legge2di VALERIA ROSSI – In questi ultimi tempi, curiosamente, mi è capitato più volte di scontrarmi (di solito virtualmente ma qualche volta anche “de visu”) con persone che ritengono che la legge vada rispettata, sempre e comunque.
Ma perché scontrarmici? Non è forse vero, che la legge va rispettata?
Certo che è vero: è verissimo, quando la legge è giusta ed equa.
In caso contrario, però… è un altro paio di maniche.
Porto come esempio le ultime due discussioni: la prima – che palle, lo so… – è stata quella sull’ormai famigerato guinzaglio da retriever (ovvero, a strangolo) che ho utilizzato ad Avola per aiutare una cagnina fobica ad acquisire un po’ di fiducia nel mondo (l’intera storia, se ve la foste persa, la potete leggere in questo articolo).
Siccome Avola è in provincia di Siracusa, e siccome in provincia di Siracusa è proibito usare il collare a strangolo, un utente di questo sito mi ha fatto prima un cazziatone nei commenti, accusandomi di aver infranto la legge; poi ha contattato il Presidente dell’Associazione Canisciolti Onlus, ribadendo la stessa accusa; dopo che il Presidente gli ha risposto di aver assistito personalmente al mio lavoro, assicurandogli che la cagnetta non solo non era stata minimamente maltrattata, ma da quel giorno aveva iniziato un proficuo percorso di recupero comportamentale, ha scritto al Sindaco e a non so chi altri insistendo sul fatto che comunque io dovrei essere punita (forse impiccata sulla pubblica piazza, nin zo).
Questa storia ha dato anche l’input a Lorenzo Croce per definirmi “torturatrice di cani”, aggiungendo al collare a strangolo anche la graziosa variante di quello elettrico (ad ennesima dimostrazione del fatto che questo signore sia dotato di una sfrenata fantasia: non per nulla è un confezionatore professionista di bufale. Ma su questo possiamo pure glissare).

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tigrottaOra, a parte il fatto che nel caso di Avola la legge l’ho infranta “anche” per cause di forza maggiore (l’uso del collare può essere autorizzato da un veterinario: peccato che il canile di Avola non avesse un veterinario), resta il fatto che una ex cagnetta fobica e inavvicinabile è oggi una cagnina serena e che si fida dell’uomo.
E allora: se infrangere la legge può portare a questo risultato, annuncio pubblicamente e ufficialmente che la infrangerò altre duemilatrecentoventitré volte, se riterrò che ce ne sia bisogno.
Fermo restando che, qualora avessi la possibilità di chiedere l’autorizzazione ad un veterinario, la chiederei… dopodiché, però, farei le stesse  identiche cose che ho fatto “abusivamente” e i miei accusatori non avrebbero probabilmente più nulla da ridire (curioso, non vi pare?).
Concludendo: un’ordinanza che proibisce l’utilizzo di uno strumento cinofilo di per sè assolutamente innocuo anche ai professionisti del settore, solo per evitare che venga usato malamente da chi professionista non è, è un’ordinanza stupida. Redatta probabilmente in buona fede, ma ugualmente stupida: perché di fatto, se venisse davvero rispettata, impedirebbe l’uso corretto di uno strumento che può salvare la vita (o ridare la dignità) a diversi cani.
Per questo io non l’ho rispettata: e ne vado pure fiera.

canile-maltrattamenti-erCaso numero due: in un articolo di ieri ho sostenuto che sia un vero schifo restituire 32 dei cani sequestrati per gravi maltrattamenti al compagno della persona che li ha maltrattati, sottraendoli alle famiglie che li hanno avuti in affido.
Ho sostenuto che una persona che vive con un allevatore non può non sapere come questi tenga i propri cani: e se davvero non lo sa, questo significa che dei cani se ne infischia allegramente e quindi non può essere adatto neppure a tenerne uno. Figuriamoci 32.
Ne è seguita una discussione su FB con chi difendeva a spada tratta il magistrato e mi accusava di averlo tacciato di insensibilità e disumanità.
In realtà io non ce l’ho affatto col magistrato: il suo lavoro consiste nell’applicare la legge, per la legge italiana i cani sono oggetti e quindi è normale che il magistrato li consideri come tali.
“Normale”, però, significa “a norma”. Non significa “giusto”.
Un magistrato è obbligato a seguire la legge: non può fare altro, neppure se la legge è uno schifo.
Ma le leggi che fanno schifo vanno combattute: vanno fatte tutte le pressioni possibili, in tutti gli ambiti possibili, affinché vengano cambiate… e nel frattempo c’è sempre la possibilità della disobbedienza civile (che non a caso si chiama, appunto, “civile”).
Grazie alla disobbedienza civile, in Italia, sono state vinte battaglie fondamentali come quella per il diritto all’aborto. Disobbedienza civile è quella che auspicano i NO TAV (parliamo di quelli non violenti, ovviamente) per impedire il degrado del loro territorio, lo spreco di denaro pubblico, la distruzione di beni comuni.
Vanno contro la legge, perché le leggi sono ritenute profondamente ingiuste: e sono tutti disposti a pagare le conseguenze delle loro violazioni, perchè la disobbedienza civile deve essere di pubblico dominio e la pena fa parte della lotta stessa.
Ora… che i Malamute e gli Eurasier salvati da un destino infame vengano adesso restituiti a persone che di quel destino – ne sono più che certa – non potevano non sapere, è sicuramente ingiusto: ma che vengano sottratti ai loro nuovi umani, con i quali vivono da più di un anno e con i quali hanno quindi instaurato profondi rapporti affettivi, è peggio che ingiusto: è disgustoso, è vomitevole, è al di là di ogni umanità.
Se quindi qualcuno di questi proprietari avrà il coraggio di fare disobbedienza civile, rifiutandosi di restituire il cane che gli è stato affidato, io applaudirò fino a spellarmi le mani: e spero che in molti facciano lo stesso e che il mio singolo applauso diventi una standing ovation, anche se tutto questo va contro la legge.
Perché una legge che considera il cane un oggetto è una legge ingiusta, disgustosa e vomitevole.
Senza se e senza ma.
E se per attirare l’attenzione della politica su “cosette di poco conto” come la vita di esseri viventi, sensibili e senzienti bisognerà far casino… allora ben venga il casino.
Magari distoglierà qualcuno da altre “disobbedienze” che non stanno né in cielo né in terra, come quella che vorrebbe vedere ancora protagonista della vita politica un condannato in terzo grado, con prove che vanno al di là di ogni ragionevole dubbio, per frode fiscale.
Certo, i cani saranno meno importanti di quel personaggio: però, a differenza di quel personaggio, stanno dalla parte della ragione.
E allora ben venga la lotta di chi ci tiene a loro, anche se loro non hanno voce: ben venga ogni forma di disobbedienza che serva a dargliela, questa voce, con tutto il coraggio che deve venire dalla profonda consapevolezza di essere nel giusto.

Concludo con qualcosa che potrebbe sembrare un’eresia, e probabilmente lo è: ma non fraintendetemi, vi prego. Non intendo certo mettere le due cose sullo stesso piano.
Solo che… mi viene proprio da chiedermi quante delle persone che mi stanno dando della delinquente (o quasi) per aver manifestato queste mie idee si siano commosse e abbiano magari versato anche una lacrimuccia alla notizia della morte di Nelson Mandela.
Che si è fatto 27 anni di galera, per aver disobbedito a leggi che riteneva ingiuste: ma poi è diventato un eroe, oltre che un premio Nobel per la pace.
Perché… chissà: magari aveva ragione lui.

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18 Commenti

  1. Valeria, hai ragione. Anzi c’hairaggione da vendere. La legge va rispettata, ma le leggi idiote vanno cambiate. Se fossi proprietaria di uno di quei cani, non lo restituirei nemmeno sotto tortura. E spero che tutti i loro proprietari si rifiutino.

  2. Purtroppo rifiutarsi di restituire uno dei cani dissequestrati equivale a commettere reato di appropriazione indebita (che di per se non vale nulla se non per quelle persone che avrebbero danno dall’avere la fedina penale macchiata o che lavorano nel pubblico, e soprattutto contravvenire ad un provvedimento esecutivo del giudice , e questo, onestamente è quello che spaventa di più….)

    Come nell’articolo di ieri non pubblico il mio nome perchè sono direttamente coinvolto….

    Se forse tutti i 32 affidatari si rifiutassero qualche segnale si darebbe, ripeto , forse… Ma secondo me fino a che non diventa un caso da TG nazionale non si muove nulla…

    La legge fa schifo è vero, ma secondo me qualche attenzione in più nelle indagini doveva essere fatta. Nel provvedimento di dissequestro infatti si dice chiaramente che se si fosse avuto paura di reiterazione dei reati sarebbe dovuto essere disposto fin da subito il sequestro preventivo, mentre invece è stato disposto fino a ottobre il sequestro probatorio…

    • Lo scopo della disobbedienza civile è appunto quello di far diventare una storia anonima (o quasi) un “caso da TG nazionale”. La si fa proprio per questo, coinvolgendo tutti i media possibili. Nel vostro caso credo che avreste l’appoggio incondizionato di tutte le associazioni animaliste italiane, quindi il tam tam sarebbe sicuramente di grande efficacia. Ovviamente la disobbedienza civile comporta anche il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e di pagare per aver infranto la legge: ma anche questo contribuisce a “fare notizia”.

  3. La legge potrebbe essere anche ingiusta ma più che stupida direi furba, anzi furbastra. Chi legifera non è né onnipotente, né missionario e l’equità della stessa è spesso personalizzata dall’autore ………
    Se mi trovassi nella necessità di soccorrere un animale (cane o gatto) in pericolo non esiterei ad es. per evitargli di precipitare da un altitudine, di afferrarlo per la coda.

    Possono decidere di togliere la podestà a genitori indegni (giusto) e perché non anche a chi non è in grado di gestire correttamente una moltitudine di animali (ma molto più spesso) non possiede un briciolo di cultura e sensibilità sulle necessità degli animali che detiene?
    Non sono un legale ma forse per gli affidatari di quei cani che comprensibilmente non intendono separarsene può essere proposto a favore del legittimo proprietario un riscatto del cane tramite pagamento dello stesso e con relativo passaggio di proprietà. In genere il denaro riesce a contrastare le forze di gravità….

    Tutta la mia più sincera solidarietà a Valeria e alle famiglie vittime di tali “disgustose” situazioni.

    • Resto anonimo proprio perchè ho la possibilità di aprire una trattativa. Ma ci sono altri a cui questa possibilità è stata negata, in quanto affidatari di cani a cui l’allevatrice si dice molto legata affettivamente (ma non è di proprietà del marito???) , e che invece era una fabbrica di cuccioli.

      Ricordo che l’allevamento in questione quando è stato sequestrato aveva 100 (100!!!!!) cani, 4 cuccioli sono stati trovati morti… Ora quale allevamento di razza serio ha 100 cani contemporaneamente se non uno che produce cuccioli a profusione perchè , secondo me, solo i cuccioli hanno un più alto potenziale di vendita, ma che se non vengono venduti , bisogna farne altri e poi altri ancora.

      Mi dite come si fa a gestire 100 cani?? li facciamo sgambare tutti e 100?? diamo da mangiare a tutti e 100?? Curiamo tutti e 100??

      Riscatto? noi abbiamo mantenuto (a questo punto) per loro conto un cane per un anno, curato, cresciuto, tenuto sano ed integro. E’ equo chiedere il prezzo di un campione? perchè amici, poi ricordiamoci che pagheremo , si , perchè nessuno mi toglierà il mio animale, ma daremo dei soldi (e non pochi) a questi tizi …

      • Voi quando avete preso il cane in affido, conoscevate bene la situazione e le regole in gioco, sapevate che non era vostro, e in caso di dissequestro avreste dovuto restituirlo. C’erano tantissimi altri cani adottabili, che non erano proprietà di nessuno, ma voi avete voluto il cucciolo razza(o simil razza) gratis, a tutti i costi..pensavate di aver fatto un’affarone, una gran furbata, ma adesso vi accorgete che purtroppo non esiste il cane di razza gratis(e se è per questo neanche sottocosto…Babbo Natale non esiste!), e vi incazzate ! Mi dispiace, ma dal mio punto di vista non avete scuse!
        Pagate il risarcimento, e che vi serva da lezione per il futuro.
        Saluti
        Andrea

  4. Anonimo ti comprendo in tutto.

    Non conosco a fondo la storia ma se la legge ha eseguito il suo iter immagino che abbia anche verificato se e in che misura la struttura fosse a norma per il contenimento di 100 cani, se le autorizzazioni per un allevamento esistevano, se i permessi igienico sanitari erano stati ottenuti, se tutti i soggetti presenti fossero muniti di chip (per lo meno nei cani oltre i due mesi di vita), se fossero stati denunciati all’anagrafe canina come obbligatoriamente previsto ed altre incombenze burocratiche da soddisfare.

    Qualche irregolarità immagino sarà stata pur rilevata e se sosto con l’auto dove c’è divieto, giustamente mi sanzioneranno; e chissà che non arrivi anche una copiosa cartella esattoriale al tizio con la moglie affranta dal dolore….!

    • l’allevamento era abusivo fino a poco tempo fa, ora la ASL ha rilasciato l’autorizzazione per 30 cani. Per tutto il tempo in cui era irregolare aveva anche il suffisso Enci , che non ha vigilato o quanto meno non ha agito togliendo il suffisso.

      L’allevatrice è rinviata a giudizio , quindi il processo seguirà il suo iter; il procedimento cautelare (sequestro) purtroppo ne ha seguito un altro, per il quale ,come dice Valeria, i cani dovranno essere restituiti a soggetti (marito, padre e fratello dell’indagata) che non sono stati collegati direttamente ai reati di maltrattamento, uccisione di animale e resistenza a pubblico ufficiale.

      Gli stessi soggetti che però vendevano, e vendono tuttora cani con il nome dell’allevamento , quindi, si suppone, NON possono non essere a conoscenza dei fatti, e NON possono non aver partecipato alla gestione di questo allevamento.

      Quello che succederà con il processo francamente mi interessa poco, anche perchè c’è il secondo e il terzo grado per arrivare a sentenza definitiva, probabilmente cadrà in prescrizione , tanto quello è l’obiettivo di tutti gli avvocati. Mi interessa invece salvare questi cani , i cuccioli che hanno vissuto poco di quella situazione, e anche gli adulti che invece ne sono usciti spezzati nell’animo e nel fisico (vi assicuro che vedere un animale fiero come il malamute con i denti rotti perchè mangiava sassi per la fame ,o impaurito di fronte ad un movimento dell’uomo, beh non è piacevole)

  5. Valeria FOR PRESIDENT! Quest’articolo è una bella boccata d’aria fresca (e sessantottina evviva!) nello smog imperante della serie quando la trasgressione è assolutamente morale e necessaria.
    Anonimo hai tutta la mia solidarietà. Buon Natale a te e al tuo piccolo.

  6. Leggo anonimo e mi rendo conto di quanto la situazione sia difficile da gestire per le persone coinvolte. E’ vero, la disobbedienza civile sarebbe un’ottimo strumento in questo caso, ma dovrebbero essere tutti uniti, e soprettutto non dovrebbero essere lasciati soli. Non basta chiedere loro di fare disobbedienza civile e applaudirli, bisogna sostenerli e aiutarli quanto più possibile.

  7. Solo per tornare al giunzaglio da retriever, voglio solo dire che è obbligatorio per i cani adottati in alcuni dei canili più grandi in Lombardia nei primi mesi di adozione sennò ti scordi di adottare il cane. Inoltre e obbligatorio per i cuccioli affidati alle famiglie prima dell’inizio dell’addestramento per cani per ciechi. Certo chi non lo sa usare o non l’ha mai visto è sempre pronto a criticare!

  8. Sul discorso del collare a strangolo, sono totalmente d’accordo; NON HA SENSO CHE UNA PERSONA ESPERTA E COMPETENTE, CHE LO SA UTILIZZARE IN MANIERA SICURA, VI RINUNCI SOLO PER RISPETTO ACRITICO DELLA LEGGE!

    Sulla vicenda dei cani sequestrati, dati in affidamento e ora dissequestrati, mi permetto di fare una piccola obiezione; nel caso in cui un allevatore onesto e rispettoso del benessere animale, subisca un sequestro illegittimo(probabilmente nel caso in questione si tratta di cagnaro della peggior specie, ma può sempre succedere che un Allevatore con la A maiuscola subisca un sequestro ingiusto, gli errori giudiziari purtroppo esistono!) sarebbe giusto che perdesse per sempre i suoi cani, nonostante la vittoria in tribunale, con conseguente dissequestro? sarebbe giusto rischiare di cagionare un danno affettivo, economico, e “cinotecnico”, a un allevatore che dovesse incappare in un sequestro ingiusto?
    Sarebbe veramente giusto far prevalere il diritto all’affetto(cosa che aimé non si può misurare, e nemmeno far testimoniare ai diretti interessati, visto che i cani non parlano, e non scrivono), rispetto al diritto di proprietà, o al diritto al benessere etologico(un cane se viene trattato in maniera adeguata, può continuare a vivere bene anche cambiando padrone)?

    Secondo me, nel caso di cani simil-razza, o di non particolare pregio genetico, è giusto lasciarli agli affidatari, facendo pagare a questi ultimi un risarcimento(in fondo non sono del tutto “innocenti”, lo sapevano benissimo che i cani erano sotto sequestro temporaneo, ma ci si sono fiondati sopra perché bramavano il cane di razza gratis!che rimborsino il giusto valore commerciale!), mentre in caso di dissequestro di cani che avrebbero grande pregio come riproduttori, sarebbe giusto, sia nei confronti della vittima di sequestro illegittimo, che per il bene della razza, restituirli al legittimo proprietario/allevatore!

      • Il mio era un discorso generale, non conoscendo bene i fatti non posso giudicare il comportamento dell’allevatore(probabilmente cagnaro)in questione!

        Comunque accertare se ci sia o meno reato, e se un allevatore è rispettoso delle leggi e del benessere animale, o meno, spetterebbe alla magistratura, e non alle associazioni animaliste che si sono costituite parte civile.
        Il fatto è che se passa il precedente di considerare i cani proprietà degli affidatari,poi la regola si estenderebbe a tutti i casi analoghi, anche in quei rari episodi di sequestri illegittimi effettuati per errore ai danni di allevatori/proprietari che per qualche motivo sono finiti nelle antipatie degli animalisti(ad esempio cacciatori e allevatori di cani da caccia)ma in realtà trattano bene i cani, e si comportano decentemente

        • Andrea, d’accordissimo su questo! Per chiarezza, io personalmente non appartengo ad alcune associazione animalista, sono la prima a difendere l’allevamento del cane di razza, ma, appunto, solo quello con la A maiuscola. Sono solo una persona che conosce i fatti, e, mi creda, non sono belli.
          Gli affidatari, voglio sperare, sapevano bene di essere solo tali, di non avere diritto alcuno sugli animali e di dover attendere il processo.
          Io credo che l’aspetto doloroso non sia tanto (o non solo) separarsi dai cani, quanto dover rimandare indietro, alla vita di prima, dei cani che iniziavano a stento riprendersi da esperienze di maltrattamento e privazioni. Questo è davvero intollerabile, e terribilmente doloroso per chi li sta vedendo rinascere.

  9. Con me sfondi una porta aperta. Per me anche la legge che impone il guinzaglio sempre e comunque in qualsisasi luogo pubblico è ingiusta. E io la disattendo regolaremente, ma sono in buona compagnia.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.