edomdi VALERIA ROSSI –  La prima volta che incontrai un Canaan Dog era… boh? Non ricordo esattamente, ma di sicuro erano gli anni ’90, quindi parliamo di un bel po’ di tempo fa.
Il cane in questione si chiamava Edom Beith Kuti (nella foto), apparteneva a Isabella Zirri (allora alle sue prime esperienze con questa razza, poi diventata una delle massime esperte, nonché allevatrice di fama internazionale) e nell’articolo che scrissi all’epoca lo descrissi così: “Mi incontra all’improvviso sulle scale e mi spiega immediatamente il suo punto di vista: abbaiando furiosamente mi blocca l’accesso all’appartamento.  Nei suoi occhi c’è la gelida determinazione a non lasciarmi passare, se non sul suo cadavere. Ma appena la sua padrona gli spiega che sono un’amica e non una sgradita intrusa, Edom cambia atteggiamento e si trasforma in dieci secondi netti nel più simpatico, coccolone e giocherellone dei cani da compagnia”.
Ecco, forse potrebbe bastare questo a spiegare chi è il Canaan: indefesso guardiano, certo, ma anche cane collaborativo, docile, obbediente. E poi simpatico, cosa che non troverete mai scritta in nessuno Standard ma che conta – eccome – quando si deve decidere se la razza X può essere quella adatta a noi.
Il Canaan dog viene sempre descritto innanzitutto come “il cane della Bibbia” (vero: è citato), ma anche come un guardiano inflessibile e sempre vigile, come un animale piuttosto diffidente verso gli estranei, come il “cane di un solo padrone”… tutte cose che fanno pensare, magari, a una razza un po’ snob, che sta sulle sue, che concede le proprie grazie solo alla famiglia di appartenenza.
Mica vero. O almeno, non del tutto vero.
Perché un po’ riservato lo è, e anche parecchio sospettoso: però ci vuole davvero poco a diventare amici, se il suo umano è d’accordo.
C’è anche da dire che Edom era un caso un po’ particolare: una volta inquadrato il visitatore come “ben accetto dal capo” lui giocava, faceva le feste, “sorrideva” , era un vero pagliaccio.
Nessun altro dei Canaan che ho conosciuto in seguito è stato altrettanto facile ad aprirsi, né altrettanto giocoso: però nessuno si è mai comportato da snob… o almeno, non tanto da infastidirmi.

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lahav-runIl Canaan, dopotutto, è un cane di tipo spitz  (proprio come i siberian husky che ho allevato, e che ha allevato anche Isabella Zirri): gli  spitz sono diffusi in tutto il mondo e probabilmente hanno tutti gli stessi progenitori, anche se l’adattamento alle diverse condizioni ambientali ha prodotto delle vistose differenze fisiche (gli spitz nordici hanno più sottopelo, i  Canaan  ne hanno meno ed hanno orecchie più grandi: in generale, più ci si sposta verso sud e più il pelo diventa corto e sottile… mentre si allargano le orecchie, ottime per disperdere il calore).
Però tutti gli spitz, pelosi o meno, sono cani amichevoli e ben disposti verso gli umani: sono cani primitivi e in tutti i cani primitivi è fortissima la spinta sociale.

aliza.01La differenza principali tra il Canaan ed altri spitz sta nella docilità: sono tra i più facili da educare ed addestrare (a decisa differenza degli husky!), pur non essendo mai  cani servili, ipocriti o ruffiani.
Inoltre il Canaan non è un gran predatore, non caccia e non è particolarmente portato all’esplorazione (nuovamente a decisissima differenza degli husky).
Si potrebbe dire che sono cani un po’ “gatteschi”, sia nella diffidenza iniziale verso gli estranei che nel carattere riservato e nella mancanza di quell’ “appiccicosità eccessiva” che contraddistingue altre razze: però sono anche docili, tanto che oltre al lavoro per cui sono nati (e cioè pattugliare i confini) riescono a farne diversi altri.
Perfino i cani guida per non vedenti, come mi spiegò  Isabella quando mi parlò della razza per la prima volta.
Viste le difficoltà dell’addestramento dei cani guida, appare evidente che chi fa quello può fare praticamente tutto: e infatti il Canaan può tranquillamente dedicarsi a qualsiasi attività sportiva, dall’agility all’obedience.
Purtroppo, essendo un cane di  nicchia molto raro in Italia, non se ne vedono certamente molti sui campi di addestramento: i proprietari italiani, almeno quelli che conosco, sono più interessati alle expo o… a niente del tutto, preferendo godersi il cane come compagno di vita.

canaan_agilityCiò non toglie che all’occorrenza questi siano validi cani da lavoro e da sport: anche perché sono nati proprio come cani da guardia, o per meglio dire cani “da pattuglia”, perché il loro compito era appunto quello di pattugliare e sorvegliare i confini.
Per quanto le origini della razza siano antichissime (cani molto simili al Canaan si trovano nei disegni sulla tomba di Rene Assan che risale al 2200-2000 a.C.), la selezione moderna ebbe inizio nel 1934, quando la professoressa Rudolphina Menzel, esperta cinologa, andò a vivere in Israele.
A lei fu chiesto dall’Haganah di selezionare una razza di cani di servizio per l’esercito, visto che quelli che venivano usati fino ad allora (i “soliti” pastori tedeschi e dobermann) faticavano ad adattarsi alle difficili condizioni climatiche israeliane.
La Menzel pensò allora di partire da cani già abituati alla vita nel deserto, e utilizzò i cani pariah dei beduini come base della nuova razza, che sviluppò con l’affisso “Bnei Ha’Bitachon”.

La cattura di un canaan selvatico
La cattura di un canaan selvatico

La dottoressa Menzel continuò sempre utilizzare il più possibile sangue proveniente dai Canaan selvatici, per prevenire il rischio di un pool genetico troppo limitato: grazie a questo suo lavoro la razza è oggi decisamente longeva (supera spesso i 14-15 anni) e fondamentalmente sana.
Il Canaan venne largamente usato durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale per compiti di pattugliamento, ricerca e guardia: uno dei primi cani addestrati alla ricerca delle mine fu proprio un Canaan Dog.
Nel 1953 il Kennel Club Israeliano approvò lo standard proposto dalla Menzel ed il Canaan dog diventò così la razza nazionale israeliana.
Nel 1970 nacque l’allevamento “Shaar Hagai”, fondato da Myrna Shiboleth e dalla dottoressa D’vora Ben Shaul, che continuando il programma di allevamento della Menzel  introduce ancora sistematicamente sangue nuovo da Canaan selvatici.
Tutto questo incide ovviamente molto sul carattere dei nostri cani.
Da buoni primitivi, questi cani sono molto rispettosi delle gerarchie e del territorio altrui.
Sono dei grandi ritualizzatori e raramente litigano sul serio (ma se arrivano a farlo, allora mordono per far male:  sanno lottare con grande efficienza e intelligenza.
Sempre da Isabella Zirri ho saputo che,  se scoppia una rissa, per prima cosa i Canaan appiattiscono le orecchie sul cranio, per non offrire facili prese al nemico. I cani che ho allevato, sia pastori tedeschi che husky, non si sono mai sognati di fare niente di simile, e infatti hanno rischiato più volte di farsi strappare qualche pezzo di orecchio).

canaan_familyIl Canaan adulto può essere piuttosto aggressivo verso i conspecifici dello stesso sesso, ma solo se sono estranei: con gli altri cani di casa convive pacificamente e instaura rapporti di branco strettissimi.

Anche i cuccioli “fanno branco”, in modo molto compatto, e restano uniti fino all’adolescenza: mangiano insieme, dormono insieme, si muovono insieme.
Le gerarchie si creano, si modificano e poi si stabilizzano in modo molto armonico e molto solido.

canaan_mammaLe madri sono attentissime ai bisogni dei cuccioli e con loro sono di una dolcezza disarmante… ma guai a toccarglieli, perché possono diventare davvero feroci nei confronti di un estraneo. Con i loro umani non arrivano mai ad aggredire, ma è evidente che non gradiscono troppo le interferenze.  La cucciolata, per loro, va difesa a spada tratta.
Il Canaan dog è un cane che si accoppia in moto molto naturale, senza problemi,  anche se non ama fare certe cose in pubblico: di solito cerca di appartarsi, sembrando così l’unico cane “moralista” di cui si abbia conoscenza.
Non si fa invece nessunissimo problema ad osservare gli accoppiamenti degli umani, quindi conviene chiudere la porta della camera se si vuole un po’ di privacy, o si rischia di avere un pubblico attentissimo e un filino inquietante.
In realtà il cane vuole solo accertarsi che nessuno stia facendo del male a nessun altro… però, ‘nzomma: in certi momenti, dello strenuo difensore possiamo pure fare a meno.

canaan_puppySe la guardia e la difesa del proprietario sono assolutamente innate in lui e non hanno bisogno di alcun addestramento, per quanto riguarda l’obbedienza bisogna cominciare a lavorare con il cucciolo molto piccolo: un po’ perché tutti i cani primitivi a cinque-sei mesi sono “mentalmente adulti” o quasi, e diventa molto più difficile convincerli a fare quello che pare a noi, e un po’ perché i Canaan vedono come un vero affronto l’impatto con collare a guinzaglio.
Se un cucciolo di altra razza si abitua all’idea in un paio d’ore, il piccolo Canaan dichiarerà una vera e propria guerra a questi strumenti che per lui sono il massimo della coercizione, e può volerci un’intera giornata (se non due) prima che si rassegni ad accettarli.
Bisognerà premiare e festeggiare con grande enfasi ogni passo che accettano di fare al guinzaglio, senza perdere mai la pazienza ma attendendo fiduciosi che si decidano a collaborare.
Una volta accettato il guinzaglio, cammineranno tranquilli senza tirare anche in età adulta: è molto difficile che un Canaan faccia fare sci da asfalto al suo proprietario.

joharaQuesto è un cane decisamente particolare in molte sue manifestazioni: sembra che cerchi sempre di ottimizzare gli sforzi e le energie.
Perfino quando una cagna è in calore, il maschio non comincia subito a dare i numeri (come accade in quasi tutte le altre razze, con cani che ululano, non mangiano e si danno alla disperazione fin dal primo giorno di estro, anche se il “momento buono” arriverà una dozzina di giorni dopo): lui continua a farsi gli affaracci suoi finché non arriva il giorno giusto. Soltanto allora inizia il corteggiamento.

shutterstock_53066068Anche il modo di fare la guardia è un po’ diverso dal solito: se arriva un intruso, il Canaan abbaia rinculando, cosa che può far pensare ad un cane fifone. Se però l’intruso continua ad avanzare e supera i confini di quello che il cane ha identificato come “territorio sacro e intoccabile”, allora parte il morso: e se l’umano prova a reagire, scopre che questo cane non è assolutamente timido e pavido come poteva sembrare!
Selezionato per essere un cane da guardia perimetrale, quindi per pattugliare spazi molto ampi, il Canaan va costantemente avanti e indietro e perlustra attentamente ogni angolo: è quasi impossibile entrare di soppiatto in quella che ritiene “casa sua” (e che, nel suo Paese di origine, può comprendere diversi chilometri: quindi figuriamoci quanto più preciso e attento sarà quando si tratta del giardino di casa nostra…).
Però questi non sono mai  “cani pericolosi”, visto che avvisano e riavvisano prima di passare all’azione.
Certo, se qualcuno fraintende il loro “abbaio arretrante” e pensa di potersene infischiare del cane… allora, come abbiamo visto, potrà avere qualche  brutta sorpresa.
Al Canaan piace molto stare all’aperto, ma non è certo un cane iperattivo: gli piace moltissimo anche stare in casa (possibilmente sul divano, grazie!), purché sia in nostra compagnia. Gli piace anche la compagnia degli altri animali che fanno parte del suo branco: non solo cani, come abbiamo visto prima, ma anche animali di specie diversa dalla sua.
Infine, è un cane pulitissimo e il suo mantello non necessita di particolari cure: bastano le spazzolature di routine.

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Edom nella sua "Canaan hole"
Edom nella sua “Canaan hole”

Se state pensando che il Canaan sia un cane eccezionale, avete ragione, punto e basta.
Se però credete che possa essere il cane giusto per voi… forse è arrivato il momento di dirvi un paio di cosette in più. Tipo:

a) che scavano, e non scavano così, tanto per far qualcosa: si costruiscono invece una tana di rispettabili dimensioni (chiamata proprio “canaan hole”) che preferiranno sempre e comunque a qualsiasi cuccia fornita dagli umani.
La utilizzano per riposare, per dormire, andrebbero a partorire sempre e solo lì e la considerano anche la loro “riserva di tesori”, perché ci portano tutto ciò che ritengono “di valore” (se improvvisamente vi scompare una scarpa, saprete sempre dove andare a cercare). Ovviamente una “hole” nel deserto è di grande utilità: nel giardino di casa potrebbe essere un problemino. Siccome il Canaan ne vorrà assolutamente una, l’unica cosa da fare è cercare di invitarlo a costruirsela in un luogo che noi riteniamo accettabile. Di solito basta che sia l’umano a cominciare a scavare un piccolo buco… dopodiché il cane farà il resto;

canaan_tvb) che il Canaan dog NON può essere mollato da solo a fare il “nano da giardino”: deve vivere costantemente accanto ai suoi umani, altrimenti diventa timidissimo, scontroso e talvolta inavvicinabile. Abbiamo detto che non sarà mai troppo appiccicoso o ruffiano, ma ha bisogno di un contatto continuo. Vuole partecipare alla vita familiare  (e prende anche abitudini molto umane, vedi foto).
Deve essere seguito con dolcezza e moltissima coerenza, perché…
c) non perdona facilmente gli errori umani. Bisogna cercare di commetterne meno possibile e soprattutto di non fargli torti davvero imperdonabili come quello di sgridarlo ingiustamente. Potrebbe tenervi i musi per tutta la vita e non fidarsi mai più di voi;
d) che il cucciolo di Canaan non sembra per nulla un cucciolo, dal punto di vista caratteriale: non è una simpatica e festosa pallottola di pelo, ma un animaletto selvatico, sospettoso di tutto e di tutti e sempre pronto ad andarsi a nascondere e sparire dalla nostra vista. Ci vuole tempo e impegno per conquistarne la fiducia.
Inutile dire che è la cosa più lontana che si possa immaginare dal classico “cucciolo per i bambini” (ammesso e non concesso che esistano cuccioli adatti ad essere mollati in balia dei bambini). Se poi saremo bravi (ovvero chiari, coerenti, pazienti e molto, molto presenti) il cucciolo diffidente e schivo si trasformerà in un adulto sereno, collaborativo e disposto a fare qualsiasi cosa per noi: però dobbiamo metterci parecchio del nostro, perché la cosa non arriva in automatico.

canaan_dolceConcludendo: il Canaan non è decisamente un “cane per tutti” (d’altronde, nessun cane primitivo lo è). Chi sa capirlo, amarlo e seguirlo nel modo giusto avrà da lui soddisfazioni che forse nessun’altra razza sa dare: ma non è assolutamente un cane da comprare spinti dall’impulso del momento (per questo siamo inorriditi in molti vedendo recentemente un annuncio di cucciolata su Ebay). E’ una razza che va conosciuta a fondo, informandosi molto, ma molto bene prima di pensare di prenderne un esemplare.
In Italia non è facilissimo trovarlo, visto che l’unico allevamento riconosciuto (appunto quello di Isabella Zirri, con l’affisso “Velikaya’s”) al momento non sta producendo cucciolate e che le uniche – e rare – si possono trovare da privati: però esistono due gruppi di FB da cui si possono attingere preziose informazioni.
Questo è quello internazionale: https://www.facebook.com/groups/10003650876/?ref=ts&fref=ts (gruppo aperto, quasi tutto in inglese)
Questo è quello italiano: https://www.facebook.com/groups/574856735897867/?fref=ts  (gruppo chiuso, a cui bisogna chiedere l’iscrizione).

LE DOTI CARATTERIALI:
Territorialità: molto alta.
Vigilanza: estremamente sviluppata.
Sospettosità: alta nei confronti degli estranei.
Aggressività: bassa nei confronti dell’uomo; alta (nel suo territorio) nei confronti di altri cani.
Lealtà e devozione: estremamente alte.
Adattabilità: elevatissima.

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7 Commenti

  1. Nemmeno nel mio libro dei cani è citato….che bello scoprire una nuova razza e leggere tutto d’un fiato.
    Or lo cercherò con lo sguardo quando sono in giro, per conoscerlo dal vivo.

  2. Scrivere la verità vuol dire fare il bene della razza. Grazie. La prima volta che incontrai un canaan dog non sapevo di averlo incontrato, solo dopo mi resi conto della differenza con gli altri cani. Sono passati ormai 24 anni proprio in questi giorni. Convivo, perchè di convivenza si tratta, non di un rapporto di sudditanza o di conflitto, con una meravigliosa canaan dog che rappresenta in tutto e per tutto le caratteristiche, sia morfologiche sia caratteriali, della razza, non a caso proviene da un titolatissimo allevamento, l’unico riconosciuto in Italia, ed è a sua volta plurititolata. Ma non è tanto questo che mi interessa quanto la sua intelligenza, la sua capacità di risolvere problemi, la sua versatilità, l’estrema devozione, ma anche la sua sospettosità ed il suo essere sempre attenta a tutto, anche se spesso viene scambiata per una “tatona” tanto è brava a non dare a vedere che nulla le sfugge, a restare tranquilla se non vi è alcun pericolo. Anche un fiore nuovo in giardino, o un soprammobile in casa saranno oggetto dell’interesse di un canaan, si avvicinerà in un buffissimo modo per verificare sia innocuo e solo a quel punto entrerà a far parte del “suo” territorio. Inoltre adoro il suo farsi “andar bene” quello che piace a me, il suo adattarsi a situazioni anche scomode per un canaan, se in armonia con il suo umano ben difficilmente un canaan chiederà qualcosa, a volte non servono neppure parole, si instaura una sorta di telepatia. Dall’altra parte se non c’è un rapporto corretto il canaan sa diventare completamente sordo, ammutinarsi e vivere delle sue irrevocabili decisioni! Una situazione poco piacevole per tutti.

  3. Grazie per la splendida descrizione che ha dato gas alla mia gran voglia di conoscerli dal vivo! Ci si innamora sempre di quelli meno facili, vero? (maschietti umani intendo) bhè con i cani mi fa proprio quell’effetto lì, anche se per via del mio branco attuale la vedo dura inserire un canaan nella mia vita. Però…

    • Non so come sia il tuo branco per cui non posso esprimermi. Entrambe le mie, la prima una pariah veramente, sono state inserite in un branco preesistente. Con la prima gli altri cani erano tutti maschi di varie taglie ed età, con la seconda, oltre un maschio taglia gigante, anche una femmina piccola ma peperina, le vedi insieme in una foto. Se ti fa piacere ti porgo l’invito ad iscriverti al gruppo italiano su Face sopra citato in modo da poter avere tutte le informazioni possibili.

  4. Bellissimo articolo su una razza interessante e antichissima, che a me piace tanto. Me li vedo questi Canaan scorrazzare per la Palestina antica tutti contenti! Tra l’altro, nel famoso “cimitero dei cani” di Ascalona, sulla costa meridionale, pare che le ossa siano compatibili con quelle dei Canaan.
    Unica precisazione, che esula dall’ambito cinofilo: la dottoressa Menzel, nel 1934, non poteva trasferirsi in Israele, perchè Israele non esisteva. Si sarà se mai trasferita in Palestina, o meglio, nel “British Mandate of Palestine”.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.