2013-04-27 11.02.48di MARIO GIOVANNINI –  Lo ammetto: stavo solo aspettando che arrivasse luglio per preparare quello che pensavo sarebbe stato l’ultimo articolo su Afra.
Luglio, perché il compleanno della piccola e il suo arrivo da noi praticamente coincidono.
Due anni di vita, un anno trascorso assieme. Fino alla metà di maggio i suoi progressi sono continuati in maniera costante fino ad arrivare alla seconda domenica del mese, in cui ha raggiunto il suo apice. Siamo andati a una manifestazione organizzata dal canile ed è stata una mattinata meravigliosa: Afra in mezzo a decine di persone e di cani, attenta, ubbidiente e soprattutto felice di rivedere molti dei volontari che l’avevano assistita.
Ha giocato con tutti i cani, si è fatta coccolare da tutti, per poi prodursi in una notevole performance di mobility (che non aveva mai fatto). Sono tornato a casa con il classico sorriso ebete del papà orgoglioso stampato in faccia. Anche perché sono stato sommerso di complimenti per il lavoro fatto. E fa piacere, inutile nasconderlo.
Ci ho lavorato tanto. Quindi aspettavo il ‘nostro’ compleanno per scrivere qualcosa di conclusivo e speciale su questa storia. Mi sono iscritto per settembre al CAE-1, mi sembrava la degna ciliegina sulla torta.

2013-03-14 07.42.38Per una settimana è andato tutto bene, poi ha cominciato a fare difficiltà nel scendere le scale di casa. Un problema dimenticato quasi dieci mesi fa. Progressivamente sono ricominciate le crisi di panico di fronte agli estranei, quando eravamo arrivati al punto che mi potevo fermare a parlare con uno sconosciuto per strada, con lei seduta al mio fianco.
Spesso sono obbligato a cambiare lato della via se arriva qualcuno, non era necessario da mesi. Anche le biciclette sono tornate ad essere un problema, soprattutto se non le vede arrivare. Va continuamente in blocco, si palla a fissare persone lontane. Se sono alle spalle, si volta continuamente a guardarle.
Fare cento metri di passeggiata può diventare un’impresa. Tutto questo senza che siano capitati eventi particolamente traumatici. Progressivamente, è scivolata indietro nelle vecchie paure.

2013-04-27 11.18.25Ieri sera, poi, ho proprio dovuto ammettere che qualcosa si è spezzato.
Siamo andati al campo dell’Enci che frequentiamo di solito.
Si accede attraverso un cancello a un’area recintata, che è il parcheggio delle auto. Da una parte c’è la porta per lo sgambatoio chiuso – un ettaro – dall’altra quella per il campo dove fanno addestramento i cani da caccia – quasi 3 ettari – che è aperto e confina con un bosco.
Dopo aver girato, giocato con gli altri cani e fatto le sue cose per quasi un’ora, la richiamo e le metto la pettorina. Non la lego e torniamo nel parcheggio, tanto c’è la rete.
Si allontana un po’ e… va be’… fa la cacca. Raccolgo e vado a buttare il sacchetto nel bidone, che è distante una cinquantina di metri. Quando mi giro la vedo attaccata alla rete, che fissa qualcosa nel campo aperto. Comincia a bilanciarsi sulle zampe dietro. Non è servito urlare “No”, “Ferma”, né altro: ha saltato (1,60 m) ed è andata.
Il tempo di arrivare all’ingresso di quel campo ed entrare e si era allontanata di un centinaio di metri. “Ferma”, “Vieni”… niente. Stava evidentemente seguendo un animale, probabilmente una mini lepre. Ho fatto appello a tutta la mia calma, per stare fermo e continuare a chiamarla, ma ha continuato ad allontanarsi. Ho cominciato a seguirla. Errore.
Che bello, viene anche lui, giochiamo insieme! Ho provato allora a mettermi a correre, incitandola a giocare come facciamo di solito, in modo che si avvicinasse. Per un po’ ha funzionato, ha cominciato a girarmi intorno, a distanza. Ma sempre ignorando i “Ferma”.

2013-04-27 11.02.57Ok, adesso mi giro e me ne vado, mi seguirà. Ci ha pensato un attimo e poi è ripartita a razzo sulla traccia. Verso il bosco. A quel punto ho cominciato a spaventarmi davvero. Se entrava tra gli alberi non la prendevo più. Si è fermata esattamente sul margine e si è messa seduta ad aspettarmi.
Quando l’ho presa ero così sfiatato che non sono neanche riuscito a sgridarla come avrebbe meritato.
La sua risposta immediata e certa a questi pochi, semplici comandi era il castello su cui avevo costruito tutto il percorso di questi mesi.
Evidentemente si è spezzato qualcosa. E’ chiaro che il mare di problemi che ho attraversato negli ultimi mesi, e che mi ero illuso di essere riuscito a tener separato dal lavoro che facevo con lei, ha lasciato un segno abbastanza profondo in entrambi.
Bisogna saper perdere: un passo indietro (cit.) e si ricomincia.
Non da capo, ma da parecchio indietro sì.
A luglio sarò in ferie e, come l’anno scorso, le dedicheremo a lei. E ‘fanculo il CAE.

P.S. Non mi sto appoggiando a un professionista non per l’assurda illusione di poter fare tutto da solo, semplicemente non sono riuscito a trovare nessuno che volesse seguirci. E ne ho sentiti davvero tanti…

COMMENTO di Valeria Rossi

Due cose sento di dover dire a proposito di questo articolo: la prima (che ho già scritto anche a Mario in privato) è che le regressioni succedono, e basta. Succedono “perché sì”, per motivi che noi non siamo assolutamente in grado di afferrare (ma che ovviamente per il cane esistono) e che non dobbiamo neppure sforzarci troppo di intuire, tanto di solito non si arriva da nessuna parte. L’unica cosa da fare è proprio il famoso passo indietro, ricominciando il percorso con la massima serenità e con la quasi-certezza (per lo meno, le statistiche sono assolutamente favorevoli) che per tornare ai risultati che credevamo di aver già consolidato occorrerà molto meno tempo della prima volta. Attenzione: è così anche quando succede davvero qualcosa di traumatico… quindi non bisogna abbattersi troppo.
Seconda cosa: Mario dice che alla fine era così stanco da non essere neppure riuscito a sgridarla… ma MENO MALE! Perché sgridarla avrebbe costituito un precedente veramente gravissimo, che avrebbe potuto richiedere non uno, ma almeno una ventina di passi indietro. Non è neppure escluso che la “toccata e fuga” di Afra sia stata una specie di test: per la serie “vediamo se posso fidarmi davvero di questo umano”. Se fosse stata sgridata, probabilmente la risposta sarebbe stata “NO, non posso. Ho ragione di diffidare, gli umani sono imprevedibili”. Quindi… fortuna che è andata così!

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50 Commenti

  1. Caro Mario,
    non ti abbattere, te lo dice una che sta recuperando Sunny (incrocio pastore tedesco/malinois) e che da un anno vive con regolarità le regressioni di cui parli.
    Sempre più sporadiche, sempre meno intense ma ancora presenti.
    Da non etologa mi sento di dirti che ha ragione Valeria ( e qui Valeria è autorizzata a sputarmi in un occhio data l’ovvietà del commento) dicevo, le regressioni avvengono e basta, ma se si torna indietro tutto si sistema e sempre più in fretta.
    D’altronde anche gli umani fanno così, magari si son svegliati storti, magari hanno un fastidio, tant’è che a volte anche un figlio educato bene manda a quel paese i genitori e questo non significa che non li ami o che siano cattivi educatori.
    Vai avanti e vedrai che Afra saprà sempre più essere la meravigliosa creatura che tu hai intavisto e che sei certo possa diventare.
    Bravissimo per il tuo lavoro e grazie di condividerlo con noi !
    Giovanna

  2. PPPPPPPPPFFUUUI IIIII !!

    letto il titolo dell’articolo mi è venuto un mezzo infarto .. ho pensato a qualcosa di gravissimo e irreparabile per la salute di Afra…. mentre leggevo, riga dopo riga, mi rincuoravo ..
    MENOMALE che eri senza fiato per sgridarla ! ! !
    Dai, ora torna a lavorare.. tutto si risolve 🙂

    un abbraccio a Afra e a te

  3. Accidenti Afra somiglia tantissimo a Ketch, anche l’età potrebbe essere la stessa ed i problemi, così come le regressioni, molto simili! Forza Afra e coraggio Mario così come dico forza Ketch e coraggio Mauro

  4. Ho pensato subito anch’io: PER FORTUNA che non l’hai sgridata!
    Se la sgridi quando torna o la riprendi, la prossima volta non torna e non si lascia riprendere, garantito.
    Te lo dico da proprietaria di cane-rescue traumatizzato, é la primissima cosa che mi ha inculcato l’educatore, oltre a “mai andargli dietro, anzi, inforcare decisa la direzione opposta”. Considera che ora posso andare a spasso ovunque senza guinzaglio, perché se la chiamo torna in un nanosecondo e in generale quando la porto a spasso libera in campagna o nei boschi si allontana al massimo di 15-20 metri, facendo la “spola”. Che sia spontaneo o su comando, il ritorno viene da me premiato con una carezza o un complimento.

    Se ti è già capitato di farlo (ovvero di punirla nel momento sbagliato, quindi incomprensibile per lei,che di riflesso poi ti teme e non ti considera un “porto sicuro”), forse qualche difficoltà nasce da lì.

    Non è una critica, beninteso, è solo uno spunto di riflessione, hai fatto un lavoro incredibile con Afra!

    • Ho un po’ il vizio di ‘romanzare’, quando scrivo. Per cui ogni tanto eccedo in spirito e dimentico che in queste cose sarebbe necessario applicare più rigore nell’esposizione. Ad essere sinceri, quando finalmente si è lasciata raggiungere non l’ho sgridata perché mi sono reso conto che stava solo giocando. Non era in panico, non era agitata, era solo distratta, presa da qualcosa da cui non riusciva a staccarsi. Rimane la delusione di aver verificato che il Vieni, che pensavo fosse un pilastro del nostro rapporto, non è poi così solido. Anche se è la prima volta che capita.
      Non mi è mai capitato di punirla nel momento sbagliato. Rispondo con assoluta certezza perché… non mi è mai capitato di punirla. Al di là del problema con le persone, Afra è davvero una cana fantastica. Sono proprio mancate le occasioni…

      • Guarda Mario, seguo in silenzio come tani altri le vicende della tua cagnolotta, ma quando ho letto questo episodio ho proprio pensato quello che poi tu hai scritto quì sopra. Afra ha fatto qualcosa di spontaneo e gioioso (inseguire una minilepre), che non dovrebbe avere nulla a che fare con i sui problemi e le sue paure, ma anzi essere un segno di serenità.

        E’ stata una disobbedienza “normale”, da cane forse un po “monello”. Il mio Rock è piuttosto obbediente in generale, ma quando siamo nei boschi ed è libero, se vede una minilepre, parte all inseguimento, e non si ferma di certo a qualsiasi richiamo; io proseguo nel mio percorso e fischio ogni tanto, quando ha perso la traccia mi raggiunge. E un istinto troppo forte quello della caccia.

        • Ma infatti, hai assolutamente ragione. Solo che l’episodio è arrivato al culmine di un periodo di crisi e l’ho ‘patito’ particolarmente. Fosse successo un mese fa, a parte lo spavento, non ci avrei dato nessuna importanza.

          • Mario, leggo e rileggo le tue avventure con Afra, ho appena adottato un cane da canile è solo un mesetto che è con me, un dolcissimo cane da caccia, spaventato da tutto ciò che ci può essere per strada…mi è scappato settimana scorsa perchè spaventato da una serie di rumori-persone concentrati in pochi secondi, se è sfilato la pettorina e via…volatilizzato per 14 ore per poi ricomparire sotto casa. Da una settimana le passeggiate si sono ridotte al tempo minimo se non ho a disposizione un’area cintata, tanto più che lui non sembra più nemmeno divertirsi ad annusare stando senza guinzaglio, sempre in allerta e dopo un po’ mi cerca per ritornare a casa.
            Inizieremo un percorso con un’educatrice per vedere cosa si può risolvere.
            Come hai risolto il problema della “svestizione” della pettorina? anche il mio Lucio pesa quasi 30 kg è ha la velocità di un razzo, quando entra in ansia sembra non esista null’altro, vola in un mondo parallelo di paure…

          • Ciao Silvia, ti rispondo ‘sopra’ perché il sito non mi permette di farlo sotto più correttamente, spero ti arrivi comunque la notifica.
            Coraggio! Tieni duro! Se hai letto gli articoli successivi a questo, avrai visto che anch’io ho passato un’esperienza analoga, quest’estate. Tra l’altro essenzialmente per colpa mia.
            Una una pettorina della Puppia (che puoi vedere in diverse delle foto pubblicate) che è risultata, all’atto pratico, quella meno facile da sfilare. Inizialmente, quando le crisi di panico erano ancora molto forti e difficili da controllare, aggiungevo un collarino a strangolo fissato alla pettorina. In modo che, in estrema ratio, almeno quello chiudesse e fosse possibile bloccarla.
            Devo dire che la vera svolta, in questo senso, è stato lavorare sul ‘seduto’. Sembra una cavolata, ma in questo modo la blocco, interrompo il loop di panico in cui sembra entrare e si ripiglia anche molto più velocemente.
            Anche Afra ha attraversato spesso fasi in cui uscire non sembrava interessarle molto, per usare un eufemismo. Ho sempre cercato di non farmi prendere dallo sconforto e di rendere le passeggiate un momento piacevole.
            In bocca al lupo

      • Ci sono momenti in cui neppure io rispondo ai richiami della mia famiglia. Come ora che sono qui a scrivere. Dal piano di sotto chiamano ed io rispondo con un “arrivo, lasciatemi scrivere ancora una cosina…”. Insomma, non e che Afra era certa che se avesse voluto ti raggiungeva in un attimo e tu comunque non l’avresti abbandonata. Quindi ha fatto una cosa molto divertente e poi ha atteso che la raggiungessi.Ora vado al piano di sotto.
        Ciao!

  5. Leggo di voi e penso inevitabilmente ad Alice. Un passo avanti e 3 indietro… E senso di sconforto all’ennesima potenza.
    Da ignorante in materia non posso che dirti di perseverare, di non mollare, che i momenti di grande soddisfazione compenseranno questi presunti “fallimenti” (che poi fallimenti non sono) e che sicuramente la cana (che un pochino alla mia Aliciona somiglia) sta bene ora, nonostante le sue “giornate storte”.
    Forza e coraggio! Anche per noi Luglio è il primo “compleanno” insieme e non nego di aver avuto parecchi momenti di sconforto anche perchè, avendo fatto tutto da sola, a volte mi assale il timore di sbagliare qualcosa. non avendo avuto la possibilità di crescere un cucciolo sin da piccino, ci dobbiamo accontentare di piccoli passi, a volte avanti, altre indietro.
    Ti abbraccio

    • qualcosa (vai a sapere cosa) le ha fatto riaffiorare il sacchetto di sassi che le rendono l’anima pesante. Certo, questo per le paure che sono ricomparse. Ma la piccola ha già fatto un grande percorso e ha ora la chiave per superarle di nuovo, e gliela hai fornita tu. Anch’io penso che con la folle corsa abbia in realtà voluto metterti alla prova, se no perché girarti intorno, e perché fermarsi sul limite del bosco? E poi… qualche santo ti ha sbattuto la manaccia sulla testa per farti sfiancare per benino e non avere l’energia per sgridarla: BENE!!! E tu insisti, non vorrai mica darla vinta alle ombre nere cattive che fanno del male a te e a lei?

    • I canili sono pieni di cani con cui le persone hanno cominciato, quando erano cuccioli, a fare piccoli passi (in direzione sbagliata) sin dall’inizio.
      I cani hanno grandi capacità di adattamento. E’ che, a volte, non si ha abbastanza pazienza.
      Carla

  6. Anche per Mollie e me luglio è una sorta di compleanno!
    Infatti è proprio a luglio dell’anno scorso che con la piccoletta abbiamo cominciato a frequentare il campo di addestramento!
    E proprio come per Mario, Afra, Serena e Alice abbiamo fatto tanti passi avanti pieni di gioia ed entusiasmo ma sempre alternati a passi indietro carichi di sconforto.
    E’ dura….quando sembra che il lavoro di settimane finisca improvvisamente nel nulla vorrei urlare e piangere tutta la mia frustrazione; ma poi lascio spazio alla ragione, mi rimbocco la maniche e ricomincio a disporre i mattoncini appena crollati!
    Io posso dire che ogni passo indietro fatto è stato recuperato e consolidato proprio come dice Valeria!
    Ricominciamo sempre daccapo e i tempi con cui Mollie reagisce e rimette insieme i pezzi del puzzle sono sempre più brevi!

    Ha 13 anni, tante piccole paure e insicurezze ma la gioia con cui viene a slapparmi la faccia quando la mattina suona la sveglia mi da la certezza che la strada si è tortuosa, ma è quella giusta!

    Spesso ho pensato che Mollie ciclicamente metta alla prova la mia determinazione, la mia pazienza e la mia capacità di relazionarmi con lei…ora, leggendo l’articolo e i commenti, ne sono sicura!
    Nell’ultimo periodo le cose stanno andando meglio, i tasselli sembrano rimanere al loro posto ma tengo sempre ben stampato in testa: AMORE, PAZIENZA, FARE UN PASSO INDIETRO! (cit. Paolo Villani)

    Corraggio….noi facciamo il tifo per tutti voi!

  7. Mi consolo allora 🙂 è capitato anche a me con il mio Daggy (cane morsicatore) tutto apposto per 5 mesi, poi ha morso nuovamente 2 volte nel giro di 2-3 settimane…
    Anche noi abbiamo ricominciato da capo…o quasi…

  8. Forse Afra è piu lupo di quanto tu non creda, prova ad andare a caccia con lei e poi a spartire la preda,vedrai che si instaura un rapporto piu completo e totale forse a lei non piace tanto la citta con tutto quel puzzo di umani,forse lei sopporta gli umani perche non ha altra alternativa,forse forse forse prova ancora, i cani non sono altro che lupi domestici ,a volte per comprenderli bisogna pensare un po da lupo e meno da scimmia evoluta ciao e pensaci Aquila della notte

    • Forse Afra è più lupo di quanto io non creda, è vero. In effetti, tra l’altro, abbaia pochissimo. Ma io sono molto più animalista e vegetariano di quanto tu non creda. Su questo Afra se ne farà una ragione.

      • Be allora se ne fara una ragione, ma lo ripeto i cani sono lupi domestici e carnivori e noi ce lo dimentichiamo troppo spesso e pretendiamo che loro si adeguino al nostro modo di pensare umano e fra i due è lei che se ne deve fare una ragione,forse era meglio se gli capitava un umano naturalista carnivoro che capiva di piu i bisogni del proprio animale e lo portava a cacciare un po nei boschi,se non lo hai mai provato e difficile capire la comunione di intenti che puo avvenire fra uomo e i suoi cani si diventa un unita unica,in fondo è proprio per questo che i primi uomini hanno addomesticato il lupo ciao Aquila PS un buon vegetariano puo sempre adottare un coniglio

        • Sinceramente – e poi mi fermo perché detesto polemizzare via web (meglio piuttosto un caffè faccia a faccia, non si rischia di trascendere)- pur non essendo un ‘estremista’ su queste cose, di creare un legame basato su sangue e morte ne faccio volentieri a meno. Sono cose che mi interessa comprendere più o meno quanto l’origami. Rispetto la natura carnivora dei cani, quella degli uomini e non impongo niente a nessuno. Ma pretendo lo stesso rispetto.

          P.S. Un cacciatore non ha le lettere accentate sulla tastiera? Te sei magnato pure quelle :-)?

  9. Ciao Mario,
    Ho letto la lettera, il commento di Valeria e quelli degli altri partecipanti. Concordo con molte osservazioni e ti capisco. Quando capita un Cane che “istintivamente” non si rende compatibile con le NOSTRE esigenze/ASPIRAZIONI è sempre dura. Ci si confronta con chi lavora con il proprio Cane moltopoco (o nulla) e ottiene moltotanto senza fatica: è frustrante ! Dalla tua lettera però traspare molta determinazione, a mio parere molto superiore allo sconforto e perciò sono certo che otterrete il CAE, se non a settembre sarà l’anno dopo, ma c’è la farete. Ciò che mi è dispiaciuto leggere è che molti “professionisti” hanno rifiutato di darvi una mano, è un peccato perchè l’osservazione del cane e del proprietario da parte di una persona con competenze specifiche certamente faciliterebbe il consolidamento di quei risultati fin qui ottenuti. Ti auguro pieno successo, la ragazza è bellissima e sono sicuro che non vede l’ora di “capirsi” con te. 😉
    PS Non so se può esserti utile ma lavorare TROPPO INTENSAMENTE può, ad un certo punto portare il Cane ad una sorta di rifiuto e ad una regressione anche significativa. Risaluti. TONY

    • Ciao Tony, mi permetto solo una piccola precisazione: non si tratta di una ‘lettera al direttore’, questo articolo è l’ultimo di una serie partita quasi un anno fa in cui sto raccontando il mio percorso con Afra. Mi rendo conto che non è obbligatorio per tutti saperlo, e io negli ultimi articoli ho un po’ dimenticato di fare il riassunto delle puntate precedenti, di ricontestualizzare per chi non avesse letto tutto. Ma, soprattutto, Afra non mi è capitata, è stata una scelta precisa e consapevole. Sapevo esattamente a cosa sarei andato incontro, quindi non c’è nessuna delusione delle mie aspettative. Sono anche convinto che ormai mi capisce benissimo… solo che non siamo sempre d’accordo come procedere 🙂

  10. non penso siano importanti le lettere acentate non le avevo mai prese in considerazione cavolo! il concetto è chiaro sono solo un cacciatore che non caccia e un po zoticone che vive con lupi domestici per sua libera scelta ,in bocca al lupo a te e al tuo levriero perche quel cane di levriero ne a molto e i levrieri sono i piu primitivi e i piu cacciatori far tutti i cani e sono felici solo quando corrono dietro a…… io rispetto gli uomini e do rispetto ai cani e alla loro natura ciao e tutti gli auguri del mondo per il tuo rapporto con il levriero ciao AQUILA PS a volte i problemi nascono proprio quando due esseri diametralmente opposti capitano a vivere insieme e…..per quel caffè(va bene cosi?) si mi piacerebbe a faccia a faccia sono convinto che ci capiremo di nuovo ciao

  11. Io mi chiederei se davvero fosse così a suo agio a quella manifestazione… è chiaro che qualcosa è successo, non è che semplicemente la situazione era troppo per lei da affrontare e ne ha risentito in seguito? Capita che i cani pensino di non aver scelta nel poter o meno interagire, quindi anticipino le cose, un po’ un mettere le mani avanti per star sicuri, e si lancino verso cani e persone, apparentemente in modo socievole e carino, ma non perché davvero siano a loro agio ma per prevenire l’interazione e cercare di gestirla prima che lo faccia l’altro… perché tanto sanno che verranno messi a contatto comunque… può darsi che la sua reazione di lanciarsi sulla pista sia stata per scaricare un po’ di stress con qualcosa in linea con le sue attitudini e personalità… a parte che i cani domestici non cacciano per vivere e non sono più lupi da secoli, Aquila della notte… non c’è mica bisogno di uccidere altri animali per soddisfare i bisogni di un cane, ci sono tante altre alternative valide… potresti farle fare attività come ricerca di persone o oggetti (a quanto ho sentito la ricerca di persone aiuta molto i cani paurosi/diffidenti/timidi, ovviamente con persone che sanno quel che fanno e rispettino i suoi segnali e la sua comunicazione e la cui priorità sia sempre quella di farla sentire bene, sicura e a suo agio e farla “vincere” facendole vivere esperienze positive in cui riesce a farcela), piste e in generale nosework, penso che le piacerebbe tantissimo e la aiuterebbe sia a sfogare energie mentali e fisiche concentrandosi su un obiettivo facendo un’attività divertente insieme, sia per aumentare la sua sicurezza… Spero che le cose vadano sempre meglio e che riprenderete a fare progressi ma mi sento di consigliarti: niente aspettative… è quello che “danneggia” e rallenta di più il lavoro… l’obiettivo è far stare bene il cane e se questo vi porterà a superare il CAE-1, benissimo… ma ci vuole calma, pazienza e saper aspettare senza “spingere” 🙂 In ogni caso so che non è facile affrontare tutto questo, che spesso è emotivamente impegnativo e stancante, quindi complimenti per la passione e l’impegno che ci stai mettendo per aiutarla e vivere meglio insieme a te.

    • Può essere, in effetti, che la manifestazione fosse troppo. Però Afra non ha mai giocato d’anticipo in questi casi, ma non mi sento di escluderlo a priori. Tieni presente che la cosa si svolgeva nello spazio più grande di uno sgambatoio con 3 aree separate, per cui ero pronto a spostarla in uno di quelli vuoti alle prime avvisaglie di stress. E l’episodio della ‘fuga’ è successo quasi 3 settimane dopo, periodo nel quale siamo andati nello stesso posto e abbiamo fatto le stesse cose parecchie volte.
      L’obbiettivo è SEMPRE stato far star bene il cane, come scrivevo sopra a Tony, il resto è relativo

      • E’ stata ovviamente solo un’ipotesi dovuta a com’è stato impostato il racconto, altro non si può certo dire dallo schermo di un pc e senza vedere e conoscere le mille cose che ci sono da vedere e conoscere 🙂 ma sicuramente dal punto di vista di Afra qualcosa sarà successo, per farle fare questi passi indietro… non dico che abbia subito un trauma eh, per carità, però mi sembra stupido pensare che una mattina da un giorno all’altro si è svegliata e ha deciso che doveva tornare a essere come prima… quello che volevo dire è che credo una ragione ce l’abbia e sarebbe utile/interessante scoprire quale… Mi fa piacere leggere queste cose nel tuo chiarimento a Tony e a me, non sapevo che l’avessi scelta tu consapevolmente 🙂 la cosa ti fa onore… a me è capitato un cane con problemi simili anche se minori, ovviamente la adoro ma a volte è una faticata… esserci guidarla tutelarla osservarla e capire cosa pensa e come si sente… è per me molto impegnativo, anche perché siamo molto simili quindi il coinvolgimento è tanto… Curiosità, cosa fate al campo? Possibile che lei le altre volte avesse già adocchiato/sentito cosa ci fosse al di là della rete e questa volta abbia deciso di agire? Se vuoi/puoi io ti riconsiglio di provare con la ricerca e attività olfattive, secondo me le farebbe benissimo 🙂

        • Chiarisco, mi devo scusare perché non avevo letto la parte dell’articolo in cui mandi a quel paese il CAE-1 🙂 quando parlavo di aspettative e del motivo che ha avuto Afra per “ritornare alle origini” stavo esprimendo un mio parere riguardo i commenti degli utenti, non riguardo quello che hai scritto tu 🙂 Tifo per voi e spero che a breve vedremo un altro articolo dove parli dei nuovi progressi che siete riusciti ad ottenere 🙂

  12. Per i levrieri valgono piu percorsi di caccia anche finta mi hai fraiteso non devi necessariamente uccidere ma sempre inseguimento, insieme al loro umano, che tanti corsi di addestramento, perche sono cani molto primitivi e poco manipolati,prova ad andare con lei nei boschi e lasciala andare vedrai che torna da sola abbi un po di fiducia nel cane ,guarda che loro raramente sbagliano siamo noi che testardi ci rifiutiamo di capirli ciao Aquila

    • La caccia è un evento sociale… sono d’accordo con quella finta, da fare insieme, però che il cane parta senza guardarmi neppure e mi lasci lì mezz’ora per me non esiste, dovrebbe almeno tenermi d’occhio restare nei dintorni o chiedermi di seguirlo e controllare che io vada con lui, le cose si fanno insieme e per il cane allontanarsi dal gruppo dovrebbe essere un costo, quindi una cosa da valutare… tutti i predatori (anche quelli veri, i leoni ad esempio) sanno controllarsi, nonostante debbano cacciare per sopravvivere sanno quando vale la pena o meno, quando ci sono le condizioni adatte o no e quando sarebbe solo un inutile spreco di energie, non partono mica dietro ad ogni cosa che vedono muoversi… idem i ferali, insomma le capacità per discernere le situazioni potenzialmente ci sono e secondo me è importante che il cane abbia modo di appagare i suoi bisogni, ma ci sono momenti in cui si può e altri in cui è meglio lasciar stare (anche se magari con certi cani è un lavoraccio) e mi aspetto che se ti dico “no ora non è cosa, andiamocene” mi ascolti così come io ho il dovere di fare un’attività in linea con le tue attitudini e proporti situazioni e stimoli che ti divertano e ti permettano di scaricare energie fisiche e mentali e concentrarsi per portare a fine un obiettivo… ma lo facciamo insieme… Avevo saltato anche il pezzo dove Mario raccontava che aveva corso e giocato un’ora prima del fatto della pista! Forse semplicemente è stata la prima volta che ha visto una lepre e aveva la possibilità di inseguirla? Comunque è già ottimo che si sia seduta ad aspettarti e sei stato bravo a non sgridarla 🙂

      • Non era la prima volta che vedeva una lepre, tutt’altro. Ma la prima volta che aveva l’occasione di seguirla sì. In zona qui sono tutt’altro che rare e molto vicino all’abitato.

        P.S. Mika 🙂 ma leggi a capoversi alternati? Come le targhe?

        • Le altre volte vedendole come ha reagito? Era legata? Così giusto per sapere se aveva già manifestato interesse 🙂 Comunque sì ho dovuto rileggere l’articolo 3 volte per capire che mi ero saltata dei pezzi ahah

  13. Vivo con Teo da un anno e mezzo, levriero rescue proveniente da una perrera spagnola e con gli stessi problemi di Afra (oltre che con una somiglianza fisica impressionante!), legati a una mancata socializzazione col genere umano. Siamo partiti da “panico e congelamento” per passare a “paura e fuga” e ora siamo a “non sono del tutto tranquillo e nel dubbio ti abbaio o mi tengo comunque alla larga finchè non capisco e posso annusarti”.
    Devo ringraziare, oltre che me stessa e mia figlia per il lavoro e l’impegno dedicati a Teo, le persone che sono intervenute ad aiutarci con informazioni competenti, consigli e ore di lavoro.
    Non pensavo che un giorno avrei potuto fare con lui le cose che faccio adesso (posso passeggiare senza cambiare strada, entrare in un bar, avvicinare i miei vicini di casa e scambiare due chiacchiere e il nostro obiettivo adesso è una vacanza con Teo in un agriturismo), ma allo stesso tempo so che il suo timore non è un ricordo del passato, ma un “suo pezzo di passato” che lo ha improntato e con cui devo comunque confrontarmi anche se in forme sempre diverse e per fortuna più gestibili e gratificanti per entrambi. Il lavoro è alla base sempre, del resto lo è anche per noi esseri umani se vogliamo migliorare nelle nostre relazioni e non è detto che un cane difficile non diventi alla fine un vero maestro di vita.
    Complimenti per il vostro impegno con Afra, compreso quello del grandissimo Leo! 🙂

  14. Con i levrieri e parlo di quelli veri non i tontoloni da esposizione di bellezza ENCI la faccenda è un po piu complicata(e AFRA è un levriero non ci piove)anche se hanno sgambato per una giornata appena vedono un selvatico(a volte puo essere anche un gatto purtroppo) che scappa si attiva subito la modalita di predazione e partono in un fulmnsecondo e sono capaci di coprire un km nel tempo che tu impieghi a dire ca….veni qua!e una cosa che è innata nel loro DNA, ad un vero levriero non potrai mai essere sicuro di averlo domato con la scuola di obbedienza lui è un cacciatore e quando vede la preda va alla grande che va , e il piu delle volte si aspetta che il suo umano gli dia man forte,per il resto sono coccoloni e divano dipendenti tranquilli e pacciocconi in casa, ma….. sono gli unici cani che vengono adoperati in branco per cacciare il lupo e questo la dice tutta su che cane è, e ricordatevi che quando slegate un levriero di guardare bene prima se nel prato non ci siano piccoli animali che possano fuggire ,se no siete da capo e lui va, questi sono i levrieri da lavoro sia in pista che a caccia e per loro il lavoro è l’inseguimento sia di uno straccio o di una lepre percio quando si ha un lerviere bisogna rapportarsi con lui in un determinato modo un po diverso che con altre razze, perche sono razze antiche e molto lupesche come modo di ragionare dolci come una caramella ma tenaci come il fil di ferro ciao Aquila della notte PS e lo ripeto AFRA è un levriere

    • Sì vero, i levrieri sono… levrieri 🙂 a me piacciono moltissimo ma personalmente non potrei mai avere un cane che quando decide prende e parte 😀 comunque non parlavo di obbedienza parlo di relazione 😉 se vuole che l’umano gli dia man forte mi va bene ma completamente da solo no… o almeno vorrei restasse a vista fossero anche 300 mt di distanza e che torni dopo poco non dopo mezz’ora… per il resto d’accordo con te… curiosità allevi/lavori/vivi con levrieri?

  15. vivo e lavoro con cani corsi tradizionali ma conosco i levrieri in quanto un mio carissimo amico li alleva e sono i levrieri meridionali da lavoro e ogni tanto li adopero nei boschi e sono proprio come te li ho descritti comunque non ti preoccupare a volte vanno anche un po piu di 300 metri ma ti trovano sempre sono fantastici delle vere forze della matura solo che bisogna starci attenti perche loro finalizzano con l’uccisione della preda pero se gli dai uno straccio uccidono quello ciao Aquila

    • Si capisce da come ne parli che hai avuto a che fare con i levrieri 🙂 per questo ho chiesto… grazie del racconto 🙂 ciao!

  16. A mi dimenticavo un altra osa che i levrieri odiano assolutamente sono le scale non le vogliono percorrere e chi ha dei levrieri grandi non i nani oi medi quelli si adattano, se ne accorge subito e anche quando le fanno gli da un fastidio tremendo non ho mai capito il perche sara la loro particolare conformazione fisica o mentale bohh ciao di nuovo Aquila della notte

  17. Teo è un galgo spagnolo, ma non credo sia stato mai usato nella caccia a vista, ma ha un istinto innato per l’inseguimento che lo spinge a partire quando vede qualcosa e non c’è santo o richiamo che tenga, però è vero che è sempre tornato e neanche dopo molto tempo perchè percorre distanze incredibili in un battibaleno, quindi non ha bisogno di molto tempo per raggiungermi ovunque io sia. Quando aveva più paura lo liberavo quasi sempre, perchè comunque in qualche modo la sua paura paradossalmente lo teneva alla larga dai potenziali pericoli e lo rendeva meno spavaldo nell’inseguimento, ora che è meno timoroso, avendo intorno piste ciclabili, diventa rischioso lasciarlo perchè nell’inseguimento potrebbe travolgere qualcuno e inoltre ha una spiccata predatorietà per le auto nel suo territorio, quindi sono costretta a liberarlo solo in zone recintate e un pò mi dispiace, ma con i levrieri è così ….

  18. La disquisizione sui levrieri è molto interessante, e in generale il discorso sui cani primitivi, ma Afra… non è un levriero, mi spiace Aquila. E’ una meticcia di seconda generazione (figlia di meticci) ma di base ci sono il segugio italiano – che comunque è un cane da caccia e quindi comunque ci siamo – e l’alano. In seconda generazione la taglia dell’alano si perde, ma la tigratura e la forma del corpo sono quelle.

    • Ciao Mario che sia una meticcia lo avevo visto,ma la sua base genetica è da levriero, che sia venuto fuori dopo molte generazioni è un altro discorso, ricorda che la maggior parte dei segugi ha del sangue levriero anzi molti ceppi derivano dai levrieri(e non è vero che cacciano solo a vista) avendoli adoperati ne ho una certa esperienza,e gli stessi levrieri a certe esposizioni del nord europa vengono chiamati segugi da corsa, perche il segugio deriva da una certa forma di levriero modificata,e in Afra questo sangue viene fuori e viene fuori sempre dai segugi perche sono i piu vicini ai levrieri,poi tu considerala come vuoi che non ha nessuna importanza basta che state insieme , lunga vita a te ed Afra ciao dal Rapace notturno

  19. Tutto sto discorso sui levrieri mi ha fatto venire in mente che dalle mie parti spesso le persone di una certa età , specie cacciatori, chiamano levrieri tutti i cani da lepre. Io ho una segugina e molti pur sapendo benissimo che è un segugio la definiscono leviriero, perché appunto impiegata ( sulla carta) nella caccia alla lepre. Cmq sia afra è davvero una sventola di meticcia doc, complimenti!

  20. Salve a tutti,
    come Valeria sa e ha avuto modo di conoscere anch’io ho una cana fobica, Vicky, e ti sono vicina… So cosa vuol dire trovarsi improvvisamente un tot di passi indietro senza una ragionevole spiegazione. E’ un tram che investe in pieno le tue certezze e il tuo
    Solo due parole: NON MOLLARE!!
    Come penso ormai saprai “ne vale la pena”!

    Volevo chiedere a Valeria o a chiunque sappia rispondermi: nel commento c’è scritto che non bisognava sgridarla ma allora che si fa? Si ignora? (Io sta cosa dell’ignorare scusatemi ma non la concepisco, “non dire nulla” equivale a non me ne frega nulla… cioè non lo so, mi sembra troppo poco; premiarla? anche quello mi lascia perplessa in questo caso.)
    Qual’è il modo giusto di comportarsi a una disubbidienza simile?
    Grazie in anticipo.

    PS: assolutamente scandaloso che nessuno abbia voluto seguirvi, davvero senza parole…

    • Beh semplicemente prendi il cane lo leghi vai a casa e ti appunti mentalmente che ci devi lavorare su… se lo sgridi o lo punisci, prendendo in esempio il caso di quello che ha fatto Afra, al 90% il cane la prossima volta invece che metterci un po’ per partire e poi sedersi e aspettarti al limitare del bosco prende e va direttamente e addio

  21. Quindi lo si ignora…
    Ma io mi chiedo (e non riesco a darmi pace) il fatto che non ci sia una azione/reazione che indichi al cane che quello che ha fatto a noi non piace e che è sbagliato non può indurlo a pensare che è giusto o che comunque non è sbagliato?

    • Imho no. A parte che il cane non è una macchinetta che per ogni azione deve di sentirsi dire sì o no, dietro i comportamenti ci sono personalità, emozioni, intenzioni… il cane non è un bambino a cui puoi spiegare “ok ora sei tornato, ma guarda che io ti chiamavo da tre ore e vorrei che la prossima volta tu rispondessi subito invece che farmi perdere tempo”… se una volta che si fa prendere la punisci, non va a pensare “mi ha punito perché un quarto d’ora fa mi sono allontanata” ma pensa “guarda a questo, io mi faccio prendere e lo aspetto nonostante abbia visto una lepre e quello mi sgrida e mi da anche un ceffone, la prossima volta col cavolo che torno” con conseguente perdita di fiducia… se si rende evidente avere un problema di richiamo sulle distrazioni (comunque i motivi per cui il cane può non tornare possono essere mille, non è che ti sta prendendo in giro, compreso il fatto che in quel momento non riesce a tornare, in breve non ha le competenze sociali ed emotive per rispondere al nostro richiamo, oppure può essere stressato, o non ha un buon rapporto con il proprietario o non sa controllarsi in determinate situazioni etc), ci si lavora gradualmente inizialmente in ambienti controllati e man mano aumentando le distrazioni, per esempio (ovviamente prima è da stabilire perché il cane non torna e lavorare sulla causa)… ma a sgridarlo sul momento temo che non fai altro che confermare il suo comportamento di allontanarsi e provocare diffidenza 🙂

  22. Pensiero serale del Rapece notturno prima di mettersi al lavoro con i suoi cagnazzi , secondo me Afra non ha fatto un azione sbagliata,semplicemente ha dato sfogo ad un suo bisogno istintivo di inseguire una preda ,anzi dal punto di vista etologico è una cosa buona perche il cane sta prendendo fiducia in se stesso,e lo dimostra che quando si è accorta che il suo umano non la seguiva nella caccia si è fermata ad aspettarlo,( se capita a me ci faccio una risata sopra e mi metto a cercare la lepre con il cane cosi ci divertiamo in due)sai le volte che capita quando addestri un cane alla traccia!il problema è che il suo gesto non è stato capito, e frainteso come una fuga e un non avere obbedito ad un ordine,ma non è stato cosi secondo me si sta facendo la cosa più grande di quello che realmente è stata, e con il tempo quando avranno piu fiducia uno nel’altro queste cose non succederanno piu ,e ricordatevi che non tutti i cani rispondono alla fiducia nel loro umano allo stesso modo,ma con pazienza e tempo Afra diventerà un gran cane e sono convinto che sulla pista da ricerca darebbe degli ottimi risultati ciao Aquila della notte

  23. Si ok, il cane ha tutte le motivazioni del mondo e va bene.
    Ciò non toglie che se fosse stata in un altro contesto (e magari in un altro contesto Mario non l’avrebbe lasciate e va bene) il fatto di inseguire una qualsiasi preda (un gatto per strada ad esempio) non sempre possa essere una cosa su cui riderci su e soprattutto è necessario a mio parere che se da un “vieni” il cane torni, per la sua incolumità prima di tutto. Il fatto che non sia tornato (non dico assolutamente di fare tragedie o picchiare o rimproverare aspramente il cane), anche se lo fa non nel senso di scappare, in qualche modo comunque dobbiamo far capire la nostra disapprovazione o no?

    Se mio figlio vuole restare al parchetto a giocare con me e scappa per farsi inseguire posso anche starci o se non si può (perché è tardi, perché c’è un qualsiasi impedimento che lui magari non capisce) se non torna quando glielo dico non lo corcherò di botte o farò una scenata ma il fatto che non son contenta per come si sta comportando mi sembra giusto farglielo passare. O no?

    • Pensiero del mattino di ritorno da una nottata al fresco nei boschi,i cani non sono bambini, e non si rapportano con noi come i bambini,anche se ha noi piace crederlo,loro sono lupi addomesticati,e si rapportano con noi in modo lupesco,e noi dovremmo sforzarci di pensare quando interagiamo con loro in modo lupesco non scimmiesco, e quando noi ce ne renderemo conto allora molte cose diventeranno molto più semplici, i lupi lasciano molto tempo ai cuccioloni di vagare da soli per i boschi sotto lo sguardo vigile di un adulto ,i lupi non mettono il guinzaglio ai loro cuccioli per insegnargli ad andare al passo,siamo noi che costringiamo i cani a comportamenti anormali,perciò dovremmo essere noi che se c’è un lupo domestico un po più lupo e meno cane cercare di capirlo un po di più cacchio! poi ogni uno può rimanere sulle sue posizioni di pensiero e considerare i cani alla sorta di bambini o soldatini da addestrare, ma la realtà dei fatti chi più o chi meno è questa ciao dal rapace notturno assonnato vado a dormire insieme ai miei cani

  24. Scusa Aquila della notte ma non mi sono spiegata… il nesso coi bambini era per far capire le motivazioni per cui il cane dovrebbe avere un motivo “serio” per tornare. Nel senso che non sempre siamo in un bosco e possono esserci pericoli o cause che fanno si che il nostro richiamo sia più che necessario.
    Cmq ho letto che mi ha risposto in parte Mika un pò più su e la risposta alla mia domanda “se non lo sgrido allora come mi devo comportare?” credo di aver capito che sia: prendi il cane e sul momento fai nulla. A casa si ricomincia a lavorare. 😀

  25. Be si se la metti su questo piano, il cane quando ritorna devi lodarlo e non sgridarlo, loro vanno per associazione di idee e vivono nel presente ,ma lo ripeto Afra ha fatto quel gesto perche era nel bosco e ha sentito la lepre,in un altro contesto non se ne sarebbe andata,(e si è fermata ad aspettare il suo umano non era una fuga dal suo punto di vista) solo che certi cani corrono molto veloci e quello che a noi sembra una fuga per loro è solo un balzo un pò più lungo ,poi bisogna considerare il tipo di cane e che da esperienze veniva,ad esempio se prendi la Golden di mia moglie che è una cagnolina a comando quel problema non lo avevi di certo, appena gli dici ferma! si blocca immediatamente ma con un Golden il lavoro è molto più facile ,ma con Afra con molto sangue segugio e levriere(non dimentichiamo che gli alani sono stati creati con il supporto dei levrieri) il problema del selvatico penso che si porrà molte volte,e bisogna metterlo nel sacco quando si va nei boschi,lo ripeto i cani sono lupi domestici e noi lo dimentichiamo troppo spesso ciao a sentirci vado a dormire Aquila della notte

  26. Carissimo, leggendoti ho avuto un tuffo al cuore…mi hai riportato indietro di tanto, tanto, tanto tempo fa…quanddo un cane, un adorabile cucciolo, ha cambiato la mia vita e mi ha strappato dal mondo dell’agility, dell’obedience, del “metodo gentile” (che quella volta era un novità!) e mi ha catapultato nell’universo del comportamentale. Ricordo i successi, l’idea che finalmente avevo trovato la chiave di lettura, e poi di nuovo il crollo improvviso di tutti i castelli di carte. Ricordo muovermi in treno per tutta Italia ogni volta che speravo di trovare un nuovo appiglio, un piccolo pezzo del puzzle che mi avrebbe portato a capire cosa stava succedendo. Non ti dico com’è finita la storia, perché il bello penso sia il percorso….;-)

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Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.