collare_elettrico_apertdi VALERIA ROSSI – La sentenza della Corte di Cassazione è di pochi giorni fa (17 settembre): ho fatto il possibile per informarmi a fondo prima di dare pie illusioni (come era già successo in passato), ma dalle informazioni ricevute mi sembra proprio di poter dire che da oggi l’uso del collare elettrico è ufficialmente VIETATO in Italia.
Ho lasciato un “forse” nel titolo, perché qualche dubbio ancora mi resta: infatti, ancora una volta, non ne viene vietata la vendita… ma almeno l’utilizzo, sì.
La sentenza della Cassazione e i relativi commenti si possono trovare su diversi articoli, di cui vi fornisco alcuni link:

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Quello su “La Stampa”
Quello della LAV
Quello su “Leggioggi”

Ce ne sono molti altri, perché la sentenza ha fatto abbastanza scalpore… ma sarebbe inutile mettere una lunga serie di link, perché il succo è sempre lo stesso e il principio appare ormai stabilito: l’uso del collare antiabbaio rientra nella previsione del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali.
Alleluja, verrebbe da dire.
Ma siccome io sono cinica e pure un po’ carogna, anziché limitarmi ad esultare penso anche a quali saranno le conseguenze pratiche di questa sentenza. E cioè – temo – le stesse che seguirono in passato ad altre leggi come quella che vietava i combattimenti, o quella contro l’abbandono: si passerà semplicemente dalla luce del sole alla clandestinità, continuando a fare uso di questo strumento esattamente come si è continuato a far combattere i cani o a mollarli in autostrada.

antiabbaio_commercePerché sono così pessimista?
Intanto perché la sentenza della Cassazione vieta l’uso,  ma non la vendita di collari elettrici.
E siccome sappiamo tutti quanto sia facile “imboscarsi” sia per mollare un cane, sia per maltrattarlo… ho seri dubbi sul fatto che questa sentenza segni davvero l’inizio di una nuova era:
a) perché resta troppo facile entrare in un qualsiasi negozio (reale od online) e comprare lo strumento in oggetto;
b) perché – come è inutile negare – i cani “vincenti” sono praticamente tutti addestrati col tele (e non pensate che questo avvenga solo nelle discipline di morso: non pensatelo MAI, perché prendereste un grosso abbaglio): e se il tele da oggi è vietato in Italia, non lo è all’estero.
Quindi i cani italiani, non potendone più fare uso, diventerebbero meno performanti degli stranieri, con serie ripercussioni su tutto il business dell’addestramento.
Credete davvero che certi addestratori – quelli che campano soprattutto sul lavoro sportivo e sui risultati in gara – ci starebbero?
Io ne dubito fortemente;
c) perchè il tele viene usato anche in addestramenti “insospettabili” come quello dei cani da assistenza o dei cani guida;
d) soprattutto perché (cosa forse poco nota ai più, visto che “Striscia la notizia” ha sollevato il problema riferendosi solo all’utilità e difesa, ma non si  è mai sognata di toccare la potentissima lobby dei cacciatori) il 90% dei collari elettrici, in Italia, viene utilizzato proprio nell’attività venatoria. Ed io li voglio proprio vedere, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine che si mettono a girar per boschi alla ricerca di collari  sospetti!

tele_cacciaMa basterebbe davvero vietare la vendita, per eliminare il problema?
Purtroppo no: con Internet è fin troppo facile acquistare all’estero… e trovare un Paese in cui la vendita resti libera sarà sempre una cosa alla portata di chiunque abbia un PC in casa.
Diciamo che sarebbe un piccolo deterrente in più, probabilmente sufficiente ad eliminare almeno i troppissimi collari elettrici cosiddetti “antiabbaio”, che hanno l’aggravante di finire in mano a proprietari del tutto incompetenti e inconsapevoli dei danni che possono causare al cane.
Però non basterebbe ancora a cancellare questo strumento dai campi di addestramento e soprattutto dal mondo della caccia, specie perché la stragrandissima maggioranza dei cacciatori – purtroppo è un dato di fatto – non è in grado di ottenere un richiamo corretto dal proprio cane senza utilizzare il tele.
Non che sia facile, sia chiaro: chiunque abbia avuto un cane da caccia sa benissimo che lui va in “one track mind” in tempo zero, quando comincia a cacciare, e che quindi diventa praticamente sordo e cieco, insensibile a qualsiasi cosa diversa dalla traccia che sta seguendo.
Visto che in passato a questo problema si ovviava con le fucilate nel sedere… non vorrei che il mondo venatorio si dividesse tra chi continua ad usare il tele contando sul fatto che non verrà mai beccato e chi, invece, per andare sul sicuro torna “alle orgini” e si rimette a impallinare cani.

Sta di fatto che il “divieto di utilizzo” di un qualsiasi strumento non sarà mai risolutivo se:
a) non se ne vieta anche la vendita;
b) non si dà la certezza della pena, ovvero non ci si mette in condizione di cuccare davvero TUTTI quelli che ne fanno uso e di punirli come meritano;
c) non si trovano soluzioni alternative alla portata di tutti.

Belgian-Malinois-army-dogsE quest’ultimo forse è il punto più importante in assoluto, perché io non credo proprio che qualcuno “si diverta” a dare scosse al proprio cane, più o meno intense che siano: qualche sadico pezzo di merda indubbiamente esisterà… ma la maggior parte delle persone che conosco nel “mio” mondo cinofilo, ovvero quello dell’UD, mi hanno sempre detto che se trovassero un metodo alternativo lo adotterebbero all’istante, perché molti di loro hanno un vero e proprio conflitto di coscienza.
Si dirà “possono pure fare un altro lavoro, se sono così combattuti!”.
Vero: io, per esempio, ho scelto in passato di abbandonare l’agonismo proprio per non trovarmi “costretta”, in qualche modo, ad usare metodi e strumenti che disapprovavo.
Ma teniamo presente anche una cosa: l’invasione dei gentilisti/buonisti,  molti dei quali hanno giocato (sporco) proprio sulla figura dell'”addestratore cattivo” vs “educatore buono”  (mentre è palese per chiunque bazzichi un po’ il mondo cinofilo che le eventuali “cattiverie”, quando ci sono, riguardano esclusivamente i cani adulti sportivi – che sono una minoranza risicatissima – e che perfino i peggiori macellai, se devono educare un cucciolo, lavorano quasi tutti esclusivamente sul rinforzo positivo), hanno fatto sì che le Sciuremarie con i loro angioletti pelosi stessero alla larghissima dai campi di addestramento e si consegnassero quasi tutte ai sedicenti “educatori gentili”, togliendo di fatto una bella fetta di lavoro agli addestratori (anche a quelli bravi, anche a quelli gentilissimi che gli strumenti più coercitivi non solo non li usano, ma neppure li possiedono).
Quindi, all’addestratore di professione, è rimasta una fetta piuttosto risicata di mercato: gli è rimasto quasi esclusivamente il settore sportivo, che ci riporta al problema iniziale. Ovvero: in questo campo, chi vince usa il collare elettrico.

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Al Debù anche i cani sportivi si lavorano con metodi dolci. Non sappiamo ancora, però, se arriveranno ad essere realmente competitivi, perchè siamo ancora in fase di preparazione.

Ma perché?!?
La domanda sorge spontanea, visto che tutti gli studi del mondo hanno sempre dimostrato che il cane lavora con più piacere, più entusiasmo e miglior rapporto con conduttore quando gli insegnamenti vengono impartiti con le maniere dolci e non con quelle forti.
Ma allora, perché cavolo dovrebbero vincere i cani trattati a scosse elettriche? Non è una clamorosa contraddizione in termini?
Ma CERTO che lo è!
Il problema è che i cani, al giorno d’oggi, sono chiamati a prodursi in prestazioni esagerate, che di “canino” hanno più ben poco.
Se confrontate una prova di UD degli anni ’50 con una dei giorni nostri, vi sembrerà di essere passati dalla  Terra a Marte. Ma lo stesso succede se guardate una gara di Agility degli anni ’90 e la paragonate con una attuale. E perfino una gara di Obedience, disciplina che è arrivata in Italia solo alla fine degli anni ’90: c’è già un vero abisso tra le prestazioni che si vedevano dieci anni fa e quelle di oggi.
Come spesso ripeto, si sta verificando la stessa identica situazione che possiamo vedere negli sport umani: quando si cerca di andare oltre i limiti, saltano tutti gli schemi.
L’atleta umano, per arrivare primo, ricorre al doping. L’atleta cane, quando gli si chiede di andare oltre i propri limiti, non reagisce più positivamente ed entusiasticamente al rinforzo positivo. Ti dice “Oh, ma che caspita vuoi da me? Più di questo non posso darti!”. E allora si ricorre a strumenti che lo obblighino a dare di più, come il collare elettrico (E il doping, perché anche i cani devono subire pure questo oltraggio, anche se se ne parla pochissimo: e per di più non scelgono di doparsi, come i “colleghi” umani, ma gli viene imposto senza che loro ne siano neppure coscienti, il che è doppiamente criminale).

coll_elett_viet_aperDunque: vietare il collare elettrico mi sta benissimo.
Come ho ribadito con le parole e con i fatti in ogni momento della mia vita, sono fortissimamente contraria a questo strumento e non ne ho mai voluto neppure possedere uno.
Però ci vogliono alternative valide e funzionali, altrimenti se ne continuerà a fare uso in clandestinità (e sarà fin troppo facile aggirare controlli ed evitare pene).
Dunque, o l’FCI (e tutti gli altri kennel club mondiali) si deciderà a fare un GRANDE passo indietro, mettendo in atto regolamenti “a misura di cane normale” anziché studiati per inesistenti “supercani” che si devono costruire con mezzi sempre più discutibili, oppure faccia sapere a tutto il mondo come si fa ad ottenere prestazioni di livello “ultracanino” senza l’utilizzo di forzature.
E siccome al momento non mi pare proprio che esistano tecniche addestrative alternative che permettano di arrivare al top, personalmente ritengo che non ci sia davvero altra scelta se non quella del passo indietro.
Che, ricordiamolo, sarebbe anche la scelta più corretta dal punto di vista zootecnico, perché la paura della punizione (diretta o remota che sia) non è certo trasmissibile geneticamente, così come non lo è il risultato delle sostanze dopanti.
Se davvero l’FCI è una federazione zootecnica, quello che deve importarle è di selezionare cani naturalmente  – e non artificialmente – dotati: quindi, fuori dalle palle collari elettrici, doping e magari anche selezioni iper-spinte che creano cani ingestibili e che costringono i conduttori a tenerli sotto controllo con mezzi coercitivi.

pitbull_bimboQUESTA è la legge che vorrei davvero vedere: quella che obbliga allevatori, conduttori e addestratori (cacciatori e dresseur ampiamente compresi) ad accontentarsi di ciò che un cane può offrire selezionando con intelligenza e competenza SOLO dal punto di vista genetico.
Perché mi fa davvero ridere leggere sui giornali che l’american pit bull terrier sarebbe un cane “creato il laboratorio”, quando è la sola ed unica razza in cui – almeno fino a qualche anno fa, ora non so – le (spero indiscusse) super-doti sono state create esclusivamente attraverso la selezione… mantenendo anche quelle di un eccezionale cane da famiglia.
Non so se faccia più ridere o piangere, l’idea che i selezionatori più rigorosi e più “zootecnici” – nel senso più alto e più puro della parola – siano stati gli allevatori di cani da combattimento: ma questa, ahimé, è la realtà dei fatti.
Ora, a me sta benissimo anche che si lavori in selezione su malinois e grigioni da UD (purché non si creino “belve” che possono finire solo in mano a iper-professionisti iper-bravi).
Posso perfino sopportare, obtorto collo, che si lavori in selezione per creare super-border collie “da agility”  (anche se la sola idea mi fa rabbrividire, trattandosi di un cane nato per la conduzione del gregge: ma qualche compromesso, nella vita, ci sta) o “golden da pet therapy”.
Non posso, invece, sopportare che si cerchi di andare ancora oltre la selezione utilizzando mezzi innaturali, che giusto per gradire causano anche dolore al cane.
Questo proprio no.
Peccato che la legge che sogno da sempre rimarrà, appunto, un sogno.
Almeno finché non saranno l’amore per il cane, ma soprattutto la cultura, a far sì che le cose  si muovano nella direzione giusta.
Purtroppo una sola sentenza della Cassazione non potrà cambiare il mondo.
Io spero che cambi, almeno, un po’ più di nulla.
Ma – scusatemi – di “un po’ più di nulla”, quando si tratta del benessere dei cani, non mi accontento.

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36 Commenti

  1. Ciao,
    sono completamente allineato con tutte le tue considerazioni. Effettivamente il “passo indietro” sarebbe duopo e per chi fa attività agonistica “con il cuore”, oltre che con il fisico e la testa, probabilmente aprirebbe il sipario ad un panorama molto più sano e divertente. Non da ultimo potrebbe essere anche possibile che il “passo indietro” sia portatore di una ventata di nuovo entusiasmo che potrebbe avvicinare persone che attualmente si tengono ben lontane dalla cinofilia “da campo”… e un po’ di volti nuovi farebbero bene anche a quelli vecchi 🙂

  2. Una precisazione: si tratta di una sentenza di cassazione, e da noi le sentenze non fanno legge, ciò vuol dire che indipendentemente da ciò che ha deciso oggi la cassazione con questa sentenza, potrebbe domani venirne fuori un’altra su un caso uguale esattamente contraria.
    Spiego: un’Italia nel processo ci sono tre gradi di giudizio: i primi due nel merito, cioè, in parole spicciole, quelli che valutano i fatti in se, la terza, quella di cassazione, di legittimità, valuta, cioè, se tutto in quel processo è stato fatto per bene nel rispetto delle leggi e dei codici (la cassazione, appunto). Diverso il giudizio della corte costituzionale c’è, invece, valuta proprio le leggi, e può modificarle, rispetto all’aderenza o meno al dettato costituzionale.
    Nei paesi in cui vige il Common law (vedi gli Stati Uniti) invece, la legge si basa su i precedenti giurisprudenziali (le sentenze), più che sui codici. Da noi, invece, che siamo in un regime di civil law, le sentenze non fanno legge, ma possono essere citate nel giudizio come precedenti, e possono essere tenute in conto dai giudici, non risultando, però, in un precedente vincolante per il giudice stesso.

  3. Cara Valeria,

    Ti faccio presente che le politiche proibizionistiche sono sempre inconcludenti ed è sempre uno spreco di soldi ed energie. Vedi, alcohol, droghe, armi, ecc ecc. Se invece di concentrarsi nella proibizione di questi problemi ci focalizzassimo su le cose più importanti e le insegnassimo, per esempio che ci sono metodi molto più efficaci di quelli coercitivi, perchè come dici bene tu, la paura di essere puniti corporalmente a volte fa abbassare il livello di fiducia nel cane verso il conduttore, vedrete che nessuno andrà in cerca di quei metodi, quindi nessuna richiesta, nessun mercato, nessun prodotto, nessun possibile acquirente. Stesso discorso vale per la caccia. Personalmente ritengo che la “caccia” non può neanche essere catalogata come sport. La ritengo un atto barbarico e di enorme bassezza morale, che dovrebbe essere abbandonato all’istante, come le smidollate usanze ( il palio ), a cui non vedo nessuna differenza da un combattimento di cani, solo per il divertimento umano.La rientro nella stessa categoria della vivisezione, del maltrattamento, del’idiozia.Viviamo nel 2013, dove nella nostra società di persone che si definiscono “civili” andare a caccia è pressochè inutile, abbiamo tanta di quella scelta alimentare da sprecarne, per non parlare dell’inquinamento da piombo che questi gentili signori depositano nei campi, fossi, fiumi, ecc ecc, della sofferenza che recano ai propri cani da caccia, chiusi in un box per tutto l’anno e poi liberati per il periodo “venatorio”. Sarebbe più tollerabile se si dilettassero con archi e freccie o lance, ma putroppo a quanto pare, con il passare degli anni e la civilizzazione oltre che ai peli abbiamo perso anche la ragione. Mi auguro che qualcuno rinsavisca, e aiuti le altre persone ad aprire gli occhi, e di dare ascolto alla propria consapevolezza, non alle contorte opinioni di qualcun’altro.

  4. Non sono assolutamente d’accorodo sul fatto che nei cani iper-spinti sia necessario l’elettrico per vincere.
    Se selezionati bene i cani più spinti hanno si aggressività, reattività ed eccitabilità di molto superiore alla media, ma se l’allevatore non è un incompetente compensano con aumenta intelligenza e docilità. L’elettrico viene utilizzato per creare un cane vincente da un cane che non vale poi tanto, per farsi ubbidire sul campo senza essere in realtà il vero leader del cane nella vita di tutti i giorni, per ridurre i tempi di addestramento, vincere prima e quindi fare più soldi.

    Che ci siano linee più spinte per cui serva un vero appasionato semi-professionista e altre più tranquille mi sembra corretto, perchè schumacher dovrebbe guidare una punto a metano???

    • dici cavolate immani. il C.E. è utilizzato ad alti livelli per rifinire, cioè su cani GIA’ da alte prestazioni. un grande conduttore non prenderebbe mai, o non terrebbe mai, un cane mediocre e quindi non gli servirebbe il C.E.

      • Guarda io da semplice appassionato dico ciò che penso, frutto della mia esperienza di vita con 7 Rott con tutti i quali per semplice divertimento sia mio che dei cani abbiamo conseguito ipo3 e parteciapato a qualche gara nel corso degli anni. Non ho la più assoluta presunzione di essere nel giusto, però ho la certezza di rispondere educatamente e con itelligenza a pareri discordi dal mio, intelligenza e cultura che non ti appartengono visto i modi in cui ti poni..

        • mi spiace se sono stato offensivo, non era mia intenzione. mentre era mia intenzione rimarcare che evidentemente affermi, con autorevolezza evidentemente non suffragata da conoscenza, cose che non sono esatte. cioè che il tele è usato per e con cani mediocri. queswto è appunto ciò che fanno persone mediocri, che vogliono, neanche riuscire, ma solo apparire pur avendo cani mediocri ed essendo quindi dei poveretti, come li definisco io.
          ecco ciò che intendevo,semplicemente confutare, per conoscenza diretta dell’ambiente, le tue asserzioni.
          ciao

          • Nella mia esperienza ho appunto incontrato una folta schiera di allevatori mediocri che demandavano a mediocri addestratori che usavano il tele con cani mediocri per conseguire un brevetto per poi avere più possibilità di piazzare la cucciolata a mediocri futuri propietari.

            Mi dispiace deluderla se parlo della maggioranza e non del 2% che aggiusta il cane gia vincente, ma ho visto una valanga di cani con ipo e quant’altro che in campo si comportano nello stesso modo con conduttori differenti e che non sono assolutamente sotto controllo una volta fuori.

            Detto questo visto che lei si considera molto esperto se volgiamo fare discorsi più approfonditi tutto dipende di che razza stiamo parlando, se lei tratta con PT e malinois mi dispiace per lei

  5. Nonostante ormai abbia letto di tutto, non ho capito ancora l’aspetto fondamentale della vicenda.
    1) E’ possibile utilizzare questo strumento in maniera assolutamente rispettosa del cane (al di là della tempra dell’animale)?
    2) Un cane dalle doti eccezionali addestrato senza tele, sarà sempre meno performante di un cane dalle doti “normali” addestrato col tele?
    Per dirla in maccheronico: Tra un Cristiano Ronaldo a quattro zampe addestrato senza tele, e un Zapata a quattro zampe addestrato col tele, il pallone d’oro lo vince Zapata?

    • “Un cane dalle doti eccezionali addestrato senza tele, sarà sempre meno performante di un cane dalle doti “normali” addestrato col tele?”

      Parlando di ipo ssolutamente no, però senza il tele ci si mette più tempo (come è giusto che sia) e se per me che lo faccio per hobby è anche più divertente per l’allevatore/addestratore a cui è stato richiesto un brevetto o altro il tempo è denaro..

      In ogni caso in gara si vede benissimo un cane tirato su col tele contro quelli addestrati in modo “classico”. Di addestrati con quella boiata del metodo gentile non ne vedi, perchè i cani veri ti ridono giustamente in faccia.

      • accio ha mediamente ragione a mio parere.
        pero’ faccio un esempio(se ritenete non in linea con i principi del forum bannate pure), mia skogster, ha cani super iper su tutto.
        i suoi cani vivono in casa con 2 bimbe piccole.
        cio’ significa che per avere super cani serve anche quella che viene definita “la manica del conduttore”, chiaramente lei è una su un milione.
        tutti gli altri(apparte eccezioni) ???
        sfondano il sistema nervoso dei cani( VI SIETE INFORMATI CIRCA LE CONSEGUENZE DI RIPETUTE E COSTANTI SCOSSE ALLA BASE DEL CERVELLO DEI NOSTRI CANI??perché diciamoci la verita’ , non basta dare al cane due colpetti al minimo e tutto si sistema ,ed ho un cane perfetto, no , li tritano, per mesi, anni, togliendo quei collari solo in gara).
        il metodo gentile a mio parere non esiste , esiste il buon senso di sapersi rendere leader(NON RICORRENDO A 30/40 SCOSSE PER SEDUTA DI ALLENAMENTO)di spingere il cane in molteplici e disparate situazione sempre piu’ complesse ed ardue.
        avere un cane che porti in campo due a settimana è comodo per i signori “cinofili”
        ma il lavoro vero è altro con un cane.
        pero’, pero’……….si vogliono macchine da lavoro precise, perfette che non sbaglino un passo e questo richiede o tempi lunghissimi(non possibili) oppure tanto lavoro di tele.
        in fondo è un ring ed intorno la gente gode e paga a prescindere dai se ed i ma.
        ad ogni modo vedo sempre piu’OBESI conduttori di cani SPORTIVI nei campi(il binomio cozza per chi ha idea di cosa parlo)e questo gia’ rende l’idea del lavoro che viene fatto.
        una altra cosa , dei malin sempre queste immagini mettete, sono anche molto altro……oltre questo naturalmente.

        • perché i tempi lunghissimi non sono possibili? io sono sicuro che addestrare un cane col metodo classico senza collare elettrico e raggiungere (magari dopo tempi più lunghi) gli stessi risultati di quelli addestrati con il collare elettrico sia di gran lunga più gratificante per il conduttore. è come scalare una montagna di 8000 metri con o senza ossigeno supplementare. Sarà ben più gratificante raggiungere la vetta senza ossigeno no?

          • Federico, il problema è che i tempi lunghissimi non li vuole nessuno. Se li proponi a un cliente ti risponde “ah, vabbe’, grazie, allora vado da Tizio che mi prepara il cane in metà tempo” 🙁

          • anche perché arrivare a fare i brevetti 2/3 anni di ritardo ha poco senso.
            anche s e la passione giustifica tutto.
            il problema è di EURI…….come sempre.
            inoltre la preparazione richiederebbe molto molto piu’ impegno fisico e mentale di quello richiesto ad un mediocre conduttore di un buon cane(attenzione non parlo di campioni del mondo)e ti assicuro che la differenza si vedremmo a mille miglia.
            in quanto un ordine impartito previo uso del tele comporta una esecuzione immediata ed al cane poco importa se la voce sia del suo conduttore o la mia(di una sconosciuta), un ordine impartito dal conduttore che pero’ è tale solo sulla carta e che magari tira fuori il cane dal box due ore a settimana per andare a sculettare in un campo famoso ha tutto un altro risultato.
            infatti io ripeto sempre che il tele serve ai conduttori piu’ incapaci di cani sportivi(parlo ovviamente delle masse di cani che girano per i campi e che fanno competizioni blande) fingendo gli stessi conduttori di essere sportivi.
            per godere della stima di certe razze certa gente puo’ usare solo il tele, ma quella non è stima, fiducia, dipendenza dal conduttore,, è ben altro.
            vogliamo poi parlare della preparazione atletica di questi cani e di questi conduttori???
            ad alti livelli, (alti non vuol dire arrivare 60esimi in ipo1………..) il discorso è molto complesso.
            le prestazioni richieste sono tali da dover portare il cane oltre limiti incredibili…
            non dimentichiamo che è anche la modo chic(dei benestanti quanto meno)

      • Di addestrati con quella boiata del metodo gentile non ne vedi, perchè i cani veri ti ridono giustamente in faccia.
        LOL!! 😀

          • Del tutto d’accordo.
            Forse sono stata un po’ troppo sintetica nell’usare la faccina ma la tua frase, stringata e insieme chiarissima, l’ho trovata irresistibile 🙂
            Oltretutto i cani veri, proprio perché tali, col giusto addestramento sanno fare “quasi tutto”.
            Vedasi l’impiego dei rott nella pet therapy in Germania.

          • Ti ringrazio, ma sono una frana a decifrare le faccine!!

            Il Rott, molto soggettivamente e con tutto il rispetto per gli altri, per me è IL CANE, ripeto sempre che la mia Rott è decisamente più intelligente di me e non mi reputo una persona particolarmente modesta..

  6. Valeria, non si può non concordare con la tua attenta disamina.

    L’italia (minuscolo intenzionale) è stata, è e resterà sempre il paese dei “gattopardi”.
    (“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” Tancredi Falconeri)

    Fin ora, chi lo usa, ha fatto “attenzione” per ragioni “morali”. D’ora in poi farà lo stesso per ragioni “legali”.

    Giorni fa, una coppia di “animalisti-talebani” entusiasti per questa “epocale vittoria” sono ammutoliti in seguito a due mie semplici domande: 1) Quanti collari elettrici avete visto nella vostra vita? 2) Siete convinti che un “divieto d’uso” sia compatibile con il libero acquisto e detenzione? …silenzio tombale.

  7. Vorrei precisare che la sentenza della Cassazione si riferisce specificamente al solo collare antiabbaio, quindi non credo che avrà alcuna conseguenza per l’addestramento a fini agonistici.
    D’altra parte gli stessi giudici affermano di confermare un principio già stabilito dalla stessa Cassazione nel 2007: non mi sembra che da allora sia cambiato qualcosa.

  8. VORREI sottolineare che il collare arancione del seguigio nella prima immagine non è un collare elettrico bensi’ gps.
    se ne vede chiaramente la antenna.
    è identico a quello che uso pertanto ne sono certa.
    ed è solo un mezzo di localizzazione nei cani da lavoro, ultra leggero ed assolutamente non dannoso al cane.
    anzi se vogliamo ne facilita il ritrovamento nelle lunghe seguite.

  9. Stesso pensiero di @MCN.
    E particolarmente azzeccato, purtroppo, il paragone con il doping in ambito sportivo umano.
    Ce n’è parecchi fra questi ultimi che hanno stirato le zampe o si sono ritrovati con gravi malattie degenerative, ciononostante si continua. Figurarsi gli scrupoli che ci si può fare relativamente ai cani… 🙁

    ***
    @Accio anche per me il rottweiler è il cane per eccellenza – senza nulla togliere alle altre specie beninteso.

  10. Il problema sta nel fatto che i super addestratori facendolo per lavoro,lavorano sempre con cani di passaggio che il più delle volte restano in loro compagnia solo per un periodo relativo,sono convinto che se uno lavorasse con il proprio cane e ci stesse insieme tutto il santo giorno anche in UD con cani spinti i risultati vengono fuori(conosco gente che lo fà) senza bisogno del collare,ma siccome tutti vogliono i risultati del tipo tutto e subito, e voglio anche vincere tutto e subito,allora si deve per forza adoperare il collare o altre diavolerie,e il mondo della cinofilia moderna che sarebbe da cambiare,diverso ma non tanto è il modo di lavorare dei cacciatori, anche li stessa storia tengono il cane per tutta la settimana(a volte anche dei mesi)chiuso nel BOX e poi pretendono che quando vanno a caccia sia un super cane e allora per farsi obbedire giù collare e ogni tanto(lo fanno ancora statene certi)impallinate nel sedere del cane cosi impara cacchio!!però io conosco diversi cacciatori appassionati cinofili che dai loro cani ottengono ottimi risultati senza adoperare nessun collare,ma questa è gente che sta con il suo cane almeno un ora al giorno ad allenarlo sulle pista di caccia,come al solito sono le persone che non sapendo gestire i loro cani (e questo succede a tutti i livelli di addestramento) per giustificarsi e fare risultato adoperano metodi coercitivi, ma bisogna avere il coraggio di ammetterlo specialmente a se stessi davanti allo specchio e li diventa dura ma molto dura . Ciao saluti a sentirci Aquila della notte

    • concordo in parte.
      bisogna tuttavia considerare la differenza netta tra “appassionati” e “professionisti”.
      non a caso ho citato mia skogster, che credo sia (poi io non è che la controlli h 24 ed ho imparato che le mani sul fuoco puoi metterle solo sul tuo malin….)la conferma che una donnina bionda giovane mamma tiri fuori unici avendoli in casa , letto, divano
      se prendi il cane da lavoro perché fa figo(quanti professionisti con soldini girano per i camppi in questo periodo???chi frequenta sa. gente che magari non ti stringe la mano perché”puzza di cane2………e di cosa parliamo???!!!) lo tiri giu’ dal box( anzi la moda del momento è acquistare cani, lasciarli a pensione da questi addestratori, espertissimi figuranti, pluri-su’, pluri-giu'(che nessuno conosce, in internet sono sconosciuti) una ora la settimana e credi che il tuo cane debba saper fare tutto (perché quello della viviana lo fa quindi anche il mio deve farlo……..questa è la motivazione migliore)e bene perché non puoi , tu proprio tu, avere un cane con un problema, un grigio che non morde, un malin che gli girano da morire e pinza a tutto andare…….quindi correzioni fulmineee…..
      italia misera!

  11. non è come dite voi, o per lo meno, non solo come dite voi. ad alti livelli si usa il C.E. ma con la calma, i tempi e la perizia che ci vogliono per fare un cane da alti livelli

  12. Qualcuno sa qualcosa sul collare a vibrazione? (Non credo che sia ancora vietato in Italia.) Nemmeno i lettori qui possono pretendere che causa dolore al cane, ma conosco pochi cacciatori, così l’ho visto solo una volta (per insegnare il richiamo da lontano — con successo.)Ho sentito che è utile anche con i cani sordi.

    • Accidenti, che sito! Recinzioni elettrificate per gatti, punte e repellenti vari antigatto… e che è?!? La cosa che mi sconcerta di più è che, se c’è qualcuno che vende ‘sta roba, ci dev’essere anche qualcuno che la compra 🙁 🙁 🙁

  13. Se m’azzardo a prendere una roba del genere al gatto mi scortica 🙁
    E poi al di là del giardino nel comprensorio ci sono i suoi “amichetti”: sarebbe un po’ triste non farlo giocare con loro (è un micio stranamente sociale).
    Quanto ai repellenti per gatti sono una fesseria: se hanno deciso di fare la pipì in quell’angolino del terrazzo che a loro piace tanto la fanno con o senza repellente.

    • Un giorno mia moglie ha comprato un repelente per cani per evitare che Balrog facesse pipi in certi punti del giardino. Io per farla contenta ho iniziato ad usarlo ma mi sono accorto che appena avevo preso in mano l’ erogatore del repelente Balrog ha iniziato a seguirmi e cercava di prenderlo in bocca; poi lo ho spruzzato su una parete e Balrog ha cercato di leccarlo (alla faccia del “repelente”, sta roba lo attira). Allora ho leto gli ingredienti e si tratta semplicemente di un 5% estratto di aloe e 95% di acqua. Morale: mia moglie ha buttato 5 euro per un repelente il cui sapore piace a Balrog

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.