schrodingerscat_fullpicdi VALERIA ROSSI – Il figlio vede in rete la maglietta raffigurata nella foto a sinistra e se ne innamora all’istante (è geniale: se non avete studiato fisica quantistica e se non seguite “The Big Bang theory”, la sit-com spassosissima nella quale se ne è parlato qualche puntata fa, tra poco vi spiego perché).
Il figlio manda la foto della maglietta ad un’amica, che non la capisce: allora cerca un sito che parli del paradosso di Schrödinger, e ne trova una buona spiegazione su Giornalettismo, in un articolo dell’anno scorso.
Siccome quella fornita dal sito è piuttosto complessa, ve ne dò una più terra-terra (intanto non è affatto fondamentale, ai fini di questo articoletto): Erwin Schrödinger intendeva criticare l’interpretazione ortodossa della meccanica quantistica e per questo ideò un esperimento mentale.
Immaginò di chiudere un gatto per un’ora in una scatola d’acciaio che contenesse una piccola dose di sostanza radioattiva, una fiala di cianuro e un martelletto che sarebbe stato attivato solo in caso di decadimento della sostanza radioattiva.
Poiché le possibilità che la sostanza decadesse entro un’ora erano del 50%, per tutta la durata dell’ora un osservatore esterno avrebbe dovuto considerare la sostanza decaduta, ma anche non decaduta; la fiala di cianuro rotta, ma anche non rotta… e il gatto contemporanemente vivo e morto (da qui la battuta riportata sulla maglietta).
La situazione reale si sarebbe potuta conoscere soltanto aprendo la scatola.
Un paradosso, appunto, teso a dimostrare che la meccanica quantistica funziona perfettamente per descrivere le interazioni a livello subatomico, ma diventa incompleta quando si considera il mondo subatomico in relazione con quello macroscopico.
Ora: ovunque si parli del gatto di Schrodinger, si spiega anche che si tratta di un esperimento mentale, che non è mai stato eseguito nella realtà anche perché non ce n’era evidentemente alcun bisogno (il concetto è di immediata comprensione anche se non si è fisici quantistici).
Ma perché Valeria Rossi, su “Ti presento il cane”,  si sta occupando dell’immaginario gatto di Schrödinger?
Be’… perché su Giornalettismo, in calce all’articolo linkato sopra, apparivano questi due commenti:

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Giuro, mi sono scompisciata: per il primo, che avrebbe voluto che l’ENPA scagliasse strali contro un premio Nobel morto nel 1961, ma ancor più per il secondo, che attribuiva alla tremenda crudeltà dello scienziato austriaco il suo “odio per la fisica” (ovvero, presumo, i suoi pessimi voti in questa materia: e mo’ dovrebbe anche spiegarci quale altro barbaro esperimento gli abbia fatto odiare l’italiano).
Ecco perché ho parlato del gatto di Schrödinger: perché qualcuno, ogni tanto, mi accusa di prendere troppo in giro gli animalisti.
Leggendo questi commenti, forse capirà il perché.
Ma ora scusatemi, devo lasciarvi: vado a lanciare una petizione per salvare Dumbo dal bieco sfruttamento del circo.

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26 Commenti

  1. Gli animalisti spesso sono un paradosso .. Ps il concetto l’ho capito meglio nel tua spiegazione che nella puntata della sit-com

  2. Ahahah, a volte ho il sospetto che alcuni dei commenti siano esagerati di proposito. Il secondo, ad esempio, sembra più una presa in giro a certi animalisti che non un’opinione vera e propria. Poi l’autore è Gianfranco Gianfranchini…o vuole scherzare lui, o hanno voluto scherzare i suoi genitori.

    • al peggio non c’è mai fine…per curiosità ho messo Gianfranco Gianfranchini su google ed è uscito che su facebook esite un certo : Gianfredo Gianfranco Gianfranchini. no comment !!

  3. forse hai ragione Valeria, ci sono animalisti ingenui, disinformati e per questo, a volte, propensi a dire e fare sciocchezze. ma credo che bisogna stare attenti ad utilizzare tali sciocchezze perché di contro ci sono una marea di persone che non aspettano altro per giustificare il proprio specismo che tanto orrore produce.

  4. Ok, il secondo commento è quasi sicuramente ironico, ma di recente su una pagina animalara che ogni tanto sfoglio mi è capitato di vedere lo screenshot da Yahoo Answers di un tipo che riproponeva, in forma di domanda e in modo scherzoso, l’esperimento di Schrödinger. I commenti seriamente indignati non sono mancati. 🙁

  5. A fine anni ’90 anche certe associazioni animaliste insieme alla massa insorsero contro i “gattini bonsai” della Bonsai kitten. Chi sta in rete da un po’ dovrebbe ricordarselo, a me arrivò la mail, girata e rigirata da tutti i contatti possibili, indignati e armati del solito eroismo da tastiera: “FERMIAMO QUESTA COSA!!!!!!”, probabilmente seduti davanti al PC con un cappuccino in mano. Da quando ho visto i Bonsai Kitten finire sui giornali non mi stupisco più di niente.

  6. Vabbe’, anche la gatta sul tetto che scotta, la gatta da pelare (ma poveri, sempre i felini!!), per non parlare delle povere zebre per la strada, sempre calpestate da chicchessia XD
    …e poi mi chiedono perchè non ho Facebook…

  7. Eh, vorrei starmene zitta, ma proprio non ci riesco. Prima di tutto, come si fa a dire che uno che scrive “povero gatto” è sicuramente un animalista (che brutta parola! e mi tocca continuare a usarla)?? E’ come dire che uno che dice “povera donna menata da suo marito” è per forza un femminista. Tra l’altro devo dedurre che tutti quelli che non si definiscono animalisti sarebbero contenti della morte di tutti i gatti del pianeta?
    Ok questi sono 2 scemi, quindi?? Potrei cominciare a pubblicare la mastodontica quantità di minchiate che pubblicano quotidianamente i non-animalisti, dimostrerei che tutti quelli che non sono animalisti sono dementi?
    Perchè se questi commenti autorizzano la redazione a prendere per il culo un intera categoria di persone, allora l’alta percentuale di disonesti fra gli allevatori autorizza, e molto più a ragione, me a parlar male di suddetta categoria (cosa che non ho mai fatto, sia chiaro)?
    Poi se non si è d’accordo con un pensiero o una filosofia si confuta quel pensiero o quella filosofia. Non ci si fa la ragione prendendo in giro così a caso: non è che io dimostro che mangiare carne è sbagliato pubblicando in giro dei commenti di deficienti onnivori.
    Poi i cretini sono ovunque e, pensa un po’, ci sono anche gli animalisti cretini, come ci sono i cattolici cretini, gli ecologisti cretini, gli avvocati cretini, i sub cretini, gli addestratori cretini. Allora che facciamo?
    Come sempre sono apertissima al dibattito (civile e costruttivo naturalmente), ma tanto so già che non avrò risposta. Magari leggerò un altro articolo, tra qualche giorno, quando la ricerca frenetica produrrà altri 2 commenti di imbecilli forse-animalisti. Tra l’altro mi sembrava che questa fosse una rivista di cinofilia, ci sono più articoli sugli animalisti che sui cani…

      • Mmmh, che rispostone! Con queste argomentazioni di ferro non posso che darvi ragione! Io ho esposto il mio pensiero dilungandomi anche troppo come sempre, se vuoi puoi espormi il tuo, quando vuoi.

        • Perdonatemi se mi intrometto… Non credo che la Redazione abbia voluto prendere in giro la categoria degli animalisti (…perchè sprecare tempo, ci riescono benissimo da soli!!) ma “mettere in guardia” tutti coloro che credono ciecamente nelle “campagne” messe su’ da questa gente. Di stupidaggini che ha detto/scritto/fatto la sottoscritta ci si riempiono comodamente un paio di libri, ma spero che siano state tutte innocue…o quasi. Alcune campagne animaliste, non tutte, fortunatamente, sono devastanti.

          Tornando in argomento “Felini maltrattati”…qualcuno conosce la Teoria del Gatto Imburrato? E’ fantastica XD

          • Ma si, la realizzazione del moto perpetuo! HAHAHAHAH
            Evviva i gatti che assieme al pane imburrato ci hanno permesso in un colpo solo di sconfessare le leggi della termodinamica e sconfiggere la forza di gravità bahahaha

    • Questi non sono “due scemi”: sono due fanatici (sempre che non siano due troll, ovviamente… ma sembrerebbe che i loro commenti siano seri e convinti). Io non prendo in giro gli animalisti, prendo in giro gli animalisti fanatici… e l’ho già ripetuto innumerevoli volte. Così come prendo in giro gli educatori fanatici, gli allevatori fanatici (che sono pochini, ma esistono) e così via.
      Purtroppo l’animalismo da Facebook (e dintorni) è fatto da gente che legge “gatto” o “cane” e parte con gli insulti senza neppure fare lo sforzo di capire quello che c’è scritto intorno. Hanno coperto di insulti pure Spielberg per una sua foto vicino a un dinosauro (!!!) morto… e se non prendi per il culo gente così, allora chi ci prendi?

      • Ma infatti questi piü che animalisti sono veramente gli indottrinati, manco leggono (la domanda e´se SANNO leggere :P) e mettono sotto un commentino a caso, di cui immagino abbiano un file di testo da dove fanno copia-incolla scritto da qualcun altro, e che ogni tanto provano a modificare con gli orrori grammaticali di cui sopra. Giuro, lo penso veramente, altrimenti non potrei darmi spiegazioni logiche su situazioni simili ü_ü.

  8. Poi non si rendono conto che cosi facendo perdono credibilita. Ed e’ difficile prendere sul serio chi accusava Spielberg di aver ucciso un dinosauro, o chi “cerca di salvare” il gatto di Schrödinger… Si etichettano da soli come ignoranti e creduloni e quando lanceranno un appello reale non saranno presi sul serio. E chi ci rimette? I cani (o gatti) che queste persone credono di tutelare.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.