domenica 17 Ottobre 2021

Allevatori vs rescue: la guerra più assurda della cinofilia

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

rescue_animaldi VALERIA ROSSI – Allevatori vs animalisti, è storia vecchia.
Si odiano, si insultano (soprattutto i secondi insultano i primi), se ne dicono di tutti i colori su Facebook e dintorni.
Gli allevatori sono accusati di “speculare sulla pelle dei cani” (istintiva risposta di chi ha allevato per quasi trent’anni: AHAHAHAH!!! Se solo sapessero quanto ci si rimette, quando si alleva seriamente, forse riderebbero anche loro…), gli animalisti sono accusati di non avere alcuna nozione zootecnica e di fare di tutta l’erba un fascio, confondendo allevatori e cagnari (il che, purtroppo, è verissimo).
Ma questa, appunto, è storia ormai obsoleta e se ne uscirà fuori solo quando (e SE) gli animalisti cominceranno a distingere.
Invece, ultimamente, ho potuto notare una guerra leggermente diversa e, se possibile, ancora più allucinante: quella tra i rescue di razza e gli allevatori della corrispondente razza.
Una guerra che suona ancora più strana, visto che il concetto stesso di “rescue di razza X” dovrebbe comprendere proprio la passione e l’amore per quella razza.
Ora, se posso capire (si fa per dire) gli animalisti che proprio detestano il concetto di “razza” in senso lato, i rescue ringhiosi non riesco proprio a spiegarmeli.
Se non vi piacesse la razza X, fareste qualcosa di diverso (volontariato generico in canili generici, per esempio): se vi siete dedicati a un solo tipo di cane, significa che in qualche modo apprezzate che quel cane abbia certe caratteristiche, un certo aspetto, un certo carattere.
Ovvero, vi siete innamorati del risultato di una selezione (perché non so se qualcuno ve l’ha mai detto, ma i cani di razza non nascono sotto i cavoli e non li porta neppure la cicogna: li “costruisce” l’uomo, selezionando i riproduttori).
Ma allora, perché adesso ve la prendete proprio con chi la vostra razza continua ad allevarla, ovvero a cercare di mantenerla pura e – quando e se possibile – di migliorarla?

rescue_doberIn queste persone non può esserci la motivazione “razza=nazismo” (e altre simili sparate): perché hanno scelto di occuparsi proprio di una razza e ne tessono ovviamente le lodi quando cercano di far adottare i cani. Non ho mai sentito nessuno dire cose tipo “Mi raccomando, prendetevi ‘sto (Aussie, Galgo, Cavalier, Dogo… scegliete voi) e fatelo subito accoppiare con qualcosa di completamente diverso, perché dobbiamo far sparire le razze  dalla faccia della terra”.
Invece ho sentito millemila volte dipingere il cane in adozione come “perfetto rappresentante della sua razza”, come cane “senza pedigree, ma purissimo” – altra contraddizione in termini, ma glissiamo – o come “bellissimo esemplare di  (Aussie, Galgo eccetera)”.
Aggiungerei che queste entusiastiche descrizioni non sempre corrispondono a realtà: così come non è vero che i canili siano pieni di “cani di razza pura” (in realtà sono pieni – per modo di dire, visto che la percentuale è sempre infinitesimale rispetto ai meticci – di cani che “somigliano” ad una razza), così non è neppure detto che i rescue siano sempre di razza pura.
Anzi, molto spesso sono incroci, o neppure quello: sono, appunto, cani che “somigliano” ad una razza.
Fa eccezione, forse, il caso dei levrieri sottratti allo schifoso mondo delle corse (all’estero: in Italia sono vietate, così come è vietata la caccia con i levrieri): quelli sono effettivamente “di razza”, in quanto allevati e selezionati.
Poi possono avere pure loro i loro bei problemini (per esempio, alcuni hanno pessimi caratteri proprio perché non sono vissuti in famiglia, ma “usati” solo per le competizioni; altri hanno problemi di salute), ma “di razza” lo sono.
Gli altri… è da vede’.
Come al solito, è praticamente impossibile – salvo casi davvero eccezionali – trovare cani provenienti da allevamenti seri: anche perché, come non mi stancherò mai di ripetere, l’Allevatore serio, se una famiglia ha un problema con un suo cane, se lo riprende e non lo manda certo allo sbaraglio. Ci pensa lui a trovargli una nuova famiglia, non c’è bisogno di rescue e tantomeno di canili.
Dunque: i rescue, quando hanno per le mani cani che si possano considerare davvero “puri”, almeno stando all’aspetto, hanno cani provenienti da cagnari o da accoppiamenti fatti ad capocchiam dalle Sciuremarie e dai Sciurmari di turno (quelli convinti che la cagna “debba” partorire almeno una volta, o che il cane che gli si attacca alle gambe “abbia voglia di sesso”).
Ma proprio per questo dovrebbero essere i primi a portare in palmo di mano gli Allevatori con la A maiuscola, visto che di cani loro non ne vedono praticamente mai!
Dovrebbero essere anche i primi ad apprezzare il lavoro dell’allevatore serio, a capire l’importanza di una genealogia conosciuta (che permette anche di tenere sotto controllo le malattie genetiche)… e tutto sommato dovrebbero comunque dire un bel “grazie” a tutti coloro che, nel corso dei secoli o dei millenni, hanno permesso alla loro razza preferita di venire al mondo.
Invece no.
Inspiegabilmente, i rescue fanno la guerra proprio agli Allevatori: e qui cito proprio i levrieri, perché i levrieri sono cani decisamente “di nicchia” e nessun cagnaro al mondo si sognerebbe mai di allevarli, visto che non saranno mai di moda e che non ci si può certamente arricchire allevandoli.
I levrieri stanno quasi tutti in mano a persone serissime, appassionatissime: e quanto più la razza è rara, tanto più si può parlare di pura e semplice passione e certamente non di lucro (quale?!?).
Ma i rescue, cosa vorrebbero? Che la gente prendesse soltanto i loro cani, evitando accuratamente di acquistare, che so, u grayhound o un galgo in allevamento.
Perché? Perché i loro sono più sfigati e quindi devono avere la priorità… ragionamento che però, non tiene conto di una verità che dovrebbe essere lapalissiana: non tutto il mondo è affetto dalla sindrome della crocerossina e non tutti gli umani devono per forza prendersi in casa il cane sfigato.

rescue_aussie2Rassegnatevi, amici miei. Io vi voglio davvero bene e quasi sempre ammiro moltissimo quello che fate (anche se in certi casi l’ammirazione è sfociata in disillusione, perché ho scoperto che anche nel campo del “volontariato duro e puro” girano interessi che forse possono spiegare molti atteggiamenti altrimenti inspiegabili)… però dovete farvene una ragione: non siamo tutti obbligati a salvare cani.
Per mille ragioni diverse, che vanno dal desiderio di allevare a quello di fare expo (che NON sono una robaccia criminale, ma uno dei tanti modi possibili di fare cinofilia), dall’esigenza di avere un cane sicuramente sano e di buon carattere alla voglia (lecita, se  permettete) di avere un punto di riferimento costante (e cioè l’Allevatore) in caso di problemi o dubbi… tante persone preferiscono prendere un cucciolo in allevamento, piuttosto che portarsi a casa un rescue.
Così come tante persone (compresa la sottoscritta, che pure si è presa in casa anche la sua bella percentuale di cani abbandonati), anziché dedicarsi al salvataggio degli sfigati preferiscono dedicarsi a mettere al mondo cuccioli  sani ed equilibrati che saranno presumibilmente adulti felici.
E’ una colpa? E’ un reato?
Secondo voi, sembrerebbe di sì… ma se ne siete davvero convinti, secondo me avete qualche problema.
Problema comune agli animalisti, diciamo così, “generici”, ma raddoppiato o triplicato nel caso vi siate appassionati ad una razza e poi schifiate e/o insultiate proprio chi, all’interno di quella razza, si sforza di mettere al mondo cani non solo “belli” (finiamola con questa manfrina: la bellezza è solo UNA delle cose che si guardano in allevamento, e per l’allevatore davvero serio è l’ultima cosa, visto che viene dopo salute e carattere), ma realizzati, felici e capaci di fare felici anche i loro proprietari.

galgosAncora per quanto riguarda i cani importati da Paesi stranieri (vedi nuovamente i levrieri, ma anche i cani delle perreras, i “bulli” francesi e via dicendo), è innegabile che in alcuni casi non siano sani come potrebbero sembrare. In particolare quelli che provengono dalla Spagna (Paese in cui la malattia è endemica) sono molto spesso portatori di leishmaniosi: e sappiamo tutti benissimo che i test (che molti – anche se non tutti – eseguono prima dell’importazione) non sono affidabili al cento per cento.
Una malattia come la leishmaniosi, che può avere fino a quattro anni di incubazione, in realtà non è testabile con certezza.
Lo stesso vale ovviamente per i cani che arrivano dal Sud italiano (altra zona endemica): non è che adesso voglia dire che i cani spagnoli sono tutti a rischio, né che voglia dissuadere qualcuno dall’adottarli, anche perché con la leish si può convivere (io stessa ho avuto una cagna affetta da leish che è vissuta felicemente per diciotto anni). Però diciamo che il rischio è sicuramente maggiore rispetto a quello che corrono i cani ben allevati, che vengono regolarmente protetti con tutti i mezzi a disposizione, tenuti al coperto ed esposti meno possibile al rischio di contatto con i dannati flebotomi (o pappataci: insomma, gli insetti che portano la malattia).

rescue_euroCos’è, dunque, che spinge chi si occupa di cani sfortunati a scagliare strali contro chi invece cerca di mettere al mondo cani più fortunati?
Qual è la logica che sta dietro questi attacchi assolutamente insensati?
In alcuni casi, purtroppo, è l’interesse economico: che – informatevi un po’ e scoprirete realtà allucinanti – spesso non arriva a toccare i volontari “veri”, quelli che si sbattono per sistemare, piazzare, trasportare eccetera, ma in alcuni casi migliora drasticamente la vita di coloro che hanno dato vita alle varie associazioni (animaliste o rescue che siano).
Di casi eclatanti, finiti anche sulle pagine dei giornali, ne abbiamo già visti a sufficienza:  ma ci sono anche le realtà minori, quelle in cui magari nessuno si fa la villa, ma l’Ipod sì. Ne ho parlato, per esempio, in questo articolo sulle “staffette”: lì si parlava di trasporti italiani da Sud a Nord, ma i dubbi esistono anche per quanto riguarda i trasporti internazionali (che per ovvi motivi costano già più cari in partenza).
Il problema del “business sulle disgrazie altrui” coinvolge moltissimi settori, sia chiaro: di certo non è solo un problema cinofilo.
Sappiamo tutti benissimo quale e quanta speculazione ci sia in campo farmacologico, per esempio: e a me capita di chiedermi, a volte, se davvero non si siano mai trovate cure efficaci contro il cancro (o contro altre malattie tanto diffuse quanto letali… e soprattutto bisognose di cure costose), o se non ci sia qualche simpatico accordo mondiale per mettere a tacere le scoperte più rilevanti, perché così chi produce e vende i farmaci può continuare a farlo.
E’ un’idea complottistica e solitamente non sono troppo disposta a sposare questo genere di tesi… ma un dubbietto ce l’ho, così come ho dubbi in molti altri campi che non sto a citare perché il discorso ci porterebbe troppo lontano.
Però è un fatto che le motivazioni economiche siano sicuramente presenti anche nel mondo animalista/protezionista.

rescue_tristezzaNella speranza che i casi in cui sia tutta una questione di business siano la minoranza (anche se non sono così certa che lo siano davvero…), il mio dubbio è che gli “altri”, quelli davvero “duri e puri”, ce l’abbiano con gli Allevatori proprio per il motivo che personalmente cerco di spiegare in ogni modo… ma che forse, invece, hanno già capito tutti benissimo. E cioè il fatto che se i cani nascessero sempre e solo negli Allevamenti seri, il numero degli sfigati “da salvare” si ridurrebbe a cifre irrisorie: il che, però, toglierebbe a queste persone quella che ritengono la loro ragione di vita.
La felicità altrui spezzerebbe loro il cuore.
E’ una motivazione subdola, perché probabilmente loro non se ne rendono neppure conto: ma temo che esista e che sia anche molto forte, perché l’intensità, la frequenza e la durata degli “scanni” tra allevatori e “salvatori” – a meno che non sia sempre e solo una questione di soldi – lascia trasparire una vera spinta “esistenziale”.
Se mi togliete gli sfigati, non so più cosa fare della mia vita.
Se è davvero questa la motivazione, però (e sinceramente non riesco a trovarne altre possibili), c’è da preoccuparsi non poco: perché è un po’ come se i Vigili del Fuoco boicottassero le misure contro i piromani.
A me viene quasi voglia di rassicurare i volontari (di qualsiasi genere): state tranquilli, qualche sfigato da salvare ci sarà sempre.
Prima che la bassezza e la crudeltà umana verso gli animali svaniscano del tutto, avrete tempo di morire di vecchiaia voi, i vostri figli e presumibilmente anche i vostri nipoti. Quindi, per favore, non date addosso a chi cerca almeno di evitare la nascita e l’esistenza di nuovi sfigati… perché non vi tolgono nulla. Semmai danno qualcosa ai cani e alle famiglie che decidono di prendersene cura: danno loro la possibilità di stare bene, di vivere vite dignitose, di non soffrire.
Sì, okay, gli danno anche la possibilità di non aver bisogno di voi… ma questa, per favore, smettetela di considerarla una colpa.

NOTAle immagini sono di rescue stranieri, visto che non volevo dare alcuno spunto a chi volesse pensare che ce l’ho con questa o quella associazione. Pur ribadendo che in alcuni casi ci sono sotto degli interessi economici, nella stragrande maggioranza dei casi nutro personalmente molta ammirazione per chi si occupa di salvare cani, a qualsiasi razza o non razza appartengano. Però non è sensato che queste persone si scaglino contro gli allevatori… cosa che, in effetti, all’estero sembra non succeda: anzi, spesso i rescue sono proprio interni ai Club ufficiali di razza e quindi gestiti proprio dagli allevatori. Esistono alcuni casi simili anche in Italia, ma sono veramente perle rare. 

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73 Commenti

  1. Vorrei che gli allevatori, prima di vendere uno dei loro cani, facessero compilare un questionario di preaffido e una visita, da parte loro o da persona di fiducia, a casa dell’acquirente, per valutarne l’idoneita’, sia a tenere un cane di quella specifica razza, sia proprio a tenere un cane.

    Vorrei che gli allevatori vendessero cuccioli soltanto microchippati ed iscritti in anagrafe canina a nome degli acquirenti.

    Vorrei che gli allevatori non eseguissero alcuna selezione della cucciolata, gettando via, come spesso accade, gli “scarti”.

    Vorrei che gli allevatori avessero la buona creanza di dare un nome alle fattrici e che, quando se ne sbarazzano per raggiunti limiti di eta’ – peraltro molto bassi a quanto mi risulta – invece di abbandonarla in mezzo ad una strada come spessissimo succede visti i ritrovamenti di cagne di razza con mammelle che strusciano a terra , riconoscibilissime come fattrici, se le tenessero assicurandogli una vita decorosa e degna.

    Vorrei che non si dovessero piu’ vedere allevamenti come quello del dr. Guberti, fiore all’occhiello della cinofilia italiana, dobe 180 pointer vivevano in condizioni disumane sopravvivendo con la legge del piu’ forte e della selezione naturale.

    Vorrei che gli allevatori non avessero un allevamento come quelli dell’Est europeo di cui abbiamo visto ampia documentazione fotografica.

    Vorrei che gli allevatori fossero solo quelli iscritti regolarmente all’Enci e dall’Enci CONTROLLATI e non difesi a spada tratta ed a priorii .

    Allora, dopo tutto questo, avro’ stima di loro.

    • Insomma, vorresti che gli allevatori fossero Allevatori e non cagnari.
      Anch’io.
      Per fortuna ne conosco parecchi, così come conosco moltissimi cagnari (purtroppo molti anche con affisso ENCI, e questa è la cosa che proprio non perdono al nostro kennel club).

  2. Secondo me i rescue dovrebbero essere gli stessi allevamenti. Ogni allevamento che si rispetti dovrebbe prendersi in carico i cani della razza in situazioni disagiate

  3. Questo articolo è palesemente di parte e non riporta la realtà dei fatti, in linea generale. E’ un ammasso di luoghi comuni e falsità.
    Lo trovo pessimo, oltre che prolisso.

    • Infatti non si parlava “in linea generale” (per fortuna): si parlava di fatti comprovati (tanto che mi sono stati inviati gli screenshot degli insulti rivolti a un allevatore: quindi “falsità” una beatissima minchia, se permetti) che riguardano una parte delle persone che appartengono ai rescue. Come al solito, stigmatizzare il comportamento di alcuni non significa attaccare tutta una categoria, ma solo coloro che si comportano in un certo modo. Purtroppo per te, i FATTI dicono che sono tanti. Se la cosa ti disturba, prova a chiedere a questi signori di essere più civili e vedrai che nessuno li attaccherà più, né in modo prolisso né sinteticamente.

      • No, io non devo chiedere niente a nessuno. Questo articolo è generico e generalizzante. Infatti conclude dicendo che non si riferisce a nessuno in particolare, per questo ha usato logo di rescues stranieri.
        Lo ribadisco, questo articolo è fuorviante e palesemente di parte. Invito Valeria Rossi a prendere in carico tutti i cani di razza che i rescues esibiscono come trofei, dato che gli allevatori EVIDENTEMENTE non lo fanno così spesso.

        • “Esibire come trofei”? Che brutta frase.
          Per il resto… quando allevavo, io mi sono sempre ripresa i miei cani che per un motivo o per l’altro non potevano restare con i proprietari (tre in tutto, in trent’anni: siccome facevo una selezione piuttosto severa, non succedeva poi così spesso): non vedo perché dovrei prendermi quelli altrui, che comunque in rarissimi casi provengono davvero da un allevamento. I rescue, esattamente come i canili, sono pieni soprattutto di frutti di accoppiamenti “da giardinetti” voluti dalle Sciuremarie.

          • ah, ma in questoarticolo si parlava di te e della tua esperienzapsonale? non era chiaro…
            I cani dei rescue di razzasono molto ben distribuiti tra cani provenientida allevamento e cucciolate casalinghe.E’ una balla dire che la maggior partedegli allevatori si riprende i propri cani, non è vero, molto srmplicemente.
            Se intendevi fare un articolo per auto lodarti, avresti dovuto specificaremeglio.
            Chiedo scusapr eventuali erroridi battitura, ma la visualizzazionr di questo sito sul telefono è pessima e non si vede quello che si scrive.

          • In questo artcolo non si parlava neppure della TUA esperienza personale, fino a prova contraria.
            Comunque, la maggior parte degli allevatori SERI si riprende i cani: anzi, se non se li riprendono non sono seri, quindi diciamo che TUTTI quelli seri se li riprendono. Se non conosci allevatori seri, non è un problema mio.
            P.S.: visto che il sito dal tuo telefono si vede male e che non ti piace quello che ci scrivo, perchè non vai altrove?

          • Non mi pare infatti di aver fatto riferimento ad esperienze mie…
            La tua definizione di allevatore serio è irrilevante, così come la mia, dato che in Italia è possibile avere un affisso anche se si commettono enormi porcate, questo nell’indifferenza generale, peraltro. Il dato di fatto è che non esistono solo “allevatori seri”, ne esistono di varie categorie ed è OVVIO che i rescue si scagliano (a ragione!) contro quelli definiti varie volte “cagnari”. Cagnari o meno, sono allevatori riconosciuti e NON SI RIPRENDONO I CANI.
            Stai serena sul fatto che non leggo abitualmente questo sito, mi è stato segnalato questo articolo e, vista la quantità di falsità contenute, mi sono sentita in dovere di dire la mia, se la cosa ti disturba, rifletti meglio prima di scrivere.

          • Sai cos’è che mi disturba? L’arroganza, la maleducazione e il fanatismo: tu sei riuscita a fare sfoggio di tutte e tre le cose.
            Ti informo comunque che gli insulti a cui facevo riferimento sono stati rivolti a un’allevatrice serissima, che ha il solo “torto” di allevare una razza di cui si occupa un notissimo rescue. Quindi, ripeto: nessuna falsità da parte mia, ma tanta coda di paglia da parte tua.

        • chiederei a francesca di essere più esplicita. Francesca, invece di dire che “Questo articolo è palesemente di parte e non riporta la realtà dei fatti, in linea generale. E’ un ammasso di luoghi comuni e falsità”, non potresti spiegare cosa non condividi ed esplicitare le tue critiche? così non si capisce niente e queste critiche non sono utili (oltre che espresse in modo piuttosto maleducato, se posso permettermi… ma pazienza – scusa, Valeria -, se poi segue una spiegazione che consente a tutti di imparare qualcosa)

          • Perchè sono arrogante? perchè critico quello che hai scritto? sono maleducata perchè dico che è pessimo l’articolo? sono fanatica perchè ho scritto che gli allevatori raramente si riprendono i propri cani? o tu dai per scontato cose solo perchè non sono d’accordo con te? chi ti dice che io abbia qualcosa contro gli allevatori? lo hai dedotto perchè ho scritto che non si riprendono i cani? questo è un dato di fatto, nella stragrande maggioranza dei casi. Grazie a Dio qualcuno lo fa, come tu dici, ma non sono davvero la maggioranza e non giustificano un articolo come questo.
            Che l’articolo poi sia generalizzante, a me, pare evidente. Non si fa riferimento a nessuno in particolare, quindi a tutti in generale, vengono messi logo di rescue stranieri, mi domando a che pro?
            Si scrive che i rescue hanno secondi fini economici, sono accuse molto gravi non supportate da alcunché.
            “Non siamo tutti obbligati a salvare cani”, ma chi l’ha mai detto?
            Trovo ridicolo in particolare questo passaggio:
            “Non ho mai sentito nessuno dire cose tipo “Mi raccomando, prendetevi ‘sto (Aussie, Galgo, Cavalier, Dogo… scegliete voi) e fatelo subito accoppiare con qualcosa di completamente diverso, perché dobbiamo far sparire le razze dalla faccia della terra”.
            Invece ho sentito millemila volte dipingere il cane in adozione come “perfetto rappresentante della sua razza”, come cane “senza pedigree, ma purissimo” – altra contraddizione in termini, ma glissiamo – o come “bellissimo esemplare di (Aussie, Galgo eccetera)”.”
            Ma che razza di discorso è? quale senso contorto e “relativista ad ogni costo” vogliamo dare alle cose?
            Questo è il mio pensiero ed, evidentemente, Valeria, non sei in grado di reggere un confronto senza chiedermi di andarmene o dirmi che sono arrogante e maleducata…

  4. Tanja hai detto che fai il tuo lavoro per aiutare ed amare i cani, però dici che i cani dall’uomo non saranno mai amati…sei in contraddizione oppure vieni da un altro pianeta?

    Anche per gli esseri umani c’è tanta sofferenza, la soluzione non è lasciarci estinguere. Ti do un consiglio veramente con buona volontà, non per criticarti, hai mai pensato di parlare con una persona competente? Uno psicologo? Non è una affermazione detta con leggerezza, ne da profana. Potrebbe aiutarti, pensaci e in bocca al lupo con la tua vita.

    • hahahahaha grazie per il consiglio!!! vabbe credo che a questo punto è inutile continuare a parlare… io ho cercato di spiegare che per quanto ci possono essere le persone buone che amano e rispettano gli animali, ed io ne conosco tante per fortuna, purtroppo allo stesso tempo ci sono realtà drammatiche che tenderanno sempre ad aumentare se le persone continuano a comprare cani quando ce ne sono milioni e milioni ma milioni nei canili!!! questo è il succo del mio discorso, dove sta la contraddizione?? non credo sia difficile da capire!! e trovo inutile girarci intorno.. io invece ti invito a farti un giro in qualche lager o vedere documentari sulle fabbriche degli allevamenti multirazze .. e dopo ciò, continuare a sostenere il commercio invece di sostenere i rifugi è disumano!!

      • Perdona l’intrusione…
        Tu dici:
        “i miei cani stanno bene ma mica cambia che ci sono i cagnari, i canili lager, i cani a catena, le fabbriche di cuccioli, i cani che muiono tutti i giorni in strada, i cani comprati per far giocare i bambini ecc”

        Ma appunto!
        Anzichè evitare l’accoppiamento dei cani di allevamento -che bene o male, servono comunque a mantenere viva una razza animale-, non sarebbe invece più opportuno educare la gente al rispetto per gli animali?

        Tu stessa lo dici..Cani a catena, cani comprati per far giocare i bambini, cani che muoiono in mezzo alla strada…
        Ecco.
        La colpa sarà mica degli allevatori o di quelli che comprano ed amano il proprio cane..
        Se uno è un cretino irresponsabile, che compri o adotti il cane (o il gatto), non ha importanza. Perchè cretino irresponsabile rimane.
        Anche perchè…Non è detto che il tipo tanto buono e caro che adotta -senza manco spendere un soldo- un cane, non si riveli poi uno psicopatico/ubriacone/drogato che poi picchia il cane perennemente.
        Per carità, eh..So che i volontari fanno del loro meglio per trovare le persone giuste per i cani..
        Però..Onestamente…Gli allevamenti dovrebbero essere tutelati tantissimo. Non perchè un meticcio non sia un buon cane..
        Ma perchè se uno volesse il cane solo per sfizio, o per far giocare il bambino, magari ci penserebbe due volte prima di spendere un millino e passa, per un cucciolo.
        E di sicuro ad un prezzo simile, il cane non finirebbe mai in mano a qualche pazzo/drogato e di certo non verrebbe abbandonato. (Nemmeno il più superficiale vorrebbe abbandonare un cane pagato a caro prezzo. Brutale a dirsi, ma è così.)

        Quindi, questa non è colpa degli di allevamenti. E’ una questione di RESPONSABILITA’ e di Informazione tutta umana.
        Servono leggi e controlli. Non discorsi Waltdisneyani.

        Vuoi un cane per far giocare il bambino? No. Non glielo si fa adottare/comprare. (Perchè che io sappia, questo è ciò che fanno gli allevatori seri.) E gli si spiega il perchè. Che si mettano in testa che un cane non è un caxxo di giocattolo. Per quello, si prendano un pelouche.
        Oppure..Tieni il cane sempre alla catena? Bene. Parte la denuncia per maltrattamento.
        Leggi. Multe.
        Questo, dovrebbe esserci.
        Perchè siamo obbiettivi..La gente è paraculo. Se parli di soldi, improvvisamente si drizzano le orecchie a tutti.
        E frignare ogni volta su quanto sia crudele la vita e la razza umana, non aiuterà mai nessuno. MAI. La crudeltà c’è e c’è sempre stata.
        Sarebbe invece il caso di fare in modo che certe cose non accadano più. Come? Con leggi e cultura cinofila già nelle scuole. Si parte dalla base.

        Anche la storia di negozi e puppy mills…Lo so anche io che sono cose schifose e disumane.
        Se si impedisse di vendere cuccioli a negozianti (o anche su internet..) e cagnari, PER LEGGE, di conseguenza anche le puppy mills sparirebbero. Perchè senza richiesta, non c’è mercato.
        E se siti e negozi non vendessero più, nemmeno ci sarebbero i cuccioli importati.
        Ma di nuovo, sono i signori al governo che dovrebbero pensare a ste cose..Bisognerebbe mettergli un po’ di pepe al culo.

        E tutto ciò, di certo non è colpa mia, che magari voglio comprare in un buon allevamento un cane di razza (del quale magari mi sono studiata per anni caratteristiche & co. e che sono sicura sia adatto a me..), se magari qualche stronzo abbandona il suo cane.

        Per cui, di nuovo: responsabilità ed informazione. Non estinzione.
        Che si educhino gli umani PRIMA.

        • tra lo schifo esistono anche volontari seri, e anche allevatori seri che portano avanti solo adozioni serie!!! ma con tutto il cuore ti dico che l’emergenza è talmente alta, lo schifo è talmente grande, i cani da salvare sono infiniti, la sofferenza esplode.. ve lo giuro che è così… e quindi non posso che continuare a ripetere che non possiamo permetterci di creare altri cani… salviamo prima quelli che sono in agonia..

          • Io lo so che ci sono allevatori e volontari serissimi, in giro per ‘sto paese.
            (Ho un canile vicino a casa mia. Oramai conosco quasi tutti i volontari che ci sono e spesso, quando sono in giro con il mio cane e li incontro, ci fermiamo anche a fare due chiacchere.)

            Ma se gli unici che sanno come trattare/amare/crescere ecc cani e gatti, sono volontari seri ed allevatori seri…Non ti viene un po’ il dubbio che la restante popolazione sia composta da persone che di questo argomento sanno poco o nulla?
            La sofferenza che tu dici, deriva proprio da quella mancanza di cultura di cui parlo io (e molti altri qui..)

            Ti porto due esempi:
            Dove vado io a passeggio con il mio cane, incontro spesso due persone.
            Una, è una ragazza con due cagnolini schizofrenici ed estremamente aggressivi verso gli altri cani, che ultimamente hanno iniziato ad accettare il mio cane, che non risponde alle loro aggressioni/provocazioni.
            Un altro, è un signore con un pinscher schizofrenico comprato in negozio.

            La prima, un giorno che il mio cane sta annusando la sua cagnetta (i due cagnetti in questione sono fratelli. Maschio e femmina.) mi dice ridendo “Eh, lascia perdere,và..Tanto è vuota. Ho DOVUTO sterilizzarla, dopo che suo fratello l’ha messa incinta. Meno male che i cuccioli sono nati tutti morti. D’altronde come potevo sapere che tra fratelli si sarebbero potuti accoppiare?” chiara mancanza di buonsenso e di un minimo di responsabilità.
            I due cani sono figli della cagna della sciuramaria vicina della ragazza. Cagna che è fatta accoppiare, perchè “Sterilizzarla non è naturale. E poi veva voglia di sesso.”. Un classico.
            E a detta della ragazza, la madre ed il padre dei due cagnetti erano anche più aggressivi di loro.
            Per cui la forte aggressività dei cuccioli avuti, potrebbe essere genetica.
            E questa è a mio avviso, una CHIARA mancanza di cultura e responsabilità.

            Secondo esempio. Il tipo con il pinscher.
            Si vanta del suo pinscher con pedigree. Scritto in rumeno, o roba simile.
            Pinscer aggressivissimo, perso in negozio, con forti allergie a certi alimenti e farmaci, che le prime volte aggrediva sia il mio cane che me.
            Un giorno passo di fronte ad un cancello in cui sta una cagnetta sterilizzata.
            Il tipo mi fa: “Ah, guarda! Quella cagnetta lì è bellissima. Splendida. Mi piace da matti. Pensa te che volevo farla accoppiare con il mio, per VEDERE COME SAREBBERO VENUTI I CUCCIOLI. Però il proprietario non ha voluto e l’ha fatta sterilizzare.”
            Al che gli ho detto “Ma scusi…Già in canile ci sono un sacco di randagi e cuccioli vari..Perchè fargli fare altri meticci?..Il pedigree, il suo cane lo ha, alla fine..”
            “Eh, ma per vedere..Poi ovviamente m sarei tenuto un cucciolo, nel caso.”
            ..E se te ne nascono 12 che fai?
            Lo stesso tipo, mi ha anche chiesto più volte:
            “Perchè non fai accoppiare anche il tuo? E’ un bellissimo cane..”
            Io: “Perchè non va bene per la riproduzione.”
            Lui: “Massì, che ti frega..Alla fine pedigree e tutte quelle robe lì non servono a nulla. Trovi una femmina e via..Vendi i cuccioli.”
            Capisci a che livello siamo?
            Ed è spaventoso! Perchè questa è la mentalità dello sciurmario/sciuramaria medio/a.
            Manca proprio la cultura di base. Ed anche il concetto di “non lo fare, è una caxxata.”

            Io lo so che i cani randagi ed in canile sono tanti e sempre di più..Ma se questo tipo di soggetti fa ragionamenti del genere, ti immagini quanti cavolo di cani in più potrebbero nascere in poco tempo?
            Ed immagina anche, che questo tipo di atteggiamento non solo “crea” cani. Ma impedisce anche un’eventuale adozione.
            Perchè se hai una cucciolata in casa che fai? Li dai in canile?
            Ovviamente no. (Non sempre, almeno.) Li regali al primo che passa.
            E se il primo che passa poi li maltratta?
            Di certo non ci sono volontari o allevatori a controllare. Quindi si crea altra sofferenza.

            Per cui, io non credo che serva fermare gli allevamenti..Serve fermare gli idioti.
            E serve fare un pelo di cultura cinofila decente.

      • Ma l’allevamento serio NON è “commercio”!!!! Porca miseria, ma proprio non c’è verso di farsi capire! Il commercio è quello di chi prende due cani a caso, li fa accoppiare, a 40 giorni prende i cuccioli e li piazza in mano al primo che gli firma un assegno: ovvero, è quello dei cagnari.
        L’allevatore serio non si fa pagare i cuccioli: si fa pagare tutto il lavoro che c’è dietro a una cucciolata allevata con amore, e che comporta SPESE. I controlli sanitari costano carissimi (ma se vogliamo cuccioli sani, bisogna farli assolutissimamente); il cibo di buona qualità costa una pacca (ma se vuoi cani sani, devi scegliere il meglio); le vaccinazioni, le sverminazioni, i controlli veterinari prima e dopo il parto, costano. Le monte da uno stallone certificato (anche lui sano perché testato, e non perché “sta bene”) costano.
        Già tutto questo ti porta a sostenere spese che non ti permetterebbero MAI di regalare i cuccioli, se non vuoi finire sotto i ponti nel giro di due cucciolate. E non ho neppure parlato del lato “bellezza” (expo, viaggi, pernottamenti in giro per l’Italia, toelettature eccetera), che per me è il lato meno importante.
        Tu dici: evita di farle, le cucciolate. Io ti rispondo: perché? Per lasciare il campo libero SOLO alle Sciuremarie che accoppiano Fufi e Bubi che si sono trovati simpatici al parco? Così, ad capocchiam, senza un minimo test sulle malattie ereditarie, senza neppure sapere come si tira su una cucciolata? Questi possono “allevare” e le persone competenti no?
        Sono QUELLI i cani che vanno a riempire i canili, non quelli di allevamento! Ma non vedo mai, MAI, MAI uno slogan animalista contro le Sciuremarie “accoppiatrici” (che i cuccioli spesso li regalano solo per levarseli dai piedi).
        Li vedo sempre e solo contro gli allevatori. Sento parlare di “commercio” dopo tutto il mazzo che mi sono fatta, per 30 anni, solo per rientrare nelle spese (senza peraltro riuscirci quasi mai). Permetti che mi girino un po’ le palle? 🙂

        • la differenza tra cagnari sciuremaria e allevatori lo so che c’è, so qual’è la differenza e l’ho anche scritto…assolutamente gli accoppiamenti li devono fare solo i competenti, ma chi giudica quali sono?? il mio pensiero rimane sempre lo stesso, se una persona decide di adottare un cane io le consiglio di salvarne uno dalla strada o dal canile invece di comprarlo… questo è tutto!!! per ogni cane comprato ne muore uno in gabbia!!! sarà pure uno slogan, ma è la realtà purtroppo!!io la vedo tutti i santi giorni con i miei occhi….. non ci credete??? o non ci volete pensare??? sono io pazza??? come volete!! buona giornata a tutti

          • e comunque nel mio gruppo di volontariato è stata fatta una lista di allevatori seri, perchè quando facciamo i banchetti di divulgazione e sensibilizzazione trovi sempre la persona che vuole il cane di razza per forza!!! e dopo avergli spiegato che non può sceglierlo in base alla bellezza ma in base alle caratteristiche compatibili con il suo stile di vita ecc… evitiamo che possa comprarlo da un cagnaro…

          • infine, secondo voi, dopo che ogni giorno si combatte per salvare gli animali dalla strada, ma troppe volte non riesci, e li ritrovi morti abbandonati, dopo aver partecipato al corteo fuori il negozio di animali che vengono dall’est, dopo aver collaborato con il garante dei diritti degli animali del comune affinché vengano rispettate le regole di decenza nei canili sovvenzionati ed andare a vedere con i propri occhi le condizioni pietosi e sentire le urla di dolore, dopo aver fatto il banchetto al raduno di cacciatori nel paesino e vedere i cani con la bava alla bocca, dopo aver salvato i cani dalle ASL e ti muoiono tra le braccia per emorragia, dopo lottare affinché ci sia una canile comunale, dopo pagare gli stalli e rimanere senza soldi per salvare cani sottratti a uomini violenti, io dovrei tornare a casa dal mio cane di razza e dire domani ti porto dall’allevatore serio dove ti ho comprato e ti faccio accoppiare con un altro cane di razza geneticamente perfetto come te e facciamo 5 6 cuccioli geneticamente perfetti e li diamo in adozione a gente per bene che li ameranno e rispetteranno… e dimenticare che altri 5 o 6 hanno bisogno di essere salvati… scusate ma io veramente non me la sento!!!

          • non lo so se sei pazza, @tanja. Tanto a posto non mi sembri, ma forse pazza in senso medico no. Però sei disinformata e per niente a contatto con la realtà. Continui a mettere sullo stesso piano i 5 o 6 cuccioli “geneticamente perfetti” (cosa vorrà dire, poi? questa sì che è una definizione un po’ nazista. Diciamo “cuccioli di una determinata razza, con caratteristiche fisiche, psichiche e comportamentali altamente prevedibili”) con gli “altri 5 o 6 che hanno bisogno di essere salvati”, e a sostenere che i primi 5 o 6 ruberanno il posto ai secondi. Questo è l’equivoco di fondo, e non ve lo volete mettere in testa che non è affatto così. Chi vuole un Border collie, non prende un meticcetto nato da Bubi e Fufi. Chi desidera un Rottweiler, non raccoglie un cucciolino per strada. Chi studia per mesi le caratteristiche dell’Alaskan Malamute, non va al canile a prendere un cagnolino. Questo non vi entra in testa, eh? Perchè queste persone non vogliono UN cane, vogliono QUEL cane. Perchè hanno un progetto. Giusto o sbagliato che sia, questo è. E guarda che non c’è niente di svalutante, nelle mie definizioni. Tra i miei cani, di razza e non, forse il più amato è stato Charlie, raccolto per strada. Sicuramente è stato il più intelligente. Ad oggi porto la sua foto nel portafoglio. Però se voglio un cane di razza, non ripiego sul canile, manco per niente.
            Come ha scritto Valeria: “qualsiasi discorso dovrebbe partire da una profonda conoscenza dei fatti”. Voi i fatti vi ostinate proprio a non conoscerli, ad anteporre le vostre emozioni (ecco perchè ho scritto che tanto a posto non sei) ad un’analisi razionale.

          • @mc: senza voler fare una valutazione ontologica delle convinzioni mi pare che si possa dire che “i fatti” sono spesso leggibili in due o più maniere. se tanja ritiene che i cani starebbero meglio allo stato naturale(o che sarebbe stato più giusto mantenerli allo stato naturale) non può semplicemente avere la tua stessa lettura dei fatti. se lei ritiene che sia necessario prendersi cura dei cani già esistenti in cattività ma che sia necessario al contempo favorire un ritorno alle origini, per quanto un allevatore sia serio sta portando avanti qualcosa che lei non condivide. tutto qua. non mi sembra che ci sai molto da discutere. lei non nasconde la sua opinione e sarebbe gentile non denigrarla in questa maniera valutandola alla stregua di un’idiota che sa soltanto seguire la “pancia”. bisogna, questo io credo, saper mettere in discussione anche le proprie convinzioni più solide di tanto in tanto. anche il lavoro di una vita. se, poi, dopo una calma riflessione si giunge alla conclusione che le proprie convinzioni continuano ad essere per noi valide, tanto meglio. difendere a spada tratta ciò che si è fatto senza porsi delle questioni è rassicurante ma non molto stimolante credo. io, personalmente, cerco di riflettere sulle contraddizioni che nascono dall’intreccio delle mie convinzioni e ciò mi porta a dubitare in senso positivo di ciò che mi pare ovvio e giusto. questo mi aiuta anche ad essere un po’ più elastico con le opinioni altrui..almeno ci penso un po’ su.

          • @ Tanja, sinceramente non capisco come facciano a vivere le persone che, come te, soffrono per il perenne senso di colpa per appartenere alla specie umana. A sentire voi l’essere umano e’ solo in grado di arrecare dolore e sofferenza e di portare il Male nel mondo. Ma cosa dovremmo fare? Denudarci tutti e tornare sugli alberi? Grazie, no, io passo. In versione adamitica (o evitica, nel mio caso?) non mi si può guardare, e non ho tutta l’agilità richiesta da uno stile di vita arboricolo. Se mai dovessi prendere in considerazione la possibilità di adottare un cane al canile, puntando sul senso di colpa e sulla vita innocente da salvare mi perderesti in partenza (fra l’altro, che ***** questa storia dei lager! Studiatevi che cosa sono i lager prima di paragonare anche il peggiore dei canili a quella realtà. Sicuramente esistono canili che somigliano piuttosto a gironi infernali della cinofilia, ma l’associazione con i lager ha sempre lo scopo di smuovere facili ed inutili sentimentalismi). Ho già la mia dose di problemi a cui pensare, non ho la sindrome della crocerossina quindi in un cane non cerco una povera anima da salvare. Fra due settimane esatte entrerà a far parte della mia famiglia Ray, cucciolo di pastore tedesco regolarmente acquistato presso un allevatore serio. Come tutti i precedenti pastori tedeschi che ho avuto. E indovina un po’? Non solo non mi sento minimamente in colpa, ma le tue parole mi convincono sempre più che sto facendo la scelta giusta. Sono cresciuta con i pastori tedeschi, tutti acquistati presso allevatori, perché a mio padre e’ sempre piaciuta questa razza. Quattro anni fa e’ entrato nella nostra famiglia Black, sempre acquistato, e per la prima volta il pastore tedesco non e’ più stato solo il cane con cui sono cresciuta, ma è diventato il MIO cane. Ho iniziato a praticare UD, in realtà davvero per caso, e mi sono appassionata alla disciplina. Sicuramente per spirito agonistico (per il momento più verso me stessa che verso gli altri, visto che mi sento ancora una principiante), ma soprattutto perché, attraverso questo sport, ho imparato a conoscere -e di conseguenza ad amare- il pastore tedesco come mai prima d’ora. Purtroppo Black mi ha lasciata prematuramente per una torsione della milza, il dolore che ho provato e’ stato immenso, in passato non ho mai sofferto così tanto per la perdita di uno dei miei amici cani, perché con lui si era creato un rapporto così simbiotico da essere quasi un tutt’uno, tanto che mi sembrava che mi avessero strappato una parte del mio corpo. Mano a mano che superavo il momento, però, e si faceva avanti l’idea di prendere un altro cane, mai ho dubitato che lo avrei preso da un allevatore, ben disposta a ripagarlo per il suo lavoro serio. Perché ora so quanto costa allevare un cane sano, testarlo per la displasia, prepararlo per un brevetto, iscriverlo per una prova che può anche andarti male e quindi poi sei costretto a rifarla. E finché sarò fisicamente in grado di educare e addestrare un pt continuerò così. Non escludo che un giorno non potrei adottare un pt rescue (altamente improbabile, il pt rescue fra i cani adottabili ha per lo più simil pastori tedeschi), e’ più probabile che, una volta che sarò troppo vecchia e rammollita per tenere testa ad un pt, e quindi cercherò un cane che sia “solo” un’affettuosa e simpatica compagnia, decida anch’io di adottare in canile (oltre a prendere, sempre in allevamento, un bouledogue francese), spero però di non incontrare un volontaria come te, perché cambierei facilmente idea e mi accontenterei del solo bullo.

          • scusa, @wzaxserdtfybguhni, non mi è chiaro quale sia “lo stato naturale” del cane. I cani paria che vivono intorno ai villaggi? I cani ferali del Sud studiati da Minunno? quelli nei canili non hanno niente a che fare con ciò. A parte questo, io e Tanja non siamo d’accordo su qualcosa, e con ciò? le ho detto che non è molto a posto mica per quello! Ma perchè vive tutto con grande negatività, sembra che i cani nei canili siano IL problema nel mondo, per il quale propone tra l’altro una soluzione IRREALISTICA, ASSURDA e anche priva di senso: dove sta scritto che chi adotta un cane al canile non lo abbandoni nuovamente? a me risulta che gli abbandoni reiterati sono all’ordine del giorno. Forse lei propone di far estinguere i cani.
            Certo, la sofferenza dei cani è UNO dei grandi problemi, la loro sofferenza strazia anche me, ma non le ho visto scrivere una sola parola sensata, per esempio, sulla lotta alle puppy mills, contro gli sciagurati che comprano i cani in negozio, alimentando questi traffici orrendi, non una parola sull’educazione cinofila in questo paese di ignoranti. No, solo che l’adozione dei cuccioli di razza è competitiva con l’adozione dei cani in canile. Il che è un’immane, enorme [email protected]@ata.

          • “nessuna predisposizione al dialogo” perchè ribadisco le mie motivazioni e non dò a te (o a Tanja) ragione? strano modo davvero di intendere “la predispozione al dialogo”. Poi, ognuno ha la testa che gli è capitata in sorte.

          • no carissimo mc.. a rendere impossibile il dialogo sono i toni (l’hai capita ora??? ad esempio), la volontà ferrea di non mettersi in discussione (fa paura ma ogni tanto si può fare) e il fatto che le tue argomentazioni sono dei dogmi indiscutibili. inoltre, io e tanja, probabilmente siamo in disaccordo su molte cose anche per quanto riguarda il rapporto cane-uomo ma la leggo senza presunzione

          • sarei, inoltre, curioso di sapere se dialoghi in questo modo anche dal vivo o la tastiera ti aiuta a tirar fuori il meglio di te..

      • La contraddizione è che chi compra un cane in allevamento lo fa perchè lo vuole in un certo modo e se chiudi tutti gli allevamenti lui NON VA AD ADOTTARLO IN CANILE MA RESTA SENZA CANEEEEEEE!!! O nella PEGGIORE DELLE IPOTESI lo comprerebbe da uno dei trafficanti senza scrupoli che SPUNTEREBBERO COME FUNGHI se solo quelli come te facessero chiudere gli allevamenti seri. L’hai capita ora?????????????????????????????????????????????

        • viviamo realtà diverse… purtroppo entrambe sono reali! se avete la possibilità di adottare, non dimenticate che c’è chi vi aspetta chiuso in una gabbia, magari da svariati anni!!! a voi la scelta!! tanti saluti..

          • pensa, “carissimo” wzaxserdtfybguhni, che qui dentro molti pensano la stessa cosa di tanja, e probabilmente anche di te. Come vedi le verità sono sempre relative. Anche i tuoi toni, per esempio, non scherzano niente quanto ad arroganza, ma io non ho troncato la discussione scrivendo “c.v.d.:nessuna predisposizione al dialogo”, oppure “sarei, inoltre, curiosa di sapere se dialoghi in questo modo anche dal vivo o la tastiera ti aiuta a tirar fuori il meglio di te..”. Quindi non mi pare che sia io “a rendere impossibile il dialogo” per “i toni (l’hai capita ora??? ad esempio)”, per “la volontà ferrea di non mettersi in discussione (fa paura ma ogni tanto si può fare) e il fatto che le tue argomentazioni sono dei dogmi indiscutibili”.
            Semplicemente, io ti dò molto fastidio, e tanja no, quindi non sei disposto a discutere con me, ma dai la colpa a me perchè IO non ho nessuna predisposizione al dialogo.
            E CON QUESTO LA DISCUSSIONE CON TE E’ CHIUSA.

          • beh mc..io non ho fatto nessuna battuta riferita alle tue capacità intellettuali (“ognuno ha la testa che si ritrova”). il mio primo post era un invito ad un modo di dialogare diverso visto che vedo spesso che alcuni frequentatori del sito si “scagliano” contro coloro i quali si presentano in disaccordo con loro. in particolare vedo spesso il tentativo di screditare le opinioni degli altri mettendo in dubbio la buona fede del commentatore (“sei un troll?”) o la sua sanità mentale (“non sei a posto”) e non vedo mai una vera disposizione al dialogo e a ridiscutere seriamente le proprie convinzioni. probabilmente è il mezzo internet che non lo permette perché la tastiera (spero sia quello il problema perché difficilmente mi capita di ricevere risposte come le vostre nella vita all’aperto) ci rende tutti un po’ più arroganti. arroganza che non mi sembrava di aver inserito nei miei primi post e se sono stati letti in un certo modo mi spiace. a me sembra davvero che si risponda attraverso dei dogmi. infine, il commento al quale hai risposto era rivolto a deni e non a tanja..mi sembra strano pensare che veramente chi vuole un cane di una certa razza vivrebbe senza cane o lo acquisterebbe in un negozio per averlo se non trovasse un allevamento serio…
            p.s. do e non dò

  5. Secondo me il problema è che non esiste una distinzione netta tra cagnari e Allevatori.
    Premetto che io sono appasionata di Boxer ed ho a casa due rescue puri, uno proveniente dal sud e abbandonato dopo la morte del proprietario, mentre per l’altro il discorso è più complicato. Proviene da un noto allevamento, ma essendo nato con un solo testicolo era di scarso valore e quando si è lussato il gomito l’allevatore ha pensato che fosse troppo costoso portarlo dal veterinario, con il risultato che l’osso è cresciuto fuori dalla sua sede e adesso è stato operato, ma rimarrà comunque zoppo. Allora io mi chiedo un allevatore del genere, che possiede cani pieni di titoli e che fa accurate selezioni per le malattie genetiche, per l’aspetto e il carattere, ma poi abbandona gli esemplari non perfetti e le fattrici a fine carriera in che categoria dovrebbe stare?

  6. Neanche io mi vergogno di dire che ho adottato un cane affetto da leishmania pregressa. Si dovrebbero vergognare coloro che non me lo hanno comunicato.
    Non mi vergogno di dire che questo mio cane è il migliore in assoluto, che ho seguito, curato e tuttora amo con tutta me stessa, non mi vergogno di dire che ho pregato perché si salvasse barattando anche la mia salute purché si stabilizzasse, non mi vergogno di dire che lo soffoco di precauzioni perché non vorrei mai che potesse contagiare anche il tuo cane.
    Non mi vergogno di dire che se avessi riscontrato correttezza e lealtà avrei adottato ancora.

  7. Valeria, ti leggo sempre con interesse e hai il mio massimo rispetto. Sei una cinofila vera e sai ciò che dici.
    Detto questo, ho una meticcia segugio meravigliosa che ho educato io, con polso, gentilezza e fermezza, tanto che è un 99/100 alla prova CAE-1.. È venuto il momento di darle compagnia e la scelta è caduta su un flat coated retriever (abbiamo già scelto l’allevamento che secondo noi, è il migliore in assoluto) per ciò che ci dici è insegni tutti i giorni e per cui ti batti con passione e che condivido.. Siamo dinamici e abbiamo tempo e voglia da dedicare al Peter Pan dei cani.. Però ci prenderemo anche un grayhound rescue.. Lascio volentieri a voi gli scanni allevatori vs animalisti, le problematiche degli interessi economici e via discorrendo.. I grayhound e i galgo non c’entrano nulla se non di avere la sfiga di essere nati nel posto sbagliato magari da fior di allevatori che poi li destinano ai circuiti delle corse in Irlanda o ai galgueros in Spagna.. La loro fine viene presto, per incidenti o perché gettati in un pozzo, legati alle rotaie dei treni, impiccati, lasciati morire di fame.. Non mi sento crocerossina o psicolabile per aver scelto anche un rescue, non mi sento stupida o di dover per forza prendere posizione.. Mentre vi scannate, i bastardi che speculano sui cani stanno tranquilli senza che uno straccio di autorità li sbatta in galera o faccia rispettare leggi che ci sono ma che non vengono applicate.. Per questo non volto le spalle a un rescue, a un levriero che conosce la notte dei tempi ma che ora viene trattato come spazzatura. Sarà sfigato? Pazienza, so a cosa Vado incontro. Rivendico il diritto di scegliere sia di comprare, sia di salvare un levriero da un destino orribile.. Con buona pace di allevatori e animalisti..
    PS: mi firmo con nome e cognome perché delle mie idee non mi vergogno e non credo di far male a nessuno dicendo la mia..

  8. Ho adottato una cagnolina del progetto cani francesi,era in stallo presso una volontaria che e anche una allevatrice . Nel mio caso sono stata fortunata ho trovato una volontaria non solo appassionata ma esperta ,penso sia anche un ottima allevatrice insomma una vera cinofila la prova che le due cose possono coesistere ( penso che lei si rossi
    La conosca personalmente io non ho voluto nominarla !)

    • Mi sa che la conosco, sì :-). E infatti il progetto cani francesi è una delle “perle rare” in cui allevamento e volontariato coesistono: purtroppo sono ancora troppo poche…

  9. per me gli animali dovrebbero essere lasciati in pace, ma sopratutto vivere più lontano possibile dall’uomo e dalle città, perchè per quanto può essere bella e magica la relazione uomo-cane non possiamo rimanere indifferenti alla enorme sofferenza che avviene nei confronti degli animali da parte della razza umana!! quindi per me ogni forma di commercio, di qualsiasi animale, è negativa, e chiunque partecipa è complice! magari anche io sono complice di altri tipi di sfruttamento perchè ignoro cosa c’è dietro, ma per questa realtà, non ci vuole molto a capire che pensando di fare la cosa giusta e comprando da un allevatore serio, comunque c’è talmente tanto bisogno di diminuire il numero di randagi e animali carcerati, che l’unica scelta giusta può essere solo quella!

    • Ok mi son convinta. Adesso prendo Biagio,il mio meticcio raccattato l’anno scorso per strada e lo lascio in pace cioè lo sperdo nei boschi dell’Appennino lontano da tutto e da tutti. Perchè anche se è vero che lui ed io abbiamo una bella e magica relazione pare che io, in quanto componente della razza umana, lo stia facendo indicibilmente soffrire. Ma provare a chiudere l’ombrello quando piove il buon senso?

      • io mi riferivo e ho condannato il commercio degli animali. è solo un sogno che gli animali potranno un giorno esseri liberi!! l’umo continuerà a sacrificarli e sfruttarli come a sempre fatto! non possiamo cambiare secoli di evoluzione e di selezione, in particolare per gli animali domestici l’unica cosa che si può fare è NON COMPRARE e non FAR NASCERE!! meglio ancora si può adottare come hai fatto tu e come ho fatto io salvando la vita ad un randagio o ad un carcerato! era questo il mio invito…

        • Tanja, diamoci una regolata, però… “l’uomo” chi? Ci sono uomini bastardi dentro, e su questo non ci piove: uomini che fanno del male, che abbandonano, che ammazzano (sia altri uomini – perfino bambini – sia animali): ma ci sono anche miliardi di uomini che gli animali li amano, non li sfruttano, anzi si sbattono per il loro bene. Quindi non generalizziamo troppo… che alla fine fine i bastardi sono in minoranza.
          E poi: “Non comprare e non far nascere”, cosa significa? Facendo così, una volta adottati (o morti) tutti i cani presenti oggi nei canili, rimarremmo senza cani: perché per non far nascere, ovviamente, si deve sterilizzare: e se a canili vuoti si dicesse “ok, adesso possiamo ricominciare a far nascere dei cani”… ops, non ce ne sarebbe più nessuno in grado di riprodursi!
          E allora, anziché fare sparate del tutto vane, perché non proviamo a gestire la cinofilia in modo più civile? Per esempio appoggiando, anziché boicottando, gli allevatori seri e facendo le guerre solo contro i cagnari? E’ con la cultura che si vincono le guerre, non con gli slogan!

          • mi dispiace ma rimango della mia idea! ogni santo giorno c’è un cane da salvare dalla strada da un maltrattamento da un canile!! ogni volta che entro in un canile il mio cuore si ferma e non riesco a respirare!! anche se per assurdo finissero tutti i cani nelle città, almeno non ci sarebbero più quelli che soffrono! io non riesco ad immaginare la mia vita senza di loro e lo so che esistono miliardi di persone che li amano, ma se potessi scegliere veramente, preferirei la loro libertà ! perchè comunque la sofferenza che c’è è troppa! la cultura è sempre la strada migliore di tutte, infatti sono diventata un educatrice, ma ovviamente devo ancora fare tante esperienze per diventare una brava volontaria! come mi disse Valeria quando ebbi l’onore di ascoltarla in uno stage. Mi dispiace ma ogni volta che una persona compra un cane o lo fa accoppiare, non posso fermare il mio dolore, pensando che ha tolto la speranza ad un cane che oramai già è nato ma non verrà mai amato!

          • Una che pensa che per i cani stare con l’uomo è soffrire, che non verrà mai amato fa l’educatrice? O signore…

            Mi sembra un discorso tipico di quelle donne che uccidono i figli per evitare che il mondo li faccia soffrire…

        • Proviamo a discuterne civilmente. Quindi tu sterilizzeresti tutti i cani ed i gatti, di razze e meticci. E i criceti? I coniglietti nani? I cavalli? Loro possiamo continuarle a farli nascere e tenerli come animaletti?

          Oppure dobbiamo eliminare tutti gli animali da compagnia e tenere solo quelli per uso alimentare? Quelli vivono più felici dei cani e dei gatti sfruttati dall’uomo?

          Magari invece non sarebbe meglio educare la persone al rispetto per i propri animali, al non abbandono? Oppure dato che esistono i pedofili nel mondo invece di occuparci di loro è più facile non fare più bambini visto che sono secoli di evoluzione che hanno portato al fenomeno?

          • ho le mie idee anche su altri argomenti (io non compero mai nessun tipo di animale da compagnia, io non vado allo zoo e al circo, io non mangio animali e derivati ecc…), ma qui si parla di cani! la cosa giusta per me da fare già l’ho detta … per quanto riguarda il cane e il gatto l’unico motivo buono è adottarli da un canile o dalla strada. per me non ce ne sono altri! poi se parliamo di sogni, nel mio mondo gli animali sono liberi!!! educare le persone al rispetto è quello che faccio, ma le persone che abbandonano, che uccidono, che sfruttano, purtroppo parlano un altra lingua… e purtroppo anche quelle che comprano… ciò nonostante noi cerchiamo di comunicare lo stesso anche con loro!! come si è diffuso l’orrore della vivisezione si diffonderà anche l’orrore dei cagnari ecc…

          • Ma cosa sono i cani liberi, secondo te?
            Lo sai qual è la vita media di un lupo (ovvero di un “cane libero”)? Cinque-sei anni. E non solo dove possono incappare negli uomini armati di fucile, ma anche dove vivono davvero liberi… solo che ci sono i predatori naturali, le malattie che nessuno cura, le ferite che si infettano e portano alla morte… e hai presente quale mortalità infantile ci sia tra gli animali “liberi”?
            Siamo poi così sicure che essere “liberi” sia meglio?

          • si sono sicura… quella è la realtà della natura !!! giusta o sbagliata che sia, è la natura… vince la legge del più forte!!! essere schiavi dell’uomo è sicuramente peggio… ma l’argomento non è questo giusto?? questo è solo uno dei miei sogni… ripeto ancora una volta i cagnari vanno eliminati e basta! e su questo non ci piove! gli allevatori seri non so quanti ne possono esistere ma comunque gli chiederei di smettere almeno fin quando l’emergenza canili lager e randagismo non si placano!! le persone che vogliono il cane di razza e non ne conoscono neanche le attitudini?? che poi li fanno accoppiare senza criteri?? ufff il discorso è immenso!!! io dopo gli orrori che mi tocca vedere tutti i giorni non posso non invitare le persone a salvare una vita invece di comprarne un altra scusatemi, se non ci credete andate a farvi dei giretti nei canili !!

          • E’ vero, il discorso è immenso… ma qualsiasi discorso dovrebbe partire da una profonda conoscenza dei fatti. E in molti animalisti, volontari o meno, questa conoscenza manca. Non solo: c’è anche una visione distorta della realtà, proprio perché si viene ogni giorno a contatto con il dolore, con l’ingiustizia, con i risultati della crudeltà umana. E questo non fa certo bene a una visione super partes del mondo cinofilo.
            Purtroppo la cruda verità è che c’è pieno di cattiveria e di ignoranza (tant’è che anche molti adottanti fanno cose schifose: maltrattano i cani, li riportano indietro con le scuse più assurde, li abbandonano nuovamente…): ma per fortuna c’è altrettanto pieno di persone per bene, che trattano i loro cani col massimo rispetto. E a queste persone non si può imporre di adottare, così come alle brave persone che allevano non si può imporre di non allevare: anche perché, come ho scritto recentemente, chi non vuole il cane di canile (per mille possibili motivi) in caso di “sospensione” dell’allevamento non andrà ad adottarlo, ma starà senza, in attesa che i canili li svuoti qualcun altro. O peggio ancora… lo comprerà sottobanco, dai SICURI cagnari che verrebbero fuori come i funghi ad allevare in clandestinità, senza alcun controllo né alcuna forma di amore, solo per soddisfare un mercato.

          • Glenda non riesco a capire com’ è possibile non sapere quanta sofferenza esiste per gli animali per colpa dell’uomo.. se parliamo solo di cani, certo che esistono le persone che li amano e li rispettano, ma questo non cambia e non può essere più importante delle atrocità che esistono!! cosa centro io e cosa faccio nella vita?? i miei cani stanno bene ma mica cambia che ci sono i cagnari, i canili lager, i cani a catena, le fabbriche di cuccioli, i cani che muiono tutti i giorni in strada, i cani comprati per far giocare i bambini ecc… ma come si puo pensare che possa essere piu importante un allevatore, un cane di razza o che ne so!!! ho studiato per avere più possibilità di aiutare i cani in difficoltà, con le mie amiche volontarie cerchiamo di rieducarli per poi trovargli una famiglia adatta a loro, con pre e post affido… per me questo significa amarli!!! aiutarli!!

        • “Ovvero, vi siete innamorati del risultato di una selezione (perché non so se qualcuno ve l’ha mai detto, ma i cani di razza non nascono sotto i cavoli e non li porta neppure la cicogna: li “costruisce” l’uomo, selezionando i riproduttori).
          Ma allora, perché adesso ve la prendete proprio con chi la vostra razza continua ad allevarla, ovvero a cercare di mantenerla pura e – quando e se possibile – di migliorarla?”
          Leggendo questo passaggio come fai a poter ancora sperare di dialogare con queste persone?

          • Oddio e queste sarebbero educatrici di cani e padroni?!? e a loro chi le educa??????? Tanja & company vi manca una bella base di cultura, cercate di rimediare…

  10. Parlo da “crocerossina”, quella con l’istinto di salvare i poveri sfigati. Bene, ho 3 poveri sfigati, ora vorrei la mia parte, vorrei un bel San Bernardo! (Ovviamente sui rescue nemmeno l’ombra di uno puro…) E non mi sento in colpa per questo.

  11. Chi si occupa di cani rescue ostenta la conoscenza della determinata “razza” patrocinata sotto tutti i punti di vista elencandone le doti o le eventuali imperfezioni morfologiche-caratteriali-sanitarie visibili. Omettono o dimenticano però di comunicare all’adottante ciò che non appare così visibile come ad es. una cicatrice. Un rescue dopo essere stato accolto in famiglia potrebbe manifestare sintomi di patologie che chi ha adottato non immaginava di dover affrontare poiché informazioni mai ricevute prima. Quindi, o chi si occupa di rescue non è poi così esperto o se lo è, pur di far adottare cani non la racconta volutamente giusta…….
    Un cane che racchiude in se contemporaneamente bellezza, salute e bontà non sarà quasi mai proposto pubblicamente in adozione, al limite ceduto privatamente.

    L’allevatore che intende altresì allevare razze di nicchia può vedere sfumare i propri progetti produttivi contrastati anche dalle associazioni rescue che riescono meglio a far breccia e a diffondere un msg più coinvolgente emotivamente ed economicamente. Inoltre qualitativamente un allevatore per essere considerato affidabile e preso come riferimento della razza nel tempo, dovrebbe essere disposto ad assumersi responsabilità sul suo operato, diversamente risulterebbe un’infame.

    L’origine delle guerre è sempre finalizzata ad ottenere potere o mantenerlo.

  12. In Italia anche il rescue del clc recupera soprattutto clc di razza. E’ uno degli effetti collaterali della moda clc. Quando avevo pensato di prenderne uno (ho desistito perché mi sono resa conto che non era adatto a me, e poi nemmeno il clc e’ un pt) avevo cercato anche fra i rescue. Ero rimasta allibita vedendo quanti bei cani anche giovanissimi fossero in cerca di una famiglia, ma una delle cose che mi ha frenato maggiormente dal prendere un clc rescue (se l’avessi preso sarebbe stato un cucciolo in allevamento serio) era il fatto che molti cani avevano seri problemi comportamentali e caratteriali dovuti non a carenza dell’allevatore, ma del precedente proprietario che aveva scelto questa razza con leggerezza, senza preoccuparsi di socializzare o educare il cane nel modo giusto. Cani estremamente paurosi verso persone, auto, rumori, o addirittura alcuni casi di cani presi in coppia, lasciati a se stessi e quindi imbrancati, con conseguente aggressività molto alta verso qualsiasi cosa o persona potesse rappresentare una minaccia non solo per se stesso ma anche per il compagno. Personalmente, non avendo mai avuto un clc, non me l’euro proprio sentita di imbarcarmi in un’impresa per la quale non mi sentivo preparata. A parte i difficili casi che propone, però il clc rescue si distingue proprio perché collabora anche con allevatori seri e sono organizzati molto ma molto bene, con rappresentanti presenti su tutto il territorio in modo da offrire assistenza continua ai loro adottanti.

    • Fa male vedere quanti CLC “smollati”dalla precedente famiglia ci siano. Non è un cane per tutti, eppure in giro sempre più gente vuole prenderne uno…ho apura che la situazione andrà peggiorando 🙁

      • Già, ne ho visti almeno 4 negli ultimi tempo nel mio paese… purtroppo qui in Trentino non è molto diffusa la cultura cinofila per cui questi proprietari sicuramente non chiederanno aiuto a nessuno quando avranno dei problemi

  13. Sono assolutamente d’accordo sul fatto che sia inutile scannarsi per una questione simile anche perché, sia gli allevatori SERI che gli animalisti SERI lavorano per la stessa cosa: il bene degli animali stessi. Non vedrei però, necessariamente, dell’egoismo nei volontari , non generalizzerei, mai, perché ogni caso è a se e non bisogna dimenticare che, se non ci fossero loro, molti “sfigati” che possono dare ancora molto nella famiglia giusta ed essere compagni stupendi, rimarrebbero chiusi in una gabbia o a morire in una discarica. NON tutti i volontari sono persone con carenze affettive che cercano appagamento in questa missione , esiste la passione senza patologia, esattamente come per gli allevatori (per cui tra l’altro si potrebbe dire che allevare è un modo per soddisfare il proprio ego ).Ma NON VOGLIO ATTACCARE GLI ALLEVATORI , se non ci fossero loro, non avremmo la possibilità di orientarci sul carattere del cane che vogliamo come compagno, di apprezzare la bellezza e l’equilibrio di un cane selezionato con professionalità. Ho incontrato alcuni volontari (non tutti) competenti, animati di sana passione e, lasciatemelo dire, veramente meritevoli di stima.io stessa qualche volta sono andata in canile a dare una mano e credo fermamente che quello sia un luogo dove molti potrebbero trovare un cane speciale, quello adatto a loro, se guidati da persone competenti (non da quelle che non fanno altro che dire come l’hanno trovato male, quanto sia stato bastardo chi l’ha abbandonato ecc).Ci sono canili che non mirano all’arricchimento, ci sono volontari che investono gran parte della loro vita per mettere pezze sui risultati dell ”indifferenza di altri.Non tutti devono prendere un cane al canile, è vero,io stessa in futuro vorrei prendere un cane di razza da un allevatore serio.Ma il lavoro dei volontari, quelli veri e competenti che CI SONO, non va biasimato ne’ sminuito.

    • BRAVA Serena!!!

      Mai generalizzare!!! Perchè come non è giusto criminalizzare tutti gli allevatori come cagnari è ugualmente ingiusto pensare che tutti gli animalisti siano talebani ignoranti! Anzi se guardiamo il numero di cani “di razza” scopriamo che molti sono figli di cagnari (come spiegatomi da un amica allevatrice, lei fa 20-30 cani all’anno un cagnaro ne fa-importa mille così si crea sperequazione nella statistica) più dei volontari talebani ingnoranti; in proporzione!

      Impariamo a non generalizzare è giusto parlare e fare cultura che è l’unica cosa che può servire nel mondo dell’allevamento(insegnare ai futuri compratori) nel mondo del animalismo(per fortuna quello talebano sta pian piano scomparendo) e nel mondo dei rescue.

      PS io sarei per il divieto di vendita dei cuccioli su internet e nei negozi; per la sterilizzazione obbligatoria di tutti i cani non di razza, o ancor più per i cani non predisposti alla riproduzione ma solo dopo aver fatto lastre esami etc per vedere se veramente da loro potrebbero nascere cuccioli che migliorino la razza! Lasciando così la riproduzione solo ai molti allevatori seri e facendo si che chi non è disposto ad andare da un allevatore serio debba andare in canile o meglio ancora se non sei culturalmente pronto non ti prendi un cane!!!

      • D’accordissimo, soprattutto sull’ultima parte del discorso.
        Io credo che con un po’ di criterio, responsabilità e con l’obbligo di un patentino, si potrebbero risolvere un sacco di problemi…

  14. Questa è una domanda che mi sono sempre posta. Perché si glorifica le caratteristiche di una razza, ma poi si insultano gli allevatori che la preservano? A volte sembra che alcuni si mettono a salvare cani di una certa razza, con l’intento che razza= interessi economici= sfruttamento di poveri cani che devono essere dati in adozione e dunque sfortunati proprio perché di razza.
    Comunque piccola precisazione: i greyhound dall’Irlanda sono di razza avendo un libro genealogico. I galgos delle perreras sono dei levrieri. Come i segugi che abbiamo nei nostri canili non sono segugi italiani. Magari fosse così semplice avere un galgo español puro e in standard!

    • Gli allevatori non perservano nulla.
      La differenza tra Rescue e allevatori? I primi sono coloro i quali non sanno prendere posizione nelle loro vite. Sanno dove vorrebbero stare, ma non riescono a rinunciare all’adrenalina del loro egoismo indivisualista proiettato sul cane. Quindi restano nel recinto della razza ma si occupano di salvare gli scarti dei produttori.
      I secondi sono gli aguzzini che permettono alla Pet Economy di fare numeri da capogiro e di essere più profittevoli dell’industria dei prodotti per neonati. Senza gli allevamenti non ci sarebbero i vari ARCAPLANET e compagnia.
      numeri : su 8,4 mln di cani in ITalia (piu o meno), 690mila (stabili da 6 anni) sono i randagi e gli “ospiti” dei canili. gli altri 7.4 mln arrivano da allevatori con affisso, senza, amatroiali, casalinghi, cucciolate etc etc.

      Gli allevamenti per cani sono pari agli allevamnti di maiali. I primi servono alla catena industriale della PET ECONOMY, i secondi semplicemente per l’industria della carne e del suo indotto.

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