bastarddi VALERIA ROSSI – Avvertenza: questo articolo è sicuramente bastard inside. Qualcuno penserà che io sia una cinica che sfotte persone di buon cuore, permeate da tanto ammmmore: e in fondo è anche vero, è proprio quello che ho intenzione di fare.
Dulcis in fundo, questo articolo non servirà assolutamente a niente.
writer
Però, santapupazza… io, di mestiere, scrivo.
E chi scrive di mestiere, a meno che non appartenga alla sparuta schiera di quelli che hanno un ego smisurato e pensano che Hemingway fosse “bravino”, ma niente di paragonabile a loro… quasi sempre soffrono di insicurezza cronica: che se non fosse mescolata ad una buona dose di autoironia li farebbe vivere con la costante angoscia della critica negativa,  dell’incomprensione da parte del lettore X  o della malignata del lettore Y.
Personalmente confesso di aver vissuto con questa sottile angoscia per almeno quarant’anni della mia vita: tanto che, quando me la prendo con i colleghi giornalisti che scrivono supercazzole cinofile, un po’ merda mi ci sento sempre, sapendo quanto faccia male a chi scrive la disapprovazione di chi legge. Però li critico lo stesso, perché a volte fanno davvero gravi danni alla cinofilia e non si può stare sempre zitti, neppure per empatia: in più mi trovo la scusa che le critiche aiutano a crescere. Non tanto a “migliorare”, in questo campo, perché credo che il dono della scrittura sia una roba che casca dal cielo, o ce l’hai o non ce l’hai (se ce l’hai non è merito tuo, ma se non ce l’hai non è che tu possa conquistarlo con lo studio o l’ impegno), quanto a “saper reggere”, elaborare e digerire: cosa che a me oggi riesce abbastanza bene, ma appunto dopo quarant’anni che faccio questo mestiere.
Poi, vabbe’, quando me la prendo con i giornalisti spero anche che qualcuno di loro, magari, faccia un piccolo sforzo per informarsi un po’ sui cani prima di mettere mano alla tastiera: ma questa SO che è pura utopia. Quindi diciamo che li attacco un po’ perché in qualche modo mi devo sfogare, e un po’ perché penso che se da un lato farò loro del male, dall’altro li aiuterò a temprarsi, se sono giovani.

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anonymousTutto questo che c’entra, con l’argomento di questo articolo?
In realtà niente, perché le persone a cui mi sto rivolgendo NON LEGGONO affatto le cose che sono state scritte.
Ho fatto questa premessa solo per spiegare che a un povero disgraziato che scrive di mestiere fa sempre e comunque male sentirsi criticare o addirittura insultare (oddio, non so se esistano lavori in cui tutto questo diventi piacevole: ma di sicuro, a chi scrive dà un fastidio dannato); figuriamoci poi come ti senti quando scopri che tutto ciò che hai faticosamente scritto, elaborato, corretto, messo giù nel modo più carino possibile… non è stato cagato manco di striscio, per usare un delicato francesismo.
A volte hanno letto solo il titolo. A volte manco quello. Specie su FB, ormai si parte di commenti (e pure di critiche pesantine) dopo aver guardato solo una fotografia.
Esempi pratici?
Il fatto che io, tempo fa, abbia pubblicato un articolo dal titolo “Il collare elettrico: parliamone senza ipocrisie né estremismi” mi ha garantito la mia bella dose di vaffanculi e di insulti (come in: “Il collare elettrico mettitelo tu!”, o meglio ancora “Mettilo ai tuoi figli!”). Mo’, a parte il fatto che di figlio ne ho solo uno e che ci sono stati diversi momenti nella vita in cui gliel’avrei messo volentieri… non l’ho potuto fare perché di collare elettrico non ne ho mai posseduto uno. Nè voglio possederlo, visto che sono fortemente contraria, come si evincerebbe facilmente leggendo l’articolo.
Ma chi mi ha coperto di insulti, presumo, non ha letto altro che il titolo (in alternativa, mi resta il tragico dubbio di essermi spiegata proprio malissimo: ma non credo): e da qui si è fatto tutto il film, stabilendo che io sarei una fautrice di questo strumento che invece detesto caldamente.

fischietta_camm_aperOggi, anzi ieri, è scattato un altro tipo di incomprensione: che ha riguardato la foto di Fischietta, la cagnolina di Avola investita e rimasta paralizzata, che anche grazie alla generosità dei lettori di Tpic è stata operata e che, contrariamente ad ogni previsione, si è alzata in piedi e si è messa subito a camminare. La foto è quella che vedete qui a destra.
Ovviamente non è che disponessi di un servizio fotografico completo su questo evento che ho definito “miracoloso”: fortunatamente le volontarie di Avola – ben sapendo che tutti i nostri lettori erano in trepida attesa di notizie – hanno girato un piccolo video, e come foto di apertura, per l’articolo che raccontava l’happy end di questa storia, ho dovuto utilizzare un frame tratto da questo video.
Ne ho quindi scelto uno in cui si vedesse che Fischietta si reggeva bene sulle zampe posteriori, del tutto inerti fino a pochi giorni fa.
Bene (anzi, male)… su FB c’è stata una pioggia di commenti del tipo: “Bastardiiiiiiiiii Cosa le avete fattoooo?!?” (c’è sempre un’ overdose di vocali nei commenti degli animalisti); “Chi è stato a ridurla cosî un mostro di persona! Non ho parole!” (ehm… veramente a “ridurla così” è stato il dottor Stefano Pantano, che l’ha operata ridandole la vita: non mi pare che sia stato propriamente un mostro!)… e addirittura: “Certe bestiole vengono letteralmente spellate per farle soffrire! sono dei maledetti quelli che perpetuano in queste macabre sevizie…”: questo due commenti sotto a quello in cui già ri-spiegavo che la cagnina era appena stata operata (e per questo era rasata sulla schiena: perché nun se po’ operare una parte ricoperta di pelo!).
Poi mi è arrivato pure il seguente msg privato: “Io amo gli animali ma non voglio vedere delle foto cosi perché mi fanno stare male quindi rimuovila, altrimenti ti tolgo dalle amicizie”.
Brrrrrrrrrrrr… rabbrividiamooooooooooo!!!
Ma a parte la devastante ipotesi di perdere cotanta amicizia su Facebook… porcaccia la miseriaccia, non potresti LEGGERE, prima di pensare che io abbia piazzato lì la foto di un povero cane “spellato” così, giusto per passare il tempo?
Ebbene sì, confesso: mi scoccia assai leggere commenti dai quali traspare chiaramente che di quel che scrivo nun ne po’ frega’ de meno a chi (non) legge.
Ma soprattutto mi scoccia che un evento davvero miracoloso come questo (visto che per Fischietta era stato prospettato un lunghissimo periodi di riabilitazioni, carrellini eccetera, mentre questa forza della natura si è alzata in piedi appena svegliata dall’anestesia) venga scambiato addirittura per un maltrattamento, e  il medico che l’ha operata per un sadico, rovinando così un po’ della gioia che chiunque abbia seguito la storia dall’inizio non può che provare.
Io capisco benissimo che possano scattare certe “risposte automatiche” vedendo una foto, data anche la dannatissima overdose di cani maltrattati, seviziati eccetera che appare ogni giorno su FB: però, santissimapupazzissima,  non mi sembra obbligatorio aver passato Clinica Chirurgica con 30 e lode per capire che questa è la foto di un cane che ha subito un intervento!
E non credo neppure che i seviziatori, dopo aver spellato un cane per divertimento, poi lo ricuciano… mentre i punti sulla schiena di Fischietta sono ben visibili. Quindi non solo ci si limita a guardare le figure, ma si guarda pure male, superficialmente e senza accendere il cervello.

fb_okConclusione di questo sfogo?
In realtà le conclusioni sono due.
Una istintiva e probabilmente inutile, che suona più o meno così: leggete prima di commentare, cazzo!
Quella di guardare le figure e trarre conclusioni è una pratica che dovrebbe concludersi alle elementari, quando si impara appunto a leggere e scrivere: e siccome chi commenta sa scrivere, questo significa che le elementari, bene o male, le ha portate a termine.
L’altra conclusione, più seria e potenzialmente utile (forse) è la seguente: l’overdose di immagini macabre di cui sopra ottiene lo scopo di provocare una repulsione davvero automatica in chi le guarda, facendo sì che le storie che ci stanno dietro non vengano proprio lette. Succede anche a me: a volte non leggo perché non voglio star male, non leggo perché non mi sembra giusto essere “punita” (visto che star male psicologicamente è una punizione) per qualcosa che non sono stata io a fare; non leggo perché mi sento impotente di fronte alla cattiveria umana, ma soprattutto perché non ho bisogno di foto trucide per sapere che esiste.
Lo so, provo a combatterla nel solo modo che conosco e che ritengo utile (e cioè facendo un po’ di cultura), ma per far questo non ho bisogno di trovarmi di fronte cani squartati ogni mattina appena apro la mia bacheca su FB.
Quello ottiene solo lo scopo di rovinarmi la giornata.
Le stesse cose si possono dire in modi un filino più soft,  certe immagini si possono risparmiare: io non penso che “affinché la gente sappia” sia davvero necessario sbattergli in faccia le foto più splatter del west.
Gli si può pure parlare, alle persone: e magari, se vogliono approfondire e vedere con i propri occhi, le immagini più crude si possono linkare, in modo che guardarle o meno diventi una scelta e non un’imposizione.
Altrimenti poi va a finire che i cervelli vanno in tilt e che scattano associazioni automatiche come quella che è avvenuta in questo caso: “cane spelato=cane torturato”.
Ma anche no!
A volte, guarda un po’,  “cane spelato” significa “cane operato, a cui è stata restituita la possibilità di vivere dignitosamente”: e a me avrebbe fatto piacere che le 15.208 persone che (secondo FB) hanno visto il post saltassero tutte di gioia per la storia a lieto fine di Fischietta, anziché pensare – in gran parte – che si trattava dell’ennesimo cane seviziato.
Mi avrebbe fatto piacere che il dottor Pantano venisse ringraziato, non preso per un mostro.
Mi avrebbe fatto piacere, insomma, che le persone leggessero la storia, anziché limitarsi a commentare una foto, magari fraintendendola pure di brutto: e sono quasi sicura che la non-lettura in parte sia dovuta, sì, al fatto che Internet ha disabituato la gente a usare più di un neurone alla volta, ma in parte anche alla pessima abitudine di sbattere mostri in prima pagina… pardon, in bacheca (e sulle bacheche altrui).

nonlegg1Per questo ho scritto questo articolo: per invitare le persone di buon cuore, che sicuramente pensano di fare il bene dei cani utilizzando questo tipo di immagini, a pensarci un po’ su, prima di pubblicarle.
Perché sono sicurissima che ottengano fin troppo spesso questo “effetto paradosso” per il quale la gente non legge più, ma si limita a commentare con qualche frase indignata (io credo che parecchi animalisti abbiano cose come “Oddioooo!!! Non ho paroleeeee!” già programmate in automatico: le spiaccicano in calce a qualsiasi notizia tragica e via, si sentono a posto con la coscienza e col cuore)… e poi passa alla notizia successiva, avendo probabilmente già dimenticato la precedente.
Tutto questo non è svilente solo per chi scrive e magari avrebbe pure piacere di essere letto: è svilente anche per i cani stessi che si vorrebbero aiutare.
E’, insomma, uno spreco di energie e di parole, nonchè una fonte di stupidi equivoci che sarebbe facilissimo evitare: ma ovviamente nessuna foto splatter sarà evitata grazie a questo articolo, perché queste mie parole non le leggerà nessuno.
Però, se non altro, stavolta ho scelto una foto di apertura che farà scattare cuoricini e “checcarini”, risparmiandomi gli insulti.

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39 Commenti

  1. Purtroppo siamo in un epoca di sensazionalisti d’accatto, cresciuti a Disney e con la sindrome dell’indignazione pret a porter. Quello che lei chiede è sacrosanto, ma parimenti impossibile.

    • Alioth la colpa di ciò è ascrivibile a voi medici, ai biologi, ai ricercatori tutti. I farmaci e le cure da voi inventati o prescritti hanno alterato la selezione naturale, che di suo avrebbe drasticamente contenuto la dilagante presenza di minus habens (sto celiando, ovviamente 🙂 )

  2. Io direi che ne puoi approfittare per fare pulizia, se non leggono nemmeno quel che scrivi possono andare a spargere vocali altrove; togligliela tu l’amicizia…

    Intanto GRAZIE di CUORE al Dr. Stefano Pantano!

  3. D’accordissimo su tutto. A proposito, hai letto che la ministra Kyenge vuole usare i cani e gatti per sfamare gli italiani? 😀 😀 😀

    • …spiegacelo pliiiz che la fame del mondo non è in Italia e che quello che serve a noi, è il lavoro. Quindi, se vuole, può assumerci tutti in dei rifugi seri costruiti apposta per i randagi, facendo la gioia nostra e delle bestiole!
      ^_^

    • Ahimé sì, ho letto la bufala e tutto il casino che ne è seguito. Il fatto che gli articoli pubblicati su un sito che si chiama LERCIO vengano presi per buoni è veramente imbarazzante, e l’articolo (come tutti quelli di Lercio) è divertente… però, a volte, su certi argomenti forse sarebbe meglio andare un filino più cauti. Personalmente ho apprezzato decisamente di più l’articolo sulla statua della Madonna che piange sperma e quello sul cieco che, dopo aver recuperato la vista, ineggia a Satana (col commento dello stesso Satana che sostiene di non essere cattivo, ma vittima dello strapotere di Gesù Cristo, definendosi – e qui mi ha fatto veramente schiattare – “la Pepsi della Coca Cola ultraterrena“).
      Si può prendere sul serio un articolo proveniente da questo sito? NO (e ancor meno se si leggono i titoli correlati).
      Si può prendere sul serio una notizia che rimbalza su FB senza che se ne conosca la fonte, e del quale viene citato solo il titolo? Purtroppo, a quanto pare, sì.
      Peraltro io ero cascata con tutte le scarpe della bufala dei Bonsai Kitten… però quella, bisogna dirlo, almeno era fatta bene! 🙂

      • Valeria, in quel caso ci caddero perfino i giornalisti di Repubblica, che la bufala dei gatti bonsai la pubblicarono come se fosse vera! Ovviamente, dopo diversi anni (la solita informazione all’italiana).
        Certo erano altri tempi, ed è vero che il sito era fatto veramente bene, io (che l’avevo scoperto per puro caso senza saperne nulla) ci misi un bel po’ per capire che era un sofisticatissimo scherzo.
        Solo quando vidi la bottiglia feliniforme per chi voleva il gatto con forma classica, non ebbi più dubbi 😀

  4. …ho letto l’articolo, tutto, e sono d’accordo.
    ^_^ Non penso che cambierà le cose ma penso che andasse comunque scritto e letto.

    Comunque io prima di commentare un articolo, un post o qualunque cosa lo leggo. Se è su facebook e sembra “particolare” (per la serie “Uomo partorisce incredddibbbileee!”) mi accerto prima che non sia una bufala spulciando altre fonti, prima di commentare. Perché ci sono un sacco di notizie false che la gente tende a prendere per oro colato e che per questo si diffondono come virus. Ultima quella dei superstiti di Lampedusa che mangiano cani, che ancora non ho capito se è falsa o se una notizia vera ma di anni fa, ma che ha fatto partire la gente lancia in resta per mandare via i superstiti (per la serie “I nostri cani randagi! Non ce ne fregava un tubo, ma questi se li mangiaaanooo!).
    Quando ho visto la “foto incrimininata” di Fischetta, avendo letto anche l’articolo precedente, ma non sapendo/ricordando che l’avrebbero operata così presto, più che “che cosa le hanno fattooo! Piccirillaaa!” ho pensato “Dalla foto precedente non ricordavo fosse messa così male!”. Quando ho letto dell’intervento ho capito che si trattava dell’intervento e mi sono goduta quel video “piccolo miracolo”, con estrema felicità!
    Spero tanto che il suo miracolo funzioni davvero come le ciliege.
    (quest’ultima era per dire “tranquilla che c’è gli gli articoli li legge, parola per parola!)
    ^_^

  5. Ciao Valeria, non ho il piacere di conoscerti personalmente, ma ti leggo assiduamente e con grande piacere da quando ho saputo della tua esistenza adottando un 4 zampe ad Avola grazie a Canisciolti. Sai scrivere e molto bene. E condivido pienamente quello che esprimi nei tuoi articoli. Ci vuole coraggio per andare controcorrente, per essere diretti e coerenti: la confusione, la superficialità e l’incompetenza che caratterizzano la nostra società attualmente rendono ancora più difficile il tuo compito divulgativo. Per quanto riguarda la paura della critica … a mie spese ho imparato a valutare da chi proviene, prima di soppesarla. Se arriva da una persona che stimo, con umiltà mi rimetto in discussione e scelgo nuovamente valutando una nuova prospettiva di osservazione (mi piace chiamarla crescita evolutiva). In caso contrario, la accetto (ritengo che ognuno abbia diritto ad esprimere una sua opinione liberamente), ma altrettanto velocemente la lascio andare. Cerco, per quanto possibile, di non essere mai nel giudizio (impresa non facile), ma partendo dal presupposto che siamo tutti in cammino, sono fortemente convinta che chi ha avuto la fortuna e la forza di compiere più passi, abbia allo stesso tempo una maggiore responsabilità nei confronti dell’altro. Purtroppo, gli estremismi sono sempre nocivi e sempre più spesso ne siamo spettatori in quasi tutti i settori. Comprendo la tua frustrazione, la conosco bene e a caro prezzo ho imparato a comprenderla e a lasciarla andare grazie all’accettazione e alla consapevolezza. Consapevolezza che ritrovo in te e nelle tue parole. In mezzo agli insulti, ti dico grazie di cuore per aver scelto di condividere la tua esperienza, nonostante tutto. Donatella

  6. Gia’ le immagini, piu’ passa il tempo piu’ penso che dietro le immagini di cani ci sia una economia sommersa. Parlo anche delle immagini di cuccioli che dormono nelle posizioni piu’ riiole e assurde, il pane quotidiano di tutti i facebookisti che ammmano i cani, cosi’ come delle immagini splatter. Ma davvero uno o piu’ cuccioli se la puo’ dormire ‘naturalmente’ senza rovinare scenografie a volte complicate, cuccioli col pelo sempre appena toelettato, come e’ possibile? Saranno anche bravi i fotografi o faranno un gran lavoro con otoshop, ma mi sem cosi’ improbabile vista la quantita’ di foto che girano su internet. Cosa ne pensate?

  7. IO TI LEGGO SEMPRE!! e mi sei stata “utile” un sacco di volte! Grazie! …… Volevo anche dire che, secondo me, non solo non leggono, ma neanche le guardano davvero le foto!! Infatti, proprio questa mattina è stata pubblicata una foto molto bella di una bambina che bacia un pastore tedesco,ma ATTENZIONE, il cane porta il collare elettrico e la bambina ha il telecomando attaccato alla vita… Io ho scritto il commento per farlo notare ma nessuno lo ha letto e i successivi commenti hanno continuato ad essere pieni di “cuoricini”!!! BLEAH!!! 🙁

  8. Oddiiiiooooooo…ma davveeeeeeeeeeerooooooooo… non ho paroooleeeeeeeeee… mostriiiiiiiiiiiii..
    Ah no, scusate, ho sbagliato bacheca….
    Valeria, ha ragione, ragionissima Tosca qualche commento più su. Un’ottima occasione per fare un poco di pulizia. Anzi, fossi in te pubblicherei apposta queste immagini da “scrematura”…
    Comunque, grazie per aver condiviso il video di Fischietta.
    Che bella quell’immagine, che forza quel cane!
    Immagino anche la soddisfazione e la gioia del Dr.Pantano.

    • Gia’ quello che intendevo, foto costruite ad ‘arte’ e con metodologie sospette, con pubblico target proprio coloro che aborrono tale metodologia. Persone che hanno sentito parlare del collare elettrico sono contrarissime all uso, ma non ne hanno mai visto uno e finiscono col mettere un like e magari in share la foto… La mia domanda? Chi ha fatto la foto e cosa ci guadagna?

  9. Cinquant’anni fa si sfogavano le proprie frustrazioni scandalizzandosi per il comportamento e le scollature di qualche ragazza carina del quartiere, adesso vengono preferiti animali sofferenti.
    Non credo nella buona fede di queste beghine animaliste: vengono spacciati per maltrattamenti foto di cani incidentati o operati. Credo che molti di loro siano dei sadici repressi che hanno un gusto morboso per queste immagini.

    • ..Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio
      Si sa che la gente dà buoni consigli, se non può più dare il cattivo esempio…

      (F.De Andrè- Bocca di Rosa)

  10. Basta guardare siti come Lercio.it, il cui solo nome fa capire che si tratta di un sito umoristico di informazioni inventate (e se non fosse quello, basterebbe leggere i titoli di alcuni articoli come “scacchista vegano rifiuta di mangiare il cavallo: partita sospesa”).
    Ebbene, ultimamente hanno pubblicato un articolo intitolato “Kyenge dice che gli italiano dovrebbero sfamare gli immigrati dando loro da mangiare i propri cani e gatti”.
    Beh, al di là del fatto che basta leggere le prime 4 righe per rendersi conto che è inventata di sana pianta come notizia (“parole origliate dal portinaio che lo ha riferito alla suocera della zia” o giù di lì), o leggere che la Madonna lacrima sperma nelle notizie a fianco è desolante vedere i commenti sotto…ma veramente desolante.
    Perciò non mi stupisco delle reazioni alla foto della cagnolina né agli altri commenti su tuoi articoli.
    E la cosa che mi dispiace di più, francamente, è che fai un ottimo lavoro di informazione, cerchi di essere nei limiti dell’essere umano obiettiva, cerchi di dare informazioni corrette e di essere equilibrata nelle risposte e nei testi. E queste persone si limitano ad estrapolare 2 righe a fronte di fiumi di inchiostro virtuale di informazioni utili e verificabili, pretendendo di poterti giudicare in base ad esse.
    E quel che è peggio, francamente, è che qui se la prendono per un cane presunto maltrattato…ma poi espongono lo stesso comportamento di pensiero quando si parla di cose più serie come vaccini, cancro, salute…cioè leggono “il bicarbonato cura il cancro!” ergo “le kase farmaceutike sono ttt kattive e si prndno i nstr sldi x nnt!!!”.
    In entrambi i casi: immagine o titolo, e ci cascano perversamente fieri della loro crociata.

  11. Valè, ti garantisco che siamo in tanti a leggere TUTTO dei tuoi articoli, da cima a fondo.
    Per quelli che non leggono ci penserà Dio, oppure Darwin (sono gli stessi che non leggono nemmeno cartelli come “high voltage”, dunque sono evoluzionisticamente spacciati).

  12. Non ho scritto commenti all’articolo che conteneva il video di Fischietta ma avrei dovuto farlo. Lo faccio adesso.
    Quando ho visto il video ho pensato: straordinario! guarda come cammina bene questo cane dopo un’operazione così importante, che meraviglia.
    E perchè l’ho pensato? Perchè quando la mia bassotta, quattro anni fa, è stata operata di analoga operazione alla schiena, dopo l’operazione, eseguita da un chirurgo bravissimo di una clinica veterinaria molto conosciuta, non si è mossa dalla cuccia per tre giorni, aveva anche la vescica bloccata e urinava solo per overflu.
    Al quarto giorno l’ho ricoverata in una clinica che pratica la fisioterapia riabilitativa ed è stato solo allora che, fra il quinto e il nono giorno dopo l’operazione ha ricominciato faticosamente a zampettare.
    Ci sono poi voluti altri quindici giorni di fisioterapia intensiva per farla riprendere, più tutta la terapia che abbiamno fatto a casa come mi avevano insegnato per almeno altri quattro mesi.
    Chi ritiene che a Fischietta sia stato fatto del male non ha capito proprio niente.
    Quel video fa bene al cuore perchè vuol dire che le tecniche operatorie sono migliorate, che i livelli di incertezza sull’esito di queste operazioni si stanno abbassando e che un futuro di guarigione oggi è più garantito di ieri.
    Davvero non sanno di che parlano.
    Con un po’ di cattiveria farei provare a qualcuno di loro l’angoscia che ti prende quando hai il cane completamente immobilizzato, che urla per il dolore e il chirurgo che ti dice che non può garantire l’esito dell’operazione perchè il rischio di paralisi permanente è molto consistente. E tu ti chiedi con orrore: e adesso che faccio?
    Davvero glielo farei provare solo per cinque minuti perchè poi, davvero, non te lo scordi più.

  13. Anch’io ti leggo sempre volentieri fino all’ultima riga … ma soprattutto condivido l’appello contro le foto shock… Mi dispiace dirlo ma ho finito per togliere l’amicizia a tutte quelle associazioni e persone che sicuramente stimo per il loro impegno… Ma non ne posso più di vedere immagini cruente con cani, gatti o altri animali massacrati. Insomma se l’obbiettivo è diffondere la cultura animalista l’effetto è esattamente l’opposto. E finisco per non leggere questi articoli, sapendo di non poterci fare niente mi deprimo e basta….

  14. Per coloro i quali fanno quel genere di commenti, c’è una sola parola che definisce ESATTAMENTE ciò che sono: dei DEFICIENTI totali, che si credono anche dei gran fighi, dopo aver pubblicato le loro perle, apprezzate a loro volta da un’altra manica di deficienti!
    Poverini, bisogna lasciarli stare quando sono così gasati: magari è la loro unica soddisfazione nella vita…

  15. Valeria! Ma che belli i cucciolini della foto! sono due fratellini labrador? sono adottabili? facciamo subito girare! ^o^ ^o^ ^o^
    ( pero` devo confessare che io Lercio non lo conoscevo e ci sono cascata proprio con tutte le scarpe e calosce…e proprio come hai detto tu, orripilata, non ho letto >.<")

  16. Come (quasi) sempre hai ragione però una piccola osservazione te la vorrei fare. Ti prego di non chiamare animalisti queste persone che l’unica cosa che fanno e sbattere le dita sulla tastiera dei pc per scrivere a vanvera. Non sono animalisti. sono solo degli esaltati. E’ come dare dei cinofili ai giornalisti che scrivono sui vari attacchi di “pittebulle”.
    Un saluto.

    • Katrin, hai ragione… ma non sono io che li definisco così. Sono LORO che si autodefiniscono “animalisti”: anzi, i soli, veri e puri animalisti del mondo 🙁

  17. Ho assistito ad una scena quasi isterica nel negozio dove abitualmente acquisto il cibo per i miei “ragazzi”. Raccoglievano soldi per l’intervento di Fischetta e avevano la foto della cagnina con la storia scritta sotto. Una signora ha inveito per 10 minuti contro la cassiera dicendo che non si devono tenere delle storie di questo tipo nei negozi perchè creano un carma negativo!! A volte leggono ma non capiscono!!

  18. Quando ieri ho letto i commenti su Fischietta ho fatto una tirata di un’ora al telefono con mia madre sulla superficialità (non l’ho proprio chiamata così, lo ammetto) umana. Vedo che la cosa non ha urtato solo i miei di nervi 😉

  19. Articolo fantastico e Necessario (con la enne maiuscola e una sola o!)

    Ps. Anch’io appena ho visto la foto di fischietta ho tratto conclusioni affrettate, ho esultato, perché immaginavo fosse lei!! Poi però non vedevo anche l’ora di leggere.. piacevolissima sorpresa

  20. Oggi si vive nel era della comunicazione mediale , si fanno amicizie mediali ci si fidanza via computer(per poi scoprire che il partner è totalmente diverso da come si era descritto e da come era stato idealizzato,si cerca anche di fare sesso via mediale(e certuni ci riescono),e matural mente si ha un sacco di amici mediali con i quali si parla via consolle senza nemmeno averli mai visti in faccia.e siamo tutti buoni bravi pieni di sentimenti (è facile scriverlo su una consolle)e si danno amicizie e si tolgono nel giro di un batti baleno(ma chi ti conosce cosa vuoi togliere se non so neanche come sei fatto)mi sembra di sentire una banda di matti,e molti scommetto che quando parlano e scrivono di un argomento( in questo caso il cane) non ne posseggono nemmeno uno,almeno dalle risposte che leggo questo dubbio a volte mi viene,ed è logico che alcuni per facilitarsi il loro compito di specialisti di social mediatici non leggano gli argomenti ma guardino solo le figure cosi fanno prima poi a sputare il commento,ma questa è la società moderna sempre più lontana dai valori vitali e sempre più vicina a quelli virtuali compreso il buonismo di facciata . Ciao a sentirci Aquila della notte PS alcuni mi hanno chiesto l’amicizia su Facebook…… ma io non ci sono iscritto su Facebook commento solo su questo sito e su un altro che parla di cani corsi basta e avanza ,e prima di essere amico di una persona devo conoscerlo personalmente e avere la reciproca stima ,e il resto è solo aria fritta di nuovo ciao

  21. Com’ è…? Oddioooo non ho paroleeeee? In realta, utilizzando Battisti per intero, a certi mancano pure i ….pensieri. 😉

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.