tobiaRdi VALERIA ROSSI – Ho a che fare, in questi giorni, con due cani un po’ particolari: uno viene al campo, l’altro lo conosco solo via email. Metto le foto di entrambi, ma ne taccio i nomi per rispettare la loro privacy: li chiameremo cane A e cane B.
A e B sono entrambi maschi,  ma per il resto sembrerebbero avere ben poco in comune: uno ha nove mesi e l’altro potrebbe avere dall’anno e mezzo ai due anni; uno è di razza pura e selezionatissimo, l’altro è un rescue proveniente dalla Romania; uno è intero e l’altro è castrato; uno è di taglia medio-grande e l’altro di taglia piccola (pesa sette chili).
Eppure c’è una cosa che sicuramente li accomuna: sembrerebbero entrambi “troppo intelligenti” (o “troppo furbi”, se preferite) per riuscire a ottenerne il comportamento desiderato in ogni circostanza.
Vi copincollo qui alcuni esempi di quello che combina A, il piccolo rescue, raccontati dalla sua umana (che tra l’altro scrive benissimo e mi fa ridere un sacco):

Qualunque premietto riceva, lui tenta immediatamente di riproporre la situazione per riceverne un altro. Lo premi perché torna da cento metri di distanza? Inghiotte e riparte a mille per rimettersi esattamente nello stesso punto e ti guarda colmo di aspettativa. Lo premi perché ha sputato una schifezza indefinita che ha raccolto da terra? Da quel momento raccoglierà TUTTE le cose più immonde.

Uno dei problemi di questo cagnolino è  il fatto che monta i cuscini.
Ed è successo che…

… mia figlia 18 enne, che vorrebbe fare la veterinaria e ha già fatto vari stages da veterinari, ride ancora adesso perché io gridavo: “VIENI A VEDEREEEE! IL CANE STA MALEEEE!!” HA UN PROLASSO CON UNA BOLLA ENORMEEE!”
Sì lo so, me lo sento, stai ridendo anche tu…
Ora, non è che io sia proprio demente, so che la castrazione significa solo che non è più fertile, però vederlo lì, immobile, con tutta quella salsiccia molle che si strascinava sul pavimento, dopo che il cane aveva solo giocato con il cuscinone-cuccia … Insomma mi sembrava che non stesse tanto bene, perché sembrava spaventato e non si muoveva…

La signora ha una figlia femmina: se avesse avuto un maschio probabilmente avrebbe notato lo stesso apparente “spavento” e la stessa aria “di chi non sta troppo bene” ai primi esperimenti del bambino umano… comunque ho suggerito alla proprietaria del cane A di levargli semplicemente il cuscinone e di distrarlo con altre attività.
Ed ecco com’è andata:

Ieri gli ho tolto il cuscino-cuccia sul quale si stava… uhm… esercitando, con un “no” deciso. Risultato: non ha battuto ciglio e ha preso quello del divano (ce ne sono 8….)
Non è di quelli che si arrendono facilmente… e poi lui adora fare trasloco. A casa mia con i copridivani, le copertine dei gatti, i cuscini; quando va dal dog-sitter (che tiene dieci cani alla volta) passa la giornata a spostare i cuscinoni di tutti: “questo lo mettiamo qui, quello va messo di là, quell’altro lo spostiamo ancora un po’ …” eccetera, insomma lui risistema l’arredamento…ti passa davanti tutto impegnato con quell’aria da “ma guarda te che disordine, dimmi tu se è possibile, tutto a me mi tocca fare”, trascinando un cuscino grande 5 volte lui.

totoroIl cane B, quello che conosco “dal vivo”, è un australian shepherd.
Lui sa fare semplicemente tutto. Pensate a un qualsiasi esercizio, movimento, trick… lui lo conosce e lo sa eseguire: purché ne abbia voglia, ovviamente: perché se c’è qualcosa di più interessante da fare/annusare/scoprire, allora ignora totalmente qualsiasi comando e si dedica a ciò che ha maggiormente attirato la sua attenzione.
In più c’era (e in parte c’è ancora, anche se su quello stiamo lavorando con risultati visibili) un problemino collaterale: il cane si mastica il ragazzo della sua umana quando lui si prende troppa confidenza con lei.
Ci sono esempi illustri, eh! Napoleone Bonaparte non poteva fare troppo il romantico con Giuseppina in presenza dei suoi carlini, perché anche loro se lo magnavano. Però, diciamolo, la cosa non è proprio entusiasmante… e poi un aussie è un bel po’ più grande di un carlino: e anche se si limita a pizzicare, i denti fanno male!

Cos’abbiano in comune questi due casi – oltre all’estrema furbizia dei protagonisti –  mi sembra evidente: si tratta di due esempi da manuale di cani che hanno preso il comando in famiglia. Lasciando pure da parte il fatto che l’aussie faccia anche un bel po’ di caciara abbaiando e pizzicando, si tratta di due casi in cui la dominanza non si manifesta (per fortuna) in forma aggressiva, ma semplicemente con il cane che decide modi, maniere, regole e così via. Il cane A sposta l’arredamento, il cane B gestisce gli umani (“tu stai qui, tu vai un po’ più in là: no, lei non la devi toccare, è mia. Adesso giochiamo. Adesso fammi lavorare, che mi annoio”… eccetera eccetera.
E si tratta, in entrambi i casi, di cani che sono stati ignorati le prime volte che manifestavano comportamenti indesiderati.
Qui torno a riportare le parole dell’umana del cane A, che si pone i seguenti dubbi:

A volte non viene quando lo chiamo. Cosa faccio, lo vado a prendere? ( o per lui significa che ha “vinto”?)
Mi verrebbe da legarlo al guinzaglio per il resto della passeggiata, ma sono certa che farebbe 2+2 e inizierebbe a scappare ogni volta che mi avvicino, cosa che ora non fa assolutamente, per fortuna.
Al momento, se non viene, me ne vado o fingo di scappare di corsa, e così lui arriva a rotta di collo. Ma mi sa che tra pochissimo l’effetto di questo bieco trucco si azzererà e mi guarderà solo dicendosi “ma sì, lasciamola correre un po’, così si sfoga”.
Se non mi riporta la pallina, mi alzo e me ne vado: fine del gioco. Ma se lui molla la pallina dove gli pare ed io la vado a recuperare, per lui significa che sono io a fare il “riporto” per lui?
Esiste un “castigo” dal punto di vista canino?
Come detto ho usato l’indifferenza o la noia, tipo se non si siede su richiesta quando è al guinzaglio gli dò la schiena per un luuuuuungo minuto, poi mi rigiro e ripeto l’ordine, se non obbedisce mi rigiro (ho però l’atroce dubbio che lui si diverta un mondo tipo “vediamo quante volte la faccio girare oggi”).
E per finire, un’ultima domanda: quando decide che ha finito di rosicchiare l’osso viene da me e mi gira intorno facendo una serie di lamenti, finché glielo prendo e lo metto via, dopodiché é tranquillo.
È un segno di fiducia, o è segno che sono la sua donna di servizio?

Le risposte a tutte queste domande sono dei SI.
Sì, il cane sta gestendo la sua proprietaria (ehm… “proprietaria” fa proprio sorridere, in questi casi!), o se preferite la sta addestrando. E con ottimi risultati.
La stessa cosa vale per il cane B, con la sola differenza che lui, essendo per natura un cane collaborativo e super-dinamico, ha “accettato di imparare” tutti gli esercizi, i trucchetti eccetera di cui vi parlavo prima. Il suo problema è che li esegue alla perfezione, per esempio, quando è al campo (laddove presumo pensi “Okay, qui si lavora, anche perché c’è questa cicciona bionda pericolosa”: una volta gli ho dato una pacchetta sul culo).
Appena tornato a casa sua, però, torna a dirigere lui l’orchestra… anche se in realtà le cose sono migliorate parecchio per quanto riguarda le sgagnate nei polpacci dell’umano. In compenso la sua umana mi ha raccontato che hanno partecipato a uno stage di Rally-O e che cane B, pur conoscendo a menadito tutti gli esercizi che avrebbero dovuto fare, si è fatto gli affaracci suoi per tutto il tempo, annusando per terra e facendole fare una figuraccia.

totoro_ponteOra, se qualcuno sta pensando che cane A e cane B cambierebbero drasticamente atteggiamento qualora di pacche sul culo ne prendessero un po’ più di una, ha perfettamente ragione.
Il fatto è che, quando l’ho data a cane B (mentre stava giustappunto mordendo le gambe del suo umano), non è stato soltanto lui a guardarmi col fumetto che diceva “Eh? Cos’hai fatto? Non dicevi sul serio, verooo? Non volevi proprio picchiarmi!”.
No: mi ha guardato praticamente con lo stesso fumetto anche la sua umana.
E quando ho detto all’umano maschio di reagire ai morsi (senza fare nessunissimo male al cane, sia ben chiaro! Ma solo dandogli la stessa manatina sulle chiappe che gli avevo dato io), lui ci ha provato con tale e tanta convinzione che cane B si è messo a morderlo apposta per fare il bellissimo gioco del “tu cerchi di colpirmi e io ti schivo”.
Quanto all’umana di cane A… non la conosco personalmente, ma da ciò che scrive ho idea che abbia già fatto una fatica terribile a dirgli quel “deciso NO!” prima di togliergli il cuscinone.
Dimenticando pure il fatto che io stessa non riterrei affatto corretto impormi con la forza fisica su un cane solo perché si sta dimostrando più furbo di me, mi sembra anche evidente che se suggerissi a questi umani di menare i loro amici pelosi verrei considerata seduta stante una bieca torturatrice di cani.
Se qualcun altro sta pensando che si tratti di due cani che escono poco, corrono e giocano poco, si annoiano… ha invece torto.
Cane A esce almeno due ore al giorno, libero di correre nei boschi; cane B fa duemila attività in casa e fuori, va in montagna, viene al campo, insomma fa tutto quello che è umanamente possibile far fare a un cane da parte di due umani che lavorano e che hanno una vita. A un aussie non basta, questo è poco ma sicuro: ma non è che possiamo pretendere che chiunque abbia un cane da lavoro molto attivo si dedichi a lui 24h su 24: pure i cani devono scendere a qualche compromesso.

Dunque, che si può fare?
Il mio consiglio, con entrambe le famiglie, è quello di smettere assolutamente con le tattiche a base di “ti ignoro-mi giro dall’altra parte-mi fermo” eccetera eccetera. Perché sono state usate fino ad ora e, palesemente, non hanno funzionato. Entrambi i cani sono dei piccoli geni (e sono anche di una simpatia esagerata, diciamolo!) ed entrambi i cani sono dominanti, il che non significa che “ci siano nati”, ma solo che nelle rispettive famiglie non hanno ancora trovato una figura-guida, una persona a cui concedere stima e fiducia totali. E siccome – non mi stancherò mai di ripeterlo – per un cane è vitale poter contare su questa figura, perché se manca lui pensa che il branco se ne andrà a catafascio… ecco che sia cane A che cane B hanno deciso di interpretare loro stessi il ruolo vacante.
Perché sì. Perché è così che funziona, nella mente di tutti i cani del mondo. Perché le gerarchie non soltanto esistono, ma sono ritenute assolutamente prioritarie su tutto il resto: senza una guida, un branco non sopravvive. Questo, dalla mente di un cane, non potrà MAI scalzarlo nessuno.
Ma come si fa, quando il cane è particolarmente intelligente ed astuto?
Semplice: si fa un bel bagnetto di umiltà, si accetta il fatto di doverci studiare sopra e di non illudersi di poter risolvere casi come questo con i soliti due esercizietti e quattro regolette, perché serve qualcosa di più.
Proprio ieri la proprietaria di cane B mi diceva che lei, comunque, “aveva fatto tutte le cose per bene”:  cane B non sale sul letto, sale sul divano soltanto se invitato, scende a comando, non passa per primo dalle porte e così via.
Non lo metto minimamente in dubbio. Però lui (che è un eccellente cane, con una gran testa ma anche con grande cuore) la considera una sua “compagna di giochi” e non la sua figura-guida. Sicuramente, in entrambi i casi, conta anche molto il fatto che i cani siano maschi e le umane (teoricamente) di riferimento siano donne. Non conosco l’aspetto e la voce dell’umana del cane A, ma quella del cane B è una ragazza giovane, piccolina e con una vocina mooolto sottile e delicata, che lei per di più usa rivolgendosi sempre al cane con ulteriori “vocine” tipo quelle che si rivolgono ai bambini piccoli. Ieri le ho suggerito di “fare la voce da trans” quando si rivolge al cane, perché anche questo può essere un piccolo passo per ottenere quell’autorevolezza che al momento le manca completamente.
Va detto, in ogni caso, che non si possono cambiare radicalmente le persone: e non sarebbe neppure giusto farlo, perché non sono soltanto i cani a dover essere rispettati per ciò che sono, senza tentare di snaturarli. Però, a volte, è difficile rispettare l’essenza di una persona pur rendendosi conto che proprio non è la più adatta al cane che abbiamo di fronte.
Compromessi, dunque, a tutto spiano: le umane di questi due cani dovranno sforzarsi – nei limiti del possibile – di diventare un po’ meno “mammine”, un po’ meno ansiose e un po’  più “toste”. Le regole di base questi cani già le hanno, quindi bisognerà metterne qualcuna in più… ma soprattutto, bisognerà cominciare a far capire a cane A e a cane B che certe cose non sono gradite, punto e basta.
Ovviamente non è gradito che un cane morda/pizzichi/mordicchi (anche perché bisogna ricordare che i cani, quando sanno di ottenere qualcosa con un certo comportamento, non si fermano: oggi è un’abbaiata, domani è una pizzicata, dopodomani – se vedono che non basta – è un morso più serio): ma non è gradito neppure che il cane si trombi allegramente tutti i cuscini di casa.
Cosa è stato ottenuto, ignorando questi comportamenti? Semplicemente il cane ha dato per scontato di poterlo fare: la logica reazione che avrebbe avuto chiunque, umani compresi.
Quindi si dovrà innanzitutto smettere di ignorare e cominciare a spiegare al cane cosa significa NO: il che non comporta assolutamente alcuna violenza, ma dev’essere un NO assoluto e definitivo. Si può mettere il cane al guinzaglio e metterlo in obbedienza finché non si è dato una calmata (è ciò che stiamo facendo con cane B, quando parte con le sue sceneggiate). Si potrà far prendere un bello spavento a cane A, quando non torna al richiamo, scomparendo letteralmente alla sua vista e costringendolo a cercarci per almeno una decina di minuti (ovviamente questo va fatto in un posto sicuro).
Ma soprattutto, con cani così intelligenti (e che ci mettono continuamente alla prova) bisognerà parlare CHIARO al cane: questo è SI e vieni premiato. Questo è NO e vieni immediatamente bloccato (e non “ignorato”, perché “chi tace acconsente”, tra i cani come tra gli umani).
Insistendo un po’, con estrema coerenza e fermezza (e senza lasciarsi fregare dagli occhi languidi e le facce da “scuuuusaaaa non voleeeeevo”, che i cani sanno esibire con immane faccia tosta, ben sapendo di comprarci con cinque centesimi di occhioni dolci), si otterrà che il cane cominci a pensare “Toh, ma guarda: questo non si lascia più prendere per il naso. Sta’ a vedere che ha imparato a guidare questo branco”. E quando il cane arriva a pensare questo, non soltanto i suoi comportamenti cambiano (a volte progressivamente, a volte proprio drasticamente) in meglio: il cane si sente anche più felice, perché si sente più sicuro.
Perché a pochissimi – ma davvero pochissimi – cani piace davvero dirigere l’orchestra: novantanove cani su cento preferiscono essere guidati e indirizzati.
E anche se inizialmente ci metteranno alla prova fino allo sfinimento (è un loro diritto, perché mica possono credere davvero che le cose siano cambiate così da un giorno all’altro: se fino a ieri ai loro occhi siamo stati un po’ pirla, prima di convincersi che siano diventati davvero dei capi affidabili ci testano mooooolto a fondo!), alla fine scopriremo che il cane è molto, ma molto più sereno di prima.
Lo saremo anche noi, ovviamente: ma questo è un effetto collaterale. Quello a cui dovremmo sempre pensare, per prima cosa, è sempre il benessere del cane: ma quello vero, etologico, realistico, non quello che leggiamo su Facebook. Anche perché i cani, grazie al cielo, Facebook ancora non lo usano: neppure quelli super-intelligenti  (forse proprio perché sono super-intelligenti).

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81 Commenti

  1. Dovrò leggere ogni giorno questo articolo, prima di alzarmi dal letto e recitarlo a memoria e forse-forse ci riuscirò ad affermarmi con il mio cane!!!
    Una domanda: Akille si dimostra a casa più rispettoso delle regole, no sul divano, quando mangiamo no questua anche se ci prova e a quel punto lo chiudiamo nella sua cuccia/trasportino pur rimandendo nel nostro stesso ambiente…. Fuori e soprattutto con me, mangia TUTTO -cartacce soprattutto che la gente civile getta per terra e poi si lamenta ‘giustamente’ degli escrementi dei cani – e ai miei NO (vocina o vociona) non ci sente proprio ansi si ribella, una vera jena, un vero litigio tra me e lui a chi fa la voce più grossa e con la gente che ci guarda sgranando gli occhi… Come dovrei comportarmi? Per es. in passeggiata con il ‘mio’ educatore, le stesse carte della discordia non le ha neanche guardate da lontano…, lui sì che è un capo….
    Io da sola, prima che diventi un capo, ma non ci riuscirò mai…, come potrei comportarmi? Ad es catalizzare l’attenzione con dei premi? Grazieeeee

  2. eh,eh,
    in questi cani che descrivi ci vedo tanto la Nora,
    la ns labrador di 16 mesi.
    Una vera vorpe,come si dice a firenze.
    Ha la capacità di risolvere le situazioni,
    dove gli altri nostri cani si “fermano”,lei arriva.
    Sostanzialmente è brava ed ubbidiente,fino a quando…
    non trova qualcosa che le interessa VERAMENTE.
    Allora se va x i suoi venti e non c’è verso di farla desistere.
    X es. ,se siamo a giro che so,su una spiaggia,
    se annusa un panino in uno zaino parte decisa e comincia a tampinare il proprietario,
    o peggio,se lo zaino è incostudito,ci razzola direttamente dentro.
    Oppure,in campagna, se sente la traccia della lepre o del capriolo..addio che t’amavavo,
    hai voglia a chiamarla.
    Dopo,quando “ha fatto”,torna con l’aria innocente e soddifatta.
    Eppoi “ruba” di tutto appena volti l’occhio,
    dagli accendini,ai calzini,tutto.
    Appena può va a dormire sul divano,cosa proibita,
    salvo poi scapicollarsi di sotto appena sente che mi avvicino.
    ecc ecc
    Il problema è che è…un labrador,
    con quegli occhioni da lontra,tutta morbida, nera e lucciacante,
    amorosa e dolcissima…io non riesco ad essere così fermo come con gli altri cani che abbiamo,
    2 pt e un bauceron,x non parlare della mia compagna,lei è sua schiava!!
    Va bè,ce la teniamo così,a me ubbidisce un pò di + che alla paola,
    eppoi x il resto è proprio brava,in fondo questa sua “anarchia” un pò mi piace.

  3. Cane A:”La signora ha una figlia femmina: se avesse avuto un maschio probabilmente avrebbe notato lo stesso apparente “spavento” e la stessa aria “di chi non sta troppo bene” ai primi esperimenti del bambino umano…”
    Chissà perchè mi si è materializzata davanti l’immagine di mio marito bambino….ho riso come una demente e qui (giustamente), sono stata guardata come…una demente appunto! fatta questa premessa, mi son trovata molto col problema del cane B! Anche il mio è intelligente, sa fare di tutto, ubbidisce ad ogni comando, ma…adolescenza a parte, se vede una femmina nelle vicinanze per la quale nutre un certo…non so che, bè, non fa più nulla non ubbidisce ai richiami, insomma, gli parte l’embolo! Ultimamente sembra che il problema sia stato risolto dopo avergli dato uno scapaccione sul sedere e averlo sgridato ” NO”, “RESTA” per intenderci, mentre mio marito, gli fa discorsi lunghi, tali da scocciare me, figuriamoci il cane che per tutta risposta, volta il muso dall’altra parte e sbadiglia! Ha, ha, ha…Il secondo problemino invece, non riusciamo ancora a risolverlo completamente e cioè: sia io che mio marito, non possiamo fare complimenti ad altri cani perchè lui comincia a uggiolare e se il cane ci viene vicino, lui comincia a ringhiare. Fortunatamente non morde, ma la cosa è assai antipatica. Se poi io e mio marito ci abbracciamo o ci baciamo, lui abbaia e salta addosso a me per poi far l’atto di ….(come lo dico?), insomma hai capito no? Vista dal di fuori, può essere divertente, l’espressione del cane che guarda mio marito mentre cerca di…montarmi, (ecco l’ho detto), è, divertente, a detta di chi ha assistito alla scena, ma è veramente impossibile! Quando torno dal lavoro, per esempio, io devo prima salutare lui e fargli le coccole, quando mio marito si avvicina per salutarmi, lui piange e fa il matto. Viene sgridato, ma la cosa si ripete SEMPRE! Le sculacciate sul sedere in quelle occasioni non le do, perchè mi è stato sconsigliato (potrebbe eccitarsi di più), ma una piccola sberletta sul muso mi han detto che è meglio! Bè, col mio cane non serve a una mazza! Che fare allora? Puoi darmi una…dritta? Ciao Valeria e buon lavoro!

    • La sberla sul sedere sconsigliata??? Forse a mani nude…
      Allora, per dirla come la direbbe il mio veterinario (cioè, non mio… del cane… io vado dal dottore… :))ma secondo te, in natura, tra lupi, se uno dei maschi “insidiasse” la femmina del maschio Alpha (posto che possa mai passargli per la testa questa idea suicida…)…a prescindere che probabilmente lo rimette al suo posto già la femmina; ma secondo te…. il maschio Alpha che fa? Gli dice “dai, non fare così” oppure gli da una lezione che se la ricorda per tutta la vita?
      A mio modestissimo avviso, c’è una regola “gentilista” non scritta e che ogni tanto Valeria cita…-quando ce vò ce vò !! –
      Certo, se ingaggi la battaglia la devi vincere, piuttosto “armati” di ciabatta o fac-simile, io col mio mi armerei pure di bazooka se occorresse..perchè un cane soprattutto di una certa mole non può permettersi di pensare di potermi prevaricare e se non capisce con le buone… devi esser però determinata a vincere, altrimenti è peggio. Tieni sempre presente che in natura o liberi quando un membro esagera e non capisce le ramanzine bonarie del capo, non viene certo trattato con i guanti…
      E passi quella della gelosia che non puoi toccare gli altri cani, lo fa anche il mio, solo con me, ma lui è di canile e gli do una attenuante (vabbè non dovrei, ma non mi pregiudica nulla lasciarlo fare ), ma che io debba prima salutare il cane che il marito e no… questo non deve proprio esistere. Lui crede di essere il TUO maschio,nonchè il capo…e sfida (lo guarda mentre ti “possiede” )tuo marito; gliela devi far passare…
      E poi lavorate sul rapporto, perchè probabilmente qualche lacuna c’è, ma un intervento d’urgenza secondo me, vista la situazione è necessario.

  4. Aggiungo (per far comprendere meglio la menta laboriosa/diabolica dell’Aussie)… che un giorno cane B era al campo che lavorava con il suo umano, la ‘bionda’ ha detto all’umano da lontano di mettere il cane seduto (umano un pò sordo… non ha sentito) allora ‘bionda’ glielo ha detto più forte (mettilo SEDUTOOO) cane B l’ha guardata (perchè sà benissimo che dirige Lei i giochi quando è al campo) si è messo sedutooooo, poi ha guardato il suo umano tontolone col fumetto: Papo ma non hai capito che mi devi dire sedutooo!!?? (E comunque.. ora mollami lo stesso il bocconcino!!!) :DD

  5. 🙂 …..Finalmente ho capito come mai la mia “Doghetta” Eva , quando decido io il percorso della passeggiata, si rifiuta di camminare!! Si “spataflascia” a terra come un tappeto! L’errore è stato di accontentarla qualche volta pensando – una strada vale l’altra – Ma ora che ho letto questo articolo dico una sola cosa: – Eva, mo so affari tua!!! – 🙂 😀 🙂 Grazie Valeria!!!

  6. Salve Valeria, nel mio piccolo penso che ci sia un problema generale di iniziativa (che prendono i cani ovviamente) ma non sono d’accordo sulla “punizione” dell’ignorare: personalmente credo che in questi due casi sia totalmente inutile ma, in altri, possa funzionare eccome! Dico questo perchè ho letto in diversi articoli che, secondo lei, non è un buon modo per cessare una determinata attività indesiderata di un cane….forse perchè non è etologicamente corretto e concepibile dal cane? Non voglio fare polemica ma in tal caso….cosa ha di etologico una sculacciata? Grazie per la gentile risposta!

    • La cosa “etologica” è la punizione fisica: perché i cani la utilizzano e la capiscono. Certo, sarebbe più efficace un morso piuttosto che una sculacciata sul sedere… e c’è pure qualcuno che lo fa. Personalmente non ho mai preso a morsi nessun cane e non utilizzo neppure punizioni fisiche più forti della pacchetta sul culo, ma il concetto che deve passare è “sono SERIAMENTE incazzata per quello che hai fatto, al punto tale che arrivo perfino a metterti (si fa per dire…) le mani addosso.
      La sculacciata è una sorta di “punto esclamativo”, che ovviamente non fa nessunissimo male al cane (a seconda della solidità delle chiappe canine, è più facile che mi faccia male io!), ma siccome la utilizzo solo in casi rarissimi e particolarmente gravi (tipo, appunto, cane che pizzica) ottiene l’effetto di fargli pensare “minchia, stavolta l’ho fatta PROPRIO arrabbiare!”.
      Ovvio che prima si deve essere diventati amici, si deve avere il rispetto e la stima del cane, ci dev’essere un rapporto: altrimenti lui pensa solo “ma guarda questa quanto è stronza”.
      *Tutto* va sempre usato e calibrato in funzione del momento e in base al rapporto che si ha col cane. Sta di fatto, però, che la punizione positiva (che può andare dall’occhiataccia alla sgridata fino, in casi proprio estremissimi, alla pacca sul culo) viene compresa pienamente dal cane: la punizione negativa non sempre, e in certi casi per nulla.
      Anche lasciando da parte l’etologia e guardando solo al puro e semplice buon senso… il concetto del “chi tace accontente” è valido per umani e cani. Se un bambino si mette, che so, a scrivere sul muro con i pennarelli, la mamma passa, vede e se ne va ignorando la cosa, il bambino pensa di poterlo fare. Niente al mondo lo convincerà che la mamma sia scocciatissima, e che se ne vada per privarlo delle sue attenzioni: in quel momento delle attenzioni materne, al bambino, non può fregare di meno, perché è già abbondantemente gratificato da quello che sta facendo! La stessa identica cosa vale per il cane: se è in attesa di un premio da noi, e noi glielo neghiamo ignorandolo…allora può funzionare. Ma se NON è in attesa di nulla, ma si sta autogratificando con un’attività a noi sgradita, il fatto che lo ignoriamo lo lascerà completamente indifferente: anzi, peggio. Penserà che a noi va benissimo che lui si comporti così… perché una mamma cane, o un cane alpha, se lui avesse fatto qualcosa di sgradito/proibito, gli avrebbero fatto un cazziatone!

  7. secondo me la tecnica dell’ignorare funziona se il cane è SOLO alla ricerca di attenzioni..ad esempio a volte quando il mio cane si annoia o ha fame comincia a fare i capricci, e se la sgrido ottengo soltanto l’effetto opposto, se la ignoro invece dopo un pò si calma da sola

  8. Ottimo e… divertentissimo! Penso solo che se i due cani, invece che essere furbi ed indipendenti, fossero o diventassero anche un tantino aggressivi, allora la situazione sarebbe molto più pericolosa.

  9. Confermo e ribadisco.. Ignorare il comportamento indesiderato con il mio cane B nn è mai servito, esempio…. comincia così… Va per casa alla ricerca di qualcosa di ‘proibito’ lo prende in bocca e ti guarda, tu ignori, allora comincia a roteare la testa e a mettersi davanti a te (una sorta di gne gne) tu ignori, allora comincia a fartelo sbattere addosso (giuro che fa proprio così!! Te lo fa battere sul ginocchio o stinco), tu ignori, e a quel punto, sa BENISSIMO che non puoi non aver visto/sentito cos’ha in bocca… e scatena l’infernoooo…. comincia a stracciarlo come un dannato. Ti mette in condizione che non puoi più ignorarlo perchè altrimenti gli fai distruggere tutto, ma anche in quel caso alla fine raccogli i cocci e lui ha vinto perché ti ha interrotto dalle tue attività. A volte sono andata oltre… non raccolgo i cosiddetti ‘cocc’i… Lui fa finta (e fa finta) di mordicchiare le gambe del tavolo… Ma quello NON puoi farglielo fare perchè è una delle prime cose che gli hai proibito con fermezza fin da quando era piccolo e anche se gli facessi fare quello se ne inventerebbe un’altra. Non ne esci più. Non ha mai funzionato con lui. Quindi ora: lo blocco subito con un NO, gli tolgo l’oggetto se l’ha già preso, lui ovviamente si ribella (fa un po’ di capricci) ma poi dopo qualche NO e BASTA e salto addosso, si calma e la smette. Con altri cani forse ‘ignorare’ funziona ma per lui l’essere ignorato è inconcepibile, o mi dici si o mi dici no, cara mamma 😀

  10. Io invece ho il “problema” inverso: la grande è estremamente duttile, ha imparato un’ infinità di comandi con una facilità imbarazzante…ma è tonta. Ma di brutto.
    Non nel senso di stupida, ma di decisamente poco furba, come quei geni che ti sanno fare calcoli enormi a mente e poi si fermano a guardarsi le scarpe perché non sanno come allacciarle.
    Ma le vogliam bene anche per questo ^^.

  11. Continuo il mio percorso di apprendimento, per esperienza e per cultura, e mi ritrovo spesso davanti al paradosso di chi invita a non considerare il cane un bambino e poi utilizza ampiamente e spesso senza le necessarie competenze e accortezze modelli interpretativi che appartengono alla psicologia umana e che anche in quello specifico contesto vanno considerati come costrutti e non come asserzioni dimostrate una volta per tutte.
    E allora non posso fare a meno di ricordare che il capobranco di un cane è un cospecifico e pertanto nessun altro individuo di un altra specie potrà mai assumere lo stesso ruolo.
    All’interno del mondo animale l’uomo ( cosiddetto homo sapiens sapiens) è l’unica specie che persegue sistematicamente il controllo e il dominio sia all’interno che all’esterno. Un cane non è geneticamente predisposto ad avere nè un capobranco nè un pari di branco arrogante, violento, vendicativo, malvagio, distruttivo, subdolo, tecnologicamente attrezzato per supplire ai limiti fisici e temperamentali e quindi sleale.
    Un cane non è geneticamente predisposto ad avere un capobranco tanto imbecille da essere pronto ad affamarlo pur di costringerlo a mangiare disgustose crocchette industriali, o di prenderlo a calci o a strangolate o a scosse elettriche per fargli assumere qualche postura o qualche condotta del tutto estranea all’etogramma, al bisogno del momento, alle necessità dell’ambiente.
    Se proprio si volesse usare il termine occorrerebbe ricordare che i cani, come la stragrande maggioranza delle specie animali a forte impronta associativa, sono ipergentilisti. Il meraviglioso repertorio di preliminari è più che sufficiente ad evitare morti, stragi, guerre. Ma questo l’homo sapiens sapiens non può nemmeno capirlo.

    • Ma ora che c’entra st’invettiva contro il genere umano? Si presume che i lettori di tpic non siano persone che friggono o strozzano cani, ma persone che cercano di costruire un rapporto di fiducia e collaborazione col proprio cane. Per dare due calci in culo o due scosse mica si perde tempo su un sito di cultura cinofila!

    • che i cani tra di loro siano ipergentilisti non mi trova per niente d’accordo!!! possono NON ESSERE VIOLENTI, se sono equilibrati, ma che siano sostenitori del metodo gentile proprio no!

      • Non sono violenti senza motivo, questo si. Ma ipergentilisti proprio no… Ditelo al mio cane, un simil springer di 15 chili, che l’altro giorno ha tentato una monta da dominanza su un cane corso. Se non lo tiravo via tornavo a casa solo col collare, tipo il cane invisibile di Aldo Giovanni e Giacomo -.-

    • “Se proprio si volesse usare il termine occorrerebbe ricordare che i cani, come la stragrande maggioranza delle specie animali a forte impronta associativa, sono ipergentilisti. Il meraviglioso repertorio di preliminari è più che sufficiente ad evitare morti, stragi, guerre.”

      Deduco che tu non abbia mai visto una scalata gerarchica all’interno di un branco di rottweiler, non hanno idea di cosa sia la ritualità, se non ci scappa il morto è tanta roba.

      Sono cani, non lupi, ed alcune razze NON sono stase selezionate per vivere in branco.

      • Non ho esperienza diretta di rottweiler.
        Da quello che scrivi però mi pare di capire che secondo te i rottweiler sono dei cani, sono profondamente diversi dai lupi e so o stati selezionati per non vivere in branco.
        Se però sono costretti a vivere in branco allora si impegnano in scalate gerarchiche feroci, con duelli all’ultimo sangue durante i quali è raro che non ci siano alla fine morti sul campo di battaglia.
        Approfondirò con un mio amico, specialista di Rottweiler e frequentatore dei campi di gara nazionali e internazionali per Rottweiler.

        • con i rott non so, non ho esperienza, ma se si parla di pitbull ADBA non da show ma veri gamedog allora c’è effettivamente il forte rischio che x uno screzio se non soi interviene immediatamente arrivino a ferirsi seriamente o peggio, infatti chi ha sti cani li tiene solitamente separati almeno quando non può sorvegliarli direttamente e ha un breackstik a portata di mano (poi se si parla di AST, UKC o ADBA meno spinti allora il rischio c’è ma meno soprattutto con coppie maschio femmina ben affiatate).

          I pitbull ADBA sono un po’ l’estremo (e sono così x selezione, dipende poco da come li educhi o che non abbiano mai combattuto in vita loro), ma non tutti i cani rituializzano sempre ogni scontro e se a questo aggiungiamo che i cani differiscono molto x taglia e forza fisica/agilità dovuta alle differenti misure e conformazioni, si capisce perchè in uno scontro tra cani ci possano + di frequente essere ferimenti o morti rispetto che in scontri fra lupi..

          Ribadisco che parlavo di VERI pitbull ADBA con pedigree e selezione non da show, non dei tanti “pitbull” che magari somigliano + o meno ad un pitbull ma hanno carattere diverso.

          • La selezione di cui si parla è una selezione artificiale, come per la quasi totalità dei cani oggi viventi sul pianeta.
            Selezionare artificialmente cani con certe caratteristiche comportamentali non ha a che fare con i cani, ma con gli esseri umani.

          • …a parte nei primordi del rapporto uomo-cane e in casi come il dingo o i cani pariah, i cani essendo animali domestici SONO selezionati artificialmente..certo tale selezione può essere estremamente vaga e blanda come x i meticci, oppure essere moto pressante verso certi caratteri come x i pitbull o anche x i labrador, che però al contrario sono cani selezionati x essere amichevoli con i loro simili, come pure i beagle che dovendo lavorare in grandi mute devono essere amichevoli con gli altri cani…ma questo mica vuol dire che labrador e beagle siano meno selezionati artificialmente rispetto ad un pitbull, sono solo selezioni fatte x esaltare caratteristiche DIVERSE utili a compiti diversi.

            la selezione di cani con certe caratteristiche fisiche psichiche e attitudinali invece HA a che fare con i cani, perchè agisce SUI CANI!
            e cani non + domestici come il dingo secondo me non sono nemmeno cani al 100% proprio perchè il cane x definizione è DOMESTICO e quindi selezionato artificialmente dall’uomo.

    • Leggendolo per la prima volta con molto ritardo, provo a rispondere a questo commento che mi pare fosse il primo di Angelo: sorry, ma parti da un presupposto tutto sbagliato. Anzi, da due.
      Il primo errore è quello di confondere autorità ed autorevolezza, una pacca sul sedere con calci, strangolamenti e affini, il (logico, direi) desiderio di avere un cane sotto controllo con quello di avere uno schiavo sottomesso e schiacciato.
      Il secondo, più grave, è quello di sostenere che il cane “sia ipergentilista”.
      Non lo è per nulla. Non lo sono neppure i lupi, che ritualizzano a tutto spiano e cercano sempre di evitare i conflitti (ma in ogni specie sociale la natura ha fatto sì che i conflitti fossero ridotti ai minimi termini): ma anche tra i lupi, “quando ce vo’ ce vo'”.
      Chiunque abbia allevato semplicemente una cucciolata si rende conto benissimo di quanto parlare di “ipergentilismo” sia lontano dalla realtà: le madri menano di brutto, i padri terrorizzano letteralmente i cuccioli per insegnare loro il rispetto… e i cuccioli imparano a stare al mondo (e guardano i propri genitori con pura adorazione: perché sanno capire perfettamente sia il motivo che lo scopo delle punizioni ricevute). Certo, tutto questo non c’entra nulla con l’affamare i cani o friggerli o impiccarli: ma gli estremi NON sono la raffigurazione della normalità, e non ha senso – come sta facendo da anni la scuola gentilista – cercare di eliminare la normalità per eliminare gli eccessi.

  12. Ho avuto in stallo una adorabile Border da lavoro, “cacciata” di casa perchè alla nascita del bambino si era lanciata con fare aggressivo verso questa cosa sconosciuta (avrei scoperto poi che lo faceva contro tutte le cose/situazioni che non conosceva, ed erano parecchie, senza però arrivare a mordere). Creatura straordinaria, intelligentissima, bella, coccolosissima, ma disperatamente VIZIATA. Prepotente, ansiosa, rompiballe. Ho cominciato ad impedirle di salire sui divani (i miei hanno libero accesso) e dandole da mangiare per ultima, dopo tutti i miei, che sono 4, ma non bastava. Nel frattempo i miei cani si occupavano dell’educazione canina: la femmina più anziana quando necessario le ruggiva qualche regola, e la più giovane semplicemente si rifiutava di giocare con lei, finchè non si fosse dimostrata meno screanzata. Meno collaborazione dal maschio, molto più tollerante, ma sulle cose più evidenti, tipo cercare di togliergli di bocca la sua pallina preferita, neanche lui poteva stare zitto. All’area cani cercava di montare ed eventualmente anche mordere i cani con cui stava giocando. Piano piano è arrivata a fare cose che le piacevano ma di cui aveva timore: per esempio nuotare nei torrenti come i miei cani, cosa che le suscitava ondate di “invidia” e di aggressività nei loro confronti; quando ha trovato il coraggio di buttarsi anche lei, è stato difficile riuscire a tirarla fuori! e le crisi di “gelosia” sono cessate. Ma la vera svolta è arrivata un giorno in cui le ha prese di santa ragione (in modo del tutto ritualizzato: non le è stato torto un pelo, ma è stata ribaltata per terra ed è stata simulata un’aggressione in piena regola) da una cagna grossa esattamente 3 volte lei, che aveva aggredito mentre giocavano. Tornate a casa, ha continuato “facendo la furba” con un mio amico che era venuto a trovarmi con un cucciolo: non li lasciava in pace, continuava ad avere atteggiamente aggressivi nei confronti di tutti e due. A quel punto, dopo tanti NO, esasperata, l’ho presa per la pettorina che ancora indossava e l’ho messa fuori (ehm…non troppo gentilmente), in giardino. Isolamento sociale, una delle peggiori punizioni per un cane. Da quel momento, la svolta. E non solo perchè finalmente ha smesso di essere prepotente, ha smesso anche di essere ANSIOSA. Io ho agito in modo istintivo, ma osservando questo fenomeno ho dovuto ammettere che “quello che si legge nei libri è vero”. Cioè ho avuto la netta sensazione che tutto quel cercare di comandare, malamente, fosse l’unica modalità che quel cane avesse imparato, suo malgrado, ma non le piacesse affatto, le mettesse un sacco di ansie, oltre ad averle creato ovviamente tanti problemi con umani e cani.
    Dopo poco ha trovato una bella famiglia: avevo le lacrime agli occhi, quando se n’è andata. Ma sono sicura che sarà felice, e renderà felici i suoi umani, purchè sappiano davvero trasmetterle il messaggio “non ti preoccupare, ci siamo noi a decidere”.

  13. Ahahaha! Che sorpresa Valeria!!

    Ciao a tutti, sono la donna di servizio del cane A, ovvero: Tobia.

    Innanzitutto volevo smussare un attimo la figura da stordita: quello che mi ha fatto paura è la cosiddetta “cipolla” di cui non conoscevo l’esistenza e che a un’umana non cinofila sembra un terribile ascesso, o una mostruosa ernia, giuro.
    Posso assicurare a qualunque non cinofilo che quella “cosa” non ha niente a che fare con il “display dell’argenteria” a cui siamo abituati da parte del cane….

    Per quanto riguarda la gestione del piccolo teppista ho letto con molta attenzione e preso nota. Ora che mi è chiaro che l’approccio deciso non traumatizza il cane, sto cercando di tirare fuori la belva che è in me ( mia figlia si scompiscia) e con molto orgoglio ti comunico che oggi invece di togliergli l’arredamento dalla bocca con un sospiro da “echeppalle” sono passata all’avvicinamento frontale rapido con sguardo fisso e incazzoso e strappo deciso, con tanto di “HEY !!” alla Millan.

    E non ti dico l’espressione che ha fatto Tobia! Praticamente è rimasto lì immobile con il muso (da lontra perché era bagnato dopo la passeggiata ) spalancato.
    Mi è venuto piuttosto bene, anche perché ti dirò che il cane bagnato che schizza sul divano chiaro motiva abbastanza…

    Non ha nemmeno provato a prendere il secondo cuscino…

    La pacca non riesco a dargliela, però la spinta decisa con le nocche sul torace sì (sono un MOSTRO!)….spintarella và, anche perché con 7 chiletti scarsi mi vola per l’appartamento…
    Risultato: per la prima volta mi sono potuta allacciare le stringhe delle scarpe da ginnastica prima della passeggiata con lui seduto e non attaccato al piede come una cozza.

    Secondo me sta già pensando a come riprendere in mano la situazione…

    Per finire volevo raccontare questa cosa, che attesta quanto i cani siano straordinari, anche quelli come il mio, che sembra senza religione e senza freni.
    Al campo viene una signora con un cane che è diventato cieco da poco ed è molto disorientato e spaventato. Se fino a tre minuti prima Tobia si ammazzava di capriole, rincorse, salti e spintoni con un altro cane (ebbene sì,lui gioca così…) appena arriva questo cane, si calma di colpo, capisce subito che quel cane è diverso e diventa di una dolcezza e di una delicatezza infinita. Anche l’altro cane-hooligan ( incrocio Jack Russel che quindi regge perfettamente Tobia ed ha almeno la stessa energia) si comporta così.
    Inizialmente mettevano questi due assieme al cane cieco uno alla volta, in una zona cintata più piccola, ora dopo il corso ci fermiamo nella zona grande, arriva la signora con il bassotto cieco ed i due pazzi furiosi si adeguano immediatamente a lui e, per quanto sia possibile e soprattutto incredibile, giocano tutti e tre. Il cane cieco corre e loro due magari fanno due giri mentre lui ne fa uno o fa solo uno scatto e pur continuando i due a travolgersi a vicende appena si ritrovano molto vicino al bassotto si tranquillizzano immediatamente e ci vanno molto più piano, facendo attenzione a non urtarlo.
    La prima volta la padrona del cane cieco aveva le lacrime agli occhi, perché da settimane non vedeva scodinzolare il suo cane.

    Ciao Valeria grazie mille!

  14. Cani, lupi, branco, non branco, scosse, calci, strangoli, sangue, morte, fame, scalate gerarchiche, aggressività, “al piede”, e altro ancora.
    Basta distrarsi un attimo e ci si ritrova a Salò.

    • Carestie pestilenze e bombe atomiche! Moriremo tutti! -.- scherzi a parte, ti ricordo che il cane ha scelto di vivere con l’uomo, non è stato obbligato con la forza. Lo dimostra il fatto che nessuno ha un grizzly in salotto, che il grizzly non ha nessuna voglia di collaborare con noi.

  15. Non sarebbe necessario chiarire che “ipergentilisti” non è una categoria dello spirito, non è un dogma cinofilo, non è un brevetto coperto da diritti d’autore, ma forse è meglio chiarire.
    Il cane “ha scelto” di vivere con l’uomo? Io ho scelto di vivere con mia moglie e questo la autorizzerebbe ad addestrarmi, farmi mangiare anche quello che non mi piace, portarmi in giro al guinzaglio e all’occasione strozzarmi o prendermi a calci?
    Se la cinofilia è questa, credo che sia urgente un sano movimento anticinofilo (non ho ancora registrato il brevetto!).
    Purtroppo comincio a rendermi conto che il problema non sono le sciuremarie o i sciurmari, ma proprio “i professionisti” della cinofilia.
    E infatti ci si affida ad educatori cinofili che al prezzo di una visita specialistica ti servono banalità generaliste.
    Se un medico facesse lo stesso, parlandomi dell’uomo piuttosto che del mio personale problema inserito nella mia personale storia familiare e individuale e nel particolare ambiente di vita e di lavoro ( cioè anamnesi e diagnosi differenziale), verrebbe considerato un ciarlatano.
    Ma tant’è!

    • angelo, iscriviti subito al PETA: loro si propongono proprio di sterminare…ops, sopprimere eutanasicamente TUTTI i cani del pianeta (pian piano, x ora lo fanno con i pitbull e i randagi che arrivano ai loro rifugi) al fine di SALVARLI dall’orribile schiavitù a cui noi umani li costringiamo!

      Ti ci troverai bene…ma se io e Pitbulla poi ti rivoltiamo il banchetto del PETA non lamentarti..

      • Non posso accogliere l’invito, ma posso registrare il rispetto delle diverse opinioni attraverso il ribaltamento dei banchetti.

        • il problema che ho riguardo alle opinioni del PETA deriva dalla loro propaganda e azione di sterminio verso i pitbull, razza che amo molti, e verso i cani in generale: è stato perfino chiesto di non considerare + i loro “rifugi” come rifugi ma come mattatoi visto che sopprimono anche oltre il 97% dei cani SANI A ADOTTABILI che gli arrivano!

          Sarebbe come pretendere che si rispettino le opinioni di una gruppo di volontari che x AIUTARE i bambini neri del sud del mondo li ammazzano così da non rischiare che possano soffrire ora o in futuro…e che poi fanno campagne strappalacrime x farsi dare soldi dalla gente dicendo che servono ad AIUTARE e dare pasti caldi ai bambini neri poveri del sud del mondo.

          • non penso che tu voglia sterminare i cani come fa il PETA, ma come i volontari del PETA (e solo una minima % di loro sa che nei rifugi non fanno adottare i cani ma li uccidono: generalmente chi gli manda soldi e li aiuta nelle loro campagne pensa solo che vogliano salvare gli animali dai soprusi degli umani) tu pensi che i cani siano terribilmente vessati dalla loro condizione di animali domestici degli umani, e sembra che tu pensi (come probabilmente molti che sostengono il PETA) che possa in qualche modo esistere il cane anche senza selezione artificiale e forse contatto con gli umani (già lanciare qualche avanzo di cibo a dei randagi inselvatichiti provoca in loro una certa pressione selettiva artificiale favorendo i cani ad es che + sono propensi ad avvicinarsi agli umani e a mostrare sottomissione, quelli che digeriscono meglio i carboidrati, quelli di aspetto meno minaccioso ecc)..

  16. e daje con i calci e gli strangolamenti!!! ma tu lo tratti così il tuo cane?
    poi, tu hai scelto di vivere con tua moglie, e per farlo sarai sceso a qualche compromesso con lei giusto? il cane ha scelto di vivere con l’uomo, (e viceversa)e per farlo deve scendere a compromessi, che poi sono le regole di base per vivere al nostro fianco. d’altronde anche io sono scesa a compromessi prendendo un cane, ad esempio l’impegno a nutrirlo, curarlo e renderlo sereno e realizzato, a fargli fare attività che lo gratifichino ed in linea con le sue predisposizioni. e senza prenderlo a calci, guarda un po’. cmq siamo finiti decisamente o.t. quindi passo e chiudo.

  17. Come è evidente dai miei interventi e come una mente superiore può chiaramente comprendere io tratto i miei cani soltanto a calci e a strangolamenti.
    Se si sostiene che è necessario scendere a compromessi allora si fa riferimento a due soggetti che si determinano liberamente, che scelgono liberamente e che si accettano reciprocamente e altrettanto liberamente.
    Nella maggior parte dei casi il rapporto uomo-cane non si base su alcun compromesso, perché c’è un solo soggetto che sceglie e si determina liberamente e un altro soggetto che subisce.
    L’argomento non credo che sia fuori contesto, perché proprio intorno al guinzaglio si sono esercitate le diverse scuole di educazione e di addestramento e le battaglie che alcuni hanno condotto o continuano a condurre hanno a che fare proprio con lo stile di relazione.
    E proprio a proposito del guinzaglio non credo sia possibile affrontare l’argomento in modo generalista.
    Guinzaglio per quale cane, di quale età , in quale contesto e a quale scopo.
    Pur senza entrare nel merito del singolo case, cosa che poi dovrebbe saper fare un educatore cinofilo nelle sue consulenze individuali, la trattazione non può prescindere dalla taglia del cane e dalla sua fase di sviluppo e dal percorso che si vuole affrontare con il cane al guinzaglio, ecc. ecc.
    Senza trascurare di considerare eventuali esperienze traumatiche o mancanza di contatto precoce con lo strumento.
    Parlare del guinzaglio, che è un mediatore fisico di relazione, come se si trattasse della cinghia di trasmissione di un motore non ha a che fare né con l’etologia, né con la zooantropologia, né con la psicologia del cane e voglio sperare nemmeno con la cinofilia.

    • Se c’è una particolarità divertente degli “pseudofilosofi” come te è che parli parli, ma si evince che non hai mai relazionato con un cane vero e tosto

      • Ciò che si evince dalla tua risposta, che trasferisce sul piano personale e dell’insulto una discussione su un universo complesso e sul quale gli esperti e i ricercatori seri non hanno certezza, è che quanti non sanno relazionarsi con gli uomini farebbero bene a non relazionarsi neppure con altre specie.

  18. Perchè insulto, @angelo scozzarella? perchè piano personale? non è che chiunque non sia d’accordo con te ti stia automaticamente insultando. Anch’io credo che tu abbia esposto concetti qualunquisti, banali e soprattutto troppo astratti per un argomento, come il rapporto con il cane, che prevede ANCHE una buona dose di TECNICA. E non solo (ma anche, per carità) empatia, passione, comprensione…
    Allo stesso modo, anche il tuo discorso sul guinzaglio è TROPPO fumoso. Io non sono del tutto d’accordo con Valeria quando dice che può bastare quello di 1,5 m: io, che sono una Sciuramaria in piena regola e non ho ovviamente con il mio cane la stessa sicurezza che ha lei, a volte ho usato e uso il flexi dove non lo posso mollare del tutto perchè ci sono altri cani contro cui lui potrebbe partire, ma sono abbastanza lontani per dargli un po’ di libertà. Certo, è uno strumento pericoloso, va saputo usare, bisogna stare attenti, sarebbe meglio averlo sotto controllo…ma se così non è? allo stesso modo il guinzaglione da 2 metri (3 è troppo) mi serve per legarmelo in vita, per andare in bici, per essere legato fuori dai negozi…insomma in alcune situazioni serve. Però dire che uno strumento dipende SEMPRE E SOLO da qualche fattore…accidenti, uno strumento è uno strumento. E Valeria ha precisato che è LA SUA OPINIONE.
    Quanto ai cani ipergentilisti, ho già espresso il mio parere. Non lo sono affatto, direi che sono abbastanza coercitivi, anche se ovviamente “sanno quello che fanno” e quindi non lo sono mai a sproposito (se sono equilibrati). Sul fatto che siano così indifesi ed in balia dell’uomo, ancora una volta non sono d’accordo con te. Il cane non è un pollo o una pecora. Per quanto a volte (spesso, troppo spesso) debba sottostare ad orrendi maltrattamentti, nei rapporti più o meno normali, che si spera siano la maggioranza, il cane dice la sua eccome. Pone le sue condizioni. I due membri del binomio si adattano l’uno all’altro, e seppure il cane sia dotato di un enorme spirito di adattamento, qualche condizione la pone pure lui. Sempre troppo poco rispetto alle sue esigenze, ma la situazione è lontana da qulla visione apocalittica che tu dipingi.
    Insomma, mi pare che tu abbia del cane una visione pietistica, piuttosto che realistica: in questo, quindi, concordo con @Accio nel dire che forse manca una pratica consolidata.

    • Non essere d’accordo con me non costituisce un insulto, cosí come non dovrebbe esserlo per altri che io non sia d’accordo cn loro.
      Scrivere “gli pseudofilosofi come te, parli parli” è invece un trasferire sul piano personale.
      Quanto all’appello alla pratica è anche questo un trasferire le questioni dal piano della conoscenza al piano del “quanto sono bravo io perché ho più cani di te”.
      Ma secondo questa logica un giovane ricercatore che giungesse a conclusioni diverse da quelle del Professore con pluridecennale esperienza, non avrebbe scampo, dovrebbe semplicemente tacere. Eppure è ormai noto a tutti che sono proprio quelli con meno esperienza, ma con grande intelligenza e capacità di guardare con occhio critico le conoscenze condivise che danno i maggiori contributi. Ma tralasciamo l’epistemologia e torniamo ai cani.
      Non so da che cosa si evinca che io sia un pietista. Come prima non so da che cosa si evincesse che iotratti i cani a calci e strozzamenti.
      No, non sono un pietista. Ma pratico l’empatia e la compassione sia in contesti professionali che privati e la pratico verso tutte le creature viventi.
      È davvero superficiale ed arrogante rivolgersi ai milioni di compagni umani di cani come i carlini piuttosto che i barboncini o i cocker o i boxer e tanti altri di razza e meticci mostrando l’esempio di qualche rottweiler certamente disturbato e non per sua responsabilità.
      Quanto all’ipergentiIsmo ho già precisato, credevo non ce ne fosse bisogno ma mi rendo conto ch e occorre anche un chiarimento del chiarimento, che non si tratta di una categoria interpretativa. Ho usato l’espressione per indicare che tra cani non si assiste alla violenza gratuita così diffusa tra gli uomini. Ma anche questo chiarimento del chiarimento avrà bisogno di altri chiarimenti. Ma non ce ne saranno perché sarebbe un inutile circolo vizioso.

      • “Quanto all’appello alla pratica è anche questo un trasferire le questioni dal piano della conoscenza al piano del “quanto sono bravo io perché ho più cani di te”.
        Affermazione del tutto arbitraria: significa solo che in questa ateria ci vuole la pratica, oltre che la grammatica. E molte cose che tu (permettimi: ingenuamente) affermi, ne sono la dimostrazione.
        “un giovane ricercatore che giungesse a conclusioni diverse da quelle del Professore con pluridecennale esperienza, non avrebbe scampo, dovrebbe semplicemente tacere”. Tacere no, ma andarci coi piedi di piombo, circostanziando bene, questo sì. Si chiama UMILTA’.
        “è ormai noto a tutti che sono proprio quelli con meno esperienza, ma con grande intelligenza e capacità di guardare con occhio critico le conoscenze condivise che danno i maggiori contributi”. In che mondo? nei film di Hollywood, forse. A me risulta che IN GENERE i contributi li diano persone che si fanno il mazzo per anni. Poi magari, dopo anni, prendono il Nobel. O hanno successo con la Apple. O diffondono Mickey Mouse in tutto il mondo. O trovano il vaccino per la polio…
        Il fatto che tu sia un pietista si evince, come ho scritto, da questa frase: “Nella maggior parte dei casi il rapporto uomo-cane non si base su alcun compromesso, perché c’è un solo soggetto che sceglie e si determina liberamente e un altro soggetto che subisce”. Ora, mi pare un po’ esagerata e francamente più adatta ad un pollo da batteria. E pietistica. Il rapporto uomo-cane è molto più complesso di così, dalle sue origini ad adesso. Fai bene a praticare l’empatia, ma da sola non basta, altrimenti si ricade nell’equivoco dell’ammoooore, che tanti danni fa. Anche un po’ di tecnica non fa male, e quando si parla di tecnica troppi (troppi) “dipende” sono nocivi. Parlo di troppi, non di alcuni, o anche di molti.
        Un rottweiler è diverso da un barboncino per certi versi, ma per altri no. E non è vero che se uno dei due è aggressivo con un suo consimile sia disturbato, tra l’altro.
        Quanto all’ipergentilismo, a parte che non ha proprio spiegato un bel nulla, direi che è proprio il concetto che più svela l’inesperienza: definire, anche paradossalmente, i cani gentilisti o addirittura ipergentilisti è ridicolo per chiunque abbia un po’ di consuetudine con i metodi addestrativo/educativi (gentili o no) e soprattutto con i cani! E…per inciso, ipergentilista NON è affatto il contrario di “gratuitamente violento”.
        Ecco, spero di aver spiegato per lo meno la valanga di spolliciate negative che il tuo intervento ha suscitato…

        • Primo punto: che ci voglia pratica oltre che grammatica è una affermazione priva di senso. In molti casi la pratica è d’ostacolo. Se solo avessi una vaga idea di studi di psicologia sapresti che la curva d’esperienza ha un andamento paradosso e in campo di infortunistica sul lavoro e di infortunistica stradale viene largamente riconosciuto questo andamento proprio perché la pratica è spesso la principale causa di incidenti gravi e mortali. Ma nello specifico i miei interventi sono l’espressione di riflessioni che partono da una lunga dimestichezza con gli studi e i laboratori di psicofisiologia. A riflessioni si risponde con altre riflessioni e non si chiama in causa l’età.
          Secondo punto: dovrebbe essere superfluo ricordare che i Nobel si assegnano in vecchiaia per lavori svolti in giovinezza. Non pretendendo che chi legge abbia specifiche competenze in materie scientifiche mi limiterò a ricordare i casi più popolari, come Nash (che forse tutti conoscono per via del film A Beautiful mind) o Einstein o Watson e Crick . Nel campo matematico non esistendo un premio Nobel c’è una medaglia che conferisce a chi ha meno di quaranta anni. il grande matematico inglese Hardy era solito dire che la capacità innovativa di uno scienziato cessa a trenta anni. Quanto all’umiltà nel campo della conoscenza dovrebbe riguardare tutti, giovani e meno giovani e soprattutto praticoni senza percorsi scientifici adeguati.
          Terzo punto: i dipende non sono mai troppi se permettono di capire meglio. Se si preferisce non problematizzare allora si rinunci ad un percorso di conoscenza e si continui a praticare come si è sempre fatto: anche un solo dipende potrebbe essere di troppo disturbo.
          Quarto punto: non sussiste la troppa empatia. Forse non si sa che cosa voglia dire empatia e come la si pratichi, ma allora basta dirlo. Troppo amore? Può andare bene come “battuta”, altrimenti è una volgarità.
          Quinto punto: non so che cosa voglia dire per te ipergentilista, io ho chiarito l’uso che ne ho fatto e tanto mi basta.

          Infine, non è segno nè di cultura nè di intelligenza nè di professionalità saccheggiare a piene mani la tradizione del pensiero psicologico pur senza averne la minima idea e lasciandosi andare ad affermazioni che attestano soltanto ignoranza.

          • Ciccio, io di ricerca medica mi occupo per lavoro. Tu invece, pare che ti occupi di questo: http://angeloscozzarella.myblog.it/ ovvero, aria fritta. Quindi lascia perdere. Watson è un caso estremo, mentre Crick aveva già la sua età. Nella totalità degli altri casi, per acquisire delle competenze ci si fa il mazzo, oltre naturalmente ad avere una predisposizione intellettuale. Pare che tu sia deficitario in entrambe le cose, infatti ti occupi dell’aria fritta per antonomasia.
            L’amore è troppo se acceca e fa perdere di vista chi abbiamo davanti, e gli esempi sono infiniti (anche qui se n’è parlato tante volte).
            Saccheggiare la tradizione del pensiero psicologico??? ma tu oltre ad essere in mala fede sei anche fuori! mi pare di aver detto delle cose di buon senso, e sul buon senso non c’è il copyright.
            E ora fuori dai piedi, troll o persona confusa, in ogni caso disturbatore…

  19. Come x tutte le cose ci vuole flessibilità.
    C’è cane e cane.
    pensare di addestrare un pt iper focoso come il mio solo con la gentilezza e i fiorellini è ridicolo ,fermo restando che non bisogna mai fare del male al cane.Occorre fermezza e decisione.
    Lui è grande grosso testardo furbo e sa di esserlo.
    Addestrarlo x me era vitale x poterlo rendere gestibile ,x poterlo portare a spasso senza essere trascinato ,x fargli capire dove doveva stare,xchè insomma se fosse stato x lui noi avremmo mangiato nella ciotola e lui a tavola.
    Adesso è un cane abbastanza educato e godibile.
    Al contrario ,con la femmina di Bauceron devo essere estremamente dolce è un cane molto sensibile e fa di tutto x rendersi utile ed aiutare ,ma pretende che io sia tranquillo e ….giusto.

    • Sí, est modus in rebus. E a te che mostri tanta disponibilità a praticare modalità relazionali diverse a seconda del temperamento e della storia individuale di ognuno dei tuoi cani, spero non ti sia mai capitato e non ti capiti di imbatterti in praticoni venditori di fumo e di collari.
      Mi colpisce l’espressione che usi: “addestrarlo per me era vitale per poterlo rendere gestibile”.
      Potresti, se ne hai voglia, chiarirmi meglio questo passaggio? È infatti uno dei punti su cu cui sto sempre più riflettendo riguardo la relazione uomo-cane.

  20. Prova ad immaginarti un cane di 40 kg che non vuole saperne di… disciplina.
    Che ti sfida fissandoti dritto negli occhi,che ne so,x il possesso della pallina.
    Così era Charlie il maschio di pt.

    Io appena ho un momento libero spesso lo passo con i miei 4 cani e la mia compagna. Lei ha un labrador e io 2 pt e un bauceron.
    X fortuna abito in piena campagna quindi ci basta uscire x trovare prati ,fiumi , laghi ,montagne.
    Non solo ,se andiamo in paese ,al bar ,al centro commerciale ,al mare ,al ristorante,ovunque ,ci sono almeno 2 cani con noi.
    Lo so siamo malati…
    Ora capisci che se un cane ti trascina stile trattore ,se si vuole mangiare tutto quello che si muove ,se ringhia ed abbaia a tutti gli umani ,
    DIVENTA DI VITALE IMPORTANZA educarlo/addestrarlo.
    Ma soprattutto x il suo bene.
    Quante vacanze,quante gite si sarebbe perso???
    E quanto avrebbe sofferto a dover fare sempre il “duro”quando invece sa essere tanto dolce e affettuoso??
    E un cane così forte ed intelligente io non sarei stato capace di farlo “scendere” da dove aveva deciso di stare senza l’aiuto di un bravo addestratore e di metodi decisi e fermi.
    Questo,ripeto,senza fare assolutamente del male,xchè x es si può usare il collare a strozzo senza ….strangolare.
    All’inizio quando andavamo
    al campo,mentre eravamo in macchina,Charlie tremava letteralmente di rabbia.
    Alla fine saltava in auto come un missile e faceva tutti gli esercizi con una foga e una gioia incredibili.
    Adesso non è certo un santo,ma me lo posso portare dietro quasi ovunque.
    Ovviamente con qualche precauzione,non è che lo posso sciogliere dappertutto.
    Siamo un bel branco felice,peccato non poter allegare qualche foto,lo vedresti dalla “faccia”dei miei cani.

      • X me i cani oltre ad essere dei compagni x la vita ,devono anche essere utili.
        Nel caso dei pt devono fare la guardia.
        Quando andai all’allevamento chiesi un cane che promettesse già di essere portato x questo.
        Ne esaminai diversi fino a quando arrivò lui che mi si piazzo’ davanti guardandomi fisso negli esattamente come fa ancora adesso a 8 anni.
        Non c’era traccia di timore o indecisione.
        Diceva :
        -Ehi te chi sei ,che vuoi ,io sono un super micro pastore tedesco ,mio papà è un super fortissimo pastore tedesco auslese e non ho paura di niente!!!-
        Lo presi subito.
        Lo adoro…

  21. Non potendo permettere che una anonima mc esibisca la sua maleducazione con diffamatorie espressioni verso un professionista, chiedo alla redazione di co unicarmi gli estremi per identificare mc, altrimenti sarò costretto a rivolgermi alla Polizia Postale.
    Io sono Angelo Scozzarella, Psicologo-Psicoterapeuta, iscritto all’Albo degli Psicologi e degli Psicoterapeuti del Lazio, Professore a contratto di Psicologia della devianza e di Psicologia dell’Arte, con oltre trenta anni di esperienza sul campo come dirigente psicologo presso il Presidio di Riabilitazione d S.N., componente del Direttivo Nazionale Mopi e specializzato in Psicologia Cognitiva e Riabilitazione, con all’attivo oltre 400 pubblicazioni.
    La maleducazione, anche se a quasi sessant’anni non mi stupisco più di nulla, non può essere tollerata e quindi in mancanza di disponibilità della Redazione, con mio dispiacere dovrò coinvolgere il sito agli spiacevoli inconvenienti di una indagine di polizia postale.

    • ma qui siamo alla follia… mi vuoi indagare per il reato di…antipatia??? e io che ancora son stata a perderci del tempo e ho pure cercato di mediare e spiegare, all’inizio!

    • Scusate, ma non ho idea di cosa stia succedendo: ho gatte personali da pelare che in questi giorni mi impediscono di seguire i commenti sul sito, se non molto saltuariamente. Quindi non posso che appellarmi alla civiltà e alla buona educazione di tutti, pregando chiunque abbia voglia di litigare di andare a farlo altrove, perché io non ho tempo e (in questo momento) neppure voglia di mettermi a moderare. Siete tutti adulti e vaccinati, quindi fatemi il santissimo piacere di non andare troppo oltre i limiti, altrimenti mi vedrò costretta a chiudere tutte le discussioni.

  22. Mi riprometto di comunicare anche alla Scuola di Specializzazione in Musicoterapia gli estremi dell’intervento di mc, perché credo si configuri una diffamazione anche nei confronti della Musicoterapia Universitaria, definita dalla ignota mc “aria fritta”.

  23. Basta! Gli interventi di Scozzarella e di mc, oltre ad essere pesantemente noiosi sono completamente fuori argomento e contesto. Hanno reso insopportabile la lettura dei commenti ad un articolo che sarebbe peraltro utile, interessante e divertente.
    Forse, se c’è un moderatore (Redazione?) farebbe bene a fermare queste diatribe private.
    Mi vedo purtroppo costretto ad abbandonare la lettura dei commenti.
    Saluti a tutti, tranne Scozzarella ed mc.

    • Anche per me e’ diventato pesante leggere i commenti a questo articolo; troppi paroloni e niente sostanza. Io ho due cani con problemi reali (piccoli per fortuna) e quello che mi interessa e’ migliorare la convivenza con loro e il nostro rapporto. I paroloni e la filosofía in cinofilia servono solo a perdere tempo e a dare fastidio. Ho cercato di seguire la discussione, ma sinceramente mi sono reso conto di aver solo perso tempo.
      I primi commenti erano divertenti, interessanti, si “parlava di cani”, ma poi…
      Vado a raccogliere le cacche in giardino che e’ intellettualmente piu stimolante che sentire inutili giri di parole

  24. Mi dispiace molto per il momento difficile che sta vivendo la Redazione e comprendo, quindi, la scarsa disponibilità a venire incontro alla mia richiesta.
    Spero comprenda, però, che io sono solito intervenire dichiarando la mia vera identità anagrafica e non posso, quindi, lasciare che anonimi nickname offendano la mia persona e la mia professione.
    Scrivo ciò che penso e come lo penso. Non ho cominciato nessuna guerra e non ho attaccato nessuno sul piano personale.
    I miei interventi possono risultare noiosi, poco interessanti, irrilevanti. Basta non leggerli. La Redazione può intervenire segnalando eventuali “fuori tema”.
    È tutto possibile. Ma consentire a chi non si qualifica di offendermi non mi è proprio possibile.
    Agirò quindi secondo coscienza, pur senza la collaborazione della Redazione, che avrebbe reso la procedura più rapida e meno invasiva per il sito stesso.

    • angelo, tutta la tua discussione è fuori tema: l’articolo sui guinzagli è l’altro, questo è su come intervenire quando si hanno cani “furbi”! ma anche nell’altro post saresti fuori tema (in questo sito non si è mai detto di pestare i cani x reprimerli/educarli/addestrarli, al massimo si è parlato di fare la voce grossa o dare una pacca sul sedere e roba simile in CERTI CASI e su CERTI SOGGETTI) e dai tuoi commenti si evince che di cani hai poca esperienza (o forse hai sempre beccato soggetti molto malleabili), e anche nel trovare nuovi metodi e approcci x educare e addestrare i cani serve comunque avere una certa esperienza con gli stessi e con cani di tipo e carattere diverso, sennò è come dire che io potrei inventare un nuovo geniale motore x auto che funziona a cacca di cane nonostante io non abbia idea di come funzioni un motore a scoppio ne uno elettrico (se non a grandissime linee) e non ne so una cippa di meccanica (anche se mi venisse un’idea geniale x raffinarla e metterla in pratica mi SERVIREBBE avere quelle competenze, e con i cani è uguale anche se tu sembri credere il contrario)..

        • da ciò che scrivevi sembrava che avessi l’opinione secondo cui “troppa esperienza” in un dato campo freni ‘innovazione e creatività di quella persona in quel campo.
          Magari ho frainteso, non so.
          Se ho frainteso scusa.

          • La curva dell’esperienza a cui facevo riferimento non quantifica l’esperienza. Non sono al momento disponibili criteri che consentano di quantificare l’esperienza senza fare riferimento al parametro temporale.
            Si fa, quindi, riferimento al tempo. Con il trascorrere del tempo dedicato ad una certa attività, aumenta il rischio di commettere errori e di fossilizzarsi in pratiche ormai superate.

  25. Io personalmente trovo interesante la musicoterapia, quella fatta seriamente, in modo scientifico. Lo studio delle diverse frequenze, delle lunghezze d’ onda, dei tempi di ogni composizione… di come queste differenze vengano interpretate in modo diverso dal nostro cervello; dalle risposte differenti che possono provocare toni alti o gravi; dal modo distinto in cui il cervello reagisce di fronte a tipi differenti di música…
    Ma la musicoterapia seria e’ quella basata sulla física e sull’ anatomía (non sui paroloni), e mi dispiace che una disciplina utile finisca per passare per aria fritta; troppo spesso anche per colpa di musicoterapeuti che sembrano piu sciamani che tecnici.
    In passato ho letto (e mi dispiace non poterli ritrovare, non avendoli salvati) testi dove si analizzavano le applicazioni veterinarie della musicoterapia. E mi piacerebbe ritrovare quei testi che parlavano delle reazioni (fisiochimiche) dei cani di fronte ai vari tipi di música.

  26. premess: c’è il tastino per vedere i commenti “seminascosti” ma quel tastino al mio palmare non fa una cippa, ogni tanto leggo di non essere l’unico, quindi togliamo ‘sti tastini del mi piace che nessuno qui va ancora all’asilo. Non ho capito a chi dare ragione propio xchè non leggo i post “seminascosti”. Non sto dalla parte di nessuno per questo motiv ma è un peccato perchè mi sarebbe piaciuto leggere i post che non si vedono.
    @eros avevo letto un libro sulla musicaterapia due anni fa, era molto “tecnico” se lo trovo, lo posterò qui se t’interesserà ancora l’argomento (forse ci metterò un mese a trovarlo ma prima o poi lo troverò). Ciao a tutti.

    ps senza mettere nome e cognome + dichiararsi qualcuno + offendere non ha senso, su questo stile, potrei dire di essere un astronauta, e di scrivere dalla Luna.

    • I tastini del “concordo/non concordo” sono stati inseriti su precisa richiesta dei lettori. Purtroppo l’unico plug in disponibile era questo, che “nasconde” i commenti con molti voti negativi: non so perché non funzioni dal palmare, perché di cose tecniche non ne capisco un tubo 🙁

      • @redazione non preoccuparti, i tastini concordo/non concordo non li uso mai in ogni caso. Se a tutti piacciono, lasciamoli chi sono io? 🙂 più che altro è perchè leggere solo una campana mi fa venire le formiche ai piedi.
        Scusa anche perchè ho letto dopo che sei presa da problemi tuoi, quindi non ha senso chiedere un cambiamneto a wordpress propio adess.

        @eros per ora il libro non l’ho trovato, per il nome e cognome: guarda me, che mi firmo MUMBLE 😀

        Tornando in tema, la signora Taty scrive benissimo, teneteci aggiornati entrambe perchè avete cani stupendi 🙂

    • Grazie, aspettero con piacere il link del libro.

      Poi so che vado un po fuori tema, ma mettere sempre “nome+cognome” secondo me sarebbe troppo formale. Io preferisco usare solo il nome perche lo trovo piu adatto in una tranquilla chiacchierata tra appassionati di cani. L’ uso eccessivo del cognome mi da l’ idea di voler tenere le distanze dagli altri, di non voler dare tanta confidenza

  27. Angelo, ho trovato il tempo di leggere (quasi) tutta la discussione: non ho ravvisato nessun insulto, ma soltanto un acceso scambio di idee su un argomento che, peraltro, non aveva nulla a che vedere con l’articolo. Sì, ok, si è parlato di “aria fritta” per quanto riguarda, se ho ben capito, la musicoterapia: ma questa mi pare solo un’opinione e non credo proprio che ci siano gli estremi per adire a vie legali di qualsiasi tipo.
    Se dovessi censurare tutte le opinioni espresse con toni un po’ “caldi”, questo spazio commenti sarebbe stato chiuso da un pezzo. C’è un eccellente modo per evitare di litigare, ed è quello di ignorare le persone con cui non ci si trova d’accordo, o che si ritiene facciano uso di un linguaggio non consono.

    • Non posso che constatare che la Redazione non considera diffamatorie espressioni direttamente rivolte alla mia persona e alla mia professione come “Tu invece, pare che ti occupi di questo: http://angeloscozzarella.myblog.it/ ovvero, aria fritta.” E ancora “Nella totalità degli altri casi, per acquisire delle competenze ci si fa il mazzo, oltre naturalmente ad avere una predisposizione intellettuale. Pare che tu sia deficitario in entrambe le cose, infatti ti occupi dell’aria fritta per antonomasia.” E poi “ma tu oltre ad essere in mala fede sei anche fuori!” E per finire “E ora fuori dai piedi, troll o persona confusa, in ogni caso disturbatore…”
      Considerato che le espressioni ingiuriose e diffamatorie sono rivolte da un utente anonimo ad un utente identificato con le sue generalità anagrafiche e che sono accessibili ad un ampio pubblico, non soltanto si configura il reato di diffamazione, ma si configura nella sua forma aggravata.
      La Redazione avrebbe potuto mostrarsi collaborativa, fornendo gli estremi di reperibilità dell’utente mc e tirandosi così fuori da un eventuale coinvolgimento per responsabilità oggettiva, ma preferisce non farlo.
      Il mio legale ha ricevuto già mandato di formalizzare domani la querela presso la Polizia Postale perché si possa risalire all’identità di mc e individuare le responsabilità penali e civili.

      • Consiglierei al sig Angelo di rifletterci un po prima di fare denunce, perche gli si potrebbero ritorcere contro. Se vogliamo cercare ogni singola affermazione calunniatoria o diffamatoria allora potremmo anche elencare quelle da lui stesso usate nei commenti allo stesso articolo.
        “utilizza ampiamente e spesso senza le necessarie competenze…” riferito alla redazione;
        “E infatti ci si affida ad educatori cinofili che al prezzo di una visita specialistica ti servono banalità generaliste” che puo risultare diffamante verso una intera categoría;
        “è che quanti non sanno relazionarsi con gli uomini farebbero bene a non relazionarsi neppure con altre specie” rivolto all’ utente Accio e che, nonostante il giro di parole possa nasconderlo, e’ una offesa;
        “Se solo avessi una vaga idea di studi di psicología…” riferito ad una ricercatrice medica;
        “Non pretendendo che chi legge abbia specifiche competenze in materie scientifiche…” che offende tutti quei lettori che hanno invece conoscenze scentifiche (tipo medici, veterinari, ingegneri…);
        “Infine, non è segno nè di cultura nè di intelligenza nè di professionalità saccheggiare a piene mani la tradizione del pensiero psicologico pur senza averne la minima idea e lasciandosi andare ad affermazioni che attestano soltanto ignoranza.” Che e’ diffamatorio sia se riferito alla redazione che se riferito alla ricercatrice con cui stava dialogando.
        E se anche non costituissero diffamazione le affermazioni rivolte contro un anónimo, ce ne sono comunque sia contro la redazione (Valeria Rossi) che contro la stessa categoría degli educatori cinofili che contro gli altri lettori (non tutti anonimi).
        Vivendo in Messico non ho troppa dimestichezza con la legge italiana e con le sue sfumature, ma mi sembra proprio che il sig Angelo abbia commesso anche lui esattamente quei reati di cui accusa altri.

        • Concordo pienamente con Eros, mi pare che il sig. Angelo dimostri un po’ troppa permalosità (e spero non mi denunci per questa affermazione :D). Il fatto che lui abbia voluto commentare con nome, cognome e qualifiche è una sua scelta, ma lo scambio “acceso” di commenti con mc sarebbe stato probabilmente identico anche se avesse usato un nick (tranne magari la parte sulla musicoterapia dato che mc non avrebbe magari trovato il sito del sig. Angelo, ma come già detto anche dalla redazione, la definizione di “aria fritta” è un’opinione personale di mc e non certo un insulto personale, visto oltretutto che è opinione relativa alla musicoterapia e non al sig. Angelo).

          Oltre a questo aggiungerei che la richiesta delle “generalità” di mc era insensata: se anche la Redazione avesse le generalità di mc (e non è detto, dato che sul sito non è necessario registrarsi per commentare, quindi probabilmente ha in più solo l’indirizzo e-mail, che non è detto possa far risalire all’identità della persona), sarebbe stata una violazione della privacy da parte della Redazione fornire tali dati senza il consenso di mc. Quindi la Redazione più che “mostrarsi collaborativa”, credo si sarebbe resa passibile di denuncia da parte di mc, altro che “procedura meno invasiva per il sito stesso”.

          La polizia postale, se deciderà di intervenire, potrà chiedere l’indirizzo IP dell’utente e fare i dovuti controlli, lasciatemi dire però che non ci si può stupire e lamentare dei tempi della giustizia italiana se poi si vanno a intentare denunce e cause per quisquilie di questo livello…

        • Eros la legge italiana colloca il reato di diffamazione tra i reati contro l’onore. Perchè si configuri il reato è necessario fare riferimenti specifici ad una persona.
          Non sussiste il reato di diffamazione contro nickname anonimo, almeno in Italia ma credo in nessuna parte del mondo.
          Non una sola volta nei miei interventi viene citata né la redazione né Valeria Rossi, pertanto non so a che cosa tu faccia riferimento.
          Quanto alla “ricercatrice medica” non comprendo chi sia tale ricercatrice medica. Io potrei firmarmi topogigio e dire di essere un astrofisico.
          Pertanto gli estremi del reato di diffamazione sussistono tutti.

          • però scusa @Angelo, prima parti con una sparata su quanto siano subdoli e ignobili gli esseri umani, e poi, da bravo italiota, salti su a minacciare denunce a tutto spiano? eddai, lasciamo le denunce per le cose serie,e soprattutto lasciamo libertà di espressione alle persone, che dici?il tuo leso onore se ne farà una ragione, credimi. fra l’altro, saremmo qui a parlar di cani…

      • maddai angelo! adesso è diffamazione se uno non crede nell’efficacia della musicorterapia?
        io personalmente penso che, visto che anche il semplice ascolto di musica ha potenti effetti sugli umani e su vari animali, la musica se sapientemente utilizzata possa avere un valore terapeutico, ma ad es credo invece che la chemioterapia nel cancro sia come cercare di sterminare un invasione delle formiche nella propria casa usando un lanciafiamme (uccidi le formiche o buona parte di esse, ma dopo hai una casa distrutta..): x questo motivo dovrei essere denunciata x diffamazione se lo dicessi ad un oncologo che utilizza molto la chemio e magari nel corso della conversazione i toni si scaldassero un po’?

        Su internet è facile che certe discussioni possano scaldarsi, ma prima di parlare di vera diffamazione bisognerebbe che si verifichi ben altro oppure su internet diverrebbe impossibile scambiarsi idee quando si hanno posizioni divergenti, visto che è umani quando ci si infervora litigare un po’, come è umano che una persona possa giudicare stupidaggini le opinioni di un’altra anche se magari esse sono ben fondate.

        Se si parla su internet si dovrebbe mettere in conto anche di poter incontrare persone con pareri opposti ai propri e che non si limitano a dire “egregio signore, mi dispiace ma non condivido il suo autorevole parere”.
        Il vizio della “querela x diffamazione facile” rischia di rendere non solo le discussioni su forum e gruppi impossibile o sterili, ma pure gli articoli su qualsiasi tematica, rendendo di fatto internet completamente inutile poichè non + portatrice di una molteplicità di opinioni diverse ma elemento statico in cui le persone x non rischiare denunce + o meno motivate finiscono x scrivere solo cose “politically correct” nel senso + dispregiativo del termine, facendo infine praticamente solo copie degli articoli di wikypedia e simili, giusto x non rischiare..

        • Poi non pensi che chi legge questo blog o chi lo scrive possano anche sentirsi ben + offesi di te x le tue illazioni da cui sembrava che dicessi che si incitava a pestare, strangolare e folgorare i cani x educarli (cosa che non so da dove tu abbia dedotto, visto gli articoli che hai commentato e visto il contenuto degli articoli dell’intero blog)?
          Secondo la tua logica sia la redazione che tutti noi dovremmo denunciare te x diffamazione perchè dalle tue parole sembrava che accusassi tutti noi di essere biechi seviziatori di cani (in pratica sembravano quasi accuse di maltrattamento, che è un reato..quando invece mc semplicemente sembra non credere nel valore terapeutico della musicoterapia o di come applichi tu la musicoterapia e non credo che ciò sia reato)?!?!

          • La Musicoterapia? Che cosa c’entra la musicoterapia? Come io la applico? Che cosa ne sa mc di come io la applico?
            Io sono uno Psicologo-Psicoterapeuta non un Musicoterapista.

          • ragazzi, questo scambio è ormai surreale, tra minacce di denunce e risposte offensive (che vengono sempre dal Nostro). Se posso, consiglierei di non dargli troppa corda, e non perchè ventila denunce.

  28. Saltando di palo in frasca (o meglio, tornando in argomento), dopo una settimana di chiusa in casa per la sterilizzazione ho riportato la piccola al parco.
    Ovviamente mooolto scema e vogliosa di sfogarsi, ci ha messo 3 microsecondi netti a capire che tra i bambini ce n’ era una smaniosa di giocare con lei, e io subdolamente ne ho approfittato per dare alla bimba un giochino e la borsina con i croccantini dopo un pò di spiegazioni :P.
    I vostri al parco lo capiscono con chi possono e chi non possono avvicinarsi o se ne fregano degli altri cani e/o persone?

    • Al parco???
      allora:

      i 2 pastori tedeschi non li sciolgo proprio al parco,
      pena radiazione immediata e dununce varie causa morti e feriti.
      Anzi non ce li porto praticamente mai,x loro solo lande deserte e selvagge
      dove possono galoppare all’infinito,meglio se c’è qualcosa di grosso a cui correre dietro,
      tipo cinghiali,caprioli ecc.
      (non li chiappano mai ovviamente,quelli vanno come il vento).
      Per “socializzare” va bene lo shopping,il mercato del paese,le sagre ecc,
      anche xchè dove c’è ressa sono molto utili,in quanto “fanno spazio”.
      (con semi-museruola montata ovviamente….).

      La femmina di bauceron,se ne sta alla larga dagli umani,
      non si sa mai….:
      -non mi vorranno mica toccare quelli là…-
      Con gli altri cani è molto socievole e gioca all’infinito con tutti quelli ben disposti,
      è uno spettacolo vederla correre come un razzo pancia a terra ed esibirsi in acrobazie da stunt-dog.
      Attenzione xò a non oltrepassare i limiti del quieto vivere,
      altrimenti ci scappa prima il ringhio e poi anche un morsino,ma è molto raro,
      lei ha sempre il “sorriso” sulle labbra.

      La femmina di labrador…vive e pensa così:
      -il mondo è bello,dai: giochiamo,annusiamo,corriamo,nuotiamo,
      rotoliamoci nel fango,mangiamo(soprattutto),io vi amo tutti quanti-

      insomma,come sempre, c’è cane e cane.

      • Grazie a Valeria, Margherita, Maria Grazia e tutti quelli che mi hanno chiarito la situazione! Ieri per la prima volta è arrivata la sculacciata con un secco NO! Lui ha abbassato il muso e mi guardava da sotto in su…avete presente? Sono rimasta seria e decisa. Non mi aspetto che oggi quando torno dal lavoro sia tutto cambiato, so che ci vorrà parecchia costanza e determinazione, ma intanto un passo lo abbiamo fatto, o meglio, l’ho fatto io! Ho tanto da imparare e spero di contare sempre sul vostro aiuto! Grazie

  29. AHUAHUAHUAHUAHUAHUAHUAHUAHUAHUAHUAHUA

    LO SAPEVO LO SAPEVO LO SAPEVO LO SAPEVO
    prima di aprire l’articolo LO SAPEVO
    che avresti parlato del cane B

    lo so non dovrei dirlo ma sono notoriamente di parte: sono fantastici nella loro intelligenza e nella loro diavoleria nell’ussarla!

    per quanto riguarda il cane A : meraviglia che sei! Sei uguale alla mia Minou e anche lei Bastardina con la B maiuscola è stata una delle canine più intelligenti che io abbia mai avuto la fortuna di avere al mio fianco! ….e parimenti molesta a volte 😛

  30. Salve, tornando ai cani troppo intelligenti. Ho una canetta di 12 anni (che ne dimostra a malapena sei), diciotto chili di muscoli scattanti, frutto dell’amore clandestino tra una jagd terrier e un cane di passaggio, trovata presso la casa di un cacciatore disperato per l’affronto subito (pare infatti che i rarissimi proprietari di jagd siano paranoici sulla purezza della razza a livelli difficilmente raggiungibili per altri cani).
    Nonostante l’abbia educata con cura e passione, nonostante l’abbia socializzata fin da subito, nonostante abbia cercato di essere equilibrata e affidabile, nonostante gli educatori, lei fa come le pare, ha sempre fatto come le pare e a questo punto ho la ragionevole certezza che continuerà a fare come le pare. Un educatore esperto (più di uno veramente) cui mi sono rivolta mi ha detto che la razza, lo jagd, è un cane talmente temerario, coraggioso e indipendente, che è diventato un cane da caccia desueto proprio perché troppo coraggioso, temerario e indipendente. E mi ha anche detto che è forse una delle razze più addestrabili, se per addestramento si intende quello per cui lo standard è stato inventato (caccia in tana, soprattutto), ma scarsamente “educabile”, se per educazione si intende un cane docile e ubbidiente, proprio per la sua estrema e irriducibile indipendenza.
    Quando la richiamo, o quando le dico di fare qualcosa, lei ha questo modo di guardarmi buffissimo e sembra che stia pensando se ne vale la pena, se quello che le ho chiesto le va e quindi sussiegosa lo fa (moooolto di rado), o se la reputa una cosa inutile e cretina, e allora mi guarda, sospira, si siede, mi fissa e sembra dirmi “ma sei sicura che questa cazzata la debba fare proprio io? non è meglio che la faccia tu?”. Da buona canetta da tana e da lepre, ammazza qualunque gatto si trovi davanti: il primo giorno nel nuovo quartiere sono dovuta andare dal vicino (con le gambe che mi tremavano) con il gatto – morto – in una scatola e spiegargli che era saltato dentro il terrazzo e lei lo aveva ucciso all’istante. Naturalmente la mia nomea di proprietaria di cana assassina si è sparsa subito, e per fortuna si è un poco attenuata per la sua estrema socievolezza con gli umani e soprattutto con i bambini, per i quali ha una vera e propria adorazione. Quindi alcuni quintali di bava lasciata sui visi di quasi tutti i bambini del quartiere, hanno fatto poco a poco dimenticare il nostro ingresso in scena, in effetti traumatico per tutti.
    Quando passeggiamo la sera tardi e la porto sciolta, talvolta è capitato che schizzasse verso un punto imprecisato, e tornasse subito dopo con un ratto in bocca. Felice come solo un cane sa essere felice.
    A un cane così come fai ad insegnarli che i nove (SIC!) gatti del vicino, confinante di terrazzo, non sono lepri e io non sono felice che cerchi di ammazzarne uno al giorno? Non glielo insegni, il massimo che puoi fare è tenere sempre gli occhi ben aperti e vigilare.
    A un cane che in pieno inverno vede passare un tronco di albero, da lei scambiato per chissà quale nemico, e si getta nel Tevere da un’altezza di circa cinque metri, come fai a insegnarli ad essere docile e ubbidiente?
    Ho provato tutti i metodi via via suggeritimi negli anni per controllare la sua furibonda irruenza, ma ho fallito… L’unica cosa che fa a comando è sedersi, ma anche questo lo fa come se il pavimento fosse elettrico, solo per alcuni secondi. E un’altra cosa che fa è correre a prendere la pallina, solo che poi non te la riporta più: semplicemente la sbrana, la fa a pezzi, e poi torna e ti guarda come se ti dicesse “ammazza che tirchia, solo una pallina?”.
    Per il resto, fa esattamente quello che le pare quando le pare.
    Eppure è un cane che si sfoga tanto: andiamo in bici, nei boschi, al mare…. Insomma non è che la tratti come un cane da grembo. Certo, non la porto a caccia, ma non si può dire che faccia vita da appartamento. Per intenderci: se mi faccio chilometri in bici con lei al seguito, quando torniamo a casa io crollo esausta sul divano, lei corre fuori e continua a giocare, saltare, catturare pericolossisime lucertole e nemici astutissimi come il glicine appena piantato, o le radici delle rose. E questo a 12 anni suonati…
    La veterinaria la chiama highlander per scherzo. Quando era cucciola mi diceva, vedrà, quando cresce si calma. Poi, vedrà quando invecchia si calma. Qualche giorno fa mi ha confessato, vedrà, mi sa che non si calma più….
    In casa dobbiamo usare delle perifrasi per dire cose che la fanno eccitare al massimo tipo: nominare il mio migliore amico, che chiamo per cognome, di cui lei si è autoeletta fidanzata ufficiale; oppure dire che qualcosa è al piano di sopra, perché per lei SU significa terrazzo e terrazzo significa una probabilità di riuscire ad ammazzare qualcuno di quei maledetti gatti e questo la fa correre come una disperata alla porta cucina che, se è chiusa, viene presa letteralmente a spallate. Con il mio compagno usiamo frasi come “il mammifero con la coda ha avuto il rancio?” perché dire “lei ha mangiato” e vederla schizzare a velocità folli verso il frigo è un tutt’uno. O frasi come “il veicolo serve a te”, perché dire macchina o auto la fa correre per aprire a spallate la porta di casa e andarsi a sedere vicino alla portiera. Negli anni poi, alla smisurata e innata intelligenza si è aggiunta l’esperienza di un cane anziano, e questo fa di lei una compagna imprevedibile, con un carattere e una personalità incredibile, ma certo non proprio facilissima da gestire o affidare a cuor leggero a un amico per qualche ora… Non è il cane che lo porti nel bosco e ti metti romantica sotto un albero a leggere un libro, perché se lo fai ecco alcune delle cose che possono succedere (che sono successe): 1. tornata con un coniglio (panico: dove l’ha preso???) 2. sparita per ore,chissà dietro a quale traccia 3. tornata che da lontano pensavo avesse un animale sul dorso, ma era solo una montagna di letame di cavallo in cui lei felicissima si era infilata sotto uscendone appunto ricoperta di merda…. 4. tornata inseguita da ragazzini inferociti cui ha bucato il primo il secondo e pure il pallone di riserva 5. tornata con proprietari di altro cane al seguito (cui lei scodinzola tutta felice) che vengono ad avvertirmi che il loro cane deve mettere i punti ….. e potrei continuare per giorni.
    Le uniche cose che la placano sono portarla su sterrati di campagna in cui ci sia una buona visibilità sia davanti che dietro, e farla correre davanti alla macchina tipo levriero da corsa per chilometri, un gioco per il quale va pazza, e giocare a nascondino: lei esce in terrazzo, io nascondo la pallina in casa, poi la faccio rientrare e le chiedo “dov’è? Cerca la pallina”. Questo gioco in particolare le piace così tanto che è l’unico momento in cui non sbrana la pallina, ma me la riporta e corre fuori in terrazzo con l’aria di dire, be’ che posto cretino hai trovato, puoi fare di meglio.

    Insomma, una compagna di vita mai banale, sempre imprevedibile e divertente, ma certo non quel che si dice un cane da appartamento. Eppure non ho la vocine esile, non sono una molle – anzi – non tratto i cani come bambolotti con le vocine (non lo faccio neppure con i bambini per la verità), e non sono né esile né arrendevole. Le ho insegnato delle regole di base senza MAI concedere eccezioni, continuo a dirle NO secco ogni volta che fa le sue marachelle, qualche pacca sul sedere gliel’ho data pure quando serviva… Insomma, con gli stessi metodi nella vita ho educato cani anche più difficili in teoria (maremmani e pastori tedeschi) con risultati sempre buoni.
    Ma lei no, lei ha educato me. E a 12 anni suonati mi sono arresa.

    La cambierei con un cane docile ubbidiente e tontolone?
    Ma siete pazzi? Ne ho avuti a bizzeffe di cani così, ma mai un cane mi ha fatto ridere fino alle lacrime come la mia pazza canetta che ha molto più senso dell’umorismo del mio compagno.

    ps. farete uno standard jagd deutcher?

  31. Questo articolo potrebbe salvarmi! Il mio cane (un labrador maschio di 18 mesi) quando siamo in giardino o comunque fuori casa non mi ascolta MAI. Ultimamente quando lo porto a fare la passeggiata, dopo aver fatto i suoi bisogni inizia a degnarmi di qualche attenzione (per esempio, se mi fermo se ne accorge e non scappa spedito come al suo solito dandomi degli bellissimi strattoni). Comunque stamattina c’è stata la goccia che mi ha fatto capire che devo fare qualcosa: stavo srotolando un sacchettino per le feci e senza che io potessi accorgermene comincia a tirare a 70 km all’ora verso un cane che stava passando in quella zona, facendomi schiantare contro un albero (al quale mi sono dovuta attaccare con tutto il mio corpo per evitare che la forza del mio cane mi costringesse a mollare il guinzaglio).
    Il mio problema però è che non ho la più pallida idea di come fare: quando lo rimprovero (con un NO, una pacca o prendendolo per la collottola – per esempio quando c’è il gatto e non voglio che parta ai soliti 70km orari verso di lui) lui o mi ignora o mi guarda, ridendo (sì, ride. Lo giuro) e scodinzolando al massimo. Ogni tanto lo guardo male, per tutta risposta fa l’offeso: sbuffa, si appiattisce a terra in posizione di gioco a mo’ di “No dai, non ce l’hai davvero con me. Guarda come sono simpatico, perché non giochiamo?”.
    Qualche consiglio? Per ora inizio con le pacche sul sedere, mi sa.

    • Beh, quantomeno si stende come per chiedere di giocare… a me si gira per dire “beh, se non sai correre come si deve non è colpa mia, sarebbe anche l’ora di imparare non credi?”

      Quella maledetta volta mi sono schiantata di ginocchia su di un’aiuola in mattoni rialzata, per poi subire un contraccolpo notevole alla spalla, che credevo fosse essere uscita.

  32. Angelo Scozzarella, leggendola mi son fatto un sacco di risate :-), naturalmente volevo che lei lo sapesse al più presto, per non porre tempo in mezzo all’azione legale che certamente farà scattare nei miei confronti. Attendo con divertimento la denuncia per “Risate diffamatorie a mezzo internet”.
    Nel frattempo, mi farò ancora tante risate leggendo i suoi commenti.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.