di VALERIA ROSSI – Mi chiedono un commento a questo video:

A quanto pare è diventato virale e impazza sul web, ripreso anche da diversi giornali, come il Corriere.
Il mio commento è uno solo: se si fosse trattato di sei golden, o di sei barboncini, nessuno si sarebbe minimamente filato questo video.
Invece sono sei pitbull, e allora la cosa “fa notizia”.
Perché? Perché i giornalisti sono i soliti pirla, ecco perché.
Perché a forza di dipingere i pitbull come cani killer, violenti, feroci, assassini e via pirleggiando, arrivano a stupirsi e a gridare al miracolo quando li vedono fare i cani.
Giusto per dover mettere un po’ di pepe anche nell’immagine tranquilla e serena di una bambina che controlla, sotto la supervisione della mamma, un gruppo di sei soggetti, hanno dovuto scrivere nel titolo che sono “pit bull affamati”.
Embe’? Certo che sono affamati, visto che è l’ora del pasto!
Dove sta il problema?
Sono affamati e la bimba gli dà da mangiare, dopo aver chiesto loro di sedersi e di aspettare l’ordine: la stessa cosa che succede ogni giorno in milioni di case che ospitano uno o più cani.
Se c’è una cosa curiosa, in questo video, è che i cani – in quanto cani, e non in quanto pit bull – non vadano in competizione sul cibo: conosco pacchi di cagnolini tutti tenerini che in una simile situazione si sarebbero scannati.
Qui, però, c’è dietro un buon addestramento… e c’è anche il fatto che sei pit bull convivano pacificamente, cosa che non riesce sempre così facilmente. Ma non è il caso di gridare al miracolo: si può fare. Non lo otterrà facilmente la Sciuramaria di turno (io stessa sconsiglio solitamente ai neofiti di prendersi più di un pit bull), ma un addestratore con una “buona mano” e una buona conoscenza della razza ce la può fare tranquillamente.
Cosa si evince, dunque, da questo video?
Che i pit bull sono cani. Wow! La scoperta del secolo.
Che, se ben gestiti, possono convivere pacificamente tra loro: altra scoperta del secolo.
Che una bambina di quattro anni può dare ordini a cani ben educati: terza grande scoperta.
Ma se erano tutte scoperte così rivoluzionarie, forse era il caso di sottolineare proprio queste, nei vari titoli che girano sul web: era il caso di dire che i pit bull sono cani come tutti gli altri, sicuramente più impegnativi di altre razze e sicuramente non facili da far convivere in gruppo… ma se si è bravi ci si riesce. Fine della storia.
La bambina è semplicemente carina e tenera: ovviamente non ha addestrato lei i cani, ma i cani ben educati/addestrati possono essere guidati anche dai bambini di casa, purché i genitori siano presenti e vigilino sul loro rapporto. Anche questo succede in continuazione, in milioni di famiglie.
Insomma,  questo è un video carino dal quale si può evincere l’abilità e la competenza dei proprietari dei cani: merce sicuramente rara, ma non certo così rara da gridare al miracolo.
Tutto il resto – a partire dagli “affamati” nel titolo – è la solita fuffa.

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33 Commenti

  1. I soliti impreparati. .. se c’è un cane ubbidiente e affidabile è il Pit (di famiglia). Prova a farlo fare alla mia bassotta e alla suoi soci… però apprezzo che anche qui, come negli Stati Uniti, si cominci a provare a cancellare l’infamia che è stata affibbiato a questi animali eccezionali.

  2. che bel video! La bimba che da ordini è serissima e tenerissima allo stesso tempo 😀 mi fa morire ^^
    Per il resto, hai già detto tutto!

  3. Da notare che verso la fine del video in alto a destra compare un altro animale, ma non capisco se sia un cane di taglia piccola o un gatto. Comunque complimenti a chi li ha educati. Io ho due meticce di 5kg l’una e devono mangiare ad un metro almeno di distanza… Se no altro che competizione.

    • L’ho notato anch’io, a me sembra un gatto. Nel caso ci fosse bisogno di altri indizi su quanto sono educati bene quei cani.

      • no, è un piccolo cagnetto. si vede che quando dà il comando ai pit bull per mangiare si intrufola pure lui e sgraffigna qualcosina 🙂

  4. vero, il mio westie si voleva mangiare il dobermann (all’epoca cucciolone) di mia cognata quando, appena entrato in casa, ha provato ad avvicinarsi alla ciotola con la pappa… il mio mangia crocchette solo se muore di fame, ma pur di non farle mangiare all’altro se le è divorate tutte emettendo ringhi verso di lui degni del miglior “pizzbull” 😛

  5. Be’, siamo alle solite. Ora, non e’ che un giornalista debba essere per forza un tuttologo e quindi, dovendo occuparsi genericamente un po’ di tutto quello che capita, e’ normale che ci sia una certa ignoranza del tema trattato, ma questo non giustifica il tipo di approccio che viene scelto. Purtroppo buona parte del giornalismo piu’ becero, che e’ anche quello che va per la maggiore, si ciba di luoghi comuni e vende luoghi comuni.

  6. Alla fine del video la mamma dice: “Sei pitbull maschi, la gente dice che non si può mai fare… vivono e mangiano insieme; sono una famiglia. Quella era una bambina di 4 anni, che è stata in grado di dire a quei cani cosa fare e quando farlo. Grazie, buona giornata, e amate i vostri pitbull.”

  7. Quindi secondo qualcuno, la riabilitazione sociale dei pitbull parte anche sa cose del genere? “Ubbidiente” è un aggettivo che si usa con i soldati; “affidabile” invece lo si usa con le automobili. Cosa hanno a che fare termini come questi con dei cani? Anche perchè quelli non sono cani ma “cani”. E’ il solito video che dimostra la grande capacità (sciocchezza) umana del sapere CONTROLLARE. Ma i cani non sono animali da controllare; lo sono forse i “cani”.
    Cosa ha imparato quella bambina sulla relazione con i cani? Cosa le è stato insegnato? Che i cani devono fare quello che dice lei. Complimenti!
    Ma purtroppo è questo che si vuole continuare a insegnare, il controllo, solo e sempre controllo, non libertà di espressione e di soggettività. E va bene, continuiamo a spacciare per bello ed etico questo schifo qui.

    • Ciao Uno qualunque, forse non ho compreso bene il senso del tuo intervento (e ti chiedo scusa nel caso, abbi pazienza) ma in che senso i cani non sono animali da controllare? qualsiasi animale che viva in una casa che non sia un criceto in gabbia o un pesce in una palla, per necessità deve essere “controllato” o se preferisci “educato”. Vale per i cani, vale per i gatti ma anche per i bambini e per gli adulti.
      Se non si impartiscono regole di convivenza questa diventa impossibile.
      Non è questione di bellezza o di eticità, fa parte delle necessità del cane stesso, le regole servono ma questo è un altro discorso.
      La “riabilitazione” era intesa come: “dai che forse smettono di dipingere questa razza come se fosse la mano destra del diavolo” e la prendono per quelloche è…una razza di cani.

      • Intendo che non va controllato dall’essere umano. E non è nemmeno dell’educazione in senso stretto quello di cui ha bisogno un cane. Un cane ha bisogno di essere consapevole di chi è e di quello che gli accade intorno, con una base sicura umana pronta nei momenti in cui ha bisogno ma capace anche di affidarsi e fidarsi del suo cane nel momento in cui si sta condividendo un po’ di vita in un ambiente più canino (fondamentalmente la natura). Non è possibile accettare questo video se si vuole avere una relazione con un cane. Qui si vede applicata la solita teoria del capobranco accompagnata e celata con uno strano gentilismo. Non è giusto per quella bambina imparare questo sui cani, non è giusto che lei si comporti così così con loro, non è giusto che loro abbiano subìto quello che hanno subito ovvero un puro e mero addestramento. In fine non è giusto che debbano mangiare vicini in quel modo.
        Quello che qualcuno chiamerebbe autocontrollo dei cani visti in questo video è in realtà addestramento, e chi vuole una relazione non addestra.

        • Perdonami, ma non capisco l’affermazione “chi vuole una relazione non addestra” e non la condivido neanche un po’. Io non sono addestratore, ma qualcosina la so…ci sono molti modi di addestrare e, a meno che tu non voglia un cane infelice, psicologicamente schiacciato e timoroso, lo addestri – permettetemi l’espressione – lavorando sulla base della sua felicità. Tradotto: equilibrio psicofisico, socializzazione, propriocezione, relazione. Insomma, tutto ciò che puoi racchiudere nella tua frase “consapevole di chi è e di quello che gli accade intorno”. Se il cane non viene guidato nella conoscenza di sé e del mondo sarà disadattato; se viene guidato nel modo giusto, sarà sereno, felice, capace di esprimersi in svariati contesti e, avendo maturato tutto ciò attraverso una guida, quella persona sarà per lui interessante, fighissima, un riferimento. E il riferimento, se serve, solleva il cane da certe “responsabilità” e se ne fa carico, anche attraverso i terribilissimi comandi. Il cane così cresciuto ne sarà ben contento!

          Curiosità: che vuol dire “nel momento in cui si sta condividendo un po’ di vita in un ambiente più canino (fondamentalmente la natura)”? Il cane che ho descritto sopra può farlo di sicuro, ma il punto è che bisognerebbe smetterla di fare tutto questo riferimento alla natura perché nel 2015 il cane vive sostanzialmente in urbe. Con tanto di leggi e regolamenti.

          • Giuseppe quello di cui parlì tu non è addestramento, è appunto relazione. L’addestramento è tutta un’altra cosa. Quindi stiamo parlando della stessa cosa 😉

            Riguardo alla natura è da lì che bisogna partire sempre, per qualunque animale incluso noi. Come tutti gli animali anche il cane conserva un legame molto forte con la natura. E’ e sarà sempre fondamentale pensare al suo aspetto etologico, quindi in natura. Poi da lì si potrà vedere la soggettività di ogni soggetto. Io almeno penso questo quando parlo di cani.

          • Scusami, ma io parlavo PROPRIO di addestramento. Il problema, da come ho capito, è che per te c’è una scissione tra addestramento e relazione; invece per me l’addestramento (quello che rende felice il cane, che rinforza l’interesse verso il proprietario e, quando serve, rende il cane gestibile), non può prescindere dalla relazione.
            Sul discorso della natura, ti capisco e d è proprio per questo che quando si implementa una relazione con un cane lo si fa secondo principi etologici; ma la finalità, nel senso di competenze da far maturare al cane e ai proprietari, è sempre quella di fornire ad un animale gli strumenti necessari per vivere in un contesto non naturale, urbanizzato, socialmente creato dall’uomo per l’uomo.

    • Di solito non scrivo in risposta o riferimento a chi ha scritto prima di me, ma stavolta voglio proprio partire dal commento di “uno qualunque”, qualche post più giù.
      Vorrei sottolineare che il video è puramente dimostrativo e intende dare una visione positiva della razza, vista l’idea comune diffusa del cane killer; ognuno, poi, sceglie il modo per farlo…come ognuno VEDE solo ciò che gli pare. Personalmente trovo scorretto far mangiare i cani in quel modo, ma se lo scopo era ANCHE mostrare che i cani non si azzuffano in una circostanza simile, allora che dire? Intento riuscito! Non credo che questi cani mangino tutti i giorni con le crocchette spalmate sul pavimento….
      Poi ti domandi (e ti rispondi pure!) “Cosa ha imparato quella bambina sulla relazione con i cani? Cosa le è stato insegnato? Che i cani devono fare quello che dice lei”. Bene, io non sono d’accordo con la risposta. Guardando i cani che “eseguono” i comandi come soldatini, passa in secondo piano il fatto che hanno un notevole autocontrollo, un certo rispetto della proprietaria lì presente e della bambina (il che presuppone un bel lavoro di relazione e condivisione di momenti), la capacità di far branco “sano” in una razza che con i conspecifici non è che vada alla grande, solitamente. Insomma, cani che hanno competenze. Dunque, la risposta giusta alla domanda “Cosa ha imparato quella bambina sulla relazione con i cani?” potrebbe essere: trasferisciti in quella casa per un weekend e poi decidi!
      Detto ciò, aggiungo che il CONTROLLO in cinofilia non deve essere inteso come fai intendere tu, ma deve essere strettamente collegato a due concetti: quello di RESPONSABILITA’ e quello relativo all’incapacità del cane di potersi autogestire in TUTTE le situazioni della società odierna. In tal senso è bene che oltre alle competenze del cane ci sia anche la capacità di gestione e controllo da parte del proprietario, soprattutto in certe razze. Ah, giusto per…ma dove hai trovato la definizione di AFFIDABILE??? No, perché la parola è molto più usata per le persone che per le auto….quindi, francamente, non credo che sia sacrilegio dire che un cane è affidabile o meno.

      P.S. Mi scuso con tutti e con Valeria per aver scritto due volte lo stesso post, ma la prima l’ho fatto nel posto sbagliato… 🙁

      • Ho visto ora meglio questo tuo post Giuseppe, scusa.
        Il termine AFFIDABILE è sempre usato in relazione ad un vantaggio personale. Io lo sento usare molto di più in ambito meccanico, oppure lo si usa in ambito lavorativo (il capo verso il dipendente). Sono, secondo me, parole che minano la relazione e allontanano dalla relazione. Le prospettive vanno cambiate. Quale donna o uomo parlerebbe del proprio compagno umano usando il termine AFFIDABILE? Forse qualcuno lo fa anche, ma ci sono persone che non hanno alcun bisogno di farlo perchè è un termine che non ha nulla a che fare con la relazione.

        E’ sempre una questione culturale. Quei cani in quel momento non vivono delle emozioni positive, è evidente.
        Riguardo il fatto che mangiando insieme non si azzuffano c’è proprio il fatto che non si azzuffano. Non è il modo giusto di far mangaire dei cani quello. L’ambiente è chiuso, il cibo tutto lì.
        Scusatemi ma voi così giustificate i mezzi per arrivare al fine. Se il fine è far vedere che quella razza non è aggressiva, questo non è il modo giusto. Qui si dimostra solo che gli umani che vivono con quei cani li hanno ADDESTRATI. Quello che si vede fare in questo video non si fa e basta: non si fa per i cani, non si fa per il vero messaggio che viene spacciato (ovvero che i cani vanno controllati), non si fa per chi vorrebbe prendere un cane di quella razza perchè parlare di razza è sbagliato quanto è giusto parlare di SOGGETTI.

        L’uso della parola CONTROLLO è uno e solo. Altrimenti facciamo come quelli che dicono “Ma la parola capobranco non va intesa come despota, ma come una figura di riferimento” e non è così! CAPOBRANCO (che ormai è risaputo da anni che non esiste) è una cosa; FIGURA DI RIFERIMENTO è un’altra.

    • Non e’ una questione di controllo, ma di educazione. Qualunque essere vivente che conduca la sua vita in un contesto sociale apprende e rispetta delle regole che sono poi quelle necessarie alla convivenza. Quello che deve essere gestibile non e’ il cane ma il rapporto tra cane e gli altri. Questo vale non solo per il cane ma in generale per tutti. Un cane che non salta addosso a tutti per mangiare e’ un cane educato come un bambino che sta composto a tavola; un cane che mette le zampe ovunque quando vede che si sta preparando da mangiare cosi’ come un bambino che infila le mani nei piatti degli altri non sono fulgidi esempi di liberta’ di espresione e di soggettivita’ ma solo di maleducazione e dal punto di vista sociale saranno semplicemente dei disadattati.

    • Io sono sinceramente un po’ stufa di veder arrivare sul mio campo cani anarchici, ribelli, aggressivi, fuggiaschi, mordaci… TUTTI con dietro una storia di “l’educatore mi ha detto che il cane non doveva essere controllato, che la libertà, che l’autodeterminazione, che blablabla”.
      I cani vanno educati, e “controllo” è sinonimo di “educazione”. Un cane potrebbe farsi i cavolacci suoi e agire “secondo natura” se in questa natura ci vivesse: ma siccome vive nella nostra società, che non conosce e non capisce (in questo siamo simili: non la capisco nemmeno io), gli serve ben più della libertà di espressione. Perché, guarda caso, troppi cani “liberi di esprimersi” finiscono rintronati di psicofarmaci, o direttamente soppressi. Ma non sorge MAI il dubbio, ai fautori di questa presunta “libertà”, di star facendo danni immensamente più gravi di chi “controlla” un cane, o un gruppo di cani, dando loro delle regole e rendendo la loro vita immensamente più facile e rilassante?

      • Io sono dell’idea che non mi bisogna sempre e solo considerare gli estremi.. un cano educato, che si fida del proprio umano non ha bisogno di avere sempre impartiti ordini categorici. Personalmente ho imparato che è meglio impostare un rapporto sulla fiducia reciproca, e il controllo tirarlo fuori solo quando il cane per qualche ragione è esitante nel fare quello che gli dico. Esempio breve, arriviamo nel bosco, posteggio, passeggio col cane, dopo 200 metri il cane vuole tornare indietro e dopo un paio di richieste con tono secco gli ordino di proseguire. Bene, se avessi applicato in questo caso la fiducia reciproca, forse avrei dovuto tornare indietro.. per scoprire che il cane nn faceva i capricci ma si era accorto che qualcuno mi stava rubando in macchina! Il controllo serve, perchè il cane deve sapere che se ordino una cosa la deve fare, ma io riserverei il controllo solo alle situazioni di pericolo, in cui è categorico che mi devi dare retta per la tua incolumita o di altri.
        Nello specifico del video, non mi piace la gestione del momento del pasto, che dovrebbe essere per me un momento tranquillo e sereno. Cani a cui viene montata su una tensione infinita data dall’attesa della ciotola.. che poi nn arriva xke le crocchette vengono buttate a terra e allora tutti a mangiare più in fretta che si può.. che tra parentesi non fa nemmeno bene. I miei cani si siedono metto giu le ciotole e 2 secondi dopo, il tempo di rialzarmi, hanno il mio vai per mangiare. A volte non glielo do nemmeno, mi basta che stanno serene e tranquilli e si siedono nell’attesa che metto giu le ciotole… A me questo video mette molta tristezza.

      • C’è un sacco di gente che nel nome della libertà dei cani li fa girare senza guinzaglio (che sarebbe pure illegale, ma vabbè). Poi però se li perdono, e la colpa di chi è? Il centro della città in cui vivo è pieno di persone che passeggiano con i cani non al guinzaglio, ed è pure pieno di annunci di cani smarriti, ce n’è uno nuovo ogni settimana.
        Conosco un ragazzo che ha adottato due ex-randagie (madre e figlia), e le portava sempre senza guinzaglio. Adesso è passato un mese da quando ha perso la figlia, che si è allontanata e non è più tornata. E a quanto pare ha già rischiato diverse volte di perdere pure la madre.
        Ora, chiaramente questo qui è un incompetente, ma quello che voglio dire è che se anziché impuntarsi sul fatto che “il cane deve essere libero” avesse comprato due bei guinzagli, adesso quella cagnolina non sarebbe chissà dove, forse affamata e ferita, forse morta sotto una macchina. In ogni caso è improbabile che la rivedrà, qui al Sud di meticci che vagano per le strade ce ne sono tanti, è improbabile che uno sconosciuta incontrandola la riconosca e decida di provare a prenderla.
        Quindi cosa è meglio, un cane che cammina al guinzaglio o un cane smarrito per le strade? “Ma almeno è libero” sì, libero di farsi investire. Bella libertà.

      • La risposta a “cani anarchici, ribelli, aggressivi, fuggiaschi, mordaci…” non è l’addestramento, ma è un cambio culturale personale delle persone che hanno cani con quei problemi. E se poi chi ha dei cani con problemi del genere sceglie la via più semplice dei farmaci (che possono prescrivere solo i veterinari) o della soppressione è solo una conferma che il problema è culturale.
        I cani di cui parla lei, Valeria, sono cani che non sono stati seguiti, che non hanno avuto dei compagni umani che hanno imposto a se stessi delle regole di comportamento coerente con l’ “essere” cane, che magari vivono essi stessi la vita “free” come se si fosse ancora ai tempi dei figli fiori.
        Controllo non è sinonimo di educazione in nessun senso; controllo è sinonimo di controllo e nient’altro.

  8. Innanzitutto salve a tutti ( è il mio primo commento:)
    Avevo visto il video sul sito del Corriere, molto carino anche se il titolo corretto sarebbe stato “ragazzina mette a tavola 6 pitbull addestrati” ma siamo in italia, e abbiamo i pizzbull e i giornalisti che abbiamo…
    Guardando bene il video si sentono le dritte di una donna, probabilmente la mamma della bimba e l’addestratrice dei cani, che fa capire che cmq è stata un’esibizione “in sicurezza”..il che non toglie nulla alla simpatia del video.
    La cosa DEVASTANTE sono i commenti in calce dei lettori del giornale.. sarà che prima non ci facevo molto caso, sarà che sono il papà di una pizbullina di tre mesi… ma veramente mi hanno fatto venire un misto di tristezza e fastidio indicibili… mi sa che purtroppo ci dovrò fare l’abitudine..

    • Ma ciau a te e alla tua bulla e benvenuti tra noi!!! Mi son permessa di fare la padrona di casa…scusa Valeria 🙁 ma volevo solo dire che bè, insomma io mi sento in famiglia qui….

  9. Di solito non scrivo in risposta o riferimento a chi ha scritto prima di me, ma stavolta voglio proprio partire dal commento di “uno qualunque”, qualche post più giù.
    Vorrei sottolineare che il video è puramente dimostrativo e intende dare una visione positiva della razza, vista l’idea comune diffusa del cane killer; ognuno, poi, sceglie il modo per farlo…come ognuno VEDE solo ciò che gli pare. Personalmente trovo scorretto far mangiare i cani in quel modo, ma se lo scopo era ANCHE mostrare che i cani non si azzuffano in una circostanza simile, allora che dire? Intento riuscito! Non credo che questi cani mangino tutti i giorni con le crocchette spalmate sul pavimento….
    Poi ti domandi (e ti rispondi pure!) “Cosa ha imparato quella bambina sulla relazione con i cani? Cosa le è stato insegnato? Che i cani devono fare quello che dice lei”. Bene, io non sono d’accordo con la risposta. Guardando i cani che “eseguono” i comandi come soldatini, passa in secondo piano il fatto che hanno un notevole autocontrollo, un certo rispetto della proprietaria lì presente e della bambina (il che presuppone un bel lavoro di relazione e condivisione di momenti), la capacità di far branco “sano” in una razza che con i conspecifici non è che vada alla grande, solitamente. Insomma, cani che hanno competenze. Dunque, la risposta giusta alla domanda “Cosa ha imparato quella bambina sulla relazione con i cani?” potrebbe essere: trasferisciti in quella casa per un weekend e poi decidi!

    Detto ciò, aggiungo che il CONTROLLO in cinofilia non deve essere inteso come fai intendere tu, ma deve essere strettamente collegato a due concetti: quello di RESPONSABILITA’ e quello relativo all’incapacità del cane di potersi autogestire in TUTTE le situazioni della società odierna. In tal senso è bene che oltre alle competenze del cane ci sia anche la capacità di gestione e controllo da parte del proprietario, soprattutto in certe razze. Ah, giusto per…ma dove hai trovato la definizione di AFFIDABILE??? No, perché la parola è molto più usata per le persone che per le auto….quindi, francamente, non credo che sia sacrilegio dire che un cane è affidabile o meno.

    • Perdonate l’intervento di un’ignorante..ma “affidabile” era scritto sul mio curriculum di baby-sitter ^^ mi devo offendere? XD
      E poi…non mi pare che questa famiglia frusti a sangue i poveri bulli per farli obbedire. Quei cagnoni – sempre secondo il mio personalissimo parere – sembrano soddisfatti di seguire le istruzioni della giovane generalessa!

  10. Condivido i
    vostri commenti in risposta a “unoqualunque”, ma posso capire anche lui…forse
    il suo era più che altro uno sfogo per tutto quello che sta succedendo che fa schifo
    e si è attaccato a questo e a questo mi attacco per dire, come già diceva
    Giuseppe, che cani, ma tutti, soprattutto noi umani, abbiamo bisogno di essere…”addestrati”,
    non per fare i soldatini o diventare dei despoti o che altro, ma per essere
    educati, tolleranti e rispettosi verso gli altri. Faccio un esempio cagnesco…
    io il mio cane lo porto al parco, gli ho insegnato a essere educato e a essere
    socievole con tutti, a divertirsi giocare, farsi coccolare, correre, saltare,
    insomma a essere LIBERO!!!! Come è bella questa parola!!!! Ma…..se il mio cane
    dovesse o avesse disubbidito a determinate regole, tutta questa libertà se la
    sarebbe scordata! E ancora, se a casa mia vengono degli ospiti, ai quali non
    sta bene come vivo, non gli va come cucino, quello che posso appendere o meno
    ai muri, se ho cani e gatti ecc, ecc, non c’è nessunissimo problema: lui è libero
    di andarsene, IO liberissima di aprirgli la porta e non invitarlo più….Uhhhh,
    scusate, non ne esco più….insomma: animali di qualsiasi specie, cani, gatti ecc
    e umani, per poter essere liberi, bisogna conoscere alcune regole di
    educazione, rispetto, sono stata prolissa e mi scuso, ma spero di essere stata
    chiara…sotto, sotto se vogliamo è un po’ OT, macchecavolo, sono una persona
    libera e (forse) come “uno qualunque”, mi sono sfogata un po’ e Valeria adesso,
    è libera di mandarmi a cagare 😀 anche perché
    il suo commento riguardo il video, parlava di tutt’altro!

  11. Sono tra quelli che, così a occhio, criticano il video. Non mi piace il modo in cui i cani si muovono, non mi piace l’eccessiva sottomissione che dimostrano, non mi piace il fatto che non si veda un solo scodinzolio… insomma, questi cani mi sembrano “schiacciati”. Ovviamente da un video come questo non si possono trarre conclusioni definitive: dovrei conoscere il conduttore, vedere come lavora eccetera eccetera per poter dire qualcosa di veramente sensato. L’impressione “a pelle”, però, è negativa.

    • Credo che quell’antennina che spunta sul collo di uno dei cani la dica lunga…così come le maniche troppo lunghe del conduttore (avrà il tele???) e un “cain” leggero, ma udibile con un po’ di concentrazione…

      • Facendo l’avvocato del diavolo:
        guardando bene, quella che sembra una antenna potrebbe essere un lembo del collare (si dice così…?) perchè ad un certo punto qualcosa svolazza dalla parte superiore come se fosse sfilacciato, siccome a me succede spesso che quel pezzo di collare non stia dentro l’occhiello dopo la fibbia e che mi ritrovi con un pezzo svolazzante ho pensato che potrebbe essere successa la stessa cosa. Riguardo alle mani del ragazzo ho avuto la stessa impressione, ma ogni tanto escono dalle maniche e accarezzano i cani, quindi potrebbe anche solo aver freddo…
        Il “cain” può essere per un calcetto involontario visto come viaggiano attaccati.
        Insomma… può essere e non può essere
        Detto ciò comunque, anche me non sembrano cani proprio proprio felici e contenti, mi sembrano un pò troppo “asettici”, e va bene la fiducia nel conduttore, e va bene il “vedo solo te” (che in cinofilia non so come si dice) però…

        • Diciamo che secondo me hai voluto proprio bene a questo tipo! 😀 I cani, come diceva Valeria non scodinzolano e il cain a cui mi riferisco è quando un cane si distrae “troppo” per i gusti del conduttore. Francamente non vedo molte altre possibilità rispetto al collare elettrico. Se poi mi arriva una bella, ma palese smentita…beh, meglio così! 😉

  12. Io invece ho sentito tanti ( corrente un po’ troppo cognitiva) che condannavano il fatto che il cane debba sedersi prima di mangiare, che i cani aspettino il comando prima di mangiare, che la bambina viene in questo modo educata a non rispettare i cani, che i cani “poverini mettetegli una ciotola” “poverini fategli rispettare gli spazi” “poverini che costrizione orrenda stanno subendo”….un po’ troppe “pare mentali” a mio parere…..

  13. Ok, io non ho un pitbull e credo mai ne avrò perchè son convinta di non aver nè la pazienza nè la costanza, e tanto meno competenza di educarlo.
    Ho un trovatello meticcio taglia media, che comunque mal educato farebbe danni al mio bimbo di due anni e mezzo.
    Ma nel video non noto niente di diverso da quei pitbull e il mio meticcio. Anche mio figlio dà i bocconcini al cane, dietro mia indicazione gli dice di sedersi, e solo quando il pelosone s’è seduto gli rifila i bocconcini. Insomma, quei pitbull si compartano come il mio cane?!!
    Che notiziona, anche i pitbull sò cani!

    Comunque complimenti all’addestatrice mamma, capace con i cani e soprattutto con la figlia… e il vero compito arduo è l’educazione dei figli…

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.