avvocato_canedi VALERIA ROSSI – Due notizie, in questi giorni, hanno suscitato l’indignazione generale: una è quella di un cane inserito in una lista dei beni pignorabili,l’altra quella di cuccioli sequestrati e poi messi all’asta.
Tanto per cominciare, chiariamo che non si tratta di bufale (il dubbio era venuto a molti): le notizie sono entrambe vere e confermate. Il caso dell’asta, che è quello che sta smuovendo di più l’opinione pubblica sul web, è stato confermato direttamente dalla Guardia di Finanza.
Detto questo… come si possono commentare questi fulgidi esempi di scarsa considerazione per i cani?
Innanzitutto dicendo che c’è un’assurda ed insostenibile dicotomia tra il nostro Codice penale (che ormai i cani li riconosce da anni “esseri senzienti e sensibili”) e il Codice civile che invece li considera “res”, ovvero cose (e come tali, quindi, tranquillamente pignorabili o vendibili all’asta).
Sicuramente gli animalisti insorgeranno sostenendo che nessuno può scandalizzarsi di fronte a questo fatto e poi prendere le difese degli allevatori, che a loro volta “li vendono come se fossero oggetti”… ma ovviamente questa obiezione non sta in piedi, perché un conto è vendere un cucciolo che ancora deve iniziare il suo percorso di vita in una famiglia umana e tutt’altro conto è strappare un adulto già inserito in un contesto affettivo (oltre a tutto il resto)  e sbatterlo in un ambiente diverso, con persone diverse, a fare una vita tutta diversa.
Il cucciolo scopre tutto felice un nuovo mondo, l’adulto come minimo si stressa.
Quindi il discorso esula completamente dal concetto di “cosa vendibile” e rientra in quello di “essere sensibile”: che, come tale, non si dovrebbe poter sbattere  a destra e a manca come se fosse un tavolo.
Se però pensiamo ai bambini che vengono portati via di peso da un genitore per essere affidati all’altro (o addirittura ai perfetti estranei dei servizi sociali)… allora ci rendiamo conto di quanto sia difficile, per un legislatore, tenere conto dei sentimenti.
Ma non c’è solo il Codice civile ad ignorare questo aspetto dei cani.
Perché ci sono moltissimi allevatori, e questo è verissimo, che fanno regolarmente compravendita di cani adulti, anzi soprattutto di cani adulti.
In cosa si differenzia, questa abitudine, dalla possibilità di pignorare un cane o di venderlo all’asta?
In realtà credo che tutto si riconduca alla destinazione finale: io stessa, quando allevavo, ho comprato cani non proprio cucciolissimi (poiché allevavo una razza americana e dovevo importare dagli USA, non potevo prendere cani troppo piccoli per poter sopportare 12 ore di aereo), e in un’occasione anche un adulto. La stessa Bisturi, mia cagna attuale, è arrivata a casa mia a otto anni di età.

levitazione_ridQuesti cani si sono sconvolti, stressati, traumatizzati?
Direi proprio di no: o meglio, stressati sicuramente sì (un drastico cambio di ambiente non è piacevole per nessuno), ma sconvolti e traumatizzati proprio no.
Il siberian husky, appena arrivato a casa mia, si è reso rapidamente conto di aver trovato: a) un branco; b) un harem (era uno stallone…); c) persone che lo amavano, che si prendevano cura di lui e che parlavano un discreto canese (anche perché lui l’italiano non lo capiva, avendo sempre e solo sentito parlare inglese).
La Bisturi non è stata comprata (ma questo i cani non lo sanno e nun gliene po’ frega’ de meno), ma è pur sempre passata da una famiglia all’altra in età piuttosto avanzata: e chiunque la conosca può testimoniare su quanto sia “infelice e traumatizzata” (chi invece non la conoscesse ancora, può guardare la foto qui a destra: qui era a casa mia da pochissimi giorni…e si vede quanto soffra!)
Insomma, come ho già scritto altre volte, non trovo poi così ignominosa la cessione di cani adulti, purché il cane vada a vivere in un contesto rispettoso delle sue esigenze e ricco di affetto, di cure, di attezioni.
In una parola, purché “vada a star bene”: perché il cane, e questo posso assicurarvelo per averne visti a centinaia (compresi quelli che arrivano dai canili), ha capacità e una rapidità di adattamento veramente notevoli.
E’ vero che subisce inizialmente uno stress, ma è anche vero che lo stress fa parte della vita: e se il cane arriva nel contesto “giusto”, lo supera velocemente e senza subire nessun trauma grave.

cane-legge-e-studia-con-gli-occhialiDunque, che un cane venga ceduto ad altri in età adulta, di per sè, non mi sconvolge: però vorrei essere sicura che vada effettivamente a “star bene”, e non mi pare che qui la legge dia alcuna garanzia. Una volta considerato una “res” e messo all’asta, il cane può essere acquistato da chiunque (anche dal cagnaro che lo sbatte in un box a sfornar cuccioli a ripetizione – se femmina -, anche dall’imbecille che lo prende e lo lega a una catena per far la guardia senza più filarselo neanche di striscio): e qui, a mio avviso, ci vorrebbe quantomeno una valutazione preliminare dell’acquirente. Che non c’è.
Ma non è neppure questa la cosa che mi preoccupa di più.
La domanda che mi tormenta è: cosa succede nel caso in cui nessuno lo compri, ‘sto “bene pignorato”?
Dove lo mettono, cosa ne fanno?
Ho cercato di scoprire cosa succeda normalmente ai beni invenduti, qualora si tratti di mobili o elettrodomestici: e a quanto ho capito essi tornano all’incanto una seconda e poi una terza volta (e nel frattempo, se sono mobili, stanno in un magazzino: ma se è un essere vivente?).
Dopodiché – attenzione attenzione –  “sono messi a disposizione del debitore, che è invitato a ritirarli entro 15 giorni dalla notificazione dell’invito. Decorso inutilmente il predetto termine, i beni non ritirati sono distrutti o donati, senza liberazione del debitore, a enti di beneficenza e assistenza, secondo le determinazioni del concessionario che ne redige verbale.”
Non osando neppure pensare che un cane possa essere “distrutto” (almeno spero!), vorrei proprio capire a quale ente di beneficienza o assistenza potrebbero rifilarlo, visto che un cane, ancora prima di essere un amico e un compagno (ma… di un “ente”?!?), è un impegno che comporta anche spese da sostenere.
E allora?
Presumo che il cane “invenduto” finisca – ahimé – in canile. Però non ho trovato alcuna conferma a questa ipotesi.
In rete ho scovato solo la storia, risalente al 2007, di sei cani pignorati che nessuno ha comprato: si diceva che sarebbero tornati all’asta qualche giorno dopo, ma poi non c’è più nulla, se non un accorato appello dell’ENPA a farla finita con queste pratiche.
Che fine hanno fatto quei cani? Non lo so.
E non so neppure perché le associazioni protezionistiche, che pure hanno un notevole peso politico, non siano ancora riuscite a metter fine a questa illogica discrepanza tra codice civile e penale.
Certo, non sono casi “scenografici” come quello dei cuccioli di Green Hill; e non sono neppure cose che accadono tutti i giorni (anche perché il cane o i cani devono avere un valore materiale quantificabile, altrimenti non li pignora nessuno: e infatti i casi finora accaduti hanno riguardato solo cani di allevatori, considerati quindi “fonti di reddito”). Però, quando accadono, fanno davvero rabbrividire. Quindi non sarebbe opportuno darsi da fare per escludere la possibilità di pignorare e mettere all’asta un essere vivente, senziente e sensibile?

astaIl caso dei cuccioli sequestrati che andranno all’asta è un po’ diverso nella sostanza, anche se simile nella forma: infatti questi cagnolini una famiglia ancora non ce l’hanno, quindi chi li prenderà avrà la stessa valenza di una qualsiasi famiglia che acquisti un cucciolo da una qualsiasi “normale” fonte.
Posso anche aggiungere che, tutto sommato, l’idea di venderli è meno infame di quella di regalarli.
Sullo sproposito di richieste opportunistiche relative ai “cuccioli di razza gratis” ho già scritto più volte –  questo articolo è solo uno degli esempi  – e ribadisco anche qui che la trovo una pratica assolutamente pessima, sempre perché ci si preoccupa più di “piazzare in fretta” i poveri cuccioli che di controllare che le famiglie abbiano i requisiti necessari per adottarli.
Però… resta il fatto che – almeno nel caso specifico che ho linkato in apertura – ci siano molti punti capaci di lasciarmi perplessa. E non poco perplessa.
Osserviamo insieme la pagina e vediamo subito che ad occuparsi dell’asta sono la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno e il Corpo Forestale dello Stato di San Benedetto del Tronto.
Quanti cinofili (in senso tecnico) ci saranno, all’interno di queste due figure giuridiche?
A giudicare dalle schede che riguardano i singoli cuccioli, direi “nessuna”.
Aprendo infatti le schede,  notiamo subito che per ogni cucciolo si parla di “età stimata”: il che significa che nessuno di questi cani ha un pedigree (altrimenti la data di nascita si saprebbe). Questo colloca immediatamente tutti i cuccioli nella categoria “meticci” – perché un cane senza documenti, per legge, non può essere definito “di razza pura” – e quindi non si dovrebbe scrivere “Bouledogue francese”, “Siberian Husky” o “Yorkshire”, bensì “cane di origine sconosciuta somigliante a un…”
Identificando questi cuccioli con una razza precisa, la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno sta facendo qualcosa che contrasta con  il Decreto Legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992 (ne abbiamo parlato in questo articolo). E già ‘sta cosa non è bella.
Analizzando le schede, una per una, però, si trova anche di peggio: intanto c’è un “giudizio” redatto da Dio sa chi (non l’ho trovato indicato da nessuna parte) che parte dal presupposto – decisamente personale – che un cucciolo si possa giudicare come un adulto. Ma in più… in alcuni casi le spara davvero grosse.

chihua_cagnPer esempio, guardiamo il chihuahua a pelo corto. Maschio, età stimata: 3-4 mesi.
Questo il giudizio: “Buona l’espressione, soggetto che morfologicamente rispetta il tipo, armonico e ben strutturato. Corretto negli appiombi. Rene che si gradirebbe più muscoloso e corto”.
Morfologicamente rispetta il tipo?!? Armonico e ben strutturato?!?

chihua_allevNella foto a destra vedete un cucciolo di pari età (età alla quale, diciamolo subito, anche i più bei cani del mondo sono pressoché inguardabili, soprattutto per via delle orecchie smisurate…) proveniente da un prestigioso allevamento: vi sembrano uguali?
Probabilmente qualche Sciuramaria potrà anche rispondere “sì”. E se non proprio uguali, potranno sembrarle molto simili.
Allora  vi do io qualche indicazione per capire, anche in un cucciolo, cosa differenzia un cane tipico da una vaga approssimazione di razza.
La testa, tanto per cominciare: lo Standard prevede che debba essere “molto rotonda, a forma di mela (una caratteristica della razza), con stop  molto marcato, profondo e ampio poiché la fronte è arrotondata al di sopra della base del muso”.
Vi pare che il cucciolo sequestrato abbia la testa a forma di mela? E soprattutto, dove avrebbe uno stop ben marcato? Quasi non ce l’ha! Purtroppo non ci sono foto del cucciolo di profilo, ma tenderei a pensare che il profilo superiore del muso sia addirittura divergente anziché parallelo.
Poi date un’occhiata alla linea dorsale e a quella ventrale: purtroppo il cane sequestrato, nella foto, è trattenuto per il posteriore in modo che sembri gravemente cifotico: però, anche con tutta la buona volontà, né la schiena né la linea ventrale sembrano esattamente dritta. Non parliamo poi del petto (guardate quanto è largo e quanto è disceso quello nella foto a destra, poi fate le debite proporzioni)…e si potrebbe anche continuare a sparare sulla croce rossa, ma non è certo questo il mio intento.
Vorrei solo far capire che definire “tipico, armonico e ben strutturato” un cucciolo come questo chihuahua è una vera eresia.
Lo stesso si può tranquillamente dire per tutti i cuccioli messi all’asta (per pietà ho scelto di non far commenti sul siberian husky, che è la mia razza), che sono i classici prodotti dell’allevamento cagnaro: più o meno “somigliano” alla razza a cui vorrebbero appartenere (almeno da cuccioli: crescendo, ovviamente, le distanze aumenteranno a vista d’occhio), ma tipici proprio non si possono definire.

scheda_metQuindi: chi ha redatto questi giudizi? Spero non un Esperto Giudice. Ma se non è stato un giudice, allora che valore hanno?
Sia chiaro: anch’io ho appena dato una specie di “giudizio”, ma io mi sono limitata al mio punto di vista cinofilo… mentre qui si parla di un’operazione giudiziaria con valore ufficiale.
Quindi mi aspetterei almeno che si dicesse la verità: che invece, inspiegabilmente, viene confessata solo nel caso di un ulteriore cuccioletto che viene finalmente definito “meticcio tipo chihuahua a “pelo forte” (??? il chihuahua a pelo forte non esiste: semmai esiste quello a pelo lungo). Questo lo tirano proprio dietro: 100 euro. Ma poi si legge: “valore di mercato per soggetti iscritti ai libri genealogici riconosciuti dall’ENCI (R.O.I.) 500/1.200 euro”.
In che senso, scusi? Sembrerebbe che questo fosse il valore di mercato dei “meticci tipo chihuahua”… iscritti al ROI! Cosa ovviamente impossibile.
E a questo proposito, altro grosso punto interrogativo: da dove saltan fuori questi prezzi indicati come “valore di mercato per soggetti iscritti ai libri genealogici riconosciuti”?
Sono assolutamente ridicoli e decisamente fuori mercato: un bulldog partirebbe da 900 euro, uno yorkie da 400… ma in quale film?
Questi sono prezzi da negozio (ovvero, quelli che normalmente si pagano proprio per i cani dell’Est e simili), non certo da allevamento riconosciuto ENCI.
Indicare prezzi simili fa passare gli allevatori per mezzi criminali che davvero lucrano sui cuccioli, il che, di nuovo, NON è per niente bello.
Ultima, ovvia, considerazione: per questi cuccioli forse non ci sarà l'”assalto al treno” visto per quelli gratuiti… ma l’impressione che si dà, decidendo di inserire anche un ipotetico (e sballatissimo) “valore di mercato”, è quella di dire “Venite a comprare i cuccioli nei saldi”.
In realtà bisognerebbe specificare bene che si tratta di cuccioli senza documenti (quindi meticci, per la cinofilia ufficiale), di provenienza ignota, senza alcuna selezione alle spalle (ovvero: niente controlli sulle malattie genetiche) e dal futuro quantomeno incerto (non si può MAI sapere come i cuccioli di provenienza cagnara, allevati senza il minimo criterio e senza alcuna competenza, reagiranno al primo attacco di un qualsiasi agente patogeno: spesso le loro difese immunitarie sono ridotte ai minimi termini e quindi si ammalano facilmente e facilmente soccombono anche a malattie che per cuccioli ben allevati non sarebbero particolarmente gravi).
Il reale “valore di mercato” di soggetti come questi è un bello zero spaccato: il che ci riporta, però, agli “assalti” di cui sopra, immancabili quando i cuccioli vengono regalati.

scheda_carlinoE allora, che si potrebbe fare?
Be’, per come la vedo io si potrebbe:
a) chiedere una sorta di “obolo” da destinarsi a scopi benefici (non si sa, al momento, a chi siano destinati i soldi ricavati dall’asta), ma  uguale per tutti… evitando magari di “tirar giù il prezzo” quando ci sono problemi sanitari (come nel caso di due dei carlini), dando proprio l’impressione dell'”oggetto difettoso” venduto con lo sconto, che è eticamente disgustoso.
In questo modo si limiterebbe l’effetto “assalto al treno”, ma non ci si produrrebbe in discutibili e fantasiose stime di prezzi che non hanno una giustificazione reale;
b) obbligare i potenziali compratori ad un colloquio preliminare – possibilmente con un cinofilo esperto – in cui venga quantomeno spiegato dove e come il cane verrà tenuto/gestito eccetera, e dal quale si possa almeno intuire se la persona o la famiglia in oggetto è in grado di tenere un cane;
c) prevedere controlli successivi (sicuri e obbligatori), cosa che già fanno molti canili con i cani dati in adozione (o almeno dicono di farlo: da me, quando ho adottato un cane, non si è mai visto nessuno. Però so che molti li fanno sul serio).

Insomma, almeno finché la legge non cambierà rendendo impossibile trattare un essere vivente e senziente come un televisore, credo che si renda necessaria almeno qualche azione mirata a non rendere i cani ancor più vittime di quanto già non siano/siano stati: perché sicuramente non è colpa loro se sono stati importati illegalmente, né se i loro umani si sono trovati in difficoltà finanziarie.
Desiderare che almeno siano rispettati e non mercificati come oggetti… sarà chiedere troppo?

Articolo precedenteQuando arriva l’ambulanza… chiudete cani e gatti!
Articolo successivoPerché ho scelto proprio… il Chinese crested dog

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

25 Commenti

  1. Il secondo caso (dei cani messi all’asta) è quello di un sequestro (penale) di cani provenienti dall’Est Europa, che ha fatto il giro anche di diversi TG e notiziari. Conoscendo bene la zona di San Benedetto del Tronto, posso dire – purtroppo – che di persone davvero competenti di materia cinofila nelle istituzioni locali non ve ne sono. Basti dire che vi è un solo canile ASL per quasi l’intera provincia e, nonostante l’impegno dei volontari di una piccola associazione, si tratta di uno di quei canili dove i cani molto difficilmente riescono ad esser visti, figuriamoci ad esser adottati, oltretutto tenuti in condizioni onestamente poco dignitose (meriterebbe una visita di Striscia, a mio parere). In questo contesto, non mi stupisco che quest’asta (per legge, comunque obbligatoria) venga condotta con questa superficialità…

    Tuttavia, in caso di asta deserta, dubito vengano ‘distrutti’, al massimo saranno donati a qualche associazione animalista.

    • Non credo proprio che sia obbligatoria…visto che in moltissimi altri casi di sequestri i cani sono stati dati in affido!

        • poi leggi bene cosa ho scritto: “molto difficilmente riescono ad esser visti”, e se conosci la situazione sai cosa intendo.

          • Non avevo ancora visto il post di Sonia per l’associazione Amico Fedele (che era quella a cui mi riferivo in uno dei miei primi post): “Portare i cuccioli nel canile comunale dove nella fase più importante della loro formazione comportamentale sarebbero stati chiusi nelle gabbie, vedendo solo i dipendenti del canile per poco più di mezz’ora al giorno ed uscendo dalle stesse per 20 minuti una volta alla settimana con i volontari”

            Questa è la situazione che intendevo riguardo a quel canile, che ho visto con i miei occhi.

  2. Di solito in effetti vengono dati in affido (o meglio: custodia temporanea finchè non si chiude il procedimento penale, dopodichè vengono ceduti in maniera definitiva agli affidatari), ma in questo caso credo sia stato configurato un reato diverso a cui è seguita la confisca (più che il sequestro) in quanto… ‘corpi del reato’ (lasciam perdere và) ed i… ‘corpi del reato’, se nessuno li reclama come di propria proprietà o non hanno un proprietario a cui attribuirli, vanno mandati all’asta.

  3. Mamma mia che cosa triste 🙁 mi piacerebbe sapere se questi cuccioli possano essere rilevati da associazioni serie che poi potrebbero cercare di trovare padroni adatti e controllati e non “i primi che pagano”. Mi si è stretto il cuore a leggere dei carlini ceduti a poco perchè malati!! Farei una offerta se ci fosse la possibilità di curarli e poi regalarli, magari ad un familiare (io ho già il mio carlino). Mi auguro tra le altre cose che questi cuccioli vengano ceduti con obbligo di sterilizzazione, anche se ho i miei dubbi.

  4. Ciao a tutti, è la prima volta che commento un articolo anche se seguo sempre il blog.
    riporto da questo link http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/html/testoarticoli%5Carticoli%5C16PDL0023090_Art__2_.html

    “Art. 455-sexies. – (Pignoramento di animali familiari). – Gli animali familiari non possono essere messi all’asta giudiziaria.
    Lo scopo patrimoniale o lucrativo del pignoramento di un animale familiare deve risultare esclusivamente da idonea e attendibile documentazione fornita dal creditore istante all’ufficiale giudiziario all’atto della richiesta del pignoramento o da univoca documentazione altrimenti reperita dall’ufficiale giudiziario nei luoghi di pertinenza del debitore esecutato in sede di pignoramento.
    La documentazione di cui al secondo comma, ove presente, concorre, in originale o in copia, in caso di pignoramento positivo, unitamente al relativo verbale dell’ufficiale giudiziario a formare il fascicolo dell’esecuzione.
    In mancanza della documentazione di cui ai commi secondo e terzo, nessun animale può essere assoggettato a pignoramento o a procedura esecutiva di alcun genere, né a sequestro conservativo ai sensi degli articoli 2905 e seguenti del presente codice e degli articoli 671 e seguenti del codice di procedura civile né essere comunque oggetto di vendita o di espropriazione forzate.”

    Se ne evince che il pignoramento di animali da affezione è illegittimo se non è provato che gli animali stessi siano un “patrimonio” o producano un reddito al debitore, quindi nel caso di allevamenti o di negozi di animali, ma dubito che il “cane di casa” possa essere soggetto a pignoramento, anche per il suo valore affettivo.
    La legge dichiara l’impignorabilità dei beni del debitore che rivestono un particolare valore affettivo (le fedi nuziali, le lettere private, gli oggetti sacri…) quindi per evitare che il pignoramento dei beni di un proprietario possa tramutarsi in una forma indiretta di ritorsione psicologica sul debitore, la Legge esclude il pignoramento di tutti quei beni che abbiano un valore affettivo.

    Quindi se ciò che ha affermato l’Ufficiale giudiziario durante la diretta è da considerarsi assolutamente veritiero ed astrattamente possibile, gli argomenti sopra citati mostrano come un pignoramento su di un animale domestico possa risultare assolutamente illegittimo e quindi impugnabile davanti ad un Giudice.

    Sarebbe interessante avere dei pareri da chi mastica questioni legali.

    • Ciao Davide, questo articolo che citi in realtà… non esiste!
      Si tratta di un disegno di legge (ovvero, di una proposta) del 2008, che non è stata votata dal parlamento (e che forse giace abbandonata in un qualche cassetto, salve forse l’obbligo recente di prestare soccorso agli animali investiti), il cui testo interessa soprattutto il codice civile mentre, nel caso dell’articolo, si tratta di animali provenienti da un reato e per cui è competente il codice penale e di procedura penale.

      Qui si può leggere per intero: http://www.lav.it/uploads/18/6916_Pdl_Ddl_Animali_nel_Codice_Civile.pdf

      In altre parole, il pignoramento (in senso di codice civile) qui non c’entra niente, dato che si parla in realtò di sequestro o meglio di confisca (in senso di codice penale).

      • Preciso (a parte il refuso ‘realtò’ al posto di ‘realtà) che nel commento precedente parlavo del secondo link nell’articolo, quel che avevo commentato già prima.

        Ho letto ora anche il primo link e dico solo che, anche se apparso su un sito di informazione giuridica, è pieno di tanti e tali inesattezze, soprattutto nella fonte della notizia (“l’ufficiale giudiziario” che a Ballarò ha detto che “nell’elenco dei beni pignorabili ora c’è anche il cane”). Ufficiale giudiziario? di dove? del tribunale? di quale tribunale? in base a che legge il cane rientrerebbe nell’elenco dei beni pignorabili?? sicuramente non c’è nel codice civile.

        L’unico caso in cui sarebbe FORSE ipotizzabile il pignoramento del cane è quella dei debiti da parte di un allevatore professionale, e quindi i creditori a cui deve dei soldi chiedono il pignoramento dei beni aziendali (capannone, box, recinti, mezzi aziendali, e ovviamente i cani, che in questo caso sono dei ‘beni produttivi’ (di reddito)) per poi metterli all’asta.

        Il cane (o i cani) di famiglia sicuramente NON sono pignorabili dai creditori, sia perchè hanno un valore pari al ‘bene personale’ (non pignorabile), sia perchè certo non producono alcun reddito (in altre parole, economicamente non valgono niente).

  5. esprimo la mia opinione al riguardo, in quanto residente in FVG , e come sapete , di sequestri di cuccioli provenienti dall’est ne sentiamo parlare troppo spesso!
    effettivamente il più delle volte vengono dati in affido temporaneo, fintanto non verranno definitivamente ceduti in adozione alle famiglie. questo, non si sà mai di preciso quando avverrà: potrebbe essere entro l’anno, come-in alcuni casi-passare addirittura tanti anni. il problema è che:
    1)davanti ai cancelli dei canili/rifugi/strutture in cui sono custoditi per i primi giorni (o a volte ore) i cuccioli di “razza” si formano file di persone agguerrite per “garantirsi il cucciolo di razza a GRATIS”
    2)solitamente -se non si occupa una Associazione Animalista-non vi sono controlli per stabilire se la famiglia che si offre per l’affido ha dei requisiti validi, e molte volte (a causa dell’emergenza data dall’elevato numero di cuccioli da sistemare)diventa quasi una prassi rinunciare ad “informarsi troppo” e ci si affida alla buona sorte
    3)le famiglie che adottano provvisoriamente (perchè inizialmente il cucciolo in questione è “di proprietà dello Stato)MOLTE VOLTE DIMENTICANO che hanno delle responsabilità e degli obblighi da rispettare (es. non si possono portare in giro per il mondo senza autorizzazione, oppure non possono subire interventi che richiedano anestesia, non possono essere sterilizzati ma non possono nemmeno riprodursi..ecc..).

    Spesso, come già ribadito più volte, questi piccoli hanno seri problemi di salute (gravi parassitosi, gastroenteriti, casi di cimurro…), e le famiglie NON si rendono conto che:
    1) proponendosi come custodi temporanei hanno i doveri di qualsiasi DETENTORE (quindi anche le cure medico/veterinarie sono a loro carico)
    2)che hanno la RESPONSABILITA’ di curare il cucciolo, ma anche di PRESERVARE la salute degli altri cani, EVITANDO di portare a destra e a manca questa creatura fintanto non siano certi del suo stato di salute. Questo può comportare ulteriori problemi comportamentali in quanto viene a meno il periodo di socializzazione (che in questi cuccioli spesso manca, in quanto molti allontanati precocemente dalla madre).

    MATEMATICAMENTE in seguito a questi sequestri, c’è una schiera di famiglie (non tutti per fortuna) che “si lamenta di soldi spesi,di cuccioli deceduti con grande sofferenza per la famiglia, o che sparlazza dei volontari” (ma che centrano questi poveretti, poi??).
    Al contempo, ci sono volontari, Associazioni, Rifugi che spendono un sacco di risorse ogni volta che c’è un sequestro.
    quindi??? Se non si fa una seria selezione delle famiglie,io sono a favore delle aste dei cuccioli sequestrati,con l’intenzione di destinare il ricavato a favore delle strutture che si occupano di animali abbandonati o maltrattati . E soprattutto PUNIRE IMMEDIATAMENTE I COLPEVOLI (sono più o meno sempre gli stessi , ed intanto che aspettano la sentenza hanno già organizzato il nuovo “viaggio dall’est” ..).

    • Anche io vivo in fvg e quando leggo sui giornali dell’ennesimo sequestro mi fa rabbia pensare a tutte quelle persone che si accalcano per avere uno di “quei poveri cuccioli” quando ci sono tanti cani che nello stesso canile ci stanno da una vita. E ogni volta che vado dal vet c’è in sala d’aspetto l’immancabile signora (sono quasi tutte donne) che racconta il martirio del suo cucciolo e di tutti i soldi che ha speso in cure.
      E se per affidare i cani usano lo stesso criterio che hanno usato con me quando volevo un cane al canile… (nessuna domanda, anzi erano seccati che le domande le facessi io, nessun tipo di controllo, nè prima nè dopo, non ho mai avuto un libretto delle vaccinazioni o altro, solo il cambio di proprietà e tanti saluti, solo in seguito ho scoperto che il cane descrittomi come “giovane e tranquillo” aveva 9 anni e problemi caratteriali)

      • Ciao Gilas, grazie per la risposta. Non avevo letto la precisazione da te fatta in coda al tuo primo post.
        Quello che affermi penso che sia più che rassicurante per chi pensa di poter incappare in problemi simili, parlo ovviamente di privati.
        Immaginavo nel caso si trattasse di allevamenti o di negozi (quindi aziende che lucrano – nel senso buono del termine – sugli animali) la cosa era ovviamente possibile 😉
        Chiudo che magari mi scappa qualche altra fregnaccia 😀

  6. Il fatto di vendere al migliore offerente non è un scelta un pochino migliore del regalarli,è la scelta peggiore che potessero fare!!! Io sono di quella zona e posso dirvi come stanno le cose: quei cuccioli sono stati seguiti ed accuditi fino ad ora dall’associazione Lamico Fedele,un’associazione serissima e in gamba,perciò la cosa più giusta sarebbe stata affidare a loro il compito di affidare(scusate il gioco di parole) i cuccioli. L’Amico Fedele è un’associazione seria che avrebbe affidato i cuccioli alle persone giuste e con i giusti controlli,pre e post affido. Così invece i cuccioli sono trattati come oggetti,e proprio come in negozio,se li prende chi ha più soldi,o,chi offre di più :S Questa non è per nulla la meno peggio,è la scelta peggiore che si potesse fare. Se l’avessero lasciati ai volontari del canile i cani sarebbero andati sicuramente in mani giuste. Così invece sicuramente(spero di no…ma purtroppo..) andranno a coloro che desiderano un cucciolo di razza a un prezzo conveniente e aprofittano alla grande di quest’asta,non sapendo che passato hanno alle spalle i cuccioli dell’est. Che l’hanno sequestrati a fare allora? Era la stessa cosa se sarebbero finiti in negozio! Non capisco il senso di tutto ciò ! Tra l’altro li fanno passare come cuccioli di razza tipici che non hanno nulla da invidiare a cuccioli che costano molto di più provenienti da allevamenti seri. Peccato solo che ci sia una differenza GIGANTE fra questi poveri cucciolini e quelli ben selezionati e allevati,ma proponendoli così non si fa che incentivare il loro acquisto. Davvero,è uno schifo. A questo punto spero almeno che i proventi dell’acquisto vadano all’Amico Fedele che si è tanto prodigata per loro!!

  7. peccato che i comunicati stampa di dissenso sono giunti da associazioni e cittadini di tutta Italia,mentre non c’è traccia di una pubblica posizione di protesta dell’Amico fedele che aveva in custodia i cani. Sul web la protesta è in rete, ma non ci sembra che sia partita dall’Amico Fedele.

    • Daniela..la risposta ce l’hai proprio qui sotto…Prima di accusare bisognerebbe conoscere la questione..Tra l’altro l’Amico Fedele nella sua pagina a suo tempo aveva già detto di essere contro questa decisione.

  8. Basta, non ci tratteniamo più…

    Ormai da 2 giorni, diverse associazioni animaliste locali e nazionali e comuni cittadini stanno dicendo la loro sull’argomento della vendita all’asta dei cuccioli sequestrati 2 mesi fa a San Benedetto del Tronto. Visto che tutti lo stanno facendo, abbiamo deciso di mettere bocca all’argomento se non altro perché a differenza di tutte le voci che si sono sentite fino ad ora, noi la vicenda la stiamo vivendo in prima persona. Spero che queste righe possano aiutare a fare un po’ di chiarezza.
    Cominciamo col raccontarvi brevemente cosa è successo quando è arrivata sui giornali la notizia del sequestro: migliaia (e non sto esagerando dicendo migliaia) di persone si sono svegliate pensando che fosse il loro giorno fortunato perché potevano accaparrarsi il cucciolo di razza gratis. Persone che perché tanto il cucciolo era gratis (o così pensavano) non si sono neppure poste il problema sulla loro capacità di gestire un cane. Centinaia di telefonate erano di genitori che volevano il cucciolo per i figli piccolini manco fosse un giocattolo. Altrettante telefonate erano di persone che volevano tanto tanto un cucciolo di razza ma non potevano permetterselo, come se la spesa maggiore all’arrivo di un cucciolo fosse proprio quella per il cane in sé e non per i vaccini, per il chip, per il “corredino” , per il cibo… e se il cane si ammala? I soldi per curarlo chi ve li da? Insomma la maggior parte delle persone chiamavano per il motivo più sbagliato: il fatto che il cane fosse gratis. Anzi no, perché di cani gratis i canili sono pieni, ed in tanti anni di volontariato i nostri telefoni non hanno mai squillato tanto quanto all’arrivo dei cuccioli sequestrati. Quindi è forse più corretto dire che il motivo era: CUCCIOLI DI (QUASI) RAZZA GRATIS. Ed è qui che comincia la nostra storia.
    Innanzitutto tutto vorremmo farvi riflettere sul fatto che i cuccioli non sono stati affidati a persone che potrebbero essere più o meno sensibili alla causa animalista, ma sono stati affidati all’Associazione L’ Amico Fedele, che da anni ormai si batte CONCRETAMENTE sul territorio per combattere il problema del randagismo e per i diritti degli animali. La nostra NON è un’associazione animalista di quelle che usa il pietismo e terrorismo psicologico per far adottare i cani o i gatti che seguiamo. Noi da sempre, siamo per le adozioni consapevoli, quelle fatte con la testa e non quelle fatte sull’onda di uno slancio emotivo che poi è destinato a passare, perché un cane on un gatto rimane anche dopo che i suoi occhioni languidi ci hanno fatto decidere di portarlo a casa.
    A questo vorremmo aggiungere, che per quanto cerchiamo sempre di essere razionali nelle decisioni che prendiamo riguardo ai nostri amici a 4 zampe, se siamo in questo ambito di volontariato è perché amiamo profondamente il mondo animale. I cuccioli sequestrati sono con noi, nelle nostre case, ormai da 2 mesi. Alcuni di loro li abbiamo dovuti curare, li abbiamo dovuti imboccare, e a tutti stiamo gradualmente facendo scoprire il mondo, con orgoglio li guardiamo crescere e diventare autonomi.
    Dopo questa premessa aggiungiamo: non pensate neppure per un momento che NOI per primi non ci siamo battuti in tutti i modi possibili per ottenere il permesso di trovare personalmente delle famiglie a questi cuccioli? Leggiamo nelle lettere di protesta che in tanti propongono di fare dei controlli pre e post affido agli adottanti… Ma và? Credete forse che non ci abbiamo pensato? Credete forse che per noi che facciamo adottare più di cento animali ogni anno, con altrettanti controlli pre-adozione, ci spaventava l’idea di farlo per questi piccoli che con così tanta fatica abbiamo cresciuto? In realtà, l’istanza con richiesta di eseguire controlli pre e post affido alle famiglie adottanti è stata presentata in procura il secondo giorno successivo all’arrivo dei cuccioli, ma purtroppo non è stata accettata.
    Negli articoli si parla di cuccioli venduti all’asta “come un paio di braghe” con “prezzi base di 20 euro”. A parte il fatto che il prezzo base dei cuccioli è ahimè di molto superiore a quello menzionato, vorremmo chiedervi: ma secondo voi, noi che ci battiamo quotidianamente contro la mercificazione degli animali, ci siamo di botto bevuti il cervello??? Purtroppo se alla fine abbiamo deciso di “collaborare” con la giustizia è perché questo era l’unico modo per cercare di tutelare i cuccioli. Purtroppo, in qualità di affidatari, ci siamo trovati a fare una scelta: collaborare e conoscere almeno la destinazione finale dei piccoli oppure “fare casino” ma perdere la custodia dei cuccioli. E l’alternativa qual’era? Portare i cuccioli nel canile comunale dove nella fase più importante della loro formazione comportamentale sarebbero stati chiusi nelle gabbie, vedendo solo i dipendenti del canile per poco più di mezz’ora al giorno ed uscendo dalle stesse per 20 minuti una volta alla settimana con i volontari. Forse qualcuno avrebbe optato per il fare casino ma noi abbiamo, nostro malgrado, deciso di assicurare almeno un inizio di vita più che dignitoso a questi cuccioli. Di certo non potremo evitare l’aggiudicazione al miglior offerente, ma almeno sapremo chi saranno i destinatari dei cuccioli e potremo intercedere in qualche modo, sperando che siano persone coscienziose, e condividere con loro qualche nostro punto di vista.
    Ma anche in questo caso non ci siamo fermate ed abbiamo provato a chiedere dei criteri restrittivi per le adozioni, quali obbligo alla sterilizzazione, obbligo di cura da parte dell’adottante di quei cuccioli ancora non perfettamente in forma ed altro. Purtroppo ancora una volta, a causa di una carenza di leggi sul commercio degli animali, le nostre richieste sono state rifiutate. D’altronde, ci è stato detto, nei negozi non si chiama asta, ma ugualmente non si esige alcun controllo e nient’altro se non il pagamento della somma prestabilita.
    Purtroppo l’esito degli eventi è stato dettato dal fatto che ancora in Italia il commercio di animali da compagnia (al di fuori di allevamenti professionali e riconosciuti) è ritenuto legale e mancano leggi a tutela dell’animale. Allora, l’invito che facciamo è questo: perché non far sentire la propria voce sul problema molto più ampio della legalità del commercio di cani e gatti? Noi, come associazione, ci ripromettiamo di farlo non appena questa bufera sarà passata.
    Nel frattempo, per i prossimi 10 giorni, continueremo a dedicare tutte le nostre energie ai piccoli, affinchè al momento della loro partenza possano essere cani equilibrati e sereni.

    Il Direttivo dell’ Amico Fedele

    • Non posso che approvare ogni parola. Se ce ne fosse bisogno, specifico che nell’articolo io non mi sono mai riferita a voi quando ho parlato di carenze e di proposte, ma ovviamente a chi dovrebbe legiferare in materia.
      Purtroppo è proprio così: mancano leggi a tutela dell’animale e ci sono, al contrario, fior di agevolazioni per importatori e cagnari, tanto che per arrivare al sequestro bisogna proprio “farla sporca che più sporca non si può”. Ma migliaia di cuccioli vengono importati dalle stesse fonti, e con gli stessi identici problemi, del tutto LEGALMENTE. E’ uno schifo che dura da decenni e a cui nessun animalista “tutto cuore e ammmmore” sembra aver tempo e/o voglia di dedicarsi. Si vede che non fa abbastanza scena 🙁
      Massimo rispetto per il vostro lavoro.

      Valeria Rossi

      • Ma qui non stiamo parlando di cani sequestrati, stiamo parlando che nel caso foste insoluti con equitalia il cane può essere sequestrato e messo al asta……

    • Peccato che le proteste contro i mercati degli animali in loco le stanno portando avanti altre associazioni animaliste che vengono anche da fuori provincia e tra mille difficoltà; il sistema si combatte denunciando e cercando di informare l’opinione pubblica che vive in una realtà di arretratezza allucinante, dovuto proprio al fatto che finora, nessuno ha mai fatto quello che l’Amico fedele chiama “casino”. E non mi sembra che ci sia stata mai una pubblica posizione di condanna di questa associazione in merito ai mercati degli animali, sulla stampa o presso le autorità preposte.Salvare il randagio o il gattino va bene, ma è del tutto inutile se la cultura non cambia, se non c’è un movimento di opinione.E’ solo asciugare il mare con un bicchiere.
      Riguardo al lavoro svolto dell’Amico fedele nessuno lo mette in discussione, magari un comunicato stampa di dissenso sulla questione “asta” e l’adesione alla protesta sarebbero stati graditi.Non si tratta di fare casino, ma di reclamare i giusti diritti.Se poi oggi la parola “diritto” è sinonimo di casino, stiamo messi bene!
      Faccio notare anche il fatto che nel sito dell’Amico fedele c’è l’avviso dell’asta con il link alla pagina della Forestale senza una minima nota critica o un comunicato di dissenso sulla questione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.