balotelli1di VALERIA ROSSI – … a tutti, ovviamente. Ma permettetemi di sperare che abbiano un’epifania, un’illuminazione, un’apparizione, una manifestazione divina i giornalisti italiani a cui capita di parlare di cani anche solo per sbaglio.
No, perché ieri mi è capitato di leggere sulla Gazzetta la storia di Balotelli che ha adottato due cani. Due staffy, a giudicare dalla foto: ma guardate il titolo, please.
Anche se fossero stati due bull terrier (che non è certo questa la cosa grave: son bianchi, e l’errore di valutazione da una foto ci può anche stare…), c’era davvero bisogno di specificare “cani da combattimento”?
La panzana viene ripetuta su Sport Mediaset, che non sbaglia la razza ma ribadisce: “due Staffordshire bull terrier, cani tradizionalmente sfruttati nei combattimenti” (oltre ad insinuare con notevole cattivo gusto che adottare cani sarebbe giusto un modo per passare il tempo quando ti lasciano in panchina).

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Tradizionalmente sfruttati dove, quando, in che film?
Lo Staffy è un cane da compagnia praticamente da sempre: è vero, in origine (parliamo dei primi dell’800…) qualcuno ha provato anche a farlo combattere, ma i “pesi mosca” canini non ebbero successo e quindi la razza venne rapidissimamente impiegata per tutt’altri scopi.
Sarà anche piaciuto, a questi maltrattatori di tastiere, fare un collegamento tra cani da combattimento e calciatore noto per la sua arroganza non solo sportiva: ma di definire così i poveri staffyni se lo potevano anche risparmiare.
D’altronde, però… cosa possiamo aspettarci da gente che, nel proseguo del servizio fotografico, scrive “non solo amici a quattro zampe” riferendosi al fatto che il Balo, tempo fa, avesse adottato anche una maialina?

balotelli_maiale
Insomma, pazienza scambiare gli staffy per bull terrier. Pazienza definirli “cani da combattimento”. Ma almeno fino a sapere quante zampe ha un maiale, vogliamo gentilmente arrivarci?
Che la Befana vi porti un carico di neuroni, amici giornalisti. Tanto il carbone lo mangiamo già noi, ogni volta che vi leggiamo.

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26 Commenti

  1. No beh che in assoluto non esistano non è del tutto corretto, però i giornalisti in questione si sono dimenticati di sottolineare che Balotelli insieme alle allegre famiglie che si ritrovano la domenica in capannoni abbandonati a far combattere gli staffy, addestrano anche criceti da MMA, lumache da corsa col collare elettrico e formiche assassine per eliminare scomodi capi di stato…

  2. Ma che vuol dire “cani da combattimento”?? È l’uomo a farli combattere! Allora nei paesi un cui i bambini vengono presi e messi con un fucile in mano cosa nascono “bambini da combattimento” ?? Ahahahah mi fanno solo ridere un sacco

  3. Mi chiedo quando l’ignoranza avrà un limite ……..avrei preferito che i 2 cani finissero in mani migliori…..sono cani che richiedono una certa “intelligenza” da parte dell’uomo

  4. Ciao a tutti
    Per favore ho tanto bisogno di un aiuto. ..
    Hi una cagnolina di un anno un incrocio di JR..la settimana scorsa eravamo fuori di pomeriggio e ha sentito il rumore dei petardi e dal ora non vuole più andare ai giardini. ..premetto in casa e tranquilla gioca …ma fuori niente…
    Vi prego mi potete aiutare…non so come fare… Grazie

    • Vabbe’, nella foto le zampe non si vedevano, vuoi mica che i giornalisti si mettano a contarle, con tutto il lavoro che hanno da fare!!! XD

  5. Comunque lo staffy è un “bull terrier dello Staffordshire” , che è una contea del nord ovest inglese, per cui almeno dal nome è davvero un bull terrier, come il bouledogue è un bulldog, cioè è tutto un altro cane, ma avrà qualche antenato in comune che ha dato il nome ad entrambi.
    I cani da combattimento purtroppo esistono, non così le Razze da combattimento, è quantomeno anacronistico chiamarle così, come pure esistono i Bambini da combattimento, si chiamano bambini soldato, e Non Fa Ridere Affatto,

    • Be’, ma tutti i terrier di tipo bull derivano dai cosiddetti “bull’nd terriers”, ovvero da incroci tra molossoidi e terrier. Il nome dello “staffordhire bull terrier” non significa che sia “un bull terrier” (nome che caratterizza una razza molto diversa), ma “un tipo di bull’nd terrier selezionato nella contea di Staffordshire”: oggi ogni nome caratterizza una razza ben distinta e non si dovrebbe fare confusione!

  6. Hum… Se proprio si vuole direi che la notiziola vada ridimensionata a quello che e’: una cazzata. L’importante e’ che insieme alla notiziola si ridimensioni anche l’attendibilita’ – o forse meglio la credibilita’ – di chi l’ha scritta, cioe’ se la notiziola e’ una cazzata chi l’ha scritta e’ un autore di cazzate e per tale va preso con buona pace di tutti. Di per se’ questo non e’un problema ma lo diventa, come al solito, nel momento in cui questo genere di giornalismo raffazzonato si afferma per mancanza di qualcosa di meglio.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.