di MARIO GIOVANNINI – Piccolo riassunto delle puntate precedenti: a luglio del 2011 mia moglie ed io abbiamo adottato in canile Afra, una meticciona di quasi 30 Kg, dolcissima, ma assolutamente non socializzata e sinceramente terrorizzata dal genere umano. Consci di quello che stavamo affrontando, abbiamo intrapreso un percorso di desensibilizzazione progressiva, che continua tutt’ora, con alti e bassi. Tutte le tappe del percorso sono sempre disponibili digitando “Io e Afra” sul motore di ricerca del sito.

cana 3Dare un senso, uno scopo ad Afra è sempre una delle cose che più mi hanno preoccupato da quando è con noi. Mia moglie, in effetti, sostiene che non è che sia molto difficile farmi preoccupare, e temo non abbia tutti i torti.
Comunque, all’inizio tutte le nostre – e penso anche le sue – energie sono state focalizzate alla ricerca di un minino di equilibrio che le permettesse di sopravvivere nel mondo degli uomini. Mi sembrava logico fosse quello l’unico obbiettivo da perseguire. E, probabilmente, per un po’ lo è stato davvero, per tutti. Poi, un po’ lei ha fatto pace con l’esterno e con una piccolissima porzione del genere umano, un po’ noi abbiamo capito fin dove si può arrivare e dove no… insomma abbiamo raggiunto un equilibrio, sicuramente migliorabile, ma in fondo niente male, tra le sue paure e le esigenze del vivere comune. Mancano le ferie, mannaggia… ma qualcosa ci inventeremo.
A questo punto il problema mi si è riproposto (un po’ come i peperoni). Anche se, di fatto, Afra non ha mai dato segno di patire la mancanza di qualcosa, di avere squilibri particolari.
Serena e tranquilla in casa, felice all’esterno… in assenza di estranei. Altrimenti vigile e attenta, ma senza panico.
Abbiamo provato a fare un po’ di agility. Dopo un iniziale entusiasmo, mi sono reso conto che lo faceva proprio solo per farmi contento. E per i premietti, naturalmente. Ma non mi sembrava, malgrado una evidente predisposizione fisica, che fosse nel suo.
Ha un gran naso, non ci sono dubbi, è proprio un segugio. In campagna, se ci andassimo con un fucile, non si tornerebbe mai a casa a mani vuote… ma qui sono io che non sono per niente entusiasta della cosa, neanche se mi danno i premietti. E incoraggiare un venatorio che non risolverebbe mai in cattura mi sa tanto di preludio a lunghe attese di un cane perso dietro a una traccia.
Ho pensato anche ai tartufi, sempre per il gran naso. Poi hanno cominciato a mettere esche avvelenate in giro per la città (bastardi) e ho pensato che, per il momento, cercare cibo in giro è un’altra attitudine che è meglio non incoraggiare. Magari ne riparliamo in primavera.

cana 2Poi mia moglie ha pubblicato le foto che vedete sul suo profilo fb e, come spesso accade, mi sono reso conto che la risposta ce l’avevo sotto il naso senza vederla.
Afra non ha nessun bisogno che le trovi io uno scopo nella vita. Ce l’ha!
E’ diventata una sorta di ‘grande mamma gatta’ per tutti i pelosi di casa.
Sembra una banalità, ma l’inserimento di Leo (quello obeso bianco e rosso) prima e di Mia (quella minuscola nera) in seconda battuta aveva parecchio destabilizzato le due vecchiette di casa, entrambe oltre i 14 anni e poco propense a prestarsi alle intemperanze dei piccoli. Anzi, paradossalmente, anche la più vecchia, Mery (proprio con la E, perché è l’abbreviazione di meraviglia) ha trovato in Afra un punto di riferimento.
Si cercano, si coccolano e lei (Afra) vigila su di loro. Al punto di aver sviluppato una imprevista, quanto gradita, attitudine alla guardia e alla difesa del territorio che mai avrei pensato di vedere in un cane come lei.
A margine posso aggiungere solo che – finalmente, ci sono voluti solo due anni abbondanti – ha sviluppato una certa attitudine a fare la cozza sul divano con gli umani, ma ho il sospetto che dobbiamo ringraziare i gatti anche per questo.
E la neve continua a piacerle un sacco… quanto si è divertita in questi giorni!

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7 Commenti

  1. Buongiorno, adoro trovare un nuovo articolo su Afra la mattina!
    Detto questo, nn é un po controproducente per un cane, ancora fobico verso gli umani, fare la guardia? Nel senso, avete sudato quattordicimila camicie per farle conquistare fiducia in una piccola porzione di umanitá, non é controproducente lasciare che questo atteggiamento di difesa si sviluppi?
    Ad ora Afra é in grado di distinguere che questo umano é una persona gentile, e quello un malintenzionato?
    O forse son io che sto sbagliando tutto il ragionamento, perché non ho mai conosciuto Afra?
    Comunque complimenti adoro Afra e la vostra storia.

    • Pensavo di aver già risposto ieri, ma il commento non è stato caricato… ci riprovo.
      Anch’io, alle prime avvisaglie di questa nuova ‘vocazione’ di Afra ho alzato le antenne, per lo stesso motivo. Però, osservando con attenzione, mi pare di aver visto un comportamento sano: entra in protezione solo in casa, mai all’esterno, senza mai dare comunque alcun segnale di aggressività. Se arriva gente e io vado ad accoglierli alla porta, viene anche lei per vedere chi è e se fanno parte degli ‘eletti’, partono le feste. In caso contrario si gira e se ne va. Se però sono in casa e qualcuno entra aprendo con le chiavi (esclusa mia moglie, naturalmente) un paio di Wuof e una ringhiatina partono, anche se sono persone con cui va d’accordissimo. Appena arrivo io e le dico che è tutto a posto, riprende a comportarsi normalmente e, nel caso, va anche a farsi coccolare.

      • Grazie! Hai fugato ogni mio dubbio, e confermi un’altro mio pensiero, che Afra nn poteva finire in mani migliori. Un grande bacio ad Afra.

      • Grazie! Hai fugato ogni mio dubbio, e confermi un’altro mio pensiero, che Afra nn poteva finire in mani migliori. Un grande bacio ad Afra.

  2. Magari me lo sto solo immaginando perché trovo la storia di Afra molto bella…. Ma guardando le foto dell’articolo e quelle precedenti, io vedo Afra molto piu …. Matura, consapevole… Non so è un qualcosa nel muso e negli occhi..

  3. Bello leggere notizie di voi e Afra!
    I pelosi sono tutti bellissimi e complimenti, direi che il compito di “Cana superiora controlla gatti” le si addice XD mica male come idea.. brava Afra!!
    🙂

  4. Ciao Mario. Tanto di cappello per il modo in cui segui Afra. Anch’io ho una “cana” venuta dal canile, dolcissima ma tremendamente paurosa… La adoriamo, però è una fatica. Progressi piccolissimi, tanti passi indietro… Confesso che non mi aspettavo fosse così difficile! Ce la faremo
    Agata

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Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.