NOTA: aggiungo questa nota qualche giorno dopo la pubblicazione, in seguito agli appunti di alcuni lettori, per spiegare che il senso della storia che segue è quello di dare una visione evidentemente “di parte” e sicuramente diversa da quella di molti appassionati della razza… ma altrettanto sicuramente vera per chi l’ha scritta.
Per questo l’articolo si intitola “La MIA realtà Bernese”: perché è solo un punto di vista, che può coincidere o meno con quello di altri. Parla di come questa persona – e non altre – ha vissuto il suo impatto con questo cane.
Personalmente non trovo giusto pubblicare sempre e solo lodi sperticate delle varie razze, perché a mio avviso (poi si può anche non essere d’accordo, per carità!) è sempre utile vedere i due lati della medaglia.
Ogni razza di cane, anzi ogni singolo cane (Bernese o Chihuahua o Alano, poco importa) può essere perfetto per un umano e disastroso per un altro: nel caso di questa lettera è evidente che i lati negativi sono stati almeno in parte indotti da errori umani (che comunque si capiscono chiaramente dal racconto…), ma è altrettanto evidente che una persona “fatta così” (né bene né male: “così” e basta!) forse non avrebbe dovuto prendere un Bernese, ma sarebbe stata meglio con un altro tipo di cane. O con nessun cane.
Queste esperienze di vita vissuta possono servire, sempre a mio avviso, a far capire a chi legge che il cane NON è un bel peluchone, né un angelo peloso, né il cane perfetto in assoluto. Dipende sempre dal feeling che si crea tra cane e proprietario.
Questo non significa che io approvi o condivida il punto di vista dell’autrice: ma lo ritengo degno di rispetto come qualsiasi altro e non trovo che “rovini l’immagine della razza”: fa semplicemente capire che ciò che può sembrare meraviglioso ad una persona può essere sgradito ad altre… e viceversa.

 bess_aperdi KARIN SANCIN – Da bambina incontrai un Bovaro del Bernese e fu un colpo di fulmine, mi innamorai perdutamente di quell’orsetto peloso e decisi che sarebbe arrivato il giorno in cui anch’io ne avrei posseduto uno tutto mio. All’epoca (circa una ventina di anni fa) non se ne vedevano molti in giro e  ogni volta che ne incontravo uno diventava vittima di una bambina, poi adolescente, poi adulta – semplicemente non potevo resistere e il fatto che tutti gli esemplari incontrati avessero un buon carattere non faceva che rafforzare la mia convinzione di possederne uno.
Volevo a tutti i costi un maxi peluche da spupazzare a piacimento. Non potevo certo immaginare che gli orgogliosi compagni di vita umani omettessero di proposito la parte scomoda della realtà di possederne uno – forse anche questo è uno dei motivi per il quale la razza è oggi tanto diffusa.
La scorsa primavera è venuta a mancare la mia amata Rottweiler a causa di un tumore e non appena ebbi la certezza che sarei presto rimasta senza di lei mi misi a cercare un cucciolo di Bernese.
Rinunciai a rivolgermi ad allevamenti italiani in quanto a controlli e qualità non mi sembravano adeguati – dai siti internet risulta al loro attivo un’impressionante susseguirsi di cucciolate (anche più di tre nello stesso mese), pertanto non sono sicura che i cuccioli vengano allevati come piace a me, cioè seguiti personalmente dall’allevatore uno per uno.
Mi rivolsi quindi all’estero trovando un allevamento che stava programmando una cucciolata per l’autunno, ma non volevo aspettare tutto quel tempo.
Dopo svariate ricerche sul web e contatti con altri possessori di cani provenienti dallo stesso allevamento ho rintracciato la proprietaria di un maschio, tra l’altro il cane più titolato dello Stato, che era appena diventato “papà”.
I tre cuccioli erano tutte femmine quindi non c’era un grosso interesse nei loro confronti ed erano ancora disponibili – le piccole erano nate lo stesso giorno in cui avevo scoperto che la mia Peggy era ormai nella fase terminale.
Essendo abbastanza superstiziosa pensai che fosse un segno del destino e così decisi che sarei andata a vederli nel caso in cui Peggy fosse venuta a mancare a breve.
Purtroppo abbiamo dovuto sopprimerla la settimana dopo e così stabilimmo di andare a vedere i cuccioli che avevano poco più di un mese.
Non potevamo vivere senza un cane in casa, il vuoto che si era venuto a creare era troppo grande per entrambi.
Partimmo una domenica mattina, avevamo appuntamento a casa della padrona del maschio, che ci avrebbe poi accompagnato in allevamento.
Stranamente, vista la nostra predisposizione a sbagliare le strade, arrivammo in orario e restammo meravigliati dai cani –  la signora in questione ha due Bernesi maschi che sono anche fratelli.
I cani erano semplicemente meravigliosi e la proprietaria rispose pazientemente a tutte le mie domande riguardo a carattere, cura, alimentazione, malattie ecc. ecc.  rafforzando sempre di più la mia convinzione di volere un Bernese.
Dopo un’oretta circa di interrogatorio  ci avviammo verso l’allevamento, che è in realtà una semplice casa attorniata da un enorme prato. Mi aspettavo di trovarvi un recinto con le cucciole, invece queste erano con la mamma all’interno della casa, lasciate libere di scorrazzare.
Avevano appena compiuto sei settimane ed erano già educate a fare i bisogni sui tappetini quando si trovavano all’interno: la cosa mi sorprese piacevolmente in quanto da noi il cane dorme in casa  e con un cucciolo è ovvio che la mattina trovi dei regalini poco piacevoli sparsi in giro.
Ripartimmo verso casa nel tardo pomeriggio, dopo aver versato un acconto per la nostra Stella Calanthe Danty Bess e con la promessa di tornare a monitorare la crescita della cucciola.
Appena a casa presi il calendario e cominciai a segnare i giorni che mancavano al fatidico giorno X, avendo già  stabilito la data della consegna. Tornammo a vedere i cuccioli due settimane dopo, constatando che erano stati abituati a indossare il collare, rispondere al proprio nome e a viaggiare in automobile:  l’allevatrice aveva fatto tutto questo da sola, vivendo appieno l’ultima cucciolata della sua fattrice.
La cagna infatti avrebbe compiuto sette anni a breve e questa era la terza ed ultima cucciolata consentita dall’equivalente locale del nostro ENCI.
L’allevatrice mi fece conoscere anche alcuni cuccioli e proprietari delle cucciolate precedenti e mi inviava regolarmente foto e informazioni sullo sviluppo della prole. Non potevo chiedere di meglio.
Nel frattempo avevo iniziato a preparare il corredone per la nuova arrivata e a cercare un buon centro di addestramento. Su consiglio di un’amica proprietaria di pastori tedeschi iscrissi la cucciola a una puppy class di 50 ore e andai a controllare le lezioni ancor prima di avere il cane.
L’addestratore era bravo, ma non mi resi conto del fatto che essendo specializzato in allevamento e addestramento dei soli pastori tedeschi forse non era adatto a noi.
Finalmente, dopo la visita intermedia fatta a due settimane dalla prima, riaffrontammo il viaggio consapevoli di tornare a casa in tre e ci presentammo a prendere Bess emozionati come bambini, con al seguito uno zainetto fornito di ciotole, acqua, snack da masticare, pupazzi, collare,  pettorina, guinzaglio e coperte per il viaggio.
Per il viaggio di ritorno mi sedetti con lei sul sedile posteriore e mi si addormentò in braccio. Ero sempre più innamorata di quel piccolo orsetto, che aveva da poco superato i 10 kg di peso.
All’arrivo a casa si ambientò in men che non si dica e dormì poi per tutta la notte sul suo cuscino in soggiorno, senza un solo lamento. Era un cucciolo perfetto, non fece danni eclatanti (se non si contano i vasi di fiori svuotati per seppellire il cibo avanzato, un paio di pantofole che le avevo dato il primo giorno – dopo più di un anno abbiamo ancora una tomaia che viaggia in giardino – e un intero guardaroba bucato dai suoi dentini visto che adorava mordere le maniche e i pantaloni) e si abituò a stare da sola senza mai piangere.
Avevo un cucciolo di Bernese praticamente perfetto ed ero felice ed orgogliosa della mia piccolina.
Dopo averla portata a fare il richiamo dei vaccini dal veterinario dell’allevatrice (altro viaggio all’estero) cominciammo a portarla a scuola. E lì iniziò un calvario.
Bess non voleva seguirmi e tentava in ogni modo di scappare dal campo, felice solo quando poteva interagire con gli altri cuccioli – cosa che, regolarmente, l’addestratore proibiva.
Mi ritrovai così, a fine dell’estate, con una cucciola che mi abbaiava contro non appena vedeva il collare e che si rifiutava di andare a lezione. Decisi di correre ai ripari e trovai un altro centro cinofilo con un’addestratrice che mi aiutò a recuperare la voglia di fare e collaborare del cane.
Ero di nuovo orgogliosa di lei e l’adoravo sempre di più – stabilimmo di entrare nella squadra del centro e partecipare alle gare di Rally Obedience, visto che il Bernese è poco adatto a discipline più atletiche.

bernbess2Nel frattempo la piccola orsa stava crescendo e iniziò a rifiutare di mangiare i croccantini: arrivò una seconda crisi di coscienza della sottoscritta.
Avevo appena finito di dannarmi per l’errore commesso con la scelta del primo centro cinofilo e già mi dimostravo inadeguata una seconda volta – il mio cane mangiava solo gli snack fuori pasto contenuti nei suoi Kong e dei gustosi extra forniti dalla sua dog-sitter, alias mia madre, alias nonna canina innamorata persa del batuffolo che cresceva davanti ai nostri occhi come un fungo sotto la pioggia.
Iniziammo così a variare il cibo, aggiungendo carne, verdure, pesce ecc. ecc. ai soliti croccantini… con il risultato che mangiava l’aggiunta e il giardino era invaso da crocchette sputate con faccia sdegnata.
La nonna, immancabilmente visto che abitiamo in una bifamiliare, ad ogni pasto-battaglia ripeteva che il povero cane non poteva certo essere felice di mangiare quello schifo e allungava del cibo “vero” – leggi prosciutto, formaggio, carne, brodo, verdure passate ecc. ecc.-  fiera del fatto di avere ragione in quanto la cagna mangiava tutto ciò che lei le dava.
E intanto io ero alla forsennata ricerca del croccantino magico, continuando a invadere la casa con i sacchi di tutti i mangimi che mi sembravano adatti, ma che la signorina puntualmente non gradiva.
La bestiolina, nel frattempo, aveva cambiato tutti i denti e io da brava genitrice sono riuscita a salvare un paio di dentini che conservo gelosamente. Finalmente aveva anche smesso di bucare i vestiti e avevamo tirato un sospiro di sollievo.
Aveva anche imparato a non ingoiare indistintamente ogni cosa le sembrasse commestibile, visto che le sue prodezze ci erano costate ben due gite notturne dal veterinario, ovviamente felice di dover aprire la clinica per noi nel cuore della notte (una volta aveva ingoiato per intero lo stecco di uno spiedino, facendoci perdere dieci anni di vita, per vomitarlo tranquillamente intero dopo due settimane; la volta dopo aveva pensato bene di ingurgitare un pezzo di un vecchio osso seppellito da chissà quale dei nostri precedenti cani e si era procurata un eritema che abbiamo dovuto curare con il cortisone).
Il primo calore è stato superato senza problemi di sorta, non c’è stata nemmeno la gravidanza isterica che aveva creato non pochi problemi con la cagna precedente e visto che ormai ci avvicinavamo all’anno di età ero, ovviamente erroneamente, convinta di aver superato la fase critica.
A forza di prove e ricerche ho anche trovato dei croccantini che la bestiola si degna di mangiare, ovviamente rigorosamente cruelty free, senza cereali, senza additivi, importati dal Canada e a base di salmone – tanto per chiarire, non è che li divori ma si degna di smangiucchiarli giusto per sopravvivere.
Quando una conoscente, anche lei Bernese munita, si disperava che dopo l’anno il suo pacioso cucciolone si era trasformato in un diavolo a quattro zampe, io sostenevo orgogliosa che la mia Bess era diventata quasi un angioletto.
Puntualmente arrivava la smentita – adesso siamo in piena fase adolescenziale e c’è veramente di che disperarsi.
Parlando con l’allevatrice e la proprietaria del padre ho avuto la conferma che mi sono stati omessi dei piccoli dettagli al momento della consegna del cucciolo – nessuno mi aveva detto che tutti questi bellissimi peluche attraversano un periodo nel quale sei realmente tentato di riportarli indietro e ti penti amaramente di esserti portato a casa questa specie di piranha in incognito.
Poi però non lo fai, basta che ti guardino in un momento sì e ti sciogli letteralmente davanti a quello sguardo – nei rari momenti di lucidità in cui il mostro di oltre 40 kg non è impegnato a ridurti a brandelli gli abiti, non ti abbaia contro perché gli chiedi di eseguire un comando appreso ormai da secoli, non ti gira le spalle infischiandosene del tuo richiamo o si offende perché osi alzare la voce con lui, ricorda di essere comunque perdutamente innamorato di te e ti si spalma addosso sbaciucchiandoti come se tu fossi un lecca-lecca e poi ti guarda sollevando la pelle ai lati del muso e sembra che ti sorrida.
Allora ti ricordi del proverbio svizzero secondo il quale il Bernese è tre anni cucciolo, tre anni cane e tre anni anziano e speri di poter accelerare il tempo per arrivare il più velocemente possibile dalla fase cucciolo-terrorista alla fase cane.
E’ innegabile poi la frustrazione che si prova quando tutti quelli che ti fermano per strada per accarezzarla ti fanno i complimenti su quanto sia brava e socievole, perché da vera zoccola patentata lei fa le feste a tutti e sguaina il repertorio di pinzate, abbai e altri atti di ribellione solo tra le mura domestiche in modo che nessuno possa crederti quando ti lamenti di lei.
Da un punto di vista prettamente serio, invece, se di base c’è un buon rapporto, durante le sessioni di addestramento  o quando le richiedi un comportamento adeguato alle circostanze createsi, esegue i comandi in maniera tanto impeccabile da farti sentire un dio in terra, visto che, a detta degli esperti, è una razza poco disposta a obbedire se non lo ritiene utile  e fanno una fatica enorme a mantenere la concentrazione per lunghi periodi.
Consiglio a chiunque pensi di prendere un Bernese di considerare le varie sfaccettature di questo cane, che è veramente un cane meraviglioso, ma che bisogna saper prendere nel verso giusto e con una pazienza degna dei monaci tibetani, altrimenti si rischia una delusione.
Se il cane non viene seguito durante i primi mesi di vita con i dovuti accorgimenti del caso, visto quanto sa essere permaloso,  rischiate di ritrovarvi con un mostro fuori controllo, cosa che è purtroppo successa a persone di mia conoscenza, che avevano preso un Bernese per il solo fatto estetico, dovendolo poi relegare in un box esterno fino a quando non l’hanno soppresso.
Il Bernese è tutt’altro che un tontolone come può sembrare, è un cane che mette costantemente alla prova la tua coerenza e sa  approfittare di ogni lacuna dimostrata dal proprietario qualora lo ritenga indegno.
Noi, da bravi autolesionisti quali siamo, stiamo già progettando di prendere un secondo Bernese quando la fase critica sarà superata (altrimenti con due contemporaneamente rischio il manicomio), perché è impossibile avere un cane come questo e non desiderarne altri, come credo succeda con qualsiasi razza che uno sente sua.
Una volta capito il suo modo di essere, e accettate le sfaccettature del suo carattere, ti modifica lo stile di vita e semplicemente non puoi pensare di fare nulla nel tempo libero che non lo coinvolga. Ti entra nel cuore come finora a me non è successo con nessun cane, anche se sono cresciuta avendone sempre come minimo uno al fianco.
La casa è sicuramente più sporca, in quanto non sono secondi a nessuno per perdita di pelo e anche perché la maggior parte del tempo libero è dedicata a lei e non alle pulizie, però noi ci sentiamo molto più completi.
Preferisco avere il pavimento sporco ma il cane felice perché ha appena finito di esplorare tutte le pozzanghere trovate nel bosco…  e questo è un termine di paragone che è bene tenere a mente quando ci si orienta verso questa razza.
Sarebbe molto importante che gli allevatori specificassero anche questi lati del carattere, oltre ad esaltare quelli più attraenti, in quanto la gente che segue le mode potrebbe causare a questi splendidi cani moltissimi danni e solo a causa dell’ignoranza (non intesa in senso dispregiativo).

E per finire, da brava mamma innamorata persa,  pecco un po’ di orgoglio:
– a settembre  Bess è stata sottoposta a una valutazione caratteriale da parte un esperto cinofilo italiano e , nonostante il signore in questione abbia prevalentemente in simpatia le razze da UD, ha ottenuto un risultato più che positivo – concedetemi di illudermi che ho qualche merito in proposito…
– per avere poi una valutazione estetica l’ho iscritta anche a un’esposizione, dove ha vinto il BOB e ha mancato il ring d’onore per un solo posto: abbiamo deciso però che queste non sono manifestazioni adatte a noi, preferiamo una bella passeggiata in montagna.

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71 Commenti

    • buongiorno, i miei non sono problemi, ma parte del nostro percorso di crescita insieme ho voluto descrivere alcuni comportamenti che le persone, vedendo un bernese, non immagina (almeno io non me li sarei aspettati vista la fama di gigante buono). il mio cane lo adoro e in questo scritto ho portato all’esasperazione certi momenti no del nostro quotidiano

  1. Bernese munita anche io e sinceramente la mia esperienza è completamente diversa dalla tua. Sia per il cane in se che per la ricerca dell’allevamento. Lei viene da un allevamento come quello che tu sei andata a cercare all’estero, ma sta in Italia, e gran problemi non ne ha mai dati.

    • magari l’avessi trovato anch’io – l’unico vicino a casa nostra separa i cuccioli dalla madre a un mese e questo mi ha lasciata senza voglia di cercarne altri

      • Hai scritto “Rinunciai a rivolgermi ad allevamenti italiani in quanto a controlli e qualità non mi sembravano adeguati – dai siti internet risulta al loro attivo un’impressionante susseguirsi di cucciolate (anche più di tre nello stesso mese), pertanto non sono sicura che i cuccioli vengano allevati come piace a me, cioè seguiti personalmente dall’allevatore uno per uno.”

        Pareva che avessi girato chissà quanti allevamenti e siti … e invece perchè vicino casa hai un cagnaro, hai fatto di tutta l’erba un fascio?
        Vabbè sò scelte.

        • i siti li ho guardati tutti più e più volte, e il numero di cucciolate è alto, poi di persona ho visto un allevamento solo ma ho perso la fiducia nell’affisso ENCI

  2. Ne ho due…onestamente non ho avuto questi problemi. Che la loro fase da cucciolo duri di piu è vero, sono piu giocherelloni per un periodo forse un po piu lungo, e quando sono “adolescenti” capiscono benissimo tutto quello che gli hai insegnato ma fanno beatamente finta di essere sordi. Ma mai mi hanno abbaiato dietro o pinzato o quant altro.

    • A me è sembrata un po esibizionista. Andare a cercare un allevamento all’estero, va bè, sono scelte. Ma che bisogno c’era di far notare e sottolineare di aver fatto un secondo viaggio all’estero per il vaccino? E più ancora c’era bisogno di andare all’estero per un semplice vaccino? Nessun veterinario italiano era all’altezza di vaccinare il SUO cucciolo? Mah, secondo me è una testimonianza da prendere più che con le molle, volta solo a farsi notare e con molte esagerazioni. Così davvero sembra che avere un cane sia roba solo da ricchi.

      • questa era una richiesta dell’allevatrice e inoltre dovevo avere il timbro della vaccinazione contro la rabbia fatta all’estero per poterla trascrivere nei registri italiani – per cui io l’ho presa a 12 settimane e poi sono tornata dal veterinario dell’allevatrice per l’antirabbica

  3. A me più che tutto una volta piacerebbe leggere la testimonianza di qualcuno che ha un cane, ma non possiede enormi case e deve arrabattarsi a trovare un compromesso tra qualità e convenienza per il cibo, perchè non credo che tutti possano permettersi i sacconi di cibo da 80 euro a botta checchè se ne dica. Io giro tutti i negozi di animali per trovare cibo decente in offerta, un po’ come giro venti supermercati per il MIO cibo per starci dentro 😀

    Niente di personale contro la proprietaria del Bernese, mi rendo conto che sia un cagnolone impegnativo sia economicamente che ‘spazialmente’ e non tutti possano permetterselo. Ma a volte leggendo questi articoli, sembra che il cane sia una cosa da ricchi.

    • Ti consiglio di lasciar perdere i negozi per animali. Persino la sabbia del gatto costa più che al supermercato a parità di marca. E le marche più note e pubblicizzate non è detto che siano le migliori. Io lo prendo al consorzio agrario e lo stesso identico mangime mi costa 15 euro in meno che al pet-shop (47 contro 62 il sacco da 14 kg).
      Conviene anche, se possibile, prendere il sacco più grande e magari dividerlo in contenitori ermetici più piccoli.
      Per emergenza ho preso un sacco da 3 kg e l’ho pagato 18 euro e rotti in offerta. Il doppio al kg!

      • Io ho notato che nel torinese, nei gardens, certi cibi di marca medio-buona costano in media 10/15 euro in meno che in altre zone, ho 3 cani e compro sacconi da 12/15 kg, li pago sui 35/40 euro quando li trovo in offerta, uso due marche italiane che non cito, che usano parecchia carne, e mi trovo bene. Ma la cosa dei consorzi agricoli mi attira. Per ora pero’ ne ho girati un paio e sinceramente le crocche che tenevano non mi convincevano come ingredienti. Ma mi informero’ ulteriormente, grazie per il consiglio 🙂

        E’ un peccato che non ci si possano scambiare opinioni e consigli a causa del fattore pubblicita’, perchè poter compilare dei ‘volantini’ divisi per province e regioni con gli sconti e le offerte sarebbe utilissimo 😀

        • Ciao Gilden, per risparmiare qualcosa sulle pappe hai mai provato a chiedere al tuo veterinario se te le può procurare lui a prezzo migliore? magari ti dice di no ma val la pena provare.

          • Ciao! No, ma grazie per il suggerimento, lo farò. In effetti se i consorzi giusti non li conosce un veterinario…

  4. Oddio, ma sono l’unica a cui fa un bruttissimo effetto leggere che questa signora si è messa a cercare il cucciolo mentre il suo cane stava morendo?? Anzi, per la precisione appena ha avuto la certezza che il suo cane sarebbe morto di lì a poco, manco fosse una liberazione.. Boh forse sono strana io….

    • Le assicuro che la morte di Peggy non è stata una liberazione, visto che mi è morta in braccio,ma stare senza cane è per me inconcepibile, per cui sapendo che le restava poco ne volevo subito un altro per non pensare a quanto mancasse.

  5. Il fatto è che non è un peluche, è un cane di 40+ kg… merita l’attenzione e il lavoro di addestramento di qualsiasi altra taglia maxi . Chi vuole un peluche dovrebbe prendere un trudi 😉

  6. Più che un cane problematico a me sembra tanto un cane viziato. Cambiare millemila tipi di croccantini?
    Non esiste. Anche la mia quando ho iniziato con i pezzi di wurstel come premio ha cominciato a storcere il naso davanti alle solite crocche. Mattina a digiuno e pomeriggio a correre nei boschi, al ritorno se le avessi dato una manciata di ghiaia l’avrebbe mangiata. Se le viene concesso tutto non lamentatevi se fa la prepotente.

    • non ho mai detto che il mio cane sia problematico, per fortuna nemmeno viziato, il mio problema è stato quello di sottovalutarla – il problema ero io e non ho difficoltà ad ammetterlo.
      il problema del cibo era dovuto a una sua intolleranza verso la carne di pollo e quando alla fine mangiava aveva problemi di feci e pelo, solo che da inesperta continuavo a comprare altre crocchette ma sempre a base di pollo finché non abbiamo capito dove stava il problema

      • Leggendo che sputava i croccantini sdegnata e che hai riempito la casa di mangime di diverse marche per trovare quello che si degnava di mangiare non viene certo in mente che fosse per un allergia. Allora non capisco il senso dell’articolo se ora smentisci punto per punto. Sembrava che avessi un cane problematico ma dai tuoi commenti emerge che è un normalissimo adolescente.

  7. Baaaaaah. A parte l’antipatia per l’autrice della lettera che mi sembra un po una mamma isterica….non mi sembra affatto la descrizione di un bernese! Non capisco tra l’altro nemmeno la scelta di pubblicare questo articolo.

    • La scelta te la spiego subito: pubblico “tutte” le testimonianze che riguardano la vita col cane, sia in positivo che in negativo, perché i lettori possano farsi un’idea più ampia di quella che normalmente possono ottenere dagli allevatori (per i quali i propri cani sono sempre perfetti), dai libri (idem: tutti buoni, facili da addestrare, perfetti con i bambini ecc. ecc.) e così via.
      Il Bernese in questione è stato indubbiamente un cane molto (forse troppo) viziato: ritengo che non sia affatto una brutta cosa pubblicare anche le storie che spiegano le conseguenze di alcuni comportamenti umani 🙂

      • il problema non è pubblicare l’articolo in questione(denigrante per il bovaro) , ma l’errore è non dare una visione da parte del cane…magari da un vostro esperto, così da spiegare i mille errori della padrona!!!!! e non lasciare intendere che il Bovaro è problematico..cosa non vera!

        • Allora… ripeto che il senso di questi articoli inviati dai lettori è quello di dare una visione evidentemente “di parte”, ma anche vera (almeno per chi la scrive), dell’uno o dell’altro cane. Non per niente l’articolo si intitola “la MIA realtà Bernese”, e non “la realtà Bernese” in assoluto. E’ un punto di vista, che può coincidere o meno con quello di altri: però non sarebbe neppure giusto pubblicare sempre e solo lodi sperticate delle varie razze, perché a mio avviso (poi si può anche non essere d’accordo, per carità!) è utile vedere sempre i due lati della medaglia. Ogni razza di cane, anzi ogni singolo cane (Bernese o Chihuahua o Alano, poco importa) può essere perfetto per un umano e disastroso per un altro: nel caso di questa lettera è evidente che i lati negativi sono stati almeno in parte indotti da errori umani (che comunque l’autrice ha espresso in modo molto chiaro), ma è altrettanto evidente che una persona “fatta così” (né bene né male: “così” e basta!) forse non avrebbe dovuto prendere un Bernese, ma sarebbe stata meglio con un altro tipo di cane. O con nessun cane. Queste esperienze di vita vissuta possono servire, sempre a mio avviso, a far capire a chi legge che il cane NON è un bel peluchone, né un angelo peloso, né il cane perfetto in assoluto. Insomma, io credo che queste testimonianze possano servire ad aprire, magari, qualche occhietto un po’ troppo foderato di prosciutto 🙂 .

          • Penso che il discorso sia un po’ diverso. Chi segue TPIC (almeno per me è così) quando vede un articolo scritto da qualcuno che non sia tu o colleghi, si aspetta di leggere un’interessante esperienza, bella, brutta, divertente, commovente che sia, ma comunque qualcosa su cui tu sei d’accordo, che ha avuto la tua “approvazione”, magari scritta da una persona che stimi o che racconta cose che ti piacciono, diciamo. Ora, mi sto esprimendo come un gorilla, ma spero che il concetto si capisca. Quando pubblichi lettere o testimonianze che riportano qualcosa su cui sei in disaccordo o mostrano esempi di cattiva cinofilia, scelte sbagliate o sciuramariaggine acuta, li riporti di solito racchiusi in specchietti all’interno di articoli che commentano la testimonianza in questione e spiegano la tua opinione al riguardo, magari illustrando come evitare determinati errori o qual’è il modo giusto di comportarsi in un certo frangente.
            Questo articolo sembra un connubio di grossolani errori da Sciuramaria, completa incoscienza di cosa sia un cane, tanto esibizionismo, una buona dose di insensibilità e materialismo (a me fa proprio schifo che questa si cerchi il cucciolo mentre il suo cane muore, e lo ripeto), con l’autrice allegramente inconsapevole e quasi orgogliosa di tutto ciò. Non scendo nei dettagli dell’antipatia del personaggio, perchè, anche se decisamente fastidiosa, è una cosa soggettiva e comunque non deve influire sui contenuti. Comunque non mi sembra che dia informazioni utili, nè che spieghi la realtà di avere un cane, e a giudicare dai commenti di proprietari di Bernese, quello che scrive non c’entra proprio niente con la razza, quindi è anche fuorviante per chi fosse interessato a questi cani. Quello che ti vogliono dire gli altri, forse, è che non è sbagliato in se il fatto di pubblicare la testimonianza. E’ solo che messa così sembra il simpatico racconto di una brava cinofila. Forse sarebbe stato utile commentare questo scritto, spiegando gli errori e come evitarli o rimediare, illustrando invece come sarebbe il modo corretto di agire. Secondo me messo così questo articolo non apre nessun occhio foderato di prosciutto, crea solo confusione.

    • lo so di essere isterica per quanto riguarda il cane, ma questo deriva dal fatto di mettermi continuamente in discussione cercando alternative che offrano a Bess la miglior vita da cane possibile….ho fatto degli errori sottovalutandola come razza e ho cercato poi in tutti i modi di capire i suoi bisogni e le sue inclinazioni visto che, in relazione ad altri bernesi, ha bisogno di “lavorare” di più (fatto rilevato dal test caratteriale) – non è un cane viziato ma un cane esigente

  8. Questi articoli mi fanno passare la voglia di prendermelo finalmente un cane.
    Cavoli sembra che sia come mettersi in casa tutto assieme un adolescente in crisi, un marito pretenzioso ed una suocera rompikoions, e pure una cartella di Equitalia a cadenza bisettimanale.
    Mamma miaaaaa!!!
    Quasi quasi mi tengo il mio criceto e buonanotte!

  9. La “sua” realtà bernese è un po’ ferma alla sua singola esperienza, quindi non può parlare di attitudini della razza!
    Anzitutto tengo a precisare che per tanti allevamenti (o sedicenti tali) cagnifici, esistono in Italia degli allevamenti serissimi che fanno crescere i cuccioli in casa e controllano veramente i genitori dal punto di vista sanitario e caratteriale.
    Io ho avuto esperienza con 3 bernesi diverse, di linee di sangue diverse e ho conosciuto tanti altri bernesi che non hanno mai presentato i problemi caratteriali descritti in questo articolo.
    Di più: una mia cliente deve ringraziare di avere un bernese in casa, perché se avesse educato un altro cane (in buona fede) come ha fatto, forse oggi si sarebbe trovata in ospedale massacrata dai morsi (semplicemente non lo ha gestito correttamente e questo non ha comportato quei problemi che sarebbero emersi con altre razze di grande o minore taglia).
    Il bovare del bernese, quando non rovinato con accoppiamenti strani, è un gran cane, e non solo nel senso della mole. La bontà dell’allevamento sta anche nel far accoppiare cani equilibrati, ma posso dire che è ancora molto facile trovarli tra i bovari.
    E’ poi chiaro che un cane di più di 40 kg se viene trattato come un peluche e se pensi di chiedergli cosa vuole mangiare (non so lo vuoi portare in ristorante a mangiare filetto di manzo?!) be’ …. allora forse il problema non è il bovaro del bernese, ma qualsiasi cane ti vai a prendere!

  10. La “sua” realtà bernese è un po’ ferma alla sua singola esperienza, quindi non può parlare di attitudini della razza!
    Anzitutto tengo a precisare che per tanti allevamenti (o sedicenti tali) cagnifici, esistono in Italia degli allevamenti serissimi che fanno crescere i cuccioli in casa e controllano veramente i genitori dal punto di vista sanitario e caratteriale.
    Io ho avuto esperienza con 3 bernesi diverse, di linee di sangue diverse e ho conosciuto tanti altri bernesi che non hanno mai presentato i problemi caratteriali descritti in questo articolo.
    Di più: una mia cliente deve ringraziare di avere un bernese in casa, perché se avesse educato un altro cane (in buona fede) come ha fatto, forse oggi si sarebbe trovata in ospedale massacrata dai morsi (semplicemente non lo ha gestito correttamente e questo non ha comportato quei problemi che sarebbero emersi con altre razze di grande o minore taglia).
    Il bovare del bernese, quando non rovinato con accoppiamenti strani, è un gran cane, e non solo nel senso della mole. La bontà dell’allevamento sta anche nel far accoppiare cani equilibrati, ma posso dire che è ancora molto facile trovarli tra i bovari.
    E’ poi chiaro che un cane di più di 40 kg se viene trattato come un peluche e se pensi di chiedergli cosa vuole mangiare (non so lo vuoi portare in ristorante a mangiare filetto di manzo?!) be’ …. allora forse il problema non è il bovaro del bernese, ma qualsiasi cane ti vai a prendere!

  11. La “sua” realtà bernese è un po’ ferma alla sua singola esperienza, quindi non può parlare di attitudini della razza!
    Anzitutto tengo a precisare che per tanti allevamenti (o sedicenti tali) cagnifici, esistono in Italia degli allevamenti serissimi che fanno crescere i cuccioli in casa e controllano veramente i genitori dal punto di vista sanitario e caratteriale.
    Io ho avuto esperienza con 3 bernesi diverse, di linee di sangue diverse e ho conosciuto tanti altri bernesi che non hanno mai presentato i problemi caratteriali descritti in questo articolo.
    Di più: una mia cliente deve ringraziare di avere un bernese in casa, perché se avesse educato un altro cane (in buona fede) come ha fatto, forse oggi si sarebbe trovata in ospedale massacrata dai morsi (semplicemente non lo ha gestito correttamente e questo non ha comportato quei problemi che sarebbero emersi con altre razze di grande o minore taglia).
    Il bovare del bernese, quando non rovinato con accoppiamenti strani, è un gran cane, e non solo nel senso della mole. La bontà dell’allevamento sta anche nel far accoppiare cani equilibrati, ma posso dire che è ancora molto facile trovarli tra i bovari.
    E’ poi chiaro che un cane di più di 40 kg se viene trattato come un peluche e se pensi di chiedergli cosa vuole mangiare (non so lo vuoi portare in ristorante a mangiare filetto di manzo?!) be’ …. allora forse il problema non è il bovaro del bernese, ma qualsiasi cane ti vai a prendere!

  12. Io ho una curiosità: l’autrice dice che essendo le cucciole femmine, non c’era un grande interesse per loro. Come mai? E’ una domanda da profana. In genere i maschi sono più quotati delle femmine, perchè possono fare da stalloni? Ma una fattrice non è altrettanto importante? Non voglio fare polemica, è solo per capire…

    • mah la cosa fa strano anche a me, forse i maschi vanno di più perchè sono “più belli” con molto più pelo e l’aria da orsacchiottone

    • Anche a me è suonata strana ‘sta cosa, ma trattandosi di allevamento estero non so che dire: può darsi che in altri Paesi si cerchino di più i maschi. In Italia, almeno in questo momento, è facilissimo vendere le femmine e molto meno i maschi… la qual cosa però mi lascia un po’ perplessa perché temo che alla base ci sia la voglia di guadagnare sulle future cucciolate 🙁

      • Anche io ho avuto più richieste di femmine che di maschi ma (ingenuamente?!) ho attribuito la cosa al fatto che il bernese è considerato un cane “da famiglia” e perciò spesso viene scelto da coppie con bimbi che preferiscono la femmina considerata più “materna”.
        Io sono la prima ad oppormi all’immagine del bernese spacciato per “peluchone gigante” ma in questo caso mi pare che la signora abbia a che fare con una cagna particolarmente “caratteriale” (forse eccessivamente viziata) che non rispecchia la media della razza. Per quella che è la mia esperienza la maggior parte dei problemi coi bernesi adolescenti sono da imputarsi al fatto che non sempre controllano la loro naturale vitalità ed irruenza ed essendo dotati di una mole non proprio minuta la cosa può risultare piuttosto faticosa (se non pericolosa). Che poi si parli di un cane che richiede un’educazione e un’attenta gestione è sacrosanto. Però suvvia i cani “difficili” son altri 😀

    • il fatto deriva dal “nome” del padre – di questo cane si ha grande richiesta per i cuccioli maschi perché dalle statistiche che hanno fatto risulta una maggiore possibilità di assomigliargli (non so se sia effettivamente così o meno ma questo è quello che mi è stato detto)

      • non capisco in cosa era migliore questo allevamento estero, tra l’altro il maschio era di un padrone diverso , quindi in una casa diversa e la femmina in un’altra, di conseguenza i cuccioli avevano il solo riferimento femminile come comportamento? giusto?

  13. oddio davvero nn mi sembra che il cane qui descritto sia un bernese…oppure il mio Tobia e la sua “fidanzata” Arwen erano bernesi atipici….ma mi sembra strano visto che venivano da allevamenti diversi e sono cresciuti in famiglie diverse….
    comunque…mai un danno mai una litigata mai una discussione mai una ribellione adolescenziale…il bernese per me è ip cane perfetto,sicuramente è il cane del mio cuore l’unico motivo per cui non ne ho preso un altro è che il bernese scade.Arrivato a 7 anni ti lascia…o almeno così è successo a tutti i bernesi che ho conosciuto in questi 7 anni….e sono stati tanti.
    Per rispondere alla signora che dice ditemi che i cani non sono solo per ricchi con giardino…no,non lo sono.Nok abitiamo in un appartamento in centro,portavamo a passeggio tobia 2/3 volte al giorno (ma generalmente dopo la seconda volta mi diceva che potevo anhe uscire da sola) e sempre a fare escursioni nel fine settimana.Alimentazione super casalinga su consiglio del veterinario.
    L’unica cosa….una volta a fare la dichiarazione dei redditi visto il totale delle spese veterinaria la tipa mi ha chiesto se il mio animale da compagnia era un cavallo…perché giá le cure per gli animali costano un casino se poi il cane è grande costano il doppio!

  14. Il bernese è un cane stupendo, come i suoi cugini, rarissimi da incontrare in Italia, Entlebuch e Appenzeller. Però è grande e impegnativo, sarà che invecchiando non ho più voglia di farmi tirare a destra e sinistra ma sto scalando verso il piccolo, da Rottweiler a Labrador a Bassotto….

  15. Il mio vecchietto di fame15 anni mi ha lasciato a luglio e da 3cani sono passata a 2! certo la casa e ” vuota ” mi manca una coda, mi manca lui ….guardo i cuccioli , mi dico chr verrà il momento ma io ho sempre avuto bisogno di tempo prima di un nuovo arrivo .Ho gli occhi pieni di lacrime quando vedo crescere la Samba di Valeria e forse l’anno che arriva porterà un cucciolo ….ma il cucciolo è un inizio che devi preparare bene ! Devi prima smettere di piangere e devi fare posto nel tuo cuore non solo nella tua casa . Dico ai miei cani : Arriverà un fratello , giuro ! Ma non sono pronta e lo so …
    Credo che lei abbia avuto un po troppi problemi ….credo ….magari giudico senza conoscere ….Condivido pienamente la scelta del allevamento ma forse doveva conoscere più da vicino il vero Bernese prima di buttarsi !
    Chiedo umilmente scusa se giudico !

  16. Non ho capito quale sia la parte scomoda e sconosciuta della realtà di avere un Bernese… Chiaramente posso parlare solo della mia cucciolona. Quando ho chiamato un educatore, questo ha scoperto che Penny durante le passeggiate si comporta in maniera differente a seconda della persona con cui si trova. Il che denota una certa intelligenza nello sfruttare le debolezze di ciascuno dei suoi umani a proprio vantaggio. Mette costantemente alla prova la nostra coerenza personale e familiare. D’altra parte basta pochissimo impegno per correggerne i comportamenti errati e di problemi, almeno finora, ne ha dati pochissimi.
    Solo in una cosa ritrovo il mio cane: risponde ai comandi solo se è necessario. Se le do un comando sanza altro scopo se non quello di testare la sua obbedienza, quello è il momento in cui NON obbedisce.

  17. Il mio “cucciolo” ha poco più di tre anni e mezzo e da piccolo era una peste, ma come immagino siano tutti nei primi mesi. C’è da dire che è il primo cane di casa, per cui qualche stupidaggine l’ho fatta anch’io nel crescerlo, ma tutti i problemi che ha riscontrato l’autrice dell’articolo mi sembrano esagerati. Alterna momenti di pura follia quando qualcuno della famiglia torna a casa, con il suo dare e ricevere coccole e il non rendersi conto che non ha le dimensioni di un gatto, ad altri in cui non lo sposti dal suo materassino neanche di un millimetro se non vuole.
    Per esperienza personale, non credo che il problema con l’addestramento fosse dovuto al fatto che l’addestratore è “specializzato” in pastori tedeschi. Noi andiamo ancora, più che altro perché ci divertiamo da morire, in un centro dove l’addestratore “capo” è un campione di agility dog e mondioring, con cani che hanno quindi le più svariate caratteristiche. Ci troviamo benissimo e ci siamo innamorati dell’agility. Sembrerà strano, ma è una delle cose da fare insieme che lo rendono più felice ed è pure una scheggia, tant’è che abbiamo fatto anche delle gare.
    Scusa, ma davvero ti è passato anche solo nell’anticamera del cervello di riportarlo indietro perchè l’allevatore ha omesso certe informazioni caratteriali?! Ma scherziamo? Se hai deciso di prendere un determinato tipo di cane, devi esserti informato prima di cosa comporta, a tutti i livelli. E poi, il cucciolo passa la maggior parte di tempo a dormire. Sicuramente avrà rosicchiato qualcosa, ma è da dare per scontato.
    Credo di essere fortunatissima ad essere stata scelta da Frankie per dividere la vita con lui e scrivo basandomi su quel poco di esperienza che abbiamo finora, ma mi viene spontaneo chiedermi perchè vuoi un altro Bernese se con questo articolo hai praticamente solo elencato tutta una serie di “lamentele” (perdonate ma non mi veniva un’altra parola). Voglio dire, se hai tutte queste difficoltà a gestirne uno, non è che poi a rimetterci è anche il secondo?
    Non so..sarà che a me tutto l’articolo convince davvero poco..
    Ovviamente non voglio far partire polemiche, questo è solo un mio piccolo pensiero.

    • il riportarlo indietro ovviamente è una battuta – non la cambierei per nulla al mondo
      il primo addestratore le stava semplicemente antipatico perché era troppo duro e pretendeva di imporsi con la forza, invece le chiavi per arrivare a Bess sono pazienza e coerenza, e l’ho capito grazie alla nostra educatrice che è fantastica e mi aiuta davvero molto
      da cucciola non ha fatto danni, però la maggior parte del tempo non la passava a dormire ma aveva costantemente voglia di fare qualcosa, tant’è che a casa aiuta a portare i panni sporchi dalla casa alla lavanderia, porta le chiavi, aiuta a sistemare la legna ecc.ecc. e tutto questo l’ha imparato praticamente da sola

  18. Questa “realtà” è in parte vera, che sia un Bernese o meno. Chi più, chi meno, ogni cane passa delle fasi diverse. Possiedo un bernese maschio “adolescente” e mi ritrovo molto in quello che c’è scritto..spesso fa finta di non sentire, ignora i comandi, sfida il padrone. Ma come già scritto, come con TUTTI I CANI, a maggior ragione con i cani di grande taglia, ci vuole coerenza, determinazione e non bisogna mai perdersi d’animo. Bisogna continuare ad insistere, a lavorare e a rivendicare sempre il proprio ruolo 🙂 Ma, personalmente, è così sconfinato l’amore che mi da che non lo cambierei con niente al mondo <3 E la soddisfazione che mi regala ogni giorno è enorme 🙂 Credo siano più queste le caratteristiche che differenziano questa razza dalle altre 🙂

  19. Amo molto leggere gli articoli di questo sito li trovo interessanti e istruttivi….ma questo proprio no!!!! Sebbene condivida gran parte dei commenti positivi citati mi dissocio completamente da altri …..e sono una bernese MASCHIO munita!!! Conosco tanti bernesi e tanto si può dire su di loro…che sporcano, che danno retta solo se vedono un tornaconto, che a volte credono di essere dei chiuaua…e con la loro leggerezza pretendono di farsi abbracciare, il bernese è pesante, irruento, tontolone e testone e di sicuro non è un border collie..quindi portatelo in un bosco a fare una camminata e d’inverno a rotolarsi nella neve…non snaturate una razza tentando di trasformarlo in quello che non è. ..il bernese è un grosso orso peloso da coccolare il cui sguardo basta a renderti felice, e che farà di tutto per convincerti a perdonarlo se fa un danno!!!
    O almeno il mio bernese è così e in base ai commenti che ho letto la mia idea è alquanto condivisa!!!

    • la mia come carattere assomiglia più a un border che a un bernese-tipo, in ogni caso da dove si evince che io stia tentando di snaturarla? ho appunto scritto che preferisco portarla a passeggiare in montagna piuttosto che a eventi diversi – l’ho portata a un’esposizione giusto per avere un giudizio imparziale, visto che per me è bellissima anche quando si incrosta nelle pozzanghere o mi esce dal bosco ricoperta di foglie perché si rotola per terra….

  20. Mamma mia però che acidi… Magari l’autrice ha voluto enfatizzare, probabilmente ha un po’ viziato e sottovalutato il cane, che pur avendo le sembianze di un peluchone e’ pur sempre un cane da pastore, sicuramente sono cani tendenti all’indipendenza più di altri. Adesso si sta trovando a doverci fare i conti.
    Dire che a volte verrebbe voglia di riportarlo indietro non è mica tutta ‘sta tragedia, io al mio lo dico 5 volte alla settimana…. Secondo me era una battuta.
    Il fatto che abbia pensato ad un cucciolo mentre l’altro cane stava morendo ha lasciato un po’ perplessa anche me, ma concederei il beneficio del dubbio; potrebbe anche aver espresso male il pensiero non poter sopportare una casa vuota. Il precedente cane era una rottwailer , non proprio un cagnotto facile facile, forse con la. Bovara si è ” rilassata” un po” troppo. Non capisco solo la tragedia per il cibo, se non vuole le crocchette si pensi ad un altro tipo di alimentazione, cedere ai ricatti gastronomici mi sembra proprio esagerato…
    L’ho riletto più volte, secondo me non ha capito che il detto l’abito non fa il monaco per i cani e’ proprio sacrosanto ….

    • “e’ pur sempre un cane da pastore, sicuramente sono cani tendenti all’indipendenza più di altri.”

      Tu l’hai mai avuto il bernese?

      • no…. e neanche altri tipi di cani.
        E sono anche cinoignorantissima.
        Io sono dell’idea che se esiste un tipo di cane è perchè serve a qualcosa, non solo perchè è bello e patatoso. Cii sarà ben stato un motivo per cui si sono cercate certe caratteristiche e si è fissata una razza. A me risulta che il Bernese sia un pastore e un cane da pastore deve saper anche lavorare da solo, prendendo decisioni autonome. Non è mica un cuscino morbidoso con la lingua…Lo devi tener presente.
        Per cui mi sono fatta l’idea che o il Bernese è un cane a sè, oppure qualche caratteristica da cui deriva il nome della sua razza dovrà pur averla…
        Non voglio nè difendere nè offendere, riflettevo. Tutto qua.
        Poi, per la cronaca io convivo con un pastore (bastardone) da montagna – ex-catena ed ex randagio… direi abbastanza selvatico, preso in pieno inziio di fase adolescenziale.. – e una cecoslovacca anziana; certo che abbiamo avuto i nostri scontri, ho fatto e faccio i miei errori ma nessuno dei due ha mai cercato di pinzarmi (non per niente, se mi han fatto i denti soprattutto il maschio è perchè aveva ragione… e lo sapevo, ma non ha mai osato oltre.) . E da come descrivete tutti il Bernese sembra che sia un cane per chiunque anche la Sciura più Sciura, impossibile che mostri un pò di carattere? Non ci credo, oppure io sono davvero brava visto che ho due cani tosti. Ma neanche a questo ci credo… 🙂

        • Immaginavo… Perchè se l’avessi mai avuto sapresti che sono cani padrone-dipendenti nonchè delle vere cozze, non ti si staccano mai dal fianco e la parola indipendenza non sta nel loro vocabolario.
          Il bernese è estremamente intelligente, anche se si dice che sia tontolone. Tonto non lo è, lo fa.
          E grazie alla sua intelligenza è perfettamente in grado di “lavorarsi” il padrone come crede, se il padrone glielo concede, come ha fatto l’autrice del testo.

          Ah e per inciso il bernese non è un cane da pastore ma un bovaro, sono due tipi di cani diversi nati per funzioni diverse.
          E si è un cane a sè, tanto da meritare con gli altri svizzeri una sezione a parte nell’elenco razze e ha le caratteristiche del nome della sua razza che appunto è BOVARO e non pastore.

          • ….ecco, e anche oggi la figura di mer…inga l’ho fatta… 🙂 🙂
            Ok. Il Bovaro del Bernese appartiene alla categoria dei cani….Bovaro del Bernese.. !!
            Ne conobbi una a dire il vero, grazie al cielo i freni le funzionavano a dovere perchè mi vedevo sempre questi 35 kg di roba che correvano a tutta birra verso le mie ginocchia…. con una certa apprensione ..
            Ma era proprio impossibile non volerla, non accarezzare… proprio “impastare”. Meravigliosa.

          • (Non so perchè non mi fa rispondere direttamente a Maria Grazia, spero vada sotto al suo commento)

            Ecco i freni in effetti sono la vera nota dolente del Bernese. Non è che non funzionino… non li ha proprio.
            E se qualcuno invece li ha trovati me lo dica ahah.
            Ammetto che l’apprensione viene anche a me col mio cane, quando la vedo correre verso di me bella convinta. Poi nell’ultimo metro in effetti frena con le zampe davanti, ma il culone prosegue, con effetto piroetta del cane e legnata nelle ginocchia mie.
            Ma anche questo è divertente.

            Se vuoi avere un’idea di cosa sia davvero il bernese cercati l’articolo di Valeria “il vero standard del bovaro del bernese” perchè, sarà pure umoristico, ma è un ritratto assai veritiero 🙂

          • Letto… stupendo.
            La Bovara di cui sopra dopo aver corso in area cani per due ore, come le mettevano il guinzaglio e usciva dal cancello diventava una Sfinge…. nel senso che si piazzava a terra in una perfetta sfinge anche nel materiale… diventava proprio di granito…. non la smuovevano più….

    • Rileggendo la storia mi rendo conto che non sono stata chiara nell’esprimere il concetto che avevo in mente e do pienamente ragione a chi difende il bovaro dalla mia descrizione così negativa (però questa era una cosa che scrivevo per me), ma visto che la mia pazienza viene messa a dura prova nel quotidiano l’ho spedita di getto alla signora Rossi. Volevo ribadire il concetto che il Bernese non è un cane per tutti. I padroni “seri” li decantano, a ragione, ma il problema è che dalle mie parti se ne vedono sempre di più con al seguito umani disperati, convinti di aver comprato un cane che non ha le esigenze di altri ma che finiscono per disperarsi perché i cuccioli diventano ingestibili . Alla gente piacciono perché sono indubbiamente bellissimi, ma il cane buono, calmo, tranquillo e felice è il risultato di un investire continuo nel rapporto. Io ho volutamente esasperato il normale percorso evolutivo di questo rapporto per scoraggiare la gente che vuole un Bernese tanto per, perché buono è buono ma se ti capita il soggetto con un caratterino un po’ più forte (tipo la mia) non si rassegnerà a una vita fatta di giardino e una passeggiata alla settimana ma pretenderà a tutti i costi di avere qualcosa da fare. Fino a che non l’ho vissuto in prima persona, anch’io ero convinta che sia un cane buono a prescindere, e essendo, come credo si sia capito, maniacale di mio, ho fatto tutto il possibile per trovare un allevamento serio, una selezione di razza accuratissima sia per carattere che aspetto (ho controllato anche che i cuccioli avessero le unghie bianche prima di scegliere) per poi trovarmi del tutto impreparata nei confronti dei bisogni del cane. Ora preferisco dire alla gente che è un cane esigente piuttosto che decantarne le lodi con tutti e spero che il passante di turno ci pensi due volte prima di andarsi a prendere un cucciolo e rischiare di renderlo infelice. Nella mia città, che non è una metropoli ma è molto vicina a un allevamento famoso che ha cuccioli disponibili praticamente sempre, trovi il Bernese con la testa nera, quello pauroso, quello che zoppica visto che si accoppiano fino al grado di displasia C senza problemi, quello da 25 kg che il padrone reputa toy visto che gli hanno dato anche il pedigree, quello che aggredisce i cani ecc. ecc. e credo che a nessun vero amante della razza questo faccia piacere.
      Non credo che tutti quelli che vogliono un cane siano disposti a impegnarsi a fondo e mettersi in discussione per rendere il proprio cane felice, per cui chi lo vuole veramente si prenderà un compagno di vita, ma chi non è del tutto convinto forse ci ripenserà e eviterà di creare cani infelici.

      • Che è mò sta storia delle unghie bianche? lo standard ufficiale enci non cita le unghie.

        Comunque hai controllato che abbia il palato nero?

        • Con un po’ di immaginazione, credo (spero) volesse dire i piedi bianchi… E con questo mi sembra di capire che abbia privilegiato un controllo morfologico, tralasciando quello caratteriale

          • circolano in effetti pseudostandard in molti siti/blog che parlano di “dita chiuse e unghie bianche” ma non sono lo standard ufficiale. Temo che si riferisse proprio alle unghie 🙁

          • Peccato 🙁 do sempre il beneficio del dubbio. Io questi “standard” non li ho mai trovati. Che poi che senso può avere stabilire il colore delle unghie…

  21. se non ho capito male abiti nel friuli e quindi come mai non sei andata in uno degli allevamenti più prestigiosi che alleva sia bovari che terranova?(non faccio il nome..non so se posso)
    è giusto una curiosità.. 🙂

    • Allora il dubbio non era venuto solo a me. In effetti snobbare allevatori che selezionano (e vincono ) da quasi 30 anni in favore di una cucciolata casalinga mi sembrerebbe fin assurdo.

  22. Premetto di essere una sciuramaria NON berne se munita, ma onestamente non mi sento di condividere le critiche all autrice di questa testimonianza. Ok, ha fatto sicuamente degli errori di valutazione e di educazione, ok ha sicuramente una personalità “maniacale”, come lei stessa riferisce che può renderla
    Poco simpatica, ok fa sembrare il bernese un cane più difficile di quanto non sia e “per ricchi”…ma alla fine ha fatto anche un po di autocritica e ha cercato di rimediare, in qualche modo, agli errori educativi commessi…inoltre ha risposto puntualmente ad ogni critica in maniera misurata e soprattutto ha ancora la sua cana e la ama smisuratamente (fin troppo, probabilmente, ma quanti esperti cinofili non hanno commesso errori?)
    Sara che ho letto solo pochi giorni fa la storia del Cinesino, che mi ha lasciato l amato in bocca, e sarà che qui trovo quello c’è mancava in quella testimonianza (un po’ di autocritica, l accettazione di un cane semplicemente “diverso” da come si era immaginato) ma sono in realtà colpita dal fatto che,nonostante tutti i problemi che l incontro ta un cane “così” ( e sicuramente in parte reso così) è una persona “così” ha creato, l Unione tra i due sia forte, tanto che la signora si definisce “mamma orgogliosa”!

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