caucaso2di VALERIA ROSSI – ORIGINI E STORIA
“Outcharka”: così si chiamano, nella loro lingua d’origine, i cani da pastore russi, senza distinzione tra quelli che guidano il gregge e quelli che invece lo difendono. La differenza esiste invece nei paesi di lingua latina e anglosassone, che per questo fanno un po’ di fatica a tradurre il termine “outcharka”.
La traduzione più diffusa, quella di “cani da ovile”o “cani da gregge”, farebbe pensare a pastori… a 360°, e cioè capaci sia di condurre che di difendere le pecore.
In realtà, anche se non è escluso che i primi pastori russi fungessero anche da guide del gregge, costituzione fisica ed attitudini indicano chiaramente che si tratta di cani da custodia, non solo del bestiame ma di tutte le proprietà del proprietario.
Sia il pastore del Caucaso che quello dell’Asia centrale (o “mittelasiatico”) non hanno il tipico trotto veloce radente dei conduttori, ma si muovono prevalentemente al passo o al trotto corto: appena la velocità aumenta, passano a un galoppo pesante e cadenzato.
La testa non viene protesa in avanti come accade con i “paratori”, che allungano il muso verso le pecore, ma viene tenuta alta, per tenere d’occhio i dintorni e vigilare sull’eventuale avvicinamento di intrusi o di predatori.
L’essenza di guardiani di questi cani, dunque, balza all’occhio già osservandone la morfologia; e il loro carattere, come vedremo tra poco, è ancor più legato a questa funzione.
Sull’origine remota dei pastori russi si sa pochissimo, anche perché, fino a pochi anni fa, i contatti e gli scambi culturali erano decisamente difficili.
Come per tutti i molossoidi, l’origine più antica del Pastore del Caucaso è stata fatta risalire al “solito” molosso del Tibet, che incrociandosi con cani autoctoni di vario tipo avrebbe dato origine a una prima tipologia abbastanza ben fissata. Questa si sarebbe poi suddivisa in due sottotipi: il pastore delle steppe del Caucaso e il pastore delle montagne del Caucaso, entrambi sviluppatisi entro limiti geografici particolarmente ristretti.
L’unico ad aver conosciuto una vera diffusione, sia in patria che nel resto del mondo è il Pastore delle Montagne, originariamente presente nel Caucaso settentrionale, in Armenia, in Azerbaijan ed Astrakan.
Questo tipo di cane è anche l’unico che ITCI riconosce col nome di “Cane da pastore del Caucaso”.
In realtà il pastore delle steppe è oggi più leggenda che realtà: non si sa neppure se ne esistano ancora degli esemplari (che, se ci sono, rimangono comunque rigorosamente entro i confini russi).
Al contrario, il pastore delle montagne – che da qui in avanti chiameremo semplicemente “Pastore del Caucaso” – è una razza in grande espansione, pur rimanendo un cane “per pochi” come è tipico dei cani di grande mole.
Tornando alle origini più antiche, nel 1913 il Dr. C. Keller formulò una propria teoria nel suo scritto “Studio sui cani del Caucaso”: secondo Keller il mastino tibetano non avrebbe avuto alcuna influenza sulla razza, che invece discendebbe direttamente dal lupo Europeo e sarebbe stato addomesticato nelle steppe del Basso Volga.

caucasoQuesta teoria si basa su comparazioni tra le misure del cranio di alcuni pastori del Caucaso e di alcuni lupi Europei (varietà russa), e appare oggi particolarmente interessante: infatti gli studi più recenti fanno pensare proprio all’evoluzione dal lupo di diverse tipologie canine già abbastanza “fissate”, e non di un unico “proto-cane” che avrebbe poi dato vita a tutte le razze soprattutto per opera della selezione umana.
Il Pastore del Caucaso iniziò a diffondersi in Russia nell’800.
Il popolo lo utilizzava come cane da guardia e da pastore, mentre la nobiltà lo utilizzava per la caccia alla grossa selvaggina (orsi, lupi, cinghiali, etc).
Anche lo Zar Nicola II fu orgoglioso proprietario di Pastori del Caucaso, che un diplomatico italiano descrisse come “poderosi cani dall’ aspetto leonino, cosi forti e feroci da richiedere tre servi per trattenerli quando avvistavano la preda”.
In tempi successivi la varietà delle steppe sarebbe stata incrociata occasionalmente con altre razze, mentre la varietà montana è sempre rimasta pressoché pura.
La vera svolta arrivò però con la nascita dell’ allevamento della Stella Rossa, il grande centro cinofilo di Mosca adibito alla selezione delle razze autoctone russe e alle creazione di nuove (è nato qui, per esempio, il Terrier nero russo).
Questo allevamento fu sempre molto propenso a sperimentare tutti i possibili incroci che avrebbero potuto dar vita a cani di qualità superiore: e non scherzò neppure quando si occupò del pastore del Caucaso, che venne incrociato con… un po’ di tutto (sono stati registrati accoppiamenti con Terranova, San Bernardo, pastore dell’Asia centrale… ma anche con Pastore tedesco e Borzoi!).
Indubbiamente, nonostante l’allegria (forse un po’ eccessiva) con cui si divertiva a mescolare geni, l’allevamento della Stella Rossa sapeva quello che faceva: tant’è vero che da un insieme di cani solo vagamente omogenei, nel giro di pochi anni riuscì a selezionare un ceppo puro di altissima qualità.
Purtroppo, però, anche alcuni degli “esperimenti” iniziali uscirono dall’allevamento, immettendo i propri geni in linee di sangue che ancora oggi risentono dei meticciamenti, soprattutto per quel che riguarda il carattere.
Il riconoscimento ufficiale della razza è piuttosto recente: infatti risale solo al 1985.

duetesteCARATTERE
E’ difficile, oggi, parlare del carattere dei cani da pastori russi senza fare incavolare qualcuno.
Ci sono, infatti, allevatori e appassionati che tendono (giustamente) a promuovere la razza di cui sono innamorati; ma a volte ne tessono le lodi facendola passare per qualcosa che non è, o che può diventare solo in casi particolari.
Mi spiego: è giustissimo e sacrosanto affermare che un pastore del Caucaso ben allevato e ben gestito è sempre un cane equilibratissimo, sicuro, assolutamente non pericoloso.
Non bisogna dimenticare, però, che questo è un cane da guardia nel senso più stretto della parola.
Ciò che gli viene affidato (casa, persona, pecora o borsetta che sia) non verrà difeso con un semplice BAU, ma con una veloce ed efficace reazione di difesa attiva… detta anche “morso”.
Ed è proprio su questo punto che cominciano le reazioni di difesa attiva anche da parte degli allevatori, che temono – giustamente – che la definizione di “cane mordace” rovini l’immagine della razza.
Cosi tendono a ribadire l’importanza di una gestione corretta (che indiscutibilmente porta a cani equilibratissimi): solo che gestire correttamente un pastore russo non è precisamente un gioco da ragazzi.
Occorrono persone preparate, possibilmente con un po’ di esperienza (o con molta voglia di ascoltare i consigli di chi già ce l’ha), con una discreta forza fisica, data la mole del cane, ma soprattutto con grandi doti morali: perché questi cagnoni sono tosti, coraggiosi e di grande temperamento, ma sono anche molto, molto sensibili.
Un padrone che urla, minaccia o picchia, ben lungi dall’acquisire la leadership che sognava, finisce sempre per creare un cane nervoso: e la combinazione “nervosisimo + pastore russo” è da allarme rosso.
Inoltre il padre-padrone (che spesso è convinto di agire nell’unico modo possibile, perché “gli ha detto suocuggino” che i cani grossi vanno “messi sotto” per farsi rispettare) non ottiene dal cane la stima e il rispetto che invece dovrebbero essere sempre alla base del rapporto: questo fa sì che il cane tenda a decidere in proprio, non tenendo in alcuna considerazione i desideri di un capo che lui non ritiene tale. E anche in questo caso, siamo ad alto rischio.

caucaso3Sia chiaro: il pastore del Caucaso non è una belva assassina.
E’ un cane!
Ma non è un cane facile, non è un cane per tutti, non è un cane da dare in mano al primo venuto.
E gli stessi allevatori, oltre a presentarlo in modo corretto, dovrebbero sempre fare sempre un’accuratissima analisi delle persone a cui cedono i propri cuccioli, non limitandosi a “sperare” che siano in grado di gestirli.
Forse qualcuno starà già borbottando, leggendo queste righe. E posso anche capirlo, perché parlare di cani “tosti”, “aggressivi”, “mordaci”… oggi è diventato tabù.
La colpa, naturalmente, non è degli allevatori né degli appassionati; è dei politici (da un lato) e dai media (dall’altro) che da qualche anno fanno un gran blaterare di  “cani pericolosi” senza avere le conoscenze cinofile sufficienti per parlare con cognizione di causa.
Taglia grande e carattere forte, uniti nello stesso cane, sono diventati sinonimi di “bomba innescata”, di “pericolo a quattro zampe” e cosi via… almeno per chi è profondamente disinformato.
I veri cinofili sanno benissimo che è vero l’esatto contrario: un carattere forte e sicuro di sè, come quello del Caucaso, è molto meno pericoloso di un carattere debole e nervoso.
Purtroppo, però, il grande pubblico non conosce neppure l’ABC dell’etologia e della psicologia canina: quindi è molto più facile far presa con i titoloni ad effetto sui “cani assassini” che con un’informazione corretta, ma anche complessa e non sempre facile da digerire.
Questo spinge alcuni allevatori a due scelte che personalmente non approvo.
La prima è quella di cui ho parlato poc’anzi, e cioè la tentazione di dipingere come “gigante buono e pacioccione” un cane che in realtà non lo è: non perché sia un “cane pericoloso”, ma perché é un cane da guardia con le giuste doti caratteriali di un cane da guardia!
La seconda scelta – che non riguarda solo i pastori russi ma anche dobermann, rottweiler, schnauzer e cosi via – è quella di selezionare cani che si lasciano mettere le mani in testa senza protestare, che si buttano a pancia all’aria di fronte agli estranei, che pensano solo a giocare con la pallina.
E’ indubbio che questi soggetti saranno più facilmente inseribili nella società umana (e anche più vendibili): ma se io fossi nei panni di chi per secoli ha selezionato una razza cercando di mantenere vive le sue attitudini al lavoro, e qualcuno decidesse di trasformarla in una razza da parchetto, credo che mi strapperei i capelli.

caucaso4Sia chiaro che, da ex allevatrice, mi rendo perfettamente conto sia dei problemi economici (particolarmente pressanti per chi alleva razze di grande taglia), sia delle esigenze della società attuale, che vorrebbe in giro solo Labrador.
Però, signori miei… se un malvivente entra in casa mia con cattive intenzioni, che faccio? Gli scaglio contro il Labrador che gli porta una pallina?
O magari il mio Staffordshire Bull terrier, che ammazza il malintenzionato a leccate?
Le razze dal temperamento forte, tendenzialmente dominanti, diffidenti verso gli estranei, coraggiose e pronte a mordere in caso di necessità… hanno semplicemente le doti che da millenni vengono richieste ai cani da custodia.
E sarebbe bello, forse, poter dire “d’accordo, per millenni ci sono serviti anche cani aggressivi e mordaci… ma oggi viviamo in
una società pacifica in cui queste doti non servono più a nulla”.
Sarebbe bello, già.
Peccato che in casa mia i ladri siano già entrati due volte, e che lo stesso sia successo a moltissime persone che conosco. Peccato che i giornalisti dei vari TG, ogni sera, ci facciano l’elenco delle rapine, degli stupri e delle aggressioni avvenute in tutta Italia con la faccia annoiata di chi sta leggendo la lista della spesa.
Perché ormai sono notizie di riempimento, robetta che non interessa quasi a nessuno. E’ ordinaria amministrazione quotidiana.
E siccome le forze dell’ordine, con tutta la buona (e sottopagata) volontà che ci mettono, sono lontane mille miglia dal poter controllare la criminalità che dilaga ormai ovunque… il cane da guardia, purtroppo, ha ancora molta ragione di esistere.
Ma se serve ancora, allora dev’essere un “vero” cane da guardia: come lo è il pastore del Caucaso, che ha dalla sua un perfetto connubio tra equilibrio e affidabilità (nei confronti della sua famiglia) ed aggressività “convinta”, pronta alla lotta senza esclusione di colpi, verso chi osa attentare alle sue proprietà.
E se la parola “aggressività” farà venire i vermi a giornalisti e politici, vorrà dire che cercheremo di spiegare loro che cos’è un cane.
Cercheremo di ampliare (o meglio… di creare!) la cultura cinofila italiana.
Perché in una società cinofilamente acculturata ed evoluta – diciamolo – nessuno si sentirebbe mai autorizzato a piantare le mani in testa al mio cane senza chiedermi il permesso; né a scatenargli addosso bambini ineducati che gli saltano in groppa come se fosse un cavallo; né ad entrare nel mio giardino senza suonare il campanello.
In una società davvero cinofila, chi lo facesse e si prendesse un morso saprebbe di essere stato un emerito imbecille. E se ne starebbe ben zitto.
Invece, in Italia, se un ladro ti salta in casa e il cane lo morde, devi pagargli ancora i danni.
Purtroppo ci sono immense lacune (e, in alcuni casi, palesi illogicità) nella nostra legislazione, esattamente come ci sono immense lacune nella cultura cinofila media: ma a questo si deve porre rimedio informando, spiegando, lottando per migliorare le leggi e la preparazione della gente. Non snaturando le razze.

cuccioloDetto questo, torniamo ad esaminare le doti caratteriali del pastore del Caucaso, che comprendono aggressività e diffidenza verso gli estranei (scomparsi misteriosamente dallo Standard, che invece li citava proprio nella versione precedente) ma anche forza, equilibrio,  sicurezza di sé e indipendenza.
Il Caucaso, infatti, non è mai un cane “schizzato” e nevrotico: è un cane che medita prima di agire, che agisce (e reagisce) con decisione, ma anche con chiari segnali prelimininari; che non è mai infido, ma sempre limpido e schietto.
Se ha deciso di meriti di essere attaccato, te lo fa capire chiaramente con ampio anticipo: più che sufficiente per levarti di torno, se capisci i segnali del linguaggio canino.
E’ anche un cane sensibile, come abbiamo già detto: ma ci tengo a ribadirlo, perché il cane sensibile è anche quello che “fotocopia” gli atteggiamenti del padrone. Qualche tempo fa, girando un video su questa razza, ho avuto un esempio davvero eclatante di quanto un umano possa influire sul comportamento del cane: il primo giorno di riprese avevamo girato diverse scene con uno splendido pastore del Caucaso che aveva dimostrato infinita pazienza (girare un film è un’esperienza stressante per le persone… figuriamoci per i cani!), sommo equilibrio e un carattere decisamente amichevole con tutta la nostra troupe di perfetti sconosciuti.
Il cane era stato sempre in mano all’allevatore, però, perché il proprietario quel giorno lavorava e non poteva essere presente. Il giorno successivo, invece, arrivò il proprietario… e sembrava che avesse cambiato cane!
Il grosso maschio che aveva sopportato ripetizioni, primi piani con la telecamera a due centimetri dal naso, gente che si sbracciava e che strillava, tutto senza fare una piega… si era trasformato di punto in bianco in un soggetto ringhioso e apparentemente deciso a mangiarci tutti a colazione.
La semplice “presenza” del suo umano aveva compiuto questa pazzesca metamorfosi che l’allevatore mi spiegò in poche, ma illuminanti parole: “Al padrone piace così… e lui si adatta”.
Provai allora un’immensa simpatia per quel cagnone a cui non potevo più andare troppo vicino, ma che stava semplicemente cercando di fare ciò che ogni cane per bene vuole fare: rendere felice il suo capo.
E quel giorno ebbi l’ennesima dimostrazione del fatto che i cani sono talmente buoni, e ci amano a tal punto… da poter diventare anche cattivissimi!
Con questo non voglio dire che un pastore del Caucaso in mano a una persona tranquilla diventerà un peluchone da divano: le doti caratteriali ci sono (grazie al cielo), e nessuno gliele può togliere.
Però, se il suo umano di riferimento é sereno e pacato, sicuro di sé e in pace col mondo, anche il Caucaso si comporterà di conseguenza.
All’interno della proprietà sarà sempre un avversario temibile per chiunque (anche per chi conosce: MAI pensare di poter entrare senza preawiso nel territorio di un Caucaso che abbiamo accarezzato il giorno prima in piazza); ma sarà un cane che potrà andare in mezzo alla gente senza problemi e che non aggredirà mai nessuno.
Ovviamente il proprietario, sapendo che tipo di cane ha in mano, dovrà evitare le situazioni a rischio: portare un Caucaso in contesti pieni di confusione, gente che grida e si agita, bambini che corrono e cosi via, significa cercarsi le grane col lanternino.
Se è proprio indispensabile portare un Outcharka alla fiera paesana, specie se il cane non è socializzatissimo, dovremo essere noi i primi a prevedere l’uso della museruola, a cui tutti i cuccioli dovrebbero essere abituati attraverso il gioco, così che non la vivano come una costrizione ma solo come un leggero disagio di breve durata.

cucciolo2Purtroppo, lo ripeto per l’ennesima volta, NON viviamo in una società acculturata e preparata dal punto di vista cinofilo: laddove siamo cambiati, siamo cambiati in peggio.
Un tempo, nelle campagne, nessuno si sarebbe mai sognato di andare a rompere le scatole a un cane da guardia: ma nessuno ne aveva paura, perché era considerato semplicemente un cane che “stava facendo il suo lavoro”.
Oggi, da un lato, le strade cittadine sono piene di madri isteriche che cominciano a urlare “non toccarlo che ti mordeeee” appena il figlio si avvicina a meno di dieci metri da uno shih-tzu… mentre dall’altro abbiamo le orde di cinofili d’assalto, che se ti vedono col pastore del Caucaso al guinzaglio partono a spron battuto per venirgli a dare una bella smanacciata sulla testa in segno di “amicizia”.
Siccome questo, per il cane, è un segnale di dominanza e di sfida… è del tutto normale che lui reagisca con un bel sorriso a 42 denti.
Ma siamo di fronte a un cane pericoloso? No! Siamo di fronte a umani ignoranti!
Per fortuna all’ignoranza si può porre rimedio: allo sfacelo di una razza, invece, no. Chi desidera un pastore del Caucaso, quindi, non solo dovrà informarsi bene e consultarsi con persone esperte (allevatore in testa) per allevare meglio possibile il proprio soggetto… ma, se desidera portarlo in giro a fare “vita di società”, dovrà prepararsi a diventare anche una sorta di “informatore cinofilo” itinerante, sempre pronto a illustrare le caratteristiche della razza a chi lo subisserà di domande o a chi mostrerà atteggiamenti troppo impauriti o troppo disinvolti.
A qualcuno questo ruolo potrebbe non piacere: e in questo caso potrà tenersi il cane in casa (o scegliere tra altre 300 razze canine).
Se però deciderà di compiere questa piccola “missione”, farà sicuramente un gran bene alla razza… e a tutta la cinofilia italiana!

FAQ

Posso sceglierlo come primo cane?
La risposta è… “ni”. Per rispondere, infatti, si dovrebbe conoscere bene la persona che ha posto la domanda. Il pastore del Caucaso non è un leone né una tigre del Bengala: è un cane. Un cane grande, forte, coraggioso e tendenzialmente dominante… ma sempre cane, ovvero animale sociale dispostissimo a riconoscere l’autorità di capo che stimi e rispetti. Qualsiasi umano – solo in quanto tale, anche senza nessuna esperienza – dovrebbe avrebbe le capacità intellettive e morali per diventare l’affidabile guida di un animale dall’intelligenza (teoricamente) molto inferiore: se però pensa che “capobranco” si diventi a forza di calcioni o di urlacci; se non si interessa un po’ di etologia e psicologia canina; se pensa di sapere tutto perché non ha mai avuto cani in vita sua, ma “suocuggino gli ha spiegato come si trattano le bestie”… allora questo umano sarà un pessimo proprietario per qualsiasi cane, di qualsiasi razza: e se ne sceglie una che supera i 50 chili di peso, sarà anche un ottimo candidato al pronto soccorso. Al contrario, una donna di 40 chili, dalla mente aperta e dotata di sufficiente umiltà per ammettere che ciò non si sa va studiato e imparato… potrebbe gestire splendidamente un Caucaso senza mai avere un problema in vita sua.

Posso prendere un pastore del Caucaso avendo già un altro cane?
La risposta a questa domanda è strettamente legata al sesso: una femmina in casa di un maschietto (e viceversa) si può prendere. Due cani dello stesso sesso, specie se maschi, sono ad altissimo rischio, a meno che l’altro non sia un soggetto estremamente sottomesso, che non si sognerebbe mai di sfidare un suo simile. Il pastore del Caucaso convive invece facilmente con animali diversi (gatti, cavalli, conigli), che tende istintivamente a proteggere, memore del suo passato di pastore guardiano.
Ovviamente il cane dev’essere socializzato prima possibile con i piccoli animali domestici; in caso contrario potrebbe scambiarli per prede (ma questa non è tanto una caratteristica di razza, quanto di specie: il cane è un carnivoro predatore, e solo la socializzazione in tenera età gli fa accettare altri animali di piccole dimensioni come membri del proprio branco).

Poichè la socializzazione è così importante in questa razza, non sarebbe meglio prendere il cucciolo più piccolo possibile?
NOOOOO! I cuccioli vanno sempre presi ad almeno 60 giomi, perché i primi due mesi di vita sono fondamentali per il loro corretto inserimento nella società canina. E’ proprio dalla mamma e dai fratellini che essi imparano a dosare la forza del morso, a rispettare la proprietà altrui, a comportarsi secondo le regole del branco: tutti insegnamenti che saranno preziosi una volta che il cucciolo verrà inserito nel nuovo “branco” rappresentato dalla famiglia. Per quanto riguarda imprinting e socializzazione con gli esseri umani, un buon allevatore sa benissimo quanto siano importanti: quindi sarà lui stesso a provvedere in merito. Per essere sicuri di avere un cucciolo a posto di carattere dunque, non ci si deve scapicollare a prenderlo da piccolissimo: bisogna semplicemente rivolgersi ad un allevatore serio e competente.

E’ una razza sana e robusta, o ha problemi di salute particolari?
Come tutti i cani di grande taglia, i pastori del Caucaso vanno seguiti bene soprattutto da cuccioli, perché la loro crescita imponente richiede un’alimentazione corretta e molta attenzione all’esercizio fisico (che non deve mai essere eccessivo). Nell’adulto si riscontrano i problemi tipici delle grandi taglie, come la displasia dell’anca e del gomito e la cardiomiopatia dilatativa. Purtroppo non esiste, in Italia, alcun obbligo di sottoporre i cani a indagini preventive. In Polonia (Paese teoricamente sottosviluppato rispetto a noi!), un pastore del Caucaso per essere ammesso alla riproduzione deve aver partecipato ad almeno tre esposizioni, aver ottenuto almeno un Eccellente, essere stato radiografato ad anche e gomiti e aver superato un test caratteriale di socialità. Quando si parla di allevamento serio, e non di canifici, i Paesi dell’Est ci fanno mangiare addirittura la polvere! Se si vogliono garanzie sul cucciolo che stiamo acquistando, comunque, nulla ci vieta di cercare allevatori italiani che si comportino come quelli polacchi. Anzi, se lo fanno senza esservi obbligati, la loro serietà sarà ancor più provata!

Può vivere in appartamento?
Dipende da cosa intendiamo con questa domanda. Se pensiamo di far crescere un cucciolo sui pavimenti incerati e/o di tenere un Caucaso stravaccato a vita sul divano, la risposta è “assolutamente no!” Soprattutto il cucciolo ha bisogno di camminare, muoversi, formarsi su terreni naturali: costringerlo in casa significa quantomeno rovinare la sua ossatura. Se però il cane passa all’aperto la maggior parte della giornata, se abbiamo modo di portarlo spesso in campagna e di fargli svolgere tutto l’esercizio fisico di cui ha bisogno, e POI pensiamo di tenerlo in casa con noi la sera a guardare la TV… allora la risposta è un SI’ entusiasta, perché il cane otterrà un perfetto mix delle due cose che gli servono di più al mondo: un corretto inserimento nel branco umano e una vita consona a un animale montanaro, rustico e amante degli spazi aperti.

E’ adatto a una famiglia con bambini?
Parliamoci chiaro: i grandi molossi, e i pastori russi in particolare, sono tra i cani più pazienti, dolci e protettivi con i “loro” bambini (con quelli estranei, invece, dipende tutto dalla socializzazione ricevuta). Detto questo, però, nessun genitore al mondo dovrebbe sentirsi autorizzato a lasciare il suo cane in balia di un bambino nevrotico, rompiscatole, maldestro e magari pure violento. Bambini e cani hanno due caratteristiche in comune: sono assolutamente innocenti e assolutamente istintivi. Il bambino che ficca un dito negli occhi al cane, nove volte su dieci, non ha la minima intenzione di fargli del male: vede semplicemente una graziosa pallina simile a una biglia, e gli sembra un’ottima idea quella di provare a prenderla. Purtroppo, dall’altra parte, c’è la stessa innocenza e la stessa assoluta inconsapevolezza: anche al cane sembra un’ottima idea quella di dissuadere il bambino dalla decisione di staccargli un occhio… e non avendo mani a disposizione, il suo metodo di dissuasione può consistere nel dargli un morso. Solo un morsetto, eh? Giusto per dirgli “ahò, mi fai male”! Un morsetto che, dato a un altro cane, non gli strapperebbe un pelo, e forse neanche un CAIN. Ma dato da un cane di sessanta chili a un bambino di tre anni, lo spedisce in ospedale. Colpa di chi? Non certo del cane, che non aveva idea delle conseguenze del suo “morsetto”; e neppure del bambino, che non sapeva di fargli male all’occhio. Colpa solo dei genitori, che dovrebbero educare i bambini al rispetto per i cani (spiegando loro, per esempio, la differenza tra un occhio e una pallina di vetro) e soprattutto sorvegliare sempre i rapporti tra cani e bimbi; senza essere apprensivi o assillanti, ma semplicemente presenti.

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testaFCI Standard N° 328 / 02.03.2011 CANE DA PASTORE DEL CAUCASO
ORIGINE: Russia
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.10.2010
UTILIZZAZIONE: cane da guardia e vigilanza
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 2 – Cani tipo Pinscher e Schnauzer – Molossoidi e Bovari Svizzeri Sezione 2.2 – Molossoidi – Tipo cane da montagna Senza prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO
Si pensa che il pastore del Caucaso (CSD) sia una razza che tragga le sue origini dagli antichi cani del Caucaso. La razza è diffusa nei territori che si estendono dalla catena del Caucaso alle regioni delle steppe della Russia del Sud. L’evoluzione della razza non fu soltanto il risultato di una selezione naturale ma fu anche influenzata dai popoli che abitarono la Regione del Caucaso. Storicamente i Cani da pastore del Caucaso venivano usati per la guardia e per tenere al sicuro le mandrie, le greggi e le abitazioni dai selvatici e dai predatori. La prima citazione di un grosso molossoide usato dall’armata dello Zar dell’Armenia Tigran II risale al primo secolo a.C. Il lavoro di selezione sulla razza iniziò nell’ USSR nel 1920, e nel processo di selezione vennero curate qualità irrinunciabili come potenza fisica, fiducia in se stessi, mancanza di paura, udito finissimo, buona vista, e un fitto mantello impermeabile. Tutte queste qualità, così come la resistenza, permettono di usare il Pastore del Caucaso in tutte le condizioni climatiche, comprese le più inclementi.

ASPETTO GENERALE
Il Pastore del Caucaso è un cane armoniosamente costruito, grande, forte, con massiccia ossatura e un potente sistema muscolare; di forma leggermente rettangolare. Il dimorfismo sessuale è ben pronunciato. I maschi sono mascolini, con garrese ben sviluppato e una testa più grande di quella delle femmine. Sono anche più massicci, più grossi e spesso più corti nel corpo delle femmine. Nei soggetti della varietà di pelo più lungo i maschi hanno una criniera distintamente pronunciata.

PROPORZIONI IMPORTANTI
La lunghezza del corpo supera l’altezza al garrese del 3 – 8 %. La lunghezza degli arti anteriori misura in media 50 – 52% dell’altezza al garrese. La lunghezza del cranio sta alla lunghezza del muso come 3:2:

COMPORTAMENTO-CARATTERE
Comportamento fermo, attivo, sicuro di sé, senza paura e indipendente. Il Pastore del Caucaso mostra un attaccamento devoto al suo padrone; è un eccellente cane da guardia

TESTA

REGIONE DEL CRANIO: la testa è larga, massiccia, e larga agli zigomi; vista dall’alto ha la forma di un cuneo dalla base larga Cranio: massiccio e ampio; fronte quasi piatta, con marcata ma non profonda sutura metopica.
Arcate sopraccigliari sviluppate ma non sporgenti. Osso occipitale irrilevante
Stop: percettibile ma non chiaramente marcato
REGIONE DEL MUSO Tartufo: nero, largo con corrette narici aperte, non sporgente dal profilo del muso. Un tartufo nero nei monocolori, nei cani macchiati o pezzati è desiderabile ma non obbligatorio (ma il tartufo blu genetico o fegato non è ammesso) Muso: ampio e alto, gradualmente si assottiglia verso il tartufo; con mascelle e mento forti; grande profondità ed è ben pieno sotto gli occhi. La canna nasale è ampia. Le linee superiori del cranio e del muso sono parallele
Labbra: spesse, strettamente aderenti, ben pigmentate
Mascelle/denti: i denti dovrebbero essere sani, bianchi, forti; gli incisivi sono vicini gli uni agli altri e posizionati su di un’unica linea. Completa chiusura a forbice o a tenaglia (42 denti) Incisivi o canini danneggiati , rotti o rovinati che non alterano l’uso della chiusura non portano conseguenze, come pure l’assenza dei PM1
Guance: ben sviluppate ed enfatizzate da muscoli masticatori ben pronunciati
Occhi: di misura moderata, di forma ovale; non tropo infossati, grandi e obliqui. Il colore ha diverse sfumature di marrone, dal marrone scuro al nocciola. Le palpebre sono nere, asciutte e strettamente aderenti. L’espressione è seria, attenta e curiosa Orecchi: di misura moderata, spessi, triangolari, naturalmente pendenti, inseriti alti e distanziati. La parte interna dell’orecchio è strettamente aderente alle guance. Gli orecchi vengono tradizionalmente tagliati nel paese d’origine. Gli orecchi integri sono valutati allo stesso modo.

COLLO
di media lunghezza, possente; inserzione bassa; rotondo in sezione. Criniera pronunciata specialmente nei maschi.

CORPO
Molto ben sviluppato in tutte le dimensioni; ampio, ben muscoloso e ben proporzionato
Garrese: ben pronunciato, moderatamente lungo. L’altezza al garrese supera leggermente l’altezza alla groppa
Dorso: diritto, ampio, fermo
Rene: corto, ampio, leggermente arcuato
Groppa: moderatamente lunga, ampia, arrotondata, leggermente spiovente verso la radice della coda
Torace: lungo,ampio, con buone costole, disceso in generale come nella sua parte frontale; in sezione ha la forma di un ampio ovale. Costole ben cerchiate, false costole lunghe. Il petto è evidenziato
Linea inferiore/ventre: ventre moderatamente retratto verso il posteriore.

CODA
inserita alta, curva a falce o arrotolata. A riposo è pendente, e arriva al garretto; in attenzione può essere portata al di sopra della linea dorsale.

ARTI ANTERIORI
Aspetto generale: ben muscolosi. Visti dal davanti: gli arti, ben distanziati, sono diritti e paralleli.
Spalla: fortemente muscolosa. Moderatamente lunga, ampia, obliqua (forma un angolo di circa 100 gradi col braccio). Le scapole sono aderenti al torace Braccio: forte e muscoloso, ben aderente
Gomito: posizionato ben all’indietro su assi paralleli; non deviato in fuori né in dentro
Avambraccio: diritto, massiccio, moderatamente lungo, ben muscoloso, di sezione rotonda
Metacarpo: corto, massiccio, quasi diritto se visto dal davanti e di lato
Piedi anteriori. Larghi, di forma rotonda, ben arcuati, ben chiusi

POSTERIORI
Aspetto generale: visti da dietro: diritti, paralleli e moderatamente distanziati. Visti di lato: le ginocchia e i garretti sono sufficientemente ben angolati. I posteriori non dovrebbero essere piazzati troppo all’indietro
Coscia: larga, ben muscolosa, moderatamente lunga
Ginocchio: sufficientemente ben angolato
Gamba ampia, ben muscolosa, moderatamente lunga
Garretto largo e asciutto, sufficientemente ben angolato; fermo, non deviato in dentro né in fuori
Metatarso: non lungo, massiccio; visto dal dietro e di lato è quasi diritto
Piedi posteriori: Larghi, di forma rotonda, ben arcuati, ben chiusi

ANDATURA
movimento libero, elastico, calmo, con buona spinta dai posteriori. Buona stabilità in tutte le articolazioni e con buon coordinamento. Il trotto tende ad essere il movimento tipico. Il garrese e la groppa devono restare allo stesso livello, e la linea dorsale in movimento è relativamente ferma

PELLE: spessa, sufficientemente elastica, senza alcuna piega o ruga.

MANTELLO
PELO diritto, grossolano, separato, con un sottopelo molto sviluppato. La lunghezza del pelo di guardia, come pure il sottopelo, non dovrebbe essere meno di 5 cm. Sulla testa e gli anteriori il pelo è più corto e più fitto. La coda è completamente ricoperta di pelo denso e sembra di fitta pelliccia. Il pelo esterno più lungo forma “spazzole” sugli orecchi, una “criniera” attorno al collo e “culottes” sul posteriore delle cosce.
COLORE qualsiasi monocolore, colore screziato o a macchie. Tranne che per il monocolore nero; nero slavato o nero con ogni combinazione o blu genetico o fegato.

TAGLIA E PESO:
Altezza al garrese Maschi altezza desiderabile 72 – 75 cm – Minimo 68 cm
Femmine altezza desiderabile 67 – 70 cm – Minimo 64 cm
È accettata una statura maggiore, sempre che la struttura sia armonica
Peso: Maschi minimo 50 kg Femmine minimo 45 kg

DIFETTI
qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e agli effetti sulla salute e il benessere del cane

DIFETTI GRAVI:
Troppo leggero o grossolano nella costruzione – Mancanza di fiducia in se stesso – Deviazione dal dimorfismo sessuale – Tesa piccola in proporzione col corpo; leggera, stretta, lunga, grossolana; testa a mattone o a mela – Stop brusco – Muso a canna nasale discendente; a canna nasale concava, o muso appuntito – Denti troppo piccoli; troppo distanziati; incisivi non posizionati in una sola linea; qualsiasi deviazione dalla formula dentaria (tranne che per la mancanza dei PM1) – Zigomi insufficientemente marcati – Occhi larghi; sporgenti, molto chiari; congiuntiva visibile; palpebre cascanti – Orecchi larghi; sottili o inseriti troppo bassi – Linea superiore convessa o insellata; lunga, rene concavo o arcuato; groppa più alta del garrese – Corpo nel quadrato; troppo raccolto; troppo lungo; stretto sia nell’anteriore che nel posteriore; troppo alto sugli arti; torace molto corto, piatto o non profondo; groppa corta o avvallata. – Coda corta – Ossatura muscoli e legamenti deboli – Angolazioni non corrette – Anteriore arcuato – Movimento non bilanciato – Mancanza di spinta nel posteriore – Mantello molto morbido; arricciato; pelo di guardia molto corto o mancanza di sottopelo

DIFETTI ELIMINATORI:
Soggetti aggressivi o eccessivamente timidi – Qualsiasi cane che mostri chiaramente anomalie d’ordine fisico o comportamentale sarà squalificato – Qualsiasi deviazione dalla chiusura richiesta – Formula dentaria incompleta (assenza di qualsiasi dente tranne i terzi molari M3 o dei primi premolari PM1) – Entropion – Occhi gazzuoli; blu scuro; sfumature verdi o occhi di colore diverso. Coda tagliata – Ambio costante o impossibilità di stabilizzare il movimento – Color nero in ogni variante; unicolore; diluito; screziato, macchiato o che forma sella (eccetto che per la maschera) – Colore blu genetico in ogni variazione e sfumatura – Tartufo, labbra e rime palpebrali pigmentati di grigio-bluastro – Color marrone genetico in ogni variante e sfumatura – Tartufo, labbra e rime palpebrali marrone genetico – Focature nei cani neri, blu o marroni – Altezza al disotto del minimo – Gravi deviazioni dal dimorfismo sessuale nei maschi

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

Articolo pubblicato su “Ti presento il cane” cartaceo di aprile 2005
Foto di Marco Leonardi – Soggetti dell’Allevamento di Maranello

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22 Commenti

  1. Ne ho visti alcuni sempre e solo a mostre canine e quasi tutti inavvicinabili. Soltanto due maschi si sono piazzati a pancia all’aria (e che pance!)e si sono lasciati pastrugare. “Dipende dalle linee di sangue” questo il verbo dell’allevatore che mi ha fatto venire più di un sospetto di annacquamento del carattere allo scopo di una vendita più fluida, diciamo. Ho una domanda. Questi cani e i pastori dell’est in genere, li si vede quasi sempre (in foto per lo più) con le orecchie tagliate. Questa pratica non era stata vietata?

  2. ciao Valeria,
    una domanda da ingnorante su queste razze(ma assolutamente affascinata), un Pastore del Caucaso che fa la guardia a casa sua e sta 8 ore solo mentre tu sei a lavorare(casa contadina…giardino,animali da cortile etc etc…no appartamento) patisce? Nel senso…lo lasci fare il suo lavoro e poi quando torni gli dedichi tutto il tempo che hai,in questo modo dovrebbe sentirsi motivato e con un ruolo ben preciso,giusto? sono cani che soffrono di “sindrome d’abbandono” ? parliamo sempre di siutazioni di cani ben gestiti e con pagroni intelligenti….

    • No, l’ansia da separazione proprio NON è tipica di queste razze: sono molto indipendenti, pur avendo ovviamente bisogno di contatto, di guida e di rapporto.

    • Confermo, non patisce. L’ansia da separazione non sa proprio dove stia di casa. 😉
      Durante il corso di educazione di base, era previsto l’esercizio di legare temporaneamente col guinzaglio i cani alla recinzione dell’area (un’area cani in un parchetto) mentre si faceva pausa, allontanandosi di 15-20 metri per bere del te. V’erano una decina di cani di varie razze o meticci, di varie età, aanziani, adulti o cuccioloni come il mio.
      Mentre gli altri cani iniziavano un concerto di abbai o lamenti, il mio se ne stava placidamente sdraiato, tranquillo. L’esercizio prevedeva di ignorare i cani, e far loro i complimenti al ritorno (non trascorrevano più di 5-10 minuti) per abituarli gradualmente all’assenza del padrone. Inutile specificare poi che, al riavvicinarsi dei loro umani, tutti i cani si lanciavano in mille feste… il mio girava appena la testa, annusatina, un singolo movimento di coda – quasi un inizio accennato di scodinzolio, fumetto che diceva “ah, sei tornata? non c’eri? non me ne ero accorto…”. 🙂 🙂 In realtà, il cagnone, seppur lontano, non mi perdeva di vista neppure per un istante.

  3. Io e mia moglie alleviamo Zwergpinscher e Cocker Americani, ci stiamo trasferendo in campagna e tra qualche settimana arriverà un cucciolo maschio di Pastore del Caucaso preso in un serio allevamento italo-russo. Vorrei sapere se socializzandolo sin da cucciolo, il Pastore del Caucaso potrà integrarsi con il resto del branco delle piccole pesti….

    • Normalmente, sì. I cani piccoli vengono trattati un po’ come i gatti: considerati più come “animaletti da proteggere” che come rivali. Ovviamente dipende molto anche da come si comportano…perché se fossero loro ad aggredire il Caucaso, lui si difenderebbe: e data la differenza di dimensioni, è bene tenere gli occhi apertissssssimi.

  4. assolutamente d’accordo…..precedentemente allevavo Rottweiler e un po di esperienza ce l’ho, comunque almeno inizialmente starebbero insieme solo con noi presenti in casa, in nostra assenza il Pastore del Caucaso rimarrebbe libero ed le piccole pesti chiuse negli spazi a loro dedicati , l’unica mia preoccupazione è il comportamento che avrà da maschio adulto in presenza di femmine in calore…

  5. …”Però, signori miei… se un malvivente entra in casa mia con cattive intenzioni, che faccio? Gli scaglio contro il Labrador che gli porta una pallina?
    O magari il mio Staffordshire Bull terrier, che ammazza il malintenzionato a leccate?”… credevo di cadere dalla sedia dal gran ridere perchè hai reso proprio l’idea magnificamente. Grandissima Valeria

  6. Sono da sempre affascinato dai grandi cani da guardia. L’aspetto maestoso del cane da montagna, e il grande servizio che sanno offrire difendendo le persone e cose affidate loro sono qualità che li rendono interessantissimi.
    Certo che la loro grande tempra, la fortissima indipendeza (doti necessarie per svolgere il lavoro di guardiano) li rendono più che mai cani da capire prima di poterli apprezzare.
    Presumo che i Pastori del Caucaso siano piuttosto simili al Maremmano-Abruzzese sotto l’aspetto del rapporto cane\padrone. Non è facile creare il giusto feeling con queste razze, bisogna davvero esserci portati.

  7. Cito dall’articolo:
    ” Occorrono persone preparate, possibilmente con un po’ di esperienza (o con molta voglia di ascoltare i consigli di chi già ce l’ha), con una discreta forza fisica, data la mole del cane (…) ”
    ” Al contrario, una donna di 40 chili, dalla mente aperta e dotata di sufficiente umiltà per ammettere che ciò non si sa va studiato e imparato… potrebbe gestire splendidamente un Caucaso senza mai avere un problema in vita sua.”
    Salvata in corner con la seconda frase, stavo iniziando ad innervosirmi. 😉 Peso purtroppo ben di più di 40 kg (sarei pure anoressica altrimenti), ma se davvero pensassi che è la mia forza fisica che mi consente di (trat-)tenere il cagnaccio, starei fresca!

  8. Ciao Valeria , ho un pastore del caucaso femmina PERFETTA: adora i miei bambini , non dà nessun segno di aggressività con i membri della famiglia e ha persino accettato (dopo un ovvio periodo di “acclimatamento”)
    una piccola meticcia a cui ora permette tutto , salvo ovviamente mangiare dalla sua ciotola. Qual è il problema?
    ABBAIA , sempre , continuamente , fastidiosamente. Mi correggo non è vero che abbaia sempre , ci possono essere dei rari giorni in cui abbaia sì e no dieci volte ma x la maggior parte del tempo questa è la situazione …. guarda fisso un punto ( anche se non c’è nulla ) e abbaia , oppure è tranquillamente e placidamente distesa , si gira …e abbaia. Questo non succede se è in giardino con un familiare.Dato che da qualche mese ho seri problemi con il vicino ( mi ha persino mandato quelli dell’Enpa che hanno constatato che il cane è un ottimo soggetto e trattato bene)prima che mi arrivi una denuncia mi sai dire come posso togliere questo vizio? Esasperata ho anche provato un dissuasore a spruzzo ma dopo i primi due o tre giorni non è più servito.
    Chiedo scusa della lungaggine e chiedo , x favore, a chiunque abbia cognizione in materia di darmi un aiuto. Saluti

    • a Helen:

      do qualche consiglio SOlo perchè sono consigli che, se azzeccati possono aiutare il cane e attutire o rosolvere il problema, e se il problema non fosse quello non danneggierebbero comunque il cane (nemmeno se messi in pratica maldestramente). Inoltre rispondo perchpè nessuno vi ha risposto e dubito che il problema si sia risolto da solo (comunque x legge a meno che l’animale jnon abbai praticamente in modo costante e3 in orari notturni e con un emissione di decibel molto alta e CERTIFICATA dalle forze dell’ordine, i viocino NON POSSONO FARVI NULLA, soprattutto dopo che l’EMPA ha ceryificato che il cane sta bene e non è maltrattato…quinsio cercate di aiutarte il cane ma non sopaventatevi x i vicini: troppa gente da via il cane spaventata da vicini che non vogliono mai sentire un BAU e fanno angherie e minacce dspesso del tutto ILLEGALI tièpo “ti faccio sequestrare e sopprimere il cane se non lo zoittisci o non te ne liberi”…quando io stavo crescndo la cucciolata di una mia amica i vicini ci minacciarono di farci portare via i cani e farli sopprimere dal canile perchè essendo cuccioli mugolicchiavano…ma era una cosa assurda quindi io non diedi peso ala cosa nonostante le ripetute minacce semprte + spinte e assurde fatte da gente che crede ancora che se un cane fa BAU o gioca rumorosamente x 10 minuti di GIORNO si può chiamare la polizia che lo prende e gli spara perchè “ha dato fastidio a un vicino su 80 appartamenti”..).

      Magari il cane abbaia perchè si annoia (o magari crede così di aiutare la famiglia segnalando co l’abbaio cani animali o persone non visibili da voi ma udibili o odorabili da lui, e non avendo molti altri modo x “rendersi utile” cerca di rendersi utile in tal modo)?

      In entrambi i casi la situazione potrebbe migliorare complessivamente (non solo riducendo il problema abbaio, che può avere quella base o essere influenzato anche da altri fattori, ma di siucuro dando + feeling fra cane e proprietari e facendo sentire il cane + appagato e utile e dandogli + “cose da fare” x svagarsi ed evitare che possa annoiarsi, cosa terribile x un cane da lavoro, oltre a rendere il cane + educato e gestibile e quindi + piacevole da portarsi dietro e tenere vicino e quindi da renderlòo + partecipe alla vita di famiglia) con un dispendio di tempo ed energie da parte vostra tutto soimmato ridotto (poi + tempo potete dedicare al cane meglio è, ma se ne avete poco di tempo meglio un po’ che nulla o quasi nulla e meglio quel poco o tanto usarlo in modo costruttivo). Curare il “problema abbaio” solo con un sintomatico come un colare anti abbaio pèuò non funzionare (come vio è capitato) o può reprimere l’abbaio ma indurre il cane a sfogarsi in altro modo: ad es facendo buche in giardino o rosicchiamdo i mobili o strappandosi il pelo dalla coda ecc..insomma, trattare il solo sintomo non paga se non è abbinato a qualcosa che tenda a eliminare nel cane lo stimolo che loi ha portato al comportamento “indesiderato”..

      Potreste aiutare il cane a non annoiarsi e a sentirsi + utile (spesso i cani annoiati “abbaiano al nulla” in modo monotono e snervante o abbaiano ad ogni foglia che si muove, e se lo fanno è perchè si annoiano a tal punto da essere diventati piuttosto nevrotici, quindi non sono “cani felici”, anche quando sono tenuto bene: ogni cane ha esigfenze diverse di stimolazioni, alcuni si annoiano poco e non sono molto attivi, altri tendono ad annoiarsi molto, altri becessitano di molta attività fisica e x altri +è + importante “l’attività mentale” come quella fatta quando un cane lavora o impara nuovi esercizi/comnandi..qusti dati dipendono sia dalla razza del cane che dal singolo soggetto, anche in una stessa cucciolata c’è il cane molto attivo e quello + placido o addirittura pigro!) ad es portandolo a passeggio ogni giorno (l’ideale sarebbe almeno un’ora al giorno o +, ma anchye 20 minuti sono megòlio di niente (come è meglòio portarlo a spasso 2 volte a settoimana che niente: troppa gente si fa intimidire da prescrizioni tipo “il cane deve uscire almeno 2 ore al giorno e fare questo e quello” e allora intimoditi daòlla “mole di lavoro” finiscono x portare il cane solo a fare i bisogni pensando che “tanto se anche lo portassi 40 minuti sarebbe cpomunque troppo poco”, o lo fanno solo stare in giardino..), e NON IMPORTA che il cane abbia un giardino immenso, un grande giardino è come un acquario (bello grosso ma alla lunga comunque noioso e monotono: un cane adulto anche se ha voglia di muovewrsi raramente si metterà da solo a correre a perdifiato x il giardino, esattamente come un umano adulto annoiato che ha voglia di uscire non è che si soddisfa dicendogli di fare saltelli x casa x stancarsi mentre guarda un documentario sui posti esotici!), mentre passeggiare con voi è un’attività esplotativa in cui il cane COLLABBORA CON VOI mentre va in giro (quindi rinsalda il legame e lo fa anche sentire utile al beanco oltre a svagarlo e fargli spendere un po’ di energia).
      In giardino il cane può essere fatto giocare (anche solo 10-15 minuti al giorno sono una buona cosa se lo si fa tutti i giorni o quasi, e comunque il poco è meglio del nulla), magari al tiro alla fune o al riporto di una pallina o di un bastine o a ritrovare oggetti o pezzi di cibo gustoso (MAI USARE CROCCHETTI XZ CANI O COSE POCO APPETIBILI X FAR FARE ESERCIZI AL CANE: si usano sempre o piccolissimi pezzetti di wurstel di pollo o pezzetti di fegato passato in padella o bollito e tagliato a quadrtatini PICCOLI o un altro cibo maneggevole e MOLTO gradito al cane e tagliabile a cubetti, e cibo che il cane non riceve mai se non come premipo quandop gli si insegna qualcosa, altrimenti l’insegnamento diventa molto + lungo difficile e non si otterranno gli stessi risultati, e ciò sarà frustrante x voi e x il cane) nascosti all’inizio in piena vista e poi via via in posti sempre + nascosti e distanti di casa e guardino in modo che il cane debba impegnarsi a cercarli e usare il naso (anche il nascondino con la ricerca di un umano è una buona attività x cani che non sklerano se perdono di vista un umano del branco).
      Oltre a questo si possono dedicare 2-5 minuti una-3 volte al giorno (ma se proprio è impossibile è già qualosa dedicarne 5 minuti 2-3 volte a settoimana, chioaramente unendoe variando on le altre attività elencate e dedicando + tempo possibile di qualità al cane) ad insegnare al cane semplici comandsi di base come “SEDUTO-TERRA e RESTA” e oppoi pian piano chiedere al cane ad es di rimanere sul SEDUTO RESTA x 5 minuti mentre ci lavioamo i denti e dopo se ha eseguito lo si premia con coccole ed elogi e/o con un boccone di cibo/premio (wurstel o fegato o simili e PEZZI PICCOLI di un cm di lato, non croccantini o alsani biscotti x cani ne wurstel interi perchè “il cane è grosso”, non serve e deteriora il lavoro) o con un minuto di gioco cpon il giocattpolo preferito dal cane (se il cane ha un giocattolo preferitpo, sia che sia una pallina da tirare o un gioco di corda con cui fare il toiro alla fiune, si puòò migliorare l’insegnamento usandolo SOLo come premio quando il cane esegue un comando e utilizare altri ghiochini anche simili a diversi x il comune gioco o da lasciare al cane da rosicchiare), poi si possaono insegnart al cane 100 esercizi/giochini diversi in modo semplice rapido e assoplutamente non vipolento (e seguendo il giusto libro farlo è sempolice, ceryo se ci si fa seguire da un esperto le cose diventano ancora + semplice, come sarà + facile eliminare il problema abbaio trovando una persona esperta che vi segua piuttosto che con il “fai da te”, ma queste semplici misure è difficile che possano far danni anche se poretate avanti da unpo al primo cane..quindi sono sperimentabili senza pericoli, voisto che puryroppo non tutte le persone decidono di rivolgersi ad un educatore anche in casi di problemi con il proprio cane e che purtroppo non tutti gli educatori sono preparati anche solo un minimo, anzi…), ad es il “dai la zampa” o il “rotola” o a segire un “target stick” ecc ecc (x sapere come si fa esistono oltre ad educatori e altri professionisti coinofili, perfino una miriade di libri e siti dedicati che spiegano tutto passo passo, e a qualsiasi cane piace rendrersi utile imparando nuovi comandi, siano essi comandi utili come un VIENI o comandi “giocosi e basta” come un “rotola”..

      Se il problema principale del cane che lo porta ad abbaiare fposse un misto di noia e “non sapere esattamente come rendrsi utile al suo branco di umani”, allora questi banali conisgli (utili x ogni cane anche non problematoico) potrebbero aiutare o perfino risolvere se ci si dedica con costanza (e non serve nemmeno un grande dispendio di tempo e/o di soldi: ogni perspona che lavora e ancor + ogni famiglia con cane può dedicare quel minimo di tempo “xcostruttivo” al proprio canem, x quanto sia impegnata….se non può o non è abbastanza motovata oppure è inadatta a avere un cane, perchè dedicare un paio di ore scarse al proprio cane in modo costruttivo mi sembra il minimo indispensabile, poltre alle ore “meno costruttive” in + che ogni cane deve passare con il suo branco uman-canino asd es tenendo il cane ai propri piedio mentre si guarda un film in TV)…e male non possono fare ne al cane ne al rapporto cane-proprietario (mentre aggeggi che danno punizioni remote al cane o metodi di punizione del cane che abbaia soprattutto se male usati e se usati senza eliminare il motivo dell’abbaio del cane, possono danneggiare il cane fisicamente o psichicamente o deteriorare il rapporto cane-proprietario oltre spesso a non risolvere il problema o a farlo slittare magari trasformando un cane che abbaia in un cane che si lecca le zampe sino a farsele sanguinare perennemente…)..

      Comunue se si hanno problemi la cosa è+è saggia è informarsi al meglio e cercare un professionista che ci aiuti ad aiutare il nostro cane, solo che bisogna informarsi probprio molto bene x selezionare un VERO professionista scartando gente che ha soplo un diplomino e tratta cani da 2 anni o gente che è rimasta al medioevo o veterinari spacciapillole in ogni caso e altra gentaglia…però se si trova un vero professionista alora si avrà il miglior aiuto x aiutare il proprio cane e scoprire in lui potezialità capacità e qualità che magari mai avremmo immaginato che potesse avere….nel mentre che ci si informa x trovare un buon professionista comuqnue far passeggiare di + il cane, fargli fare qualche gioco istruttivo e insegnargli qualche comando non può nuocergli e ci aiutertà anche a conoscere meglio il nostro peloso e ad apprezarloi ancora di+ oltre che a divertirci con lui, e magari ciò ci metterà già sulla buona strada x risolvere il problema…

      …spero di essere stata utile…

      • Alice grazie , grazie grazie !!! Ormai disperavo che qualcuno mi desse qualche consiglio su questo sito/blog. Penso che la tua indicazione sulla noia sia la più giusta , il problema è che Stella ( è il suo nome) è particolarmente pigra perciò non ama fare obedience ( già provato) e nemmeno con i giochini si distrae molto.
        Pensa che anche quando gioca con Molly (la piccolina) , che è una cosa che la diverte molto, dopo max 10 minuti si stanca e si distende a terra.
        Non ama stare dentro in casa perciò anche tenerla vicino a noi x le ore “meno costruttive” come le chiami tu è impossibile , dopo cinque minuti comincia a mugugnare perchè vuole uscire.
        Ogni giorno (tempo permettendo) gioca con i miei figli e l’altra cagnetta per circa mezz’ora / un’ora ma forse la cosa migliore sarebbe portarla a passeggio .Questo però è un punto dolente perchè mio marito non ha proprio tempo ed io ho sempre un pò di timore perchè seppur buonissima di indole è pur sempre un cane di più di 50 kg e se dovesse vedere qualcosa che la irrita non riuscirei a trattenerla.
        Ad ogni modo prometto che farò il possibile.
        Ti ringrazio anche per aver sottolineato il fatto che i vicini non possono fare altro.
        Ancora grazie della disponibilità e della cortesia.

  9. Questo post non sarà sicuramente pubblicato,ma cmq ci provo. Il mio padre ha avuto allevamento dei pastori del caucaso per una vita e io ci sono cresciuta tra le persone appassionate di questa razza, abbiamo vinto diversi campionati con i ns cani. Lo dico perchè mi sento veramente indignata che nel Vs articolo a questa razza si dia origine russa. Non è assolutamente corretto!!! Il nome stesso pastore del Caucaso indica l’origine della razza. Caucaso non è Russia, ci abitano numerose etnie/nazioni e non saranno sicuramente contente di essere chiamati russi, con tutto il rispetto alla razza..

  10. I suoi articoli sui maltrattamenti ed i commerci clandestini di cani sono molto interessanti ed utili
    ma quelli sui cani dei pastori non sono proprio il suo forte

  11. Ciao valeria..ti scrivo qui perché non so dove poterlo fare..ho appena avuto un cae..che è un incricio tra pastore tedesco(mamma) mentre il papà non si sa che razza era..adesso ha 2 mesi mi consigli di dare da mangiare (cioè bere) solo del latte (vita7) quattro – cinque volte al giorno??..non mi intendo di cani l’ultimo che ho avuto è stato tantissimo tempo fa..quindi non so come comportarmi..consigli? Grazie in anticipo.

    • Angela, ma proprio no!!! Un cucciolo di due mesi dovrebbe essere già svezzato da un pezzo. Dagli un buon mangime “puppy”,o meglio ancora preparagli una buona pappa casalinga… ma basta latte! E bastano tre pasti al giorno.

  12. primo de tutto voglio dire che questi cani vengono della GEORGIA! NON russia! Georgia un paese vicino russia e non centra 90% niente che avete scrito”! prima guardate bene informazioni da dove vengono! solo maleducazione!!!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.