medico4di VALERIA ROSSI – Ricevo, quasi contemporaneamente, due email: la prima arriva dalla Svizzera e mi racconta una storia di ordinaria cinofollia, ovvero tizio che approccia molto malamente un cane (anche se lui “intendeva solo accarezzarlo”) e rimedia una pinzata di avvertimento.
Siccome il cane è di taglia medio-grande, la pinzata produce una piccola ferita e il tizio va al Pronto Soccorso: qui il medico compila la denuncia per la polizia ribadendo più volte (copincollo testualmente) che “un cane cosi dev’essere abbattuto” (!!!); “se l’ha fatto una volta, potrebbe poi …”; “io ho due bambini piccoli e non sono tranquillo quando so che ci sono in giro cani che hanno morso”.
La storia, per fortuna, è a lieto fine: la denuncia non è stata presentata perché la vittima ha a sua volta dei cani, ama i cani e non gli è neppure passato per l’anticamera del cervello di far rischiare la soppressione di un animale che gli ha detto soltanto “Ehi, come ti permetti? Non gradisco che mi si spaciocchi a tradimento”.  Lui ha ammesso di aver sbagliato, il proprietario del cane gli ha pagato le spese mediche e tutto è finito in gloria (e all’insegna della buona educazione, una volta tanto!).
Tirato un sospirone di sollievo per l’happy end, a me è rimasto un senso di angoscia nei confronti del medico cinofobo e terrorista… ma può succedere, dopotutto. Di gente che ha il sacro terrore dei cani è pieno il mondo, di gente che confonde una pinzatina con un’aggressione stile tigre del Bengala pure.
Mi terrorizza il fatto che un medico così lavori in un Pronto Soccorso, mi chiedo se voglia anche la distruzione immediata di tutto ciò che può causare piccole ferite ai suoi pazienti (che so: “Il bambino è caduto dalla bici? Fatela immediatamente demolire! Passatele sopra con un caterpillar! Non sopporto l’idea che ci siano in giro biciclette feroci!”)… ma “il mondo è bello perché è avariato”, quindi può succedere che un cinofobo faccia il medico e nessuno può far nulla per impedirlo.

medico2La parte peggiore arriva invece con la seconda email, stavolta dalla nostra bella e gentile Italia: scenario molto simile, solo che stavolta i protagonisti sono due cani anziché un cane e un umano.
La storia è simile perchè anche stavolta uno dei due approccia l’altro molto ineducatamente: anzi, proprio aggressivamente. Solo che trattasi di Davide contro Golia: e in questo caso Davide, dopo essere zompato fuori dal nulla (senza guinzaglio, tanto per cambiare) ed essersi scagliato contro Golia (regolarmente legato al guinzaglio), le busca abbastanza seriamente.
La proprietaria di Golia, che è poi l’amica che mi ha scritto, essendo cinofila a 360° e non solo “propriocanefila”, accompagna dal primo veterinario disponibile (“C’era una croce blu proprio all’angolo della strada e ci siamo precipitati lì”, mi scrive) il canetto bucato, con umano al seguito… e già che c’è pensa di far controllare anche il suo cane, visto che il primo ad essere morso è stato lui e che infatti ha un buchetto su una zampa.
Niente di che, visto che Davide è piccolino e ha denti proporzionati alla taglia: ma almeno una disinfettatina pensa che sia meglio darla.
Bene (anzi, malissimo!): il veterinario prima rifiuta di visitare il cane se lei non gli mette la museruola (Golia con gli umani è un cane dolcissimo); poi lo visita (copincollo anche qui) “standogli a due metri di distanza e chiedendomi di “tenergli ben ferma la testa, anche se lui stava sdraiato immobile e tranquillissimo: e poi aveva la museruola!”;  e alla fine le chiede di “prendere in seria considerazione l’idea dell’eutanasia“, perché un cane così grosso e aggressivo, a suo avviso, non merita evidentemente di vivere.
La sua frase conclusiva è quella più classica, più banale e più idiota che un cinofobo possa pronunciare: “E se invece del cagnetto ci fosse stato un bambino? Ci pensi bene!”

medico3La nostra lettrice ci ha pensato benissimo.
E ha dedotto: a) che se ci fosse stato un bambino, Golia l’avrebbe coperto di leccate come fa con tutti i bambini del mondo, anche con quelli che lo approcciano in modo totalmente incivile; b) che quel veterinario forse avrebbe fatto meglio a dedicarsi ad altro mestiere (“per fortuna non è il nostro veterinario – mi scrive – che il mio cane ama alla follia, tanto che tira per entrare in ambulatorio anziché tirare per andarsene!”).
Evidentemente, però, le parole del vet cagasotto hanno continuato a ronzarle in testa, tanto che mi ha scritto chiedendomi se pensavo che l’amore per il suo cane l’avesse per caso accecata, e se anch’io pensavo che potesse rappresentare un pericolo per qualcuno.
L’ho ovviamente rassicurata: Golia, per come me l’ha descritto, è un cagnone pacioso che si è semplicemente difeso da un attacco tanto improvviso quanto insensato.
I cani hanno i denti, non capisco perché si continui a dimenticarlo: e i cani grossi hanno denti grossi che fanno grossi buchi.
Ma se dovessimo emanare sentenze di morte solo per questo, allora dovremmo sopprimere tutti i cani di taglia superiore ai cinque chili.
Che un cane aggredito si difenda mi sembra proprio il minimo: e ovviamente si difende con le armi che ha.
Cretino il cagnetto che è andato ad attaccare il gigante armato di  fionda (qualcuno forse dovrà spiegargli che al Davide originale è andata di puro culo, ma che difficilmente storie come quella si ripetono): ma il povero Golia a quattro zampe potrebbe invocare la legittima difesa perfino se fosse un umano, e sarebbe sicuramente assolto da qualsiasi giuria.
Quello che proprio non riesco ad assolvere, personalmente, è il veterinario.
Perché passi per il medico umano… ma che un veterinario consigli la soppressione di un cane, oltre a dimostrare di avere clamorosamente paura dei cani, proprio non riesco a mandarlo giù.
Non lo digerisco neppure quando si tratta di un soggetto che ha aggredito un umano (come nel recente e tristissimo caso del meticcio Dylan, condannato a morte dopo aver morso una volontaria del canile in cui era ospitato): figuriamoci quando si parla di una rissa tra cani.

medico1Le prime considerazioni che mi vengono in mente sono le seguenti:
a) ai “miei tempi” (sigh, come odio pronunciare queste parole…) i veterinari erano molto più indirizzati ai grossi animali che ai piccoli: io stessa, negli anni ’70, ho studiato una marea di cose su mucche e cavalli, ma il primo cane l’ho visto al terzo anno sul tavolo delle autopsie… e non è che ne siano seguiti molti altri nei due anni successivi. Ciononostante, di veterinari che avessero paura dei cani non ne ho mai incontrati. Qualcuno era più disinvolto e qualcun altro li trattava con un briciolo di timore reverenziale (d’altronde, ai tempi, io allevavo pastori tedeschi e non chihuahua…), ma anch’io ho portato più volte a ricucire sia “vittime” che “carnefici”, dopo risse canine, e nessuno mi ha mai proposto di ammazzare nessuno.
Oggi, di storie come quella che ho appena raccontato, ne sento parecchie. Addirittura, qualche anno fa, ho conosciuto personalmente un veterinario (famosissimo perché appariva anche in TV – scelgono evidentemente sempre con molta cura, quando si tratta di trasmissioni sugli animali… –  e perché era il vet di diversi VIP) che rifiutava di curare i pit bull in quanto pit bull, senza neppure chiedere prima se il cane fosse aggressivo o meno. Evidentemente qualcosa è cambiato, e in modo sostanziale: oggi non ci si iscrive più a veterinaria perché si amano gli animali, ma solo nella speranza di tirar su un bel business, visto che di cani e gatti è pienissimo il mondo. Poi il  business non sempre si rivela tale, perché il mondo è pienissimo anche di veterinari e la concorrenza è spietata: e allora, magari ci si “autospecializza” in business secondari… e qui cito una terza email ricevuta due giorni fa, in cui mi è stato raccontato di un vet che ha suggerito l’amputazione di coda e orecchie in un boxer di tre mesi, portato lì perché si era fatto male a una zampa… “perché intanto con il certificato che fanno i veterinari, nessuno ti può dire niente”.
Io non ho davvero parole;
b) per entrare a Veterinaria c’è un test di ammissione. Io non l’ho fatto, perché ai miei tempi non c’era (a fare veterinaria eravamo quattro gatti) e quindi non so che cosa chiedano: ma mi sorge il lecito dubbio che la domanda “ma tu ami davvero gli animali?” non sia compresa nel test.
Suggerirei caldamente di inserirla… se non fosse per l’altra risposta allucinante, capace di lasciarmi basita, che ho ricevuto – di nuovo qualche anno fa – da una vet “pezzo grosso” dell’ASL milanese, che a sua volta faceva discorsi cinofobi (erano i tempi in cui lottavo strenuamente contro l’ordinanza Sirchia… e lei era favorevolissima alle “black list”). Quando le chiesi, esasperata, per quale stracazzarola di motivo avesse scelto di fare la veterinaria, mi sentii rispondere che “il compito di un veterinario è quello di proteggere le persone da tutti i rischi connessi agli animali”.
Non “il primo compito”, eh? Non “il compito più importante”. Proprio “il compito”, punto.
Stando così le cose, presumo che se la domanda di cui sopra fosse inserita nel test di ammissione, e se qualcuno rispondesse “NO”, verrebbe accolto ugualmente a braccia aperte nei nostri atenei;

Animali_da_compagnia_infograficac) se hai fatto veterinaria, sei un veterinario ma hai scoperto (magari solo in un secondo tempo) che i cani ti impauriscono, perché non ti dedichi ad animali diversi?
Lasciando pure da parte quelli non esattamente domestici… ci sono circa 5500 specie soltanto di mammiferi, più 10.500 di uccelli (che non hanno neppure i denti).
Nelle nostre case, checché se ne pensi, pesci, uccelli e gatti (in questo ordine: vedi l’infografica qui a sinistra) sono molto più numerosi dei cani; poi c’è ovviamente la possibilità di fare il burocrate e di non essere mai costretto a toccare neppure un pesce rosso.
Quindi… proprio di cani, devi occuparti?
E’ vero che sono forse quelli intorno ai quali gira il maggior business… ma – come dicevo sopra – c’è anche una fortissima concorrenza: e se tu dei cani hai paura (e si vede, eh? Guarda che la gente se ne accorge!) la concorrenza finirà per schiacciarti comunque.
Quindi perché non ti specializzi in qualcosa di diverso, qualcosa che magari ti piaccia davvero e che ti faccia emergere al di sopra del mare di vet generici?
Se poi hai paura di tutti gli animali… vabbe’, allora sei stato pirla a scegliere veterinaria: ma sei sempre in tempo ad ammettere il tuo errore iniziale e a cercarti un altro mestiere.
Sì, è vero che di lavoro se ne trova poco, ma in fondo una laurea ce l’hai e quella almeno un po’ aiuta: ma poi, santiddio, mi dici che vita del cavolo fai, dovendo avere a che fare ogni giorno con pazienti che ti mettono addosso l’angoscia? Meglio cavare onestamente patate, che vivere nel terrore!

medico5d) questa considerazione non la rivolgo ai vet, ma ai loro clienti: per favore, quando cercate un medico per il vostro cane non rivolgetevi al primo che trovate sotto casa.
Tanto per cominciare, accertatevi che ami davvero i cani e che non li tema. Perché è proprio il minimo storico.
Questo, ovviamente, non significa che dovrete  attaccarvi come cozze al primo vet che fa tanti “piccipicci” al vostro tesoro e che gli dà i biscottini: deve essere anche un professionista serio, preparato, competente.
Però, se ha paura dei cani, non può essere un bravo veterinario. O forse, da genitori, andreste pieni di fiducia da un pediatra che ha paura dei bambini?
Attenzione, però: “paura” e “prudenza” sono due cose diverse.
Se il vet vi chiede di mettere la museruola a Fido amoredimammasua, sta esercitando il suo sacrosanto diritto di tornare a casa ogni sera con le manine ancora attaccate alle braccia.
Se gli mette un laccetto (pratica ormai scomparsa, a quanto sento in giro… ma che qua e là forse sopravvive) non è un fifone né un maltrattatore: ribadisco che i cani hanno i denti, e anche loro hanno il sacrosanto diritto di usarli se qualcuno gli fa male. Quindi l’unica è proteggere chi deve, in alcune occasioni, fargli male (per il suo bene): e un laccetto tenuto sul muso per cinque minuti non ha mai ammazzato nessuno (ma ha salvato le manine di tanti vet).
Invece i veterinari che consigliano la soppressione di cani sani e magari anche equilibratissimi (come nel caso del nostro Golia) sono da evitare come la peste; i veterinari che rifiutano di visitare cani della razza X o Y sono da evitare anche se non abbiamo un cane di razza X o Y, perché “razzismo” e “amore per gli animali” non possono andare di pari passo… e così via.
Quella selezione che evidentemente non viene fatta al test di ammissione, facciamola noi: e dai veterinari che hanno un’immotivata paura dei cani (perché se è motivata, il discorso cambia: neanch’io pianterei con disinvoltura le mani addosso a qualcuno che mi fa GRRRRRRRRRR) cerchiamo di girare alla larga.

medico6E già che ci siamo, diamo anche a Cesare quel che è di Cesare… ma togliamoci ciò che suo non è.
Ovvero, non pretendiamo che un veterinario abbia competenze che in realtà non può e neppure deve avere.
Non andiamo da lui per scoprire se il nostro cane è di razza o meno (non è un Giudice ENCI: è un medico! E solitamente, di razze canine, ne sa tanto come la Sciuramaria al parchetto: però vi confermerà qualsiasi razza voi desideriate, perché non è stupido e non intende perdere un cliente solo per avergli tolto un’illusione che non ha nulla a che fare con la medicina); non chiediamogli come educare/addestrare il cane (ci sono figure diverse, per questo: o siete forse soliti chiedere al pediatra di risolvere i problemi scolastici di vostro figlio?); non pretendiamo neppure servizi da “telefono amico” svegliandolo alle tre del mattino per dirgli quanto siamo infelici perché il cucciolo ci ha fatto la pipì in casa. Se non vi manda al quel paese è solo perché non si può permettere di perdere un cliente: però gli avete fortemente rotto le palle, sappiatelo.
A volte penso che se gli aspiranti veterinari sapessero davvero quello che li aspetta, sarebbero loro a decidere per primi di andare a cavar patate, anche quando gli animali li adorano davvero. Però lasciamo da parte queste considerazioni e, come sempre, vediamo di fare uso di buon senso (e di senso della misura).
Rispettiamo il lavoro e la competenza del veterinario, ma non chiediamogli i miracoli e non chiediamogli di fare un mestiere che non è il suo: ma se ci accorgiamo che è un pirla, o che vorrebbe vedere morti tutti i cani di peso superiore ai cinque chili… allora andiamocene altrove. E di corsa.
Il fatto che “sia sotto casa” non può fungere da alibi per mettere a repentaglio la vita del nostro cane, esattamente come non può essere una scusa valida per prendere un cucciolo in negozio o dal cagnaro di turno.
Insomma, ancora una volta… usiamo il cervello.
Altrimenti avranno ragione quelli che dicono che, tra umani e cani, gli “esseri superiori” non siamo certo noi.

 

 

 

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31 Commenti

  1. Il.NS Vet si è preso pinzate e graffiate da vari clienti ma non USA nemmeno i guanti se non per lavori sporchi non ho mai visto una museruola a tiro… E gli animali.lo adorano….

  2. Ho scoperto che il negozio da cui proviene il mio cane ha il suo veterinario “di fiducia”, il quale, contattato da me al telefono, ha ammesso candidamente di rilasciare certificati di vaccinazioni false e false date di nascita dietro “piccolo compenso”. Questo personaggio è tristemente famoso, ma pare che nessuno possa farci niente. Mi ha anche detto che non devo lamentarmi, perchè il cane, in fondo, è sano. Alla faccia dell’amore per gli animali…

    • Ma va denunciato! Il suo è sano, ma chissà quanti non hanno avuto questa fortuna. Che vuol dire nessuno possa farci niente? Denuncia e controlli degli organi competenti!

    • Registralo con il cellulare poi porta la registrazione ai carabinieri; non lasciare che continui a delinquere, mette in pericolo i cani e anche quelli degli altri che possono entrare in contatto con cani malati!

      • La mia veterinaria mi ha caldamente consigliato di non denunciarlo, se non voglio una mega-galattica controdenuncia per diffamazione, ma io una letterina anonima all’Associazione Veterinari gliela manderei… Purtroppo, la telefonata è avvenuta un anno fa, quando mi hanno regalato il cucciolo (ho chiamato il mondo intero) e non è stata registrata. Se rendo pubblico il suo nome vado in galera (e prima mi spennano), belle leggi che ci ritroviamo… T_T

  3. Sono un medico e ho lavorato in Pronto Soccorso, alcune volte sono arrivate persone morse da cani, la maggior parte dai loro, e la domanda è sempre stata “Ma che gli ha fatto per farsi mordere?” e la risposta era “Eh dottoressa sono stato stupido! Stavo…”. Alcuni vantaggi di fare “il medico di campagna”, ancora ci si ricorda che i cani hanno i denti! La storia del veterinario però mi ha lasciato alquanto basita, forse alcuni hanno frainteso l’essere “specialista in piccoli animali” col fatto di curare solo microcani :/

  4. Dopo lunghe peregrinazioni tra veterinari super-apprensivi, super interventisti e dalla diagnosi facile, attualmente devo dire di essere felicissima della mia veterinaria attuale.
    Il suo atteggiamento probabilmente riflette il fatto di lavorare in campagna dove gli animali vengono spesso ancora trattati “come una volta”, nel bene e nel male, perciò interviene farmacologicamente solo quando lo ritiene necessario, punta molto sulla prevenzione, affronta i tipici cagnoni da guardia che non sono mai usciti dal loro giardino e la divorerebbero volentieri (li riconosci perchè, poveracci, aspettano il loro turno nella macchina nei padroni ringhiando e sbavando contro il vetro). Oltretutto ha l’umiltà di mandarti da uno specialista qualora il “caso” lo necessiti e di appoggiarsi a un’ortopedico e un chirurgo per gli interventi più complessi.
    Dovrebbe essere il minimo ma spesso e volentieri ho avuto veterinari che si sono “accaniti” su diagnosi che chiaramente non erano di loro competenza (e non è una vergogna. Se pensi che il mio gatto abbia un problema neurologico è solo indice di serietà mandarmi da un neurologo!), facendomi perdere parecchio tempo prezioso per “salvare la faccia”.
    Con me è sempre stata disponibile sopratutto in concomitanza dei parti della mia cagna (rendendosi reperibile tutta la notte anche se, fortunatamente non c’è mai stato bisogno di intervenire) ma mi raccontava che esiste gente che la chiama la domenica notte perchè “tesorino ammmoredimmamma si è grattato le chiappe due volte! Non posso assolutamente aspettare lunedì!”

  5. vorrei credere che sia una esagerazione goliardica della cosa…….comunque so che succede, raramente ma succede.

    per spezzare una lancia a favore dei Professionisti Seri potrei raccontare , nella mia piccola esperienza in clinica, almeno venti /trenta casi di persone che portano in visita il loro P.B, P.T, caucaso, boxer, rott e compagnia bella ma anche metticcioni mega ( non sono razzista li adoro….in assoluto tra i cani ,dopo i malin…….eheheh) con pettorina, facendosi spiaccicare contro la porta per scappare via ececc. che per prima cosa raccontano quanto sia buona/o il loro bimbo/A DOLCISSIMO CON Tutti che adora i vet (si vede dagli occchi….)e favole di amore del genere ……solo dopo questi preamboli sempre non veri, raccontano il problema per cui sono a visita.
    e solo dopo ,non appena rivolgi lo sguardo al cane senza neanche muovere un passo e quello ti si lancia, se la cantano…..ed iniziano solitamente dicendo che il loro cane odia la museruola perchè , poverino, è un dolore enorme per il conduttore metterla al cane …..che non accesso al divano, che i vicini sono terrorizzati, che non puo’ entrare nessuno in casa….
    scrivo questo perchè un vet che si fa mordere (per mordere intendo mordere e non ci vuole molto…)ben che gli vada sta fermo dal lavoro venti giorni …e tutti dobbiam lavorare per campare.
    quindi ci vorrebbe si’ da parte dei vet maggior cultura di approccio, di empatia (che personalmente ho acquisito-sto acquisendo- lavorando in campo , facendo mordere eccecc, perchè all’universita neanche se parla )ma anche , e ribadiamolo, padroni, conduttori chiamoli come volete CONSAPEVOLI.

  6. Come mi fanno incazzà ste cose!!! Ci sono vet che non vogliono sopprimere un cane che è all’ultimo stadio di una malattia, ma se ha morso……ehhh, allora si, nèèè, è socialmente pericoloso! Non dico altro perchè oggi sono già incazzata di mio e potrei andare molto OT! Ciao

  7. 1) no a veterinaria quella domanda non c’è. Ami gli animali? Fregauncazzo. In compenso ti chiedono in che ordine ha cambiato nome la città di San Pietroburgo. Giuro era domanda del test quando l’ho fatto io.
    I test sono di cultura generale e “attitudinali” nel senso che c’è qualche domanda di logica, hai attitudine a pensare? Se ti piacciono o meno gli animali non importa. Anzi meglio, dato che ora nell’università spingono tantissimo per indirizzare verso le produzioni animali, i controlli alimentari ed i macelli.

    2) mi spiace dirtelo ma ad oggi a milano ancora viene insegnato, detto e ribadito da almeno un prof di quelli che “contano” che “il compito di un veterinario è quello di proteggere le persone da tutti i rischi connessi agli animali”.

  8. Il mio veterinario è un ladro. Sul serio. E’ il più -inutilmente, credo- caro della città dove vivo.
    Però non lo cambierei con nessun’altro al mondo.

    Anni fa, quando un giorno gli avevamo portato il nostro primo gatto (Che dovevamo far mettere in una gabbia speciale e far sedare quasi sempre, in quanto isterico, graffiatore, piegatore di aghi di siringa e morsicatore a sangue di arti di veterinario) per la visita annuale e lo avevamo avverito dell’ “aggressività” del detto felino, lui ci aveva risposto placidamnte “Pfft. Guardate, oggi mi han già morso due cani e mi sono preso anche una bella graffiata da un altro gatto. E’ normale. Se non sapessi che queste cose sono normali e possono capitare, allora non dovrei fare questo mestiere.”

    Soldi ben spesi.

    • Sicuramente Lola! Quello che avevo prima, aveva data una bella pacca sul muso al mio cane perchè gli aveva leccato la mano…non so se rendo l’idea e per il mio gatto, l’ha bucato non so le volte perchè non stava fermo e non voleva tirarlo fuori dalla gabbia…:-( Per completare con un quasi OT, quando avevo 5 anni, il dentista mi aveva dato un vero e proprio ceffone perchè non riuscivo ad aprire la bocca come voleva lui (mi avevano portata proprio perchè quasi non riuscivo a mettere in bocca nemmeno la forchetta….quelli non sono medici, non basta la laurea e farsi chiamare dottore, se sei un coglione resti tale!!!

      • ….Ma spero abbiate cambiato veterinario. Okay difendersi in caso di attacco canino..Voglio dire..Un ceffone istintivo ci può anche stare, se un cane ti morde…Ma se ti lecca?
        Mio padre avrebbe fisicamente colpito il veterinario, se avesse fatto tanti buchi al nostro gatto…
        Già lui non ama i medici in generale (veterinari in primis) perchè la tipa -assistente, credo..- che ha dovuto sopprimere il gatto di cui parlavo sopra, deve avergli fatto male e da quel che ho capito (perchè no. Io non ho avuto il coraggio di accompagnare i miei in clinica, quel giorno lì..), lo ha fatto saltare giù dal tavolo. (Per cui..Situazione già di per sè triste, più la delusione di vedere il SUO gatto soffire, lo hanno devastato.)
        ..Se poi gli fanno pure male, gli parte l’embolo.

        E prima di lui, spero abbiate cambiato anche il dentista. (Sul serio? Tiri un centrone ad una bambina? E nessuno dice niente?!)
        Io ho cambiato dentista -si parla di anni fa..- ben perchè il tipo non era paziente con i bambini.

  9. la domanda “ami gli animali ?” non c’è, pero’ scusate……………se uno disprezza gli animali non credo decida di fare il test……accidenti……………e non redo neanche lo si faccia per questioni economiche…….di questi tempi ne vedo pochi arricchirsi.

    • Ciao Viviana, purtroppo a 19 anni sono pochi quelli che han davvero le idee chiare, molti ragazzi ancora non sanno da che parte sono girati e se da grandi vogliono diventare carne o pesce. Si basano, per scegliere, sulle materie liceali in cui andavano meglio. Così uno che va bene in scienze e italiano esce e fa il test a medicina e lettere. Per poi magari scoprire troppo tardi che non gli importa un fico secco di anatomia o di filologia romanza.
      Tanti appena usciti dalle superiori sono indecisi se fare veterinaria fisica o filosofia, per dire, e fanno tutti i test per poi vedere dove passano.
      Di ragazzi che decidono di voler proprio fare i veterinari per passione e tentano solo quel test e si dedicano solo a quello ce ne sono meno di quanto si creda.

      • Confermo! Io uscita dalle superiori feci tutti i test d’ingresso che c’erano, con l’idea “Almeno ad uno entrerò!” ed entrai a tutti…e lì crisi perchè non sapevo che scegliere. Avevo fatto anche il test di veterinaria, perchè mi piaceva molto come materia e per il contatto con gli animali che adoro… Be alla fine non presi veterinaria, ma medicina, perchè decisi di tenere la mia passione, appunto come tale, e non rischiare che il renderlo un lavoro me lo facesse piacere meno, avendo una madre che facendo l’insegnante è finita con l’odiare ragazzi ed insegnamento.

        Qualche volta me ne pento, perchè crescendo ho capito che la passione non sarebbe svanita. Per carità mi piace fare il medico, sono brava e lo faccio con passione, ma cito un cartello presente nello studio di un mio collega “Più conosco le persone più invidio i veterinari!” ahahahahaah 😉

  10. eroi di atri tempi quelli che si fanno sbranare con il sorriso.
    dipende dal cane…..se la mia zwerg puo’ far si’ male ma non credo comporti gravi conseguenza.
    se un rott, malin eccecc morde i danni sono altri.
    morsi e graffi sono rischi del mestiere, cio’ non vuol dire che un bravo vet debba essere lacerato …..anzi è professionale che prenda adeguate misura di sicurezza anche per poter lavorare al meglio.

    qualche mese un grigio che adoro mi ha pinzato forte la chiappa dx…..non ho fatto neanche “ah”ho finito di fare quello che era meglio per lui (stavamo lavorando in ricerca).
    per svariate notti ho avuto il di dietro in fiamme…..antibiotico ed ho assunto strane posizioni per stare seduta per un mese e piu’.
    credo che si mi avesse preso la mano sarei ,forse ,ancora ferma.
    lavorare con i cani a prescindere dall’essere veterinari o meno insegna a capire non solo quanto sono meravigliosamente immensi nel lavoro e nella vita ma anche quanto possono far male.
    purtroppo alle universita’ sempre piu’ spesso si invitano comportamentalisti( la categoria non e me ne voglia)che insegnano protocolli farmaceutici per gestire un cane……….posso invece dire, ignorante come sono, che ascolterei molto piu’ volentieri un bravo addestratore, di quelli seri, ferrati che ti incantano.

  11. Nel 1° caso – non so in Svizzera come funzionano ste cose ma se un umano si reca al pronto soccorso, immagino che sia di un ospedale e come può un medico rilasciare certe considerazioni se non è un veterinario, non ha visto il cane, non ha assistito all’episodio e non ha quindi nessuna competenza di valutazione?

    Nel 2° caso – quel Vet. dovrebbe cambiare lavoro.

  12. A me sembra che complessivamente il livello medio dei veterinari si sia decisamente innalzato rispetto a tanti anni fa. Imbecilli a parte come quelli citati nell’articolo, sono molto più professionali, si specializzano, approfondiscono e credo che risolvano tante situazioni come una volta non sarebbe accaduto.
    Nonostante ciò personalmente li trovo tutti assolutamente carenti nei confronti dei cani da lavoro, per esempio i cani sportivi che fanno agility. Lì siamo ancora al vuoto assoluto.
    Mi è capitato di dover fermare dall’agility da un giorno all’altro una cagna di dieci anni che correva da sempre. La diagnosi era collasso della trachea provocata da “tosse dei canili”e la prescrizione era di tenerla più a casa possibile e di non farle fare possibilmente nemmeno una corsetta su un prato. Mi consigliavano di farle fare solo qualche breve passeggiatina al guinzaglio, cosa peraltro impossibile perchè Blu è ancora oggi una yorkie scatenata che se la metti al guinzaglio tira come un’addannata. Blu doveva passare quindi da una vita moooolto attiva ad una vita molto sedentaria, divano, cuccia e giardino di casa. Ovviamente decidiamo di affrontare la cosa e la nostra preoccupazione è stata intanto quella di come impegnarle la testa prima che desse di fuori di matto.
    In quello ci ha aiutato il passare degli anni anche se sono certa che i primi tempi l’ha patita molto. Abbiamo provato a portarcela con noi al campo senza farla correre ma si agitava da morire, la sera respirava malissimo e abbiamo dovuto rinunciarci.
    L’altro problema era, secondo me, il fatto che fermare da un giorno all’altro un cane sportivo, dal punto di vista fisico, poteva comportare dei problemi di qualche tipo che ne so, non sono un vet, per esempio alle articolazioni.
    Su tutte e due gli aspetti, quello psicologico e quello fisico, non abbiamo avuto risposte proprio da nessuna parte e ne deduco che non c’è una cultura veterinaria sul cane sportivo nemmeno in relazione a casi meno estremi di Blu, per esempio sul come mantenere in buona forma fisica un cane da lavoro che può essere anche sottoposto a stress fisici importanti e quindi da considerare in termini di prevenzione.
    Al momento quello che c’è è una sorta di tam tam fra gli agilitisti in relazione a certi integratori alimentari di cui qualcuno si sa che è corretto, vedi il Cosequin per le articolazioni, ma di qualcun altro mica tanto, soprattutto quelli che ridanno energia al cane, per i quali mi resta sempre il sospetto che possano essere anche solo vagamente dopanti, per cui li evito come la peste.

  13. devo scriverla questa: la mia cana è enognata, di veterinari da piccola ne ha visti millequattrocento, e da quando me ne sono accorta IO del problema (ovvero quando stava cambiando i denti) ce ne fosse uno che l’ha guardata in bocca – e se l’avessero guardata si sarebbe potuto fare qualcosa allora – perchè “non si può guardare in bocca il pastore tedesco perchè morde, perciò meglio lasciare perdere” …. sottolineo che anche un ODONTOIATRA veterinario in una clinica che fa solo questo mi disse: “non si può fare niente perchè il pastore tedesco morde se gli apri la bocca o tocchi i denti”, QUESTO A PRIORI ovviamente senza averci mai nessuno nemmeno provato….

  14. ho avuto due veterinari (uno cambiato solo perché, cambiando città, mi veniva davvero scomodo continuare a portarci gli animali. Entrambi sono un tantino misantropi e non lo nascondono, verso almeno il 90& del genere umano, ma a me va bene così.
    quello attuale con gli umani è un vero orso, ma ama davvero il suo lavoro e gli animali, mesi fa mia figlia arriva in studio con un picchio ferito: è sparito sul retro a costruirgli una casetta in legno al volo, mentre il collega lo visitava e gli somministrava l’antibiotico. Davvero impagabili.

  15. A me ne è capitato uno incompetente e imbranato come pochi. Dei conoscenti trovano una gattina per strada e me la portano ( “tu hai già due gatti, che sarà mai un terzo”, solo che i miei due gatti sono gelosissimi!). Faccio un giro di telefonate e una signora anziana del paese accetta di tenerla dato che la piccola è coccolona e sta in braccio volentieri, e prima di portagliela voglio farla vedere da un vet, solo che il mio è in ferie, così ne trovo uno che ha l’ambulatorio aperto proprio a quell’ora, in modo da portare la piccola alla signora prima di sera.
    Per prima cosa gli chiedo quanto ha (” tre mesi?” chiedo io, e lui “Nooo…..o forse si, forse hai ragione”), poi se è maschio o femmina, non me ne intendo tanto di gattini ma a me sembra una femmina; dopo un minuto buono di contemplazione al sottocoda, sentenzia “forse è una femmina”. Poi gli faccio notare che deve aver sbattuto il muso, ha della croste sul labbro e un canino storto, dritto in avanti che sporge dalla bocca e pure instabile, così gli chiedo se è il caso di toglierlo dato che è comunque un dente da latte, lui prende della pinze, toglie il dente, che viene via anche facilmente, ma al miagolio indignato della piccola fa un salto indietro esclamando “Non è colpa mia, me l’ha chiesto lei di toglierlo!”. Ma non è finita. Sentenzia che la piccola ha i vermi e mi prescrive delle pastiglie, al che gli spiego che la darò a una persona anziana che probabilmente si troverà in difficoltà a dare delle pastiglie a un gatto e gli chiedo se può fare un iniezione. Lui ravana un po’ nell’armadietto dei medicinali, tira fuori il prodotto e si mette a leggere il bugiardino con somma concentrazione.
    Alla mia faccia perplessa spiega “non ho mai fatto un iniezione di vermifugo, prescrivo sempre le pastiglie”. Poi mette giù il foglietto e fa “dobbiamo pesare il gatto prima”. A quel punto ho cominciato a pensare che fosse una candid- camera.

    • Micaela, la determinazione dell’età attraverso i denti non è facilissima nè accurata (figurati che non la accettano come prova nei casi di cuccioli dell’est palesemente troppo giovani per l’importazione). Il leggere in foglietto illustrativo o il prontuario non lo considero un difetto: ci sono così tanti farmaci oggi che è impossibile conoscerli bene tutti, e nel caso dei cuccioli bisogna vedere se ci sono controindicazioni a causa dell’età o del peso. Meglio leggere e togliersi il dubbio che fare idiozie. L’unica cosa che mi sentirei di contestare è non averle fatto un esame delle feci anche se aveva un aspetto da vermi ‘evidente’, perché se magari ha i coccidi con il vermifugo normale non li togli, però purtroppo è una cosa che fanno ancora in molti.

      • Sarà come dici tu, ma a me non ha fatto per niente una buona impressione un vet che ha difficoltà a distinguere un maschio da una femmina, che si dimostra palesemente impacciato a maneggiare un gattino e che confessa candidamente di non aver mai fatto un iniezione di vermifugo ma di prescrivere solo pastiglie. Tra l’altro lasciando l’onere di pesare l’animale al proprietario evidentemente, perché era già pronto a farmi la ricetta e a liquidarmi.

  16. Accipicchia! Certa gente proprio non la capisco. Quello dell’eutanasia, poi, è proprio il colmo! Credevo di averle sentite tutte, ma evidentemente….

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.