spinea1di VALERIA ROSSI – Da qualche giorno sto seguendo, tramite un’amica di FB letteralmente terrorizzata per il suo cane, la vicenda dei bocconi avvelenati che hanno già ucciso, a quanto pare, 16 cani tra Spinea, Mirano e dintorni, tutti in provincia di Venezia (il giornale qui a sinistra aveva pubblicato la notizia quando si era “soltanto” a sei casi).
Inizialmente i bocconi erano stati sparsi in un’area cani, ora lo psicopatico avvelenatore si sta allargando e ne sono stati ritrovati sia in un parco che nel giardino di una casa privata.
Come se non bastasse la tragicità della storia in sé, quello che colpisce è l’apparente disinteresse delle istituzioni: l’amica che mi sta aggiornando sulla vicenda, infatti, mi ha scritto di aver contattato polizia, carabinieri e Comune… ed ecco il risultato:

La polizia non mi ha detto nulla, ma perlomeno è stata gentile; i carabinieri, oltre a chiedermi “lei a che titolo mi fa queste domande?” mi hanno detto solo che tutta Spinea è da considerarsi a rischio e di sentire il Comune per sapere degli eventuali provvedimenti; dulcis in fundo, in Comune la responsabile ambiente e protezione civile mi ha detto che non stanno facendo NIENTE perchè non hanno ricevuto nessun avviso con analisi di bocconi avvelenati/autopsie!

Si resta allibiti di fronte a queste risposte, visto che molti proprietari delle vittime hanno sporto regolare denuncia: ma a quanto pare nessuno ha chiesto loro di produrre referti, analisi o autopsie.
Allucinante, poi, quanto si legge su “Mirano Magazine”.
Dopo il racconto di una proprietaria che è riuscita miracolosamente a salvare il suo cane dopo che aveva ingerito dei wurstel “ripieni” al veleno per topi, arrivano le seguenti considerazioni: “sembrerebbe un fatto isolato inspiegabile” (isolato, con 14 cani morti al momento in cui è stato scritto l’articolo?), e poi “per la tipologia del confezionamento, fa riemergere vecchi attriti tra gli agricoltori e i cacciatori che spargevano bocconi avvelenati in alcune aree per far desistere l’accesso nei territori a chi pratica l’attività venatoria della caccia. Questa ipotesi è sostenuta anche dalle forze dell’ordine, poiché, sia per la derattizzazione che per il randagismo esistono sistemi più moderni ed efficaci”.
Cioè, spargere bocconi avvelenati sarebbe un metodo semplicemente un po’ datato per contrastare il randagismo? Ma siamo pazzi?!?
Se questo è l’atteggiamento della stampa locale (che conclude con “Speriamo non si ripeta, ma consigliamo di tenere sempre gli occhi aperti”… come se fossero i cittadini a doversene preoccupare, e non le istituzioni), non sorprende più di tanto che non sia ancora stato fatto nulla per contrastare il pazzo criminale che continua allegramente – la sua opera, evidentemente indisturbato.

spinea2Che fare, per “disturbarlo”?
Su Geapress ho trovato un articolo decisamente esaustivo su tutte le procedure da seguire: che sono piuttosto complesse, ma chiare.
Servono effettivamente le denunce corredate da referti e autopsie, dopodiché, però, il Sindaco “deve aprire un’indagine, bonificare e tabellare la zona, intensificare i controlli. In caso di inadempienza il Sindaco va prontamente diffidato perché proceda immediatamente ad assolvere i suoi compiti”.
Non solo. Si legge anche che “l’Ordinanza ministeriale prevede che presso ciascuna Prefettura sia attivato un ‘Tavolo di coordinamento’ per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno. Il ‘Tavolo’ , coordinato  dal Prefetto, è  composto da  Provincia, Sindaci, Servizi veterinari ASL, CFS, IZS, Guardie Zoofile, Polizie locali ed un medico veterinario libero professionista, nominato dall’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di appartenenza. Se presso la Prefettura il ‘Tavolo di coordinamento’  non è ancora organizzato, occorre scrivere al Prefetto per chiederne l’immediata istituzione”.
La legge, dunque, prevede meccanismi precisi tesi a contrastare questi fenomeni: fa specie, però, che lo spargimento di bocconi avvelenati venga considerato un reato legato solo agli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale (uccisione e maltrattamento di animali), mentre andrebbe considerato anche come tentata strage, visto l’altissimo rischio che corrono i bambini piccoli, notoriamente avvezzi a mettere in bocca qualsiasi cosa trovino.
Nel frattempo non possiamo che invitare i proprietari di cani residenti in quelle zone a seguire le procedure richieste, il Sindaco a farle almeno conoscere, anziché aspettare che le scoprano da soli, tutti gli umani a far uscire i propri cani solo con la museruola (che è sicuramente antipatica, ma in casi di emergenza come questi può essere un vero salvavita)… e soprattutto a NON partecipare alla manifestazione cinofila che si terrà domenica prossima al parco di Spinea, all’uscita del quale sono stati ritrovati alcuni dei bocconi.
E’ davvero incredibile che non sia stata annullata o almeno rimandata questa manifestazione, visto l’altissimo rischio e visti i precedenti di San Marino (per chi non lo ricordasse, anche lì era all’opera un pazzo che, dopo aver ucciso diversi cani in case private, ha seminato veleno durante l’Esposizione Canina Internazionale).
I bocconi avvelenati sono una vera tragedia troppo spesso sottovalutata: è importante che i cittadini si attivino il più possibile per coinvolgere chi di competenza, ma sarebbe ancor più importante che venissero comminate pene severissime (quelle per l’uccisione di animali, come tutti sappiamo, sono ridicole) a chi si rende colpevole di tali infamie.
O bisogna aspettare davvero che muoia un bambino, prima di capire gli effettivi rischi che si corrono quando ci sono in giro pazzi furiosi come quello che sta operando a Spinea?

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10 Commenti

  1. Tutto ciò è allucinante.
    Allucinante per chi lo pratica e per le forze dell’ ordine che sembrano non rendersi conto che un cane per il suo padrone è come un Figlio.
    Spero che si organizzino i cittadini in qualche modo e che riescano a pizzicare il tizio in questione.
    Poi spero che non gli facciano troppo male, anche se ho i miei dubbi se becca qualcuno tirato in causa.
    Sinceramente non che mi dispiacerebbe più di tanto.
    Da una parte una vita è una vita, ma una Vita di Merda come la sua qualche Pestatina se la potrebbe pure meritare.
    Sono convinto che se capitasse a me uscirebbe con i Piedi davanti sarà brutto da dire ma non dipende da una mia decisione, nel momento in cui mi si tappa la Vena come si dice a Firenze vedo nero e gli allenamenti passati nel calcio Storico non giocano sicuramente a mio favore.

  2. Aspettarsi che le Istituzioni sappiano suggerire le procedure previste per tali infausti eventi è alquanto improvabile e se comunicate non corrispondente tra i vari Comuni, Regioni, Provincie, Prefetture, ecc.. Come poi di seguito precisa l’art. oltre che sporgere denuncia bisognerebbe allegare alla stessa, affinché risulti più “incisiva”, dei referti medici-veterinari che relazionino dettagliatamente la causa del decesso dell’animale. Certificato come ad es. quello autoptico che presenta però dei costi non indifferenti a gravare sul già provato proprietario della vittima. Spesso queste onerose realtà economiche inducono i proprietari a desistere nell’autorizzare i Vet. a procedere in tal senso.
    Gli autori nel disseminare veleno in luoghi pubblici o privati possono essere dei maniaci seriali, come allevatori-cacciatori in conflitto d’interesse, ma anche insospettabili residenti locali con rancori di vicinato, intolleranze alle manifestazioni (soprattutto quando non previste zone dedicate) le quali possono procurare noie come ad es. strade imbrattate, divieti di transito, posteggi auto occupati, ecc… Motivazioni naturalmente futili ma che alimentano la vigliaccheria umana.
    Si, nel ns. paese solo quando ci scappa il morto (e a volte anche più di uno) si aprono gli occhi poichè la prevenzione non è conosciuta quanto il buonismo.

  3. Non aggiungo commenti a quello che hai scritto, Valeria, perchè non credo ci sia altro da dire. Piuttosto vorrei fare, a te e a chi ne capisce qualcosa più di me, una domanda: qual è il modo migliore per agire tempestivamente nel caso in cui ci si renda condo che il nostro cane ha ingerito qualcosa di potenzialmente letale?
    Mi spiego meglio: a parte l’ovvia corsa dal veterinario, ci sono degli interventi che, se eseguiti immediatamente dal padrone, possono aumentare le probabilità di sopravvivenza del cane?

    • Io so che se ha “appena” ingerito qualcosa di dannoso si può provocare il vomito buttandogli in bocca una manciata di sale, la reazione è immediata, secondo il vet, ma va fatto subito.

    • Se si fosse sicuri del tipo di veleno ingerito, qualcosa si potrebbe fare (per esempio provocare il vomito): però, in alcuni casi, questo peggiora la situazione. Io sono per la corsa dal veterinario e basta, per evitare di fare più danno che bene.

  4. Guardate ho perso due cani proprio a causa di bocconi avvelenati e non esiste veramente cosa più odiosa, l stupidità ( beh in realtà forse la crudeltà) umana mi sorprende ogni giorno di più. Nel mio caso si parlava di qualche cacciatore o simili che li lasciava in giro per uccidere volpi e cani randagi. Peccato che come molti in campagna nei dintorni di reggio spesso i cani li lasciavo liberi la sera (sto parlando di anni fa ora non lo farei mai). Quello che proprio non compatisco è cosa può scattare nella testa di sta gente per far soffrire dolori atroci (a volte ci mettono un giorno intero a morire i cani e se non te ne accorgi subito è già tardi) a qualsiasi animale, cane o volpe che sia…

  5. Approfitto di questo articolo per fare una segnalazione: a GENOVA, in VIA NAPOLI (zona Castelletto) qualcuno ha pensato bene di spruzzare un topicida spray, mortale per inalazione, che è costato la vita ad un cagnolino… Asintomatico, l’ha ucciso in 12 ore; sono già state fatte segnalazioni ai Vigili, speriamo… Intanto, mi dicono che sono stati trovati bocconi avvelenati anche a SALITA DELLE BATTISTINE e persino nell’area cani dell’ACQUASOLA.

  6. Leggendo i diversi interventi non ho potuto desistere dal rappresentarvi quella che è stata la mia situazione a Spinea. Tempo fa ho acquistato casa li per viverci con i miei due cuccioli. Dopo pochi mesi sono stata denunciata per disturbo alla quiete pubblica . I cuccioli avevano cinque mesi. Quaranta dico quaranta verifiche della polizia con esito pisitivo a mio favore non sono bastate per quietare i vicini; anzi! Così ho s-venduto la mia casetta con giardino chiedendo ai vicini di non ammazzare i miei piccoli. Sono venuta a stare in campana e ho il mutuo da pagare fino ai 78 anni! Eppure sono più felice! Il Comune? Ah si il Comune mi ha diffidato formalmente! Di cosa che le relazioni della polizia dicono che si tratta di due buoni Cagnotti???

  7. Ciao a tutti, sono mancata qualche giorno e ora leggo queste belle notizie!!! Anche nelle zone del milanese, succedono, alcuni “volontari” e (purtroppo), disoccupati, hanno deciso di fare degli…appostamenti, co0ntrolli ecc…..stanno tenendo d’occhio un paio di personaggi, l’intenzione è quella di beccarli sul fatto e fargli mangiare un po di…sale!!!!! Quindi nulla di così pericoloso, ma le istituzioni, dovrebbero fare qualche cosa di concreto, non è detto che prima o poi ci scappi il morto, COSA ASPETTIAMO? fACCIAMO COME AL SOLITO E CHIUDIAMO LA STALLA DOPO CHE I BUOI SONO SCAPPATI???

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.