12534941_sdi VALERIA ROSSI – ASPETTO GENERALE: Strafigo. Senza “se” e senza “ma”. E’ uno dei cani più appariscenti e indubbiamente più belli, in senso estetico, del mondo… almeno finché lo vedi in fotografia, o piazzato sul ring di un’esposizione. Nella vita di tutti i giorni diventa uno dei cani più buffi del mondo, tra le pose che riesce ad assumere e le facce che riesce a fare: però nessuno lo fotografa mai quando le fa, anche perché è impossibile scattare una foto a fuoco mentre si sussulta dal ridere.
Quindi bisogna viverlo per credere.

d15ace37118c6046b1b6843a021454d3Ah… meglio sapere subito che tutta ‘sta strafigaggine arriva solo quando il cane è adulto. Da cucciolo nun se po’ guarda’. Sembra un bastardino infelicissimo alla disperata ricerca di una famiglia che lo adotti, perché è così bruttino che nessuno pagherebbe mai per averlo.
Da cucciolone sembra ancora un cane in cerca di famiglia, ma con un carciofo in testa: solo verso i due-tre anni, quando gli sono cresciuti tutti i capelli, assume quell’aspetto che fa gridare “OHHHH!” agli astanti.

cucciolone2VARIETA’ ALTERNATIVE – Se gli astanti di cui sopra sono Sciuremarie, si può sentire gridare “Ohhhhh… un levriero africano!”, oppure “Ohhh… un levriero arcano!”, e addirittura “Ohhhh! Un levriero Alfano”, frase che ho sentito in tempi politicamente non sospetti, quando l’Angelino probabilmente stava ancora sui banchi di scuola.
Adesso temo che questa varietà alternativa sia diventata assai più diffusa di allora.

cane-levriero-afganoCOMPORTAMENTO – CARATTERE: è il tipico cane che “fa da scemo per non pagare dazio”, come recitava un vecchio modo di dire. Infatti sentirete dire molto spesso che questo è un cane “stupido” (cosa che purtroppo si sente dire anche di altri levrieri).  L’afgano, a questo punto, fa la faccia offesa (perché è tanto stupido capisce tutto quello che dicono gli umani), e subito dopo va ad aprirsi il frigo e a sbafarsi quello che ci trova dentro, se è di suo gradimento. A volte non lo è (perché, diciamolo, l’aria snob non ce l’ha solo per caso) e allora si limita a lasciarti il frigo aperto e ad andarsi a svaccare sl divano: non perché non lo sappia richiudere, ma perché vuol farti notare la pochezza del suo contenuto. Neanche un po’ di caviale, tzè.
Un altro motivo per cui i levrieri vengono definiti “stupidi” è la loro scarsa docilità: non sono certo cani disposti ad accorrere al primo richiamo, e tantomeno ad esibirsi in trucchetti da quattro soldi tipo “dailazampa”, “rotola”, “siediti”.
Ma chiamali scemi, eh! Questi son cani nobili inside, che prima di fare una cosa devono essere profondamente convinti: a) che serva a qualcosa; b) che a chiedergli di farla sia stata persona degna della loro  stima e fiducia.

gruppoSe un estraneo prova a “comandarli” col tono da “io Tarzan, tu cane”, loro rispondono o con un ringhio (e il fumetto che dice: “io cane con 42 possenti zanne, tu uomo che faresti meglio a fare poco il furbo, perché se litighiamo le buschi”), o voltandogli sdegnosamente le spalle.
Tutto ciò viene correttamente tradotto dallo Standard con la seguente descrizione del carattere: “L’espressione da orientale è tipica della razza. L’Afgano “vi trapassa” con lo sguardo. Dignitoso e riservato, con una certa intensa aggressività”.
Ma “dignitoso e riservato” non basta ancora a descrivere l’aria di puro schifo con cui un afgano guarda l’estraneo. Aria che diventa, invece, un’espressione dolcissima e di Puro Amore quando lui guarda il suo umano: non che questo significhi che è disposto ad obbedirgli più di quanto non obbedisca all’estraneo. Però ti prende per il culo con una faccia tutta diversa.
Afghan-Hound-Cute-Puppy-pictureNato per la caccia, anche se oggi è quasi esclusivamente un cane da show, l’Afgano non convive troppo facilmente con altri animali domestici: convincerlo che il gatto di casa non si mangia può essere un’impresa improba (anche se non impossibile). Convincerlo che non si mangino i gatti estranei è decisamente impossibile. Anche con gli altri cani non è che nascano facilmente amicizie: di solito l’afgano li ignora, se rompono le palle può litigarci, prima di arrivare a giocarci deve conoscerli a fondo. Quando poi lui decide che l’altro cane è simpatico e che ci si può giocare, di solito è l’altro a gettare la spugna nel giro di dieci minuti: perché “giocare a rincorrersi” con un leviero è un casino. Se scappi tu, ti prende in un nanosecondo; se scappa lui, ti fa mangiare la polvere.

SONY DSCE’ vero che l’afgano non è certo il più veloce tra i levrieri (vederlo impegnato nel coursing è più comico che sportivamente appassionante: più buffo di lui c’è solo l’Irish wolfhound), ma un cane “normale” non può nemmeno sognarsi di tenere il passo. Quindi, di solito, si stufa. Ma intanto di cani “normali” che riescano a conquistarsi l’amicizia di un afgano ce ne sono pochini, perché i cani – tutti – sono piuttosto razzisti, ma i levrieri di più.
Se non volete che il vostro afgano diventi rissoso con i suoi simili, socializzatelo il più possibile da cucciolo; ma una volta adulto, se potete, fategli frequentare altri afgani. Altrimenti non si divertirà mai sul serio.

200674133541_bubu_9TESTA – Bellissima, fiera, nobile, con lo sguardo aristocratico eccetera eccetera. Dà proprio l’impressione di un cane che se la tira… e non è solo un’impressione.
Il suo sguardo è vero che “ti trapassa”, ma soprattutto ti chiede “‘…zzo vuoi?”
Per questo è un cane che non risulta simpatico al primo impatto (d’altronde la cosa è ampiamente reciproca) e che spesso viene scelto solo da persone quasi snob quanto lui (“altrettanto snob” è impossibile): così si formano abbinate cane-umano che proprio stanno sulle palle a prima vista. Quando però qualche umano particolarmente intelligente ed ironico e  si accorge che in questa razza può trovare un suo equivalente, allora si formano binomi davvero simpaticissimi; perché anche  l’afgano possiede un senso dell’umorismo – e direi proprio dell’ironia – unico al mondo. Però è una dote che riescono a scoprire solo gli esploratori più abili.

article-2113454-03C1333A000005DC-256_634x385Certo, chi compra il cane solo perché ha i capelli dello stesso colore dei suoi… embe’, sarà difficile che scopra tutte le piccole, preziosissime perle racchiuse sotto il mantello. Però ce ne sono tante. Sono da ricercare minuziosamente, perché lui non le concede certo al primo venuto: ma ci sono, e portarle alla luce dà una soddisfazione indescrivibile.

OCCHI: per lo Standard sono “preferibilmente scuri, ma il colore dorato non è proibito. Di forma quasi triangolare, risalgono un poco e obliquamente dall’angolo interno a quello esterno”.
In pratica, sono occhi da orientale saggio e misterioso (tranne quando ti chiedono “‘…zzo vuoi?”, perché lì non sono misteriosi per niente).

8412149-lebrel-afganoORECCHIE: “attaccate bassi e ben all’indietro, portate appiattite contro la testa, ricoperte d’un pelo lungo e serico“, recita lo Standard. Dimenticandosi di aggiungere che il “lungo pelo serico” è così lungo da finire in bocca al cane quando mangia, il che impone di fargli indossare le classiche cuffiette che tanto anno storcere il naso agli amanti del cane “duro e puro”, più tamarro possibile.
Una volta, in expo, ho sentito un bambino dire, di fronte a un afgano che indossava una cuffietta lavorata all’uncinetto: “Guarda, mamma: un cane-nonna!”.
E’ inutile: le Sciuremarie, quando inventano razze canine, forse fanno più ridere… ma i bambini sono dei veri poeti.

levriero_afganoCORPO: Ha ragione lo Standard, quando dice che “dà l’impressione di forza e dignità, combinando velocità e potenza”.
Almeno finché lo si vede piazzato, o in movimento (laddove i capelli al vento fanno sempre la loro porca figura, anche quando il cane magari non ha proprio una costruzione perfetta: l’afgano è uno dei pochissimi cani che riescono a sembrare belli anche quando sono zootecnicamente brutti).

svaccatoSe lo vedi a casa sua, indecorosamente svaccato sul tappeto, o zampe all’aria e palle al vento sul divano, l’effetto strafigo viene leggerissimamente offuscato.
In compenso aumenta esponenzialmente la simpatia. Peccato che prima di vederlo così tu debba aver conquistato la sua fiducia e la sua amicizia, perché altrimenti si metterà sempre a “bella statuina” in pose nobilissime: il che significa che il lato oscuro (e divertente, e simpatico, e buffissimo) dell’afgano lo vede, in pratica, solo la sua famiglia. Personalmente sono stata tre giorni di fila in casa di un allevatore, quando abbiamo girato il video sulla razza, e tutti i suoi cani sono stati belle statuine per tutto il tempo.
Solo alla fine dell’ultimo giorno UN singolo soggetto ha deciso che poteva dare un minimo di confidenza a me e all’operatore: allora si è messo a fare lo scemo, a cercare coccole che manco la Bisturi e ad assumere appunto quelle pose ultracomiche che in fotografia (o su di un ring) non vedrete mai.

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MANTELLO: qui lascio parlare lo Standard, perché io potrei solo ripetermi e dire “strafigo”. Invece lo Standard precisa che il pelo dev’essere “lungo, di tessitura molto fine sulle costole, l’anteriore, il posteriore e i fianchi. Nei cani adulti, a partire dalla spalla verso il posteriore, e seguendo il dorso e il rene (sella), il pelo è corto e fitto. Il pelo è lungo a partire dalla fronte e andando all’indietro e forma un netto ciuffo serico.
Sul muso il pelo è corto. Orecchi e arti sono ben ricoperti di pelo. I metacarpi possono esserne sprovvisti. Il pelo si deve sviluppare naturalmente. Qualsiasi segno che dimostri l’uso della tosatrice o delle forbici deve essere penalizzato. Tutti i colori sono ammessi“.

12110La storia del pelo “che deve svilupparsi naturalmente” è da prendere con le pinze: questi cani hanno bisogno di toelettature superprofessionali e vanno lavati spesso (il loro pelo è proprio uguale ai capelli umani: per questo non lo perdono e non fanno mute… però si annoda e si sporca che è un piacere).
Il pelo da cucciolo/cucciolone è corto e non dà problemi, se non quello di apparire, a volte, una roba inguardabile, perché il mantello non “matura” tutto insieme, ma a sprazzi. Sì, proprio “sprazzi”: a volte vedrete una schiena con mezzo pelo da cucciolo e mezzo da adulto, oppure le zampe col pelo da adulto e la testa col “carciofo” da cucciolo. Basta non farci caso e aspettare che la maturazione finisca, anche se a volte il proprietario vorrebbe suicidarsi.

puppy_of_afghan_hounds_walking_together_wallpaperCODA: sottilissima, quasi striminzita, col ricciolino finale. Per fortuna, nell’adulto, mette su un po’ di frange e non si nota quasi più. Nei cuccioli e cuccioloni, invece, si vede benissimo ed è proprio buffa. A mio avviso i levrieri (tutti, afgano compreso) tendono a tenere la coda bassa non tanto perché siano timidi e riservati, quanto perché si vergognano un po’ della parte meno scenografica del loro corpo.
Quando corrono o giocano, però, se ne dimenticano e la sfoderano alta e (si fa per dire) fiera.

TAGLIA: l’afgano è, se non proprio un cagnone, quantomeno un cane di taglia rispettabile: da 68 a 74 cm i maschi, da 63 a 69 cm. le femmine.  Insomma, è tanta roba: che quando prende possesso del divano diventa tantissima. Infatti non riesce a salirci nessun altro. Però, diciamolo: a che serve sedersi sul divano, quando si può restare in piedi ad ammirare a bocca aperta il proprio, meraviglioso cane?
E intanto lui si mette in pose sempre più eleganti e raffinate, allunga le zampe, distende il collo, fa le facce da “devi assolutamente fotografarmi in questa posizione”: e mentre voi correte a prendere la macchina fotografica per immortalarlo nella 18271817esima foto della sua vita, lasciandogli a disposizione l’intero divano (o letto, o poltrona, o qualsiasi cosa),  lui pensa sogghignando: “E meno male che quello stupido ero io!”

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27 Commenti

  1. Non ho ancora letto questo Vero Standard,ma… GRAZIE! Assieme al Wolfhound, il levriero afgano è il cane che mi affascina di più… E ora, mi immergo nella lettura. 🙂

  2. FA-VO-LO-SO! Ho riso come una matta, e, per quel poco ha conosco questo magnifici cani, è tutto vero!
    Personalmente, trovo che i cuccioli siano bellissimi e irresistibili; certo, non sono strafighi come gli adulti, ma è una bellezza di tipo diverso, che lascia intravedere il lato buffo di questi cani fantastici.

  3. Anni fa in t v fascia ragazzi giravano strisce(tipo peanuts ) su di un cucciolo di afgano, nome ufficiale “PRINCIPE AMYR DI KINSHIAN “. Lui credeva di chiamarsi CHE DISASTRO . Aforza di sentirselo ripetere. Era troppo forte,sempre sporco come un mocio vileda!

      • Anni fa, la spiaggia “delle Marze” vicino a Castiglione della Pescaia riservata ai cani e ai loro bipedi… una ragazza stesa su un lettino a prendere il sole e intorno un uragano di pelo marrone scuro che roteava intorno all’umana tirandosi dietro un paio di cagnetti volenterosi che a turno, gli davano retta. Un cucciolone di otto mesi di meraviglioso, scombinato, pasticcione, imbranato e strabuffo afgano che dopo una trentina di giri decideva all’improvviso di scatafasciarsi sul corpo indifeso della ragazza con le zampe a trampoliere che formavano due spaccate… Non me lo potrò mai dimenticare!

  4. azzeccato..ma hai dimenticato ke possono essere anke possesivi e tremendamente appiccicati x non parlare ke dueterzi del letto è suo , ho fatto una vita con 4 afgani poi tre saluki (arrivati non comprati x diversi motivi) e sono convinta ke il leviero non è un cane … è una persona :))))

    • Io ho due saluki, non ho trovato lo standard di razza specifica, ma l’afgano gli somiglia molto, penso anche io che non sono cani, spesso mi sorprendo a apensare perchè gli manchi la parola, ma con gli occhi e le espressioni che fanno sanno comunicarebenissimo…. io sto ancora ridendendo, tutto vero, specie il numero di foto che si beccano, le pose più assurde per dormire e/o solo sono rilassati. Ieri mi sono permessa di sgridare il piccolino di 4, non mi ha filato per una giornata intera, allontanandosi da me ogni volta che mi avicinavo…confermo non sono cani.

  5. Brava Valeria!
    Well Done!
    Misarebbe piaciuto fare una bella chiacchierata prima che scrivessi l’articolo, per raccontarti un po’ di più dei nostri fantastici Afghani, e arricchire con ancora maggiori dettagli e aneddoti questo bello e indovinatissimo articolo,che già rende bene l’idea delle molteplici sfaccettature di cui ogni giorno ci …onorano !
    Grazie e un caro saluto.
    Gran Pamir

  6. Salve,ho un west haighland with terrier,ha 10 mesi,volevo sapere quanto deve essere la canna n.,perché un giudice in expo ha detto che é un po lunga.La ringrazio per l eventuale risposta

    • Non sono i centimetri che contano, ma la proporzione tra lunghezza del cranio e lunghezza del muso. La distanza dall’occipite agli occhi dovrebbe essere leggermente superiore alla lunghezza del muso.

  7. Son sempre stato affascinato dai levrieri che, dopo gli alani, restano i miei quattrozampe preferiti.
    Una sola cosa mi frena dall’adottarne uno: la necessità di non liberarlo mai se non in spazi recintati .
    È così solo per i cani salvati dal destino terribile che attende gli ex corridori o è una necessità per qualunque levriero?

  8. Bello, divertente e azzeccato, come sempre 😀 ma siccome ho il privilegio di frequentare alcuni afganisti con relativi amici non umani aggiungerei questo: la VOCE. Gli afgani sono cani che non abbaiano, parlano… hanno una modulazione del suono tutta speciale, mi danno sempre l’impressione di esprimersi in aramaico antico o in altra lingua a me (povera mortale) sconosciuta :-/

    • Per MARIACHIARA & TOSHI :
      ESATTO !!!!! Ottima osservazione…per non dire anche di come parlano con gli occhi e…(credetemi !)…
      telepaticamente . Avrei decine di episodi e aneddoti da raccontare a questo proposito.
      Anche va detto che sono molto gatteschi, hanno comportamenti “felini”, e vanno tremendamente d’accordo con i gatti di casa,che gli dormono in grembo, ho esperienze di convivenze con 8 gatti ! ma quelli esterni…bè altro discorso. Verissimo quello che scrive “Toshi Bimba” : vivere con un Af è avere una Persona in più in famiglia: mai avuto la stessa personalità nelle decine di Afghani che mi sono stati a fianco nella vita nella lunga storia della nostra famiglia Gran Pamir…

      • Cinzia quanto alla telepatia… direi che non è proprio solo degli afgani, i miei cocker capiscono prima di me se tra poco deciderò di uscire o di mettermi sul divano… invece la voce che hanno questi cani io proprio non ho mai avuto il privilegio di sentirla emettere da altre creature!

  9. Una considerazione…. il mio saluki di solito viene preso per un levriero afgano rasato… a parte che vorrei capire chi MAI POTREBBE rasare un afgano perchè non cercare di aiutare le persone a capire che di levrieri orientali non esiste solo una razza? Cani magici, selvaggi e magnetici… perchè non affrontare le quattro razze? Grazie

    • Alessia eppure esistono persone che per “farli stare più freschi” li tosano d’estate…… uno scempio alla dignità della razza dal mio punto di vista. Tali cani vanno apprezzati per quello che sono e con tutto il loro ” bagaglio di pelo”. Tolettarli un pochino si può anche accettare ma con parsimonia e con grande abilità professionale.

      • L’unico commento possibile a chi depila o tosa un afgano ahhhhhh…. poi se come immagino sono minimamente simili caratterialmente ai saluki …. lesa maestà— il proprietario o convivente (usare la parola padrone con loro non ha senso) la pagherà… non sa quanto la pagherà… prima

  10. Son fiero di essere l’umano di una coppia che sta sulle palle a prima vista!!!

    l’articolo è tutto vero! a parte che non sono stati citati i poderosi RUTTI da scaricatore di porto che fanno nei momenti più impensati, dandoti la colpa e mettendoti in imbarazzo….

    oppure il tartufo gocciolante che maschera il nervosismo, anche se dalla posa sembrano spavaldi

  11. Domenica il mio piccolo leviero italiano di 15 mesi è andatoa giocare con il levriero afganod i 8 mesi di una coppia di amici. Mi sono scompisciata dalle risate per un paio d’ore. Appena arrivati in questo terreno recintato l’afgano è zompato addosso al mio nanetto che lo ha subito redarguito aspramente facendo pure la cresta. Mi sembrava di sentirlo: “Senti giovanotto ma chi ti credi di essere, abbi rispetto per i più anziani! Dico io ma chi ti ha educato? Un umano?!? se ti becco di nuovo a cercare di pinzarmi il sedere sarai tu quello che non si siederà più per una settimana!!”.

    Una volta chiariti i ruoli si sono messi a correre nel prato ed erano uno spettacolo, con il nano che gli faceva gli agguati e l’afgano che poi lo inseguiva senza riuscire a prenderlo perché a otto mesi è ancora scoordinato nella corsa e non sa bene dove mettere le zampe!!

    Si sono davvero divertiti un sacco e c’è stato anche spazio per un po’ di addestramento.
    Credo che, un po’ come tutti i levrieri, non sia un cane difficile da addestrare se uno si conquista il suo rispetto, tiene conto della sensibilità tipica dei levieri ed usa gioia e dolcezza per addestrarli.

  12. che bello il levriero afgano! da bambina avevo un bastardino con cui facevo tantissime passeggiate e vicino a casa hanno iniziato a costruire un hotel. c’era sempre questo levriero, per mesi, non afgano però che girava li. era del proprietario che lo mandava la per il posto… insomma confermo il carattere, ha stretto amicizia con me e il mio cane e veniva a fare sempre le passeggiate con noi penso perchè fondamentalmente eravamo orsi e lo lasciavamo stare, insomma questo levriero grande e color melange sul marrone, magrissimo era mooolto timido e sfuggente proprio di indole… cmq con me e il mio cane aveva stretto una grande amicizia appunto, avevo sui 10-11 anni, poi dopo qualche settimana di passeggiata quindi non certo subito, aveva iniziato proprio a sbucare fuori al fischio 🙂 e poi quando avevo 12 anni e l’hotel era pronto andavo la a fare il bagno ma erano mesi che non lo vedevo e mi ha dato una bella soddisfazione perchè mentre ero in acqua un giorno l’ho visto passare allora sono uscita per salutarlo, tutta gocciolante ma ero una bambina quindi non mi importava, e un signore con lui mi ha detto “non si fa toccare” e io gli ho detto “lo so è mio amico” e il cane è arrivato a salutarmi felice ma con dignità nonostante io fossi fradicia e lo abbia bagnato tutto… caro cane, il carattere era proprio quello li cmq quindi soddisfazione doppia e i ragazzi intorno sono rimasti stupiti 😀

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.