alimgrandi1di ROSSELLA DI PALMA – Tra i problemi che più avvicinano cani e veterinari sembrano oggi farla da padrone i disordini ortopedici.
Non si parla di fratture o distorsioni, ma di vere e proprie patologie legate alla conformazione, alla genetica e alla crescita dei soggetti.
Se è vero che esistono prevalenze razziali e che i disordini ortopedici interessano anche cani di piccola taglia, è altrettanto vero che i più colpiti in assoluto sono cani di razza di taglia grande e medio grande. Qualcuno si salva grazie a una conformazione particolarmente favorevole – è il caso dei levrieri – ma tutti, oggi, proprietari e allevatori in primis, sono consapevoli che il problema ortopedico è uno degli inconvenienti in cui è più probabile incappare se ci si dedica a cani di grande taglia. Tra le problematiche più diffuse abbiamo la solita displasia dell’anca, di cui si parla e si straparla, e l’osteocondrosi.
Potremmo anche parlare di osteodistrofia ipertrofica, di ginocchia eccetera… ma non è questa la sede.
Quel che ci preme affermare è la correlazione, ormai provata, tra disordine ortopedico dello sviluppo (Development Orthopedic Disease o DOD), la genetica, il movimento e l’alimentazione del cane in crescita.
La dieta e la gestione del cucciolo infatti, pur non potendo cancellare né sconvolgere le leggi della natura, possono far pendere l’ago della bilancia verso la malattia o verso uno stato di salute perfetto o quasi.
Fino a pochi anni fa non esistevano neppure i mangimi per cuccioli, figuriamoci se esistevano alimenti specifici per cuccioli di grossa taglia: si alimentavano i cuccioli come gli adulti, tutt’al più con qualche extra, e non ci si poneva il problema.
Si lastrava meno e, aggiungiamo, i grandi cani erano meno grandi, meno diffusi e… consentitemi, meno ipertipici!
Poi sono arrivati i mangimi per i cuccioli, un concentrato di nutrienti che hanno invaso il mercato finendo con l’essere utilizzati anche troppo (si è visto poi che non erano l’optimum per i cani di grossa taglia) e/o troppo a lungo da proprietari apprensivi che temevano di non nutrire a sufficienza Fido.
Invece, come accade per l’uomo, il problema del cane occidentale moderno non sono tanto le carenze nutrizionali, quanto gli eccessi.

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alimgrandi2L’obesità e il surplus non sono mai un bene; possono portare ad uno stato di cattiva salute e avere effetti devastanti su un cucciolo in crescita.
L’incremento ponderale di un cucciolo di grossa taglia può essere veramente “drammatico”: alcuni studi riportano aumenti di peso pari a 250 g giornalieri in cuccioli di alano alimentati ad libitum!
Se confrontiamo le curve di crescita di tre razze di taglia piccola, media e gigante riscontriamo che la crescita è rapidissima per tutti nei primi mesi (tra il secondo e il quarto mese alcuni cani raggiungono il 45% del peso corporeo), ma che nei cani piccoli e medi rallenta drasticamente dopo il quarto mese. Invece il cane grande o gigante continua a crescere rapidamente ben più a lungo, fino a oltre nove mesi di età.
Il periodo critico, in cui è maggiore il rischio che si sviluppino patologie ortopediche, è quello antecedente la chiusura delle epifisi delle ossa lunghe, intorno all’anno; ma la crescita dei giganti non termina a 12 mesi. Può durarne anche 24.
Cosa può fare il proprietario dal punto di vista nutrizionale?
La risposta è ovvia; deve alimentare il cucciolo nel modo migliore.

alimgrandi3Ma quale?
Fondamentali sembrano l’apporto energetico del cibo, il calcio e un corretto apporto degli altri minerali.
Non sono le proteine, come si pensava in passato, a mettere a rischio il nostro cucciolo, ma più globalmente l’apporto energetico del cibo scelto.
Il valore energetico è dato da proteine, carboidrati e grassi che, a parità di grammi, portano il doppio delle calorie.
A un cucciolo in crescita sono necessarie, per la costruzione del suo organismo, proteine in buona quantità (tra il 22% e il 32%) e di elevato valore biologico.
Se controlliamo i tenori analitici delle etichette possiamo considerare elevati valori di grassi intorno al 24% (di materia secca), medi intorno all’ 11% e bassi intorno all’8%.
Parallelamente un mangime da 4 kcal al grammo è considerato ad alta energia (e quindi da evitare nelle grandi taglie), da 3.5 kcal al grammo medio e da 3 kcal al grammo ipocalorico.
La linea di confine tra quantità di grassi ottimale ed eccessiva sembra essere il 12%, ma studi sono tuttora in corso.
E’ fondamentale, piuttosto, ricordare che un mangime troppo ricco spinge ad una crescita troppo veloce… e come tale malsana.
Controlliamo il mangime, il dosaggio, ma anche il peso e le misure del nostro quattro zampe, facendoci aiutare se necessario dal veterinario di fiducia o dall’allevatore.
Non lasciamoci abbindolare da un’etichetta che dice “mangime per cuccioli”; giriamo il sacco e verifichiamo la densità calorica dell’alimento e i tenori analitici.
Un cibo poco calorico ci consente di abbondare nel dosaggio e rendere il nostro cane più “soddisfatto”; se invece puntiamo sull’alta energia per risparmiare in grammi e compiacere il portafoglio renderemo il cucciolo non solo infelice, perché poco sazio, ma anche “a rischio”.
Eccesso opposto: se il mangime scelto è decisamente ipocalorico e i tenori di calcio “normali”, per somministrare un quantitativo di mangime adeguato alle esigenze caloriche del cucciolo corriamo il rischio di esagerare con il calcio; è questo il caso di alcuni cibi per adulti somministrati ai cuccioli.
Il concetto chiave è quindi quello di “ipernutrizione”. Non ha senso incolpare l’uno o l’altro componente del mangime preso singolarmente: il problema è l’eccesso, il surplus, chiamatelo come volete.
Nutrire un cucciolo di grossa taglia con un mangime troppo carico, o riempiendo a dismisura la ciotola, non lo aiuta a crescere meglio o a crescere di più.
Lo spinge semplicemente a “crescere prima”, accelerando lo sviluppo di forme corporee che lo scheletro non è ancora in grado di sostenere.

IL CALCIO e gli altri sali minerali
A lungo si è dibattuto sul rapporto calcio-fosforo, mentre il ruolo chiave sembra giocato esclusivamente dal calcio: se in eccesso è ambasciatore di disastri, la percentuale ideale per i cuccioli di taglia grande in crescita è compresa tra lo 0.7 e l’1.2%.
E il fosforo? E’ bene che si relazioni col calcio in un rapporto variabile tra 1:1 (ideale) e 1:2.
Se il calcio varia tra lo 0,7 e l’1.2% il fosforo deve oscillare tra lo 0.6 e l’1.1 %.
Anche il rame è importante; se il contenuto di rame scende sotto all’1 mg/kg di materia secca possono esserci lesioni ossee, deformità e fratture.
Il contenuto minimo di rame richiesto nei mangimi per cani in crescita è 7.3 ppm ma, ma per i cani di grossa taglia è meglio avere almeno 10 ppm. La maggior parte dei mangimi in commercio ha comunque un quantitativo di rame compreso tra i 10 e i 20 mg/kg di materia secca: il quantitativo soddisfa le esigenze di cani di grossa taglia in crescita.
E’ fondamentale che l’apporto di rame sia ben coordinato con quello degli altri minerali: a tale proposito ricordiamo lo zinco (200-300 mg/kg di materia secca nei mangimi odierni sono più che sufficienti), lo iodio (anch’esso regolarmente presente in quantitativi adeguati), il manganese (stesso discorso) e il bilancio anioni- cationi (Na+ Cl-).

alimgrandi4I MANGIMI “LARGE BREED”
L’ideale è evitare di somministrare generici mangimi puppy a cani di grossa taglia, scegliendo invece i cosi detti mangimi “puppy large breed”?
La risposta é…”ni”.
Bisognerebbe sempre confrontare le due opzioni conoscendole a fondo, ovvero leggendo e studiando le etichette prima di versare la pappa nella ciotola del cane.
Se esistono casi in cui il mangime large breed puppy è effettivamente un mangime specifico per cuccioli di grande taglia… in altri casi è semplicemente un mangime per cuccioli insacchettato con altri colori.
Nei casi più lampanti le etichette sono identiche; in quelli più discreti serve la calcolatrice per riconoscere l’inganno, che però resta tale.
Mi spiego meglio: se la versione “taglia grande” ha meno proteine, meno calcio eccetera, ma consiglia porzioni superiori alla versione cucciolo di taglia normale, non è improbabile, fatti due conti, che il cane finisca con l’ingurgitare tali e tante proteine (grassi, minerali…) da eguagliare un mangime puppy per cani di taglia standard: dove arriva il marketing è bene che arrivi anche il consumatore, calcolatrice alla mano.
Inoltre, se optate per un alimentazione commerciale – e cioè il mangime – non dovete assolutamente cadere nella tentazione di “arricchire” i pasti con integratori a base di vitamine e minerali: i supplementi di calcio e vitamina D hanno fatto, in passato, una buona serie di danni.
L’unica integrazine “consentita” è quella di prodotti a base di condroitina-glucosammina, commercializzati sotto vario nome: il quantitativo di queste sostanze aggiunto nei mangimi è infatti irrisorio e, a quanto visto fin ora, un’integrazione vera e propria di queste sostanze in crescita può avere effetti positivi.
Il discorso si fa più complesso per coloro che desiderano alimentare un San Bernardo in crescita avvalendosi del fai da te gastronomico: con il casalingo si aggiunge al rischio di iperalimentazione quello di carenze nutrizionali.
Quale strada per gli ostinati? Progettare una dieta a tavolino e seguirla alla lettera coadiuvati da un buon veterinario e/o da testi “sacri” come il volume di Strombeck citato in bibliografia.

Bibliografia

Birks, i. DVM,    “Natural Care for a Healthy, Happy Dog. The Complete Guide to Nutrition and Health”, 1999, Penguin.
Hand, Thatcher, Remillard, Roudebush et al. “Smallt Animai Clinical Nutrition 4th Edition”. Mark Morris Institute
Strombeck, D. R. “Ricette fai da te per cani e gatti. Un’alternativa sana per nutrire con tranquillità i propri beniamini. Bologna: Ed agricole, 2002.

 

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14 Commenti

  1. Wow! Era tanto che aspettavo un’altro articolo sull’alimentazione.
    Come alimentare la mia meticcia di 32 kg è un cruccio che mi porto dietro dal giorno stesso in cui mi sono portata il cane a casa. Le etichette non sono mai chiare e per un non adetto ai lavori è veramente difficile scegliere. Grazie per i consigli.

    Quando mi reco nel mio petshop di fiducia, c’è sempre qualcuno che si lamenta di vari ed eventuali problemi di allergie alimentari dei cani, sembra un’epidemia… in petshop in cui vado io ha una clientela selezionata, con clienti che spendono ed hanno speso e comprato sempre il meglio per i loro cani, perchè mi chiedo così tante allergie? Cattiva selezione dei cani? Se mi si permette la “autocugginata” potrebbe essere che sverminare troppo spesso i cani (mi è stato consigliato dal vet 2 volte l’anno) distrugga la flora batterica e provochi pb? O cos’altro? Sono troppi i cani allergici per non cercarne una causa..

    Per quanto riguarda i problemi ortopedici… è chiaro come ci sia una connessione diretta tra cibo-crescita e patologie, tuttavia non posso non notare come la vita da appartamento o meglio il pavimento in ceramica alla lunga potrebbe costituire un fattore di rischio pari ad una cattiva alimentazione mi sbaglio?
    Io ho riempito casa di tappeti, ma quando gioco col cane capita sovente di vedere le zampe che scivolano sul pavimento. Purtroppo le nostre case sono piene di pericoli (odori dei detersivi deleteri per l’olfatto, suoni come frigorifero, tv, aspirapolveri le cui frequenze alla lunga rovinano il loro udito).
    Occuparsi al meglio dei nostri quadrupedi oltre all’alimentazione richiede una “bonifica” delle nostre case/appartamenti

    • “Quando mi reco nel mio petshop di fiducia, c’è sempre qualcuno che si lamenta di vari ed eventuali problemi di allergie alimentari dei cani, sembra un’epidemia… in petshop in cui vado io ha una clientela selezionata, con clienti che spendono ed hanno speso e comprato sempre il meglio per i loro cani, perchè mi chiedo così tante allergie? Cattiva selezione dei cani? Se mi si permette la “autocugginata” potrebbe essere che sverminare troppo spesso i cani (mi è stato consigliato dal vet 2 volte l’anno) distrugga la flora batterica e provochi pb? O cos’altro? Sono troppi i cani allergici per non cercarne una causa..”

      Per la mia personale esperienza non si tratta di tante “allergie” ( obbligatoriamente tra virgolette), ma tanti prodotti contenenti con dei materiale prima non di qualità sufficiente, e/o di riempimento del tipo che poco adatto per l’alimentazione del cane.
      Moltissimi proprietari sono convinti che i loro cani sono allergici al pollo per esempio. Dal momento però che gli stessi soggetti con pochissimi eccezioni la carne di pollo mangiano senza problemi, mi sembra ovvio che il problema non sia quello.
      Senza altro ci sono razze e/o soggetti più delicati al livello gastro intestinale come del resto ci sono anche tra noi umani. Con l’alimentazione adeguata però il problema si risolve in entrambi casi.
      Per quanto la sverminazione, non penso che 2 volte all’anno sia troppo, ma nel cane adulto del resto, senza che ci sia un motivo valido , neanche indispensabile.
      La sua meticcia essendo un cane di taglia medio grande, molto probabilmente fa parte proprio a quelli che difficilmente avranno problemi ortopedici, se non nel malaugurato caso in qui è nato da un incrocio dove gli antenati erano fortemente predisposti geneticamente.

  2. grazie mille per questo articolo….da amante di cani giganti e (spero) a breve di nuovo “mamma” di un san bernardo non sapevo come regolarmi…però domanda: nei cani predisposti alla torsione dello stomaco, non sarebbe meglio un mangime super concentrato, da somministrare tre volte al giorno, piuttosto che un mangime abbondante,che sazia il cane???? ovvero: non è meglio dargli un mangime più “carico” in minori quantità, piuttosto che una pappa più abbondante??(ovviamente a parità di nutrienti)? domanda da ignorante, quindi per favore eruditemi!

    • Per quanto allevavo alani per molti anni, e la torsione è una di quelle problematiche che è molto frequente nella razza, posso dirle che una volta adulti 2 pasti al giorno sono sufficienti. L’importanza sta principalmente nella digeribilità del cibo, cioè nella qualità dell’alimento somministrato. I mangimi che causano flatulenza sono senza altro da evitare a priori. Ci sono alimenti preconfezionati che pur essendo molto concentrati, possono contenere componenti poco adatti per questa tipologia di cani.
      Consiglierei di rivolgersi all’allevatore del suo cucciolo, senz’altro potrà consigliare il mangime più adatto per le sue esigenze.

      • purtroppo il mio yoshi non ci è mai arrivato ad essere adulto…per un probabile problema cardiaco o un aneurisma è morto sul colpo a sei mesi….quindi fino ad allora gli davo tre pasti al giorno, in quanto cucciolo…il mangime non gli ha mai provocato problemi di alcun tipo e mi ci trovavo bene…ma immagino che non si possano fare nomi qui! cmq era specifico per cuccioli di grossa taglia, e dall’etichetta mi sembrava (e sembrava anche al mio vet) uno dei migliori .
        grazie comunque per la risposta!

        • Mi spiace molto per la sua perdita…purtroppo l’altro problema frequente con queste razze sono appunto le patologie cardiache congenite. Non sono un veterinario ma mi sembra inverosimile che abbia avuto a che fare con l’alimentazione.

          • no, sicuramente l’alimentazione non c’entrava niente… il mio piccolo sfigato è uscito vivo dalla parvovirosi a 2 mesi, e a 6 mesi, apparentemente in salute, è morto sul colpo mentre giocava con una sua amica cagnola….sicuramente aveva qualche problema cardiaco, o un aneurisma che si è rotto (più probabile) perchè è morto in 5 secondi… io me ne sono accorta perchè la sua compagna di giochi ha iniziato a leccarlo sul muso e ad uggiolare….vabbè, non farmici pensare sennò piango come una fontana…
            la mia domanda era in prospettiva di un futuro cane di taglia gigante: meglio un mangime (ovviamente di qualità ed equilibrato) che preveda piccole dosi o uno che prevede dosi più abbondanti (con grande gioia del cane)?? a parità di nutrienti, cosa è meglio per un cane di taglia gigante? per quanto ne so io, lo stomaco non va mai sovraccaricato, ne’ di cibo, ne’ di acqua… è corretto?

          • ” meglio un mangime (ovviamente di qualità ed equilibrato) che preveda piccole dosi o uno che prevede dosi più abbondanti (con grande gioia del cane)?? a parità di nutrienti, cosa è meglio per un cane di taglia gigante? per quanto ne so io, lo stomaco non va mai sovraccaricato, ne’ di cibo, ne’ di acqua… è corretto?”

            I mangimi di buona qualità in genere non prevedono dosi così abbondanti.Infatti non si dovrebbe mai sovraccaricare lo stomaco, e verissimo neppure con l’acqua. ( Mi ha successo una volta sola che pur non avendo la torsione soltanto una dilatazione, siamo arrivati ad un pelo a perdere il cane. Nello stomaco c’era solo una grande quantità d’acqua.) Comunque come ho scritto precedentemente la cosa più importante che sia facilmente digeribile, meno si fermenta nello stomaco meglio è. Il problema principale con lo torsione, che può capitare anche con lo stomaco vuoto, è davvero una brutta bestia… In ogni caso succede molto di rado con i cuccioli e cuccioloni.

  3. Articolo molto interessante che fa luce su un argomento di cui purtroppo si parla poco.
    Una cosa che mi sono sempre chiesta è in che percentuale la displasia è determinata dai geni e dai così detti “fattori ambientali”, cioè alimentazione, movimento, salti, ecc.
    Poi mi piacerebbe saperne di più anche sugli integratori che spesso vengono consigliati ai cani displasici, tipo il (non so se si può scrivere, nel caso non fosse possibile cancellate pure i nomi) Cosequin, il Condrogen, il Superflex, ecc.

  4. Ancora su dilatazione e torsione. Scusatemi se torno su un argomento già trattato: ho bisogno di un chiarimento. Sto accarezzando da un po’ l’idea di passare a un’alimentazione casalinga. Sto aspettando il libro di Strombeck; non so se lo farò, ma intanto cerco di leggere qualcosa (e, fra l’altro, questi eccellenti articoli, chiari e forniti di bibliografia).

    La domanda riguarda la dilatazione: non sarebbe favorita da un’alimentazione casalinga, di buona qualità, ça va sans dire!, ma che, necessariamente, fermenterebbe di più di una piccola quantità di croccantini?

    D’altronde mi chiedo: ma esiste un cibo industriale affidabile?

    • Più un alimento digeribile meno tempo si fermenta. La quantità in questo senso è relativo, basta pensare che un cane di taglia grande un kg di carne digerisce e assimila meglio in un tempo molto più breve che non un paio di manciata di mangime pur essendo di buona qualità. Non per caso i veterinari specialisti in problemi gastrointestinali la prima cosa che consigliano ( ovviamente quando è fattibile, con i cani di taglia gigante e grande si preferisce qualche mangime specifico, per il fattore economico. Anche il mangime più costoso in assoluto la fine risulta molto più conveniente di un’alimentazione casalinga fatta bene. Ripeto però fatta bene!).
      Per quanto al cibo industriale del tutto affidabile non esiste neppure per noi umani, come abbiamo potuto ben vedere negli anni…

      • Grazie per la risposta e per la chiarezza. In effetti anche la mia vet, che alcuni anni fa era piuttosto scettica riguardo all’alimentazione casalinga, ora è più interessata e possibilista, e si è dichiarata disponibile a seguirmi.
        Ancora grazie.

        • Lo so che i veterinari “generali” normalmente “digeriscono” con fatica questo discorso, hahahaha! Del resto conosco diversi veterinari ( e non solo) che sono anche allevatori ( allevano alani), e nonostante le difficoltà ( tempo e costo), sono tornati sull’alimentazione casalinga…

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