venerdì 3 Luglio 2020

I contro-perché cinofili: perché il cane non muggisce

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canmuggiscedi MARCO CARUCCI – A scuola ci insegnano che il cane abbaia e noi ci limitiamo a prenderne atto, poi ci capita di verificarlo nel corso della vita e diamo per dimostrata l’equazione cane = abbaio, divenendo per noi una certezza che questo sia il verso del cane. Quando poi un’esperta come Valeria Rossi rinforza (da buona addestratrice) questa nostra convinzione con un meticoloso articolo al riguardo, noi, del tutto superficialmente, riteniamo che ciò sia bastevole per chiudere l’argomento.
Mica vero, in quanto ogni affermazione scientifica prevede anche la verifica con metodo a contrariis,  cioè dimostrando che l’assunto a cui si vuole pervenire resiste a controprove di segno opposto. Quindi, se esiste un perché i cani abbaiano deve necessariamente potersi dimostrare perché non muggiscano.
Non è poi tanto peregrina questa ricerca in quanto essa parte dal presupposto, incontrovertibile, che l’anatomo-fisiologia dell’apparato fonatorio-vocale dei due mammiferi in questione, il cane ed il bovino, sia sostanzialmente sovrapponibile ed usufruisca delle medesime componenti strutturali (cavità oro/nasale – faringe – laringe – corde vocali) per cui ci si può del tutto legittimamente chiedere quali siano le specifiche ragioni scientifiche che rendono ragione del difforme verso dei due animali.

La mole
Anche se si sente dire spesso “quello lì c’ha un cane che sembra un vitello”, nella realtà, per quanto l’occhio del padrone ingrassi il cavallo (che è un altro animale ancora ma è solo per usare una frase comune che rende l’idea, non divaghiamo), nessun cane, sebbene di taglia gigante, può raggiungere le dimensioni di un bovino (quantunque quest’ultimo possa essere affetto da nanismo). Il cane, che, come sappiamo, è un animale molto intelligente, ha uno spiccato senso della misura e, soprattutto, del ridicolo così da rendersi conto che un verso tanto “importante” e solenne quale un muggito non gli si attaglia per nulla. Per questo ha ripiegato sull’abbaio, che sente maggiormente nelle sue corde (vocali).  Anche perché – l’ho detto poco sopra che ha il senso del ridicolo – è ben conscio che, per lui, muggire sarebbe come applicare la sirena di un transatlantico ad un pattìno.

muccabbaiaLa dieta
Un punto chiave: la vacca è erbivora, il cane è carnivoro. Ora, è noto a chiunque che le tisane alle erbe sono un vero toccasana per la gola e, d’altro canto, chi vuol schiarirsi la voce si mangia una caramella alle erbe balsamiche: figuriamoci allora le mucche, che di erba ci vivono, di quale supporto possono godere per la salute della loro vocalità, tanto più se trascorrono mesi interi nei pascoli di alta montagna dove, alla enorme varietà di vegetali biologici, si assomma la elevata qualità dell’aria incontaminata. Se poi si considera che, per riuscire a muggire, le erbe non solo le mangiano in prima battuta ma anche se le
ruminano, viene facile capire come il muggito, che richiede uno sforzo non indifferente della muscolatura faringo-laringea, sia negato al nostro cagnolino.

L’evoluzione.
Dai tempi dell’homo sapiens se ne è fatta di strada: eppure, mentre il cane ormai vive disinvoltamente in salotto, la vacca continua a starsene felicemente in un prato o in una stalla né sembra mostrare attitudini particolari che inducano lei ad entrare in appartamento ovvero facciano venire voglia a noi di averla sempre vicina, acciambellata sulla poltrona.
Così è il cane stesso che ha scelto l’abbaio quale forma di espressione vocale intra- ed interspecifica, resosi perfettamente conto che il muggito era francamente eccessivo in condominio, ancor più non volendoci mettere in ulteriore imbarazzo con i vicini visto che già con l’abbaio, a volte, sono problemi.
E il cane che ha disposizione un ampio giardino, che vive in campagna, senza altre case vicine… allora perché, lui, non muggisce? Semplice: perché non vuole essere confuso con una mucca.

Bene, mi sembra tutto chiaro; adesso devo chiudere in quanto mi ha contattato telefonicamente la direttrice di “Ti presento il bovino” per chiedermi un articolo sulle ragioni scientifiche circa la impossibilità di addestrare al riporto della pallina il toro Miura: quindi ho la necessità di andare ad immergermi nei testi specialistici onde fornire una congrua e motivata analisi in proposito.

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8 Commenti

  1. Miao a tutti, un saluto particolare oltre ovviamente a Valeria, va a Marco che non è la prima volta che leggo e mi piace un sacco, ma devo chiedervi un consiglio: non so se capita anche a voi, premesso che anche il mio cane abbaia, vorrei sapere come mai a volte ruggisca (non ringhia), ruggisce! Aggiungo che se gli chiedi di riportarti il freesby in un momento di masticazioneconvulsiva, lui emetta più o meno questo:” Eahaamaaa, hammahanaa”….stile arabo, il mio gatto fa invece lunghi discorsi con mia suocera, sempre stile arabo-cinese, di mia suocera invece so che ci vuole un esorcista! Giuro che quello che ho scritto, per quanto sembri una battuta sia tutto vero!

  2. io non ci scommetterei, riguardo al toro: ho visto dei puledri divertirsi come pazzi(matti come cavalli) con palline giganti. con un po’ di addestrament coercitivo (proprio da macellai!!) magari, chissa’……

    • Gentile Valeria, se non l’avesse ancora fatto, ci spiegherebbe anche il perché del cane che si mette con la schiena a terra e inizia a rotolare a destra e sinistra emettendo vocalizzi non meglio identificati (wraoo….gnauao….iahaghhao….).
      Il mio cane lo fa sopratutto la mattina quando mi rivede dopo la notte di sonno.

      P.S. articolo esilarante a dir poco.

  3. Ma… ‘ste pillole di buonumore…. le passa la mutua??
    No, perchè, metti che mi vadano a creare dipendenza…. come la risolviamo?

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