pettorina_bassottodi VALERIA ROSSI – Basta: adesso sbrocco io.
Domenica sono stata ad una manifestazione paesana che prevedeva, tra le altre cose, l’esibizione di un gruppo cinofilo che si dichiara  “gentilista” e che si vanta di rieducare cani difficili in canile.
Non faccio nomi per pietà, dico solo che ho visto cose aberranti:
a) cani fobici costretti ad indossare la pettorina, dalla quale erano visibilmente terrorizzati: quando i sedicenti “cinofili” si chinavano su di loro per mettergliela partivano raffiche di segnali di calma (senza contare le orecchie basse, le code tra le gambe e così via). C’era addirittura un bassotto, molto timido, che veniva tirato continuamente su per la pettorina… piegandosi quindi in due e rischiando ogni volta un’ernia del disco;
b) cani costretti a viva forza (e intendo letteralmente trainati… ma per la pettorina, e quindi, secondo loro, “gentilmente”!) ad avvicinare bambini che davano loro manate sulla testa: un miracolo che nessuno si sia preso un morso;
c) un cane che ha rischiato letteralmente la vita, perché la pettorina se l’è sfilata ed è corso in mezzo alla strada: per fortuna è stato “placcato” in tempo…

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… e potrei andare ancora avanti,  lamentando la pessima scelta degli organizzatori e magari la scarsa sensibilità del sindaco che ha autorizzato la manifestazione…. se non fosse che non è vero niente!
Non sono stata ad alcuna manifestazione e non ho visto nessuna esibizione.
Però, confessate: ci avevate creduto, non è vero?
Eravate già pronti ad indignarvi… e magari su FB qualcuno commenterà, come al solito, senza neppure leggere l’articolo, ma basandosi solo sul titolo.
Perché è così che succede, ogni santa volta, quando si cerca di screditare qualcuno o qualcosa: qualcuno si indigna, in automatico.  Specialmente se già nel titolo (rigorosamente “ad effetto”) si lascia intendere che ce ne sia effettivamente ragione.
Ma per quale motivo, stamattina, ho scritto questa sciocchezza su immaginari gentilisti vergognosamente incapaci?
Semplice: per far capire l’effetto che può aver avuto sui lettori questo articolo del Tirreno,  che a differenza del mio è  serissimo e convintissimo.

strozzo_tirrenoPeccato che, a quanto racconta chi ha assistito alla manifestazione, anche in questo caso non ci fosse proprio niente di cui vergognarsi: i cani erano allegri e si sono palesemente divertiti.
L’attacco quindi sarebbe stato scagliato a prescindere, solo perché era presente “lo strumento del demonio”, indipendentemente dal modo in cui è stato usato.
Anche per quanto riguarda l’agility su asfalto, in linea di massima sono d’accordo: non andrebbe fatta. Ma un conto è fare numerosi allenamenti o addirittura gare su substrati a rischio, un altro è un’esibizione di pochi secondi con gli ostacoli bassissimi: ogni giorno, credo, tutti i nostri cani rischiano di farsi male giocando per conto loro più di quanto non abbiano rischiato quelli che si sono esibiti a Massa, anche se le condizioni non erano certo ottimali.
Insomma, andrebbe usato un po’ di senso della misura, visto che i cani non possono neanche vivere sotto una campana di vetro.
Non essendo presente alla manifestazione, io posso solo giudicare dalle parole di chi invece c’è stato (e da quelle di chi conosce gli educatori in questione): l’impressione è che si sia voluto gridare allo scandalo più per partito preso che perché si sia visto davvero qualcosa di sbagliato e/o pericoloso.
Certo, per i fanatici anti-strangolo basta la presenza dello strumento per gridare al maltrattamento: ma questo – così come l’assurdo paragone col collare elettrico – dimostra solo l’assoluta mancanza di conoscenze tecniche, sostituite ancora una volta da posizioni dogmatiche che forse vanno bene per le religioni (e per le sette), ma che dovrebbero rimanere ben lontane dalla cinofilia.
Un unico consiglio, sempre lo stesso: prima di credere a qualsiasi cosa sentiate dire contro l’uno o l’altro personaggio, contro l’una o l’altra manifestazione, prova di lavoro, esposizione… usate il cervello. Il vostro.
Cercate – se ci sono – le reali motivazioni di un attacco (che in questo caso, a mio avviso, mancano completamente: infatti non c’è alcun accenno ad un possibile uso scorretto del collare, né a maltrattamenti o altro): ma soprattutto sforzatevi di andare oltre le apparenze e i titoloni e cercate di capire davvero cosa pensano, provano, esprimono i cani.
Solo così, forse, si riuscirà a superare queste stupide (e inutili) guerre di religione e si potrà tornare a fare della cinofilia degna di questo nome

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48 Commenti

  1. Sarà molto difficile: vivo su internet da quando ero piccina e se il “pesaculismo ” delle persone che legge giornali è alto, quando le stesse si ritrovano a raffrontarsi col mezzo digitale e a dover cliccare un link per finire di leggere un articolo, arriva a livelli EPICI.

  2. Gentile Sig.ra Rossi,
    non entro nel merito del suo articolo, né in quello della manifestazione poiché ignoro totalmente l’accaduto.
    Una considerazione, tuttavia, mi sento di farla a proposito del collare a strozzo.
    Lavoro con i cani e ho imparato l’inutilità e la potenziale dannosità di tale strumento che non favorisce la corretta comunicazione e mette pressione sia fisica che psicologica. È da considerarsi uno strumento obsoleto e quindi inutile, specie alla luce delle ricerche in campo scientifico e pratico condotte negli ultimi anni. Pertanto non vedo l’utilità e il senso di “difendere” tale pratica e chi la mette in atto. In buon professionista, che si possa considerare tale, ha l’obbligo di aggiornarsi e di proporre al cliente il meglio. Questo è valido per tutte le professioni e a maggior ragione per quelle come la nostra che ha a che fare con esseri viventi.
    Cordiali saluti

    • Salve sig.Andrea, premetto di non aver nessuna formazione cinofila .Un paio di anni fa ho adottato dalla strada una cagnolona fobica con il terrore delle persone. Se non avessi usato il collare a semistrozzo forse il cane non lo avrei più dato che quando incontravamo un umano lei faceva di tutto per liberasi da collari e pettorine e fuggiva via incurante di ogni altro pericolo .Ora la paura è passata ed usiamo una pettorina norvegese ma quel “maledetto collare” mi è stato indispensabile per preservare la sua incolumità.

      • Claudia tu hai usato un semi-strozzo (non uno strozzo) come strumento di sicurezza e non come strumento “educativo”. Andrea sta parlando dello strozzo come strumento educativo e rieducativo, quindi tutta un’altra cosa.

        • Si Cristina ,in fetti hai ragione anche perchè non saprei come usarlo in modo educativo.Quando si presentava la situazione critica non tendevo il guinzaglio ma mi fermavo con lei ,attendevo che si calmasse e quando lo era la coccolavo e continuavamo la passeggiata.

    • Approfitto per chiedere una spiegazione approfondita;
      Sempre in questa sede lessi il “perche”´dell´utilizzo del collare a strozzo, che ritrovai si in molti casi usati da “trogloditi” in maniera completamente scorretta, ma anche un paio di volte per ottenere una corretta riabilitazione (come sempre correttamente qui spiegato, una reazione da cani oramai completamente deprivati e chiusi in se stessi, e da quella reazione si e´poi trovata una base per lavorare) e in generale in modo corretto e non doloroso, come mostrato dalle reazioni stesse dei cani.

      Detto questo, non sono onestamente riuscito mai a trovare una spiegazione sul perche´ il collare a strozzo (sempre inteso come collare a semistrangolo) sia da evitare sempre e comunque, e quali metodi alternativi ci siano ora a disposizione, quindi se potesse mi piacerebbe avere informazioni; sarebbe anche interessante per partire con una bella discussione.
      Marco.
      Marco

  3. sig Andrea,
    che formazione ha , se posso chiedere?? solo gentilista, o ha anche frequentato campi di addestramento con il metodo classico?

    tutti gli strumenti, se usati male, provocano danni.
    la pettorina e i collari fissi o a scorrimento , se messi nelle mani sbagliate provocano danni.
    si parla tanto del terribile collare a strozzo , ma non si parla mai della cavezza..pensa che la cavezza non provochi danni?
    per lei esiste nel cane il concetto di superiore gerarchico?
    se la sua risposta è si , saprà bene che la madre prende i cuccioli dal collo e non dalla schiena..ci sarà un motivo, no?
    non mi piace che si demonizzi l’addestramento classico e i suoi strumenti ( preciso che sono assolutamente contraria all’uso dei collari elettrici o con le punte)
    non mi piace essere additata come “coercitiva” perchè sui miei cani uso i collari fissi …

  4. Il collare a strozzo questo demonio! Gente che si alza la mattina e si mette a fare il cinofilo o l’educatore, gente che predica il benessere animale e non sa niente degli animali, gente troppo convinta che il proprio pensiero sia quello giusto………

    • ..magari fosse il loro pensiero!!!
      invece è il pensiero di sedicenti che vendono corsi solo per lucrare!!
      nessun corso anche il più formativo tra tutti si può paragonare all’esperienza diretta!
      un cane educato e che sappia bene chi è il suo superiore gerarchico può andare in giro con qualsiasi strumento!!

  5. Suonava stranissimo, come titolo. Per non parlare della parola ‘scandalo’.. non è propriamente il tuo stile, ecco 😀
    Purtroppo il problema è comune a qualsiasi argomento, non è ristretto solo al campo della cinofilia. Funziona così per la politica, la cronaca e quella che dovrebbe essere l’informazione in generale. E ‘funziona’ benissimo, purtroppo. Un po’ perchè i titoli vengono pensati per creare un certo tipo di emozione/reazione, un po’ perchè noi lettori siamo dei polli desiderosi di capire… quel che ci fa più comodo 🙂

    • Io c’ero alla manifestazione e tutto qello ke dice l’articolo d giornale NON È VEROOO!! E rimango allibita dalla facilità kon cui i giornalisti d oggi, pur d pubblicare 1 pezzo ad effetto, nn si informino 1 pokino e sputino sentenze a dx e a manca solo perkè 1 poverina, invidiosa d nn aver avuto tutto qesto successo nelle sue iniziative ha commentato la serata incriminante!

  6. Suonava stranissimo, come titolo. Per non parlare della parola ‘scandalo’.. non è propriamente il tuo stile, ecco 😀
    Purtroppo il problema è comune a qualsiasi argomento, non è ristretto solo al campo della cinofilia. Funziona così per la politica, la cronaca e quella che dovrebbe essere l’informazione in generale. E ‘funziona’ benissimo, purtroppo. Un po’ perchè i titoli vengono pensati per creare un certo tipo di emozione/reazione, un po’ perchè noi lettori siamo dei polli desiderosi di capire… quel che ci fa più comodo 🙂

  7. Basta insegnare al cane a non tirare a prescindere dal “collare” usato. Se il cane non tira lo si puó portare con qualsiasi cosa in giro. Esperienza fatta portando il mio con un portapass dato che si era rotto il guinzaglio. A quel punto il collare a strozzo non va mai in tiro e risulta perfetto dato che non stringe mai…
    Ps: il mio cane è un Dogo Argentino, e non ha mai visto lo strozzo manco in foto

    • Vero vero verissimo! Usato su rottweiler nastrino portachiavi perché mi ero dimenticata il guinzaglio a casa 🙂 quando il cane ha imparato a non tirare e a camminare al tuo fianco lo strangolo non si tende mai perciò tra quello e un qualunque altro collare non c’è alcuna differenza. Anzi,è la pettorina che non sopportano perché sfrega e li fa sentire “catturati”.

  8. Mi perdoni Sig.ra Rossi,
    qui non è questione di opinioni ma di evidenze scientifiche. Non c’è un modo corretto di usare lo strangolo, come il collare elettrico, come il collare con le punte poiché, come ripeto, non servono alla giusta comunicazione che è fatta di ben altro.
    In ultimo mi permetta, Sig.ra Valeria Rossi, mi viene veramente difficile pensare a come si possa usare lo strozzo su un cane fobico (la definizione corretta di fobia?) né su un cane aggressivo (perché è aggressivo?). Il collare a strangolo NON è indispensabile … indispensabile è capire, riflettere, avere pazienza
    e soprattutto studiare, studiare e studiare. Questo è indispensabile, tutto il resto viene di conseguenza.
    Ammesso che sia un peccato essere un “buonista” come dice lei, in questo ambito non conta comunque esserlo o essere etichettato come tale. Qui è importante capire i cani, capirli a fondo, sforzarsi di comprendere ciò che loro ci dicono con serenità e tranquillità, scevri da ogni giudizio, senza rincorrere il miraggio di un risultato a tutti i costi (emotivi). Io lavoro con i cani problematici e ho lavorato con bambini con disturbi del comportamento e la lezione che tutti mi hanno dato è: only little step. Piccoli passi, piccoli risultati, piccole vittorie. Questo conta … non servono più certi mezzi …

    • Ma non dice cosa usa Lei? Cane libero? Questo sarebbe l’unico metodo veramente gentilista e assolutamente l’unico che dimostrerebbe vera intesa tra il bipede e il quadrupede… (io andavo in città con la mia prima Rottweiler libera. Era tanti anni fa e la gente era un po’ meno scema o forse solo meno “istruita” da giornalisti scemi…)

    • Scusi, ma lei chiede la definizione corretta di fobia???? Le viene difficile pensare a come si puo’usare lo strozzo su un cane fobico????…….mi sa che i cani fobici lei li ha visti solo in fotografia

  9. Grazie infinite per le spiegazioni e il consiglio che mi hai dato riguardo ad Artù FUNZIONA !!!!! e ti dirò di più ho sostituito la pettorina (ebbene si ci ho messo quasi 4 anni a convincermi….) e con il collare di tela a semi “scorrimento” le passeggiate sono diventate rilassanti e non un tiro alla fune come quando indossava la pettorina e lui è pure stra felice 😀 io tengo il collare in mano e lui infila la testa da solo e mi guarda scodinzolando quasi a volermi confermare : sono un cane, sono un Jrt ho diritto ad un collare e non ad una imbragatura da slitta …quella serve per i cani da traino e io ti trainavo …semplice no ??? ahah

  10. Sig.ra Valeria Rossi,
    se lei parte dal presupposto che le evidenze scientifiche siano taroccate, ne evinco che Lei non abbia nessuna voglia di un confronto serio e sereno. In più Lei ha i mezzi per confutare quanto gli studi dimostrano e che quindi la autorizzano a definirle taroccate e quindi false?
    Un’ultima cosa: io non comunico con il collo o con la schiena, io mi impegno e studio per comunicare con il cane.
    Cordiali saluti

  11. collari..pettorine…strozzi..semi strozzi..credo vada usato il buon senso…con i miei cani uso il semplice collare perchè quando andiamo a correre per i campi sono più liberi….e non rischiano di impigliarsi tra le pannocchie quando rincorrono le lepri (che non riescono a prendere)… basta un pò di buon senso. se metto la pettorina al cane solo perchè normalmente tira al guinzaglio allora sarebbe il caso di insegnare al cane che si può anche passeggiar senza tirare…magari sbaglio..

  12. Quello che vuole dire Valeria credo è che non per tutti i soggetti si può usare la crocchettina per farlo stare al passo ci sono cani tanto nervosi che non accettano neanche il cibo non sono proprio interessati al cibo in quel momento questo è un piccolo esempio e puoi mettergli davanti quello che vuoi che non sono interessati possiamo discutere fino a domani del perche il cane è cosi nervoso e agitato per cui non accetta il cibo ma non sempre la causa è risolvibile e Cmq il cane deve fare ciò che gli si chiede essendo cane sono loro a disposizione dell uomo e non viceversa com è di moda oggi

  13. Non credo di avere le competenze x prendere posizione in questa discussione, però vedo in giro persone con cani pettorina-muniti che vengono letteralmente trascinati dai loro cani, altre con il cane perennemente con il collare a strozzo che ugualmente vengono trascinati, francamente credo che l unoca occasione in cui tale strumento debba essere utilizzato è nel caso in cui sia in pericolo l incolumità delle persone. Non sono nessuno x dire come sarebbero andate le cose nei due casi presentati dalla signora valeria se evesse usato collari normali, seguendola xo ormai da tempo sono sicurissima che se avesse potuto ne avrebbe fatto a meno.Non sopporto l uso di questo strumento un fase di addestramento xche se diciamo sempre che x il cane deve essere tutto yn gioco proviamo a indossarlo noi e se ci divertiamo significa che abbiamo qualcosa di strano….!!!

  14. Sig. Andrea Berti, parlo da semplice cittadina che ha per amico un Jack Russell. Frequento da anni i parchi e purtroppo la moda delle pettorine sta dilagando senza che il proprietario del cane abbia il controllo su esso oltre che un briciolo di responsabilità e buon senso con la conclusione che quello che vedo sono cani di 30/40/50 kg che portano a spasso gli umani, che quando incrociano un altro cane sono ingestibili con la semplice pettorina poi capita che sfuggano al controllo con le conseguenze che lei può immaginare. Guardi… non è fantascienza, le posso portare tanti episodi alcuni dei quali purtroppo a mie spese. Pertanto se lei è una persona responsabile insegni pure ai suoi allievi ad usare la pettorina ma solo dopo che il cane è totalmente ai comandi. E sa quanti se lo potranno permettere? POCHISSIMI! La maggior parte dopo 1 lezione di educazione si sentirà già in grado di portare fuori il proprio gigante buono con la pettorina invece di un buon collare, anche a strozzo se serve alll’incolumità di altri cani e/o persone.

  15. Anni fa ho prelevato da un canile di Bergamo un cane di taglia medio grossa (circa 35 Kg) , un meticcio nero con pelo lucido che assomigliava vagamente ad un doberman, anche se nessuno ha mai saputo dirmi da quale incrocio potesse venire. Se non l’avessi fatto il cane, come mi dissero, sarebbe stato soppresso nell’arco di alcuni giorni. Era un bel cane, purtroppo abituato da parecchio tempo ad essere randagio. Non era un cane fobico, ma terribilmente vivace. Col collare normale, di cuoio morbido, non riuscivo a tenerlo, praticamente mi trascinava dove voleva e non c’era verso di tenerlo a bada. Mi fu consigliato di usare un collare a strozzo, un modello abbastanza costoso che però si allentava immediatamente quando l’animale moderava la sua smania di tirare. L’ho usato solo per alcuni giorni perchè non mi piaceva questo metodo coercitivo, che oltretutto ha un effetto abrasivo sul pelo e la pelle del cane, anche se l’animale non sembrava far molto caso alla stretta del guinzaglio. Sono ritornato al normale collare e mi sono subito accorto che Black (così l’avevo chiamato) non tirava più come prima e tendeva a mantenere il mio passo. In base a questa esperienza potrei dire che il metodo aveva funzionato e il cane non ne aveva sofferto più di tanto. Non posso essere sicuro che il cambiamento sia dovuto esclusivamente all’uso di quel guinzaglio a strozzo, ma ritengo che in gran parte lo sia stato. C’è poi da dire che ogni cane ha la sua storia: un conto è un cane allevato sin da piccolo nell’ambiente domestico e un conto un grosso randagio abituato a fare quello che vuole. Se si è proprio costretti ad usare simili collari lo si deve fare con moderazione, cioè lasciare che sia solo la forza dell’animale a determinare la stretta e non contrapporne una aggiuntiva tirando in senso opposto (magari meglio assecondare un po’ l’esuberanza piuttosto che cercare di stroncarla tirando in senso contrario) perchè il cane capisce da solo quando deve mollare. Se ci si oppone aggiungendo una contro spinta, magari anche brusca, c’è davvero il rischio di fare del male al nostro amico a quattro zampe.

  16. Beh se ci limitiamo a ciò che ha citato mi pare che rimaniamo un pò vaghi. Ammesso che la Sua interpretazione sia ineccepibile, non menziona i danni psicologici come l’impotenza appresa. Ma perché Lei sente tanto la necessità di usare il collare a strozzo per comunicare con il cane? E quali sono i dati concreti dei BENEFICI apportati da questo strumento e dai metodi che esso comporta (siano essi estremi o più blandi). Si tratta pur sempre di uno stimolo spiacevole (anche se di lieve intensità). È questo che vorrei capire.
    Un’altro quesito da porle: può spiegarmi e, qualora volesse, anche citare fonti che indicano l’uso del collare a strozzo su un cane fobico?

    • Egregio Signor Berti, aprezzo moltissimo la sua sensibilità nei confronti degli aspetti psicologici negativi che si possono produrre su un cane con collari a strozzo, elettrici ecc. Io ho avuto diversi cani nella mia vita (ho 66 anni), tutti meticci, e due di questi sono vissuti più di 17 anni. Non ho mai fatto uso di collari o catene perchè ho la fortuna di avere un giardino grande e posso lasciar liberi i cani di scorazzare dove vogliono. Purtroppo con Black non riuscivo in alcun modo a tenerlo a bada. Il cane era stato randagio per chissà quanto tempo, dunque le possibilità di rieducarlo non erano le migliori. Ho chiesto consiglio anche a un amico cinofilo addestratore di cani da ricerca che mi ha consigliato di provare col collare a strozzo per un breve periodo e con moderazione, raccomandandomi di non insistere qualora non avessi ottenuto alcun risultato nel giro di pochi giorni. Il risultato l’ho ottenuto in una settimana senza che il cane mostrasse segni di sofferenza. A volte si trovano cani “difficili” e non tutti, per vari motivi, sono in grado di gestire la situazione nel modo più corretto; però piuttosto di vedere gente che abbandona il cane o addirittura lo fa sopprimere ritenendolo ingestibile, penso che tra i vari mali si debba scegliere il minore. A volte una modesta e breve “sofferenza” atta ad educare (questo avviene di norma anche tra gli esseri umani) porta a risultati positivi evitando problemi più seri in seguito. Molta gente non usa alcun collare, ma tiene il cane in angustissimi spazi, magari 2 o 3 metri quadrati, oppure lo tiene sempre legato a una catena non più lunga di 3 o 4 metri. Credo che questa situazione sia molto peggiore di un collare a strozzo, ma pare che nessuno se ne preoccupi più di tanto. Sono stato morsicato ben 3 volte da cani lasciati liberi da padroni “troppo fiduciosi e comprensivi” senza che avessi minimamente molestato i loro animali o invaso qualche proprietà privata. Si possono fare tutte le considerazioni di questo mondo, indignarsi per trattamenti malvagi o stupidi verso gli animali, ma considerando che un cane di media e grossa taglia può ferire seriamente o addirittura uccidere, come è già successo anche con cani ritenuti molto miti, preferirei tenere a bada il mio cane in qualsiasi modo piuttosto di vederlo ferire una persona con tutte le conseguenze per me ed il mio amico quadrupede. Cordialità.

  17. Si certo sign. Berti… porti in giro, come è successo a me, 60kg di akita americano incazzato con il mondo perché ha dei padroni imbecilli che l hanno rinchiuso x 2anni in giardino…. e lo porti in giro con la pettorina… sicuramente andrete lontani…. credo che ogni situazione e ogni cane siano diversi… non credo si debba demonizzare lo strangolo… si dovrebbe invece demonizzare l uso improprio che la gente ne fa…

    Ps. Lo scorrimento, il collare elettrico e quello con le punte sono distanti anni luce l uno dall altro quindi bisognerebbe smetterla di confrontarli…

  18. Letto.
    Si parla di costrizione (leggera) e che il cane si arrende … costringere all’interazione …
    flooding magari? impotenza appresa? evidentemente sì visto che il cane non ha scelta e in questo lo strangolo funziona eccome.
    La bibliografia si riferisce allo stress.
    Potremmo discutere per giorni Sig.ra Rossi.
    Buona vita e buon lavoro
    Cordialità

  19. scusi sig. ANDREA BERTI pero’ c’e proprio una cosa che non riesco ad afferrare

    lei continua a denigrare gli altrui metodi o esperienze senza alla fine portare niente di concreto se non edificanti parole buone per ogni contesto,dall’addestramento dei cani alla mungitura della mucca; e nominare studi scientifici che non ha allegato

    visto da fuori sembra tanto un tentativo di farsi pubblicita’ in un sito molto frequentato,magari per per dare meno quell’impressione forse era meglio loggarsi senza l’account FB e relativa possibilita di farsi contattare da eventuali clienti

  20. ho il dubbio che sia Lei a non saperlo sinceramente.
    Comunque l’invito vale anche per Lei qualora Le interessasse vedere come si può lavorare senza collare a strozzo.
    Buon lavoro

  21. Purtroppo Sig. Andrea Berti il problema è proprio alla base: parliamo due lingue diverse… ha speso kilometri di bellissime parole che però, alla fine della fiera, non dicono nulla. O meglio sono cose che un qualsiasi professionista serio e competente sa già (tradizionalista o gentilista che sia). Qui non c’è infatti da distinguere fra addestratori classici ed educatori gentili bensì fra chi sa lavorare bene con un cane e chi no. E chi lo sa fare, a prescindere dal metodo usato, sa comunicare con il cane altrimenti non andrebbe da nessuna parte; sa leggere le sue esigenze, lo rispetta, ha studiato e continua a farlo. E questa, glielo assicuro, non è una prerogativa assoluta dei nuovi educatori, ma è la base fondamentale da cui partono tutti gli addestratori seri. E’ inutile stare ore a parlare di rispetto, comunicazione, interazione, lettura del cane, dello stress etc… senza poi far vedere nel dettaglio esempi concreti di risoluzione di problemi seri. Altrimenti sono solo chiacchiere al vento. Parlare di rispetto, comunicazione etc.. è come aver scoperto l’acqua calda. Un qualsiasi addestratore tradizionalista bravo e serio queste cose le sa già da secoli e le utilizza giornalmente altrimenti, senza rispettare, capire e interpretare le esigenze di un cane, non potrebbe addestrarlo e nemmeno prepararlo per attività sportive. La differenza sta nel fatto che molti di questi addestratori parlano poco e dimostrano tanto, al contrario di molta (non tutta) questa nuova ondata di cinofilia new age. Lei non può dire che il collare a strangolo non va usato punto e basta e che se un cane è particolarmente difficile ci si deve lavorare con calma, a piccoli passi e accontentarsi anche di non risolvere subito iil problema, perchè in una società civile questo NON è POSSIBILE. Non possiamo permetterci di non risolvere subito il problema di un cane aggressivo e pericoloso perchè potrebbe andare in giro e fare danni seri. Allora non è forse meglio utilizzare lo strumento adatto (in questo caso lo strangolo) che come ripetuto più volte se usato correttamente non nuoce assolutamente al cane e risolvere il problema in breve tempo, piuttosto che farsi tremila pippe mentali sull’impotenza appresa e rischiare che mentre si discute di fantacinofila quel cane faccia del male a qualcuno e rischi di essere soppresso, abbandonato o imbottito di psicofarmaci? In questo caso chi è che tiene di più alla salute del cane? Chi è in grado di capire l’utilità di uno strumento che può sembrare un po’ duro ma che aiuta a risolvere problemi che potrebbero causare VERA sofferenza al cane o chi pur di non ammetterne l’utilità si chiude dietro le proprie convinzioni (che oggi vanno tanto di moda) rischiando davvero di nuocere ai nostri compagni a quattro zampe? Grazie!

  22. Ho sentito parlare di comunicazione scorretta col collare a strangolo e la differenza con un collare fisso ? La comunicazione canina nn e data anche dai movimenti del torace e dall erezione pilifera dorsale nn mi sembra che con una pettorina questi segnali risultino chiari

  23. Ho sentito parlare di comunicazione scorretta col collare a strangolo e la differenza con un collare fisso ? La comunicazione canina nn e data anche dai movimenti del torace e dall erezione pilifera dorsale nn mi sembra che con una pettorina questi segnali risultino chiari

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.