tazdi VALERIA ROSSI – Mi scrive una lettrice disperata per via un meticcio (attualmente dell’età di due anni) che le era stato letteralmente “scaricato” in giardino nel febbraio del 2013. Lo chiameremo convenzionalmente Bubi, anche se il suo nome è un altro, perché la lettrice ha i suoi buoni motivi per non voler essere riconoscibile.
Ecco un sunto del suo racconto:

Fin da subito mi sono resa conto che Bubi non era un cagnolino “normale”: così l’ho fatto vedere a diversi educatori/istruttori, gli ho fatto frequentare un campo di addestramento per socializzare e abbiamo seguito anche lezioni singole; ho cambiato il mio modo di essere e di fare per aiutarlo, diventando il più chiara possibile nella comunicazione verbale e non; ho cambiato la gestione in casa e per togliergli “responsabilità” che lui si prendeva, l’ho fatto castrare quando mi è stato consigliato.
Verso l’anno  gli ho fatto fare tutti gli esami possibili e immaginabili per capire perché avesse cominciato a diventare molto aggressivo verso gli altri componenti animali della casa: aggressioni in piena regola, che spesso si sono concluse con morsi verso la sottoscritta perché gli toglievo dalle fauci cani e/o gatti; mi sono iscritta io stessa ad un corso per educatore cinofilo per cercare di capire fin dove sbagliavo realmente io e dove effettivamente c’erano delle anomalie nel cane che non potevo sistemare.
Grazie a questo corso ho conosciuto un veterinario comportamentalista che ha confermato ciò che io stessa in fondo al cuore sapevo: per questo cane  il mio ambiente familiare non va bene. Io ho altri due cani, (uno di 11 anni e mezzo e una di 3 anni), quattro gatti e spesso faccio stallo ai micetti del gattile.
Per lui questo è un ambiente troppo stressante, che non riesce a gestire e non riesce a controllare: va in frustrazione, e da lì al morso il passo non solo è breve, ma è assolutamente immediato e imprevedibile, rendendomi  quasi impossibile anticipare le aggressioni. Bubi cerca di iper-attaccarsi agli uomini ed è gelosissimo del cane anziano, che aggredisce in continuazione: basta che si stiri o si alzi, ed ecco che gli si avventa addosso. Per rediretta ha morso svariate volte me, mia mamma e una sua amica, sempre perché il loro corpo era tra lui e un altro essere vivente che voleva aggredire.

Domanda per tutti voi: cosa avreste fatto, in un caso simile?
La lettera prosegue spiegando che il cane, preso da solo, è davvero un tesoro: la lettrice ha fatto varie prove, è stata solo con lui per giornate intere e l’ha anche lasciato per ore ad altre persone senza animali, sempre con risultati positivi:

Ha bisogno di fare molto movimento, ma per il resto se preso da solo è un buonissimo cane. Fatica a concentrarsi ed è tendenzialmente insicuro… ma ti guarda con gli occhioni pieni di aspettativa e gioia, bramando la tua attenzione e la tua soddisfazione. Insomma, è impegnativo ma non dà alcun problema con le persone.

A questo punto… a voi sembra così folle che la sua umana abbia pensato di cercare un’altra famiglia (senza animali) per lui?
A me sicuramente no: anzi, mi sarebbe sembrata la soluzione migliore per un soggetto con questo tipo di problemi. E invece, quando lei ci ha provato (con varie associazioni protezionistiche, non con una sola)…

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…mi hanno trattato malissimo, mi hanno detto di tutto e di più: che voglio abbandonare un cane che mi ama; che non mi rendo conto del trauma che il cane sopporterebbe ad essere dato via; che ho sbagliato il campo di addestramento, il veterinario, gli esami e il comportamentista; che sono sbagliata io, la casa, che lo avrei dovuto portare subito in canile appena trovato… sì, grazie! Ad avere la palla di cristallo e sapere che aveva queste patologie l’avrei fatto anche io!
Purtroppo con i se e i ma non si va nessuna parte: questa è la situazione e io più di tanto non la posso cambiare: ho smesso di fare stalli, ma non posso dare via gli altri pelosi della casa per far stare sereno lui!
Il fatto è che nessuno ha voluto fare qualcosa per me e per il mio cane. Eppure non ho chiesto soldi, non ho chiesto che me lo portassero via subito, ho chiesto soltanto aiuto per trovargli una casa ad hoc per lui, per non fargli passare troppi traumi ho detto che lo avrei tenuto finchè non fosse saltata fuori la famiglia giusta…
Io gli voglio bene, ma non ho alternative: proprio perché gli voglio bene mi rendo conto che lui con me non sta bene!
Niente, il vuoto assoluto. Non ho visto una sola foto girare in rete, nessun appello, nessuno che mi abbia richiamato chiedendo come andasse la situazione a casa (sono passati 8 mesi, ho chiamato svariate volte e non mi hanno più nemmeno risposto alle mail e alle telefonate).
Questo è giusto?
Se il cane non fosse stato microchippato, in alcuni momenti ho davvero pensato di legarlo fuori da un canile, nascondermi e aspettare che arrivasse qualcuno e lo trovasse. Ma con i suoi problemi di ansia per lui il canile sarebbe stato devastante, forse una vera e propria condanna a morte.
Anche tra la gente che conosco, il vuoto. Tutti bravi, pronti si fanno in quattro per trovare famiglia ai cuccioli, ai poveri cani della Spagna, del sud Italia etc… e i nostri cani?!?
Non credo di essere stata l’unica a cui è successa cosa simile. Perché si presume che le persone come me abbiano le risorse per fare da sé? Perché ci ostiniamo a credere che il cane stia meglio dove sta?
Come si può giudicare telefonicamente una persona, il percorso che ha fatto, spendendo soldi, tempo, denaro e tantissimo a livello affettivo, senza nemmeno vedere la situazione con i propri occhi? Rifiutasi di aiutarla solo perché non minaccia di buttare il cane per strada?
Sbaglio ad essere arrabbiata per essere stata ignorata? Sbaglio a credere che sia un’ingiustizia, che sia assurdo che non si riesca a vedere oltre al maltrattamento fisico?
Stare a casa mia, per Bubi, forse non equivale a un maltrattamento: ma era lui che stava distruggendo me e tutti gli altri.
I gatti, quando lui non è nel kennel o in giardino, hanno imparato ad aprire le ante dell’armadio e richiuderle! Si chiudono nell’armadio da soli!!!
Il comportamentalista, prima di decidere che la situazione in casa era veramente pericolosa e al limite del sopportabile, ha guardato le dinamiche per più di due ore e mezzo.
Capisco che le volontarie ne vedano di tutti i colori, so che c’è gente che abbandona i cani perché non corrispondono alle loro aspettative, perché non avevano considerato che facesse la muta, perché sporcano in casa quando piove e per mille altri stupidi motivi: ma io non ho detto che voglio dare via Bubi perché perde il pelo, o perché mi sono stufata. Ho chiesto aiuto perché ho un cane patologico, e per far stare sereno lui dovrei sopprimere gli altri sei animali di famiglia!
Se fai il volontario non puoi diventare cieco e prevenuto di default: dovresti conservare la lucidità per analizzare ogni situazione per quella che è, senza pregiudizi e senza innalzarti a giudice di cosa è bene o male senza nemmeno aver visto la situazione di persona. Non puoi diventare miope di fronte a problemi reali! So che è difficile, ma se sei saturo e non ce la fai più, prenditi un periodo di pausa, perché rischi di fare più male che bene!

taz3La storia ha – più o meno – un happy end:  Bubi sta prendendo da sei mesi degli “stabilizzatori di umore” (leggi: psicofarmaci) prescritti dal comportamentalista, che dalle descrizioni mi sembra un ottimo professionista e che ha spiegato chiaramente come i farmaci “non servano tanto a lui quanto a tutti gli altri:  lo rendono più stabile, quindi più facile da leggere anche per gli altri animali, in modo che si possano sentire più sicuri anche loro”.
Infatti. grazie ai farmaci, si è ottenuto che il cane ora abbia una fase appetitiva visibile e che quindi la sua umana abbia tempo e modo di intervenire prima che l’attacco parta.
Questo significa però:
a) che il cane deve assumere (anche se in dosi moderate e senza apparenti effetti collaterali) farmaci di cui non avrebbe alcun bisogno se potesse vivere in una casa senza altri animali;
b) che la sua umana deve (parole sue) “restare all’erta 24 ore su 24, gestire le porte, le scale, i giochi, il cibo, le coccole, i movimenti repentini e tutto ciò che lo fa scattare“.
Ora è apparsa all’orizzonte la possibilità di una “seconda mamma part-time”, che si alternerà con la nostra amica nel tenere Bubi: quindi la situazione è quasi risolta… ma la domanda resta la stessa.
E’ giusto che una persona debba rivoluzionare completamente la sua vita, spendere barcate di soldi ed essere pure ritenuta una specie di “mostro” solo perché ha cercato di trovare una soluzione migliore per un cane che non ha neppure scelto di prendere, ma che le è arrivato inaspettatamente tra capo e collo grazie alla bastardaggine di qualcun altro?
Certo, rinunciare ad un cane è una cosa terribile: ma esistono situazioni in cui diventa oggettivamente impossibile, per un umano, continuare a tenerlo (e un “vero” animalista dovrebbe saperle riconoscere, queste situazioni, e prodigarsi per risolverle): per di più ne esistono alcune, come questa, in cui la sistemazione diversa si cerca per il bene del cane, e non solo per quello delle persone che se ne occupano.
Per questo concludo anch’io con le parole che chiudono la lettera della lettrice:  “Non sarà forse  il caso che anche i volontari con tutto il loro AMMMORE si fermino a riflettere? E non si limitino a dire: “hai voluto il cane? Ora arrangiati!”?
Attendo con interesse i vostri commenti: soprattutto quelli dei volontari animalisti.

 

 

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22 Commenti

  1. Ma perché sparare sempre sulle volontarie? Non sono mica tutte così, aiutiamo quelle serie invece di continuare con la caccia alle streghe. A chi fa comodo?

    • ahaha KITIPAKAAAA ahaha

      ma entrare nel merito della questione? dare un punto di vista dalla parte degli operatori di volontariato? avere una coda di paglia un po’ più corta? essere un po’ più costruttivi?

  2. leggo a chi fa comodo,essere un po’ piu costruttivi

    bon,c’e sicuramente una cosa utile e costruttiva
    perlomeno leggendo questo articolo, chi verra a contatto con dei volontari nel caso fosse trattato in malomodo senza apparente motivo logico, cosa che è praticamente uno standard
    anziche sentirsi un mostro perche ha osato addirittura voler scegliere il sesso del cucciolo da adottare magari leggendo questo anziche farsi venire il dubbio di essere un mostro si ritrova con qualche elemento in piu per pesare le personeche ha di fronte

  3. è una moda dilagante il fare il processo al menage familaire altrui e non certo solo per i cani.
    diciamo, l’empatia si basa anche sulel esperienze vissute, si cerca di riportare la situazione altrui a una simile vissuta da noi epr farsi un’idea…e quindi ci si emoziona come fossimo noi e ci si scaglia in giudizi anche cattivi.
    diciamo che a volte, bisognerebe essere pià elastici, pensare che non siamo tutti uguali, che magari non è la situazione che pensiamo, o comunque… provare a mettere da parte le emozioni e vedere a lungo termine cosa è meglio…
    non credo che una decisione così si prenda a cuor leggero… magari invece di attaccare… provare a capire…
    che dire, chi fa da se fa per tre… mi sa che per accasare il piccolo tocca arrangiarsi, sperare in canili e associazioni, stiamo freschi…

  4. Come in ogni situazione, ci sono volontari e volontari… Ho conosciuto una ragazza che fa volontariato in uno dei canili della mia regione, e direi che mi è sembrata una persona responsabile (almeno dai discorsi che fa, poi non mi è mai capitato di adottare, quindi…) Però ho anche incontrato una signora sul disperato andante, che si faceva trascinare da un cucciolone nero tipo pastore belga; scalciava come un puledro, in mezzo alla strada. La proprietaria mi racconta che il cane viene dal Sud, che i volontari le hanno assicurato che “sarebbe rimasto piccolo” (…con quattro zampe tipo racchette da neve?), che “quando cresce si calma da solo” e che “sarebbe bastata un pò di pazienza e tanto amore”. La signora non era più giovanissima, e sembrava prossima all’infarto. Fate voi. A me Sif è stato regalato “per il bambino” come si regala una bicicletta, scelto a caso da una vetrina; fortuna che è un cane gestibile (e che pesa tre chili), altrimenti – col cuore spezzato – lo avrei affidato ad altri (controllando giorno e notte col rischio di denuncia per stalking, ovviamente).

  5. Senza fare di tutta l’erba un fascio, le prese di posizione (e le reazioni che ne derivano) nel mondo del volontariato non solo “animalista” assumono molto spesso connotati da un certo grado integralismo dogmatico e sfociano in una serie di accuse fatte a cuor leggero che partono dal presupposto che il resto del mondo sia abitato da imbecilli che devono essere salvati dai propri errori.

    Questa e’ una “missione” da “illuminati” i quali distinguono se stessi dagli imbecilli da salvare con un semplice ragionamento: gli illuminati siamo noi e gli imbecilli sono gli altri. Succede nel volontariato di tipo animalista dove se vuoi adottare un gatto o un cane ti fanno scappare la voglia, nell’associazionismo che si occupa di minori dove per partito preso chiunque metta al mondo dei figli non e’ in possesso delle “capacita’ genitoriali” necessarie e quindi deve essere assistito e in generale in qualunque contesto sia area di interesse del terzo settore.

    Qualcuno potrebbe malignare che il motivo di questa tendenza e’ che nel volontariato si riversano persone “diversamente stabili” e che l’accanimento nel perseguire atteggiamenti inquisitori nei confronti delle persone a cui si vuole salvare l’anima sia proporzionale alla propria necessita’ di riscatto morale e sociale. Vero o non vero che sia, certo gli effetti sono troppo spesso li’ da vedere: nella foga di accusare e poi rieducare gli altri, si perde il contatto con la realta’ e quindi succede che si valuti (valutare in questo caso mi sembra una parola grossa) la situazione di un particolare cane ignorando bellamente quella di tutti gli altri animali conviventi e persino la sua.

    Per la serie: quando a guidare non e’ il giudizio ma il pregiudizio, se non si fa danno e’ solo una questione di culo.

  6. Da quello che leggo l’autrice della lettera ha fatto tutto il possibile ed è andata pure oltre (ha sostenuto costi e vive in uno stato d’ansia perenne), quindi ha tutto il diritto di essere aiutata! Anch’io mi sono scontrata con gli animalisti e conosco vari episodi di persone che dovevano cedere il cane per motivi analoghi, ma che sono state attaccate, offese e abbandonate. Io mi sono fatta questa idea: certi volontari “amano” tanto gli animali e odiano in ugual misura gli umani. (Oltre al fatto che amare vuol dire trovare la sistemazione migliore al cane, non far passare l’inferno a cane e umana).

  7. Cara Valeria, eccomi..sono La volontaria di canile Animalista che dopo circa dieci anni di lavoro come dipendente in un canile a stretto contatto con i volontari oltre che i cani e adesso da semplice volontaria, riesce finalmente a dire la sua. Sono animalista nel senso che anni fa ho deciso di non volermi cibare, vestire, circondare di animali in gabbia (sia chiaro che i miei cani che mi accompagnano sempre nei miei spostamenti in auto, stanno ognuno nel loro trasportino e qualcuno dorme di notte anche nel kennel). Vegetariana da anni da due mesi sono vegana ma non lo sono sempre stata e questo lo specifico per chi tenta di sbirciarmi le scarpe per vedere se sono di cuoio o no ..oppure la cintura dei pantaloni. Sono cimeli che appartengono a molto tempo fa che non intendo buttare via per far morire quel povero animale due volte. Dal giorno in cui ho scelto di non cibarmi neppure di derivati sono stata derisa anche da persone a me molto vicine, anche da qualche volontario animalista …che non ha chiaro il concetto che se ami gli animali ..mi dispiace…ma non te li mangi. Punto. Non esistono giustificazioni. Ma sono pieni i canili di volontari che si definiscono animalisti e che si mangiano le mucche perchè a loro fanno pensa solo i cani ed i gatti. Mah!!! Nel canile dove opero io ogni anno organizzano la cena di Natale …non animalista. A me vedere gente che si prende tanta pena solo per i cani e i gatti fa veramente sorgere un punto di domanda…che si somma ai tanti punti nati in questi anni di collaborazione. Spero di non passare per presuntuosa, (se si pazienza)…ma in questi anni di cani ne ho “masticati” 🙂 veramente tanti e riguardo allo spirito nobile del volontario, posso affermare con certezza che :

    non tutte le persone che si sentono nell’anima di voler aiutare i pelosi sono in grado di farlo sia dal punto di vista della loro esperienza sia dal punto di vista del loro equilibrio emozionale.

    a qualche volontario (solitamente maschio e frustrato nella vita o nel lavoro) manca il solito centimentro di pisello per cui ogni canile ha un super eroe che oltre a voler interagire unicamente con cani grossi o sequestrati ( gli altri non se li fila) rischiando non tanto di farsi far del male quanto di farne agli altri cani compresi, ed è in continua guerra con tutti quelli che cercano di proporgli un metodo (per i cani ahimè ci vuole) che funziona (che non è mai il suo) e che sia comune a quello degli altri volontari.

    per tanti volontari fare volontariato equivale solo al loro turno per cui le loro preoccupazioni e mal di pancia verso un problema sussistono unicamente in quelle quattro ore senza accorgersi che nelle ore rimanenti il cane vive …magari non come a casa loro..(e ce lo portassero allora no???)…ma vive.

    ci sono pochissime persone che prendono sul serio questo lavoro, pochissime sono in grado di farlo con successo e le giornate dove i cani non arrivano alla sera con la bava alla bocca sono quelle dove in canile di persone ce ne sono poche ma efficienti.

    Esempio N°1 di 1000: il volontario non per forza modello, ma almeno quello serio non passa la mezz’ora d’aria del cane che ha appena portato nel recinto a guardare questo mentre abbaia o da di matto con gli altri cani mentre parla al telefonino…perchè questo è proporzionale allo sfogo del cane come per me lo è il rincorrere il volontario con una frusta.

    tempo fa sono diventata un VVF e dopo un Volontario di CRI e anche se la mia scelta all’interno di queste associazioni è stata quella di lavorare nel soccorso con i cani, ho dovuto sostenere un corso per diventare VVF e un’altro corso per diventare volontario in CRI. Chi sveniva difronte ad Anna (il manichino per fare il BlS ) o iniziava a far tremare la scala Italiana dopo aver salito il primo gradino…veniva BOCCIATO e dichiarato non abile…nei VVF il consiglio era di non passare da “soccorritore” a dover essere “soccorso”, in CRI sono un pò più tolleranti e quindi alla persona semi svenuta era consigliato di non salire su un ambulanza per i prossimi anni e di iniziare a rispondere al centralino….che non sembrerà chissà cosa ma mandare una ambulanza nel posto giusto secondo me ha i suoi meriti. Nei canili invece no….i corsi di formazione non se ne fanno e se si, si promuovono tutti, anche chi non riesce a capire che a volte il non far uscire un cane dal box equivale a rieducarlo. I volontari, spesso quelli che operano ancora oggi ma sono di vecchia generazione credono che il loro compito sia quello di far uscire i cani e niente più. Come e in che modo o a quali condizioni sono affari che non li riguardano perchè ..”poverino è un cane che sta tutto il giorno in una gabbia!!” -vuoi mica aiutarlo a sviluppare degli autocontrolli così magari lo affidiamo???- (chi dei pochi accetta solitamente è riconoscibile perchè tende ad urlare nelle orecchie del cane :”SEDUTO!!!!” al cane che non lo sa fare …(poi figurati a cosa pensa il cane mentre sei nel box con un guinzaglio in mano!)..anche perchè nessuno prima glielo insegna…..

    esistono poi una serie di Madame e queste sono quelle dell’articolo di cui sopra, la cosa preoccupante è che non sono nemmeno poi tanto vecchie ed il loro motto è quello che i cani in canile non ci devono stare ..quindi vengono fatti uscire in affido anche quando la famiglia non è proprio adatta (cane fobico a famiglia con tre bambini di due, tre, quattro anni!) estorcono affidi attraverso campagne lacrimevoli in modo da indurre chi voleva un cane per andare a fare sci alpinismo a prendere un tripode. Brutta vita per il tripode in mano a chi si…forse gli vorrà bene …ma in fondo voleva un altro cane e che verrà lasciato a casa quando il suo padrone andrà a sciare. Brutta vita per il cane in salute che poteva andare in montagna sulla neve che invece rimane in canile. Vivono di queste opere di bene (le loro) e diventano per chi la vede come loro punti di riferimento. La loro parola è legge ma non sono in grado di pensare nemmeno un attimo al fatto che realmente può accadere che un cane non stia in una relazione e che sia necessario mettere una parola fine alla storia d’amore che di amore poi aveva poco. L’amore è fare anche delle scelta nell’interesse di chi ami e fa male. .Fa male a tutti e a tutti e due ma quando la qualità della vita (un cane non vive novant’anni!!! e ha meno tempo di noi!!) diventa migliore non è che da vedersi se non come un atto d’amore e va sostenuto e aiutato. Ah ….occhio che le Madame solitamente sono contrarie anche alla somministrazione del farmaco….non sia mai!!!

    Purtroppo di gente che non ha formazione o esperienza e per cui “ignora” determinate problematiche …ne sono pieni i canili ma non solo..FB dilaga di opinionisti che con il culo sprofondato ben bene sulla poltrona ne sparano di ogni sorta. Vorrei porgere la mia stima alla Signora lasciata sola e criticata per il suo sacrificio d’amore…consigliandole di fregarsene di queste fasulle (a mio parere) associazioni animaliste dalle quali io sto molto alla larga, e di credere nella sua scelta che sicuramente ha del doloroso e che mai spero mi ci debba imbattere io in prima persona. Chissà che intanto il cagnetto non metta giudizio….Saluto scusandomi per questo lunghissimo sfogo….

  8. C’è un divario molto ampio tra il mondo degli animalisti-volontari e quello degli amanti degli animali (leggi futuri adottanti). Perché le persone che si trovano in prima linea ogni giorno vedono e devono rimediare alle peggiori modalità di maltrattamento agli animali. Spesso i loro sforzi portano a notevoli frustrazioni (se non vero dolore!) perché pur salvando l’animale da situazioni orribili, non possono offrirgli più che una gabbia di pochi metri, qualche uscita ogni tanto (se va bene), forse un po’ di cibo decente; insomma non certo il massimo!
    Da un lato, quindi, come può una persona, il cui quotidiano è questo, avere sempre pazienza con le millemila richieste, a volte veramente assurde, di persone che, capita, si recano in canile come se fosse il discount del cane?
    E’ faticoso.
    E a volte si perde lucidità. A volte una casa e un giaciglio sembrano sempre un’ottima situazione, senza valutare quanto realmente il proprietario di quella casa (futuro adottante) potrà fare per garantire una serena “vita di branco” sotto quel tetto (o sarà in grado di provvedere al necessario recupero comportamentale del cane).
    Ora, ci sono volontari/ie che questo conflitto interiore lo hanno risolto, o lo stanno risolvendo (seguendo corsi, o coadiuvati da educatori (volontari pure loro), ci sono altri che non se lo pongono e continuano a vedere la faccenda in bianco e nero, senza possibili sfumature (non entro qui nel merito dei perché e percome).
    Non credo sia una questione di Volontari VS Resto del mondo. O forse lo è, ma la soluzione perché le cose migliorino non è in tale conflitto, ma forse in un confronto (relativizzazione della realtà), e in una bella immersione nel mondo canino REALE, per entrambe le categorie citate.

    Per quel che riguarda la proprietaria di Bubi, ha il mio rispetto e solidarietà. Perché ha fatto il possibile, e oltre, per garantire una vita serena ad un cane, spesso a discapito degli altri animali di casa (e posso immaginare con quale stato d’animo colpevole nei confronti di questi ultimi), spendendo tempo, denaro ed energia. E perché la decisione che ha preso non è una sconfitta. Ma, a me sembra, fatta da vera “professionista”: é il cane il centro della questione, e, cosa si può attuare ancora per garantire una vita serena a questo cane? trovare per lui una sistemazione adeguata. Si, certo, anche passando sopra i propri sentimenti e affrontando tutti quei sensi di colpa che arriveranno di soppiatto sussurrandoti che forse avresti potuto fare di più, o di meglio.
    Una grande prova di Responsabilità, Lucidità e Amore.

    • Mi trovo pienamente d’accordo, vivere ogni giorno il dolore di animali maltrattati, non apprezzati, spesso non capiti, il dover restituire un cane scappato al padrone che si infuria perchè il cane scappa sempre ( eh!…bravo ma dai!!! chiediti magari come mai….!)e lo acchiappa e lo mette in macchina anzichè tirare un sospiro per averlo ritrovato sano e salvo) porta ad un punto di tolleranza rasente lo zero e fa venire voglia di odiare il genere umano…..La giornata che si avvia alla conclusione con tre o quattro affidi fatti proprio benino dove sei quasi tentato di festeggiare con un bicchiere di vino rischia di concludersi con una telefonata per un recupero di una mamma con sette cuccioli. Otto meno quattro è uguale a quattro cani in più e ti viene da piangere…..Per quello che ho potuto constatare di persona nei canili gestiti da Ditte, ahimè il portare a casa la pagnotta diventa prioritario verso le esigenze “futili” che spettano di diritto ai cani che sono ospitati (e per cui i comuni pagan tra l’altro) e quindi ci si trova difronte a situazioni che prevedono poche persone che si devono occupare bene di tutto, pulizia, cibo, cure, salute, benessere affidi, controlli …bla bla bla…. il che è impossibile. Nei canili gestiti da associazioni spesso la guerra parte proprio dai Direttivi o comunque sovente tra i Volontari c’è una strana e discutibile competizione che porta a livelli dove la collaborazione diventa insostenibile. Per cui diventa difficile tentare di creare uno staff che si accolli e suddivida amore e pene d’amore in modo tale da essere almeno sereni per riuscire ad affrontare questo lavoro che sembra non finire mai….mentre tu invece ti sfinisci sempre di più…..io un canile dove la priorità sia il benessere dei cani e stop…non l’ho mai incontrato….ancora almeno…

  9. Signora Rossi personalmente se Bubu sarebbe stato mio e se avessi avuto gli stessi problemi della persona che ha scritto avrei cercato sicuramente di trovare una famiglia più adatta a lui perchè sinceramente dare degli psicofarmaci al cane la trovo una pessima idea,perchè comunque soffre;riguardo a chi le ha detto che voleva abbandonare una creatura che la amava :”L’AMORE VUOL DIRE ANCHE LASCIAR ANDARE”.Almeno io la penso così.

  10. Io posso solo portare la mia esperienza. Abbiamo adottato Teodora un anno fa al canile. Le volontarie ci avevano presentato tutta una serie di cani che non avevano incontrato i nostri “gusti”, poi per puro caso abbiamo visto TEodora in un box e lei è venuta subito verso di noi…alla fine l hanno tirata fuori dal box, lei era timorosa ma dopo un secondo stava già leccando la faccia a mio figlio, proviamo a fare un giro e lei stava abbastanza bene al gionzaglio…le volontarie ci dissero che avevadue anni e mezzo (oramai non cresce più) e che era affettuosa e adatta alla famiglia. Ci avvisano però che i primi due mesi sono di “affido” e verremo sottoposti a controlli per assicurarsi che siamo in grado di gestirla, dopo due mesi sarebbe scattata l adozione definitiva. Portiamo TEodora dal veterinario che ci conferma che è un incrocio spinone, che ha I DENTI DA LATTE QUINDI NON HA SICURAMENTE DUE ANNI E MEZZO, inoltre piena di rogna, pulci ecc. Per concludere in bellezza, ci avvisa che non può pttemperare a breve all obbligo della sterilizzazione perché è decisamente sotto peso e denutrita e l intervento sarebbe rischioso. Nel giro di poco tempo Teodora si rivela si dolcissima ma decisamente fobica. Ha paura di tutto, quando usciamo porta i bisogni a casa, persino il rumore del cibo nella ciotola la fa sobbalzare e a volte smette di mangiare per la paura…iniziamo con educatori, comportamentalisti, “cani tutor”, fuori di Bach e vari stabilizzanti dell umore di origine naturale (non psicofarmaci) e sembra andare meglio. Nel frattempo, di controlli nemmeno l ombra…però continuano ad arrivare mail che ci ricordano l obbligo di sterilizzare il cane…alla fine il veterinario da l ok (anche perché è cresciuta, eccome se è cresciuta!!) e si fa l intervento. Da lì, nuovo peggioramento di tea, che ritorna peggio di prima. La comportamentalista ci spiega che in un cane così insicuro la sterilizzazione a volte è sconsigliata ma purtroppo se non l avessimo fatto il canile si sarebbe ripreso Teodora…e in un poato del genere non l’avrei mai rimandata! Insomma, altri sei mesi di lezioni, pulizie giornaliere della casa, rivoluzione totale delle nostre vite ecc e alla fine, dopo un anno, finalmente Teodora e serena ….ma ancora adesso se penso alle volontarie del canile mi viene solo rabbia.

  11. Da sempre ho avuto cani, grazie al cielo non mi è mai capitato uno così, stento quasi a credere che un animale possa essere così disturbato, quindi così come per una malattia invalidante auspico l’eutanasia, lo stesso credo sia utile per un cane totalmente squilibrato! E’ totalmente ingiusto che la vita di una persona, e di altri animali sia sconvolta da un cane malato di mente, pazzo, aggressivo o chiamiamolo come volete! Ovviamente questo caso si può risolvere facendolo vivere come animale unico, e qui mi vengono in mente le peggiori ingiurie verso i cosiddetti animalisti volontari, di cui nutro la più grande e totale disistima! NB la cagnolina che ho adesso, l’ho avuta da un rifugio, il cui titolare chiedeva soldi per aprirsi un negozio!! e nel frattempo faceva il talebano come quelli contattati dalla lettrice del caso.

  12. In merito a questo articolo volevo dire la mia, perchè quando l’ho letto mi son detta che non potevo stare zitta. Dunque, partiamo dall’inizio. Sono la felice padrona, compagna di giochi, madre, chiamatemi come volete, di 4 bellissimi cani, sani, rompiballe e viziatissimi. Il capostipite del gruppo è un bassotto nano che si crede un alano, con un ego spropositato, un grande egoismo e lo spirito ironico e irripetibile di toto. Cipriano, questo il nome del nostro eroe, è stato acquistato in un negozio di animali a Gibilterra, chissà poi per quali vicissitudini è dovuto passare per arrivare fino li. Ci guardiamo ed è amore….Arriva con me in italia, in seguito a lui arrivano un’altra femmina bassotto e un bulldog francese. Il trio perfetto, tutti belli , tutti di razza, tutti bravi e simpatici, tutti da copertina insomma. Un bel giorno mi sveglio, ma mi sveglio proprio a suon di tromba, e mi rendo conto che è l’ora di finirla con sta cosa di acquistare animali, quando sulla terra esistono i canili che sono stracolmi di cani splendidi che vogliono solo essere amati. Ebbene vado in un posto vicino a casa mia e prendo Gillian, il mio tesoro, scelto perchè era l’incrocio di un bassotto e un bulldog, cani che già mi giravano intorno. In realtà è facile raggirare una che compra i cani nei negozi e non sa un tubo di niente. Scopro entro pochissimo che il mio amato gillian non è un incrocio con un bullldog ma con uno staffie e la sua mandibola è meravigliosa e potente come nessun’altra. Gillian è stato abbandonato perchè abbaiava troppo ed aveva un carattere non facile. Me lo porto a casa due giorni, poi decido di tenerlo. Con gli altri cani all’inizio non c’è problema, poi un brutto giorno, di punto in bianco Cipriano gli dichiara guerra e guerra è , che continua e continuerà a vita. Cipriano lo detesta ma non sa che uno staffie ha tre volte la sua forza e puo’ farlo secco in men che non si dica. Ma cipriano è un bassotto, ha la testa come un mulo e il coraggio di un impavido. Si lancia nella rissa e non cede, ogni volta riusciamo, io e i miei amici a strapparlo da gillian non si sa come ….Ma è la forza della disperazione, fai cose che non ti immagineresti mai…..Immaginatevi che un giorno mi è perfino arrivata a casa la polizia….i vicini sentendo le urla credevano che le stessi prendendo di santa ragione dal mio ragazzo….La prima rissa è scattata in giugno, siamo a dicembre. Io non dormo da sei mesi ormai. Nell’ultima rissa che hanno avuto, scaturita dal niente, nel tentativo di separarli son quasi finita al pronto soccorso. Quello che ho passato mi è piu’ che bastato. Trovo sia molto facile giudicare le situazioni dal di fuori. Ma dal di dentro lo so solo io quello che ho sofferto e soffro. Ho provato di tutto. TUTTO. Non è servito a un cazzo di niente. Ho cambiato casa, mettendo entrambi in un territorio neutro e nuovo, messo l’uno e l’altro a periodi alterni in un rifugio con un educatore per un paio di settimane e poi quasi un mese, chiamato la comportamentalista, subito dopo la veterinaria comportamentalista, li ho separati in casa, mandati per periodi alterni da alcuni amici per far calmare le acque. Puri amori nei rifugi e dagli amici, di ritorno a casa l’inferno di nuovo. Le ho provate tutte pur di farli andare d’accordo o evitare di mandare l’uno o l’altro al canile. Arrivavo in ufficio la mattina e le colleghe mi chiedevano cosa mi ero inventata durante la notte per fare in modo di passare un altro giorno senza che si azzannassero o senza che l’uno o l’altro dovesse subire un abbandono. Non lo so quanto ho pianto, quante belle cose della vita mi son persa, quanta merda mi son tirata addosso e quanti sensi di colpa mi son fatta, quante volte ho maledetto i miei cani, le comportamentaliste, i centri ai quali ho chiesto aiuto e dai quali non ho mai ricevuto risposta, tutti gli annunci che ho messo per cercare una famiglia adottiva a gillian, l’ultimo arrivato. Zero, niente. Abbandonata da tutti. L’unica cosa che ha funzionato son stati i fior di soldi che ho dovuto pagare per metterli a fasi alterne da amici o nei rifugi per non farli neanche sfiorare. Perchè la verità è una e non cambia. NON SI SOPPORTANO. PUNTO. Farli vivere insieme significherebbe uno stress incommensurabile per tutti e la morte inevitabile di uno dei due prima o poi. Allora la mia vita in questo momento è questa: Cipriano da una mia amica e Gillian in casa con gli altri cani. Per il momento nessuno è finito in canile, perchè mi sono battuta come una leona per loro. Ma c’è un limite a tutto. Se non avessi avuto il lavoro che ho, gillian sarebbe finito in canile già da molto, molto tempo. Ma non mollo, finchè c’è vita c’è speranza e tutti i giorni aspetto fiduciosa che qualcuno veda la mia richiesta di aiuto e arrivi a trovare una casa felice per gillian, che è solo una povera vittima e non ha colpa di niente. Fino a che punto possiamo chiedere ad un animale di obbedirci, di fare il bravo, di essere carino con gli altri cani, gatti, topi, uccelli????Gli animali in fondo non sono puro istinto? Perchè ci impecoroniamo a volergli fare tutto quello che vogliamo noi? Ma avranno il santo diritto di dire che noi gli facciamo schifo e altri simili fanno loro schifo?? Si ce l’hanno. E li apprezzo immensamente per questo. I miei cani si sono ribellati a me, mi hanno rimessa al mio posto. Mi han fatto capire che per l’egoismo mio, non vogliono vivere una vita d’inferno, anche con tutte le mie buone intenzioni. Grazie Cipriano, grazie Gillian, grazie di avermi ricordato che avete vinto voi. Questa che mi avete dato è una lezione splendida. Lasciate essere gli animali, sono istinto, e l’istinto è bello, perchè ci riporta all’essenza. Qualunque cosa ci succederà, ho smesso di chiedermi il perchè, il percome, analizzare il vostro carattere, quello che vi ha scosso nel passato, le ragioni per le quali vi siete attaccati la prima volta e tutte le altre….ho accettato semplicemente il fatto che due cani come voi non si amino. Punto. Sono stata ignorante, nel senso che ingenuamente non sapevo le cose, ma ho fatto del mio meglio poi per rimediare, anche se un rimedio purtroppo non c’è. Siamo tutti imperfetti, io nel mio e voi nel vostro. Ma vi amo e sempre vi amero’, incondizionatamente. Io da umano, voi da cani.

  13. E’ successo pure ad una mia carissima amica, con un gatto. Ha sempre e solo adottato gatti da gattili e tempo fa ha deciso di prendere un altro gatto oltre ai due che ha già. Ha tenuto d’occhio varie pagine di volontari che cercano adozioni, e alla fine si è interessata ad una gattina. La volontaria le ha assicurato che non avrebbe avuto problemi con altri gatti e hanno proceduto con l’affido.
    Risultato? Un disastro! La gatta non riusciva a stare con gli altri mici, aveva dei grossi problemi comportamentali e la mia amica, dopo aver provato a lungo, ha ricontattato a malincuore la volontaria perchè la cosa non poteva funzionare. Risultato? Venir trattata come la peggior adottante dell’universo perchè ridava indietro la gatta. Eppure la mia amica lo ha fatto per il bene della gatta, a cui comunque si era già affezionata. Non si meritava certo questo trattamento.

  14. Non posso credere che ancora nel 2015(ormai)non si sia ancora pensato a dei corsi di formazione OBBLIGATORI per volontari ed aspiranti padroni!ma dico io,(che ne so meno di tutti qua dentro perché non ho mai avuto un cane)amarle significa rispettarle queste povere bestiole!insomma,anche solo l’idea che a breve uscirò d casa e potrò finalmente dedicarmi alla scelta del mio primo amico scodinzolante mi ha spinta a leggere,infomarmi e cercare di capirci qualcosa di cinofila,non solo di dire ”cane del canile perché li ammmmmmo tutti” o ”spruzzweiler perché sbavo a fontanella quando lo vedo”,cerchiamo di infilarci ben bene in testa che la coscienza non va nutrita solo di soddisfazioni (false) personali del tipo ”oh oggi ho fatto adottare quel povero border collie alla vicina ottantenne”(che verrà trascinata in carrozzina giù per le scale tipo slitta)oppure ”oh ho fatto accoppiare i miei pitbullini tutti morsi verso il mondo e ogni cosa che si muove e a Natale ne regalo uno al mio nipotino di2anni”(che verrà prontamente gambizzato prima di capire che può camminare)..sta benedetta testa la vogliamo usare si o no?!la consapevolezza della propria coscienza è relativa,ma se si aprono gli occhi e si sturano le orecchie,capiremo certamente quando è giusto e lecito prendere una data decisione..alla scrittrice della lettera: battiti per il tuo amico e trovagli una casa migliore,sono sicura che ci riuscirai!
    A Valeria GRAZIE per questo sito,sto imparando moltissimo e mi sto innamorando sempre più della specie canina(un po’ meno di quella umana,ma che vuoi farci,da quando la maledetta torre di Babele è venuta giù nn ci si capisce nemmeno tra connazionali!)

  15. Non vorrei ricnarare la dose, ma lo faccio ugualmente.

    In non so piu’ quanti anni di volontariato prestato anche in piu’ ambiti, devo ammettere che se il volontariato comportasse sempre una formazione adeguata ci sarebbe una carenza cronica di volontari. Il volontariato, soprattuto quello di poche opere e tante parole, e’ estremamente gratificante perche’ offre alla maggior parte delle persone la possibilita’ di sentirsi piu’ bravi, piu’ belli, piu’ intelligenti, piu’ fighi, insomma di piacersi di piu’ praticamente a costo zero o quasi. Il punto e’ che l’impegno in termini di tempo e’ tollerabile e vicino al “quasi a costo zero” soprattutto per chi di tempo ne ha, ma il confrontarsi con le proprie capacita’ e’ un investimento troppo importante: o si riesce a farne a meno oppure la maggior parte dei volontari fuggirebbe a gambe levate. E’ per questo che il “volontario tipo” non ragiona e sposa un dogma: se tutto va bene allora bene, altrimenti sono sempre gli altri che sono “sbagliati” cosi’ non bisogna mai fare i conti con le responsabilita’ del proprio operato.

  16. mi dite dove vivete tutti quanti? Così non passo dalle vostre parti 😀 perché tanti volontari fuori di testa non ne ho mai incontrati. Premessa, io stesso ne conosco una (di un rescue e non è la mia ex) che odierò per sempre, però ne ho incontrati tanti bravi, responsabili e preparati e sono i primi a detestare quelli invasati e cafoni. Quelli bravi sanno che il bene primario è quello del cane/gatto/quello che capita e sanno benissimo che allontanare un possibile bravo adottante non aiuterà nessuno. Mi dispiace per il cane della signora e spero che trovi una persona capace di renderlo felice. Per quanto riguarda la signora, purtroppo ho visto tanti abbandoni per scuse bastarde-assurde- idiote e per quanto mi dispiaccia per il cane, credo che cederlo a qualcuno adatto a lui sia la soluzione migliore (pure il cane anziano che vive già con lei merita di vivere sereno) e non si può odiarla perché forse anche lei piange per questo addio (e almeno si sbatte per cercargli qualcuno). Lasciarsi a volte è l’unica scelta possibile… anche tra gli umani.
    Mi sono commosso da solo… quanto sono bravo, se qualcuno vuole il mio numero è………. scherzetto.
    Sono caruccio, scrivetemi a … LOL

  17. A me anni fa hanno rifilato un labrador maschio mordace…….e ha fatto danno tanto danno. Gli addestratori ( di un noto centro di Torino ) a dirmi che il cane era gestibilissimo.
    Balle era mordace, punto.
    Il vecchio proprietario è sparito, il gestore della pensione dove era stato lasciato in stallo si era dimenticato di dirmelo e io di quel mi fidavo poco.
    Quando ha morsicato una persona che passeggiava tranquilla a 5 metri da noi e le ha procurato 20 giorni di prognosi ho cercato un’associazione che potesse aiutarmi ma tutte e dico tutte hanno cercato di colpevolizzare me.
    Quando nel bel mezzo di una lezione io il cane e l’istruttore il cane mi si è fiondato addosso con le fauci fuori e solo la prontezza dell’istruttore mi ha salvato la faccia beh io il cane l’ho fatto sopprimere e non me ne sono MAI pentita.
    Alla faccia delle associazioni e di tanti pseudo istruttori.
    Le cose bisogna chiamarle col loro nome a volte il falso buonismo fa danno e tanto!
    Con questo non voglio dire che i cani vanno soppressi ma anche per fare il rescue dei cani ci va un minimo di occhio soprattutto negli affidi.
    Ci sono persone che sanno e possono gestire certi cani ma il più delle volte questi cani finiscono nelle mani delle sciuremarie o sciurmario e i risultati si vedono.
    Ritorni in canile, morsicature, cani stressati e padroni succubi……scene isteriche in passeggiata.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.