venerdì 3 Luglio 2020

Ma quali sono i “cani da parchetto”?

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

parchetto6di VALERIA ROSSI – Mi scrive un lettore: “Perché non scrivi un articolo su questi famigerati “cani da parchetto” di cui parli sempre? Magari consigliando alcune razze più adatte di altre a stare in un negozio con il proprio padrone. Quando parli di questi cani a me vengono in mente sempre le solite 3 o 4 razze…”
Inizialmente ho risposto che non è sempre e solo questione di razza, visto che molto dipende anche dalla socializzazione e un po’ da tutta la gestione del cane… però è anche vero che la razza influisce, e non poco, sulla possibilità di far durare più a lungo la sociabilità e l’atteggiamento amichevole di un cane verso i suoi simili.
E siccome sostengo da sempre che i cani non sono tutti uguali, che la razza e la selezione fanno la differenza… vediamo di individuare le razze più indicate ad andare d’accordo con gli altri cani, fermo restando  – e questo vorrei che fosse BEN chiaro – che se un cane non viene socializzato correttamente potrà diventare scostante e/o rissoso a qualsiasi razza appartenga… e viceversa. E poi ci sono le differenze individuali, che fanno sempre la loro parte.
Ho conosciuto pit bull, bull terrier e akita (tutti nati in origine come cani da combattimento) che anche in età adulta giocavano serenamente con qualsiasi cane, anche con quelli del loro stesso sesso; ho visto segugi italiani e beagle (cani “amichevoli” per antonomasia, perché selezionati per lavorare in muta) che diventavano delle iene di fronte a qualsiasi loro simile.
In grandissima parte era merito/colpa dei loro umani, ma sicuramente contava anche il carattere del singolo individuo: e qui diventa difficile stabilire se c’entrassero comunque gli umani (stavolta intesi come allevatori) o se si fosse trattato di pura fortuna/sfortuna. Sta di fatto che le differenze individuali esistono e che non sempre è possibile “metterci mano” risolvendo i problemi, quando si tratta di cani rissosi (non credo che a nessuno dia invece fastidio il fatto che il suo pit bull giochi con gli altri cani: se gli dà fastidio, quello che deve farsi curare è l’umano).

parchetto1Detto questo, e chiarito subito che quando dico “cane da parchetto” intendo “cane che anche da adulto avrà buone possibilità di mettersi a giocare e non litigare con cani adulti e sconosciuti”… parliamo pure di attitudini di razza e diciamo subito che la selezione umana c’entra parecchio, perché i cani più “naturali” (vedi cani primitivi) si comportano all’incirca come i loro progenitori lupi.
Ovvero: finché sono cuccioli/cuccioloni (diciamo fino alla maturità sessuale,  o poco oltre) pensano solo a giocare e quindi vanno d’accordo con tutti; una volta maturati sessualmente, i maschi entrano in conflitto con gli altri maschi, mentre le femmine possono essere ancora passabilmente amichevoli con le altre femmine… almeno finché non vanno in calore contemporaneamente, perché in quel momento possono partire i conflitti anche tra loro.
In generale, comunque, lupi e cani primitivi adulti tenderebbero ad evitare gli altri adulti dello stesso sesso, a meno che non siano parenti e/o che non convivano da sempre: se però vengono “costretti” (come l’uomo fa regolarmente) a frequentare cani estranei dello stesso sesso, i conflitti diventano assai facili.
Dov’è, dunque, che l’uomo ha messo il suo zampino per evitare che scoppiassero risse ad ogni pie’ sospinto, selezionando quindi, nel corso dei secoli, i cani più tranquilli e più amichevoli?
Ovviamente nelle razze fatte per lavorare in gruppi (mute): quindi segugi, innanzitutto, ma anche cani da slitta e cani da caccia in generale (da ferma, da riporto…), perché anche quando non lavorano propriamente in muta, i cani da caccia sono spesso a contatto con i loro simili.

parchetto7Attenzione, però: all’uomo è sempre interessato che i cani non litigassero tra loro quando lavoravano.
Di parchetti e affini non ne fregava assolutamente nulla a nessuno, perché la (malsana, dal punto di vista etologico) abitudine di mollare insieme, in spazi più o meno ristretti, mucchi di cani che non si conoscono e che non avrebbero nessunissimo interesse a collaborare è decisamente recente.
Quindi segugi e cani da slitta sono sicuramente capacissimi di “non litigare” quando stanno facendo il loro mestiere (anche perché gli piace così tanto che non hanno proprio in mente nient’altro): questo non significa, però, che nei momenti liberi trovino simpatici tutti i loro simili. Di solito sì, qualche volta… anche no.
In particolare i Siberian husky, che ho allevato a lungo e quindi conosco benino, tendono a “lupeggiare” e quindi ad ignorare i cani del loro stesso sesso: se però qualcuno va a fare un po’ troppo il furbo, e/o se nasce un’antipatia… allora si menano che è un piacere. Fortunatamente il 99% dei loro scontri è ancora una volta “lupesco”, e cioè ritualizzato: non è detto, però, che ritualizzi altrettanto anche il rivale. Ovviamente, se l’altro fa sul serio, anche l’husky non si farà pregare per adeguarsi.
Venendo agli altri cani da slitta, Malamute e Samoiedo sono in generale più tranquilli e anche più giocherelloni (specie il Samoiedo), mentre il Groenlandese si comporta più o meno come l’husky.

parchetto8I segugi, in generale, sono davvero sempre amichevoli (non sempre giocherelloni, ma amichevoli sì): i più tranquilli sono quelli più pesanti, dal bassethound al bloodhound, quelli che giocano più volentieri sono i segugi di media taglia, come il segugio italiano… sempre ammesso che non siano troppo timidi per farlo con cani che non conoscono.

Iparchetto9 cani da ferma… dipende: setter e pointer, di solito, appena vengono liberati in una qualsiasi area pensano solo a correre a perdifiato, il che comporta che tutti gli altri cani presenti li inseguano altrettanto a perdifiato.
Può sembrare che “stiano giocando tutti insieme”, ma in realtà quelli davanti si gratificano proprio con la corsa in se stessa, mentre quelli dietro stanno ascoltando il loro impulso predatorio.
Quando (e se) si raggiungono, di solito, succede davvero che giochino, essendo tutti cani dall’aggressività molto bassa:  ma la spinta iniziale non è esattamente quella!
Quanto detto vale anche per i levrieri, che in realtà sono anch’ essi cani da caccia.

Dobbiamo sempre pensare che il gioco, negli animali sociali, serve soprattutto ai cuccioli e ai giovani, per:
• Formare il comportamento dell’adulto (gioco come palestra di vita)
• Facilitare l’interazione sociale
• Aumentare la destrezza fisica e mentale
• Migliorare la coordinazione
• Esercitare e dare le prime dimostrazioni dei rituali e dei comportamenti ritualizzati
• Apprendere i ruoli sociali e la loro previsione nel futuro attraverso le sequenze degli eventi
• Fornire un’opportunità per l’esplorazione
• Fornire un’opportunità per imparare a risolvere problemi di crescente complessità (Fagen , 1981)

I giovani cani giocano tra loro per ottenere tutti questi risultati: i cani adulti giocano con i giovani per insegnare loro tutte queste competenze.
Ma cani adulti con altri cani adulti… perché dovrebbero giocare?
La risposta è una ed una sola: gli adulti giocano per evitare di litigare.
Ovvero, per “buttare in caciara” tutti i possibili motivi di conflitto.

parchetto3Vuoi scavalcarmi gerarchicamente? E io ti capotto per gioco, così intanto vedi che sono più forte e più furbo di te, e magari rinunci all’idea senza che siamo costretti a lottare sul serio.
Mi hai fregato il giochino? Vabbe’, dai, io lo prendo dall’altra parte e giochiamo al tira-molla, così evito di incazzarmi.
E così via.
Come abbiamo detto più volte, i cani tenderebbero sempre ad evitare i conflitti, se possibile: per un animale “atavicamente selvatico”, che ancora non si è del tutto convinto di avere a disposizione cliniche veterinarie pronte a ricucire le sue ferite, l’integrità fisica è tenuta in grande considerazione e quindi fa il possibile per conservarla.
Quindi cerca di esprimersi più che può attraverso il “gioco sociale”, e poi attraverso le lotte ritualizzate… a meno che qualcosa o qualcuno non gli faccia proprio partire l’embolo, nel qual caso lotta sul serio (e, nella sua testa, in questi casi lotta per la vita).
Perché si verifichino i presupposti di cui sopra – giocare più che si può, o al massimo litigare un po’, ma ritualizzando – è però molto, ma molto importante:
a) che i cani siano stati correttamente socializzati;
b) che i cani parlino la stessa lingua.
Perché se è vero che esiste un “canese” uguale per tutti, è anche vero che la selezione umana ha indotto anche la nascita di diversi “dialetti”, non ugualmente comprensibili da tutti.

parchetto10Mi spiego subito.
Ci sono cani che giocano prevalentemente “a rincorrersi” e ci sono cani che preferiscono giocare alla lotta: solitamente più il cane è pesante e più prediligerà questo secondo tipo di gioco, anche perché a correre a lungo proprio non ce la fa.
Ci sono cani che la lotta la interpretano in modo più “soft” (rotolare insieme, fingere di prendersi per il collo, sdraiarsi uno di fronte all’altro e simulare i morsi in modo incruento) e ce ne sono altri che arrivano a trecento all’ora e si spetasciano contro l’altro cane come arieti da sfondamento.
Inutile dire che, nel caso in cui l’altro cane non sia abituato a giocare in questo modo, non capirà che si tratta di un gioco ma lo interpreterà come un’aggressione, a cui risponderà per le rime. Questo è il motivo per cui, per esempio, i boxer difficilmente riescono ad andare d’accordo con cani di razza diversa dalla loro, mentre tra loro giocano come pazzi per ore ed ore.
Il fatto è che loro sanno giocare solo così: “sfondandosi” a vicenda. E se tra loro si capiscono benissimo (non solo: si divertono come pazzi a massacrarsi a spallate!), gli altri cani la prendono male e spesso reagiscono peggio, scatenando così risse dovute solo a un clamoroso fraintendimento.

parchetto11Non è soltanto importante badare alla razza “in se stessa”, dunque, ma anche alle razze che decidiamo di far interagire tra loro: perché lo stesso identico boxer, per restare all’esempio precedente, potrebbe essere un gran giocherellone in mezzo a cani della sua stessa razza… e  diventare un fomentatore di risse se mollato al parchetto in mezzo a cani diversi.
Sarebbe molto opportuno che tutti i cuccioli avessero modo di imparare i vari “dialetti” usati nel gioco durante il periodo della socializzazione: ma anche in questo caso bisogna stare molto attenti e andare per gradi.
Per esempio,  un cucciolo di border collie che venisse inserito in una classe di socializzazione con un boxer e un pit bull potrebbe uscirne traumatizzato a vita e convinto che gli altri cani siano dei pazzi furiosi che si divertono solo a scaraventarlo di qua e là a suon di spallate e zampate (e purtroppo conosco diversi casi in cui è successo esattamente questo).

In generale, personalmente ritengo molto importante:

a) far interagire cani che appartengano a scale neoteniche uguali o affini (se non sapete cos’è la scala neotenica, la trovate spiegata in questo articolo);
b) tenere nel dovuto conto i ruoli sociali/gerarchici dei cani che si vogliono liberare insieme (ne abbiamo parlato in questo articolo).

parchetto12Altri cani tendenzialmente “da parchetto” sarebbero quelli da compagnia, ovviamente selezionati per essere il più possibile buoni, dolci, socievoli: peccato che in un numero elevatissimo di casi questi cani vengano rovinati dalle Sciuremarie che, per paura che qualche grosso cagnaccio  faccia la bua al loro bambino, impediscono loro qualsiasi contatto con i loro simili, rendendoli così nevrotici e pronti a litigare con chiunque.
Anche in questo caso basterebbe un po’ di buon senso per permettere ai cagnolini più piccoli di sviluppare una decente capacità di rapportarsi con gli altri: si dovrebbe cominciare sempre a farli interagire con soggetti di pari taglia, per poi inserire gradualmente cani un po’ più grandi in modo che loro imparino anche a rapportarsi con questi ultimi senza farsi prendere dal panico e sentirsi costretti a “mettere le zampe avanti” attaccando per primi.

parchetto13Venendo ai grandi molossi, questi solitamente sono cani che – sempre se ben socializzati – si possono mollare tranquillamente al parchetto, magari senza pretendere che giochino correndo come pazzi, ma senza grandi timori che scoppino risse… a meno che non arrivi un altro cane di pari mole e pari sesso.
Di solito, infatti, i grandi molossi sono consci della propria superiorità fisica e quindi tendono ad essere molto dolci e a volte addirittura protettivi con i cani di piccola-media taglia  (con i quali giocheranno anche volentieri, sempre se non fa troppo caldo), mentre considerano come potenziali antagonisti i cani grossi come loro.
Se si conoscono e sono già amici da tempo, due molossoni adulti potranno giocare insieme nel modo migliore (ovvero, senza rischiare di lasciare qualche legamento per strada, come succede invece se tentano di giocare con cani piccoli e scattanti): se però NON si conoscono, specie quando si tratta di due maschi, è meglio che uno dei due liberi la zona e lasci il posto all’altro.
Non perché debba sicuramente scoppiare una rissa… ma perché, se per caso scoppia, questi si fanno male sul serio (ritualizzano poco e hanno bocche molto grandi con denti molto grandi). Per la serie: meglio prevenire che curare.
Eh, ma allora come si fa? Se giocando con i cani più piccoli rischiano di farsi male, e con quelli grossi rischiano di litigare…
Semplice: si cerca di farli incontrare con cani della stessa mole (più o meno) e di sesso opposto.
Perché è vero che non basta la classica domanda da Sciuramaria: “E’ maschio?” “E’ femmina?” per dare per scontato che due cani non litighino, visto che i cani asociali si lanciano denti in resta contro qualsiasi cosa abbia una coda, senza neanche un’annusatina preliminare… ma non ci sono soltanto cani asociali, grazie a Dio, a questo mondo.
Quindi basta identificarne qualcuno ben socializzato e non schizzato, darsi appuntamento al parchetto e permettere che i due bestioni, dopo essersi annusati ben benino ed essersi identificati come possibili partner, e non come antagonisti sessuali, si diano alla pazza gioia.

parchetto15E i cani da pastore?
Quelli da conduzione del gregge, mediamente, amano molto più giocare (specialmente a rincorrersi) che litigare: però sono anche ben disposti a menarsi, se è il caso.
Essendo anche animali molto reattivi, succede abbastanza spesso che si passi dal caso a) al caso b) in un nanosecondo, quindi è difficile prevedere quello che potrà succedere. Per fortuna sono quasi tutti grandi ritualizzatori, quindi è difficile che si facciano male seriamente, anche se litigano tra loro.
I guai possono arrivare quando litigano con un cane che, invece, ritualizza poco o niente: per questo consiglio di far giocare insieme pastori con pastori, e non – per esempio – pastori e molossoidi (parlano anche loro un “dialetto” diverso), a meno che non si tratti di cani che si conoscono già bene (nel qual caso ognuno avrà ormai imparato il dialetto altrui, quindi saranno in grado di capirsi).
I cani custodi del gregge sono quasi sempre molossoidi, che come tali si comportano: in media sono un po’ più aggressivi dei molossi adibiti alla guardia della casa, ma questo è bilanciato dal fatto che tendono ad aver rapporti amichevoli, anzi protettivi con gli altri animali. SEMPRE se sono stati correttamente allevati e socializzati (lo ripeto ogni volta, perché senza queste premesse nessuno potrà ma essere in grado di giudicare l’atteggiamento di un cane verso i suoi simili), tenderanno quindi ad essere molto dolci con i cani piccoli e addirittura a difenderli da eventuali “nemici”, mentre con i cani di taglia medio-grande saranno mediamente amichevoli… e con quelli di pari taglia, vedi quanto detto per tutti gli altri molossi.

parchetto16Infine, i terrier: che sono in assoluto i cani più aggressivi del mondo, e su questo non ci piove. Però, fortunatamente, sono anche tra i cani più giocherelloni del mondo (probabilmente Madre natura, anche quando l’uomo ci ha messo pesantemente del suo, tende a ripristinare gli equilibri evitando che circolino dei piccoli killer assetati di sangue).
Il fatto è che anche loro sono iper-reattivi e che, come abbiamo visto per i pastori, ci vuole nulla per passare dal gioco alla rissa: in questo caso c’è di buono che i cani sono più piccoletti… ma i loro denti, di solito, non sono altrettanto piccoli e possono fare danni seri.
Personalmente ritengo che i terrier vadano socializzati moltissimo da cuccioli, e che in età adulta debbano giocare quasi esclusivamente con cani che conoscono già da tempo. Maschio terrier + altro maschio sconosciuto (di qualsiasi razza) è sempre un incontro ad alto rischio.
Nei terrier di tipo bull, ovviamente, il rischio è ancora maggiore, visto che queste sono state razze da combattimento: quindi come “cani da parchetto” proprio non ce li vedo.
Fa parzialmente eccezione lo Staffordshire bull terrier, nato con l’idea di creare, in pratica, i “pesi gallo” dei combattimenti canini. Ma siccome la categoria “tappi” non piaceva più di tanto agli scommettitori, nel giro di pochi anni questa razza venne “dirottata” su una selezione più che altro da compagnia (secondo alcuni, rovinandola). Il risultato è che oggi diversi staffy sono amichevoli e giocherelloni… ma soprattutto con cani di sesso opposto. Le femmine possono essere parecchio antipatiche con le femmine, mentre i maschi sono quasi sempre antipaticissimi con gli altri maschi.
La Bisturi fa ulteriore eccezione perché lei, tendenzialmente, se ne impippa di tutti: annusatina, e poi ognuno per i fattacci suoi. Rarissimamente incontra qualcuno che proprio la entusiasma, e allora ci gioca per tre minuti netti, dopodiché ignora anche lui.
Se l’altro cane la approccia in modo aggressivo, o se è un maschio che prova a farle delle avances, risponde per le rime producendosi in una pregevole serie di ringhi ferocissimi che poi non vanno da nessuna parte: da quando ce l’ho non ha mai morso nessuno (in compenso un paio di pinzate se le è beccate lei). Però tutti gli altri staffy che ho conosciuto, compreso quello che avevo prima della Bisturi, non sono altrettanto ritualizzatori e, se decidono di menarsi, menano sul serio.

parchetto17E i meticci? Eh… i meticci sono meticci, quindi… indicazioni di razza, nisba: o almeno, niente di fissato, anche se un cane se sembra all’80% un pastore tedesco, probabilmente, tenderà anche a comportarsi come un pastore tedesco. E lo stesso vale ovviamente per qualsiasi altra razza.
C’è da dire che i meticci, qualora provengano da una storia di randagismo, solitamente sono dei comunicatori di altissimo livello: avendo incontrato, nella loro vita, “di tutto e di più”… conoscono a menadito qualsiasi “dialetto”, leggono perfettamente qualsiasi segnale (avendo imparato tutto sulla propria pelle) e quindi sono cani molto – in media – ottimi “parchettari”, probabilmente più di qualsiasi cane vissuto in famiglia (il che la dice lunga su quanti errori riusciamo a compiere noi umani).<

Ho scritto un papiro immane, ma non ho certamente detto tutto quello che si potrebbe dire su questo argomento.
E poi già so che qualcuno dirà “Eh, ma hai detto che il cane X è litigioso, mentre il mio…”, oppure “Non è vero che i cani Y sono amichevoli, io ne ho uno che…”
Lo ripeto ancora una volta: non soltanto non esiste “il cane”, ma non esiste neppure un unico, immutabile e fissatissimo “cane di razza X o Y”.
Quelle che si possono dare sono indicazioni “di massima” che però potranno venire letteralmente rivoluzionate sia dall’influsso umano  (che conta moltissimo), sia dal DNA del singolo individuo. Per questo non volevo neppure scriverlo, un articolo come questo: perché le cose da dire sono troppe, le eccezioni ci sono sempre e ci sono perfino le eccezioni alle eccezioni, perché la materia è influenzata da troppissssimi fattori diversi.
Però – ripeto – in linea di massima le attitudini di razza sono quelle di cui ho parlato. Spero che possano essere utili a qualcuno, senza però che io intenda assumermi alcuna responsabilità nei confronti di chi si ritroverà con un segugio litigioso o con un bull terrier “peace and love”!

P.S.: la richiesta iniziale mi chiedeva anche di parlare dei cani più adatti da tenere in ufficio, o in negozio. Avendo già scritto un mezzo romanzo sul tema “parchetti”, direi che a questo argomento sarà meglio dedicare un articolo a parte.

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28 Commenti

  1. Ho un piccolo incrocio terrier maschio di nove anni (molto probabilmente mezzo yorky mezzo altro terrier, perchè il carattere è completamente quello di un terrier) che è sempre stato convinto di essere un leone e che risponde a tono a qualsiasi abbaio o ringhio di altri cani,specialmente se maschi. Peccato che, poche settimane fa, mentre ero sola al parco è entrato un ragazzetto inesperto seguito dal suo pitbull. Stranamente il mio terrier non lo ha filato per ben due minuti, fino a che il pit non ha deciso di saltarmi addosso. Il mio è diventato una tigre da difesa. Peccato che l’altro fosse il triplo in quanto a peso e forza. Nel tentativo di non farlo ammazzare, mi sono beccata diversi morsi sulle mani (fortunatamente del mio, il padrone del pit si è beccato diversi punti di sutura per il suo). Insomma, un terrier e un terrier di tipo bull, maschi, sono come due bombe ad orologeria. Magari, se avesse chiesto, prima di entrare,un semplice “posso?” , avremmo evitato lo spargimento di sangue…

  2. Il mio ritorno in Italia si sta sempre piu concretizando (destinazione Civitavecchia in provincia di Roma) e obviamente Balrog mi accompagnerebbe. Ma non so come comportarmi con un mastino spagnolo maschio (che nel frattempo avrebbe raggiunto l’ anno e mezzo di eta) in un parchetto italiano. Lui e’ perfettamente socializzato sia con cani che con bambini, ma non credo che cani e bambini (e genitori) italiani si comportino esattamente come quelli messicani.

  3. Buongiorno, ho trovato molto interessante l’articolo sui cani “da parchetto” e ritengo che una sintesi dello stesso andrebbe appeso all’ingresso di ogni parco cittadino. A tal proposito volevo parlare della mia esperienza con Ariel (cockerina di sei anni) nel parco di quartiere. Ariel ha iniziato a frequentarlo dai tre mesi di vita, inizialmente c’era un branco di cagnetti che poi sono stati sostituiti/integrati da altri cani. Il numero si aggira sempre intorno alla decina, tutti di taglia medio piccola. Ariel è considerata la “portinaia” del parco, praticamente chiede i “documenti” ad ogni nuovo arrivato che deve obbligatoriamente passare dal suo naso prima di potersi rilassare! In caso di rissa lei interviene semplicemente mettendosi in mezzo ai contendenti con portamento eretto e coda dritta infila il muso tra i due ed è incredibile come la litigata si risolva immediatamente.
    La cosa che mi sorprende è che fa la spocchiosa e sostenuta con il “nuovo branco” mentre quando arriva uno dei vecchi membri, si profusa im mille sculettamenti, baci e inviti al gioco, suscitando la meraviglia degli altri frequentatori umani, per questo è anche soprannominata “la signora del circolo del bridge”! Ogni tanto invita al gioco qualcuno dei “nuovi” cagnetti che però sembrano non capire la sua improvvisa disponibilità al gioco e si mettono in posizione di sottomissione oppure la ignorano e io ho la netta sensazione che lei ci resti proprio male. Insomma per la serie non antropoformizzano…ma a me ogni tanto sembra di vedere riprodotte esattamente le dinamiche che ci sono tra i nostri bambini. Spesso sorprendo Ariel che osserva gli altri giocare e ho la sensazione che vorrebbe inserirsi nel gioco ma non ha il “coraggio” di farlo, ogni tanto viene anche urtata dagli altri che corrono come matti e l’espressione che assume è tra l’indispettito e il dispiaciuto. Boh non so mi ricorda quelle bambine un po’ saccenti e antipatichette sedute sempre in primo banco, bimbe che spesso vorrebbero essere diverse da quello che sono, un po’ come la mia Ariel “costretta” a interpretare un ruolo che forse in realtà non le piace per niente…

  4. Probabilmente io e mia moglie l’ anno prossimo dovremo trasferirci in Italia per ragioni personali. Ovviamente con cani al seguito. Ma piu tempo passa e piu ho paura di come si potrebbero trovare Balrog e Luna… In ogni articolo leggo commenti sulla situazione cinofila italiana che mi spaventano. Anche riguardo a questo articolo… Balrog e’ abituato ai parchi messicani (e ai cani messicani) e dalle descrizioni che leggo delle aree cani italiane inizio a credere che per lui sarebbe una sofferenza essere portato in posti del genere. Sinceramente non so cosa fare; obviamente lui verrebbe in Italia con me, ma ho troppa paura dei problema che potrebbe trovare una volta li.

  5. Quando la nostra Clio (dobermann inconsapevole di essere un cane) era ragazzina, abbiamo passato buona parte della nostra esistenza a gironzolare per parchi e parchetti per farla divertire/socializzare/fare esperienze varie e anche farle capire che lei era cane, proprio come quei pelosi a quattro zampe col naso umido che incontrava a grappoli. Il suo pseudo allevatore, l’aveva ceduta con i suoi due fratellini, a un altro pseudo alla tarda età di un mese scarso e a noi l’hanno consegnata a un mese e mezzo. Essendo il primo cane di cui mi occupavo personalmente, l’ho tenuta come se fosse di vetro di murano e il risultato finale è stato un essere di natura indefinita a cui andava insegnato prima di tutto chi era LEI. Non credo di esserci proprio riuscita, ma in compenso, almeno finché non è stata morsa a tradimento mentre giocava allegra con altri cani da una brutta stronza aggressiva che girava con una proprietaria brutta e stronza come lei senza guinzaglio anche dopo che aveva fatto la stessa cosa altre volte,è stata una cagnina contenta e giocherellona, ben disposta con tutti(a parte quelli che pretendevano di fare jogging: li fermava e io mi dovevo prostituire in scuse per placare le giuste ire…Dopo abbiamo comunque frequentato i parchetti – nel frattempo la famiglia canina era cresciuta – ma lei giocava solo con pochi e selezionati cani amici e con noi e la pallina. Una cosa che non dimentico è stata la sua relazione di intesa con un cucciolo di beagle a cui, la prima volta, ha preso tutta la testa nella sua boccona facendo scoppiare la costernazione degli umani suoi compagni. Poi si sono piaciuti così tanto che ogni volta che si incontravano lui tutto allegro gli porgeva il suo testino perché lei potesse con agio farselo sparire in bocca!!!

  6. Bellissimo articolo di cui ho apprezzato soprattutto la parte relativa ai randagi o, aggiungo io, semirandagi. Mi spiego: ho fatto di recente un viaggio alle isole Seychelles e ho scoperto con piacere che sono piene di cani, quasi tutti di proprietà di qualcuno, ma liberi di spostarsi, in quanto le case son tutte senza recinto. Dunque ci sono molti cani, tutti liberi; in maggioranza, ma non soltanto, meticci. Mi ha colpito la competenza comunicativa di questi cani sia tra loro sia con gli umani (di cui cercano spesso la compagnia, non solo per elemosinare cibo). Ora, mi ha colpito tantissimo quest’enorme abilità: nessuna rissa tra cani, solo qualche scaramuccia gerarchica, comportamenti da manuale, in cui le gerarchie erano intuibilissime pure ad una sciuramaria come me (che di solito non se la cava alla perfezione nell’analizzare i comportamenti dei cani al parchetto). Lì i cani imparvano tutto da soli: ad interagire con altri cani, con altri animali (c’erano pure molti gatti) e con umani. Bene: nessun cane aggressivo, pochi cani paurosi (e quelli che lo erano erano un po’ timorosi e guardinghi, non fobici). Con gli umani capivano subito chi voleva giocare o interagire con loro e chi no. E poi? Dopo una giornata a fare esperienze di ogni tipo se ne tornavano a casa: stupendi! Certo mi rendo conto, NON può essere così ovunque. Per certi versi è un mondo a misura di cane: una specie di megaparchetto in cui i cani sono liberi di decidere con chi e se giocare, nessuna imposizione umana.
    Altra cosa, completamente diversa, questa sui parchetti, esperienza mia. Ho un pointer maschio, abbastanza parchettaro, che si comporta come detto nell’articolo: corre, corre, corre, se qualche altro cane ha voglia di seguirlo ci gioca pure, altrimenti lo ignora. Non è aggressivo, neppure coi maschi purché pari taglia. La faccenda con i cani piccoli è diversa e dipende dal comportamento del cane piccolo: se sta tranquillo, annusa con calma, si muove lentamente tutto ok. Se è iperreattivo, abbaia, salta, allora il mio diventa aggressivo (in modo inizialmente ritualizzato ma non so per quanto, di solito lo fermo prima). Ho notato però in un caso un comportamento particolare che vorrei raccontarvi e su cui chiederei chiarimenti. Un giorno al parchetto c’era una cucciola di Cavalier King Charles Spaniel di soli 3 mesi. Essendo cucciola e ferma ho pensato non ci fossero problemi, ma quando il mio si è avvicinato la cucciola ha avuto paura (la proprietaria diceva che la portva lì proprio per farle passare la paura degli altri cani) e si è… chiusa a riccio. A questo punto il mio cane ha assunto un atteggiamento agitato e ho avuto l’impressione che si comportasse come se la cagnolina fosse una preda. Ma come? non sente dall’odore che è un cane? Non la vede? Io una spiegazione ce l’avrei. Il mio cane ha preso l’abitudine a cacciare i ricci (quelli veri, con le spine). All’inizio li fermava, ma poi ha capito che non scappano e ha cominciato a prenderli in bocca. Non so come faccia a non pungersi ma, se non glieli facessi sputare li ucciderebbe. Ora, io penso che, vedendo la cagnolina appallottolarsi gli sia partito una specie di embolo venatorio che gli ha fatto dimenticare che si trattava di un cane. (Ovviamente l’ho fermato prima che facesse danni). La mia interpretazione del suo comportamento può essere corretta o ha altre spiegazioni?

  7. La mia segugia italiana è esattamente come descritta nell’articolo: sempre amichevole ma non necessariamente sempre giocherellona. Le volte però in cui è capitato che incontrassimo altri segugi come lei sembrava veramente che si scatenasse una “reazione di appartenenza” …. si metteva a saltellare e a invitare al gioco tutta eccitata, cosa che non fa con altri cani…

  8. Ieri mia moglie ha accompagnato me e Balrog (mastino spagnolo maschio di 10 mesi) al parco dve lo porto sempre, ma visto che lei non ci viene quasi mai obviamente non conosce i cani che lo frequentano. Il parco e’ grande ma essendo frequentato anche da famiglie con bambini bisogna usare il guinzaglio, che ieri ho lasciato a lei per poterle insegnare alcune cose.
    Ebbene appena arrivati abbiamo incontrato una coppia (un maschio e una femmina) di dogue de bordeaux adulti con cui Balrog va parecchio d’ accordo (anzi lui riconosce proprio quel dogue maschio come il leader alfa del parco, anche perche lo ha difeso varie volte quando era piu piccolo) e quindi non ci sono stati problema. Poi abbiamo incontrato dei pitbull (sempre conosciuti e con i queli non ci sono problema), ma il momento di sorpresa per mia moglie e’ arrivato quando abbiamo incrociato una signora con una coppia di Scottish Terrier visto che le ho detto che la femmina ha gia lanciato vari morsi a Balrog e quindi ho preso io il guinzaglio.
    Una volta che la signora (con cui abbiamo pure vari amici in comune) si e’ allontanata ho restituito il guinzaglio a lei e continuando a camminare abbiamo incontrato un mio conoscente con due mastini napoletani (maschio di due anni e femmina di un anno e mezzo) con i quali non ci sono problema; poi la veterinaria con il suo rottweiler maschio e che era con una altra amica e la sua femmina di labrador. Quindi mia moglie ha continuato a camminare tranquilla fino al momento in cui ho visto il nostro (mio e di Balrog) incubo: Floppy, uno Yorkshire maschio di 4 anni che attacca Balrog ogni volta che lo vede. E la fática piu grande e’ stata convincere mia moglie che dopo esserci avvicinati a Dogue, mastini Napoletani, Pittbull, Rottweiler, Bobtail, San Bernardo… dovesse tenersi lontana da uno Yorkshire.

  9. per me i cani adulti questo grandissimo desiderio di giocare non ce l’hanno e stop, quindi le aree cani hanno senso fino ad un certo punto. la mia (quasi 3 anni) gioca solo con i suoi “amici”, neanche sempre, perche’ se c’e’ da fiutare il gioco passa in ultimissimo piano.

    • Ciao, io credo non sia così, dipende forse dalla razza. Dagda la labrador quattordicenne di mia sorella piena di acciacchi e doloretti deve essere trattenuta al parco perchè invita chiunque al gioco, salvo poi andarsene tutta claudicante….:(

  10. io non frequento le aree cani semplicemente perché Michi, 6 anni, non ama giocare con i conspecifici. E allora perché lo devo obbligare? Lui ama giocare con i membri umani della famiglia, con ognuno in modo diverso. Mentre quello che lo rende davvero felice è passeggiare, passeggiare passeggiare. Fosse per lui ci faremmo chilometri.
    Quando abbiamo preso la seconda cagnolina: 7 mesi femmina, di pari misura e forma, i suoi inviti al gioco sono caduti per un paio di mesi nel vuoto, però lei ha insistito e la prima volta che ho visto Michi rispondere è stata un’emozione indescrivibile.
    Adesso giocano la mattina appena svegli, e qualche altra volta durante la giornata, ma sempre per pochi minuti, ma va bene così.
    Per me è stato molto più importante, assicurarmi che tornassero al richiamo, in questo modo posso lasciarli sgambare liberi nei campi. 🙂

  11. Ho una domanda..Magari scema, ma io ci provo..
    E’ possibile che alcune razze “non si capiscano” tra loro per via del loro aspetto?

    Intendo..Io ho il cane aspirante collie. Gioca con più o meno tutti quando può e non bada al loro sesso, a meno che non “senta” l’altro cane come aggressivo/minaccioso/incompatibile ecc.
    In quel caso, annusata, camminata all’indietro e via, ognuno per la propria strada.
    (E di nuovo, questo a prescindere dal sesso dell altro cane. Ho beccato cani maschi amichevolissimi e femmine parecchio odiose. Ed il mio cane è maschio.)

    PERO’!
    Solitamente il mio cane evita a prescindere, tutti quei cani con il muso schiacciato o con la coda mozza. (Esempi: Carlini, Bouledog francesi, Bulldogs, Rottweiler senza coda, Boxer, alcuni pitbull..)
    Anche quando questi lo stanno palesemente invitando a giocare. -Quando fanno la cosa di stare con le zampe anteriori a terra ed il culo in su..-
    Di solito, basta un cenno ed il mio cane inizia a giocare e fare l’idiota con chiunque..Però con quel genere di cani lì no.
    Per cui mi è venuto il dubbio..E’ possibile che non riesca a capirli dal momento che alcuni di loro hanno una corporatura un po’ strana? Per esempio i bulldogs..Sono abbastanza “strani” fisicamente. Il mio cane li guarda, neanche li annusa, si ritrae e se ne va anche quando questi vogliono giocare.
    Io naturalmente non costringo nessuno a giocare, sia chiaro..Però mi è venuto il dubbio.
    E’ possibile che non riescano a capirsi per quel motivo?

    • Anche alla mia border non piacciono..solo che lei parte agguerrita ringhia fa su un casino…e pensare che da cucciola aveva un’amica bouledogue francais ma tutto un tratto non c’è più stato verso di farle avvicinare….mentre i carlini li tollera benissimo!

      • Bho, io per il mio ho un’ipotesi..Ma solo per i bouledog francesi..Quando era cucciolo, circa sei mesi, il mio cane stava giocando con tre bouledog francesi. Due maschi ed una femmina. Madre, padre e cucciolo.
        Il padre bouledog ha cercato di montare il mio cane che decisamente non aveva gradito ed aveva iniziato ad abbaiargli.
        Da allora, ogni volta che vede quei tre cani, il mio cane ringhia. Ma a distanza proprio..

        Però non credo dipenda da questo..Intendo..Per un cane montarne un altro in segno di dominanza è normale..
        Per cui bho..
        Due giorni fa ha addirittura annusato una carlina di sei mesi che voleva giocare..E’ già un progresso, perchè di solito li evita come la peste.
        Comunque il dubbio resta..

    • La tua domanda sarà pure scema però mi intriga parecchio, perché una delle mie (meticcissima di canile) odia i cani nordici – maschi o femmine non fa differenza – e tollera a malapena i cecoslovacchi…

      • Bhe, questo è già più strano..
        Io pensavo che il mio cane non amasse quel tipo di cani, perchè che so..Non riesce a comunicare con loro in quanto la loro corporatura è strna e difficile da interpretare. (Niente coda e muso schiacciato che “provoca” rumore simile ad un mezzo ringhio.)
        Non so eh..E’ una mia ipotesi..XD

        Ma i nordici sono lupoidissimi..Così come lo sono naturalmente i cecoslovacchi..
        Orecchie e musi a punta e code vistosissime..
        Magari il tuo cane ha avuto a che fare -negativamente- con cani simili in passato, prima del canile?
        Oppure anche a lei non piacciono certi cani..XD

  12. La mia cucciolona nera di Hovawart, che gioca con tutti ma in maniera irruente e scatenatissima scatenando il panico dei proprietari degli altri cani (soprattutto se piccoli e bianchi) in che categoria rientra?
    “Cani che al parchetto fanno il vuoto come Mosè che separa le acque”…? 😀

  13. Ho già stampato l’articolo e lo metterò nella bacheca dell’area sgambamento che frequento, chissà che qualcuno venga illuminato!

  14. Leggendo quest’articolo mi è tornato in mente il mio setterone schizzato preso in canile. Il suo modo di giocare ( con cani o umani che sia) era quello di dare zampate, spallate magari prendendo la rincorsa. Chiunque giocasse con lui finiva coperto di lividi. Veniva morso da tutti, e ci rimaneva pure male. Una volta per dare un annusata a una bassottina l’ha mandata a zampe all’aria con una musata e le ha fatto una completa visita ginecologica prima che la poveretta riuscisse a rivoltarsi e a morderlo sul muso (a sangue). Corse da me piangendo ma non imparò mai la lezione.

  15. Buongiorno Valeria,

    gran bell’articolo, come sempre.
    Volevo chiederle se potesse dipanare un dubbio che mi “assilla” da quando frequento con la mia compagna un’area cani nel paese dove viviamo.
    Ci sono due Golden Retriever pari taglia e pari età che solitamente giocano insieme. Ovviamente il gioco preferito è “ti sganascio buttandoti a terra e ci rotoliamo insieme (possibilmente sporcandoci)”. Ora, personalmente, fossero cani miei li lascerei socializzare anche quando cominciano a “ringhiottare” e “menarsi” un po’ più forte (ma si vede che i morsi sono comunque ritualizzati o comunque delicati). Il padrone di uno dei due Golden invece tende a fermarlo, facendoli separare.
    Mi è venuto quindi il dubbio: chi ha ragione ? Il mio istinto che mi porta a pensare che “se la sistemano loro (ovviamente se non si fanno male sul serio, ma non ci sono MAI guaiti)” o l’eccessiva prudenza del suo padrone ?

    Grazie mille,
    Orso Pedriali

    • Fino al primo ‘cain’ possono fare quel che vogliono
      Al primo ‘cain’ si drizzano le orecchie, al secondo ‘cain’ consecutivo si interviene e si separano (perchè l’altro non ha ‘mollato’ al primo ‘cain’).

  16. Sarebbe bello creare un sito del tipo “AAAA amico a 4 zampe cercasi” , suddiviso magari per provincia, per cercare di trovare il/la compagno/a perfetto/a di giochi per i nostri cani… 😉

  17. Guarda caso, i cani con cui il mio non va d’accordo sono i boxer (tranne uno, di 12 anni), qualche soggetto di tipo terrier, e un border collie (l’unica volta che che si sono “scambiati le opinioni” gli effetti collaterali della gran scenata sono stati i colli inzuppati di saliva e nient’altro).

  18. Ottimo! Mi ci ritrovo..
    La mia è una meticciona, però è palese che abbia sangue di kurzhaar e forse anche di labrador nelle vene e difatti gioca con CHIUNQUE!
    Chiaramente dalla sua ha anche un carattere piuttosto “giocherellone” se la situazione si fa un minimo “testa” la prima cosa che fa è spanciarsi e mandare segnali di calma moolto evidenti!
    È riuscita a giocare con femmine (a detta di molti) parecchio aggressive e/o insofferenti e piuttosto che mordere si prende una pinzata (porella).
    Io per esempio non ho un’area cani vicina e se la ciccetta gioca lo fa nei pratoni dietro casa non recintati e il massimo che incontriamo sono 2 o 3 cani insieme! Mi pare la situazione ideale…
    tanto più che non ci si ferma mezzo pomeriggio ma giusto 5/10 minuti, poi si riprende la passeggiata!

    A volte mi chiedo se per il cane sia abbastanza (dato che ci sono giorni in cui di cani non ne vediamo proprio) e se debba in qualche modo giocare di più con i suoi simili (ha 1 anno e qualche mese)…

  19. Stupendo articolo grazie, vediamo nel secondo (sui cani “da portare in ufficio”) cosa consiglierai 🙂 io ho scelto maltese e cavalier king charles e mi ritengo più che soddisfatta! Senza ovviamente privarli del giusto movimento quotidiano.

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