lunedì 27 Settembre 2021

Il lavoro di selezione della Sciurallevatrice

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Fabiana Buoncuore
Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.

DSCN6535di FABIANA BUONCUORE – La Sciurallevatrice si impone un serissimo protocollo di selezione in allevamento, attenendosi scrupolosamente a punti chiave ben definiti.
No, avete capito male: qui non si parla di selezione morfologica, né di selezione caratteriale e tantomeno sanitaria.
Quelle sono semplici.
Selezione sanitaria: i tesoridimamma (o tesoridinonna, se figli di un tesorodimamma) devono essere controllati dal dottore, provenienti da genitori, nonni e bisnonni controllati a loro volta. Devono accoppiarsi solo con fidanzati di pari requisiti, e dimostrare di saper produrre dei morbidini tanto tanto morbidi, che a controllo del dottore risultino anche in salute.
Selezione caratteriale: tutti i morbidini di allevamento hanno il CTP.
No, non ho sbagliato. Lo ZTP è molto, mooolto costoso da preparare.
Nonna deve già spendere tutti i suoi soldi in collarini colorati e crocchette buonebuonine, no?!?
Il CTP è l’acronimo di “Coccolami Ti Prego”, ed è il marchio di allevamento della Sciurallevatrice: tutti i suoi soggetti, infatti, se ritengono che il momento sia propizio, devono lasciarsi cadere a peso morto di fronte al padrone, quando esso meno se lo aspetta (compreso in expo… chi non ci crede contatti il giudice dell’Internazionale di Torino 2012, che potrà raccontargli come abbia interrotto il giudizio per mettersi a coccolare la pancia della Rebecca ridendo come un matto).
La posa corretta deve essere col petto rivolto verso l’alto, l’aria beata e l’emissione di grugniti.
Selezione morfologica: tutti i cani devono essere mooooolto morbidosi.

(Nota: ok, le lastre ufficiali per le displasie le faccio, così come i controlli per le cardiopatie e per entropion/ectropion. Faccio anche lavorare amatorialmente i miei cani, li porto senza problemi tra la folla e non manifestano reazioni negative in caso di scoppi di petardi o simili. Infine partecipano anche a qualche expo ottenendo anche bei piazzamenti e giudizi. Però, insomma… come Sciurallevatrice, do molto più peso alla selezione sopra esposta che a queste cose.)

PoppataDunque, specificato come seleziona i cani la Sciurallevatrice, veniamo al nocciolo dell’articolo, ovvero la selezione dei padroni, la parte realmente complicata del lavoro.

Prima regola: non si concede neanche un appuntamento a quelli che, al telefono:

– Come prima domanda, chiedono quanto costa un cucciolo (e non, ad esempio, “la madre è visibile?” o “i genitori sono lastrati?”) per poi lamentarsi del fatto che è troppo alto;
– Chiamano perché “hanno bisogno di un cane da guardia da tenere in giardino”;
– Chiedono se posso dare cuccioli senza pedigree, “che tanto non gliene importa di fare mostre”, in cambio di uno sconto del 50% (ma quanto credono che costi un pedigree?!);
– Chiedono se posso tagliare la coda a un cucciolo, peggio ancora se sanno benissimo che i cuccioli hanno già più di una settimana;
–  Chiedono di poter prendere il cucciolo a 40 giorni, perché “tanto si sa che a quell’età mangiano già da soli”;
–  Chiedono se nella cucciolata c’è “un cucciolo tosto dominante che diventi un capobranco” (oppoverinoi…)
–  Chiedono “ma farete cucciolate di altri colori più avanti?” (mi spiace, ma per crescere questa razza ci vuole un minimo di cultura cinofila…)

Becca_e_morbidinoSeconda regola: se si arriva all’appuntamento, non si concede la prenotazione a coloro che:

– Hanno paura dei cuccioli oltre che degli adulti, o comunque dimostrano di non avere la più pallida idea di come si approccia un cane;
– Lasciano intendere di voler applicare metodi educativi violenti, perché “questa è una razza tosta e bisogna metterli in riga da subito” (succede anche questo… e succede che vengano a spiegarmi come, secondo loro, si cresce un rottweiler, cioè a calci);
– Lasceranno il cucciolo da solo per più di quattro ore per volta fin dai primi giorni;
– Non permetteranno al cucciolo di passare le prime notti vicino al padrone “perché poi si vizia” (è successo purtroppo che io cedessi una cucciola, chiamassi il giorno dopo per sentire se andava tutto bene, e mi sentissi dire “eh, stanotte ha pianto tutta la notte perché l’ho lasciata sola in box nel giardino”… ma non ti basta che pianga dieci minuti di fila per capire che ha bisogno di stare con te???);
– Non hanno mai avuto cani e non intendono garantirmi che faranno un corso di educazione di base col cucciolo (ma nemmeno accettano di venire da me una volta alla settimana per farsi seguire), perché magari hanno visto Cesar Millan alla tv e hanno imparato a fare “Sccch” e a mettere il ditino sul costato del cane (capitato anche questo… “come minimo dovrete fare un corso, signori” “ah, no, guardi, questi educatori italiani non ci piacciono, noi ci faremo guidare solo da Cesar”);
– Vogliono il rottweiler perché è un cane tosto/grosso/tamarro/aggressivo/cattivo/cazzuto e via dicendo (questo nessuno lo dichiara, ma lo si capisce moooolto bene dai loro discorsi);
– In generale, dimostrano di non poter essere né diventare dei buoni padroni.

Terza regola: si conferma una prenotazione solo dopo aver accuratamente istruito i futuri padroni ed essersi assicurati che questi abbiano recepito gli insegnamenti.

Quarta regola: se anche i cuccioli cominciano a diventare grandicelli e superano i due, tre, quattro mesi, mai e poi mai si cedono al primo che capita per “eliminare una spesa in più” (testimoni le tarme nel mio portafogli).

Quinta regola: meglio cedere il cucciolo ad un padrone con poche finanze, che magari pagherà a rate, ma che dimostra di avere cuore e passione, piuttosto che venderlo a chi ha tutta la cifra nel borsellino degli spiccioli, ma che magari si riveli inadeguato.

DSCN6460Dopo questa selezione, naturalmente si valuta caso per caso: di solito, chi viene in allevamento e scopre che un cucciolo costa  mille euro e più, e non ha idea del perché, dato che “vede sempre annunci di rottweiler a 300 euro su internet”, può ascoltare le mie spiegazioni anche per un’ora, ma poi “grazie e arrivederci” e tornano a comprare il cane su internet, che costa meno (e che valga anche meno, non passa loro minimamente per la testa).
Avrò ricevuto almeno cinquanta di queste persone (non filtrate in precedenza perché magari non avevano richiesto la cifra al telefono), su due cucciolate fatte, eppure non bisogna mai stancarsi di fermarsi a spiegare tutti i perché ed i percome; perché poi succede come per la cinquantunesima persona.
Nel mio caso fu un ragazzo ancora più giovane di me che mi aveva contattata perché “aveva sempre desiderato un rottweiler”. Era arrivato, aveva visto il cucciolo ed era stato amore a prima vista per entrambi. Il cucciolo lo adorava e a lui brillavano gli occhi di gioia. Gli avevo detto il prezzo e si era rabbuiato. “Ah… allora, guarda, non ti faccio nemmeno perdere tempo… mi spiace, ma credevo di spendere massimo quattrocento, io non ce li ho tutti quei soldi… faccio un lavoretto che è solo praticantato con rimborso spese…”
Allora gli avevo spiegato tutto per filo e per segno, sul perché la cifra di un buon cucciolo è più alta, sul perché è meglio non prendere un cane di razza piuttosto che pagarlo poco. E indovinate un po’? Il cinquantunesimo giovanotto mi aveva ascoltata, dicendomi “allora quando li avrò lo comprerò”. Risultato? Si portò a casa il cucciolo, con la promessa di pagare un po’ alla volta, ma gli strappai anche la promessa di non risparmiare sui mangimi di qualità e sulle spese veterinarie per il cane, e piuttosto di ritardare il pagamento del cucciolo.
Feci bene? Sì! Perché il ragazzo fece del suo meglio per saldare il conto il prima possibile, e ci riuscì, pur mantenendo l’alimentazione da me consigliata, che decisamente economica non è, e pur utilizzando regolarmente gli antiparassitari e la pastiglia per la filaria; perché ho rivisto il cucciolo tante volte, che ora è un cagnone grande e bello, ed è cresciuto equilibratissimo, socievole e gentile; perché mi ha cercata mille volte per chiedermi tantissime cose per non rischiare di sbagliare con il suo amico. Un giorno incontrai sua madre e mi disse che si era preso un weekend per andar via con la fidanzata. Aveva lasciato a lei tutte le tabelle con i pesi e gli orari delle razioni e la chiamava almeno tre volte al giorno per assicurarsi che il suo cane stesse bene.
La stessa soddisfazione me l’hanno data quasi tutti gli altri padroni, a parte due o tre che sono spariti e che devo sempre andare a cercare io per sapere del cucciolo. Però tutti gli altri sono diventati anche miei amici, e quando riusciamo ci incontriamo anche, per far giocare insieme i nostri cani, dandomi la possibilità di rivedere i “miei” morbidini.
Eh, già, perché tutti quei cagnoni sono stati, una volta, lunghi dieci-dodici centimetri, e, tutti bagnati e pieni di liquidi amniotici e sangue, hanno tirato il loro primo respiro tra le mie mani.
Insieme alla loro mamma li ho massaggiati ed asciugati, e li ho visti poppare il primo sorso di colostro. Per loro ho passato settimane insonni, colme di angoscia, preoccupazioni, e tanta, tanta gioia.
Ho cantato loro la mia stonatissima ninnananna tutte le sere.

Non ho iniziato ad allevare da molto, e così ho cresciuto solo diciotto neonati in totale: forse è per questo che me li ricordo tutti alla perfezione, uno per uno. Ognuno aveva le sue caratteristiche peculiari: più crescevano e più esse si definivano.
Ad esempio, nella prima cucciolata, c’era il cucciolo mutilato, deboluccio e fragile, oltre che molto più piccolo della media (8 cm scarsi alla nascita); la cucciola che non dormiva se prima non la portavo a fare “il giro dei trapani”, ovvero a farle vedere tutti gli attrezzi che mio padre tiene in garage.

Rebecca-e-cucciola-n.1C’era il cucciolo così pigro che mangiava da coricato, con la testa buttata a peso morto nella ciotola, facendo lavorare solo la lingua; la cucciola che saltava come un canguro e saliva sempre gli scalini, ma poi non sapeva più scendere e piangeva disperata. C’era il cucciolo con una macchia bianca sul petto, che non voleva mai giocare alla lotta perché era un pacifico, e c’era la cucciola ringhiosa e temeraria che sfidava tutti (e tutto, compresi i sassi).
Potrei fare un elenco molto simile per gli altri dodici cuccioli, ma perderei il filo del discorso.
Il punto è che ogni Sciurallevatrice che si rispetti cresce e studia ogni singolo cucciolo come fosse un cane che intende tenere in futuro, e, se potesse, li terrebbe davvero tutti.
Però non può, e così arriva il momento in cui bisogna lasciarli tra le braccia dei nuovi emozionatissimi padroni. Quando manca un’oretta all’appuntamento per il ritiro, tutte, tutte le volte la Sciurallevatrice pensa seriamente di annullare tutto. Di dire che il/la cucciolo/a non è più disponibile. E’ malato. Lo hanno rubato. E’ fuggito in Messico.
Insomma, qualsiasi fesseria va bene, ma no, davvero, portarle via un morbidino è troppo, non può farcela, il suo cuore non reggerebbe.
Passa un’oretta, il telefono è ancora tra le mani della Sciurallevatrice, ma non è ancora stato usato per annullare l’acquisto, e così suona il campanello. Entrano i nuovi padroni, raggianti, con in mano il collarino d’onore, quello che metteranno per la prima volta al loro cucciolo.

Io_PenelopeLa Sciurallevatrice tenta di fare le ultime raccomandazioni, ma biascica qualche frase standard, non riesce a fare granché, le si stringe la gola. Non che importi, dato che i neo-padroni non la ascoltano, troppo emozionati per il grande evento. Si compilano i documenti, si prepara tutto e nel frattempo il cucciolo già rosicchia i loro pantaloni.
La Sciura lo prende un’ultima volta, gli fa la sua coccola preferita, gli raccomanda di fare sempre il bravo e lo abbraccia forte. Poi gli sussurra all’orecchio un “buona fortuna piccolo mio”, che solo lui può sentire, e con un doloroso strappo all’interno del proprio petto si costringe ad adagiarlo tra le braccia del padrone. Mentre viene portato via si volta indietro e mi guarda preoccupato, con gli occhietti tondi e brillanti. “E tu non vieni?”, mi chiede.
No, piccolino. Nonna non viene con te.
Salgono tutti in auto, partono lentamente, salutandomi con la mano. Il cucciolo mi guarda con aria interrogativa. Muove il tartufino, ma non può sentire il mio odore da dietro il finestrino. Li guardo allontanarsi, portarsi via un pezzo del mio cuore, e mi chiedo se andrà tutto bene. Tutti gli altri cuccioli fanno del loro meglio per distrarmi, ma io continuo a pensare a quello che se n’è appena andato. La sera stessa telefono per sentire come va, e faccio lo stesso una settimana dopo.
Non sempre va come previsto.
C’è il giorno in cui telefoni e scopri che la cucciola più simpatica e grassottella, quella che amava portare in giro i bastoncini che trovava in giardino, ha contratto la parvovirosi, di un ceppo resistente ai vaccini, ed è morta dopo quattro giorni di sofferenza. E allora cominci a pensare che sarebbe stato meglio se non fosse mai nata, che non vuoi mai più far nascere cuccioli, che non vuoi mai più cani, perché stai male da morire, come se ti avessero piantato un coltello nel petto.
Ti chiudi in camera, non vuoi parlare con nessuno, non apri nemmeno più gli occhi perché adesso tutte quelle foto di rottweiler appese alle pareti ti sembrano tanto stupide.
Passano le ore, i giorni, ed il dolore non diminuisce.
Poi cominciano ad arrivare altre telefonate.
“Il cucciolo è meraviglioso. Distrugge tutto, ma è simpatico da morire. Da quando c’è lui mio figlio va meglio a scuola.”
“Grazie di avermi consigliato lui, è davvero il cucciolo perfetto per me. Mi dà tanta gioia e non mi sento più sola.”
“Questa cucciola è la fine del mondo! Educatissima, bravissima, obbedisce sempre ed impara in fretta. La sera invece di metterci a guardare la tv giochiamo tutti con lei e usciamo a passeggiare all’aria aperta!”
E poi:
“E’ adorabile, buono come il pane. Solo una curiosità però: è normale che dopo due carezze si butti a peso morto per terra? Non è che ha male alle zampe?”
Ripenso alla mia rigorosa opera di selezione caratteriale e quindi al CTP, e mi sfugge il primo sorriso, dopo giorni.
“Non c’è da preoccuparsi. E’ tutto normalissimo.”

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47 Commenti

  1. Articolo fantastico, mi sono scesi i lacrimoni…ho rivissuto i 4 momenti-cucciolata degli ultimi anni. Mi sento parecchio sciurallevatrice 🙂 Grazie per aver scritto e condiviso questo articolo…e per tutto il sito, veramente: complimentissimi!!!

    • P.s. Dani, l’altra signora che ti ha risposto, è un’allevatrice affermata ed esperta, a un livello di gran lunga superiore al mio, se cerchi un cucciolo di alta qualità, e ti assicuro che anche lei ama profondamente i suoi cani! Il suo sito lo trovi cliccando sul suo nome.

  2. @Fabiana Ok grazie Fabiana! Adesso il valore dello ztp mi è più chiaro. Continua ad allevare e a scrivere così! Magari tutti gli allevatori fossero onesti e trasparenti come te! 🙂 Sicuramente se mai prenderò un cucciolo di rott, verrò da te!

  3. ciao a tutti! io ho una domanda da neofita: come mai la preparazione per lo ztp è tanto costosa? Ho letto su internet come si svolge la prova e non mi sembra sia una cosa così impossibile. Lo ztp lo possono conseguire anche cani i cui genitori non ce l’hanno? Ed infine se il cucciolo è nato da genitori aventi entrambi lo ztp, è garanzia assoluta che i genitori sono sani o cmq anche lì, con qualche conoscenza, passa anche il cane non perfettamente sano? Grazieeee! 🙂

    • La preparazione per lo ztp è costosa per la parte della prova caratteriale, che richiede tantissimo lavoro al campo di addestramento, che va frequentato molto a lungo e si parla di spenderci in totale anche più di 2000 euro, anche se i tempi di preparazione variano da cane a cane. Io ho la fortuna di poter far lavorare i miei cani a livello amatoriale aiutata da un amico ex figurante ed ex addestratore (“ex”, perché stufo dell’attuale mondo dell’addestramento in cui spesso chi non merita passa avanti a chi lavora duramente grazie a qualche “spinta”). Venendo alla seconda domanda, senz’altro, qualsiasi cane iscritto ai libri genealogici (=con pedigree) e la cui razza prevede lo ztp può tentare la prova. Si tratta di un “marchio di qualità” riferito al singolo cane, e non alla sua genealogia. Infine, lo ztp NON è una prova che il cane è sano: solo i controlli effettuati dai veterinari possono ovviamente attestare che un cane è in salute, ed alcuni controlli, se effettuati dai veterinari autorizzati, sono riconosciuti dall’ENCI e seguono il cane sul pedigree (vedi lastre ufficiali per la displasia di anche e gomiti). Lo ztp è sì una prova di idoneità per la riproduzione, ma vengono valutati esclusivamente l’aspetto morfologico e quello caratteriale del cane, da dei giudici autorizzati. Ciò non toglie che, qualche volta, passi anche il cane non esattamente meritevole…

      • aggiungo: un cane che supera lo ZTP ha sicuramente le caratteriche caratteriali richieste dallo standard e NON ha difetti da squalifica che per il rottw sono, per la parte morfologica: occhi troppo chiari o di colore diverso, entropion/ectropion, inversione dei caratteri sessuali, mancanza di denti, chiusure prognate, mancanza di uno o entrambi i testicoli, pelo di colore/tessitura nn conforme, macchie bianche, coda rotta o deviata, displasia oltre un certo grado, troppo piccoli o troppo alti rispetto a quanto richiesto dallo standard.
        E STOP. non è una prova di bellezza; anche cani da abbastanza buono, SE non hanno difetti da squalifica, lo possono superare.

        per il carattere, sono elencati questi difetti da squalifica: paura dello sparo (nello ztp viene testato), eccesso di diffidenza/malvagità: i rottw devono farsi avvicinare dal giudice con i diversi attrezzi atti alle misurazioni in diversi punti e non devono essere masticati dal cane.. ; eccesso di timidezza o ansia, codardia (un cane ‘codardo’ non arriverà mai a mordere una manica, a fare un lascia in vigilanza ec)
        La parte caratteriale è, dunque, + selettiva di quella morfologica e richiede abbastanza tempo x la preparazione; da qui i costi, che non sono solo il pagare il campo ma anche andarci, oggi a maggior ragione con il prezzo della benzina alle stelle.

        Lo ZTP, non va dimenticato, serve a escludere soggetti portatori di DIFETTI da SQUALIFICA, e non a premiare il cane + bello (per quello ci sono le expo) o + bravo (x quello ci sono le prove di lavoro). Segnala solo soggetti che sono in possesso delle qualità (morfologiche, di salute e caratteriali) MINIME per la riproduzione.

        • ok, adesso mi è ancora più chiaro. Ma quindi, per la scelta del cucciolo, è meglio considerare i risultati dei genitori conseguiti in expo e nelle prove di lavoro senza perforza pretendere lo ZTP giusto? cmq grazie per l’ottima spiegazione! 🙂

          • mmmmmm……….. ni, nel senso che lo ztp è il primo gradino, poi tutto il resto. nel senso: se hai un buon cane da sport, perchè non fai lo ztp? (magari ci sono delle magnagnette morfologiche che nn lo farebbero passare?) Se hai un buon cane da expo, perchè non fai lo ztp ? (magari ci sono delle magnagnette caratteriali che non lo farebbero passare?) ..
            poi, io sono la prima a non (riuscire più) a farli. NON ce la faccio a seguire i cani per la preparazione e non intendo lasciare i miei cani in mano a terzi per la preparazione

  4. sei bravissima, sia come allevatrice che come scrittrice!…sono orgogliosa di te e,anche se sono…”cinica”,le tue parole mi hanno commosso profondamente, anche perchè posso testimoniare che è tutto autentico.Brava cucciolotta,continua a coltivare i tuoi sogni più belli!
    mamma

  5. Mi rivedo come il cliente apprensivo che chiama l’allevatrice per ogni cosa, come se non avessi mai avuto un cane (peccato che da quando ho 7 anni la mia vita è sempre stata in condivisione con un peloso), ho riso, sorriso e sofferto (per la piccola), ma però al momento del “Poi gli sussurra all’orecchio un “buona fortuna piccolo mio” mi hai letteralmente commosso.
    Ma pensare di scrivere un blog, o libro delle mille avventure no?

      • Io lo comprerei subito, anzi MI PRENOTO or ora, perché voglio la dedica!
        Ho letto libri di allevatori, o educatori cinofili, che erano a dir poco soporiferi… Se mantieni questo stile, fresco, divertente, secondo me può essere solo un piacere leggerlo.

  6. grazie a te che condividi con noi questa esperienza!
    p.s. hai baciato sul tartufo i morbidini come ti avevo espressamente richiesto????? 🙂

  7. Vorrei ringraziare tutti per i bei complimenti e le gentili parole. Allevare cani non è facile, si devono fare tante scelte difficili ed affrontare momenti bui. Eppure, le soddisfazioni sono tali e tante, fra cui anche quella di dare gioia ad altre persone raccontando le mie vicende, da compensare i lati negativi. Grazie ancora a tutti voi.

    Fabiana

  8. Per Fra:

    come si è risolta la cosa? Evidentemente non siete rimasti lì come statue fino ad ora, altrimenti non ci sarebbe stato questo post, ma una chiamata a un numero di emergenza..
    Il cane si è avvicinato, vi ha annusato e poi è tornato a casa sua?
    Come “a chi rivolgersi”? Se proprio si vuole rivolgersi a qualcuno per qualcosa che potrebbe succedere, suggerirei di suonare il campanello della villa. Magari i due cani potrebbero anche diventare amici!

  9. Salve Fabiana,

    mi sono rivista alla consegna del primo cucciolo della mia vita (nonché unico prenotato di 5). Questa famiglia era innamorata dei Rott e abitava nel mio stesso paesino. Ci eravamo conosciuti per via di un amico comune. Si erano innamorati della mia ultra super fantastica femmina e avevano aspettato con ansia la cucciolata. Avevano “subito” tutti i miei consigli, suggerimenti, indicazioni e richieste per settimane. La faccio breve: prendo cucciolo, sacchetto di mangime che usavo, giochino, copertina con odori e quant’altro e vado alla triste consegna del cucciolo di 70 gg. Arrivo, accolgono me e il trappoletto, e ci sediamo per quel che si preannunciava un incontro molto serio. Iniziano dicendomi che non intendono usare il mangime che suggerisco io perché il loro veterinario consigliava altra marca (avevano un pastore tedesco prima). Io penso “vabbé”, l’altra marca era molto quotata ai tempi (parliamo del 1996) e potevano anche non dirmi questo particolare. Ho apprezzato la sincerità e consigliato il solito cambio graduale. Poi mi hanno detto che non avrebbero fatto il controllo radiografico che avevo chiesto perché a loro sembrava una crudeltà anestetizzare il cane senza reale bisogno. Io ci rimasi malissimo dopo tutti i discorsi che avevo fatto loro e per il fatto che tenevo tantissimo a sapere cosa riproduceva la mia ultra super fantastica femmina. Mi costrinsi ad apprezzare anche questa di sincerità, dicendomi che potevano non dirmi anche questo e che non potevo costringere le persone a pensarla come me. L’importante era che fossero persone a modo e che amassero davvero i cani. Li amavano davvero tanto. Infatti, oltre a cambiare sul mangime, a cambiare su indicazioni “sanitarie”, hanno “confessato” anche che non concordavano con i miei suggerimenti sull’educazione. Il cane, per loro, avrebbe potuto fare quello che voleva (tipo se il cane avesse voluto stare sul divano o sul letto, loro si sarebbero messi sulle sedie o anche per terra). A questa affermazione ho preso il mio mangime, la mia copertina e quant’altro, ho tirato su il mio cucciolo, e ce ne siamo andati, con loro che mi dicevano fino in strada che se avessi cambiato idea sarebbero stati felicissimi. Ho fatto bene, ho fatto male? Non so. So che quel cucciolo è finito a una coppia di ragazzi che gli volevano bene e lo trattavano da Rott e che quella famiglia ha preso un Rott da un’altra parte e pochi anni dopo sono finiti a incrementare le statistiche sui Rott Killer (giornalisti di merda, storia assolutamente gonfiata, quanto dice Valeria Rossi sui giornalisti è assolutamente vero, ma rimane il fatto che quelle persone non erano in grado di gestire un cane come il Rottweiler). Non dico che non possa succedere anche a me, non ho tutta questa esperienza, ma in vent’anni non mi è ancora successo. E neanche a qualcuno a cui ho affidato uno dei miei cuccioli (non tanti per la verità, perché la ultra super fantastica femmina in questione era una ottima mamma, ma si è rivelata una fattrice mediocre). Ci sarebbe tanto da dire, ma questo voleva solo essere un suggerimento per saper valutare quando si parla di razze di un “certo tipo”. Non si può incolpare il cane in nessun caso, molto spesso si possono incolpare i proprietari. A monte c’è la grossa responsabilità degli allevatori che devono si, selezionare cani equilibrati, ma non dovrebbero assolutamente stravolgere l’indole della razza, mentre dovrebbero sentire seriamente il grave peso della responsabilità che hanno quando decidono a chi affidare un esemplare della razza della quale si dichiarano esperti…
    In tutti i casi ti auguro tanta fortuna per la sincera passione che hai.

  10. delinquente mi hai fatto piangere come una fontana! perchè tra qualche settimana anche i “miei” cuccioli andranno nelle nuove famiglie… e allora saranno lacrimoni che correranno, soldi che partiranno in telefonate quotidiane per sapere come stanno e via dicendo…. che dire… FIERA DI ESSERE UNA SCIURALLEVATRICE anche se non di rotty. I ricordi delle notti passate in bianco per controllare che nonostante la cassa apposita i cuccioli on vengano schiacciati, le giornate passate a pulir la cacca dei cuccioli quando la mamma se ne sbatte… e magari corrergli dietro con la selviettina appena il primo si mette “in posizione cacca” per non farlo sporcare sul vetbed! XD tutte follie che facciamo ben volentieri!!!

  11. Mannaggia quanto mi hai fatto piangere! Soprattutto a vedere la ninna nanna e quando dici che appena nati li massaggi insieme alla mamma…e poi quando guardi il cucciolo andar via. Quanti ricordi ! I pro e i contro di questo lavoro! Che tu fai splendidamente!

  12. Un consiglio alla Sciurallevatrice (che poi altro non è che un consiglio richiesto, non dato):
    la Sciurallevatrice non conceda i suoi cuccioli nemmeno a chi, sebbene disposto a questo e a quello, non saprà tenere in futuro il suo cane entro i limiti di casa propria!
    Tanto per essere chiari: mi è capitato in passeggiata di trovarmi in una strada di campagna con una villa ben recintata a fianco. Passo e il loro delizioso Rott esce dal cancello e si avvicina a me che avevo al guinzaglio il mio cucciolo di 3 mesi ed altra razza. Premesso che si è risolto tutto bene, ma avrei potuto non essere io lì, ma semmai una mia amica che alla vista dei cani è colta da terror panico, urla e corre. Poteva andare male, peggio anche con me che amo i cani: eravamo a due passi dal suo cancello, poteva “pensare” che fossimo intrusi nella sua proprietà (sebbene noi avessimo i piedi in strada, ma si sa, le strade di campagna mica sono larghe come autostrade!), poteva succedere qualcosa di brutto. Io non sopporto, pur amando i cani, che chi li compra, specie se parliamo di razze grosse e (a torto o a ragione) con una certa “fama”, non li sa tenere entro i propri confini!

    • Scusa mi son persa il mo stesso quesito per strada: in situazioni come quella capitata a me e sopradescritta, cosa fare? Non tanto o non solo lì per lì, ma se si ripetesse (io ora non passo più volentieri in quella stradina)? A chi rivolgersi?
      Grazie

      • Sicuramente si chiamano i carabinieri o i vigili! E’ vietato far andare a zonzo i cani, soprattutto non è sicuro far uscire un rott, che per quando morbidoso è un cane con un forte istinto di difesa del territorio e che anche se buonissimo può comunque terrorizzare degli innocenti passanti!

      • Penso che sia + opportuno ed efficace chiamare il Controllo Animali (che viene a prelevare il cane vagante, non importa se sia scappato o si sia persop o sia stato lasciatyo appositamente girare isui suolo pubblico da solo e non importa se il cane è piccolo/grosso o docile o aggressivo o cosa abbia o non abbia fatto prima a cani e umani), + che polizia/vigili/carabinieri (che spesso non hanno reale idea delle leggi ODIERNE in materia di animali e quindi non sanno come intervenire a norma di legge, ovvero non sanno “che fare e che consogliare in sti casi”, o le giudicano “leggi di serie B” e tendono a non intervenire o a farlo svogliatamente e in ritardo).

        Soprattutto in campagna carabinieri polizia e vigili spesso e volerntieri ignorano ste richieste o arrivano (anche non x colpa loro ma x il poco organico) dopo ore quando il cane è già andato via o tornato a casa sua (o come è capitato a mia madre con il cane dei vicini che attaccava il nostro cane di famiglia e tutti i cani delo paese, dicono che “x legge se il cane non uccide o fetrisce gravemente un cane o un umano non possono far nulla, cosa FALSISSIMA visto che è vietato far girare cani soli x strada, e non importa se sono docili o aggressivi, e suggerivano di ammazzare l’animale con POLPETTE AVVELENATE x “eliminare il problema” visto che “la lege non può farcoi nulla fino a che l’altro cane non ammazza il vostro”: DA DENUNCIA!!! magari erano tanto disinformati da parlare in buona fede, ma oltre all’omissione di atti d’ufficio c’è l’istigazione a delinquere, e a dare ste risposte sono stati sia i carabinieri che la polizia locale che il vigile del paesino dove abitano i miei!!)…

        Però il vigile/poliziotto/carabiniere che si rifiuta di intervenire so che può essere denunciato ai superiori x omissione di atti d’ufficio (e se pure i superiori dano le stesse risposte si denunciano pure loro, tanyto + ase come soluzione dicono di “ammazzare il cane altrui con polpette avvelenate” o di fargli sparare da un cacciatore…si pensi che dove abitano i miei se un cacciatore ha dei cani non adatti alla caccia x mancanza di istinto, o rieswce ad affidarli come animali da compagnia entro un paio di settimane o gli spara, come se fosse la cosa + normale del mondo..e i cani da caccia vecchi x la caccia o acciaccati invece vengono “sparati” senza nemmeno provare prima a darli via…ancora grazie se una certa % di cacciatori al posto che cucire da soli i cani feriti durante la caccia li portano nel “giorno preposto” dal vet, visto che i vet trattano tutti i cani da caccia x ricucirli in uno o 2 giorni a settimana in cui non ricevono altri pazienti..), ma è una cosa lunga che non tutti hanno voglia di fare…però si può chiamare il controllo animali dicendo di aver trovato NON il cane della persona tal dei tali fuori dal suo giardino (senno magari viene semplicemente suonato alla persona che se4 in casa fa rientrare il cane facendo finta di meravogliarsi e scursarsi x il fatto che l’animale fosse fuori dal giardino…quando l’indomani lo mollerà fuori lo stesso), ma un cane “sconosciuto” che vaga e magari si è perso, e chiedere che venga prelevato e portato in canile al + presto dove gli leggeranno il chip econtatteranno il proprietario dandogli una berlla multa x omessa custodia alla rswstituzione dell’animale (se non ha il chip il proprietario sde non è snaturato o demente non vedendo tornare il cane la sera chiamerà il canile e si farà ridare il cane pagando comunque una multa, e se iul proprietario è tanto stronzo da non riprendersio il cane sparito e/o da non cercarlo in calile o è tanto idiota da non PENSARE chre se il cane che vagava è sparito forse èp stato portato in canile perchè soi era allontanato..allora forse è megluio che non tenga alcun cane visto che i cani non sono adatti ne agli stronzi ne agli imbecilli) + il costo dell’intervento di “prelievo dell’animale vagante” da parte del mezzo del canile (che solitamente dopo la segnalazione arriva a prendere il cane entro un’ora circa a seconda di dove si è, dando la precedenza a cani realmente vaganti in autostrada o ad animali feriti), ma chiaramente x facilitare il prelievo buisogna rimanere li con il cane da consegnare o almeno legarlo in un punto sicuro dicendo chiaramente a chi deve prenderlo dove si trova.

        Si può anche prendere il cane vagante, caricarlo in macchina e portarlo di persona al canile, se si tratta di un animale buono fiducioso e abituato all’auto, (così non si deve aspettare il pulmino del controllo animali) dicendo che lo si è trovato in giro da solo e che si teme che si sia perspo e che potesse finire sotto un auto…così il canile il giorno stesso o l’indomani leggerà il chip e telefonerà al proprietario facendogli pagare la mora…

        Il preoprietario che fa vagare il cane dopo 3-4 volte che non lo vede tornare e lo deve recuperare al canile pagando in + la mora, dovrebbe capire che DEVE tenerlo in casa/giardino (magari alzando la recinzione e tappando eventuali buchi: al posto delle stupide leggi sui cani petricolosi si dovrebnbeto fare leggi che impongano a chi ha un cane che frequenta il giardino o ci vive di fare una recinzione 2a prova di fuga”, visti i perticoli che il cane vagante corre e compoirta x gli automobilistio e visto che ion realtà gran parte degli incidenti GRAVI su persone sono stati fatti da cani usciti da giardini o proprioetà di altro tipo e nopn da cani portati al guinzaglio senza museruola o portati in giro liberi), se non x buon senso almeno x non spendere continuamente (poi il canile preleva qualsiasi cane vagante di qualsiasi taglia sia che sia tranquillo o aggressivo, e una volta prelevato lo tratta semplicemente come un cane che si è perso e non come una “bestia peruicolosa”, cosa che potrebbe dare provblemi al cane o invoglaire certi proprietari a liberarsene temendo ripercussioni legali magari immaginarie, mentre le forze dell’ordine spesso fanno storie ad intervenire se il cane non è palesemente aggressivo o non ha ferito cani o persone, e inoltre non sono nemmeno addestrate x intervenire e magari si becca quello che ha paura dei cani e spara al cane senza motivo)….

        quindiu la prossima volta che vedi quel cane chiama il pronto intervento del canile (informati su che numetop ha nella tua zona: è un servizio che serrve a prendere cani vaganti e animali feriti e anche a portare da uin vet o clinica cani di proprietà di persone che non hanno l’auto), portati già una corda o un guinzaglio in + x tenere il cane e aspetta che vengano a prelevarlo e di che “vagava e magari si è perso e non te la sentivo dio lasciarlio li con il rischio che venisse inmvestito o spaventasse qualcuno anche se non sembra un cane cattivo..e non hai idea di chi sia il propeietario (così il proprietario verrà avvertito solo a prelievo ultimato e dovrà pagare la mora e magari si preoccuperà nonb vedendo tornare a casa Fido..)…

        Riguardo al “cosa fare” per evitare che suiccedano incidenti quando si incotra un cane libero, invece leggi l’ìarticolo scritto in questo blog negli scorsi giorni intitlolato tipo “5 regole su cosa fare x non farsi mordere da un cane libero”, e fallo leggere anche alla tua amica cinofoba (potrebbe evitarle un aggressione in futuro).

        PS: anche a me danno molto fastidio i cani mollati in giro da soli (soprattutto se non si abita in apertissima campagna: ad es qui a Genova in Centro storico molto nergozianti hanno il cagnino di casa in negozio, iul che è bello..peccato che lo lascino uscire dal negozio e vagare x il centro Storico e a me è capitato + volte che sti frugoletti piccini ma incazzosi e territoriali oltre che ineducati, attaccasero senza preavviso il mio cane, un pitbull, che camminava al guinzaglio davanti al negozio ignara del pericolo…e oltre al fatto che un morso anche piccolo spesso si infetta costriuntgendo a cure antibiotiche, poi sono io che devo stressarmi x paura che il mio cane se attaccato si difenda e possa far male4 a sti cagnetti, quamndo sono i proprietari dei cagnetti che dovrebbetro CONTROLLARLI e non dire “è buono” mentre servono un cliente e mentre il loro cane si sta avventando sulla mia con i dentini tutti fuori e il pelo ritto! se nonj amassi gli animali e non temessi che il mio cane passi dalla parte del torsto SOlo perchè è un pitbull mi verrebbe voglia di lasciare che la mia al posyto che beccare morsiu senza fiatare si difenzda anche a costo di ferire ste piccople4 besrtiacce, tanto x far capire ai prooprietari che non è sicuro mollare bestiole ineducate allo sbaraglio…ma alla fine i cani non ne possono nulla, però non ne può nulla nemmeno il mio cane che finisce x beccarsi morsetti a ripetizione senza potersi difendere in stoi casi, solo perchè è grossa e io ho + buon senso di certa gente), quindi ti capisco perfettamente.

  13. Vogliono il rottweiler perché è un cane tosto/grosso/tamarro/aggressivo/cattivo/cazzuto e via dicendo (questo nessuno lo dichiara, ma lo si capisce moooolto bene dai loro discorsi);

    🙂
    A me il rott piace perchè è un cane cazzuto, ma taaaaaanto dolce coi padroni. Li invidio tantissimo, i rott-muniti, perchè hanno un cane che cagherebbe zero il resto del mondo, ma si perde negli occhi del padrone con sguardo adorante. Il boule invece è altrettanto coccolone, ma i suoi occhi adoranti li riserva a ….
    CHIUNQUE! 😉

    • “hanno un cane che cagherebbe zero il resto del mondo”

      Di sicuro venerano il padrone come un Dio e più di chiunque altro, ma non è assolutamente vera la tua affermazione. Sono anzi molto socievoli e molto coccoloni con perfetti estranei che il proprietario valuta come inoffensivi. La mia(e tutti quelli che ho avuto in pasato) “pretende” di venire in centro con me il sabato sera per farsi coccolare da sconosciuti. Certo nel momento del bisogno è una furia, ma questa sorta di “bipolarismo” innato che hanno va saputo coltivare e guidare durante la crescita.

  14. Allora, mi sono ripresa e posso commentare…
    “ma farete cucciolate di altri colori più avanti?” Ecco.. io lo vorrei bianco/nocciola/merle/nero/grigio focato…perchè solo nero e marrone è un pò impegnativo negli abbinamenti..
    Ma quanto scrivi bene! Traspare tutta la tua passione e il tuo amore per i tuoi cani.
    Te l’ho già detto ma lo ripeto, leggo e mi sembra di vederti, è come una voce fuori campo.
    Mi hai sommersa di immagini bellissime (altre un pò meno… ma stavo già piangendo per quelle belle che una lacrima più o una meno non si notava…)
    Le tue mani che li abbracciano appena nati, le ninne nanne,il giro dei trapani… “buona fortuna piccolo mio”..
    Basta…sta tornando il groppo…

    Ah… anche il CTP…. fantastico!!

    • Scusate… il commento precedente mi è uscito come “MARI”…
      Talmente commossa che nemmeno più il mio nome riesco a scrivere…
      Accidenti Fabiana…
      Sei pericolosa più dei tuoi cani!!!
      Metti un cartello “Occhio.. io e i miei cani siamo armi di commozione di massa!!!!”

  15. Ecco, ho aperto l’articolo convinta di farmi tante altre belle risate, invece…
    E’ bellissimo “scoprire” che un’allevatrice soffre quando un “suo” cucciolo se ne va.
    Io, purtroppo, ho avuto a che fare con un “cagnaro” (così soprannominato da Valeria), non per mia scelta, nè, tantomeno per “parsimonia” (credo infatti di non aver risparmiato granché, 600 euro cinque anni fa per una barboncina… ma non mi importa), mi è successo solo per essere una sciuramaria DOC, ho cercato su internet un allevamento nelle vicinanze (non riesco a guidare a lungo e NON è facile trovare chi ti accompagni per tot chilometri per prendere un cucciolo) e mi sono fidata. da buona sciuramaria mi sono fidata anche quando mi hanno detto che non avrei avuto bisogno del pedegree se non intendevo fare expo…
    Ma non è questo il punto: il ricordo di quando sono andata a prendere la scricciola… non mi hanno fatto vedere la madre (forse non c’era neppure… adesso lo so), mi hanno fatto entrare in un capannone e lì è arrivato questo esserino, tanto piccolo che mi stava letteralmente in mano.
    Nessuna chiacchiera, solo passaggio di soldi (rigorosamente contanti, ovvio) e poi me l’hanno affidata dentro ad una scatolina di cartone (che io ho ovviamente subito buttato e sostituito con una morbida copertina)…
    Ed ora mi rendo contro di quanto abbia perso Gaia, il calore di una mamma umana che l’amava, che la coccolava ancora prima di me.
    Grazie per essere come sei, sei speciale, una vera personabelladentro, e… chissà, un giorno potrei venire a bussare alla tua porta per avere un cucciolo… ora so, anche grazie a te, che non esistono i canekiller…
    Un baciotto e una leccatina a tutti i tuoi morbidosi e grazie ancora per le emozioni che sai trasmettere così bene.

  16. Sono sempre felice di leggerti anche se questo articolo mi ha fatto anche soffrire mannaggia…ho il magone.
    Da proprietaria di 2 maltesi entrambi con pedigree ed entrambi provenienti da allevamenti famosi monorazza e apparentemente entrambi seri….posso dire che solo UNO (anzi unA) dei miei 2 maltesini proviene davvero da un’allevatrice con la A maiuscola.
    Una “sciurallevatrice” tipo te, professionale, appassionata, dolce, seria, mamma e nonna di umani e cani 🙂
    Che ancora oggi mi telefona per sapere come sta la piccola, con la quale ci scambiamo e-mail, alla quale mando sempre foto e che infine questo sabato andrò a trovare nonostante ci dividano 300 km.
    E solo per la gioia di portarle la sua nipotina pelosa e per rivedere un’Amica. Perchè è così che la considero.
    (Con l’allevatrice del maschio invece….stendiamo un velo pietoso)
    Meno male che esistete, grazie di tutto!!!!!!!!!

  17. l’immagine del cucciolo che se ne va via, e ti guarda, e non capisce… mi hai fatto piangere! in tutti i tuoi pezzi c’è una tenerezza che mi fa pensare:per fortuna al mondo esistono persone così! 🙂 tienici aggiornati e bacia tutti i tuoi morbidini e morbidoni sul tartufo da parte mia.

  18. ciao Fabiana, noi siamo ‘amiche’ su fb e tu sai bene che allevo da molti anni… se ti dico che è così anche per me, ancora (o nonostante) tutti questi anni ? ..
    brava ! hai contratto il ‘microbo’ giusto, continua così !!

    • Io invece non allevo più (purtroppo) da molti anni…ma finché l’ho fatto è sempre stato così anche per me, e credo che sia così per tutti quelli che allevano per amore. Grazie al cielo, credo che siano ancora in tanti: ed è per questo che mi incazzo abbestia quando sento dire che “l’unico allevatore buono è quello morto”, o altre perle dell’animalismo talebano.
      Esistono anche gli sfruttatori, i commercianti, i lucratori: purtroppo non siamo una razza perfetta, anzi… però esistono anche TANTE persone come Fabiana, Daniela e pure la sottoscritta, finché l’ha potuto fare. Basta cercarle.

    • Dani, è un onore ricevere i complimenti da chi lavora seriamente e con professionalità da tanto tempo, producendo cucciolate meravigliose. Ti ringrazio tantissimo e spero un giorno di riuscire a raggiungere il tuo livello.

  19. Grande commozione… soprattutto quando dici che il morbidino muove il tartufino da dietro il finestrino, ma non può sentire il tuo odore. Poi l’ultima foto… è a dir poco meravigliosa!! Mi fai venire voglia di Rott…

  20. Grazie
    Per avere scritto su quanto ti avevo chiesto
    Per avermi spiegato quanto e come ti comporti
    Per avermi fatto piangere
    Per amare cosi’ i morbidosi
    Per avermi ancora una volta convinta che un allevatore – pardon sciurallevatrice – puo’ essere soprattutto una mamma
    E non importa se hanno 2 o 4 zampe

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