akitaprezz1di MARINELLA ARMINIO – E’ passato cosi poco tempo (esattamente tre anni) dall’acquisto del mio primo cane di razza, un akita, che ricordo molto bene quali sono stati i  parametri di scelta e le valutazioni che mi hanno guidata nella individuazione del mio cucciolo.
A prescindere dalla fortuna personale di avere acquistato un cucciolo che ad oggi non mi ha mai manifestato patologie o problematiche particolari, ho adottato un criterio che è l’antitesi del giusto percorso: ho scelto l’allevamento più vicino a casa mia.
Non avevo idea delle informazioni che si possano evincere da un pedigree e credevo che il solo fatto che un cane lo avesse rappresentasse di per se una garanzia.
Non avevo mai visto un altro akita, non sapevo cosa guardare, ma il mio cucciolo mi sembrò bellissimo e questa fu l’unica informazione che avevo e che mi fu sufficiente a  portarlo a casa.
Proprio perché ricordo bene lo spirito col quale ho acquistato il mio cane, e ricordo bene che credevo di avere scelto “consapevolmente” (il cane aveva il pedigree, cosa potevo volere di più?), adesso che qualche cucciolo lo produco anche io, e che mi relaziono con i potenziali acquirenti dei cuccioli, vedo chiaramente che, rispetto a questa razza (l’unica di cui ho un minimo di cognizione) ci troviamo in piena giungla, tra prezzi folli e accoppiamenti casuali.
Come tante volte si è detto e ridetto, e non è un luogo comune, ma una triste verità, il film Hachiko ha condizionato l’allevamento degli akita.
Era un cane di nicchia ed è stato portato al grande pubblico.
Le richieste sono aumentate, gli allevatori non avevano da offrire tanto da soddisfare il mercato e da qui è nata una spaccatura enorme in due categorie che, mi sembra, siano ravvisabili anche negli allevatori di tutte le altre razze.

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akitaprezz5Da un lato ci sono quelli che hanno sempre allevato, e che magari facevano una cucciolata l’anno per il piacere di selezionare un prodotto sempre migliore (ricordiamo che fino al 2001 non c’era distinzione FCI tra americani e giapponesi), cercando di avvicinarsi quanto più possibile allo standard nipponico.
Questi si sono attrezzati, hanno investito, hanno importato dal Giappone, hanno fatto km per prendere monte ed hanno goduto del momento, che non è solo un momento commerciale/economico, ma la possibilità di fare più cucciolate, che significa maggiore selezione, che significa il sempre lento (ma forse un po’ meno lento di prima) avvicinamento all’ideale dell’esemplare da produrre.
Dall’altro lato,  ahimè, chi aveva 2 akita in cantina li ha spolverati e li ha messi a “faticare”: i momento è propizio, come nelle vetrine natalizie, si vende qualsiasi cosa!
Una premessa la devo fare:  gli allevatori italiani di akita, anzi gli Allevatori, sono dei professionisti eccellenti che si distinguono anche in Europa, ma questo non li mette del tutto al riparo da eventi imprevedibili: nessuno può giurare che, nonostante l’impegno profuso, il suo cucciolo/prodotto, sarà un cane sano bello, competitivo… ma il professionista sa anche assumersi le responsabilità delle “ciambelle senza buco”, segue l’acquirente sin dall’arrivo del cucciolo a casa, gli consiglia il giusto mangime, gli insegna ad usare collare e guinzaglio, è sempre presente dalle banalità alle eventuali cose serie.
E sui professionisti, che sono tanti, non ho molto altro da dire.

akitaprezz2Quelli con gli akita “rispolverati”, invece… quelli mi preoccupano!!!
E non mi preoccupano perché produrranno cani vecchi e di vecchio tipo, che somigliano più agli americani che ai giapponesi. Non tutti necessitano di un cane da expo (purché ovviamente siano consapevoli che il cane che stanno portando a casa non somiglierà mai a quello che hanno visto in un post su FB  e che li ha lasciati a bocca aperta): tanti vogliono un compagno di vita e magari non hanno un particolare interesse per quale sarà l’inclinazione delle orecchie.
Quello che è veramente pericoloso è che questi cavalcatori di onde non conoscono i cani che accoppiano, non sanno da dove vengono, non sanno se sono portatori di patologie e, quel che è peggio, spesso non fanno nulla per accertarsi almeno delle poche cose conoscibili, come una banale esenzione dalla displasia.
Sì, banale: perché raccontano che far leggere la lastra alla centrale è costosissimo e che quindi le loro lastre le tengono nel cassetto.
Sfatiamo il primo mito: costa poco più di 60 euro la lettura ufficiale delle lastre, e nei costi di gestione di un cane, per la durata della sua vita, sono veramente una cifra irrisoria!!

akitaprezz6Detto questo, cosa permette ai cagnari di vendere i loro cuccioli brutti e senza alcuna cura del loro stato patologico?
Lo permettono gli altri allevatori.
Come? Praticando prezzi folli!!
Un acquirente medio, che fa dieci telefonate per informazioni sul prezzo di un akita, troverà cani a partire da 800 euro sino a 8000 …e non sto parlando di importazioni dal Giappone, ma di cani prodotti in Italia.
Come può un neofita, uno che al massimo ha tenuto in casa un meticcetto, capire quale è il giusto acquisto?
Come fa a stabilire se 800 euro sono pochi o 8000 molti?
Cosa deve guardare nell’allevamento in cui sceglie di prendere il cucciolo??
Secondo me il “prezzo giusto” non esiste: il mercato è libero… ma c’è chi sopporta dei costi e chi non li sopporta.
Un esempio per tutti: se io compro il mio cane da compagnia, lo tengo sempre e solo in casa, poi lo accoppio con un akita possibilmente non lontano da casa mia… posso poi vendere  i cuccioli a migliaia di euro “perché quello è il prezzo di mercato”?
No! Non ci sto!
Quando si va in allevamento bisognerebbe guardare, oltre a quanto son pulite le piastrelle (importante, ma sulla qualità dell’esemplare c’è poca incidenza) se  l’allevatore ha comprato soggetti giovani, se si aggiorna, se cerca di migliorare il “sangue” dei suoi cani.
Bisogna guardare quante cucciolate ha già fatto una fattrice.
Bisogna guardare se l’allevatore accoppia col cane del vicino o percorre km perché ha studiato un accoppiamento che gli sembra più adatto per la sua fattrice.
È ovvio che se l’allevatore ha speso 10.000 euro di fattrice, le fa fare al massimo 4/5 parti nella vita, sceglie lo stallone in Belgio perché ha trovato quello giusto proprio lì, a fine carriera riproduttiva mantiene la fattrice fino a che non voli sul ponte dell’arcobaleno… allora magari è comprensibile che il prezzo lieviti un attimo.
Chi invece ha dei cani, sempre quelli, e “a giro” li accoppia e riaccoppia perché  “tanto si vende tutto”, non può pensare di adeguarsi al prezzo di mercato perché  i cani non sono gli stessi, il lavoro di selezione non è lo stesso, la conoscenza non è la stessa, il risultato non è lo stesso.

akitaprezz8Non tutti gli akita sono uguali: è troppo banale da dire?
Eppure sembra che non sia comprensibile.
Non è che “perché si chiama akita” debba costare migliaia di euro.
E soprattutto… anche chi vende a 1000 euro, due spiccioli, non può sentirsi esentato dall’osservare quelle regole non sono scritte che però  non possono esulare dall’etica e dalla morale di nessuno. Non può sentirsi liberato dall’onere di controllare la salute dei riproduttori “perché tanto venderà a poco prezzo”.
Un discorso che ho sentito (su un cucciolo malato), rabbrividendo, è stato: “Per 1000 euro cosa ti aspettavi’?”.
Purtroppo chi non è avvezzo alla cinofilia e alle dure leggi del mercato si aspettava,  pensava, di portarsi a casa un akita!
Ma la colpa è soprattutto nostra, la colpa è di chi pensa che “sparare” 4000 euro per un cucciolo di 2 mesi sia una richiesta che non incide su niente: “se lo vuole lo compra, altrimenti me lo lascia”…. Ma non è tutto qui: perché chi lo vuole va a cercare dove deve comprarlo ad un prezzo più accessibile, inizia a telefonare a tutta Italia, constata il mare magnum dei prezzi e pensa che se c’è un akita (che per lui vale un altro) a 1000 euro, perché mai dovrebbe spenderne 4000?

akitaprezz7Chi vuole un akita, in questo momento infernale, veramente non sa come districarsi tra cani dal prezzo stratosferico che promettono BOB ad ogni uscita e sedicenti allevatori che spacciano meticcioidi akitiformi per cani venduti ad un prezzo onesto.
C’è un range di variabili, tra questi due estremi, che veramente fa venire male alla testa quando si cerca di spiegare ad un potenziale acquirente di cucciolo cosa deve guardare: difficilissimo spiegare che l’apparenza inganna e che bisogna andare oltre “quel batuffolo che ci ha leccato il volto ed ha scelto proprio noi” (“Lui, mi ha scelto lui!” non so quante volte l’ho sentito).
Che cani ha l’allevatore? Li ha gia riprodotti? Cosa hanno dato? Quante volte si sono riprodotti? L’allevatore accoppia sempre solo i suoi cani o si sposta all’esterno per migliorarsi?
Tiene dei cuccioli per se stesso?
I club di razza fanno un gran lavoro di informazione delle esenzioni da displasie e oculopatie e ci si concentrano molto: ma l’aspetto che io trovo poco “lavorato” è quello che riguarda le reali competenze dell’allevatore. Perché non basta avere un maschio ed una femmina per allevare: i cani si riproducono anche senza intervento umano!


NOTA:
le foto sono generiche foto di akita inserite a solo scopo illustrativo, che non hanno alcuna relazione con i problemi trattati nel testo.

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26 Commenti

  1. …8000 mila euro..o anche 4000..o fosse anche 2000 ( 4 milioni di lire del vecchio conio) non glieli darei neanche fosse un cane d oro..
    Avendo allevato x 15 anni, conosco le spese..e io rispetto a molte razze avevo anche le doppie spese, xchè allevando cani da caccia e credendo nel cane bello e bravo, spendevo anche x addestrarli e portarli in prova di lavoro…e all epoca vendevo i miei cuccioli ad un milione di lire e ci rientravo benissimo..
    Ho comprato cani al estero..e ci sono rientrata benissimo.
    Davo il miglior mangime e spndevo 800 mila lire al mese e ci rientravo benissimo..e avevo 25 cani..allevavo due razze. Facevo le lastre e controllavo la vista ( mi costava 60 milalire a cane, per quattro anni consecutivi) e ci rientravo benissimo..
    Ma non facevo una o due cucciolate l anno…se vuoi selezionare devi produrre almeno quattro o cinque cucciolate all anno..avevo femmine in canile e date in affido..proprio x permettermi di selezionare e crearmi una mia linea di sangue..
    Sono dell opinione che tutti devono avere un cane di razza se lo vogliono…anche il semplice operaio con famiglia a carico. Ma con quelle cifre non potrà mai permetterselo.
    Qualcuno s arrabbiera, ma visto che se ne parla pubblicamente, dirò ciò che penso : vendere cani a cifre sopra i 1500 euro, a mio parere, è rubare !!
    Se un cane fà 10 cuccioli, a 4000 euro..sono 40mila euro e poi sento che non rientrano con le spese ???
    Una bella presa x il c….l…o !!
    A me hanno chiesto 2500 euro x un cucciolo, ma l ho anche lasciato dall allevatore..che molto spesso, non solo chiede uno sproposito, ma se è figlio di qualche campione ti mette anche le regole : devi portarlo in expo, lo devi far lavorare..lo devi far accoppiare con i cani che dico io..i cuccioli li gestisco io..e se vuoi quella femmina, a te ti dò un cucciolo e io mi prendo tutto il resto…però ti conviene !! Io la farò partorire in allevamento e tu non avrai spese ( sai che affarone che si fà il neo proprietario)..così non avrà il suo cane x almeno tre mesi..
    Esagerati come al solito gli italiani !!

  2. Mah… non sono mica totalmente daccordo. Tutti devono poter possedere un cane di razza, la trovo una frase con poco senso. Il cane di razza con R maiuscola ( selezionato, allevato seriamente ) ha un suo costo. Naturale che non tutti possano permetterselo. Altimenti con questo discorso , potremmo affermare che tutti dovrebbero poter comprare a due lire una villa con piscina o una Ferrari.
    Inoltre non conosco nessun allaevatore serio che naviga nell’oro. Possono avere una certa agiatezza… ma di sicuro non muoiono ricchi. Chi si arricchisce..ed anche molto, sono i commercianti di cani… tutt’altra categoria. E francamente non credo che quella di chiedere certe cifre sia una moda tipicamente italiota… all’estero, almeno per la mia esperienza, di sicuro i cani non te li regalano.

  3. …ognuno fà ciò che crede..
    Intanto un cane non è una ferrari e se la famiglia di operai li tiene bene e gli fà fare una buona vita, io il cucciolo glielo consegno volentieri..
    Non capisco come può un allevatore garantire un cane a due mesi e mezzo e dire che non gli verrà nulla di genetico e farlo pagare 4000 euro..
    Io avevo cani sani, ma non la palla di cristallo..ne potevo dire se quel cane da adulto poteva vincere i BIS…
    Credo che tutto ciò sia azzardoso…e privo di senso.
    E x quanto possa costare un cane all estero, costa sempre meno che in italia…parlo di cuccioli, perchè il mercato degli adulti è diverso.
    Cmq, se c è gente che ama spendere certe cifre..io sono contenta e di sicuro lo sarà anche chi l ha venduto… 🙂

  4. Io sono concorde con Roby. Non dovrebbero essere i soldi a selezionare i clienti,anche se spesso è così. E’ vero che A VOLTE chi ha più soldi è incline a trattare meglio il cane ma non è sempre così,e tra l’altro chi ha più soldi non significa necessariamente che sta scegliendo bene se quella razza è giusta per lui oppure no,se è adatto per quel cane ecc…Certo chi non ha voglia di spendere tanto già in partenza dovrebbe pensare che un cane ha dei costi e quindi non ci si dovrebbe spaventare dal prezzo del cane di allevamento,ma anche secondo me dai(e ribasso pure) 1300-1400 in su al cane si vanno solo ad aggiungere soldi che vanno dritti dritti nelle tasche dell’allevatore come puro guadagno. Che io,dico sempre,va pure bene,che l’allevatore SERIO(solo quello serio però) ci guadagni,perchè mi è sempre sembrata un’emerita cazzata che un allevatore che vive di questo mestiere(e molti lo fanno perchè quando cominci ad avere 9-10 cani e a riempire il tuo tempo con raduni,expo,prove di lavoro;cucciolate,cuccioli,visite veterinarie ecc ecc ecc il tempo per altro ti manca) si faccia pagare solo ciò che ha speso,ma ovviamente si farà pagare anche per condurre una vita normale come tutti…ma poi ci sono quelli che se ne approffittano e ci si arrichiscono(e si tratta di allevamenti conosciuti e “prestigiosi”,che sul loro nome ci marciano e vendono cuccioli normali a prezzi eclatanti..oppure gli adulti pluricampioni venduti a 2000 euro,per me quello è pure business checchè se ne dica).
    Questo è il costo reale di una cucciolata,e sono state aggiunte anche cose che secondo me non dovrebbero essere contante,come il pernottamento in albergo(va bene ripagare le spese della giusta selezione,ma se tu hai scelto di stare in quell’albergo lì a 3 stelle,per dire,non è che sia giusto che te lo debba pagare io XD) http://www.allevamentoschwarz.it/page_3.html
    E’ ovvio che poi ci siano altre spese ma quando leggo di cuccioli comprati a 1500 euro non posso crederci,in Paesi come la Germania un buon cucciolo ‘normale’ di allevamento si acquista a 700-800 euro.
    Con quest NON voglio dire di andare dall’allevatore che ti vende il cane a basso prezzo,PROPRIO NO,ma solo che bisogna guardare alla Sostanza(genitori lastrati? genitori selezionati? cuccioli alimentati ottimamente? prove di lavoro? ecc) e non solo ai soldi(ovviamente un cane ben selezionato non potrà avere un costo tanto basso ma non ci può affidare solo a quello).

  5. anche secondo me non dovrebbero esserci grosse differenze tra i cuccioli di una razza e quelli di un’altra, perché lastre ed esami per escludere oculopatie dovrebbero farli tutti.
    Quello che trovo difficile verificare è il numero di monte dei riproduttori, il livello di aggiornamento dell’allevatore, la sua volontà di migliorare il sangue; si possono sempre fare domande specifiche certo, ma come si fa a sapere che le risposte siano veritiere?

  6. Sono d’accordo con Roby. Paragonare un cane di razza a un bene di lusso è assurdo. Se un allevatore è serio emi illustra il motivo del costo del cane (lastre, controlli, esposizioni all’estero, ecc. )ok, ma parlare di certe cifre per un cucciolo di due mesi e assurdo. Al di là delle spese e del lecito guadagno per l’allevatore nessuno può garantire che un cucciolo così piccolo sarà un grande riproduttore o cane da lavoro o qualsiasi altra cosa. Per un cucciolone promettente o un adulto se ne può parlare ma è un altro discorso.

  7. Il cane di razza è un “bene di lusso”. Certo, ha ovviamente un valore morale molto più alto di una ferrari o l’ultimo cellulare da 1000 €. Ma rimane un bene di lusso. Se uno vuole un cane “normale” , va in canile e lo adotta. Chi, vorrei ricordare, “acquista” un cane di razza lo fa tramite un esborso monetario, motivato dalla selezione ( si spera ) e dalla richiesta di mercato. Mi rendo conto che possa essere un discorso meccanicistico, ma è così. Io stesso ho 2 cani di razza ( di cui uno è un Akita Americano, razza non proprio estremamente diffusa ) … per averli ho pagato. E non certo due lire. Se avessi voluto un cane senza specifiche doti fisiche/caratteriali , sarei andato in canile. Non nascondiamoci dietro un dito.
    Il cane di razza segue le normalissime regole di mercato, purtroppo. 20 anni fa se chiedevi di Cavalier o un Akita ti guardavano con la faccia a punto di domanda. Ora sono molto richiesti. La stessa cosa è capitata ai Dalmata, ai Beagle a chi più ne ha più ne metta. E’ una cosa schifosa che si debba subire le regole di mercato per un essere che dividerà con noi 10/15 anni della nostra vita? Si lo è. Ma tant’è… amaramente

  8. …premetto che non sono mai stata ricca e ho avuto molti cani nella mia vita..adesso ne ho tre e tutti e tre di razza…e di ottima genealogia.
    Vivo di un semplice lavoro con una paga normalissima..nutro i miei cani a carne che compro dal macellaio..li vaccino e hanno tutte le cure possibili..frequento le gare e quest anno sono andata a farle anche al estero..e continuo a non essere ricca.
    Spendo per addestrarli e continuo a non essere ricca..
    Il cane di razza è per estimatori e amanti di determinate caratteristiche che in un meticcio non sempre ci sono…non sono cani per ricchi.
    Il cane di razza è un amico pari a. Tutti gli altri..
    Forse intendi da ricchi xchè reputo i miei cani dei tesori d inestimabile valore…ma chi è ricco dentro si merita un cane, chi è ricco fuori e basta, dubito che sia un buon compagno di vita per un quattro zampe .

  9. Ps : il cane non ha bisogno di soldi..ma di tempo che è gratuito…pazienza, anche questa gratuita..devozione, gratuita..del buon cibo e di correre e essere guidato…

    • …almeno finché non si ammala. O gli succede un incidente. Perchè a quel punto lì, ti assicuro che di gratuito non c’è più nulla.

  10. Non ho mai detto che un cane di razza ha più valore di un cane meno blasonato. Nè tantomeno che abbia bisogno di soldi… ma che abbia bisogno di amore, devozione, pazienza e bla bla bla…
    Sono daccordo sul fatto che il motivo principale per il quale una persona acquista un cane di razza sia perchè ne stima le doti psico-fisiche… Cioè… dovrebbe essere il motivo.
    Nella realtà non è sempre così.
    Altrimenti i cagnari non farebbero gli affari d’oro che in effetti fanno. Ma perchè fanno affari d’oro?
    Perchè il popolo bue vuole il cane di moda, vuole il cane che costa poco ecc ecc… Per ignoranza, per menefreghismo,per leggerezza.
    Risultato: cani malati, abbandonati, soppressi.
    Per questo motivo alle volte vorrei che i prezzi dei cani di razza fossero ancora più alti. Forse perchè mi illudo che se una persona comprende realmente il valore di qualcosa ( taluni, tristemente, solo attraverso il mero costo ) forse è più propensa ad occuparsene veramente..

    • Alzando i prezzi non si selezionano i buoni clienti.
      Una persona seria che cerca un cane di razza per un motivo serio (e quindi non perché è di moda) non si farà condizionare dal prezzo ma resta il fatto che da un allevatore serio mi aspetto che mi spieghi il motivo per cui mi chiede 1000 euro piuttosto che 2000. Se sono stati fatti i controlli sulla salute, se i genitori hanno qualche qualifica, di bellezza o lavoro che sia, ecc.
      E non pensare che i cani strapagati abbiano padroni più scrupolosi. Per le razze di moda puoi trovare prezzi più alti per cani di dubbia selezione nei negozi che dagli allevatori. E sono poi quei cani che finiscono nei canili perché non hanno soddisfatto le aspettative di chi ha speso un sacco di soldi per comprarli.

    • Se il prezzo selezionasse buoni clienti, non ci sarebbero cani di moda nei canili, ma solo meticci! invece i cani di moda sono, da sempre, quelli che maggiormente finiscono male. Perchè la gente segue la moda e poi si stufa. Il denaro che uno spende dipende solo da quanto ne ha a disposizione, non da quanta “passione cinofila” ha.
      Con 1000 euro si trovano cani perfettamente sani e tipici, con i genitori lastrati e via dicendo, ed equilibrati. Non mi sembra una cifra da ricchi. Non mi sembra che una persona normale con uno stipendio normale non possa permettersi di curare il suo cane se dovesse averne bisogno, spendiamo soldi per cose molto più futili. Basta avere il buonsenso di non regalare cifre assurde a chi se ne approfitta, e non foraggiare chi alleva cani malati. Io ho fatto le “dieci telefonate”, e, alla fine, ho scelto un’altra razza. Che non va di moda.

      • Scusami, ma devo dissentire su un punto: il numero di cani in canile – esattamente come il numero di cani morsicatori – dipende soprattutto dalla diffusione non dalla moda.
        I meticci sono i più abbandonati perché sono quelli che più si riproducono: e guarda caso, sono anche in testa a tutte le classifiche mondiali dei “cani morsicatori”. Perché sono più stronzi? Certo che no: perché sono più numerosi!
        Che i cani di moda siano “quelli che maggiormente finiscono male” è una vera e propria menzogna, se la intendi in assoluto (la proporzione tra meticci e cani di razza, in canile, sarà sempre di 100:1): se invece la intendi come proporzione tra le varie razze, allora torniamo al caso di cui sopra: i cani di moda sono (almeno in quel momento) i più diffusi e conseguentemente i più abbandonati.
        Resta il fatto che in canile io non ho quasi mai visto (e ne ho girati tanti!) un cane di razza tipico, che si possa presumere proveniente da un buon allevamento. Ne avrò visti cinque o sei in tutta la mia vita.
        Il che significa che la moda c’entra, sì… ma soprattutto c’entra perché la gente si fionda a comprare il primo “hachiko” (o pongo, o balto, o lilly…) che trova, senza minimamente preoccuparsi di come sia stato allevato, né di che carattere abbia e così via 🙁

        • OK, mi sono spiegata male, sono d’accordo al 100%. Quello che volevo dire era che il cane di razza, secondo me ovviamente, non è e non deve essere un cane solo per ricchi. Sul fatto che ci si debba informare e che vadano “premiati” gli allevatori seri, non ho dubbi. Sul fatto che gli allevatori non possano lavorare gratis, anche questo è fuori discussione. Sono d’accordo con l’articolo, insomma… non concordo con chi lo definisce un bene di lusso.

  11. Io sono d’accordo con l’autrice dell’articolo. Ho 4 cani, di 2 pastori tedeschi, esemplari belli, di alta genealogia, figli di campioni, pagati tantissimo, anzi troppo, secondo alcuni, dal momento che è possibile trovare esemplari di questa razza anche a 500/600 €.
    La scelta mia e della famiglia (costata sacrifici a livello economico), amante di questa razza da generazioni, di acquistare i cani in un Allevamento serio, è derivata solo ed esclusivamente dal voler avere cani sani ed equilibrati. I miei cani non partecipano ad Expo, non li faccio figliare (cosa che a mio parere dovrebbe fare solo chi lo svolge di professione).

  12. Paris Hilton è una persona ricchissima che si può permettere praticamente di tutto..Secondo il tuo ragionamento Nico,potendo spendere tanto per comprare i cani dovrebbe essere una che li tratta bene,ma non è così,perchè sappiamo che dietro tutto quel lusso i cani vivono una vita da bambinizzati.
    In generale possiamo dire che una persona che spende tanto per comprare un cane DOVREBBE essere meno propensa ad abbandonarla o a disfarsene subito,al contrario di un cane regalato o adattato(e cmq questo secondo me è MOOOOLTO triste),ma non è sempre così,e poi,non si seleziona un cliente solo vedendo quanto è disposto a spendere,sennò siamo rovinati.
    Se consideriamo i cani di razza come beni di lusso allora non lamentiamoci poi se vogliono inserirli nel redditometro e considerarli come tali.

  13. ….tutti i cani costano !! Un meticcio si ammala come un cane di razza..ne più e ne meno..
    Ho visto meticci con displasie gravi e sono stati operati e tutti conosciamo i prezzi di queste operazioni.
    Non capisco xchè un cane di razza, deve essere diverso…certo se lo paghiamo 8000 euro a 2 mesi, effettivamente lo è..
    Se qualcuno mi spiega come mai un cucciolo lo devo pagare quella cifra, mi farebbe un favore…
    Mi deve giustificare ogni cosa…non basta dire è di ottima genealogia, xchè quando acquistavo all estero, io facevo un investimento a lungo termine e nessuno doveva ripagarmi il cane alla prima cucciolata…
    Non basta dire i genitori e i nonni sono sani, xchè chi ha allevato e ha avuto a che fare con la genetica si sarà accorto che non sempre due più due fà quattro..altrimenti sarebbe facile, accoppio campioni e tutti i figli saranno campioni e le malattie genetiche sarebbero già sterminate…
    8000 euro è una follia, priva di ogni senso logico..
    Rimanendo in tema, anche se fossi Berlusconi con la possibilità di comprarmi dieci allevamenti interi, io quella cifra non la darei neanche se mi dicessero che quel cucciolo fà le cacche d oro…

    Ps: non sono ricca, ma x ora le spese veterinarie x i miei cani, riesco a pagarle..
    Nel tempo ho anche imparato a farli ammalare sempre meno..facendogli fare una vita da cani e non da bambini e così risparmio anche di veterinario..il mio vecchio di 1r avrà visto il veterinario dieci volte in vita sua..8 per i forasacchi nel naso..una xchè si è bloccato a causa dell aria condizionata e l ultima xchè si è mangiato un sasso..e non posso dire che mi sia costato molto nella sua vita.
    Certo magari non cambio telefono ogni 6 mesi, non compro roba firmata, ma tanto non mi servirebbe, visto che passo il mio tempo tra campi e boschi..
    Le persone li chiamerebbero sacrifici, per me è un piacere spendere x un mio cane e non per un marchingegno della Apple, che neanche saprei usare e lo comprerei solo x moda…

  14. mettiamo che io acquisti un cucciolo a 4 mila euro..
    Lo compro xchè ci voglio fare lexpo oppure delle gare..opuure solo xchè voglio iniziare ad allevare e lo voglio fare nel migliore dei modi, gettando basi ottime x i miei futuri riproduttori..
    L allevatore può solo garantirmi la linea di sangue dei genitori e la loro salute..niente di più..
    E se viene fuori la displasia ,?? O qualche malattia genetica tipo glaucoma ,?? Cosa faccio in quel caso ,?? Riporto il cane indietro ,?? Mi faccio rirendere i soldi e pago le spese di vet insieme all allevatore ,??
    Cmq sia, ho speso soldi e tanti e i miei sogni sono crollati…
    Io credo che 1500 euro x un cucciolo siano sufficienti..forse farei un pochino più cari i cuccioli di piccola taglia, xchè non arrivano a partorire più di tre cuccioli..ed effettivamente non riuscirebbero a coprire le spese che ha un buon allevatore

  15. OTTOMILA CHE? Per un batuffolino che, per quanto superselezionato, potrebbe anche crescere “stortino”, il che non significa certo brutto, ma magari niente di eccezionale?

    Ok stai pagando la selezione e le cure, ma a meno che non sia stato usato truciolo d’oro per la lettiera dei cuccioli non mi spiego una cifra così alta… ci si chiede poi se chi compra un cane a questa cifra è un super-appassionato che riconosce che il prezzo è così alto per un X motivo che a me sfugge, o la classica persona che i soldi li ha e, volendo uno status symbol e non un cane, compra il più caro che c’è sulla piazza giusto perchè se lo può permettere…

  16. Guardando su un sito di un allevamento (sempre di Akita e di Shiba), i cuccioli disponibili all’acquisto hanno sempre una “descrizione” del tipo: “Gold Selection, Da Esposizione, o Cucciolo per la famiglia.
    Credo proprio che per ognuna di queste “categorie” il prezzo cambi, ma non so esattamente di quanto…
    Ho notato però che in una cucciolata (che ho preso da esempio), alcuni cuccioli riportano la scritta Gold Selection, mentre magari altri due fratellini riportano “Da Esposizione”, pur essendo nati dagli stessi genitori nello stesso giorno.
    Invece con “Cucciolo per la famiglia” vengono indicati cani non proprio “perfetti”, ad esempio un akita con il pelo troppo lungo rispetto al normale.
    Invece nello shiba un esempio di cucciolo “non in standard” può essere un esemplare dal pelo bianco, che non è ammesso allo standard F.C.I.
    Quindi io mi chiedo: come fa l’allevatore a “decidere” se un cucciolo diventerà un esemplare da esposizione oppure no? E’ possibile capire tutto questo guardando un cucciolo di pochi mesi?

    • Per quanto mi riguarda… NO!
      Vedi subito i difetti, questo sì: ma i pregi.. magari fossero subito così evidenti! E’ chiaro che un allevatore esperto “qualcosa” vede: ma da qui ad essere sicuro di avere davanti una “gold selection”…ovvero un potenziale campione, ce ne passa!
      In teoria, tolti i “malriusciti” che si vendono sempre come pets, i cuccioli selezionati dovrebbero essere tutti cani da esposizione. Se tra loro c’è il fuoriclasse, però… secondo me non lo vedi prima dei sei-sette mesi (se basta: perché per esempio, nella mia razza, a un certo punto saltò fuori un cucciolone strepitoso, che stravinse tutto in classe giovani…e lì rimase, perché non “maturò” mai. Quelle che tutti pensavamo fossero carenze legate alla giovane età (petto un po’ stretto, taglia al minimo dello Standard, testa un po’ leggera) rimasero per sempre così: e quello che da giovane sembrava un fuoriclasse, da adulto sembrò un “cagnetto” qualsiasi, leggerino e pure un po’ tappo.

      • Ok Grazie, mi ha chiarito questo dubbio!
        Infatti dubitavo che un cucciolo di pochi mesi possa già presentare evidenti caratteristiche da futuro “grande campione”! Già poi comunque un qualsiasi cucciolo di razza di allevamento (di uno serio) ha un pedigree e quindi può automaticamente entrare in esposizione, e solitamente, in allevamenti seri si trovano la maggior parte dei cuccioli in Standard (magari non fuoriclasse, però pur sempre in Standard), credo!
        Grazie mille 🙂

    • L’allevatore, se conosce i suoi cani, ed i loro avi, certamente può avere delle “[email protected] che però non saranno confermare necessariamente… Perché genetica e natura, come scritto da tanti, non sono prevedibili ne gestibili e quindi, premesso il lavoro di selezione, a mio avviso i cuccioli, a meno che nn abbiano difetti fuori standard dovrebbero essere venduti tutti allo stesso prezzo. Io nn differenzio prima e seconda scelta, ne maschi e femmine. Una cosa però volevo precisarla perché ritengo debba essere valutata. Allevare cani molto diffusi, con grandi numeri, e’ molto meno costoso che allevare cani “rari”. X esempio io sono campana e, oggi, in Campania, non c’è nessun esemplare di stallone che io trovo appropriato alle mie fattrici, quindi mi devo spostare e trascorrere dei giorni fuori regione ( pernotti, pasti a carico…. Tra l’altro molti proprietari di stalloni di livello o comunque che a me piacciono, nella razza akita, chiedono 2500 al momento della monta, ed io, almeno quelli li escludo. Restano pochissimi esemplari in Italia, per cui bisogna parire, macinare km e magari torni a casa ( come nella mia ultima cucciolata ) con una cagna che produce 2 esemplari: 1 normale ed uno a pelo lungo…. Il prezzo di questo cane nn lo alzò perché em solo 1… Ma di certo sono in perdita…. E non è’ il primo viaggio “a vuoto”….

  17. Definire un cucciolo un “prodotto” e’ agghiacciante… piu’ ci leggo piu’ non prendero’ ops… comprero’ un cane in allevamento …. solo canili ….

  18. Mi sembra che la morale di questa vicenda degli akita sia quella di cercare di evitare accuratamente di acquistare un cane diventato di moda perchè i prezzi si gonfiano e perchè aumenta il numero di cagnari e affini attirati dalla possibilità di far soldi facili. Ho amici allevatori serissimi che fanno anche monte all’estero e che applicano tutti i protocolli sanitari necessari senza dover chiedere cifre spropositate per un cucciolo.
    E poi seriamente: ma si può prendere un certo tipo di cane solo perchè si è visto un film? Alla fine chi lo fa quasi quasi se lo merita di spendere troppo o di rischiare la fregatura.

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