rovescio1di VALERIA ROSSI – Avete letto l’articolo sul cucciolo malato, preso in un allevamento DOC? Bene, il rovescio della medaglia annunciato nel titolo è contenuto in un’altra email: quella di una lettrice che voleva andare a prendere un cane abbandonato in canile, così come aveva fatto con la sua precedente cagnetta, ma non è stata ritenuta “idonea”.
La particolarità sta nel fatto che questa amica scrive da Londra… ma le sue parole dimostrano solo che tutto il mondo è paese, visto che le stesse identiche problematiche me le sono sentite porre da decine – o forse centinaia – di persone che vivono in Italia.
Ecco il suo racconto:

Prendere un cane qui  non è così facile: in canile sono molto scrupolosi sulle adozioni.
Serve il permesso scritto della padrona di casa, un colloquio con loro per capire che tipo sei, controlli pre e post affido… e fin qui sono d’accordo, fanno benissimo a non lasciare i cani al primo che capita.
Ma quello che non mi piace molto è che è quasi sempre richiesta una casa con giardino e il più delle volte presentano il cane come “adottabile solo da un esperto addestratore”.
Ora, io non credo che qualsiasi cane abbia bisogno necessariamente di un giardino privato, contando che qui a Londra è pieno di parchi enormi dove un cane, pur vivendo in appartamento, potrebbe essere più che felice (e socializzare di più coi suoi simili).
Inoltre noi non siamo alle prime armi in fatto di cani, ma non possiamo neppure supporre di essere al pari con un addestratore (o di uno psicologo canino, dato il modo in cui presentano i cani).
So che un cane del canile può portarsi dietro diversi traumi e paure, l’ho vissuto con la mia cagnolina che all’inizio aveva paura di tutto: ma so che ci si può lavorare, a volte basta solo un po’ di pazienza e buon senso. E infatti col tempo lei ha superato molte delle sue paure e, almeno con noi, ha mostrato in tutto il suo carattere (a volte anche un po’ impertinente)
Detto questo: pare che qui siano loro a scegliere il cane per te, non si ha molta scelta… e il cane per noi non si trova, pur cercandolo da diversi mesi ormai.
Ora sono combattuta se prendere o non prendere un cane da privati o allevamento il prossimo gennaio, sperando che sia più facile: sì, mi avrebbe fatto molto più piacere poter aiutare un cane del canile, ma con queste regole mi hanno un po’ terrorizzata e forse sto pensando che non sarebbe male avere un cucciolo e seguirlo dal principio, anche se non l’ho mai avuto.

rovescio2Pubblico apposta nello stesso giorno la lettera di una persona rimasta scottata dall’acquisto in allevamento, e decisa a prendere il prossimo cane “dalla sciuramaria”, e quella di una persona che invece vorrebbe adottare un cane sfortunato, ma che si è rotta le scatole di sentirsi fare terzi e quarti gradi e quindi sta pensando di dirottare sull’allevamento… perché l’ironia mi sembra evidente.
Certo, i due casi sembrano molto diversi: in quello dell’altro articolo la signora ha speso parecchi soldi per ritrovarsi un cucciolo malato, mentre qui c’è solo un evidente eccesso di zelo pre-adozione, che può sicuramente irritare ma che non comporta né spese, né traumi psicologici.
Eppure c’è un legame molto forte, tra le due protagoniste: perché entrambe, avendo vissuto un’esperienza sgradevole, tendono ad allontanarsi non dal “singolo”  che non ha soddisfatto le loro aspettative, ma dall’intera categoria.
Per prima cosa, quindi, inviterei entrambe a pensare che le fonti per procurarsi un cane non sono infinite: c’è il canile, c’è l’allevamento, c’è il cagnaro (dal quale spero che vogliano tenersi tutte e due ben lontane) e c’è il privato.
Se si “sbagliassero” tre acquisti/adozioni si finirebbe per restare senza cane, perché non si saprebbe più a chi rivolgersi… quindi penso che sia meglio cercare persone diverse, piuttosto che saltare di palo in frasca.
Sia chiaro: non so e non ho modo di sapere se in Inghilterra viga lo stesso “pugno di ferro” fra tutti coloro che si occupano di adozioni.
Leggendo la lettera della nostra amica, sulle prime, mi ero abbastanza preoccupata, visto che i randagi in Gran Bretagna vengono soppressi dopo alcuni giorni di permanenza in canile (quindi mi ero chiesta: ma fanno tutte queste storie per affidare un cane che, se non viene adottato, verrà ammazzato?): poi ho cercato qualche informazione in più ed ho scoperto che le associazioni protezionistiche possono ritirare (e lo fanno) alcuni cani, salvandoli così dall’eutanasia.
Presumo dunque che siano queste le associazioni a cui si è rivolta la lettrice, senza riuscire ad ottenere un cane in adozione.
Non potendo metter becco su modalità e regole inglesi, e non conoscendo quella realtà, non posso dare consigli sensati all’autrice dell’email: però posso dire che lo stesso identico atteggiamento si riscontra presso molti volontari italiani.
Molti di essi, prima di darti un cane, ti chiedono tali e tante garanzie (spesso in contrasto tra loro se si passa da un canile all’altro: conosco volontari che non danno i cani a chi non ha il giardino e ne conosco altrettanti che non lo danno a chi ce l’ha) da far cadere le braccia agli aspiranti adottanti.
E a questi sì, lo dico forte e chiaro: non potreste esagerare un po’ meno?
Perché i controlli post-affido li trovo anch’io sacrosanti: ma quelli “pre”, credo dovrebbero limitarsi all’indispensabile.
E’ giusto cercare di capire se  l’aspirante ha le idee chiare su quello a cui va incontro, se ha tempo e modo di far correre, divertire e magari lavorare il cane, se ha meditato abbastanza prima di presentarsi al canile o se è stato solo preda di un impulso momentaneo… ma oltre a questo mi pare superfluo andare: anche perché, alla fin fine, chiunque può raccontarti quello che gli pare e non è detto che sia la verità. I controlli pre-adozione a me ricordano le presentazioni in chat: tutti strafighi, tutti intelligentissimi, tutti simpaticissimi. Poi li incontri dal vivo e ti suicidi.

rovescio3Insomma, a meno che non si parli di cani impegnativi, problematici, per i quali occorre davvero un umano particolarmente preparato, non trovo molto costruttivo pretendere che ogni adottante abbia il diploma da addestratore e/o la laurea in medicina veterinaria.
Tantomeno mi sembra fondamentale il fatto che ci sia o no un giardino, visto che averlo non significa certo relegarci per forza il cane 24 ore al giorno, così come non averlo non significa che non si possa salire in macchina e portare il cane a correre in un parco sterminato.
Quelli che ritengo davvero importantissimi sono i controlli post-affido: perché lì che vedi come sta il cane, se è tenuto bene, se è felice… e se tutto quello che ti hanno raccontato era vero, o se era una montagna di balle.
Nella mia unica esperienza di adozione presso un’associazione protezionistica (l’ENPA di Savona, per non far nomi) devo purtroppo dire che i controlli post-affido non è che siano stati particolarmente accurati.
Per dirla tutta, non si è mai visto nessuno.
La cagnolona che avevo adottato (diventata 28 chili nonostante al banchetto avessero cercato di assicurarmi che “sarebbe rimasta piccola”, cambiando poi velocissimamente idea alla mia risposta “No, diventerà bella grossa ed è proprio per questo che la voglio”) avrebbe potuto essere messa alla catena e alimentata a pane ed acqua, e nessuno l’avrebbe mai saputo.
Dunque, l’unico appello che mi sento di fare ai volontari è il seguente: rompete meno le scatole prima e affidate più cani (che intanto al momento stanno in galera, quindi già in partenza suona difficile pensare che finiscano peggio di così), perché è inutile scartabellare i maroni col cane che “non si compra ma si adotta” se poi siete voi a far scappare gli adottanti.
In compenso, controllate davvero il più possibile “dopo”: ma controllate usando il raziocinio e non il fanatismo… perché soltanto oggi mi sono arrivate due notizie choccanti.
La prima, via email, mi ha raccontato di un vigile che ha fatto una “segnalazione” per presunto maltrattamento all’umana di un cane che è stato chiuso in macchina con i finestrini chiusi… ma esattamente per cinque minuti cinque, il primo dicembre, mentre fuori pioveva.

burgarellaL’altra l’ho trovata su un giornale online, il link è questo, e parla di due cani, un pastore tedesco di nome Gass e una bulldog chiamata Tristezza, sequestrati da vigili urbani ed ENPA perché stavano in un kennel all’interno di un furgone col portellone aperto. L’accusa, anche in questo caso, è stata di maltrattamento: hanno detto che si vedeva che la bulldog era maltrattata perché “aveva lo sguardo triste“. Una bulldog!!!
E se aveva un Bassethound, che facevano? Lo portavano direttamente in galera? Lo fucilavano sul posto?
E’ successo a Pistoia e il proprietario dei cani si è così incazzato che si è incatenato in piazza Duomo.
Domanda a tutti questi zelantissimi protettori del benessere animale: ma siete usciti di testa?
Se tutti i controlli post-affido venissero fatti sulla falsariga di questi esempi, allora dovrei pensare: “evviva i volontari della mia ex città, che non si sono mai fatti vivi”.
Se però vengono fatti con buon senso, come spero avvenga nella maggior parte dei casi… allora quelli sì, vanno fatti e ne vanno anche fatti tanti, tantissimi. Più si controlla e meglio è.
E’ rompere le palle prima che non porta a nessun risultato apprezzabile, se non a far scappare le persone che vorrebbero avvicinarsi al canile e a far pensare loro che dopotutto sia meglio prendere il cane in allevamento: per poi magari accusarli di scarsa umanità e di cuore di pietra, una volta che l’avranno acquistato.

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21 Commenti

  1. 1. Sui controlli pre anche alcuni allevatori non scherzano, quando stavamo cercando l allevamento in cui prendere un jack russel una delle titolari da me contattata mi ha fatto il terzo grado (per telefono….che fiducia!) a quando ha saputo che abbiamo un grande giardino mi ha subito cazziato “non penserà di lasciare il cane in giardino che me lo avvelenano!” …per la serie…sticazzi! Se è per quello anche mio figlio gioca in giardino, devo aspettarmi la visita del telefono azzurro?
    2. Sui controlli post del canile stessa esperienza, un sacco di menate e di “terrorismo” prima, poi nulla…e meno male che detta delle volontarie avevamo adottato la mascotte del canile! Chissà con gli altri!

  2. Grazie per aver pubblicato i miei dubbi e aver espresso la tua opinione su questo argomento!
    Io sto continuando a cercare (in canili e non) e non demordo. Non voglio essere del tutto negativa con queste associazioni, altrimenti avrei guardato subito ad altre fonti per ottenere un cane, so che agiscono con le migliori intenzioni e, per quanto ne so, sono contro l’abbattimento del cane ( se non in casi veramente estremi di pericolosità o salute).
    Detto ciò, è molto frustrante constatare che è ancora molto radicata una filosofia un po’ antiquata del binomio “cane-giardino”: dopo averti scritto ho letto su un forum inglese che altre persone si lamentano di non poter adottare un cane perché Non possiedono una casa con giardino privato e vengono giudicati “non idonei”, in risposta alcuni citavano l’usanza “continentale” (del resto dell’Europa) di concedere i cani anche a chi vive in appartamento. Come dire: è proprio un’altra filosofia!

    • te li segnalo perché con loro mi sono trovata veramente benissimo, magari accettano di far volare all’estero un “loro” cane anche perché stanno cercando di farne adottare parecchi prima che vengano trasferiti causa sovraffollamento dal canile della loro città ad un altro nell’entroterra ove nessuno si occupa di cercare adozioni. Magari ci sarà un periodo di quarantena…ma son cani che vivono già in quarantena perenne!!
      Associazione anima randagia calabria su fb e http://www.animarandagia.org

      • Grazie Silvia!
        Ora ho contattato una associazione che collabora con un rifugio in Romania: il problema di trasferimento non è da poco dato che serve il passaporto europeo per il cane e nello specifico per il UK una serie di vacinazioni e sverminazioni da fare entro e non oltre determinati giorni dalla partenza. Lo so per esperienza perché ho dovuto fare un sacco di cose con la mia precedente cagnolina e so che non tutte le associazioni possono prendersi la briga di avere tutti i documenti per l’espatrio.
        Ovviamente sto guardando diverse opportunità, ma non voglio andare alla cieca e voglio prima di tutto avere più informazioni su questa associazione, su come portano i cani e che garanzie danno: una volta accertato che loro sono idonei per me, io “potrei” esserlo per loro, ma nel caso non sia così aspetterò ancora. 🙂

        • se vuoi contattarmi in privato ti fornisco tutte le informazioni che so su di loro, il mio indirizzo è silvia _ roffino @ Hotmail . com ovviamente senza gli spazi

          • Grazie per la disponibilità Silvia!
            Forse mi sono spiegata male, intendevo dire che aspetto notizie da quest’altra associazione in Inghilterra che si occupa anche di far avere il passaporto al cane e tutti i controlli necessari per il trasferimento. Se anche questa dovesse rivelarsi un fiasco, accetterò di buon grado di contattare l’associazione segnalata da te. Non voglio scartarla a priori, ma ora mi sembra corretto andare avanti con l’associazione con cui sono già in contatto. (incrociamo le dita!)
            Ancora grazie mille.

  3. Io con il canile ho avuto un esperienza che mi ha fatto arrabiare molto e per quanto io posso amare i cani non adottero mai un cane dal canile. Tre anni fa abbiamo deciso di prendere un cane. Essendo la nostra prima esperienza volevamo un cucciolo in modo da poter gesitire ed educare il cane al meglio. Dopo alcuni giorni di controllo dei vari annunci da parte di volontari del canile, contattiamo una signora che aveva in stallo quattro cuccioli di 2 mesi, appena recuperati dalla strada. Mi metto in contatto con la volontaria che mi chiede le informazioni necessarie. Appena le dico che sono straniera la voce della volontaria e cambiata subito e mi dice la ringrazio le mandero via email il modulo da compilare. Non solo il modulo non e mai arrivato ma ogni volta che chiamavo la signora per chiedere informazioni la signora mi diceva: c`e un altra persona prima di lei, c`e un altra persona prima di lei e passarono 6 mesi. L`annuncio veniva rinovato ogni mese e i cani crescevano, ne erano rimasti solo due. A me non mi importava qualle dei quattro mi avrebbero dato, mi bastava uno. Dopo qualche mese il mio compagno ha visto l`annuncio di un privato e abbiamo tentato con questo privato che ci ha donato la gioia piu grande della nostra vita, Rufi. Comunque alla fine uno dei quatro cuccioli che volevamo prendere dal canile non e stato adottato da nessuno e per 2 anni la volontaria metteva l`annuncio per l`adozione. Io mi chiedo cosa avevo io di sbagliato o che non andava da preferir tenere un cane che fino a due anni non e stato adottato (piu in la non lo so) piutosto che darlo a me. Io capisco che il fatto che ero straniera bastava alla volontaria per non darmi il cane in adozione ma almeno dirlo che non ero idonea cosi non aspettavo quasi un anno per adottare un cane. Non comprero mai un cane da un allevamento, ma non perche sono contraria e solo che preferisco salvare un cane da una vita di sofferenze. Anche nei canili non andro mai ad adottare un cane, visto che non mi reputano idonea, ma adottero sempre da privati.

    • Aril, mi dispiace moltissimo che tu sia stata vittima di un vero e proprio razzismo inqualificabile. Però… vorrei che tu capissi una cosa: i cani dei privati non sono cani “da salvare”. Sono cucciolate o fatte apposta (pratica che trovo corretta solo se vengono seguiti tutti i criteri del buon allevamento…ma il privato difficilmente li segue) o frutto di superficialità, menefreghismo e ignoranza (per la serie: “lasciamo fare alla natura”. Peccato che sia proprio così che si riempiono i canili).
      Quindi, se per la tua coscienza è preferibile adottare un cane piuttosto che andare in allevamento (scelta che rispetto), se posso darti un consiglio ti do quello di cambiare canile e di cercare volontari civili (ovvero: non razzisti, perché il razzismo NON è civile).
      Non credo che faticherai a trovarne: saremo anche un Paese di merda, ma le persone per bene ci sono e ce ne sono tante, anche tra i volontari.

    • Ciao, pensa che nel mio caso è stato l’opposto, ma ugualmente assurda come situazione, volontarie del canile della zona che davano via i cuccioli in piena piazza del paese, così direttamente in mano a chi passava e si dimostrava un minimo interessato, niente moduli, niente controlli prè nè post affido, anche dopo che ho detto che avevo un’altro cane maschio in casa e preferivo prendere la femmina (non per fare i cuccioli, il maschio è già castrato e avrei sterilizzato la femmina, ma è che di solito sessi diversi hanno meno possibilità di andare in conflitto), mi hanno detto: la femmina piace a un’altra persona, ora cé solo questo e mi ha schiaffato i mano questo piccolino di neanche 40 giorni, tremante e scioccato, alla fine, l’ho portato a casa, è andata tutto bene anche con l’altro cane, lui ora ha 17 mesi e è un bel incrocio Pointer di 19 kg, vivace e testone, ma a volte mi fa rabbrividire con quanta superficialità quelle volontarie si stavano comportando.

    • QUESTA E’ LA MIA ESPERIENZA DI QUESTI MESI E IERI E’ DAVVERO IERI…
      Ieri sono andata dal veterinario per un consulto sui miei cagnolonii e siccome il figlio è al centro di una spiacevole controversia animalista, sarebbe bello dire a tutti che i veri animalisti non sono queste associazioni che lucrano su poveri animali abbandonati e sbandierano ai quattro venti “adottare un animale e non comprarlo” quando loro stessi pongono mille difficoltà, arrogandosi il diritto di decidere chi sia idoneo o no, ponendo 4 domande del cazzo e visitando la casa come se il cane dovesse fare pandan con i mobili…gli animalisti sono quelli che si spaccano la schiena aiutando in un canile o gattile, facendo sentire gli animali meno soli e guidando un adottante nella scelta di un compagnoo di vita. in mesi di ricerca di un cane ho visto e sentito cose assurde, ho ascoltatoo parole degne di un film dell’orrore, la lista potrebbe essere lunga e abbastanza tediosa.
      però provo a metterla per iscritto perchè potrebbe essere di monito e di aiuto per molti.
      Le mie figlie avevano chiesto un cagnolino adatto a loro come regalo per la comunione e visto che avevano passato alcuni mesi difficili per un cambio di scuola a gennaio e avevano dovuto recuperare le mancanze didattiche della scuola di provenienza, pur avendo gia tre cani(due anziani e una cagnina terrorizzata dell’ombra sua) ho deciso di accontentare la loro richiesta, cercando una cagnolina di taglia contenuta non troppo timorosa e di età giusta. ho iniziato guardando le pagine facebook di alcuni canili della zona giusto per avere un idea. e siamo ad aprile. vedo una cagnolina come la mia in un canile umbro e telefono prendendo contatti ma dopo pochi giorni mi viene richiesta una visita a casa da parte di una persona che non conosco per capire se ero idonea o meno…gia la cosa mi aveva turbato, ero disposta ad andare a prenderla avevo solo chiesto se fosse compatibile con i gatti. faccio saltare l’appuntamento perchè sono di natura sospettosa e il canile umbro mi manda un messaggio quasi minatorio di non provare più a contattarli.
      Ok, iniziamo a girare per canili della zona e vedo una meravigliosa segugetta che sarebbe stata perfetta per le bimbe e come compagna di vita dei miei pelosi. Chi lavora in canile mi accoglie benissimo, con la segugia è magia dal primo momento, mi abbraccia, mi fa le feste come la chiamo torna da me e da mio marito ma l’idillio dura poco, mi viene detto che devo parlare con chi gestisce il canile per cui nonostante la distanza torno una seconda volta accompagnata dal mio babboo e da una delle mie figlie. questa persona mi riceve gia con fare scocciato, mettendo una pettorina a questa cagnolina che ovviamente si sente come costretta e ha la coda in mezzo alle gambe, la mia bimba tenta più volte di approcciare la cagna ma la persona la tira continuamente a a se trasmettendo al povero cane piu tensione che altro e poi ci inizia a dire che un quarto cane turba l’equilibrio, che ci devo pensare bene, e poi deve venire a controllare l’ambiente e mi chiede che tipo di vita faccio…insomma faceva prima a dirmi che non me la voleva dare. ce ne siamo andati mogi come se fossimo dei torturatori di cani.
      nella premessa non ho detto che ho lavorato per tanti anni come aiuto in un allevamento di schnauzer giganti nella mia provincia e l’allevatore mi aveva insegnato tante cose sul mondo dei cani, sulla loro gestione anche se non mii sono maii sentita esperta, anzi con i cani c’è sempre da imparare.
      secondo canile, stavolta molto piu vicino del primo, nel tempo mii ero fatta l’idea di adottare un cane sano avendo gia i due labrador con problemi di salute e si sa che i veterinari non sono a buon mercato. quindi no leishmania e vari annessi.
      vedo dei cagnolini assolutamente carini e parlo con i volontari ma anche li mi dicono che devo parlare con la responsabile. ok torno altre due volte in orari diversi ma non la trovo mai, le invio un messaggio a cui non risponde. molto probabilmente i volontari hanno riferito delle nostre conversazioni a questa persona che esattamente il giorno dopo la nostra ultima visita posta sulla pagina facebook del canile parole piene di acidità che si va in canile non per cercare un cane di razza e che si deve adottare un cane malato se si è veri amanti degli animali. non è colpa mia se la gente abbandona cani di razza e non mi sento di portare a casa un cane malato che potrebbe aggravarsi e per le bimbe sarebbe stata una grossa delusione.
      terzo canile, il canile gestito dal mio vet tanto denigrato da questa associazione come lager. molti cani sono malati di leishmania purtroppo le ns zone sono ad alta densità di questo pappatacio. dopo la solita tiritera” cerco una cagnolina sana, non troppo spaventata taglia non importa a questo punto” mi fanno girare il canile proponendomii due cani che manco escono dal box tanta la paura che hanno e un altra cagnolina che sembrava la segugetta del secondo canile ma quando stavamo per approcciarci per fortuna interviene il figlio del mio vet e dice “bisogna che dite che è un cane che scappa di continuo e salta recinzioni…” devo ringraziarlo per questo perchè ha inquadrato subito il tipo di cane e di famiglia che siamo. d’altronde alleva cani, è nato in mezzo ai cani e come si dice ormai ci sa fare anche se è estremamente giovane.
      queste volontarie mi telefonano varie altre volte ma ero talmente scoraggiata che ho rinunciato.
      quarto cane, una bretonina su facebook di un cacciatore che se ne vuole liberare perchè ne ha troppi.
      telefono al numero indicato e mi risponde una ragazza, io chiedo info e quando ho finito la solita tiritera mi dice che deve mandare una persona a casa, guarda caso sempre la stessa del primo cane al che io sbotto dicendo se devo prensentare il 730 e se il cane deve fare pandan con i mobili e questa sii erge con tono minaccioso che fa la guardia carceraria e mi devo fidare, sono loro che non si fidano per le molte adozionii finite male…chiudo ma ricevo ancora un sms che mi fa sentire come una delinquente. poi dentro di me mi dico ma io ti posso anche far venire a casa, vedi una casa perfetta, persone perfette e poi magari tengo il cane legato in bagno al termosifone…questi grandi conoscitori di animi umani dovrebbero farsi un esamino di coscienza,
      alla fine sono andata al canile sanitario e ho adottato una mezza pincher vivace e simpatica per ste bimbe e da li è stato un crescendo. è arrivata quasi per caso la beagle e poi un setter dell cui sguardo mi sono innamorata da una foto su facebook…non ho turbato equilibri, ho cani che non si sposano con l’arredamento ma ho sei compagni di vita meravigliosi, certo danno del lavoro ma mi ripagano di tanto amore con uno sguardo, una zampata. ogni tanto penso che loro sono fortunati e magari avrebbe potuto esserlo un altro ma non lascerei mai nessuno di loro…
      Martin, Minu, Alice, Violetta, Margo e Lord sono parte delle ns vite e delle ns famiglie.
      quando le mie figlie si svegliano al mattino e vengono salutate da un mare di code festose e leccatine di gioia mi sembra di essere il canile del Mulino Bianco, passatemi il paragone…quandoo si contendono il guinzaglio di uno di loro per uscire pur avendone sei mi dico che sono fortunata.

  4. volevo giusto scriverti una mail/articolo per raccontare la mia esperienza di adozione, ma commento qui visto che l’argomento è centrato al 100% con quello che volevo dire…è parecchio lungo e me ne scuso anticipatamente.
    Ieri leggendo i commenti sulla pagina de “il perfetto adottante di merda”, pagina divertentissima segnalata da te, leggo questo: “di tanto in tanto riceviamo mail di gente che non ha avuto il cane da noi e ci scrive tutta orgogliosa che ha trovato il cucciolo dell’amico del parente del cugino…” facendosi praticamente un vanto di aver “salvato” un loro cane da un adottante di merda…bene, io, secondo una di queste associazioni, sarei stata una padm e confesso che, da padm, avevo anche pensato di scrivere a quest’associazione allegando la foto dei mio cane mentre corre felice verso di me al richiamo (fatto raro, ma a volte capita!!) o mentre dorme pancia all’aria sul cuscinone accanto al divano, ma tanto sarebbe tempo perso perché non ammetterebbero mai l’errore, scrollerebbero le spalle pensando che altre associazioni non sono abbastanza severe…
    La mia storia con le associazioni inizia 6 mesi fa quando moriva la mia cagnona Gaia di 13 anni e mezzo ed io in preda alla disperazione, tanto che facevo fatica a tornare a casa ed ogni volta che arrivavo in cortile scoppiavo a piangere come una fontana, mi catapulto su internet guardando ogni singolo cane in adozione. Mi imbatto in un bellissimo cucciolino di 3 mesi circa, bianco e con gli occhi verdi, Biagio, e in sua sorella beige e con il musetto nero, Gilda. Contatto immediatamente via mail l’associazione che se ne occupa per cercare l’adozione di entrambi i cani raccontando la storia di Gaia, composizione della famiglia e situazione “logistica” precisando (trascrivo dalla mia mail che ho tenuto…) “Per dormire cuccia esterna e materasso nel locale caldaia…le dico già (avendo visto in giro annunci con NO SOLO GIARDINO!!!!) che non dormiranno mai in casa (a meno che non stiano male, ovviamente) e che l’accesso alla casa sarà limitato, ma non l’affetto e le cure” e vengo liquidata in tempo zero con “le direttive della nostra associazione non consentono l’adozione di cuccioli a queste condizioni!I nostri cani devono avere accesso alla casa.” Nessuna possibilità di replica…Biagio e Gilda non saranno i miei cani, meritano di meglio di questa padm
    Guardo altri cani e contatto altre associazioni, alcuni, ragionevolmente direi, mi dicono che per gli adulti va bene quella sistemazione (e vorrei vedere, sarà sempre meglio di un canile o rifugio che dir si voglia!) ma i cuccioli devono esser presi almeno in coppia (cosa che stavo valutando ma di cui non era ancora certa) poi fortunatamente vedo Attila e lascio tutte le altre possibili opzioni. Scrivo all’associazione che si occupa di lui ripetendo le stesse identiche parole scritte agli altri ma la risposta è fortunatamente diversa “il discorso NO GIARDINI dipende dal fatto che il cane deve avere contatto umano…altrimenti ha difficoltà a socializzare e a crescere equilibrato.” ma non è una mail di chiusura come la precedente, infatti allegato c’è il questionario di preaffido che avevo richiesto e tutte le informazioni per l’adozione:11 giorni dopo Attila ha lasciato il rifugio ed è entrato nella nostra vita. Sono bastati il questionario completamente e sinceramente compilato, una telefonata al direttore del rifugio, alcune mail con l’associazione e…secondo me ha “aiutato” anche una foto di Gaia visibilmente felice. Nessuna visita di pre-affido (che in teoria dovevano fare…ma che altro potevo dirgli che non fosse già nel questionario?) per ora nessuna visita di post, ma un cane che in poco tempo ha trovato una famiglia che lo ama e che forse non sarà la migliore famiglia possibile, ma intanto lui è uscito dal canile, ha seguito un corso di educazione di base ed ogni tanto corre al richiamo, va in montagna e la sera se ne sta in casa alcune ore a giocare con noi o dormicchiare sul cuscinone (ed il bello è che ad una certa ora è lui che mi chiede di uscire per andarsene a dormire nel locale caldaia!!!), mentre Biagio e Gilda a inizio novembre erano ancora fra gli annunci, non più cuccioli dolcissimi di 3 mesi ma cagnoni di 8-9 mesi dietro la rete del rifugio…ma questo certe associazioni e il “titolare” della pagina del padm non lo capiranno mai…

    • Per curiosità sono andata a cercare ancora una volta Biagio e Gilda, l’ultimo annuncio per Biagio è del 10 novembre…speriamo bene…mentre per Gilda è del 26 novembre e da “cerca casetta”, “cerca affetto” e simili son passati a “GILDA 7 MESI – ADOZIONE URGENTISSIMA – RISCHIA MAXICANILE O LA STRADA”… ma vaff… quante adozioni hanno rifiutato come a me prima di dover mettere annunci simili? Meglio dormire in un locale caldaia o finire in un maxicanile???

  5. Sui controlli pre-affido so da un’amica che si occupa di adozioni che vengono ritenuti indispensabili per evitare che tanti cani tornino al mittente il giorno dopo, anche se poi succede comunque. Però davvero, al canile della mia città so che è stata chiesta la dichiarazione dei redditi per valutare l’idoneità ad adottare. Oggi che siamo tutti, o quasi, precari, lavoratori atipici e un reddito dimostrabile lo hanno solo un pugno di pochi, penso proprio che ne faranno adottare ben pochi di cani con questo sistema. E forse è proprio questo che voglion, tenerseli dentro il più possibile, per le stesso motivo, vecchio come il mondo: il guadagno. Che tristezza!

    • In questi giorni si tocca piu’ di un tasto dolente e di volta in volta si torna ad affrontare lo stesso argomento, magari osservando il fenomeno da una diversa prospettiva.

      Nel caso, la questione dei controlli mi ha sempre lasciato “perplesso”. Personalmente – e sulla base dell’esperienza diretta – c’e’ un errore di valutazione alla base del distinguo tra controlli pre-affido e controlli post-affido. E’ indubbiamente vero che e’ controproducente scoraggiare le persone aggredendole e trattandole sostanzialmente come se fossero deficienti quando si presentano per adottare un cane, ma perche’ mai se i controlli pre-affido vanno male quelli post-affido dovrebbero andare meglio?

      Tolti i casi in cui il controllo post-affido non viene fatto e il cane potrebbe essere finito in forno con le patate e nessuno se ne accorgerebbe mai, negli altri casi il talebano integralista che sciorina una sequela impressionante di luoghi comuni da sciuramaria spacciandoli per verita’ rivelate quando “intervista” le persone che desiderano adottare un cane facendole scappare a gambe levate, e’ lo stesso – o ha lo stesso approccio – quando si tratta di fare il controllo post-affido con l’aggravante che lo stesso piglio da braccio secolare dell’inquisizione ce l’ha a casa tua dove si presenta senza avvisare, pretende di entrare, perquisire tutta la casa ficcando il naso ovunque e trattandosi con disprezzo in casa tua invece che al canile o gattile che sia, minacciando ritorsioni se lo inviti a comportarsi civilmente e sbandierando il tanto abusato “lei non sa chi sono io”.

      Io questo tipo di atteggiamento non lo sopporto e se dovesse capitare – ed e’ capitato – il/la volontario/a arriva dritto filato al cancello con un post-it appiccicato sulla fornte con il numero da chiamare per fissare un appuntamento e la raccomandazione di non farsi piu’ vedere senza prima telefonare.

      • Vorrei puntualizzare che io non sono stata affatto trattata male, né mi hanno fatta scappare a gambe levate terrorizzata: semplicemente non sono stata ritenuta idonea ai cani che erano attualmente nel canile a cui mi sono rivolta e questo è stato non poco frustrante.

        Le persone maleducate si incontrano in qualsiasi campo, purtroppo, e non vorrei si denigrassero le associazioni che danno rifugio ai cani facendo di tutta l’erba un fascio.
        Se ci sono stati irrigidimenti con le regole è perché c’è ancora tanta ignoranza per quanto riguarda la gestione di un cane, da parte di chi vuole adottarlo e talvolta anche di chi si occupa delle adozioni.

        • No, certo. A prescindere dal caso particolare e invece generalizzando, capita spesso se sentir raccontare o assistere direttamente ad atteggiamenti supponenti e francamente fastidiosi. Ora, non e’ che uno scappi a gambe levate perche’ e’ terrorizzato, ma francamente se il contesto e’ quello di una persona che si offre di adottare un animale qualunque, metterlo di fronte a una situazione kafkiana dove il volontario di turno manifesta un bel delirio di onnipotenza sciorinando per giunta una serie di sciocchezze per “fare il grosso”, certo e’ difficile che fuori si formi la coda di persone che vogliono adottare un animale.

  6. non si parla di cani ma di roditori, ci sono associazioni che si occupano delle adozioni di cavie e conigli che fanno richieste davvero al limite dell’impossibile, che restringono estremamente il numero degli adottanti; per le cavie ad esempio non bisogna avere cani, bimbi piccoli, occorre avere una camera da mettere a loro disposizione, devi recarti sempre e solo dal veterinario da loro segnalato, ne devi prendere almeno due, perché da soli soffrono. C’è da compilare un questionario lungo 4 pagine che oltre a dimostrare di sapere tutto della fisiologia, necessità, caratteristiche del roditore in questione, pare un vero e proprio test psicoattitudinale di quelli che si incontrano nei colloqui che so, per entrare alla Nasa o nei Servizi Segreti.
    Ogni giorno le bacheche sono piene di gente che si lamenta perché dopo 4 – 6 settimane ancora non ha ricevuto risposta, per forza per analizzare il questionario ce ne vuole di tempo.
    Alla fine la gente si stufa e se lo va a prendere in negozio, dove c’è sempre l”offerta paghi uno prendi tre o quattro, perché il novanta per cento delle volte la cavia che porti a casa è incinta, visto che i negozianti tengono maschi e femmine insieme e non sanno distinguere il sesso.
    Poi tocca rivolgersi alle associazioni per piazzare i piccoli.

    Sarebbe auspicabile un minimo di buon senso.

  7. Oddio lo sguardo triste … il mio bassethound è il cane più felice del mondo, ma mi è già stato chiesto se l’ho preso in canile proprio per i suoi occhioni languidi. La sua allevatrice sembra più una volontaria, non mi ha mai rifiutato il suo aiuto, visto che sono al primo cane, cerca di tenere il più possibile i contatti con le famiglie a cui cede i cuccioli e si dispera quando ne vede qualcuno non proprio trattato bene … Perché demonizzare gli allevamenti? Io piuttosto non ne posso più di sentir parlare di cucciolate casalinghe, di cuccioli ceduti a 30 giorni e di frasi del tipo:”Ma è maschio? Peccato, anche il mio, non riesco a trovare una femmina per farlo accoppiare!!” Così, senza un controllo, senza capire chi sia il mio cane, ne basterebbe una a caso e sarebbe subito fatta! Va bene il canile, va bene voler salvare una vita, questa gente ha tutta la mia stima. Ma neanche ci vedo nulla di male nel volere un cane sano, seguito sin dalla nascita da mani amorevoli e ceduto all’età giusta. Chi riempie i canili sono i cagnari, quelli che “basta una femmina/un maschio” e fanno cucciolate senza pensarci 2 volte, tanto a 30 giorni si liberano dei cuccioli e si riempiono le tasche!

  8. Altro canale: il veterinario (serio e di cui ci si fida). Magari può essere in contatto con qualche cliente dell’ambiente adozioni o che per caso si ritrova a fare da tramite per cani a cui si deve trovare una nuova sistemazione. Questo caso è un po’ particolare, ma mi è successo personalmente: cacciatore che ha deciso di “disfarsi” di uno dei suoi segugi italiani perchè inadatto alla caccia (voleva ucciderlo…), veterinario che lo convince a portarglielo in studio (con tanto di trasportone e guinzaglio, quando doveva ancora terminare l’orario delle visite) e cedeglierlo, segugio da sistemare (per poco non lo abbiamo preso noi…), segugio sistemato in una nuova famiglia (cane davvero buonissimo…e bello…).
    La mia vicina di casa (mitica) suggerisce, se si vuole un preciso cane del canile con volontari con pregiudizi, perchè si è davvero convinti possa essere l’abbinamento vincente, di provare a stringere un rapporto con lui o lei. Andare più volte al canile, chiedere di portarlo in passeggiata (salvo i casi in cui sia necessario un corso per volontari – ma anche qui basterebbe andarci con un volontario presente) e via così. Se davvero funziona, chi avrebbe il coraggio di negare l’adozione? Così ci si renderebbe conto anche personalmente se davvero è il cane giusto. Non so, insistere e insistere per rivedere il cane, giocare, pulire dove dorme….se si hanno figli portarli con noi (ok, senza strumentalizzare i minori, non va bene…)…cioè, andare personalmente dal cane (ad un certo punto ne avranno piene le scatole…)…magari si potrebbe – anche se non è vero – dimostrarsi dubbiosi sull’adozione al canile, chiedere di vedere come sono i potenziali cani da adottare…così non si mette pressione ai volontari (e come farebbero a dire sì o no, se ancora il potenziale adottante non è convinto?).
    Insomma, in questo modo in piccola parte anche il cane sceglierebbe e potrebbe dire, a modo suo, sì mi piace/no non mi piace..(l’adottante…)

    • p.s. sarebbe il massimo, con volontari e/o responsabile del canile presenti, portare un giorno il cane a fare un giro in città con la macchina (tanto entrano a casa propria, al massimo possono avere da ridire sul gusto dell’Arbre Magique..)..così ci si renderebbe conto di eventuali problematiche (almeno alcune…o almeno quelle più evidenti..)…visto che a casa il cane potrebbe rivelarsi diverso da come è al canile….dai su, e poi tutti al bar a fare l’aperitivo col volontario…)p.s. anche io ho avuto un’esperienza poco simpatica con una volontaria di canile tanto da rinunciare ad un’adozione (ho passato mesi a controllare il sito del canile, tanto mi ero sentita in colpa…son stata in pace solo quando il cane che avrei dovuto adottare è stato adottato…se dovesse tornare indietro andrò a rapirlo di notte…ora ho un cane di razza preso a due mesi (speciale come pochi…)

  9. A me avevano direttamente detto di no quando gli ho chiesto se potevo adottare uno dei loro cani perchè ho il giardino. Non hanno chiesto nulla sulla gestione del cane, direttamente mi hanno cestinata. E pensare che a me interessava un adulto di 3 anni già da molto tempo in canile. Ora ho il mio Tex, ritirato da un privato con un contributo spese (mi ero innamorata follemente di lui) dorme in casa, la sera si appallottola ai miei piedi, me lo porto quasi ovunque e le mie ferie sono in funzione sua. Ho persino iniziato a fare sheepdog per farlo vivere appieno e ogni tanto mi capita di pensare come sarebbe stato se mi avessero affidato la borderina che mi piaceva tanto. Non so neanche se sia mai stata adottata perchè dopo una volta che ho fornito loro parecchio cibo per cuccioli e per animali con problemi di salute non ho neanche ricevuto un banale grazie, mi è semplicemente stato detto che la roba la potevo mettere sul tavolo.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.