SAMSUNGdi LAURA BIAGIOTTI – Bene, allora questo è il tuo nuovo cane. Adesso i signori del canile si prendono qualche giorno di tempo per farlo sterilizzare, microchippare, controllare… e chissà, forse anche per essere sicuri che non cambierai idea e vorrai ancora il cane tra qualche giorno.
Tu nel frattempo avrai due compiti: struggerti al pensiero di quel tesorino che è già il tuo cane (ma ancora non lo sa e pensa di essere randagio e abbandonato) e fare shopping per accoglierlo al meglio.
Qui, i punti di vista si separano.
C’è la lista di massima indicata dal canile, e va bene.
Poi ci sono le persone che “finalmente questo cane ha una casa ed è giusto che abbia da subito il meglio del top della gamma di qualunque cosa serva ad un cane, più quello che gli sarebbe servito negli anni scorsi se avesse avuto una famiglia responsabile a garantirglielo“.
E ci sono le persone che “l’importante è che venga a casa il prima possibile, anche solo con una corda al collo: il resto lo vedremo insieme man mano che ci conosceremo“.
C’è il negoziante, che sa benissimo di avere davanti un cliente nella fase più sensibile e delicata della storia dei suoi acquisti: potrà vendergli qualunque cosa a qualunque prezzo e, per qualche mese, il sostituto funzionante di qualsiasi cosa gli abbia venduto.

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shopp_aperAnche qui, i negozianti si dividono in due categorie: quelli che se ne approfittano, perché vivono di nuovi clienti da ricoprire di cianfrusaglie, e i negozianti bravi, che sanno che un nuovo proprietario di cane è un potenziale cliente fedele che li manterrà per anni vivendo il petshop come un’estensione della propria casa ed il negoziante come un membro autorevole della propria famiglia.
E poi ci siamo noi.  Che pensavamo che scegliere il nostro cane al canile fosse la cosa più difficile.
Invece stiamo iniziando a renderci conto dell’enorme quantità di scelte che ci aspetta e soprattutto del poco tempo a disposizione per dotarci, prima ancora di aver conosciuto a fondo un nuovo membro della nostra famiglia, di un kit-base con cui accoglierlo nella nostra vita.
Kit che, a differenza degli acquisti per il cucciolo, ha lo svantaggio che il cane adulto non ci concede nessuna gradualità: questo da un lato significa risparmiare sugli acquisti “in crescita”, dall’altro però ci impone di tirare a indovinare su una serie di cose che invece con un cucciolo si possono imparare (e contribuire a determinare) giorno per giorno.
Ecco perchè, forse nel nostro caso più che con un cane “nuovo di zecca” è vitale presentarsi al petshop con una lista della spesa molto ben meditata ed organizzata.

shopp2PER ANDARE A CASA… UN COLLARE E UN GUINZAGLIO
Mi raccomando, portalo sempre al guinzaglio finché non hai la totale certezza che non scappi via appena lo liberi“, ti diranno le signore del canile prima di affidarti il tuo nuovo amico.
Saggio consiglio, per carità, volendo escludere il lieve dettaglio che la “totale certezza” non esiste. E che quindi quello che le signore del canile intendono realmente – che poi è il modo in cui molte persone vivono realmente le passeggiate con il cane – è “tienilo sempre al guinzaglio e liberalo solo nelle apposite aree recintate“.
Il che, ovviamente, fa scattare il tipico senso di colpa del neoproprietario di cane ex abbandonato, che normalmente si esprime in due concetti, entrambi sbagliati: col guinzaglio si limita la libertà del cane e col collare lo si strozza.
Due idee balzanissime che, con l’aiuto di un bravo venditore attento ai propri margini, trasformeranno il tuo cane da vittima dell’abbandono a vittima della ridicolizzazione da giardinetti: il simpatico bastardino con la pettorina e il guinzaglio estensibile.
Accessori che, oltre ad essere costosetti e quasi totalmente privi di valore cinofilo, hanno anche il non trascurabile svantaggio di essere carini solo in abbinamento con un cane di taglia medio-piccola che si chiami Briciola o Birillo, di esclusiva proprietà di una signora con le meches. Già i colpi di sole sono troppo alternativi per abbinarsi bene con il gancetto che collega la pettorina al flexi.
Dài, seriamente.
E’ molto probabile che il tuo nuovo cane, un po’ perché nessuno gli ha insegnato una condotta decente, un po’ perché non ti conosce, un po’ anche perché non gli par vero di andare a spasso tra stimoli nuovi e diversi da quelli del canile, sarà, almeno nel primissimo periodo dopo l’adozione, un cane che tira al guinzaglio.
Questo problema si risolve con il tempo e con una buona educazione di base: non c’è nessun collare e nessun guinzaglio in grado di contenere un cane che tira.
Infatti, se guardi con attenzione gli altri cani al pascolo (ed i relativi umani al traino) noterai che moltissimi di loro indossano una catena a strozzo: e non hanno minimamente l’aria di star soffocando, anzi! Soffrono molto di più i loro umani trainati!
Senza arrivare a questi eccessi (oltretutto le signore del canile hanno una certa tendenza a scandalizzarsi alla vista dei collari a strangolo), almeno per i primissimi tempi andrà più che bene un normalissimo ed economicissimo collare standard.

shopp3Il problema, a quel punto, sarà che non hai ancora con te il cane per prendere le misure e, anche se tutti i collari hanno una certa tolleranza di taglia, non puoi certo correre il rischio che il collare sia troppo stretto (quindi, già da buttare) o troppo largo (quindi, a rischio di sfilaggio e conseguente fuga).
L’ideale, anche se i modelli con la fibbia sono decisamente più carini, sarà orientarsi, considerando anche il costo irrisorio, su un collare “a cinturino”, che potrai regolare al millimetro direttamente intorno al collo del tuo cane, avendo semplicemente cura di lasciare un tuo dito di spazio tra collo e collare per garantire sia un adeguato spazio per la respirazione, sia soprattutto che il collare stesso abbia quel minimo di mobilità che serve quando devi fissarci sopra il guinzaglio.

shopp12Guinzaglio che come regola generale, l’abbiamo anticipato, non deve essere del modello estensibile.
E questo non tanto per farci sentire cinofili da rivista specializzata e non signore da giardinetto, quanto perchè non esiste al mondo nulla di meno pratico di un guinzaglio estensibile, specie se collegato ad un cane con cui non siamo ancora in perfetta sintonia.
Finiremmo inevitabilmente con un cane che corre fino alla fine del guinzaglio, trovandosi troppo lontano da noi per permetterci di renderci conto se è il caso di trascinarlo indietro o meno.
Nel frattempo, il guinzaglio estensibile si è trasformato in una corda tesa, con elevatissime probabilità di fare lo sgambetto a qualcuno o di impigliarsi da qualche parte.
E in tutto questo, figuriamoci se non riusciremmo a spellarci una mano toccando accidentalmente la corda in fase di riavvolgimento! Per non dire della gioia di tenere in mano un pezzo di plastica rigida appeso a un cane che magari sta anche tirando.
Decisamente meglio, ed anche più economico, dotarci di un guinzaglio “standard” sia nel modello che nella lunghezza.
Il che ci lascia ancora un’enorme possibilità di scelta tra i materiali, il tipo di lavorazione, le decorazioni e chissà che altra buffa idea si sta facendo venire l’ennesimo designer di guinzagli proprio in questo istante.
Ricordiamoci solo di scegliere una maniglia soffice (per le nostre mani in caso di cane da traino) e un guinzaglio a prova di morso (finché non siamo certi che il nostro nuovo amico non abbia questo brutto vizio).

shopp4UNA MEDAGLIETTA IDENTIFICATIVA
Alcuni canili pretendono che sia già appesa al collare prima di permettere al cane di affrontare il mondo esterno.
In questo caso ti comunicheranno in anticipo le informazioni (normalmente, il nome del cane ed il numero di tatuaggio o di microchip) da far incidere.
Ricordati di aggiungere un numero di telefono cellulare valido: renderà molto più facile restituirti il cane in caso di smarrimento.
Se il canile non ti obbliga, e se scegli un buon kit di collare e guinzaglio, puoi aspettare qualche settimana prima di dotare il tuo nuovo cane di una medaglietta.
Magari nel frattempo cambi idea sul nome, non si sa mai.

UN DISPOSITIVO RACCOGLICACCA
Non è obbligatorio possedere l’ultimo modello di dispenser di sacchetti in eco-plastica, ma raccogliere la cacca si, è indispensabile: andrà benissimo un pacchetto di tovaglioli di carta o qualche sacchetto “da surgelazione” nel formato più piccolo e nella qualità più infima ed economica disponibile al discount.
Ma naturalmente il petshop è pieno di sacchetti, palette, ossi portasacchetti e altre diavolerie in tema.
Una vale l’altra, l’unica regola è MAI SENZA!

trasportino-vari-kennelUN TRASPORTINO DA AUTO
Forse l’ideale per il primo viaggio verso casa sarebbe il sedile posteriore, con un umano che si dedica a rassicurare il cane e a fargli amare i viaggi in auto: ma cosa ci garantisce che il nostro nuovo beniamino non appartenga al nemmeno troppo esclusivo club dei cani che vomitano in macchina?
Anche l’opzione “tela impermeabile nel bagagliaio e rete di separazione” presenta una serie di svantaggi: innanzitutto se il cane decide di “fare il matto” durante il trasporto, un eccesso di spazio a disposizione aumenta il rischio di traumi.
Vale dunque la pena di investire da subito, in vista di un felice futuro di lunghi viaggi insieme, in un bel trasportino, di metallo o di plastica rigida, ed abituare immediatamente il cane a viverlo come “il” modo in cui si viaggia in auto. Oltretutto, anche se è brutto pensare al peggio proprio nel primo viaggio che facciamo con il nostro cane, prova ad immaginare cosa succederebbe in caso d’incidente: il cane ancora non ti conosce, e se fosse libero nell’abitacolo scapperebbe o comunque non è detto che, spaventato, si farebbe riprendere facilmente.
La “scatola” è una garanzia di sicurezza anche in questa eventualità: non servirà un soccorritore amico degli animali per prendere il tuo cane direttamente nella confezione e recapitarlo da un veterinario per un controllo o tenerlo in custodia fino a che non sia possibile restituirtelo.

shopp5UN NUOVO LOOK
Se hai adottato un cane in un canile, avrai imparato che il canile non è di per sè un posto brutto dove i cani soffrono particolarmente: anzi!
I volontari sono spesso gente adorabile che, nei limiti delle proprie possibilità e della specifica situazione, fa tutto ciò che può per viziare e coccolare ogni singolo ospite in attesa di trovargli la famiglia ideale.
Ma da qui a illudersi che il tuo nuovo cane provenga da una selezionatissima catena di alberghi a quattro stelle… ce ne corre.
Questo significa che non dovremo minimamente scandalizzarci se ci accorgeremo che insieme al cane abbiamo adottato qualche altro animaletto: sono cose che capitano anche ai cani di casa. Figuriamoci in un canile, magari all’aperto in campagna.
Ma siccome è nostro diritto scegliere di coabitare esclusivamente con esseri viventi scelti da noi e che possiamo chiamare per nome, potrebbe essere saggio prevedere una tappa intermedia nel viaggio del nostro nuovo amico verso casa nostra: da un bravo tolettatore per un bel lavaggio disinfettante e, nei casi più gravi, una tosatura ben fatta ed ordinata.
Ma povero cane!- mi dirai tu – penserà subito che sono un mostro crudele che lo porta alla tortura!
No. Semmai penserà che il tolettatore sia un crudele torturatore!
Tu sarai l’eroe che lo recupererà dal lager schiumoso e lo porterà in una casa amica, piena di tappeti dove ci si può rotolare senza che nessuno vada in ansia.
E’ sempre buona norma prenotare la tolettatura con un certo anticipo ed eclissarsi discretamente mentre il tolettatore lavora.
Specie in questa prima occasione in cui comunque non saremmo una presenza particolarmente rassicurante per il cane, che ancora non ci conosce.
Meglio tornare dopo un’ora e fare un figurone come provvidenziali salvatori, quando il peggio sarà passato!
Ricordati di avvertire il tolettatore che il cane è appena uscito dal canile, e che qualunque reazione abbia durante la tolettatura non sarà minimamente collegata ad errori educativi tuoi!
Questo per salvaguardare la sicurezza del toelettatore, ma soprattutto la tua reputazione. Ed anche la probabilità di trovare
un posto libero, la prossima volta che vorrai far lavare il cane.

shopp6LA PAPPA
Da bravo proprietario responsabile, avrai letto tutti gli articoli di “Ti Presento il Cane”  sull’alimentazione ed avrai preso una decisione per il tuo cane, tra “cibo secco di qualità” e “cibo casalingo cucinato con amore”.
Se opti per il cibo secco, non andare in ansia se all’inizio il tuo nuovo cane non lo vorrà nemmeno assaggiare; e nemmeno se, dopo averlo mangiato con gusto, andrà incontro ad una memorabile crisi di stitichezza… o al suo contrario.
Sono cose che capitano cambiando ambiente, cibo e umani di riferimento tutto insieme.
Ti farà stare meglio chiedere consiglio al veterinario, che nella maggior parte dei casi ti consiglierà di portare pazienza in attesa che tutto si risolva nel giro di pochi giorni.
Se opti per un’alimentazione casalinga, potrà esserti utile acquistare un manuale sull’alimentazione canina; ma fai attenzione! Devi utilizzarlo solo per capire di quante calorie ha all’incirca bisogno un cane delle dimensioni del tuo, e come devono essere suddivise tra proteine e carboidrati ed eventualmente integrate di calcio.
La seconda metà del libro, quella delle ricette, nella maggior parte dei casi presenta soluzioni noiose, monotone, senza nulla di appetitoso… in una parola, più noiose dei croccantini industriali.

shopp7LE CIOTOLE
Ogni cane ha bisogno di due ciotole: una per il cibo ed una per l’acqua.
Solo un venditore di ciotole o un arredatore pazzo possono avere un buon motivo per provare a convincerti che i due oggetti debbano in qualche modo essere coordinati, o peggio uniti in un unico blocco a due buchi: si tratta di due cose diversissime per modalità di utilizzo e che quindi presentano esigenze e caratteristiche completamente diverse.
LA CIOTOLA DEL CIBO è un contenitore che appare magicamente all’ora del pasto del cane e scompare una volta svuotato, il che mediamente succede in un tempo variabile tra i dieci secondi e i cinque minuti.
Al cane interessa esclusivamente che il contenuto sia abbondante e appetitoso.
Per te, l’ideale è avere un oggetto pratico da lavare dopo l’uso.
La ciotola del cibo deve avere un diametro sufficiente per il muso del cane, ma per il resto si presta benissimo ad essere un oggetto “di risulta”, per esempio:
– un piatto fondo spaiato (ma non sbeccato!).
– un vecchio pentolino a cui abbiamo bruciato un manico (vietatissimi i fondi antiaderenti, peggio ancora se danneggiati: sono tossici anche per i cani!).
– una di quelle ciotole “da prima colazione” cosi facili da ottenere in omaggio con le confezioni famiglia di biscotti.
– un contenitore in plastica per verdure confezionate, ben sciacquato e asciugato, a cui dare una possibilità prima di restituirlo alla raccolta differenziata.
Naturalmente nulla ti impedisce di acquistare la ciotola al petshop: ce n’è di ogni modello, materiale, decorazione e prezzo. L’unico accorgimento, se progetti di lavare la ciotola in lavastoviglie, è di scegliere una ciotola a forma di scodella al posto della classica ciotola “stile snoopy” che in lavastoviglie imbarca acqua su entrambi i lati (ed è sempre troppo profonda per impilarsi bene insieme ai piatti).

shopp8LA CIOTOLA DELL’ACQUA è buona norma lasciarla a disposizione del cane, quindi visibile in giro per casa.
Motivo per cui vale la pena, in questo caso, di investire in un oggetto bello e pratico.
L’estetica, ovviamente, è una questione di gusto personale; dal punto di vista pratico invece bisogna considerare che:
– alcuni cani scambiano la ciotola dell’acqua per una piscina e ci entrano fino alle ascelle, con conseguenze sul pavimento che non possono essere descritte su un sito che può essere letto da persone sensibili.
In questo caso vale la pena di procurarsi, insieme alla ciotola, un tappeto da cucina in tinta, abbastanza grande da garantire che tutte e quattro le zampe del nostro amico possano poggiarci sopra almeno una volta dopo l’immersione, cioè il bagnetto, intendo dire dopo ogni bevuta.
– l’acqua va cambiata almeno una volta al giorno, e in ogni caso ogni volta che ha un aspetto orribile: da questo punto di vista una ciotola più grande mantiene l’acqua più fresca e rimane presentabile più a lungo di una ciotola più piccola (che però è più leggera e pratica da sollevare per cambiare l’acqua).
– in alcune città l’acqua è molto dura: questo non provoca gravi danni al nostro cane, ma può essere deleterio per le nostre ciotole.
Se nella tua zona ci sono problemi di calcare, scegli ciotole in vetro, pyrex o ceramica: una cosa, insomma, su cui puoi utilizzare un anticalcare e sciacquarlo alla perfezione. Le ciotole di plastica avrebbero una vita brevissima.
– se vuoi che il tuo cane sia – come normalmente succede quando si adotta un cane – una fonte di gioia e di felicità per la tua famiglia, commetti tutti gli errori educativi che vuoi, tranne quello di fargli scoprire l’acqua corrente in generale, e i sanitari di casa tua nello specifico. Lo spettacolo del tuo cane che beve dal bidet può essere divertente… per quei quattro, cinque secondi prima che il tuo bagno si trasformi in una realisticissima imitazione del cesso pubblico di una stazione periferica della metropolitana di una città malfamata.
Un cane che impara ad utilizzare il water come ciotola può essere simpatico…fino al giorno in cui dovrai scegliere se tenerti le incrostazioni, far morire di sete il cane o avvelenarlo con l’anitra WC.

shopp9LA CUCCIA
Di tutti i reparti presenti in un petshop, il reparto “cucce e affini” è in assoluto quello in cui le cifre più astronomiche vengono sprecate negli acquisti più inutili.
Vuoi la prova? Vai al capitolo “accessori per animali” di un qualunque giornalino di annunci economici e conta il numero di cucce in offerta “causa inutilizzo”.
Di fatto, il cane nella cuccia non ci dorme.
In fondo, perchè dovrebbe?
Non è (ancora) la “sua” cuccia, non è nemmeno nel suo territorio, visto e considerato che è appena arrivato a casa nostra e deve ancora finire di esplorarla come si deve… e soprattutto non è, perchè non può esserlo, un oggetto equivalente al nostro letto.
A parte che nemmeno i bambini sono poi così entusiasti di abituarsi a dormire in un nuovo letto, se proprio vogliamo dirla tutta.
Per spendere al meglio i nostri soldi in un oggetto che il nostro cane apprezzerà ed utilizzerà veramente, partiamo da un presupposto fondamentale: ieri notte dormiva in un recinto del canile, stanotte dorme nel nostro appartamento ed è per sempre.
Qualunque sistemazione, anche se nella nostra percezione di umani è fredda e dura, è pur sempre un miglioramento pazzesco nella qualità della vita del nostro cane.
Quindi, anche se al giorno uno non compriamo la cuccia, andrà comunque benissimo.
Inizieremo isolando i luoghi dove “non” vogliamo che il cane dorma, come ad esempio il nostro letto o il divano buono, e lasciando che sia il cane stesso a scegliersi un posto per dormire nella parte di casa a cui gli lasciamo accesso per la notte.
Con calma, man mano che conosceremo il nostro nuovo amico, potremo “arredare quell’angolo con dei cuscini morbidi, con una brandina o con una cuccia chiusa (che però, se il cane dorme in casa, non è vitale).
Quando il cane si sarà abituato a dormire su un supporto comodo, potremo provare a spostarlo gradualmente in un punto di casa che è più pratico per noi.

shopp10UN  GIOCHINO
Ma come? Arriva un cane nuovo, poverino, abbandonato, e tu non gli compri nemmeno un pupazzetto che gli faccia compagnia?
Si annoierà, povera creatura.
Come minimo, ma proprio minimo minimo, per evitare che il negoziante ti mandi a casa la Protezione Animali, dovrai prendergli una pallina da rincorrere, un genere alimentare di gomma con sonaglino da mordicchiare e un gioco tira-e-molla da tirare e da mollare.
Per poi scoprire che, essendo il tuo un cane abbandonato da non si sa chi, nessuno gli ha mai insegnato a rincorrere le palline, il rumore del sonaglino lo terrorizza e il gioco tira-e-molla gli funziona molto meglio come gioco mastica-e-distruggi da difendere ringhiando nei momenti di massimo stress.
Di fatto, nei primissimi giorni del suo arrivo nella tua famiglia, il gioco preferito del tuo cane saranno i suoi nuovi umani. Dovrà imparare a conoscervi, a fidarsi di voi, a farsi toccare, a sottoporsi a tutta una serie di trasfusioni di tutto l’affetto che gli è mancato prima di trovarvi.
A quel punto, forse, gli interesserà interagire con voi con la mediazione di un gioco. Nel frattempo, anche voi avrete avuto modo di conoscere meglio il cane e di scoprire con che cosa gioca più volentieri: non tutti i cani riportano le palline e – devi credermi – non c’è nulla di più frustrante al mondo dello sguardo di un cane che passa da una pallina in volo a te che l’hai lanciata con l’espressione di chi ti sta chiedendo perchè l’hai fatto.
Se proprio ti viene male al pensiero che il tuo nuovo amico non abbia nemmeno un giocattolino piccino per dargli il benvenuto… o meglio, se non vedi l’ora di comprare uno di quegli splendidi giochini, scegli tranquillamente quello che ti sta più simpatico tra quelli abbastanza grandi per non essere ingoiati dal tuo futuro cane. Chissà, forse gli piacerà.
Altrimenti, ne sceglierete un altro insieme.
Avete davanti cosi tanti anni!

shopp11UNA SPAZZOLA, UN PETTINE, UN…
Se hai ascoltato il consiglio di passare dal tolettatore sulla via per casa, non ne avrai bisogno per un bel po’.
Non solo: avrai un’ottima occasione per chiedere una consulenza a qualcuno “del mestiere” sull’accessorio più adatto per tenere in ordine il pelo del tuo cane. Non è infatti necessario acquistare l’intero kit di pettine, spazzola, cardatore, guanto magico eccetera: ad ogni tipo di pelo corrisponde un accessorio principale, che eventualmente si completa con altri, ma solo nel caso in cui tu decida di occuparti personalmente della tolettatura del tuo cane.
Decisione per la quale hai un bel po’ di tempo dopo che vi sarete conosciuti e avrai valutato se è il tipo di cane che si fa toccare volentieri e con cui la tolettatura può diventare un momento piacevole della vita insieme, oppure un incubo periodico per cui vale la pena di pagare un professionista del settore.

In ogni caso, sia che tu scelga un approccio “ieri eri randagio, mo’ non ti allargare” sia che tu preferisca un atteggiamento del tipo “il tuo destino è cambiato, benvenuto nel mondo dei cani fortunati”, andare a far compere per il tuo cane sarà un’esperienza emozionante.
Ma mai quanto il giorno in cui metterai in fila tutti i tuoi acquisti per correre finalmente a prendere il tuo nuovo cane e portarlo a casa. Per non parlare del momento in cui, qualche giorno dopo, ti farà capire che ha intenzione di seguirti in capo al mondo… sempre che tu non abbia preso un guinzaglio estensibile, è ovvio!

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11 Commenti

  1. Mi è sembrato di rivivere le giornate pre adozione della mia cucciola.. Che emozione infinita..
    Non puoi non pensarci tutto il tempo e l’unica cosa che ti fa felice è fare acquisti per il/la nuovo/a arrivato/a
    X3

  2. Io con la pettorina ed il guinzaglio estensibile mi trovo benissimo per il mio bullo, è tutta questione di pratica, inoltre dato che non lascio mai libero il mio cane mi sembra ottimo per permettergli di esplorare un pò.

    • Io sono d’accordo con te, ma tutto dipende da come si comporta il cane. Con un cane che tira al guinzaglio il flexi non serve a un benemerito nulla, se non a farti litigare ad ogni uscita con chiunque rischi di inciamparsi.

  3. che articolo emozionante, con nessuno dei miei due cani ho vissuto queste cose: il primo non era per nulla preventivato, quella fredda mattina di febbraio a tutto pensavamo fuorché di prendere un cane, siamo usciti, marito, tre bimbi ed io con l’intenzione di farci un giro alla fiera di Magenta di S. Biagio di articoli agricoli per far ammirare al piccolo i trattori, camminando tra gli stands ci imbattiamo in una bancarella che vendeva articoli pet, bruttissimi e di chissà quanti anni e teneva sul bancone un kennel mezzo nascosto da una coperta nel quale si intravvedevano due occhioni enormi e nulla più.
    Ci avviciniamo incuriositi, la sciura estrae un cosino tremante e me lo piazza in mano, il batuffolo si rintana nel mio cappotto, la signora con sguardo da stregatto ci dice che il piccolo è nato il 15 novembre quindi ha 2 mesi e mezzo (controllando i denti posso concordare) arriverà sui 10 kg massimo ed è l’ultimo di una cucciolata di 5. Alla faccia a tutti i buoni propositi
    1) di non prendere un cane fino a che i bimbi non fossero cresciuti (giusto due sere prima avevo ripetuto la tiritera “niente cani fino a che non sarete abbastanza grandi e responsabili”).
    2) di scegliere oculatamente, senza fretta, andando a vedere il cane più volte quando sarebbe venuto il momento.
    3) di prendere un cane medio grande perché con i cani piccoli non ho molto feeling.
    Inutile dire che dal mio cappotto il cucciolo non è più uscito, siamo partiti in macchina alla volta del nostro negozio di pet preferito per presentare il nuovo arrivato alle commesse deliziate, lo lasciamo vagare in sicurezza mentre gli proviamo guinzaglio e collarino, ciotole, pappa, la cuccietta morbida e avvolgente se la sceglie da se, andandosi a sistemare dentro, dopo avere esaminato l’intero campionario disposto a terra con aria seria e addormentandosi all’istante.
    La seconda cucciola l’abbiamo ritirata da una ragazza che la teneva in stallo ed era già dotata di pettorina e guinzaglio, per cui siamo solo andati a prendere due ciotole e un cuscinone al garden sulla via di casa.
    Per entrambi i giochi li abbiamo scelti successivamente dopo aver capito cosa prediligevano, infatti hanno gusti propri e ben distinti: Michi va matto per i giochini che fischiano di plastica o gomma, quando il fischietto smette di funzionare le nostre orecchie ringraziano ma ci dispiace vedere la sua espressione delusa, Susy invece ama i giochi in corda da tirare e scuotere, ma se si vuol vederla veramente felice basta darle un foglio di giornale da ridurre in coriandoli. 🙂

  4. Bell’articolo. Grazie. Io non ho vissuto questo magnifico periodo di limbo pre adozione, quando sai che hai un cane, ma ancora non lo conosci, in quanto la bulletta è prima passata per le grinfie di mia sorella, perciò la conoscevo bene quando infine si è trasferita a casa mia. Volevo fare due osservazioni: la prima riguardo la cuccia, vero che qualunque cane dorme comodo pure sul pavimento o sul tappeto, senza bisogno di baldacchini e fiocchettini, visto che il primo giorno gli abbiamo comprato un kennel, potremmo usare quello come “tana”, dato che già ha imparato a conoscerlo. Poi, riguardo i giochi, all’inizio non sai cosa gli piacerà, le palline o i tira e molla possono risultare inutili, ma c’è una cosa che tutti i cani amano: mordicchiare gli ossetti.

  5. Anch’io come nel caso di Antonella non avevo preventivato un cane… La mia cagnona è arrivata a casa dei miei tenuta con la cinta dei miei pantaloni! A mia discolpa ho che era un cane randagio e la decisione è stata presa al momento.
    All’inizio si è adeguata alle condizioni spartane del mio appartamento, l’unica cosa che voleva davvero e per cui soffriva era la libertà, ma quella non si può comprare in un negozio, e nel giro di poco ho attraversato quasi tute le fasi di acquisto compulsivo (non ho mai comprato un flexi però!).

    I soldi meglio spesi?

    I libri ed alcuni corsi, (Valeria per una volta da questo punto di vista hai “toppato” capisco che vista la mole di libri che hai scritto il consiglio di acquistare libri poteva passare per “autospammata”…)

    I giochi? Quelli che si trovano in giro li trovo davvero noiosi e costosi, ho cominciato a costruirglieli io, e cmq il modo migliore per far giocare il mio cane è fargli cercare degli oggetti o dei premi in giro per casa, per complicargli le cose basta piazzargli le cose da cercare dentro dei cassetti che potrà aprire con delle cordicelle, la mia non è mai stato un cane che abbia mai fatto danni in casa e questo è sempre stato un vantaggio, paturnie le ha avute tutte ma danni almeno quelli no.
    Volete sapere il suo gioco preferito? Aprire la porta del frigo con una corda e prendersi l’osso!

    Adesso ha la sua dote, le cose essenziali sono e rimarranno: collare con medaglietta, guinzaglio resistente ed indistruttibile, pettorina (rossa, il cane è una lupa e ho notato che con la pettorina colorata l’approccio dei cinofobi è più semplice), divanetto tipo regista circolare imbottito per umani comprato ad ikea (15 euro) abbassato ad altezza cane trapanando nella struttura 2 buchi (ho visto un oggetto simile nel negozio x animali a 98 euro!!!!), ciotole, un kombo, un impermeabile, un asciugamano in microfibra di quelli di decathlon, un imbrago per me che usiamo durante i trekking in montagna (costruito con una sua pettorina riciclata), sua cintura di sicurezza in auto, tappeto uso ufficio grandezza sedile posteriore auto (i coprisedili da auto per cani lasciano passare il pelo, mentre il tappeto basta sfilarlo dal sedile e usare l’aspirapolvere, nel caso ci siano passeggeri si toglie agevolmente) e poco altro.

    molte soluzioni che hanno fatto la differenza che le siamo costruite ed aggiustate a seconda delle nostre esigenze, purtroppo in molti negozi si trovano molte cose carine e care ma poco utili.

  6. Articolo corretto ed interessante..
    Sig.ra Biagiotti, non comprendo però la presa in giro della pettorina, equiparata al flexi.. capisco che l’utilizzo del flexi possa risultare diseducativo ed anche pericoloso in alcune circostanze, ma non vedo controindicazioni in un cane con pettorina che non tiri al guinzaglio.. Non mi risulta che il mio Cid sia “vittima di ridicolizzazione ai giardinetti” ne tantomeno io sia una “signora con le meches” solo perchè ne indossa felice una da quando era piccolo.. 🙂

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