiché il bloodhound sniffa, si illumina tutto in faccia, pianta il nasone per terra (oppure per aria: dipende da quanto è vecchia la traccia, perché i cosiddetti “cani molecolari” in realtà sanno usare sia il teleolfatto che il megaolfatto) e parte a trecento all’ora.
Movimento “piuttosto lento”? Sì… paragonato a quello di un pointer, forse è lento. In realtà ci vuole una preparazione atletica pazzesca per riuscire a star dietro a un bloodhound quando ha individuato la traccia.

lavoroVa come un treno, con la delicatezza di un carro armato. E non sente più niente, non vede più niente, non capisce più niente: è in “one track mind”, tutti i suoi sensi concentrati in uno solo, l’olfatto.
Mi hanno parlato di bloodhound che vanno letteralmente a sbattere nei pali o nei muri quando sono in ricerca, perché non guardano più dove vanno: diventano immensi nasi con le zampe.
Si diceva prima che il bloodhound lavora prevalentemente in megaolfatto, quindi col naso a terra (anche le sue orecchie sono così lunghe proprio per poter convogliare gli odori del terreno verso il naso, creando una sorta di “bolla” odorosa): ma se la traccia è fresca, e se il vento gliela porta forte e chiara, la seguirà anche nell’altro modo, solitamente partendo al galoppo sfrenato per raggiungere prima possibile chi l’ha lasciata. E stargli dietro saranno cavoli del conduttore.
Una ricerca americana ha stimato in 230 milioni il numero di cellule olfattive del bloodhound: che in realtà sono uno sproposito rispetto a quelle umane (5 milioni), e sono quasi il doppio di quelle di un bassotto (125 milioni), ma sono poco più di quelle di un pastore tedesco o di un labrador (220 milioni).

sniff3Ricerche diverse danno numeri diversi: qualche studioso afferma che il bloodhound ne abbia 300 milioni: comunque sia, a fare la differenza è soprattutto la mostruosa concentrazione che questi cani sono in grado di mantenere per ore e addirittura per giorni, e che permette loro di seguire tracce vecchie anche di 300 ore (impensabile per qualsiasi altra razza).
Sta di fatto che in America, ancora oggi, il riconoscimento olfattivo da parte di un bloodhound è considerato una prova valida in tribunale (quello di altre razze, no): e  il segugio più famoso di tutti i tempi, un cane poliziotto che si chiamava Nick Carter, ha portato all’arresto di 600 persone.
In realtà, come tutti i segugi, il bloodhound nasce come cane da caccia, soprattutto al cinghiale (ma anche alla lepre): e anche qui i cacciatori si dicono sorpresi dalla velocità nella seguita, anche sui terreni più impervi, oltre che dal fiuto inimitabile. Però in Italia è poco utilizzato, cosa che sarebbe anche abbastanza normale visto che siamo i “padri” del segugio italiano… se non fosse che poi utilizziamo un sacco di segugi francesi.
A caccia il bloodhound è ottimo anche come limiere (che è il  cane “indicatore” che viene utilizzato,  solitamente condotto al guinzaglione, per analizzare le tracce – senza abbaio – e indicare la presenza di selvaggina in un certo luogo).
La sua applicazione di gran lunga più diffusa è comunque il mantrailing, ovvero la ricerca di tracce umane (che si tratti di dispersi o di delinquenti in fuga).

testa2Vabbe’, ma ‘sto cane sa soltanto annusare?
Se ne volessimo uno come cane da famiglia, cosa dovremmo aspettarci?
Una buona risposta l’ho trovata in rete, in una divertente presentazione della razza che viene considerata adatta a chi ritiene che il modo ideale di passare il tempo consista:
a) in una serata romantica davanti al caminetto, con triturazione totale dei cuscini del divano;
b) in un giretto in giardino a scavare tutte le piante disponibili;
c) nel rientro a casa per esplorare le profondità più nascoste del cesto della biancheria;
d) in pasti a deux  nel bidone della spazzatura incustodito.
Il bloodhound viene anche definito come:
Avventuroso: sempre pronto a rubare un nuovo elemento alimentare;
Sportivo:  gli piace passare molte ore all’aperto, dislocando braccia umane;
Intellettuale: ama studiare a lungo i luoghi migliori per depositarci cacche formato dinosauro;
Romantico: non c’è cosa più tenera e dolce dello scambio di bava (bava che, se per caso il cane scuote la testa, può raggiungere ogni centimetro di un salotto di quaranta metri quadrati).
Il bloodhound è dunque un eccellente decoratore di interni e un provetto giardiniere, oltre ad essere utilissimo per fare il bucato e naturalmente per pulire la cassetta del gatto (ma qui mi aiuta anche la Bisturi, senza bisogno di essere un bloodhound: i miei “non mangiare quella merdaaaaaaaaaaa!” sono ormai noti in tutto il palazzo, così come i “non leccare le posate che ti tagli la linguaaaaa!” che si possono sentire invece ogni volta che apro la lavastoviglie).

amiche2Insomma, il bloodhound in famiglia è un normalissimo cane. Un po’ più bavoso della media, questo sì. E anche un po’ più ingombrante della media.

amicheSe avete più animali in casa, vi renderete conto molto presto di quanto il bloodhound sia amichevole, buono e tollerante anche con i cuccioli, con i gatti e con qualsiasi essere vivente (bambini in primis).
Però scoprirete anche che quasi tutto lo spazio disponibile su letti, divani, poltrone e affini lo occuperà lui: i pochi centimetri quadrati rimasti li lascerà agli altri animali di casa (specie se questi si adattano a comprimersi fino ai minimi termini) …e gli umani? Be’, gli umani si arrangino.

OLYMPUS DIGITAL CAMERASolitamente ci si arrangia comprando tutto doppio: due divani, due o tre poltrone… due letti no, tanto è inutile.
O si insegna al bloodhound, fin da cucciolo, che non può e non deve salire sul nostro, oppure potremo anche mettergliene a disposizione una decina, ma lui sceglierà sempre e solo quello su cui siamo straiati noi.
Perché a lui piace starci vicino-vicino.
A noi un po’ meno, specie se non lo laviamo da qualche giorno: perché l'”Eau de Bloodhound” non è esattamente il profumo più delicato del mondo.
Però, di fronte a cotanta tenerezza, cosa sarà mai un po’ di odore?  Noi non siamo neppure “molecolari”, quindi il nostro olfatto è decisamente poco sviluppato… e in questo caso possiamo aggiungere: “per fortuna”.
Scherzi a parte: i cani che tendono a puzzicchiare di cane basta tenerli puliti. Proprio come gli umani che puzzano di umano, odore che personalmente trovo estremamente più fastidioso di quello di cane.

coccole2

testa_ossoTESTA – “Imponente, maestosa e piena di nobiltà, è il punto più caratteristico della razza“, dice lo Standard. E non ci sono proprio dubbi, un bloodhound lo riconosci sempre a prima vista: anche perché sembra fatto di Pongo.
La cosa più distintiva sono sicuramente le pieghe e le rughe che si notano un po’ meno quando il cane tiene la testa alta, ma che gli ricadono tutte giù quando la abbassa (e cioè quasi sempre, perché lui deve sempre mettere il naso per terra).

rugheL’effetto è irresistibile, buffissimo e acchiappacoccole (e ovviamente, appena si accorge di ispirarvi tenerezza, il bloodhound ci marcerà alla grande).

OCCHI – Per lo Standard sono “marrone scuro o nocciola, d’una tinta più chiara (ambra) nei cani senza sella o gualdrappa nere. Occhi di media grandezza; ovali, non lacrimosi, né sporgenti, né infossati nelle orbite, che lascino l’iride completamente visibile. Palpebre senza irregolarità nel loro contorno, normalmente adattate al globo oculare; le palpebre inferiori un po’ allentate, in modo che un po’ di congiuntiva sia visibile, sono pertanto tollerate. In nessun caso le ciglia possono toccare e disturbare gli occhi. L’espressione è dolce, gentile e dignitosa, lo sguardo un po’ malinconico“.
occhidolciEcco: “un po’” malinconico è decisamente un eufemismo.
Il bloodhound, come molti altri segugi, ha uno sguardo letteralmente strappalacrime che userà con bieca determinazione ogni volta che avrà voglia di qualcosa (soprattutto di cibo, anzi soprattutto del cibo che state mangiando voi). Resistere è difficilissimo, quasi impossibile: anche se bisognerebbe riuscirci, perché questo cane è già abbastanza pesante di suo e sovraccaricarlo di ciccia è assolutamente deleterio per la sua salute.
A proposito di salute, ricordo qui l’unico, vero difetto della razza: non è molto longeva, anche se l’allevamento negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. Se un tempo questi cani erano già decrepiti a 5-6 anni, oggi molti soggetti superano i dieci-dodici. Però (come tutti i “cagnoni”, peraltro) non vanno molto oltre.

nasoneTARTUFO:Largo, ben sviluppato, con narici ben aperte“, dice lo Standard. Sì, verissimo, ma chi se ne frega.
L’unica cosa che bisogna assolutamente sapere è che il bloodhound ha un nasone irresistibile, una vera calamita da coccole: è pressoché impossibile resistere alla tentazione di fargli “popi popi” sul naso e/o coprirlo di baci almeno dodici volte al giorno .
Ecco: bisognerebbe riuscire a contenersi, perché alla lunga il cane si scoccia. Non è giusto approfittare del fatto che sia un tenerone, mai aggressivo e sempre tollerante, per diventare gli stalker del suo tartufo.

duetesteORECCHIE: “sottili e morbide, ricoperte di pelo corto, fini e vellutate al tatto; padiglioni molto lunghi, che sorpassano almeno l’estremità del tartufo quando li si appoggia sulla canna nasale; attaccati molto bassi, a livello degli occhi o più in basso, sul lato della testa, ricadenti in pieghe aggraziate, arrotolati verso l’interno e verso il dietro (a tirebouchon)“.
Pure le orecchie sono calamite da coccole e pure qua valgono le stesse considerazioni fatte per il tartufo: anche se alla tentazione di pastrugnargli le orecchie NON si resiste neanche morti. Provateci, magari siete più bravi di me. Ma io non ce la faccio proprio.

CORPO – Tanta roba, come già più volte ribadito. E non aggiungo altro perché le descrizioni tecniche le trovate nello Standard di razza, ma nella vita di tutti i giorni “tanta roba” è tutto ciò che vi serve sapere. Credetemi.

giocoARTI – Muscolosi, potenti e mooooooooooooolto più veloci di quanto non riusciate ad immaginare in un cane di questa taglia.
Non si fermano davanti a nulla (salite, discese, acqua, neve, fango…): e se voi state attaccati al guinzaglione dovrete dimostrare la stessa duttilità per tutti i terreni, altrimenti vi perderete il cane e qualsiasi cosa lui stesse seguendo.

corsa2E questo vale quando lui si muove a quello che considera un passo “riflessivo”, ovvero quando viaggia col naso per terra esaminando tutti gli odori con calma: se poi decide di correre (ed è capacissimo di farlo), allora non ce n’è più per nessuno. Non solo semina gli umani (lì ci vuol poco, ci riesce anche un bassethound), ma riesce a far mangiare la polvere anche a parecchi altri cani, che a volte fanno facce buffissime col fumetto che dice: “Ellapeppa! Ma come fila! Sembrava così moscio, a vederlo…”.
Inutile dire che la faccia più buffa in assoluto, però,  ce l’ha sempre lui: anche perché, quando corre, pelle, lingua ed orecchie vanno in tutte le direzioni possibili, con effetto comico dirompente.
Al di là del fatto che Pluto sia o meno un bloodhound (così dice la leggenda: a me sembra più un segugio italiano o un vizsla, perché è troppo leggerino per essere un bloodhound), vivere insieme a un cane così significa vivere con un cartone animato.

CODA:  “Lunga, forte, spessa“. In una parola: killer. Meglio starle più alla larga possibile.

doppiosniffCONCLUSIONI: nonostante sia famoso per il suo fiuto, per i ritrovamenti da record, per essere l’unico cane al mondo accettato come testimone nei tribunali e così via, il  bloodhound è soprattutto un cane molto dolce, socievole, affettuoso e gentile, perfino timido. Purtroppo per lui, le sue dimensioni e la sua costituzione fisica poco si accordano con questa indole da cagnolino da grembo, quindi è abbastanza facile che vi ritroviate ad urlare disperati e a strapparvi i capelli vedendo i risultati di un suo normale passatempo o delle sue buone intenzioni nell’aiutarvi nei lavori di casa (e se voi urlerete, lui ci resterà malissimo, perché ha un animo sensibilissimo). Un altro problema legato alla sua mole è che mantenerlo costa: anche solo per quanto riguarda le normali spese di alimentazione e cure veterinarie.

piazzatoUn problema legato alla sua sensibilità, invece,  è che non potrete andare da nessuna parte senza portarvelo appresso: non solo perché col cavolo che gli amici ve lo tengono (a nessuno piace nuotare nella bava di cane altrui), ma anche perché lui potrebbe passare tutto il tempo in cui deve starvi lontano facendo versi simili a quelli che fa sulla traccia di un cinghiale, impossibili da descrivere e – vi assicuro – insostenibili da sentire al chiuso.
Ah… ovviamente, se il bloodhound ve lo porterete sempre dietro, vi servirà una macchina su misura, perché nella maggior parte delle normali utilitarie non ci sta.
Perché esiste ancora questa razza, vi state chiedendo?
Semplice: perché esiste ancora il mantrailing! E nessun altro cane al mondo potrà dare maggiori soddisfazioni a chi si cimenta in questa difficile arte, che richiede tanto impegno, tanto tempo e tantissima pazienza, ma è anche capace di farvi sentire veramente “speciali” quando il lavoro giunge a buon fine (cosa che con lui succede molto spesso).
Se amate questa disciplina, non c’è e non ci sarà probabilmente mai un cane come il bloodhound. Se lo volete come cane da compagnia, invece… siete indiscutibilmente dei pazzi, però vi capisco.
Perché anche nel campo della simpatia ci sono veramente poche razze in grado di stargli alla pari.

corsa

Le foto sono state, come al solito, rubate in rete: ringrazio per i furti consapevoli l’allevamento “Vascia e Campo dell’Oro” per diverse foto di teste e cani piazzati; Roberta Bottaro, Ivan Schmidt (istruttori della European Search and Rescue Technologies) e il fotografo Marco Cortesi per le foto di cani al lavoro.
Gli altri furti non so ai danni di chi li ho effettuati, avendo pescato le foto su Google immagini, ma ringrazio comunque i derubati.

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15 Commenti

  1. Hai scritto: “Una ricerca americana ha stimato in 230 milioni il numero di cellule olfattive del bloodhound: che in realtà sono uno sproposito rispetto a quelle umane (5 milioni), e sono quasi il doppio di quelle di un bassotto (125 milioni), ma sono poco più di quelle di un pastore tedesco o di un labrador (220 milioni).”

    ma quindi…230, 125, 220 milioni…sono il numero totale (e questo si spiega, visto che l’area delle coane nasali di un bassotto è la metà o meno di quella di un bloodhound), oppure la concentrazione (numero di unità per cmquadro, e questo spiega perché anche il bassotto sia usato come cane da caccia)?

      • quindi potremmo ragionevolmente affermare che il pregio di razza del bloodhound è la capacità di concentrazione e integrazione delle informazioni che arrivano al suo naso, piuttosto che il naso in sé e per sé … oppure no?
        pura curiosità 😀

        • Un flash nella smemoria. Lilli e il vagabondo (bagadondo diceva il mio bambino, quando era bambino) Il cagnone biondo scuro con gli orecchioni, le pieghe e il nasone che, dicevano aveva perso l’odorato e con quello la dignità, ma che lo ritrova all’improvviso per rintracciare il carretto dell’accalappiacani con dentro la Lilli… e che ci finisce sotto, povero. Non somiglia al bloodhound? (sfortunatamente dal vivo non ne ho mai visto uno)

  2. Simpaticissimo il bloodhound! è un fumetto vivente.
    La prima volta che ho sentito l’espressione “cani molecolari” pensavo di aver capito male. Non guardando quasi mai la tv quando l’ho sentito dire dalla mia collega che mi spiegava di averli visti al tg (quindi doveva per forza essere vero!!) le ho risposto “siii, figurati, chissà cosa hai capito!” Qualcuno penserà che siano OGM!!

  3. Ok, non sono un’amante nè dei cani da caccia in generale, nè di quelli con “le pieghe” addosso….
    ..Ma mio dio, quanto non è bello, quello nella foto con la ragazzina che gli si è sbracata sopra?
    Amo l’espressione che ha. Che bello. Approvo.
    Ammetto che sono stupendi.

  4. Ma un cane così… puoi permetterti di portarlo a spasso slegato per campi e boschi o è troppo rischioso? Mi sa che conviene la lunghina. Anzi, la lungona.

  5. Vivo con due bloodhound…Uno lo lasciamo “tranquillamente” senza guinzaglio, anzi si sente molto felice della fiducia che gli diamo e sta sempre a ragionevole distanza. L’altra è una selvatica autonoma (quella nelle foto in cui si spalma addosso alla malinois e che lavora con la pettorina gialla) talmente indipendente impossibile da lasciare libera.
    Il lavoro che è stato fatto sul primo cane, il bloodhound che lasciamo libero, è enorme ed è completamente diverso dal lavoro fatto sulla femmina…Su quest’ultima ho puntato tutto sull’autonomia per averla migliore nel lavoro e ne pago le conseguenze su altri aspetti…

    Comunque si il vecchio Fido di Lilli e il Vagabondo pare essere un bloody 🙂

    • Ieri sono stato ad una fiera di paese, e c’ era una dimostrazione di agility con a seguito una di ricerca, protagonista una bloodhound.
      Ora, a parte la conferma del carattere della poverella che veniva tiranneggiata da tre jack russel che era un piacere, anche li è uscita la tipica frase da parte di una signora con figlioletta appresso:

      “Che razza è?”
      “Un cane molecolare”, risponde pronto e con aria da esperto un tipo accanto.
      “E’ un Bloodhound signora”, correggo io.
      “Capito nomedellabimba? è un BLONDEhound!”
      Trattengo una risata all’ immagine della cagnona con una cresta biondo platino in testa, e desisto dopo aver invano cercato di correggerla per altre due volte.
      Quindi se vuoi aggiungere nello standard la varietà blonde, vai pure 😛 .

  6. Ho adottato Ulisse lo scorso Marzo. E’ un amico fantastico per me, mia moglie e per i miei tre figli coi quali ha una pazienza infinita, che talvolta mi stupisce e mi porta ad avere pietà di lui….
    Assolutamente impossibile resistere al suo sguardo sfacciatamente e tragicomicamente melanconico….
    Arrivare a casa a vederlo seduto sul muretto a mo’ di statua greca è una soddisfazione.
    E’ tanto cane in tutto, soprattutto nel bisogno di rapporto umano.
    Un tatone….

  7. Buona sera a Voi tutti, se qualcuno avesse un bloodhound non cucciolo ma purtroppo
    mal trattato e bisognoso di padroni per bene, Vi prego di contattarmi, sarei super contento
    di accoglierlo in famiglia,purtroppo la Fanta….la nostra pastore tedesco e’ venuta a mancare.
    Grazie per ora il mio Cell. 335 5268916

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.