di VALERIA ROSSI –  Come ormai molti dei miei lettori sanno, io ho studiato veterinaria ma non mi sono laureata: quindi non sono un veterinario e cerco, ogni volta che posso, di evitare di entrare troppo nello specifico negli argomenti strettamente medici, visto che non mi ritengo titolata per affrontarli.
Però, di fronte a certe situazioni, zitti non si può stare.
Mi è arrivata via email la segnalazione di un articolo sulla mielopatia degenerativa, a firma di un medico veterinario, in cui si leggono queste testuali parole: “Se ne è parlato, spesso a sproposito, nel Cane Lupo Cecoslovacco, razza che NON ha MAI evidenziato un caso accertato di Mielopatia Degenerativa“.
Vorrei capire, allora, questo cos’è.
(Per favore, guardatelo fino in fondo, anche se fa male al cuore. Se non si vede non si può capire, e BISOGNA capire se si vuole capire anche il senso e il motivo di ciò che sto scrivendo).

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Non mi fa per niente piacere riparlare di questo argomento: piango come una deficiente ogni volta che rivedo questo video, perché mi rivedo esattamente davanti la storia di Snowwhite, la capostipite del mio allevamento, che alla stessa identica età si ammalò della stessa malattia, con lo stesso (purtroppo scontato) esito.
Se ho riproposto questo video terribile, e se riparlo di questo argomento che mi addolora più di molti altri, è solo perché  credo che sia veramente assurdo, con l’evidente – e indubbiamente nobile – scopo di tutelare la razza che più si ama e di difenderla da certi sproloqui (l’ho sentito dire anch’io, che “tutti i lupi cecoslovacchi prima o poi si prendono quella malattia che gli blocca i posteriori“), finire per  falsare la realtà e per fare pura e semplice disinformazione.
La DM nel Cane Lupo cecoslovacco esiste, purtroppo: come  sembra proprio che esista in moltissime altre razze (se non in tutte).
Questo ovviamente non significa (ed è ridicolo anche solo pensarlo) che “tutti i CLC” si ammalino di mielopatia degenerativa: ma questo, purtroppo, è il prezzo che tutte le razze devono pagare all’ignoranza cinofila, che sappiamo tutti essere ben più diffusa di qualsiasi altra malattia.
E questa colpisce gli umani, non i cani. Però non è che possiamo contrastarla diffondendo un altro tipo di ignoranza, quella che nega l’evidenza e che scopa i problemi sotto il tappeto.
Io ho allevato pastori tedeschi per dieci anni, e di certo non saltavo di gioia sentendo dire che “tutti i pastori tedeschi hanno la displasia” (specie considerando tutti gli sforzi che facevo per accoppiare soggetti esenti fino alla millesima generazione, a volte sobbarcardomi viaggi in Germania che proprio economici non erano…): ma non mi sarei mai sognata di dire che la displasia nel pastore tedesco “non esiste”.
Eppure, forse, avrei avuto più motivi io, di tentare di scopare il problema sotto il tappeto: perché la displasia dell’anca è davvero difficilissima da controllare geneticamente, essendo una malattia poligenica e multifattoriale.
Ma la DM no! Questa malattia è legata solo alla mutazione di un gene (l’SOD1, lo stesso responsabile della SLA nell’uomo): ne abbiamo già parlato diffusamente in questo articolo, quindi è inutile che ripeta qui le stesse cose.
L’unica cosa che tengo a ribadire e a sottolineare è che ESISTE UN TEST semplice, poco costoso, ora accessibile in diverse strutture anche in Italia, che permette di sapere se un cane è portatore della famigerata “doppietta” DM/DM, e quindi se può trasmetterla alla sua discendenza.
Basta un semplice, semplicissimo test per mettersi in condizione di non vedere mai un cane ridotto come Forrest, o come la mia Snow.
Non volerne parlare – o peggio ancora, accennarne per poi scrivere, però, che “come hanno dimostrato diversi studi, non è assolutamente detto che un soggetto omozigote per l’allele mutante sviluppi la malattia” (il che è verissimo: lui potrebbe non svilupparla mai… ma i suoi figli sì!) – a me non sembra un modo per difendere la propria razza dalla maldicenze, ma un tentativo di sminuire il lavoro di tutti coloro che contro questa malattia si battono strenuamente sperando di vederla sparire dal mondo (e se tutti i cani venissero testati, SPARIREBBE davvero!).
E mi sembra anche una tristissima mancanza di rispetto verso tutti i cani che, fino ad oggi, l’hanno già contratta e ne sono morti.

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70 Commenti

  1. Credo che purtroppo il 90% dei danni ai nostri amici cani siano fatti dalla “umana stupidità”:
    le tue Sciuremarie ed i loro compagni, i Guru che sparano sentenze e paroloni, i luminari che (solo per apparire in un articolo di giornale) si inventerebbereo la “suppostite cronica del cane apodico” !

    Meno chiacchiere e più fatti concreti. CONCRETI !
    Da educatore, ex-allevatore, amico ed amante di tutti gli animali (o quasi) !

  2. caro Forrest…hai trovato il modo,senza che tu lo scegliessi,di essere ricordato sempre per una cosa importantissima..grazie.

  3. Non vorrei fare la velenosa della situazione, ma penso che se la persona che ha riscontrato il primo caso di mielopatia sul proprio cane gli avesse impedito di accoppiarsi e sfornare cuccioli forse ora non dovremmo controllare ogni singolo cane della razza, ma questa ovviamente è solo la mia opinione

    • MiaoBau, la mielopatia si manifesta dai cinque anni in su.
      Anche bloccando immediatamente il riproduttore, e anche ammettendo che si potesse identificare il “primo caso” (non credo proprio che sia apparsa dal nulla in un singolo cane), ormai il danno sarebbe stato fatto.

    • Appena saputo,in questo caso,ha ovviamente smesso la riproduzione e sono stati avvisati tutti i proprietari dei figli.
      Fa più schifo che non fa il test ADESSO dato che si sa dell’esistenza della patologia.

  4. La diagnosi di mielopatia degenerativa in questo sfortunato cane come è stata fatta? E’ stata eseguita l’istologia su un campione di midollo spinale o è stata clinica?

    • Istologica, mi avevano detto all’epoca. Per maggiori info bisognerebbe chiedere direttamente al GALC.
      In ogni caso, so qual è stato il primo caso conclamato di DM nel CLC: il soggetto era Justine Stella Artoi de Louba Tar, sul quale vi fu riscontro diagnostico specialistico, positività al gene omozigote e conferma istologica.
      Quindi, che Forrest l’avesse avuta o meno, la conferma istologica nella razza c’è stata.

      • allora digli di fare una segnalazione per la razza. Se è stata fatta l’istologia, altrimenti non è un caso accertato.

  5. Mi presento così per oggi, invece che, come di solito faccio, come Enid, ma l’argomento è troppo importante.

    Filippo, prima che il test fosse accettato come valido per il CLC, credo siano stati fatte analisi e controanalisi a ben più di un solo cane.

    MiaoBau: Il test è disponibile dal 2009/2010, prima non si sapeva nemmeno dell’esistenza del genere e spesso la malattia era confermata a posteriori, il cane si ammala dopo i 5/6 anni (o anche più tardi), senza test genetico è umanamente impossibile sapere chi ha la doppietta DM/DM, non ci sono le sfere di cristallo.

    PERO’ OGGI IL TEST C’E’, quindi FACCIAMOLO!! Io l’ho fatto sia al mio maschio che aveva entrambi i genitori esenti sia alla mia femmina (sterilizzata) di cui non sapevo una cippa. Se uno non vuole farlo perché preferisce non sapere, bene, ma che non si azzardi a riprodurre quel cane!! I cani in riproduzione DEVONO AVERE IL TEST!!

  6. Chiedo scusa, ma come si manifesta all’inizio la malattia??
    Prende ambo gli arti o comincia da uno solo??
    Ho letto anche il primo articolo pubblicato da Valeria sull’argomento ma non riesco a capire…
    Il fatto è che il mio cane, incrocio tra PT e non so cosa, 7 anni, da circa un annetto cammina un po’ male dalla zampa post dx.
    Io ho dato la colpa al fatto che al signorino piace da matti fare bouldering a caccia di marmotte… e giusto giusto a cominciato a claudicare un po’ dopo un paio di gite per monti in cui aveva fatto particolarmente il matto con le stesse…
    Lui corre, salta etc… ma “cammina male”.
    E dato che il problema si manifesta molto di più dopo che carica molto la zampa (es. corre e fa la lotta come un matto con un boxer m. più pesante di lui) penso che sia un problema osteo/articolare traumatico.
    Ora, fatte le lastre, abbiamo escluso l’osteo rotto e la displasia… il video e la lettura mi hanno fatto riflettere…
    Grazie

  7. A onor del vero su un gruppo FB riguardante i CLC, la veterinaria che ha redatto l’articolo prende le distanze dall’introduzione, che a quanto afferma non ha scritto lei.

    • Mario probabilmente sbagli veterinaria, perchè la vet che ha scritto l’introduzione ha affermato di aver scritto lei l’articolo (forum del club cane lupo cecoslovacco_ post: test genetici). A voi la lettura.

      • cit. “mmmh…l’articolo l’ho scritto io…da “che cos’è la mielopatia degenerativa” in poi…l’introduzione NO….sentirò dognet….”
        poi, non sta a me difenderla 😉

  8. Nei border collie nessuno fa il test….io forse sarò la prima persona a farlo ai miei cani! A costo di pagare io il test x i maschi che scelgo x le mie femmine ma lo voglio fatto!

  9. C’è solo una domanda che mi rimane. è fondamentale che tutti i cani destinati alla riproduzione facciano il test, ma quelli che invece non ne avreanno mai? La mia cagna è sterilizzata. è utile che io le faccia fare il test? Intendo, se scopro adesso che ha solo un anno che è portatitrice, posso curarla ancora prima che si manifestano i sintomie salvarla?

    • se dovesse risultare N/DM non svilupperà mai la patologia.quindi non è “in pericolo”.
      dovesse essere DM/DM NON è detto che il trigger venga scatenato,ma una volta che si ha l’esito,si cercherà di farle fare una vita adeguata con moto ed evitare shock fisici.e nel malaugurato caso la sviluppasse,purtroppo non c’è cura,per ora.

      • Ciao, se può essere utile, una possibilità di rallentare la sintomatologia, la offrono le cellule staminali, a patto di una diagnosi precoce. Conosco un professionista molto qualificato in questo è il Dottor Offer Zeira dell’ Ospedale Veterinario San Michele di Tavazzano con Villavesco. Grazie a lui sono già alcuni anni che posso effettuare il test genetico e selezionare i miei riproduttori.

    • Purtroppo no. Quindi un cane sterilizzato è inutile che faccia il test…bisogna solo sperare e tenere le dita incrociatissime.

  10. nella mia esperienza,avendo adottato una figlia di Forrest,l’ho fatto il test.Ombra è stata sterilizzata a prescindere dall’esito,non è mia intenzione fare cucciolate.Stesso discorso per il maschio di clc,testato anche lui e sterilizzato.ma mi rendo conto che chi ha il cane sterilizzato,non sia moralmente obbligato a fare il test.Cosa che sarebbe OBBLIGO MORALE PER CHI ALLEVA,vendere cuccioli sani,con tutti i crismi per evitare sofferenze ai soggetti stessi,in primis.

  11. Cara Valeria, come poterti ringraziare per il tuo articolo? Nel mondo dell’informazione, come per tutti gli altri ambiti, ci sono i “giornalisti” e quelli con la G maiuscola. Grazie per il tuo articolo, ogni volta che se ne parla in modo distorto di questa malattia ho un dolore quasi fisico. Quando poi ci sono persone che si permettono di parlare del decorso della malattia del mio cane non sapendo nulla, non solo mi fa male ma l’ira si innesca inesorabile. Parlare tanto per parlare senza conoscere è ben più che essere ignoranti, è pura cattiveria. Ne approfitto per fare alcune precisazioni. Nel tempo in cui Forrest riproduceva, non si conosceva ancora la malattia. L’ultima sua cucciolata risale al 2007 e invece la prima clc in cui si riscontrò e si parlò di DM fu nel 2009. Sinceramente però anche di questa femmina non ne era molto informato il mondo della cinofilia italiana (la femmina era estera) e solo dopo la conclamazione della malattia di Forrest fui io a mettermi in prima persona con il mio allevamento per denunciare questa nuova patologia e fare informazione. Inizialmente quasi tutti gli allevatori mi davano contro perché per loro era una cosa scomoda da nascondere, sentii le cose più assurde. Ma ho tenuto botta e a furia di parlarne e fare informazione oggi possiamo dire che le persone sono un po’ più informate, ma tantissimo si deve ancora fare. Ora molti allevamenti fanno i test, ma anche lì c’è tanto da costruire. Al fianco ho avuto tante persone che mi hanno aiutato a fare informazione, primo fra tutti il “mio” Galc e le persone che lo dirigevano in quel momento. E tanti altri amici. Dopo la scoperta della malattia su Forrest ho scritto ad ogni persona che aveva un suo cucciolo, alcuni hanno fatto il test ma altri non se la sono sentita. Al momento nessuno dei suoi cuccioli ha dimostrato la malattia. In cuor mio penso di aver fatto tutto il possibile, di più credo non si poteva fare. Dal 2009, anno in cui la ricerca ha dato il frutto di un test attendibile (prima l’unico test attendibile era quello post mortem), è possibile sapere se un cane è esente, portatore o affetto da DM con un semplice test, direi obbligatorio per chi alleva. La malattia ha un decorso a “gradoni”, per un certo periodo c’è stabilità nella malattia e poi improvvisamente ci sono i peggioramenti… Inizia dalle zampe posteriori che ogni tanto si incrociano tra di loro. Ma inutile fare delle diagnosi casalinghe perché altre malattie presentano gli stessi sintomi. Forrest fece una visita accurata neurologica, esami del sangue, risonanza magnetica, test DM e fu visionato in video dal Prof.Gandini e dalla Dott.Coates dell’Università del Missouri. Fu una malattia accertata. Se avete domande circa la sua malattia e il decorso per cortesia fatele a me. Grazie a chi stà rispondendo in modo corretto, persone che mi hanno seguito nella sua malattia.

    • Grazie a te Alessandra e alla tua famiglia per aver lottato così strenuamente per far conoscere (e riconoscere) la DM. So le difficoltà che avete incontrato, so quanto era bello Forrest e ancora piango quando ci penso, spero davvero che almeno la sua morte possa essere l’inizio della fine per la DM…
      Un abbraccio a tutti voi e a chi dovrà, in futuro, affrontare la stessa terribile strada che avete dovuto percorrere voi.

  12. Prima che il lavoro di Joan Coates fosse pubblicato (2008) e quindi ufficialmente reso noto che c’era un una mutazione genetica correlata alla malattia, l’unico riscontro alla diagnosi specialistica era l’esame istologico della membrana mielinica, ovviamente prelevata post mortem.
    Con l’utilizzo in ricerca del test parallelamente ad un protocollo diagnostico per esclusione che è stato affinato negli anni, ha rivelato (attraverso gli esami istologici post mortem) che l’abbinamento di queste due metodiche non sbaglia.
    Infatti per la razza Cane Lupo Cecoslovacco è stato aperto un filone dedicato di ricerca nel dipartimento di genetica dell’Università di Berna (Dr. Elisabeth Dietschi), ricerca già in corso per altre razze, di cui ora ricordo Howawart. Ci è stato chiesto al fine di cominciare la fase pratica di ricerca, di conferire loro dei campioni di DNA, di cani sani e cani affetti. Per loro il cane affetto è il cane che presenta sintomi clinici accertati da diagnosi specialistica (sopra citata) e omozigosi per il test sul SOD1.

  13. Scusate se sposta l’argomento, o meglio, lo generalizzo. Trovo estremamente difficile, anche ricorrendo ad internet, avere informazioni precise su quali malattie sono più frequenti in una determinata razza. Sarebbe un’informazione utile sia per chi, come possibile acquirente, volesse acccertarsi che i riproduttori del’allevamento a cui si rivolge siano testati per le principali patologie (perché purtroppo se le consideriamo tutte sono tantissime e sarebbe impossibile fare i controlli per tutte), sia per chi intendesse far riprodurre il proprio cane e volesse fare i controlli adeguati. Sapete indicarmi un link, un sito o qualcosa di simile che, razza per razza, elenchi le patologie più gravie frequenti?

  14. Sono lieta di notare che la frase “Se ne è parlato, spesso a sproposito, nel Cane Lupo Cecoslovacco, razza che NON ha MAI evidenziato un caso accertato di Mielopatia Degenerativa“ è scomparsa dall’articolo pubblicato su Dognet.it.
    Ora si dice che “può colpire qualsiasi razza e anche i meticci”, il che è assolutamente corretto.

    • Sì, è stato tolto finalmente. Quello che rimane è la dicitura “malattia estremamente rara”. La cosa è stata comunicata ad un grande ricercatore….che si è messo a ridere. Il club del cecoslovacco comunque si è dissociato dall’articolo.

  15. Da quello che ho capito il CLC è la razza in cui la DM si manifesta più frequentemente, ma può manifestarsi in ogni razza, o incrocio. C’è un’idea dellle razze in cui è più frequente? o per lo meno in quali razze si sono verificati casi accertati? per esempio io non ho mai sentito che un esemplare della mia razza, il Briard, ne sia stato colpito (ovviamente incrocio tutto l’incrociabile), anche se mi sembra di capire che gli allevatori tengano nascoste queste cose…

    • Le razze colpite, per quello che ci ha riferito il Prof.Gandini, sono: Bovaro del Bernese, Boxer,Cardigan Welsh Corgi,Chesapeake Bay Retriever,Pastore Tedesco, Kerry Blue Terrier, Pembroke Welsh Corgi, Rhodesian Ridgeback, Labrador,Barbone,Golden Retriever, Amstaff e Howavart.

      • Grazie Alessandra. Io non ho lo stesso vissuto personale di Valeria, sulla DM, ma il filmato di Forrest ha fatto venire un grosso groppo in gola anche a me. Vedere quell’essere perfetto ridotto così…non posso pensare quanto possa far male a te.
        Il tuo impegnarti per questa causa, se da un lato può aver “dato un senso” ad una fine così ingiusta, dall’altro deve aver scavato nella carne viva. Un abbraccio.

  16. Io posso solo dire che mi spiace tanto per Forrest, e per ualunque cane affetto da questa malattia; mi son venute le lacrime gli occhi (e giuro non è tanto per dire)

  17. Nel 2003 si ammalò il mio amstaff, tutto ad un tratto si paralizzò con le zampe posteriore.
    6 mesi di agonia, aveva 3 anni.
    Non so se si trattava di DM, nè i due veterinari che contattai hanno saputo dirmi che cosa avesse il mio capoccione(che a distanza di 10 anni mi manca ancora da morire).
    Alcuni avanzarano l’ipotesi di un colpo di calore che colpì il sistema nervoso, ma leggendo questo articolo, e leggendo qualcosa su un’altra terribile malattia(atassia) i dubbi mi vengono.
    Sono passati 10 anni, spero che il mondo veterinario abbia realmente fatto passi avanti in tal senso.
    L’unica cosa certa che so è che dall’allevatrice non ho mai ricevuto garanzie sanitarie dei genitori. Fu anche colpa mia che non ho approfondito la genealogia dei genitori.
    Non commettete il mio stesso errore, scegliete allevatori seri e richiedete sempre tutti i certificati di buona salute del cucciolo e dei genitori.

  18. E’ con grande dolore che ho appreso ieri che una delle mie cucciole nate nel 2004 è volata via a causa di questa malattia, figlia di Forrest. Anche lei a 8 anni ha manifestato i primi sintomi e dopo 1 anno è arrivata alla fina. La mia dolcissima piccolina. Grazie a chi le ha dato amore fino ad oggi e l’ha sorretta in questo terribile tunnel. Vogliamo ancora fare gli struzzi? Eppure basta accoppiare con “incastri” giusti!

      • Peccato che tu non sai nulla e pretendi di dire….mi ripeto sei doppiamente poverina nel cervello, ammesso che tu l’abbia

      • Che brutto, che orrendo questo commento. Se anche fosse vero quello che insinui, Siverwolf, il modo squalifica tutto. Se fosse davvero cosí, e ovviamente io non posso saperlo, forse si poteva aprire una discussione costruttiva e non un commento velenoso e sterile. Che peccato.

        • Non capisco cosa ci sia sbagliato nel mio commento tanto che è stato censurato…allora qualcuno ha la coda di paglia?!
          Io ho detto che comprare cani da allevamenti di dubbia origine e che per giunta stanno chiudendo è un rischio, se poi qualcuno si sente chiamato in causa faccia un passo avanti

          • …passo avanti! Presente. Dicevi? Dubbia origine? Parli con cognizione di causa? Parli perché conosci? Mi sembra che sei un po’ confuso, mi dispiace. Se ti riferisci ad oggi, può anche essere. Dieci anni fa non era dubbia l’origine di Forrest. Sai guardare un pedegree e i collaterali? Li puoi vedere anche in foto e capisci immediatamente la provenienza e la discendenza perché tutta la linea Omar-Mona timbra in modo indiscutibile. Io ho conosciuto personalmente molti di loro. Mona, i figli. Sarka mi parlava invece del padre Alfi Vuk. Tu cosa conosci dell’allevamento di allora?

        • Non capisco cosa ci sia sbagliato nel mio commento tanto che è stato censurato…allora qualcuno ha la coda di paglia?!
          Io ho detto che comprare cani da allevamenti di dubbia origine e che per giunta stanno chiudendo è un rischio, se poi qualcuno si sente chiamato in causa faccia un passo avanti

          Quanto a questo thread se non volete che la gente esprima la propria opinione vedete di chiuderlo invece che censurare chi vi risponde in modo che non vi piace, oppure volete avere ragione per forza come in dittatura?

          • niente di più democratico di questo oscuramento… sono i lettori che non gradiscono, mettono il pollice rosso e il commento dopo un po’ si oscura… è il sistema (informatico) che lo fa.

          • Silverwolf, prima di sparare accuse di censura ad capocchiam prova a scoprire come funziona questo spazio commenti. Che prevede la possibilità (per gli utenti) di cliccare sui pollici verdi (concordo) o rossi (non concordo), cosa che comporta la coloritura in giallo dei commenti con molti giudizi positivi e l'”hidden” per quelli con molti commenti negativi. “Hidden” significa che il commento non appare immediatamente, ma che bisogna cliccarci sopra per leggerlo: non viene cancellato un beatissimo tubo.
            Adesso, invece, hai postato un commento doppio perché nel primo hai inserito un indirizzo email diverso da quello che hai usato precedentemente: e siccome – per protezione contro lo spam – i nuovi indirizzi email devono essere approvati, il tuo primo commento è rimasto in attesa di moderazione, ovvero in attesa che io cenassi, mi guardassi la champions league e tornassi al pc, visto che non sono a cottimo e alla sera mi faccio anche un po’ di affari miei.
            Spero sia tutto chiaro.

      • Silverwolf, queste cose non accadono perché la gente “compra in saldo”: accadono perché, così come c’è un pubblico che pensa esclusivamente a “spender poco” (e può comprare nei “saldi” come nei negozi o dagli importatori, il concetto non cambia), c’è purtroppo anche una parte del mondo allevatoriale che pensa esclusivamente a “guadagnar tanto”. Non è che, da allevatrice, io difenda automaticamente gli allevatori: il corporativismo non è nelle mie corde, anzi lo detesto caldamente.
        Ma mi dispiace disilluderti: non sono quelli, gli allevatori che poi falliscono e vendono “nei saldi”: anzi, quelli hanno sempre le taschine belle gonfie (proprio come i cagnari).
        Quelli che falliscono, a volte, sono gli Allevatori SERI, quelli con la “A” maiuscola, che si dissanguano per fare tutti i possibili test genetici e per mettere al mondo cuccioli il più possibile sani (oltre che tipici ed equilibrati), e dopo aver speso dieci volte più del cagnaro si sentono ancora dire che “speculano sulla pelle dei cani” (invece quelli che accoppiano ad capocchiam sono brave persone).
        Le malattie “accadono” perché sì. Perché “shit happens”. Perché gli esseri viventi, per definizione, si ammalano. L’unica possibilità che abbiamo per contrastare questo tipo di “shit” è controllare, testare, utilizzare in riproduzione solo cani il più possibile sani.
        Non è certo accoppiare quello che capita, fingere che le malattie ereditarie non esistano e poi dare la colpa agli altri quando si manifestano.
        I tuoi commenti appartengono alla serie “non puniamo chi commette un reato, puniamo chi lo denuncia”.
        La peggiore (per quanto, ahimé, diffusissima) forma mentale che possa esistere al mondo.

  19. Cara, Valeria, l’articolo è stato scritto da me, medico veterinario, l’introduzione putroppo no e ho provveduto a farla maodificare subito. Nel mio pezzo in effetti non si parla di nessuna razza in particolare, è un pezzo a scopo informativo per tutti e per tutte le razze. Sarebbe stato carino da parte tua una volta ricevuta la segnalazione verificare le fonti (io sono un medico e mi sono informata molto per scrivere l’articolo e continuo a farlo, ho diversi video di cani malati e di tutte le razze che risalgono al 2006…), ti avrei risposto subito e chiarito la situazione come ho fatto su facebook con tutte le persone che mi hanno fatto notare l’introduzione non corretta dell’articolo. Spero che in futuro vorrai almeno mettere in dubbio la buona fede di quelli sarebbero stati i tuoi colleghi…Leggo sempre con piacere i tuoi pezzi e continuerò a farlo ma come anche tu dici spesso, ad ognuno il suo mestiere, con amore e criticità!

    Grazie

    Daniela

    Daniela

    • Ciao Daniela,
      scusa ma ti leggo solo adesso perché sono stata fuori quattro giorni: mi dispiace per l’equivoco, ma da com’era scritta la cosa sembrava proprio che fosse tutta opera tua.
      Purtroppo hai ragione, dovrei ogni volta verificare, controllare, chiedere spiegazioni eccetera… ma io sono da sola a fare questo sito, non sempre riesco a trovare il tempo per occuparmi di tutto: quindi, visto che non attacco mai nessuno (anche se molti mi accusano di farlo…) e che cerco sempre di porgere critiche in modo civile e corretto, non rincorro sempre tutti quelli con cui forse sarebbe anche corretto parlare per pura e semplice mancanza di tempo.
      Di solito, comunque, gli interessati vengono sempre a sapere quello che ho scritto e hanno sempre diritto di replica.
      Non capisco perché la tua, di replica, sia stata coperta di commenti negativi, visto che era a sua volta civile e correttissima… ma purtroppo questo è un periodo in cui gli “spolliciatori” imperversano e non posso farci nulla :-(.

      • Non ti preoccupare Valeria, ti leggo sempre con piacere e capisco la difficoltà di tenere a bada “tutto questo”, non ho dubbi sulla tua professionalità…grazie per le tue parole 🙂

  20. …inconsapevolmente stiamo facendo pubblicità ad un portale che sinceramente non merita se per esistere ha bisogno di scoop…. Comunque, ho visto che il concetto sul cecoslovacco è stato tolto. Però rimane quello che dice “malattia estremamente rara”. E’ farina del tuo sacco Daniela? Perché qui c’è proprio da ridere….

  21. come ho già detto quella è l’introduzione, l’articolo inizia dal titoletto sotto, quello che c’è sopra non l’ho scritto io, ho già richiesto modifiche e quello che vedete é ció che ho ottenuto, per il resto vi pregherei di rispettare con educazione il mio lavoro. Se dognet vi irrita non leggetelo ma ora che sapete che il medico che ha scritto non c’entra vorrei che evitaste commenti maleducati nei miei confronti. Grazie a tutti

    • Se per te una critica educata è maleducazione allora fai bene a non scrivere più articoli. Io pretendo che si scrivano cose vere, qualsiasi sia la fonte. E dire che è una malattia estremamente rara non è corretto.

    • non preoccuparti Daniela certa gente se la prende sul personale quando è causa del male che ha creato, allora getta sterco sugli altri cercando di coprire le proprie malefatte, a me l’articolo è piaciuto molto in versione integrale

  22. Chi ha detto che non scriverò più articoli??? Ho detto che non ho scritto io che è rara, cosa non è chiaro? Le tue competenze in materia? Mi sono sfuggite…ora la chiudo qui, mi sembra di aver chiarito a sufficienza la questione.
    Buon lunedì

    • Io non ho mai discusso le tue competenze, però devi anche saper leggere bene quello che scrivo. Ti ho consigliato di non scrivere più perché è ovvio che chi scrive e si mette pubblicamente, può poi avere dei riscontri critici su quello che dice. Se uno non vuol essere criticato quindi, non scrive. Punto. Ho chiarito il concetto? Io non sono veterinario ma qualcosina so. Non è che se uno non è veterinario sia un imbecille completo. Per questo motivo non voglio veder scritto castronate tipo quello che tutti abbiamo letto. Che sia di chi sia. Inoltre ti consiglio, e non è una polemica, per il futuro di assicurarti che i tuoi articoli non vengano poi manipolati dai giornalisti a loro uso e consumo.

  23. La lettura di questo articolo e di quello su Dognet mi ha suscitato alcune domande. La prima è: sono mai stati individuati soggetti malati in cui non fosse evidente la mutazione in omozigosi (in epoca in cui era già possibile investigarla, ovviamente?). Se la risposta è negativa, cioè se TUTTI i malati sono portatori della mutazione allo stato omozigote, e gli eterozigoti non sono malati, mi sento di contestare l’affermazione della dottoressa Argentiero che l’eziologia sia sconosciuta: caso mai è la patogenesi (cioè come la causa SI ESPRIME) che non è ancora nota, ma l’eziologia è stata individuata nella mutazione della SOD1 (che probabilmente non esercita il suo ruolo protettivo nei confronti dello stress ossidativo?). Il fatto poi che non tutti gli omozigoti si ammalino non contraddice affatto l’origine genetica: evidentemente si tratta di una penetranza incompleta.
    Per quanto riguarda l’articolo su Dognet, o meglio l’introduzione, che dell’articolo è parte integrante, ci sono ancora inesattezze quale l’affermazione che la DM colpisca cani “in età avanzata” (non mi pare che 8 anni possa essere definita tale). Non sarà stato scritto dalla dottoressa ma credo che avrebbe dovuto pretendere una revisione radicale del contenuto.
    Un’ultima osservazione: su di un argomento come questo, lo scaricabarile è quanto di più controproducente possa esserci, a mio avviso. Già si è fatto, credo, abbastanza danno nascondendo la cosa per tanti, troppi anni. Chi ha mai sentito di un Corgi o di un Rhodesian malati? Eppure dovrebbero essere tra le razze più colpite. Penso che essere precisi e pretendere precisione, allearsi con chiunque sia disposto a diffondere informazioni e cultura sia un atto dovuto da parte di chiunque abbia anche solo visto il filmato di Forrest. Io non me lo dimenticherò mai: non perchè quella sofferenza sia peggiore di altre (anche), ma perchè la cosa orribile che ha trasformato un essere meraviglioso in uno strazio nel giro di qualche mese poteva essere evitata, se gli allevatori non avessero, prima, scopato la polvere sotto il tappeto…

  24. Precisazione doverosa, visto che si è tirato in ballo il mio operato, chiedo la possibilità di replica. Chiedo scusa se a volte sono brusca ma dare spiegazioni quando le critiche sono davvero fuori luogo è molto difficile, soprattutto in un momento in cui stiamo verificando i primi cuccioli malati. Per me è una sofferenza. Conoscevo Forrest ancora prima di averlo. Ero innamorata di lui e del suo carattere. Poi l’allevatrice mise in adozione parte del suo allevamento, tranne alcuni cani che avrebbe tenuto tra cui lui. Quando adottai Forrest lo comprai, con regolare contratto scritto e firmato. Fortunatamente l’allevatrice lo diede a me e non all’allevatrice in italia che lo voleva. E aggiungo per fortuna visto che io feci solo 2 cucciolate e 1 monta, altrimenti sicuramente avrebbe sfornato decine e decine di cuccioli, il chè non era mia intenzione fare. L’ULTIMA SUA MONTA RISALE AL 2007, IL PRIMO CASO ACCERTATO DELLA MALATTIA INVECE RISALE AL 2009. Non diedi Forrest in monta a diverse persone proprio per la salute delle femmine in riproduzione, poco chiara. Ma la mielopatia NON è Forrest. Non può essere il capro espiatorio. Ma solamente un esempio per far capire come è la malattia. Appena saputo cosa stava succedendo, mi misi in prima linea per denunciare ciò che stava accadendo, ci misi la mia faccia, altri cecoslovacchi invece stavano male in sordina, come lui altri soggetti sono affetti e provenienti da altri allevamenti. Penso di aver dato tutte le delucidazioni del caso per dimostrare che ho operato con onestà, chiudendo così l’argomento che si era spostato sul personale, visto che non ho nulla da nascondere. Il lucro per me non c’entra nulla, e qui mi riaggancio a quanto scritto da Valeria. Domando: chi avrebbe fatto lo stesso? CHI? Credo di poter rispondere: NESSUN ALLEVATORE.

  25. Credo che certe polemiche si potrebbero anche evitare in queste situazioni. Ho pianto anch’io vedendo il video. Forrest è sul ponte ora e credo che ad Alessandra si riapra quella ferita ogni volta che viene accusata ingiustamente. Per quanto doveroso informare/informarsi ed agire correttamente, non dimentichiamoci che dietro tutto questo c’era una storia d’amore tra un cane e la sua compagna umana che sta cercando di reagire ad una perdita assurda e straziante.
    Alessandra, hai tutta la mia comprensione di (ignorante) amante dei cani.

  26. Bene visto che non volete parlare di cani comprati in saldo parliamo di cani lasciati alla catena e mezzo paralizzati dopo essersi impiccati…

  27. @mc: se le avessi sapute a suo tempo sicuramente avrei denunciato. qui non si tratta di pettegolezzi ma di fonti serie e ben informate, ma sai come si dice. si dice il peccato non il peccatore. molti hanno fatto dei veri troiai, delle porcate. hanno criticato l’operato altrui e poi hanno fatto sfuggire i propri scheletri dall’armadio

  28. 14.05.13 . Oggi alle 19.30 porterò a sopprimere la mia amata Margot Ventis Valley (bovaro del bernese) malata di MD da 10 mesi
    Vedere questo video mi distrugge , rivedo lei , mia figlia cresciuta con lei..gli 8 anni e mezzo passati sempre insieme…e non oso immaginare come sarà domani mattina svegliarmi e non ritrovarmela più ad aspettarmi al mio risveglio…
    scusate lo sfogo

    • Che tristezza, Silvia :-(. Un abbraccio (che non serve a nulla, lo so) è l’unica cosa che posso darti, oltre a condividere la tua angoscia e a dire che qui siamo in tanti, ma proprio tanti a capirti.

    • Ti abbraccio forte forte, cerca di essere serena per trasmetterla alla tua cagnona, la loro sensibilità è grande. Trasmettile tutto il tuo amore che si porterà con se. Fino all’ultimo respiro. Stalle vicino perchè possa rilassarsi e addormentarsi con te. Vi penserò, cerca di essere forte, lo stai facendo per lei. E ricorda che sei stata fortunata ad averla incontrata lungo il tuo cammino. Tua figlia ti stupirà vedrai, anche la sensibilità dei bambini è davvero sorprendente, metabolizzerà magari più avanti, accettando che la vita a volte è dura. Un abbraccio sincero, Margot andrà a giocare con il mio Forrest….

    • Questo è un dolore che ancora non ho provato (nonstante la non verde età) quindi posso solo immaginare… ma ho il magone.
      Ti abbraccio.
      Coraggio.

    • Ciao Silvia, sono Mara la padrona di Tobias il fratello di Margot. Sono capitata oggi per caso in questo tuo messaggio, volevo dirti che anche Tobias abbiamo dovuto sopprimerlo a gennaio 2013 per la stessa malattia di Margot. E’ stata durissima anche per noi, un abbraccio Mara e Alessandro

  29. Cara Valeria, hai presente quelle bambine capricciose che puntano i piedini se la mamma non gli compra il giochino? Ecco, così mi sembra di immaginare questa storia tra il botta e risposta della giornalista a tutta l’informazione che si stà facendo sulla mielopatia. E puntualmente ha tirato fuori un ennesimo articolo sulla DM. Il dottore che scrive l’articolo è molto giovane di laurea, nel 2006 e non ha un gran curriculum alle spalle. Inoltre dice tutto e il contrario di tutto. Prima parla e informa del fatto che tutt’oggi ci sono 130 tipi di test genetici, per varie razze e ne spiega le caratteristiche, poi parlando di quello della DM minimizza e dice che non serve a nulla. Senza contare che le domande sono tutte ben mirate. Mi piacerebbe inoltre sapere se le risposte sono fedeli o manipolate. Il dottore che parla dovrebbe andare a scuola del Prof. Gandini, imparerebbe che la ricerca è andata avanti, ahmè senza di lui forse….chissà. Persone del calibro del Prof.Gandini, che oltre ad essere neurologo è ricercatore, e della Dott. Coats dell’Università del Missouri magari avrebbero qualche cosa da insegnargli. Purtroppo certe persone, che magari hanno il cane affetto, hanno bisogno di questi articoli per dire al popolo…”visto? sono tutte cazzate quelle che dicono sulla DM, è una cazzata il video di Forrest, non esistono clc che sono affetti o morti di DM….avevo ragione”….e via che si buttano a riprodurre vendendo i loro cuccioli a sprovveduti o ignoranti. Ma che vuoi, il mondo è fatto anche da loro. E sarà sempre così. E non c’è battaglia che tenga. Io li lascio fare e continuo imperterrita a fare una sana, giusta e veritiera informazione…a differenza di molti. E così continuerò perché sono una persona onesta e amo gli animali. E so il dolore che ne deriva. Quindi non posso che dire di fare il test. Perché OGGI c’è. Perché esiste la possibilità di fare la differenza o la possibilità di rovinare tutto.

  30. Chissà se chi alleva prova la stessa cosa che ho provato io oggi?
    A volte mi stupisco solo per il fatto che mi faccio queste domande.
    288 km….la strada corre…corre…corre…come le immagini che mi tornano alla mente. Loro due, in mezzo alla neve di una bellissima giornata. Forrest che corre e la piccola Akemi che stuzzica il papà e non gli dà tregua. Si rotolano, lui che le insegna brontolando, si cercano e ancora si rincorrono. Era bellissimo vederli insieme. Quella piccola che alla sua nascita papà Forrest aveva fatto da bàlia insieme a mamma Ombra. Una giornata da ricordare, vedo i loro colori ancora vivi nella memoria perché spiccavano sulla neve. La stessa bella testa e lei così elegante e femminile.
    Sì, Akemi è sempre stata molto elegante e bella oltre che dolcissima.
    Volevo questo viaggio più di ogni altra cosa anche se, nello stesso tempo, avevo un’ansia terribile per quell’incontro.
    I km passano veloci, come il tempo quando lo rincorri e non ti accorgi che è già passato.
    Ancor prima di scendere la vedo, tra le sbarre del cancello di casa. Scendo, via via la sua immagine si fa più nitida e chiara, via via dal muso riesco a scorgere il collo, il tronco…e poi un grande colpo al cuore…era lì, in piedi dietro al cancello grazie al carrellino che la sorreggeva …. in quel momento non riuscivo più a pensare, rivedevo Forrest in lei e la sua sofferenza nella malattia che ora è anche la sua.
    Akemi come il papà è un essere fiero, nonostante il suo carrellino esce, cammina molto, nuota e vive. Si nutre dell’amore di Nives, la sua compagna, che mai potrò ringraziare per l’amore che le ha saputo dare sempre.
    Come Forrest anche lei rimaneva lunghi attimi appoggiata alle mie gambe, nei miei lunghi abbracci ho chiesto scusa non so nemmeno io per cosa, nessuno conosceva la malattia alla sua nascita, ma avevo bisogno di farlo.
    Ho cercato di riempirmi di lei in quegli attimi, lenti, come se si fermasse il tempo. Perché lei è una piccola parte del mio cuore, come tutti i cani che sono nati in casa mia.
    Poi quando è stato il momento di andare avrei voluto aggrapparmi con le unghie.
    Sappiamo bene io e lei che non ci rivedremo più.

    Oggi una cosa avrei voluto…che le persone che se ne fregano e non hanno coscienza, le persone che dicono che la mielopatia non esiste, le persone che fanno finta di sapere facendo i propri comodi, fossero dentro la mia pelle, per fargli capire che i soldi, la loro presunzione di allevare, la loro ignoranza non da, non darà mai quello che in modo sconvolgente ho provato io: amore, impotenza, disperazione, perché a loro tutto questo non interesserebbe.
    Tornando era buio, e con il buio mi accompagnavano i miei pensieri…..

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.