trasloco1di VALERIA ROSSI – No, vabbe’: qui siamo davvero alla frutta.
Solo qualche giorno fa, ad una richiesta che compariva tra i commenti a un altro articolo, ho risposto che scrivere qualcosa sull’argomento “che fare col cane quando si trasloca?” era probabilmente superfluo, visto che non bisogna fare proprio nulla (se non, magari, accertarsi che il cane non rompa eccessivamente le scatole ai traslocatori, o che non finisca imballato in qualche scatolone: nel mio ultimo, recente trasloco non ho corso questo rischio con la Bisturi, che si limitava a seguirci per tutta la casa sperando che in mezzo a tutto quel casino apparissero miracolosamente ciotole di cibo, ma l’ho corso più di una volta con le gatte, che si infilano in tutti gli scatoloni che trovano, senza preoccuparsi del fatto che siano pieni o vuoti).
Comunque: i cani non soffrono per un trasloco. I cani si adattano praticamente a tutto, ma in questo caso non fanno neppure un grande sforzo per riuscirci, visto che a loro interessa solo stare con i propri umani, non importa dove.
Pensavo che l’unica cosa da dire fosse questa e che, comunque, quello del lettore che mi aveva posto il quesito fosse solo un eccesso di scrupolo legato al grande amore che ha per  il suo cane… ma poco fa ho ricevuto, su Facebook, una domanda sullo stesso tema che mi ha fatto saltare sulla sedia.
Copincollo testualmente:

Ho un cane che ha tre anni, da piccola ha sempre abitato nella stessa casa e raramente è rimasta da sola in casa… se tra qualche anno mi sposo vorrei portarla con me, ma la farò soffrire??? Tutti mi dicono che è sbagliato perché portandola in una nuova casa potrei farla morire…”

trasloco2MORIRE per un trasloco?
Veramente resto allibita da quello che sta succedendo nel mondo cinofilo. Da un lato si fa pensare (con tanto di trasmissione TV) che per un cane sia normalissimo, anzi addirittura benefico zompare allegramente da una famiglia all’altra, cambiando quindi non soltanto ambiente, orari, abitudini eccetera, ma anche il suo stesso branco; dall’altra “tutti” (almeno nella cerchia di amicizie e parentele dell’amica che ha scritto) dicono che un cane potrebbe morire trasferendosi, con la sua umana di riferimento, in una nuova casa.
A dire il vero io un’idea su questa storia me la sono fatta: siccome la cagnolina è il cane di famiglia, e i genitori della ragazza ci sono affezionatissimi, sperano di fargliela lasciare a loro dipingendo questo scenario apocalittico. Però, per arrivare a dipingerlo, almeno un po’ devono esserne convinti anche loro. D’accordo trovare scuse, ma deve anche trattarsi di argomenti minimamente credibili, altrimenti si rischia solo la crassa risata in faccia (tipo: se uno provasse a non far cambiare casa al cane dicendo “Guarda che se lo porti via da qui gli crescono la proboscide e le zanne”, non otterrebbe certo un grande credito).
Quindi: che possa morire magari no, ma che il cane soffra cambiando casa qualcuno evidentemente lo pensa davvero.
E invece è falso, falsissimo, totalmente avulso dalla realtà.
C’è da dire che è falsa anche la credenza che riguarda i gatti, di cui si dice che siano molto più legati all’ambiente che non ai familiari: non è assolutamente così.

fabreQuesta credenza è stata diffusa nell’Ottocento dal naturalista Jean-Henry Fabre, che lo sostenne in uno dei suoi racconti. Essendo molto conosciuto sia come studioso che come scrittore, tutti pensarono che quella che scriveva fosse la Verità Assoluta e l’idea del gatto “che ama di più la casa del padrone” divenne una delle leggende metropolitane più diffuse del mondo. Se pensiamo che Fabre spiegava anche che per far cambiare ambiente al gatto era opportuno chiuderlo in un sacco (forse Trapattoni prese spunto da qui per la sua celeberrima frase…), possiamo renderci conto di quanto ne capisse di gatti questo signore. In realtà Fabre faceva l’entomologo (anzi, è stato proprio l’inventore dell’entomologia): quindi, visto il trattamento che normalmente i gatti riservano agli insetti, non aveva poi troppa simpatia per la specie felina! C’è da dire, in compenso, che Fabre fu uno dei primi oppositori della vivisezione e che, come tale, merita un plauso… anche se è stato autore di una delle più grandi corbellerie feline di tutti i tempi.
Se la diceria ha attecchito, però, un motivo c’è: e sta nel fatto che i gatti, specie quelli che vivono in ambienti piuttosto limitati, non hanno – in media – la stessa capacità di orientamento dei cani.
Se portate in mezzo a un prato un gatto che è sempre vissuto in casa, potreste assistere a scene veramente pietose: il micio, invece di mettersi a correre e di godersi la libertà, potrebbe restare paralizzato e urlare disperato perché non sa più dove si trova. In queste occasioni, a volte, i gatti non riconoscono neppure i loro umani.

trasloco3Ovviamente un po’ di disorientamento può colpirli anche in occasione di un trasloco: infatti, per le prime ore, a volte si aggirano furtivi e con l’aria decisamente impaurita e/o schifata, rifiutando anche le coccole. Da qui a pensare che “rimpiangano la vecchia casa”, il passo è breve: ma in realtà stanno soltanto cercando di ricomporre una “mappa mentale” a cui poter fare riferimento.
I miei gatti (che sono stati tanti e hanno vissuto tanti traslochi, visto che io non sono mai stata ferma a lungo nello stesso posto) si sono comportati in modi molto diversi l’uno dall’altro: alcuni spaesati ed impauriti per qualche ora, altri per giorni, altri per niente.  Nemesi e Venerdì,  quando siamo venute a stare a Torino, hanno fatto il giro della casa con l’aria di clienti di un’agenzia immobiliare: non si sono nascoste da nessuna parte, hanno sniffato un po’ qua e un po’ là in tutte le stanze, poi hanno preso possesso del “loro” divano e ci si sono piazzate come se abitassimo ancora nella casa precedente.
E la Bisturi?
Be’, alla Bisturi forse qualcuno dovrebbe spiegare che abbiamo traslocato: perché lei, secondo me, mica lo sa.  Non ha fatto una piega: non si è neppure presa il disturbo di annusare granché in giro, ma si è fiondata direttamente sul divano e si è messa a russare.
Tanto per capire quanto un cane rischi di “morire” se si cambia casa…

Articolo precedente“Take me home”: commovente con riserva
Articolo successivoVi presento… l’American Bulldog

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

44 Commenti

  1. Buongiorno!
    Questo articolo mi fa molto pensare.. La nostra simil-borderina, invece, ha sempre “dato di matto” durante i traslochi (2).. Nel senso che ogni volta abbiamo dovuto (quasi) cominciare da capo l’educazione a star da sola, etc.. Mentre il westie, effettivamente, non ha mai detto “bah”.. Questo può essere dovuto al fatto che quando l’abbiamo adottata soffriva di “ansia da separazione”? E che, quindi, in qualche modo si “resetta” con un cambiamento così importante?
    Grazie mille,
    Lorenza

  2. Anche la mia boxerina ha subito un trasloco (e tra poco ne subirà un altro) ma non mi ha dato pensieri e nè problemi. Devo dire che la prima notte era un po sul chi va lá ma solo perché sentiva rumori diversi. Poi niente. In effetti la loro casa sono i familiari a loro andrebbe bene pure la strada se stanno con la loro famiglia.

  3. Confermo tutto. Ho traslocato di recente ed ero preoccupata per la reazione del mio bassotto.
    Non ha fatto una piega!
    Il giorno stesso del trasloco l’ho lasciato solo nella casa nuova 10 minuti per andare a comprare il pane e quando sono rientrata stava già dormendo sul divano (sì, lo so, i divani dovrebbero essere vietati, ma sono una peccatrice 😛 ).
    Comunque, ci ho messo molto più tempo io ad adattarmi: per settimane non riuscivo a trovare gli attrezzi della cucina o i maglioni nell’armadio, mentre Fricco si è adattato all’istante! 🙂

  4. Grazie Valeria, non può immaginare che sollievo mi ha dato leggere il suo articolo! Avendo cambiato ben 5 volte casa in 3 anni con i miei gatti per vari motivi non sempre dipendenti dalla mia volontà, mi sentivo la peggior umana del mondo. Avevo notato che dopo la prima lunga ispezione, i gatti erano abbastanza rilassati, ma nella mia mente pensavo, da Sciuramaria gattara, di aver traumatizzato a vita quelle “povere bestie”! Avevo letto post, blog, e articoli che suggerivano di non cambiare casa troppo spesso perchè i gatti si affezionano più all’ambiente che ai padroni. Diciamo che il dubbio l’avevo sempre avuto, e a me pareva che i miei gatti, almeno un po’, si erano affezionati a me!

  5. L’articolo che mi serviva o per meglio dire che spero mi servirà nel giro di un paio d’anni, l’unico dubbio che mi viene in mente, ma se il cane è abituato a vivere con altri due cani e 5 persone e di colpo si trovasse a vivere senza altri cani e con solo due persone, come vivrebbe la cosa?

    • Guarda, il mio cane ha vissuto i suoi primi 18 mesi in una ditta. Abbandonato a 3 mesi è stato adottato da questi operai che l’hanno fatto crescere con loro…
      Vero che la notte era solo come pure parte dei week end, ma cmq viveva con una ventina di persone a cui era molto attaccato…
      Io l’ho “conosciuto” a luglio, ho cominciato a portarlo in giro con un amico che faceva parte della ditta, in montagna, soprattutto…. Poi la sera tornava a “ditta” sua…
      Poi… la crisi… la ditta chiude e lui destinazione canile.
      Decido di farlo passare da casa mia, con MOOOOLTE preoccupazioni…
      Siamo insieme da 6 anni e non ho neanche dovuto insegnargli molto… lui a me qualcosa di più…
      E anche se è passato dallo stare con persone tutto il giorno a restare a casa da solo tutto il giorno (io lavoravo…!) non abbiamo vissuto scenari apocalittici…
      Certo, sera e mattina era solo per lui (ma eravamo solo noi due…) e i week end erano scarpinate per bricchi…
      Si è adattato, e tutto sommato e un cane equilibrato…

  6. Quando abbiamo traslocato due anni, fa gatti e cane si sono ambientati molto, ma molto prima di me, che a differenza loro sono rimasta nervosa e intrattabile per diversi giorni mentre quegli scostumati ronfavano dappertutto 😉

  7. davvero assurdo!!! a breve farò il terzo trasloco e il mio cane per l’ennesima volta verrà con me!!! Lui è sempre con me!!! solo quando vado in vacanza fuori dall’Italia lo lascio a casa di mia mamma che ovviamente lo vizia. 😉

  8. Ne ho sentite tante di storie come quelle citate nell’articolo, riguardanti soprattutto i gatti. Sul cane non ho ancora testato il discorso, ma sul gatto posso dire che il cambio di casa non ha minimamente sconvolto o alterato le abitudini… Diciamo che non ha fatto una piega. Anzi, ora che i miei si sono trasferiti vicino ad un bosco, Romeo scorrazza qua è la come un pascià.

  9. ciao,
    premettendo che concordo pienamente col dire che per un animale conta la sua “famiglia” (o branco che dir si voglia) piu’ che il luogo dove vive e ad un trasloco si adatta tranquillamente; pero’ in un caso secondo me andrebbe fatta una valutazione diversa da quella generale di quest’articolo, ossia quando si parla di un “cane di famiglia” che un figlio desidera portare con se quando va a vivere da solo.
    In quel caso infatti, secondo me andrebbe valuta bene la situazione singola, bisognerebbe considerare chi il cane riconosce come figura di riferimento, chi si occupa maggiormente di lui, se ci sono altri cani in famiglia con cui ha un forte legame, quanto cambierebbe lo “stile di vita” del cane,ecc per poi valutare cosa sarebbe meglio fare.

    Io e il mio compagno ci siamo trovati in questa situazione con il suo cagnolone,preso da lui ma abituato a vivere nella sua famiglia e legato all’altra cagnolina di casa. QUando siamo andati a convivere (e quindi il mio compagno e’ uscito di casa)ci sarebbe piaciuto portarlo con noi, ma il cane ci ha fatto capire che gradisce venirci a trovare, fare le passeggiate per i campi, correre e giocare, ma dopo gradisce anche tornare a casa sua. D’altronde a casa dei genitori del mio compagno ha i suoi ritmi(comprensivi di almeno due ore di passeggiata quotidiana per i campi e accesso libero al giardino dalle 6 del mattino a fin dopo mezzanotte), ha la sua compagna canina ed ha i suoi umani di riferimento; cosi’ abbiamo deciso che sarebbe stato meglio per il cane che mantenesse le sue abitudini e restasse a vivere in quella che era di fatto la sua famiglia(dove tutti erano comunque era felicissimi di tenere il cagnone con se’, anzi avevano anche insistito parecchio perche’ lo lasciassimo da loro), ed io sono ancora convinta che sia stata la scelta migliore.
    A distanza di tempo abbiamo adottato prima una cagnetta vecchiettina con tanti problemi (vissuta putroppo molto poco) e poi una piccola furia pelosa con cui il cagnolotto gioca piu’ che volentieri nel giardino di casa sua (e che l’altra cagnolina tollera).

    • Ti rispondo perché penso che la tua risposta fosse rivolta alla mia domanda. Intanto grazie mille per la risposta, sono gli stessi punti problematici che avevo valutato anch’io, per il momento credo di essere io quello con cui ha legato di più in casa ed è per quello che volevo portarla via con me con le altre due cagnette leista cercando di legare, ma è ancora troppo energica/Cicciolina per le due bolognesi. Il mio cruccio principale è che so che se la portassi via con me le si farebbe tutte le camminate di cui ha bisogno e che i miei per i loro già grossi impegni di lavoro non riuscirebbero sempre a garantire, e temo che un amstaff senza il giusto movimento possa cominciare a dare i numeri dopo un po’, e lo dico perchè con le piogge di questi giorni, la situazione cominciava a esser difficile! Quindi passerà magari un anno o più probabilmente 2, quindi di acqua sotto i ponti ne deve passare, però intanto voglio farmi un’idea di come comportarmi.

      • ciao Cristiano, sinceramente la mia era una considerazione generale nata dall’accenno che ha fatto valeria al cane di famiglia, il tuo commento l’ho letto solo dopo aver pubblicato.
        Come ho gia’ scritto, credo che ogni situazione vada valutata singolarmente, nel nostro caso abbiamo constatato (anche provando a spostare il cane per qualche giorno) che sarebbe stato meglio continuare a farlo vivere come aveva vissuto fino a quel momento, nel tuo caso dovete essere voi a valutare i vantaggi del portare la cagnolina con te, gia’ che i tuoi facciano fatica a portarla fuori a sufficienza e’ certamente un punto che a me farebbe propendere verso lo spostamento della piccola, in ogni caso dici che un tuo trasloco non e’ imminente, no? io aspetterei a preoccuparmi, c’e’ tempo e possono cambiare tante cose in uno o due anni.

        Una cosa che posso invece testimoniarti con certezza e’ che i cani si adeguano e si riabituano, basta pensare a come un cane del canile adottato da adulto si affezioni alla nuova famiglia!!!

  10. Eh…in Giappone praticamente il problema trasloco non credo esista visto che le casette sono tutte uguali … Maro si e` ambientato subito. Sulle prima mi ero stupita che Yuita appena arrivato sembrava sapere come era la casa e che alla sera sia andato motu proprio al piano di sopra a dormire sul letto ma sospetto che il motivo sia lo stesso: la casa dove e` vissuto precedentemente doveva essere precisa alla nostra. ^o^

    • Verissimo Valeria! Sia per quanto riguarda i gatti che i cani, pensa che i miei due pelosi si sono adattati anche a mia suocera! XD
      Anch’io, come te ho pensato potessero essere i genitori….ma sono un po più maligna: magari genitori in accordo col marito? Mmmmmhhh, forse è d’altro che si deve preoccupare…;-) Hi, hi, hi

  11. Confermo! Negli ultimi anni ho avuto una vita piuttosto nomade, spostandomi anche all’estero, il cane si è divertito molto a seguirmi e a esplorare i nuovi posti, rallegrandosi poi quando siamo tornati in case di parenti e amici che conosceva 🙂

  12. A prescindere dal caso particolare (il trasloco) credo che il vero problema sia quello di non trasferire al cane le nostre ansietà, e su questo argomento mi piacerebbe leggere un articolo.
    Il cane è fondamentalmente empatico, e sa immediatamente se noi siamo o non siamo tranquilli e confidenti (…il benevolo leader). Solo che per un motivo o per l’altro non sempre si riesce ad esserlo.
    Come si fa a non far pesare i nostri motivi di stress (fintanto che stiamo lavorando per risolverli) sui nostri amici?

  13. Con il mio primo cane abbiamo fatto 3 traslochi. Durante i preparativi lui si metteva lì con aria critica a guardarci, poi durante il trasloco io, lui e mio fratello venivamo mandati dai nonni e andavamo a casa a trasloco finito. Lui non ha mai battuto ciglio guardava dov’erano ciotole e cuccia, esplorava un po’ la casa poi tornava a fare quello che faceva sempre anche nella casa precedente. Inoltre, noi l’abbiamo sempre portato in vacanza con noi quindi per una o due volte l’anno e lui ci ha sempre seguito senza fare storie, anzi era vacanza anche per lui visto che per portarlo dovevamo andare in residence dove avevamo sempre il giardino che a casa non abbiamo.
    Invece, il cane della mia migliore amica ha affrontato un solo trasloco e dopo più di un anno non l’ha ancora accettato. Probabilmente a causa delle sue condizioni fisiche (cieca e quasi sorda) quindi forse bisogna anche tenere in conto delle condizioni del cane prima di fare un passo del genere soprattutto se è la prima volta.

  14. I miei sono separati e io vivo da mio padre. Cambio casa in continuazione per stare anche da mia madre: mai avuti problemi con la mia cagnolina.

  15. Penso che il discorso che il gatto si affeziona più alla casa che al padrone valga solo per quei gatti che vivono in campagna e tornano a casa solo a mangiare. Un mio conoscente aveva due gatti, il maschio stava sempre in giro, quando hanno traslocato (a un km di distanza) non c’è stato verso di tenerlo nella nuova casa. Lui tornava a casa sua, al suo territorio (non era castrato e marcava tutto il circondario). I miei gatti invece non hanno fatto una piega, ero più preoccupata io che potessero uscire e perdersi.

  16. Buonasera……..domanda…..Nonna aveva un simpatico micio, ormai anziano, un gattino arrivato a meno di 2 mesi, abbandonato e prontamente adottato! Un gatto abbastanza anomalo a dire il vero, uno di quelli che si comportano come un cane. Lo chiami “Pippooooo” e lui ti si infila tra i polpacci “scodinzolando” e aspettando una grattatina dietro le orecchie. Divano, poltrona, pappa pronta e pigrizia. Quando nonna è mancata” ho litigato con mezza famiglia che voleva trasferire Pippo in una casa sconosciuta a molti km di distanza, con persone a lui sconosciute. Pippo ormai ha 10 anni, è sterilizzato, è un gattone quieto, che vive con mangime Urinary, da ormai diversi anni. Dopo una strenua lotta, sono riuscita ad ottenere che Pippo non venisse buttato fuori di casa. Aveva già subito la perdita della sua umana….mandarlo via mi sembrava una cattiveria. Pippo è rimasto, nel suo giardino, con una casetta di legno di 3×3 mt, ciotola piena di pappa, visite alterne dei vari membri di famiglia, visite alla vicina di casa dotata di amico gatto! Non ho potuto portarlo a casa con me, purtroppo, e con sommo dispiacere, pena rischio di separazione (marito con ZERO tolleranza verso i gatti.) . Ho sbagliato? Pippo zembra felice,, nel suo giardino….con i suoi riferimenti di sempre…..scodinzola ancora all’ arrivo degli umani che conosce, ed è in forma…..

      • Grazie! Lui ha perso la sua umana, la sola ed unica, ha letteralmente urlato per due giorni quando è mancata………a mio avviso non poteva essere portato via anche dal suo ambiente, e dal suo amico gatto……..Certo non può più dormire sul divano con nonna…….ma almeno è a casa sua! Se avessi lasciato che lo mandassero via, non solo non avrebbe più avuto nonna…..ma neanche i suoi riferimenti! Grazie ancora per la gentile risposta

  17. Di solito mi limito a leggere questo sito, senza nulla dire, perché non mi sento di avere esperienze significative da condividere. Però questa volta mi rispecchio in quel che racconta Valeria.
    Quando i miei nonni si trasferirono a vivere con noi dalla campagna, portarono con loro il cane (meticcio all’epoca di 6 anni) e il gatto di 3. Entrambi non fecero una piega, pur essendo stati trasferiti in un’altra regione, in periferia cittadina (anche se con un bosco confinante con il giardino) e cambiando tutte le abitudini.
    Per loro andava bene, tanto erano sempre con i padroni, che adoravano, e con noi che erano abituati a vedere a tutte le vacanze, primavera-estate-autunno-inverno, quindi facemano più che parte del gruppo! Il destino e dei proprietari irresponsabili di altri cani hanno poi voluto che restassero ben poco con noi, ma il trasloco non ne putò per nulla né comportamento né salute.

  18. Va bene, il lettore dell’ ecceso di scrupolo (quello del primo commento menzionato) sono io. Sono prossimo ad un trasloco estremo (da Citta del Messico a Civitavecchia con due cani e un gatto al seguito). E sto cercando di non tralasciare niente (e il termine “eccesso di scrupolo” usato da Valeria mi sembra perfetto per descrivere il mio modo di agire attuale).
    E a questo punto ne approfitto per fare un’ altra domanda che puo sembrare strana.
    Come reagiscono i cani al cambio di fuso orario? E che precauzioni sarebbe il caso di prendere per migliorare il loro adattamento al nuovo orario?

    • Beh, detta così la parola “trasloco” assume tutto un altro significato….
      Capisco molto di più tutte le “paure” e le domande che ti fai…
      Personalmente sarei molto più tesa per il viaggio, avrei molti più timori per questo…
      mentre il fuso orario credo sia un po’ un falso problema per gli animali… in un paio di giorni, insieme, ritroverete spazi e tempi….
      Buon viaggio….!

  19. A commento dell’articolo:

    Quando emergono tali “singolari” dubbi, altrettanta perplessità mi invade …….???? Forse sarebbe meglio, che in particolari casi, gli animali non subiscano traslochi nè tantomeno cambi di gestione per il bene di tutti …..

  20. Buongiorno io ho traslocato da poco e il mio cane continua a fare pipì ovunque in casa eppure era abituato a fare i suoi bisogni fuori nel giardino,anche nella casa nuova ho un giardino ma è inutile continua a farla in casa sui mobili sulle tende ecc.. Cosa può essere e cosa posso fare? Grazie!

    • Sara penso che devi portare pazienza! Chi non ha mai avuto questo tipo di problema in situazioni analoghe lo definirei super fortunato. Quando avrà marcato per benino tutto ciò che lo circonda avrà realizzato la dimostrazione della presa in possesso della nuova proprietà. Per contrastare tale comportamento potresti oltre che rimproverarlo nel momento che, tenerlo per tempi maggiori in giardino (se sicuro da evasioni) affinché si svuoti il più possibile e conservi solo poche quantità di urina in casa.

  21. Buongiorno, visto il tema avrei una domanda da porre!
    io ho traslocato da quasi 2 mesi assieme ai miei 3 gatti, 2 di circa un anno e 1 di due anni e mezzo e abito in campagna. la mia vecchia casa non dista molto, circa 500 metri ma tra quella nuova e quella vecchia c’è una strada altamente trafficata.
    circa due settimane dopo il trasloco abbiamo cominciato a far uscire i gatti in modo controllato (erano abituati a farlo alla vecchia casa ed era una cosa che adoravano) uno dei 3, quello di due anni ci siamo girati un attimo e puff, è sparito in un lampo.
    abbiamo pensato fosse tornato alla vecchia casa e così è stato: il giorno dopo la sera l’abbiamo trovato là, come se niente fosse.

    la mia domanda è: essendo questo gatto già tornato a casa vecchia io ora ho il terrore che ci ritorni di nuovo e rischia molto, dato che deve attraversare per forza la strada statale dove sfrecciano le macchine.
    è un terrore sano o semplicemente ho fatto passare poco tempo da quando abbiamo traslocato?

    grazie,
    Cristina

    • Cristina anche a me è capitato in un passato trasloco di perdere, quasi in contemporanea, due dei miei gatti. A distanza di un mese una però mi ritornò, seppur smagrita.
      Come te li avevo tenuti per alcuni giorni “sotto chiave” nella nuova casa e poi gradualmente e sotto controllo fatti uscire ad esplorare il giardino. Nel mio caso però la distanza tra la precedente abitazione era notevole….. Penso che i gatti con libero accesso all’esterno e per di più in zone di campagna (come nella mia situazione e contesto abitativo) difficilmente stazionino sempre davanti al portone d’ingresso ma per loro natura felina preferiscano anche esplorare i fondi confinanti o aree limitrofe percorrendo anche più di 500 mt. (attratti da topolini, lucertole, uccellini, ecc) per poi ritornare magari all’ora dei pasti e facendoci credere che non si siano mai mossi da li (furbacchioni). Questo loro vagare comporta ovviamente dei rischi sia per scontri con altre specie animale sia per eventuali infortuni o incidenti stradali.
      Forse il tuo gatto e a tua insaputa attraversava già quella strada prima del trasloco e quindi esperto sul da farsi.
      La certezza di un pasto sicuro e della tua presenza nella nuova casa lo stimoleranno ad accettare la nuova situazione.

    • Ovviamente è un terrore sano: certo che un gatto libero di gironzolare, se ti sposti di così poco, tende a tornare nei posti che conosce. A questo punto io lo terrei in casa, perché il rischio è troppo alto.

      • vi ringrazio dei consigli. Diciamo che ho sempre saputo che fosse un gironzolone (lui in special modo perchè trovatello) e in effetti il sospetto che avesse già attraversato questa strada mi è venuto, soprattutto perchè è tornato a casa con molta scioltezza.
        Ciononostante dato che intorno a casa c’è molta terra (e anche molti altri gatti) la mia speranza è che trovi sufficienti stimoli intorno dimenticandosi di casa vecchia ( dove, tra le altre cose a breve verranno ad abitarci mia sorella con due cani con cui dubito andrebbe daccordo, anzi!) detto questo, continuerò a sorvegliarlo e farlo uscire poco abituandolo a farlo di giorno.

        grazie ancora!

        • Aggiornamento!

          Il gattaccio al momento ha il permesso di uscire e tranne due volte nei primi mesi non è più tornato a casa vecchia (fortunatamente)

          In compenso la sera ci sono scene di normale vita genitore/figlio adolescente: richiamiamo il gatto con pappa buona in mano, il gatto capisce che dopo che avrà pappato non potrà uscire nuovamente fuori (perchè non ho piacere che rimanga fuori la notte) prende e corre in mezzo al campo davanti a casa quasi urlando LIBERTA’!
          Inutile provare a catturarlo, è molto più agile di noi. (abbiamo tentato, ma si involava tra i greppi)

          la mattina dopo o la sera del giorno successivo, rientra a casa come niente fosse e dorme per tutto il giorno in puro stile la sera leoni ma la mattina….

          • Vedrai Cristina che quando arriverà l’inverno preferirà dormire in casa e fare il leone di giorno :-))))

  22. Io ho un quesito che mi tormenta. Attualmente vivo in Sicilia in una villa in campagna con circa 2000 mq di spazi esterni nei quali il mio cane scorrazza indisturbato. Adesso però devo trasferirmi in un appartamento in centro a Roma. Sono combattuto se portarlo con me o lasciarlo in Sicilia dai miei perchè, essendo il cane vissuto sempre all’aperto e libero in un contesto tranquillo e silenzioso non vorrei soffrisse o vivesse comunque male il drastico cambiamento, soprattutto dal punto di vista dello spazio e del caos che al centro di Roma di sicuro non manca. Premetto che il cane non ha mai vissuto dentro casa ma sempre all’esterno e l’appartamento è provvisto di balconi e un piccolo terrazzino ma non so se riuscirà a “farseli bastare” e abituarsi a vivere “al chiuso”. Consigli?

  23. Questo articolo mi aiuta a calmare un po’ della mia ansia in vista di una futura convivenza col mio fidanzato…Un problema però continua a mandarmi in crisi: ma il cane non soffrirà nel cambiamento da membro di una famiglia numerosa a compagno di due soli individui (seppure sono i suoi adulti di riferimento da sempre) e che, oltretutto, devono lavorare (quindi solo in casa per alcune ore, mentre ora è abituato ad avere quasi sempre compagnia)?
    Mi sto facendo un sacco di domande, se sia meglio lasciarlo a casa mia, con i miei che sono in pensione, o se portarlo con me in questa nuova esperienza seppure cambieranno molte cose per entrambi? Valeria, mi puoi aiutare a capire cosa è meglio per lui? Non voglio essere egoista…

  24. Buongiorno a tutti,

    ho un problema: sto cercando casa per andare a vivere da sola da un anno, e l’ho sempre cercata vicino a casa dei miei genitori per fare in modo che il cane vivesse il trauma minore del mondo. Ho sempre pensato che così avrei potuto organizzare le giornate lavorative in questo modo: la mattina prendo il cane dopo il giro e lo porto dai miei, dove lo lascio tra casa e giardino nei quali ha sempre vissuto con me ed i miei genitori e mio fratello. La sera, tornando da lavoro, lo riprendo e lo porto a casa con me.
    Ora che il trasloco è imminente, ho mille dubbi:

    – il cane che ha sempre dormito sul suo cuscinone o in taverna al fresco (in estate) o davanti al camino in salotto (in inverno) in una casa enorme su più piani, riuscirà ad adattarsi alla vita in un bilocale di 50 m quadri senza giardino o balcone?
    – perdere tre membri del branco ai quali lui è terribilmente legato, condizionerà la sua felicità?
    – portandolo con me (che seppure meno autoritaria di mio papà, lo porto ad addestramento, a fare trekking in montagna ed agli eventi cinofili) sono sicura che non lo priverò della sua persona di riferimento?? a volte ho paura che quella persona sia mio papà
    – sono egoista a volerlo con me in questa nuova fase di vita? dovrei lasciarlo a casa con i miei?

    aiutatemi…sicuramente ne parlerò con l’addestratore…ma vorrei ricevere consigli da chi ci è passato prima di me…

    grazie mille

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.