di VALERIA ROSSI – Ancora una lettera, ancora una storia… ma stavolta molto brutta. E’ la storia di un maltrattamento “involontario”,  anzi causato dalla convinzione di “seguire la natura”.
Ecco la storia:

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Frequento un forum dedicato ad una razza poco diffusa: giorni fa, una ragazzina di sedici anni presentava la sua cagnolina, dicendosi “abbastanza disperata” perché non riesce a trovare un maschio abbastanza vicino a casa da farla accoppiare.
Tu hai scritto tanto sul fatto che i cani non hanno nessuna esigenza di accoppiarsi e procreare, hai scritto tanto sulle cucciolate prese sul serio, su cosa sia allevare e cosa no… e allora avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno che si senta frustrato quanto me quando legge queste cose.
E ti volevo raccontare una storia come probabilmente ne hai sentite tante: la storia di Lady.
Un’amica, un’anima dolcissima, maltrattata dietro il paravento del tanto ammmore, senza che io, all’epoca ragazzina, potessi intervenire davvero.
Lady era bellissima. Era un pastore tedesco, quanto puro non l’ho mai saputo. Era dolce ma forte, territoriale ma equilibrata… per natura, perché non posso attribuire nessuna preparazione né applicazione cinofila ai suoi proprietari.
Erano i miei vicini di casa, il loro giardino e il nostro condividevano uno dei muri di cinta.
Ho conosciuto Lady da quando ha messo piede in quella casa, lei era una cucciolotta di qualche mese. L’ho vista crescere, maturare, è nato  tra noi quel rapporto speciale che faceva sì che lei, quando mi vedeva in giardino, approfittasse di uno scalino di cemento dalla sua parte del muro (a causa della pendenza, più alto nel suo giardino che nel mio) per venire ad appoggiare la testa sui mattoni, infilando il muso tra le sbarre, e prendersi beata mezz’ore intere di coccole.
Al mio richiamo veniva prontamente quanto a quello dei padroni, a volte anche prima.
Ero sul balcone, con mia madre, a salutarla, quando tre cani (un randagio e due del quartiere) saltarono nel suo giardino, sentendola in calore: la spuntò un randagio mix pastore tedesco, possente, dal pelo folto color sabbia e oro, che io avevo battezzato Biondo e fu mio amico per tutta la quindicina di giorni che restò nei paraggi, prima e dopo la scappatella.
Ero lì quando diede alla luce la sua prima cucciolata, nella cuccia di cemento esterna, prima che trasportassero lei e i cuccioli al coperto.
La mia cucciola, sabbia e oro come suo padre, la scelsi da quando nemmeno camminava.
Ho abitato lì per gli otto anni successivi. Ho visto Lady crescere, deperire, invecchiare.
Perché? Perché, un anno  dopo la prima cucciolata accidentale, le portarono in casa un maschietto, un po’ più giovane di lei.
Il cucciolone crebbe in fretta e iniziò a fare quel che voleva. Calore dopo calore.
Le rare volte che provarono a separarli, sbagliarono a calcolare i tempi e finì incinta lo stesso.
Due volte all’anno, ogni anno. E da sola: che i cuccioli sopravvivessero o no era solo merito suo, nella sua cuccia esterna.
Più di una volta ho visto un cucciolo, forse trascinatosi fuori e irraggiungibile per lei, forse spinto via perché troppo debole per sopravvivere, morto sotto il sole cocente, o il freddo.
Qualcuno ne salvai da quella fine, citofonando ai padroni che da dentro non vedevano nulla, o, se non c’erano, fregandomene della violazione di domicilio e precipitandomi al soccorso.
Lady mai una volta reagì male al mio piombare davanti alla cuccia e infilarci la mano dentro per restituirle il piccolo, anzi, scodinzolava, cercava la mia mano, guaiva.
Io dentro fremevo.
Ormai, quando cerco di ricordare le date, uso come spartiacque il 2009, l’anno del terremoto.
Quell’aprile, Lady stava male. Già dall’anno prima avevo capito che non ce la faceva più: era magra, sempre più apatica, della penultima cucciolata erano sopravvissuti la metà dei piccoli, dell’ultima nessuno.
L’ultima volta che l’accarezzai era poco prima che ci trasferissimo dall’altra parte della città, non avendo più una casa.
Ero rientrata dopo otto mesi da sfollata, e rabbrividii: Lady era pelle e ossa, il pelo spento, il muso ingrigito.
Venne come sempre, ma più lenta del solito, a mettersi nel suo solito posto.
Infilai la mano sotto le sbarre, accarezzandola. Aveva gli occhi stanchi. Per la prima volta in vita sua, invece che restare immobile, inclinò la testa e mi leccò la mano. Il giorno dopo era sparita. Giorni dopo, sparì anche Zeus.
Ci dissero che li avevano portati alla casa nuova.
Per anni l’avevo accarezzata, avevo parlato con lei. Avevo giocato e parlato con lei innumerevoli volte. A tavola le croste di formaggio, gli avanzi appetitosi, erano sempre per Lady, soprattutto quando mamma e nonna si resero conto anche loro che il maschio le sottraeva il cibo.
Non era il mio cane, ma ero stata la sua umana. E l’ho vista divorata da gravidanze continue.
Vorrei aver potuto fare qualcosa, avere avuto il coraggio di sfidare le remore della mia famiglia e le convenienze del vicinato per chiamare qualcuno. Essere riuscita a farmi ascoltare, almeno, da quei padroni che sembravano non capire il male che le facevano, perché “i cani si accoppiano quando vogliono, è normale”. Vorrei che chiunque pensa senza ritegno a una cucciolata per proprio sfizio personale, o incoscienza, o egoismo, potesse vedere, come la vede la mia memoria, Lady passare da bellissima creatura piena della fierezza della sua razza a scarna, triste, stanca.
Per favore, non smettere mai di ripeterlo, a chiunque tu possa raggiungere: le cucciolate non sono un gioco, non sono un obbligo, non sono uno sfizio da potersi togliere a spese di quelle cagnette che non possono opporsi, e che pagheranno un prezzo che nessun essere umano dovrebbe avere il cuore di far pagare.

Non ci sarebbe bisogno, credo, di alcun commento: questa storia dice già quasi tutto.
Però una cosa mi sembra giusto sottolinearla, e cioè il fatto che ho sentito ripetere migliaia di volte che “è giusto che i cani si accoppino quando vogliono”: anzi, secondo queste persone sarebbe un maltrattamento sterilizzare, “perché è contro natura”.
In realtà è forse più “contro natura” lasciar accoppiare una femmina ogni sei mesi.
Al di là del puro orrore che mi procura leggere storie come quella di Lady, non solo per il degrado della cagna ma anche perché ci si chiede dove e come sia stata piazzata quella marea di cuccioli… c’è anche il fatto che è il doppio calore annuale nel cane ad essere “innaturale”.

fattrici7I canidi che vivono davvero “in natura” vanno in calore una sola volta l’anno: e non solo. Se non ci sono le condizioni ambientali ideali per crescere una cucciolata (per esempio se le condizioni climatiche rendono difficile la ricerca del cibo), le lupe, in calore, non ci vanno affatto.
Il doppio calore è un effetto della domesticazione ed è dovuto al fatto che il cane ha cominciato a trovare condizioni di vita estremamente “comode” venendo a vivere con l’uomo: in particolare, si  è trovato la pappa pronta in ciotola anziché doversela procurare cacciando, e questo ha fatto sì che la sua fisiologia si modificasse.
Un po’ come se il cane avesse pensato “qui si mangia tutti i giorni, quindi posso riprodurmi a tutto spiano perché i miei figli non patiranno mai la fame”.
Insomma, è stato a causa dell’uomo che le femmine sono diventate così prolifiche, proprio come è stato a causa dell’uomo che i cani hanno cominciato ad avere orecchie pendenti, mantelli pezzati e code arricciate.
La domesticazione ha – di fatto – “snaturato” il lupo, rendendolo cane: l’ha trasformato, da efficace predatore che era, in un animale totalmente dipendente da terzi… il che significa, però, che chi l’ha reso così dipendente ha anche la responsabilità di badare al suo benessere.

fattrici3Purtroppo non c’è alcun benessere in cagne che partoriscono “a raffica” come la povera Lady: c’è solo un rapido degrado che le porta ad una morte precoce, dopo una vita faticosa e piena di dolore (chiunque abbia partorito sa bene che non si tratta di una passeggiata: pensate un po’ a farlo ogni sei mesi, e mettendo al mondo ogni volta una decina di figli! Solo all’idea di avere le contrazioni per dieci volte ad ogni parto, personalmente mi sparerei).
Non solo: i cuccioli di cagne così deperite sono a loro volta deboli, più soggetti a malattie e facilmente muoiono in tenera età.
Insomma, “natura” un accidenti: la natura del cane è diventata quella di un animale in balia degli umani, nel bene e nel male… e gli umani hanno il dovere di far sì che ogni cane stia bene, cosa che di sicuro non succede alle cagne obbligate a fare due cucciolate all’anno.
Nel codice etico del tanto vituperato ENCI, ovvero l’Ente che riunisce gli altrettanto vituperati allevatori che secondo certi animalisti “si arricchiscono sulla pelle dei cuccioli”, c’è scritto chiaramente: “E’ opportuno che una fattrice, a salvaguardia del suo benessere, non abbia più di cinque cucciolate nella sua vita”.
Nessun allevatore (cagnari esclusi, ovviamente) fa mai coprire una cagna due volte di fila, e se succede per sbaglio (è successo una volta anche a me) poi la cagna sta ferma un anno… perché le cucciolate stancano, sfiancano, deperiscono.

fattrici5Questo lo sanno perfettamente tutti coloro che allevano, ma non lo sanno le Sciuremarie: non lo sa chi pensa che “sia la natura” o, peggio ancora,  che “poverini, devono divertirsi anche loro” (come se partorire fosse divertente… senza contare il fatto che per la cagna non è divertente neppure il sesso). Ed è così che nascono le migliaia di cuccioli che poi finiscono ad affollare i canili.
Proprio ieri leggevo, tra i commenti ad un altro articolo, di un tizio che si vantava del fatto che il suo maschio, in occasione di una fuga, avesse coperto e messe incinte due o tre cagne nello stesso giorno.
Sì, avete letto bene: si “vantava”.
Anzi, si legge nel commento: “raccontava la stessa cosa a tutte le donne che incontrava. Francamente inquietante”.
Io non lo trovo soltanto inquietante (anche se lo è, e parecchio: gli umani che palesemente trasferiscono la propria virilità su quella del loro cane mi fanno rabbrividire): lo trovo delinquenziale.
Vorrei che i proprietari di cani che se li lasciano scappare per andare a trombare in giro venissero considerati con la stessa severità dei proprietari di cani che, quando scappano, vanno a mordere qualcuno: perché sono ugualmente irresponsabili e perché, in entrambi i casi, danneggiano le loro vittime. Una bella multa sarebbe il minimo.
Anche a me (o meglio, a mia madre: ma io l’avevo lasciato in custodia a lei e quindi sono altrettanto colpevole) molti anni fa è scappato un maschio di pastore tedesco, che è andato ad ingravidare la cocker di una vicina: io l’ho presa malissimo.
Sono corsa a  suggerire alla signora di sterilizzare immediatamente la cagna, offrendomi di pagare tutte le spese… ma lei l’ha presa in ridere, ha detto che “era la natura”, ha fatto nascere – tutta contenta – la cucciolata.
Quando la cagnolina ha partorito (faticosamente, ma naturalmente: non so come ci sia riuscita) quei cuccioli che per lei erano immensi, ero presente anch’io: e nel suo sguardo leggevo un’accusa di cui sento ancora oggi il peso. Mi sono sentita – e mi sento ancora – colpevole come se l’avessi presa a calcioni, mentre la sua proprietaria lanciava urletti di gioia e diceva “Che bello! Un po’ come Lilly e il Vagabondo!”
Certo, tanto non li doveva mica partorire lei.
E a proposito… quando si parla di “buonismo disneyano”, una delle cose che mi vengono sempre in mente è proprio la povera Lilly, ingravidata da un meticcio tre volte più grande di lei. Storia che viene passata come “dolcissima storia d’amore”, ignorandone tutti i lati negativi: così le Sciuremarie ci sguazzano e sono belle contente quando si ripete in casa loro.
Walt Disney, ma va’ a farti friggere. Signore fiero del suo maschio fuggiasco e trombatore coatto: va’ a quel paese.
Animalisti fanatici che ce l’avete a morte con gli allevatori, mentre non fate una piega di fronte alle migliaia di Sciuremarie che si comportano come i proprietari di Lady: mettete in moto il cervello e provate un po’ a condannare questi ultimi… anziché prendervela con chi un codice etico, perlomeno, ce l’ha.

 

NOTA: le foto sono tratte da Google e non hanno alcun riferimento con la storia in oggetto.

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26 Commenti

  1. Banale, forse, la coincidenza… La mia cucciolona di simil pastore tedesco si chiama proprio Lady.
    Al solo pensiero di immaginarla in quella situazione mi vengono i brividi. Ancora non capisco come gli umani siano bestie, più, molto più dei pelosi a 4 zampe.

  2. Che storia terribile, veramente l’apice dell’ignoranza, ti capita l’incidente e non solo non corri ai ripari ma addirittura crei la condizione perché il peggio diventi la norma. So che qualcuno é in buona fede, mi è capitato di sentirmi dire dei miei cani “poverini” perché sterilizzati, parole dette con sincero dispiacere. E mi fa strano perché aldilà delle considerazioni animaliste sui canili già strapieni, ormai qualsiasi veterinario ti consiglia di sterilizzare per ragioni di salute.

  3. Ho avuto un maschio meticcio per 16 anni, nel periodo in cui le varie femmine dei vicini andavano in calore mi faceva impazzire, ogni occasione era buona per scappare e cercare di raggiungere l’oggetto dei suoi desideri… è sempre andata bene, l’ho sempre raggiunto e riportato a casa prima che succedesse qualche cosa, ma era veramente stressante e io capivo ancora prima dei padroni che le femmine sarebbero andate in calore, perchè lui lo sentiva… l’ha sentito anche poco prima di morire, cardiopatico, mezzo cieco e mezzo sordo, con un tumore al fegato (inoperabile) che lo stava devastando……. ora sto aspettando di andare a prendere un nuovo cucciolo, questa volta ho preso un cane di razza pura, ho fatto le cose per bene, come consigli tu e di questo ti ringrazio… questa volta ho voluto una femmina, non credo di volerla far sterilizzare, non so nemmeno se le farò mai fare dei cuccioli…..quello che ho letto in questo articolo mi ha letteralmente devastata

  4. Io introdurrei la “Patente” per chi vuole avere un cane, con tanto di teoria e pratica. E solo alla fine di un corso rigoroso e di un esame rilascerei il permesso di possederne uno.

    • Credo che servirebbe a poco se non magari aggiungere un test per capire se il personaggio in questione abbia delle turbe e/o altre stranezze comportamentali…che so un po come quando vorresti adottare un figlio , giusto per rendere l’idea, la stessa cosa andrebbe applicata a chi vuol possedere un’arma! (scusate, ma anche se OT, credo che renda l’idea).

  5. povera cucciolona ,mi dispiace tanto che a volte alcuni di questi cagnoni cosi dolci ,invece di capitare in una famiglia degna della loro sensibilita’ e fedelta’ ,capitino in famiglie di sprovveduti menefreghisti ,quando basterebbe veramente poco per donargli quella grande considerazione che meritano . .

  6. Purtroppo è un fenomeno diffuso, anche nel mio paesino c’è una famiglia che si fa passare per “privati che fan fare le cucciolate ” e sfruttano le loro jack russel calore dopo calore, per vendere i cuccioli cari e salati, ” perché sono cresciuti in famiglia, mica in quegli allevamenti dove i cani sono merce e ti danno i cuccioli malati e chissà come sono trattati”!
    Tra l’altro basta un po’ di buon senso per capire che troppe gravidanze consumano, basta pensare alle donne fino al secolo scorso quando erano solo fattrici che dovevano mettere al mondo un maschio e venivano ridotte a ombre di loro stesse!

  7. C’è davvero poco da aggiungere e ancor meno da commentare, ma storie simili sono tanto più comuni di quanto si possa pensare; dalle mie parti c’è gente che rifiuta i cuccioli del canile perché sono chippati e quindi in caso di problemi riconducibili al proprietario, una signora per bene, istruita e di un certo “livello”, parlando dei pro e dei contro dei cani “controllati” dei canili si è detta contraria alle cagne sterilizzate perché tanto i cuccioli che nascono in campagna poi “c’è gente che se li prende” o li stira con la macchina mentre cercano di dissetarsi in qualche scolo di abbeveratoio, aggiungo io!
    C’è ancora gente che si prende il cattivissimo Rott per far la guardia alla casa di campagna, lo molla lì a quattro mesi, poi un anno dopo quando l’animale si è preso la rogna pensa a come farlo abbattere perché non riesce a farlo vedere ad un veterinario perché è aggressivo e non si lascia avvicinare!
    Io spasimo per una cucciolata della mia Trilly, ma siccome non riesco a trovare un maschio di Flat ad una distanza conveniente aspetto alla finestra e sospiro (se a Novembre va buca la sterilizzo e mi metto l’animo in pace, compie tre anni ad agosto e ho paura di farle fare altri calori a vuoto!), poi sento queste cose e mi rodo l’anima: io amo le mie cagne, e il loro benessere, come quello dei miei figli, viene prima di ogni altra cosa, sicuramente prima del mio comodo e del mio tornaconto!

  8. Immagino che se si denunciasse una situazione simile non interverrebbe nessuno pensando che non sia maltrattamento, oppure sì? (Per fortuna non sono comunque a conoscenza di casi simili, se no avrei dato fuori di matto)

  9. Allucinante. Ma ancora più allucinanti i “geni” cinofili che hai citato, quali il signore fiero del suo “stupratore coatto” o degli animalisti che ce l’hanno con gli allevatori seri. Io ho un bellissimo rapporto con gli allevatori del mio cucciolo, ho trovato cani sereni e perfettamente curati … tanto di cappello a questa gente, che come dici tu, un codice etico ce l’ha!!!

  10. Sui gruppi dedicati ai Jack Russell queste sono discussioni all’ordine del giorno. Chi fa accoppiare cani senza pedigree (tanto è solo un pezzo di carta), chi fa accoppiare cani non in standard, chi fa accoppiare le cagne e poi non fa controlli e chi poi vende i cuccioli come di razza. Non se ne può più di queste persone che professano “l’amore” e poi mettono al mondo meticci su meticci che nessuno vuole o che li vendono a famiglie come di razza pura. Una arrivò a dire che i suoi cani si erano innamorati e lei lo aveva capito perché la femmina il calore precedente aveva respinto il maschio invece stavolta si era fatta coprire dal suo maschio perché lo amava. Sullo stesso gruppo ben due cagne (con proprietari diversi) hanno rischiato la vita per una gravidanza voluta ma non seguita correttamente (niente ecografie, radiografie o visite dal vet tanto “la natura fa il suo corso”) ed in entrambi i casi tutti i cuccioli sono morti.
    Litigare con queste persone è inutile e alla fine ti senti dare anche del mostro perché vorresti vietare a dei cani di soddisfare i loro istinti e intanto si rovina la razza e si mettono al mondo dei cuccioli spesso malati e non socializzati e si rovina la vita a delle famiglie che volevano solo un cucciolo da amare.

    • E neanche i chihuahua se la passano tanto bene… Qui da me c’è una tipa che con i cuccioli di questa razza praticamente ci campa, due cucciolate all’anno, con chi capita, “basta che il maschio sia bello”(lo ha proposto anche a me…ehm, no, grazie!), ogni cagnolino venduto a mille euro. (suppongo in nero…)Però mi ha spiegato che dopo ogni parto lei prende la madre e le fa fare una giornata in beauty-farm, con bagnetto e toelettatura, poverina, che così si rilassa; la creaturina è già isterica di suo, ed esce da lì in modalità “Terminator-cerca-e-distruggi”. I cuccioli, secondo il mio modesto parere, devono essere tipo i diavoli della Tasmania. E poi dicono che i chihuahua sono cattivi.

  11. Scusami ma parla una volontaria alcuni canili nn faranno le sterilizzazione ma la maggior parte penso di si e’ vero si costano ma e’ il bene degli animali quello che dici tu e’ vero ci sono delle persone che lasciano andare in giro e vagano mi domando se si lamentano che non vogliono i cuccioli allora perche’ lo lasciate in giro a vagare e’ normale che trova una cagna ed ecco i cuccioli e nn e’ giusto abbandonarli perche’ la colpa e’ del padrone che lo lascia libero come vuole lui quindi bisogna accettare le conseguenze ciao

  12. Il mio vicino ha due cani mix boxer-corso, un maschio e una femmina. Lui è un punk, ritiene che gli animali debbano vivere secondo natura, motivo per cui i suoi cani escono sempre senza guinzaglio, non raccoglie le merde mastodontiche che producono. E ovviamente c’è una cucciolata ogni sei mesi da quando la femmina ha avuto il primo calore, infatti è rimasta nana e con la schiena curva verso il basso. I cuccioli li dà via il prima possibile, anche a 30 giorni, senza vaccini, sverminazioni (spesso uno su tre gli muore entro 20 giorni dal parto) e figuriamoci documenti. Giusto per guadagnare subito e non avere spese.

  13. La signora della lettera racconta con malinconia una storia molto triste del suo passato. Sono passati alcuni anni forse, ma nonostante la giovane età, nella sua sensibilità di ragazzina avvertiva già il male che altri procuravano alla Lady.
    Erano altri tempi certo, ma oggi non è cambiato molto. Ciò che un tempo veniva accettato appellandosi al “ciclo naturale” ora sostanzialmente è integrato a possibili entrate extra economiche.

  14. @@ Scusate se mi ripeto ma nel precedente invio un particolare non compariva.

    A proposito del “Codice etico dell’allevatore di cani”

    Caso fu che giusto ieri incontrai casualmente una allevatrice. Ci si conosce, si abita vicinissime, ci si incontrava alle expo ma da parte sua al di la di un mezzo cenno di saluto non vi è mai stato altro. Inizialmente ci rimasi molto male ma poi con il tempo compresi che potrei risultare una persona antipatica, odiosa, non gradita, ecc.. realizzando che comunque non riuscirei a fingere agli altri e/o a me stessa per conquistarmi amicizie. Dico questo perché fu lei che mi degnò di attenzione introducendo argomenti sui cani. Non ho “peli sulla lingua” ed ad un certo punto del discorso citai l’art. 16-Riproduzione già sottolineato da Valeria “…. E’ opportuno che una fattrice, a salvaguardia del suo benessere, non abbia più di cinque cucciolate nella sua vita”…. Lei mi corresse, “no sette”. Non ribadii, forse aveva mal interpretato l’art. 11-Selezione?

    Mi chiedo se sia sufficiente firmare tale documento se non si conoscono neanche gli impegni che tale codice comporta.

  15. Questa storia me ne ha fatte tornare in mente altre 3 a cui ho assistito, una da bambina, una da ragazza e una, purtroppo più recente. Nei 3 casi i casi la madre è morta, una a seguito di una gastroenterite poche settimane dopo il parto (una barboncina), la seconda di parto (una meticcia simil yorkshire, non ho mai saputo di preciso cosa sia “andato storto”, ma il parto, casalingo, non le ha lasciato scampo) e nel caso più recente a causa di un cucciolo podalico (una labrador, il veterinario l’ha operata, salvando la maggior parte dei cuccioli, ma lei non ce l’ha fatta). Nel caso della barboncina la gravidanza era stata casuale e casuale anche il fatto che si fosse accoppiata con un altro barboncino, entrambi di razza, a causa dell’unica fuga della cagnetta, anche per quanto riguarda la meticcia sembra che si fosse trattato di una fuga. In quello del labrador la gravidanza era stata cercata e voluta dal proprietario, per ragioni per me incomprensibili: voleva assolutamente che il maschio fosse della stessa razza, ma dubito fortemente che fossero state valutate tutte le possibili patologie di cui gli esemplari potessero essere portatori sani, come invece viene fatto negli allevamenti seri. Un caso di “sciurmarismo” da manuale che ha portato conseguenze nefaste (lascio immaginare cosa sia stato l’allevamento di 8 orfani, portati a balia in 2 allevamenti diversi e poi riportati a casa per disperazione dopo che le madri adottive li avevano dimezzati… un calvario). Non sono mai stata una fan della sterilizzazione, la mia cagnetta (pura meticcia da topi trovatella, mio primo e unico cane finora) non è stata sterilizzata e non ha avuto cucciolate, ma a 12 anni si è ritrovata con una serie di tumori mammari. Se dovessi prendere nuovamente una femmina la farei sterilizzare senza pensarci 2 volte.
    La gravidanza in sé è un fatto naturale, ma sono stanca di leggere e sentire paragoni tra la sterilizzazione degli animali e quella umana (peraltro conosco più di una persona che si è fatta sterilizzare, di propria spontanea volontà e senza ripercussioni negative) o su presunte sofferenze degli animali per mancanza di sesso o desiderio di maternità. Queste sono paturnie del tutto umane, smettiamola di riversarle sui nostri animali!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.