test3di MARIO GIOVANNINI –  Ovvero 10 segnali che, forse (ma forse, eh) il nostro rapporto con il pelosetto (o piumato, squamato, invertebrato o quel che vi pare) di casa è andato un tantino oltre…
Ovviamente autobiografico.
Qualunque riferimento a persone reali o fatti accaduti è puramente casuale.

1. Parli perennemente al plurale. E non majestatis. “Siamo andati al parco”, “dobbiamo passare in negozio”, “dopo andiamo dal veterinario”… no, questa sarebbe l’unica che avrebbe senso in sé. Se non fosse che quando un randagio mi ha attaccato un fungo, le cure del dermatologo sono state completamente inutili, ma quelle del veterinario mi hanno risolto il problema!

2. Le foto del profilo dei tuoi amici su facebook sono, per la maggior parte, dei loro pet.
La stragrande maggioranza di quello che postano riguarda animali da adottare, storie strazianti di maltrattamenti, consigli di ordinaria e straordinaria ‘manutenzione’ e aneddoti strappalacrime.

3. Quelli che, invece, frequenti nella vita reale o hanno anche loro un animale, per cui a ogni incontro la prima mezz’ora (minimo) è dedicata ai reciproci aggiornamenti su stato di salute, abitudini, addestramento, aneddoti curiosi e divertenti, varie ed eventuali, oppure non ce l’hanno e va a finire nello stesso modo, ma a senso unico. Ma… ora che ci penso, effettivamente è un po’ che non ne incontro… strano.

test24. Quando sei in giro, se vedi da lontano qualcuno con un braccio teso, istintivamente allunghi lo sguardo per vedere cosa ha al guinzaglio. E se scopri che si tratta invece della busta della spesa ci rimani anche un po’ male.

5.  Se invece si tratta di un cane:
a)    analizzi attentamente razza, sesso, età e condotta
b)    analizzi attentamente il comportamento del conduttore
c)    analizzi attentamente l’attezzatura
… e sicuramente trovi uno o più punti da criticare.

6. I depliant delle offerte degli ipermercati, che prima sfogliavi partendo dal fondo per cercare l’ultimo cellulare in offerta, sono ormai poveri di interesse. Anche quando giri per le corsie del supermercato, facendo la spesa, non puoi fare a meno di osservare quanto sia povero l’assortimento del reparto animali. Anche se un’occhiata ce la butti comunque, non fosse mai…
Ma al Pet Shop ti rianimi, ingrifato come pochi per il Bag porta bocconcini o, per i più evoluti, per le ultime pappe a base Bio.

test17. Cominci a considerare le macchie di bava e cibo come una sorta di medaglia al valore. Che esibisci anche con un discreto orgoglio. Per non parlare dei due stampi di fango a forma di zampa che hai sul petto o le ginocchia macchiate di erba. Il tuo armadio contiene molti più capi ‘da cane’ che per andare a lavorare. Hai le mani intarsiate di graffi, le braccia costellate di lividi, ma in compenso le gambe di Usain Bolt a forza di farti minimo 10 Km al giorno di passeggiata.

8. Una volta guardavi i classici di Disney e piangevi. Ora ti fanno venire il mal di stomaco per la rabbia: maledetta antropomorfizzazione! Però non puoi fare a meno di individuare a colpo d’occhio di che razza sono Lilli, Matisse o Romeo.

9. Hai sempre un pacchetto di biscotti in tasca. Sempre. E una confezione di crocche sotto il sedile dell’auto. Una ciotola, due palline e un Kong sul sedile posteriore dell’auto. E se qualcuno ti fa osservare che quello schifo sbavato starebbe bene nel bagagliaio, non puoi fare a meno di fargli notare, con tanto di sguardo stupito che, ovviamente, “non ci stanno, dietro c’è il kennel!”

10. Quando ti chiedono un’opinione su quale potrebbe essere il numero giusto di animali da tenere in casa, rispondi senza esitazione: “Ancora uno!”

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36 Commenti

  1. per l’euforia ho pigiato invia ma c’era una cosa fondamentale da aggiungere: e in questo momento non ho un cagnetto…. ma mi porto avanti col lavoro… 😉

  2. Piccola aggiunta al punto 4: non solo ci rimango anche un po’ male, ma lo comunico ad alta voce alla grande (“uh, Mais, hai visto, era la spazzatura”) perché so che ci rimane male pure lei…

  3. (11) quando parti per le ferie con tutta la banda( moglie cognata e tutti i nostri cani due corsi due golden e una meticcia salvata da abbandono)controlli attentamente alberghi(pochi a dire il vero quasi nessuno) agriturismi e spiagge dove accettano te e i tuoi a animali perche noi senza di loro non ci pensiamo neanche a muoverci, e secondo me come undicesimo ci sta tutto ciao Aquila della notte

  4. la 1 è mia!!!!!!
    arrivando a dire al vicino che attacca sempre bottone quando ci vede passare “scusa ma andiamo a fare la pipi che ci scappa” e lì effettivamente un po’ ridicola mi sono sentita!!!
    però il plurale è d’obbligo, non riesco a trattenermi… 🙂

  5. Fantastica e verissima! Domanda all’autore, come procede con Afra? La sua storia è molto simile a quella della mia ed ho adorato leggerla!

    • Afra (come Valeria aveva previsto) si è ripresa abbastanza rapidamente dalla crisi che ci aveva colpito – ci ricasco subito con il punto 1 – tornando più o meno ai suoi livelli migliori. Sembra patire il caldo un po’ più della media, per usare un eufemismo. Per cui in questo periodo evito di ‘caricarla’ troppo. Tra una decina di giorni sono in ferie e spero di poter fare un po’ di lavoro con lei.

  6. Aggiungerei
    – 3bis…Le conversazioni non le tieni tu, ma il tuo cane, al quale tu presti la tua voce stile “Senti chi parla” e sei assolutamente certo di dire esattamente quello che lui sta pensando …
    – 7 bis… I peli che trovi immancabilmente ovunque, sono per te un segno distintivo, un marchio che sancisce l’appartenenza ad una fortunata èlite. Impari a selezionare le amicizie con la “prova dell’indifferenza al pelo”…Quello che storce il naso viene immediatamente messo al bando!

    Grazie per questo bellissimo articolo!

  7. dissento dal punto 6: come sarebbe a dire che non interessano i dépliant dei centri commerciali?!? Io li guardo sempre e se non sono di carta patinata faccio incetta… utilissimi per i bisognini dei più piccoli e evitano anche figure con il giornalaio del tipo: “Ce l’ha ancora qualche quotidiano? Sì, va bene anche quello… tanto sa, è per il box dei cuccioli…”

  8. Tutte T U T T E!
    A parte la 7, solo a metà. Perché non penso che le zampate di fango siano una medaglia al valore, mi danno ancora fastidio, ma dopo un periodo in cui lavavo tutti i santi giorni jeans tute maglie e cappotti, mi sono stufata, ed ora l’abbigliamento da cane viene spazzolato al termine di un giro particolarmente avventuroso e riutilizzato altre volte.
    Ovviamente le pettorine della belva invece si cambiano ogni giorno, perché io posso anche andare in giro come una barbona che dorme nei fossi, ma la bulletta vuole essere principessa e dopo essersi innondata di fango dalla testa ai piedi esige che le si cambi il vestiario 😉

  9. Le ho proprio tutte. Ormai non mi cambio più per andare a lavorare ci vado con look cane. L’altro giorno ho trovato una crocchetta nel portafoglio (boh come ci sia finita non so). Ho sacchetti per deiezioni (che io chiamo i sacchetti pupù) in ogni borsa, lo zaino kit per l’uscita comprendente giochini assortiti, ciotola per l’acqua biscotti. Faccio il diario di bordo a amici fisici e di facebook delle malefatte del giorno. Conosco la composizione di tutte le crocchette in commercio, le percentuali di proteina, i carboidrati nobili (mais, patate, riso ecc). Conosco tutti gli inegratori per il pelo, per le ossa per i denti ecc. Non esco più senza palline. Ho due iene impossibili, che combinano più guai di una orda unna… che mi hanno cambiato la vita

  10. bellissimo! ma come la mettiamo che i vicini di casa se son sola senza il bibone al guinzaglio non mi salutano perche non mi riconoscono?

  11. 1) si, parlo al plurale perche lo porto molto spesso con me nei negozi
    2) sinceramente tra i miei amici solo una meta’ ha un cane e non tutti usano foto con il cane per il profilo
    3) continuo ad avere anche amici senza cane pure nella vita reale.
    4) questo si
    5) si
    6) non frequento i pet shop (compro le crocchette all’ ingrosso), comunque ogni volta che passo davanti a uno mi fermo a guardare la vetrina
    7) medaglie no, ma ormai mi lasciano indiferente e non mi da nessun problema uscire coperto di bava di molosso
    8) non mi piacciono i classici Disney ne i film buonisti con animali che parlano
    9) non ho la macchina; altrimenti sarebbe come da descrizione
    10) continuiamo a dubitare se prendere o no un altro cane (abbiamo due cani e un gatto) ma ogni volta che vediamo un annuncio la tentazione e’ forte. Se avessimo piu spazio e piu soldi…

  12. ah ah troppo vero! aggiungerei che se vediamo una famiglia con cane e bimbo al seguito, ci fermiamo delle ore a parlare dei pelosi e a fare mille complimenti e coccole al pelosetto…senza degnare nemmeno di uno sguardo il neonato!!!! 🙂

  13. il punto 4 in effetti… il mio è un po’ stile Sciuramaria… tensione per l’attesa di vedere cos’ ha al guinzaglio, se piccolo sospiro di sollievo ma domanda fatidica: maschio o femmina?!! se grosso tensione fino alla solita domanda “maschio o femmina???!!! se non c’è il guinzaglio si cambia strada alla veloce… a meno che non sia spazzatura… :))

  14. La 4 in pieno anche quando non avevo un cane!
    La 5 critico…e se critico CRITICO al massimo il padrone!
    La 9 giuro che prima di finire di leggere ho pensato “no dietro ho il trasportino”
    10 ….ancora unoooooooo!!
    Condivido il conoscere i nomi di tutti i cani e non dei padroni….e non riconoscerli ( onon esser riconosciuta) senza la creatura:
    “Buonasera”
    “….hhhh…..”
    “Hildi, dobermann, 3 mesi”
    “Ohhhh ciao caraaaaaaaa”

  15. Aggiungerei che appena senti qualcuno fare vocette strane già ti immagini di vedere il cucciolo di turno. E se quelle vocette sono indirizzate a un passeggino vale la stessa reazione del numero 4, ci rimani male.

    E caso peronale: quando devi cambiare auto, pensi prima a quali modelli potrebbero fare stare comodi gli occupanti pelosi che quelli sui sedili davanti. Magari maledicendo siti e aziende perchè nella marea di numeri che ti forniscono da nessuna parte sono scritte le dimensioni del bagagliagio… e come cavolo faccio a sapere in quali mi stanno bene due Kennel grandi?! nel dubbio guardo i pulmini 😛

  16. @Enos..verissimo..anche noi abbiamo scelto la nuova macchina in base allo spazio per il cane! 🙂

    p.s. abbiamo anche comprato il mini ventilatore da automobile, che sorreggo personalmente con una mano per tutto il tragitto mentre sua pelosità si piglia il fresco spaparanzato sul sedile dietro stile faraone d’egitto.

    punti 1 – 3 e 7 mi ci ritrovo completamente!

  17. Ahahahahah! Bellissimo! Mi ci rivedo in più punti,anche se il cane non l’ho ancora preso!xD In compenso chiacchero per ore dei miei gatti con le mie amiche “gattare”… 😀

  18. Hahaha la 4 é la mia, anche se io amplio anche ai tizi con le mani in tasca, che hanno semplicemente l`aria di chi sta aspettando che il cane finisca di annusare dietro il cespuglio, e che invece stanno facendo tutt`altro! E intanto io allungo il collo o sbircio di sbieco fino a rimanere prontamente delusa xD

    E poi la 8…anche io mastico bile per l`antropomorfizzazione ( a parte che più che coi film disney mi succede con quelli idioti come la serie air buddies, non so se qualcuno ha presente….e ultimamente con il film di sansone, dove oltre ai soliti luoghi comuni ci sono anche tantissime cazzate..per esempio, gli accenti abbinati alle razze: il cattivo, un beauceron ( non hanno trovato un dobermann?) ha accento tetezco, perché é nero focato…ovvio…,sansone, che sarebbe giusto tedesco, parla normalmente, cioé in americano. La aussie sua amica, che dovrebbe parlare americano, ha un accento inglese da Oxford, la collie fidanzata del cattivo ha l`accento francese…aiuto!!! La sagra dei cuggini), peró piango lo stesso xD

  19. La 11 è sicuramente riguardante il pelo nella macchina, quando un ipotetico passeggero mi guarda storto perché non sa come fare a sedersi io rispondo che la macchina è di proprietà mia e dei cani

  20. La 1 all’ennesima potenza. Gli altri punti più moderatamente.
    Il far scivolare verso l’oblio dolcemente ma inesorabilmente e senza accorgersene le amicizie anche antiche di chi non ama i cani manca nell’elenco ma nel mio c’è.

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Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.