martedì 4 Agosto 2020

Il cane può piangere per l’emozione?

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – Nuova notizia e nuove immagini di un cane “in lacrime per il dispiacere” (la si trova un po’ dappertutto:  questo, per esempio, l’articolo apparso su “Lazampa.it”), dopo quella del cane che avrebbe “pianto” sulla tomba della proprietaria, che ha fatto il giro del web qualche tempo fa.
Probabilmente anche la foto di questo staffyno abbandonato diventerà virale, e se servisse a trovargli una nuova famiglia… ben venga anche la commozione generale.
Però i cani non possono piangere per la tristezza, né per qualsiasi altra emozione.
Questa è una prerogativa esclusivamente umana (non si verifica neppure tra i primati).
In alcuni animali (per esempio nel cavallo) possono essere secrete lacrime a causa di una sofferenza fisica, ma nessun animale piange in seguito a un’emozione.
canechepiangeNel cane la lacrimazione rappresenta sempre e solo una risposta dell’occhio ad una irritazione, a una lesione o all’impossibilità di drenare correttamente le lacrime: quindi a questo cane, oltre che una nuova famiglia, serve prima possibile una visita oculistica.
Che poi sia anche triste e spaventato, è fuor di dubbio: ma basta e avanza la sua mimica corporea e facciale per capirlo, senza per forza dover ricorrere all’antropomorfizzazione.
Mi dispiace deludere tutti coloro che erano già pronti a sciorinare cuoricini su Facebook, ma mi sembra più giusto dare un’informazione corretta che ricorrere ad immagini… strappalacrime!

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6 Commenti

  1. Ecco quest’estate mi è successa una
    cosa strana con il mio vecchio cane che non ho saputo spiegarmi e …..
    adesso ancora meno!!!!

    Lui ormai non c’è più, è volato via
    poco più di un mese fa. All’epoca stava bene, per quanto può star
    bene un vecchietto da escludo patologie oculari. Gli occhietti erano
    puliti prima del fatto e dopo.

    Nell’ultimo anno lui era semplicemente
    un po’ “lento” di testa, ovvero, se si fermava ad annusare
    qualcosa ed io andavo fuori dal suo campo visivo poi non riusciva più
    a realizzare cosa doveva fare per ritrovarmi!

    Quel giorno mi ha persa per le scale di
    casa! Quando sono rientrata, dieci minuti dopo, l’ho trovato in
    piedi, coda e testa bassa, davanti alla porta dell’appartamento con
    il muso girato verso la stessa. Il fumetto poteva essere “ecco,
    lo sapevo, non dovevo distrarmi adesso chissà quando si accorgeranno
    che io sono qui fuori!”

    Mi sono affiancata
    e l’ho chiamato. Priva di farmi delle feste esagerate gli si è
    illuminato il muso, ha avuto un fremito e gli si sono riempiti gli
    occhi di lacrimoni.

    ?!?!?!?

  2. Vero! Si torna al vecchio discorso: la vera informazione è questa, a volte può non piacere, ma se si vuol credere alle favole, allora ci sono i libri apposta e anche qualche giornale! ;-D

  3. Bene, visto l’affollamento di pensieri ed emozioni esasperate e squinternate che trabocca dai social network, ricondurre le cose alla loro naturale dimensione e stare con i piedi per terra non puo’ che far bene alla salute.

  4. Ecco l ho visto ieri e mi sono innervosito, sono caccole, abbandonato alla stazione ma dove, piangeva come un umano ma il filmato in quest’epoca social dov’è? Ma anche i due rotweiler di una settimana fa, uno morto e il suo compagno triste. Sicuramente lo era, ma poi hanno fatto vedere filmati dei due insieme ed aveva la stessa faccia.
    Abbiamo già troppe cose per le quali commuvuoverci, non abbiamo bisogno dei fake e delle antropomorfizzazioni. Senza contare che la globalizzazione ci rende insensibili perché i media ci propongono i casi estremi di persone o animali nell’altra faccia del mondo, tipo muoiono 20 orfanelli in un incendio e piangiamo, ma quando poi al figlio del vicino si stacca un braccio poi paragoniamo le cose e la disgrazia vicina ci sembra roba da ridere. Esagero ma è così

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