ihp_cavallomesedi VALERIA ROSSI – Cavalli, ebbene sì. Oggi dedichiamo due righe ai cavalli… che tutto sommato così tanto OT forse non sono, visto che moltissima “gente di cani” (compresa la sottoscritta) ha avuto anche a che fare con questi animali non precisamente “da grembo”, ma sicuramente molto “da compagnia”.  E ve lo dice una che, per motivi che non starò a spiegare, si è tenuta per alcuni mesi mamma e puledro nel giardino di casa.
Nel mio libriccino “Donne & Bestie” ho cercato di spiegare la mia scoperta del “cavallo come persona”: qui, però, non voglio parlare di me, ma di un’associazione che si chiama IHP, Italian Horse Protection, e che si occupa di salvare, riabilitare e riaffidare cavalli reduci da storie bruttissime. La più recente e forse più nota è quella di Colleferro (qui trovate uno degli articoli che la riguardano), ma non è certo l’unica (purtroppo) e non sarà l’ultima.
Queste due righe fuori tema, dunque, le scrivo per ringraziare l’IHP e per ricordare a tutti che gli animali domestici non sono soltanto cani e gatti: né sono solo cani e gatti, purtroppo, quelli maltrattati.
Da ex “cavallara” (“ex” non per mia volontà, ma per varie situazioni contingenti che di sicuro non mi hanno impedito di continuare ad amare follemente i cavalli, esattamente come amo i cani) mi sento in dovere di appoggiare le iniziative dell’IHP, anche se forse trovo un po’ troppo estrema la loro posizione “contraria al commercio di equidi a qualunque fine, all’utilizzo degli stessi in competizioni e, più in generale, a qualunque tipo di utilizzo che non rispetti le loro caratteristiche etologiche e la loro dignità“.
Un po’ come accade per i cani (vedete che in fondo non siamo poi così OT…), non ritengo che ci siano “cose” giuste o sbagliate da fare con i cavalli, ma “modi” giusti o sbagliati di farle.

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ihp_cavallo2Io ho montato a cavallo per oltre vent’anni e ho fatto competizioni per quindici, ma non mi sono mai sentita una “maltrattatrice” per questo, così come non mi sentivo una maltrattatrice quando allenavo i miei husky al traino: soprattutto perché, a giudicare dalla palese contentezza degli uni e degli altri quando vedevano apparire le imbragature o la sella (o il van per andare in corcorso), ho sempre pensato – e lo penso ancora – che i miei animali fossero felici come lo ero io di “fare cose insieme”.  La  cavalla che ho amato di più nella mia vita (perché non raccontiamoci storie: un “preferito” c’è sempre, anche se li ami tutti) non soltanto arrivava da qualsiasi parte del prato quando sentiva il mio fischio, ma dopo un annetto passato insieme si precipitava all’ingresso, quando era libera, se solo sentiva arrivare la mia macchina. Cose “da cani”, si pensa sempre. E invece i cavalli sono capaci di dare altrettanto… solo che non tutti lo sanno. Molti, troppi credono ancora che il cavallo sia più “oggetto” di un cane: sono pronti a saltar su infuriati se sentono parlare di un collare a strangolo, ma restano indifferenti o quasi quando si parla di cavalli sfruttati, mal tenuti, lasciati morire di fame.
La differenza sta forse nel fatto che i cavalli sono considerati, tra le altre cose, anche animali da macello e da alimentazione umana? Sinceramente no, non lo credo.
Personalmente non mangerei carne di cavallo con maggiore entusiasmo di quello che dedicherei ad un piatto di carne di cane… ma non mi dispero all’idea che dei cavalli possano essere macellati, così come non dispero all’idea che vengano macellati bovini e suini (che invece mangio).
Quello che mi fa star male – come ho già scritto altre volte – non è il fatto che degli animali muoiano per essere mangiati da noi, visto che noi siamo animali onnivori: è il fatto che debbano vivere in modo indegno, privati della loro dignità e delle loro caratteristiche etologiche, prima di essere destinati all’alimentazione umana. Ma anche senza esserci mai destinati, come avviene a cavalli utilizzati per competizioni clandestine (frequentissime in alcune località italiane: l’anno scorso, in Sicilia, ci siamo fatti un bel pezzo dietro a un sulky che viaggiava tranquillamente in mezzo alla strada…) e talora, purtroppo, anche in competizioni ufficiali.

ihp-cavallo3Non mi stupisce, ovviamente, che persone che i cavalli li amano e li considerano amici tendano – proprio come accade agli animalisti che difendono i cani… – a fare di tutta l’erba un fascio e a pensare “meglio nessun utilizzo che un utilizzo barbaro”.
Però qui c’è davvero una differenza tra cane e cavallo, e sta nel fatto che il “cane come amico e basta” potrebbe avere – e in parte già ha – una sua collocazione nella società umana, mentre il cavallo potrebbe avere senso solo per pochissimi eletti (e fortunati, aggiungo): ma, diciamolo, il cavallo da grembo è un po’ difficile da immaginare.
Dunque, io spero che associazioni come l’IHP riescano  davvero a diffondere un’informazione sempre più tesa a far capire che gli animali, qualsiasi cosa facciano e a qualsiasi scopo vengano adibiti (perfino quando si arriva a casi estremi come quelli destinati all’alimentazione umana), hanno bisogno soprattutto di rispetto quando sono in vita.
Animali come cani, cavalli, delfini e molti altri possono vivere al nostro fianco, lavorare e collaborare con noi ed essere molto felici con noi: non è sbagliato “utilizzare”, è sbagliato “sfruttare”, uomini e animali.
E’ sbagliato, appunto, mancare di rispetto.
Ed è anche molto sbagliato, nonché profondamente ingiusto, che le prime a disinteressarsi di chi invece si occupa proprio di aiutare e salvare animali a cui questo rispetto è mancato siano le istituzioni.
Perché chi aiuta e salva è sempre lasciato solo: si tratta sempre di iniziative private che immancabilmente finiscono per trovarsi in difficoltà economiche… mentre in compenso si spendono miliardi di euro  in cacciabombardieri (qui, in Italia, Paese la cui Costituzione sostiene di “ripudiare la guerra”): o almeno ci si prova, visto che pare pure che i tanto discussi F35 non funzionino.
E’ uno schifo, è una vergogna… solite parole, soliti pensieri (sacrosanti, direi), ma solito nulla di fatto: aiutare gli animali resta un problema personale e la possibilità di farlo resta legata alla sensibilità dei singoli.
Ecco, oggi volevo solo ricordarvi che tra gli animali da aiutare ci sono anche i cavalli: meno “domestici” nel senso che non ce li possiamo tenere dentro casa, ma NON meno dolci, meno capaci d’amore, meno pieni di fiducia nell’uomo… che troppo spesso – proprio come fa con i cani – questa fiducia la tradisce.
Se qualche cinofilo vorrà ricordarsi anche di questi amici non propriamente tascabili, ma ugualmente bisognosi di aiuto, sappia che l’IHP è un’associazione seria, che fa davvero moltissimo: e che dandole una mano non si rischia di buttar via i propri soldi.
Se volete saperne di più, questo è il loro sito: www.horseprotection.it
E questo è il loro più recente video promozionale, che vi invito a divulgare ovunque possiate:

 

 

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17 Commenti

  1. CONDIVIDO xkè senza ombra di dubbio è una giusta causa ma il problema è che tutte queste associazioni pongono troppi limiti alle adozioni.. se io voglio adottare un cavallo e leggo tutte quelle limitazioni dico OK TIENITELO CHE A STO PUNTO …ME LO VADO A COMPRARE.. se devo essere poi rotto le scatole tutta la vita a sto punto mi disp ma io non adotto!! e chi c va d mezzo sono gli animali.. quindi care associazioni un po più snelli e semplici non guasta..

  2. Anche io sono una gran appasionata di cavalli oltre che di cani,e sono assolutamente d’accordo con te,sai quante persone conosco che si infuriano se sentono qualcuno mangiare carne di cavallo,e che poi tranquillamente a Pasqua non riescono a fare a meno dell’agnellino.Ecco io penso che queste persone sono molto ipocrate,anche io non mangio carne di cavallo,ma non condanno chi lo fà,invece condanno chi tiene poveri vitelli legati ad un metro di catena per tutta la vita,e quando tu gli fai notare che potrebbero tenerli liberi,visto che hanno il prato adatto,ti guardano come se tu fossi aliena e ti rispondono…. ma li tengono tutti cosi. Certo è come dire che visto che una cosa la fanno tutti è per forza corretta,allora è corretto anche uccidere donne innocenti,ultimamente lo fanno in tanti……….

  3. Condivido Pietro succede anche per adottare un cane e sai perche’ prendono soldi dallo stato quindi piu’ tempo li hanno e piu’ guadagnano….e fanno di tutto per farti rinunciare …..no profit sto ……. Ci siamo capiti. Buona giornata.

  4. io, per parte mia, non avrei problemi a mangiare cani, gatti et similia.
    non mangerei mai il MIO gatto, il MIO cane, il MIO quel che è, ovvero quelli che sono i MIEI preferiti.
    tutto il resto, per dirla in maniera spiccia, non conta allo stesso modo, senza voler sottintendere che abbiano una diversa dignit-

  5. Sorvolando sul “siamo onnivori” e la carne fa bene, che nel 2014 fa un po’ ridere anche molti medici, sottolineo che purtroppo come nei cani.. Ci sono associazioni che i cavalli li fanno star peggio. Personale esperienza. Quindi se questa si salva un grande applauso.

  6. Nella scuderia che frequenta mia figlia, su di un muro fa bella mostra di se una frase “se il tuo cavallo sbaglia chiedili scusa” penso che sia appropriata anche per i cani, non è colpa loro se hanno la sfortuna di avere un padrone imbecille

  7. s. Valeria guardi che conosco una famiglia che oltre a quattro cani, un’oca ed un numero imprecisato di “galline da compagnia” ospita una cavalla palesemente maltrattata: infatti i disgraziati padroni hanno perfidamente montato una porta di ingresso alla loro abitazione che presenta due battenti. Uno dei due 3’sempre chiuso(si entra di “profilo”) ,questo per impedire alla povera bestia di adagiarsi sul divano assieme ai cani! Hanno sostituito la porta precedente poiche’ LO AVEVA FATTO! e sono stata testimone.( fanno un mare di bene alle piastrelle del pavimento gli amati zoccoletti, anche se sferrati!)

  8. Sono molto felice che si parli anche di cavalli e soprattutto di questa straordinaria associazione che seguo da tempo. Grazie Valeria!

  9. purtroppo il cavallo viene messo in secondo piano rispetto a cani e gatti, forse anche perché per questioni di gestione non possiamo sempre conoscerlo ” da vicino”. Ho frequentato un maneggio per alcuni anni, poi ho dovuto smettere per questioni economiche…ma mi sono bastati per capire che il cavallo a livello di affezione all’uomo ha molte analogie con il cane.

  10. Sono d’accordo su tutto anche se io non ho mai avuto il piacere di star vicino a questi splendidi animali! Ma non mi piace il paragone tra cani/cavalli e delfini. I delfini sono di fatto animali selvatici strappati dal loro ambiente e portati in piccole vasche dove vengono COSTRETTI ad esibirsi e a rapportarsi con migliaia di umani urlanti. Le sono vasche oltre ad essere minuscole sono anche prive di elementi che riproducono il loro habitat. I delfini sono capaci di suicidarsi e non sono pochi quello che lo fanno, lo stesso Flipper (non so se lo ricordate il delfino della serie tv) si suicidò tra le braccia del suo addestratore che da allora combatte contro i delfinari…

  11. Mi spariscono i commenti
    mi scuso se ripeto
    Condivido l’approccio dell’ associazione.
    Tenere il cavallo, accudito e ben alimentato, isolato in un box,
    per farlo uscire saltuariamente, in passeggiatine, non soddisfa certo
    le esigenze etologiche della bestia.
    Personalmente non trovo etico usare gli animali
    a maggior ragione se per solo divertimento.
    “Animali come cani, cavalli, delfini e molti altri possono vivere al nostro fianco, lavorare e collaborare con noi ed essere molto felici con noi: non è sbagliato “utilizzare”, è sbagliato “sfruttare”, uomini e animali.
    E’ sbagliato, appunto, mancare di rispetto.”
    Sai come vengono prelevati i delfini in natura?
    Per poterli schiaffare in delfinari dove vano le persone a divertirsi..
    Con orribili massacri, ripetuti, con orribile costanza.
    Il legami sociali ed affettivi nei gruppi dei cetacei sono appurati.
    I sopravvissuti, oltre allo shock per il terrore provato, l’uccisione e lo smembramento dei corpi dei familiari,
    dovranno convivere con il dolore per la perdita dei loro figli..
    ” Dall’inizio della stagione di caccia -1 Settembre 2013 sono stati condotti dentro la baia un totale di 1,187 delfinidi appartenenti a sei specie diverse. Tra questi 618 sono stati massacrati, 422 rilasciati e 146 scelti per essere venduti ai mercanti di delfini di tutto il mondo.”
    Per chi non ne avesse idea suggerisco la visione del fil, premio Oscar, The Cove.

    https://www.facebook.com/enpaonlus/posts/10151995147143224

    http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2014/01/30/news/in_pericolo_il_delfino_albino_catturato_dai_pescatori_giapponesi-1988604/

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.