PREMESSA: Pubblichiamo questa email (con il consenso dell’autore), ma non il suo nome: dubitiamo fortemente – visti i contenuti – che i quasisuoceri in oggetto leggeranno “Ti presento il cane”, ma siccome non si sa mai, evitiamo di distruggere un quasimatrimonio prima che diventi matrimonio e andiamo sull’anonimo. Però pubblichiamo, giusto per farci un’idea di quella che è la cultura cinofila media (perché questa non è l’eccezione: questo è un esempio assolutamente normale di famiglia italiana canimunita).

Qualche sera fa, dopo continui inviti completamente ignorati, con mesta rassegnazione vado a cena dai miei Quasisuoceri. Oltre agli abitanti umani della casa più il Mezzocognato, ci sono: il Setter irlandese, il misto Yorkshire, il Piccolo levriero italiano.
Dopo qualche chiacchiera subito capisco che la famiglia è si cinofila, ma non cinoesperta.
Il vecchio setter che ci scruta in un angolo della stanza ha quasi  10 anni, è arrivato a pesare quasi  100 kg (!) non ha mai corso, in un campo o in un qualsiasi altro posto, escluso in terrazzino e il micro giardino della villetta.
I motivi? Svariati: non si ha tempo, la cacca la fa in giardino quindi inutile uscire in passeggiata, lui vuole stare sul divano.
Apprendo che il cane è stato un dono di uno zio che invaghitosi dell’ estetica della razza non ha tenuto conto di altri fattori ben più importanti. Scopro anche che in giovanissima età il cane ha rischiato grosso, la sua indole  irruenta l’ ha quasi fatto spedire da un ‘parente cacciatore’ perché  dopo aver frequentato un campo di addestramento i risultati stentavano a farsi vedere.
A questo punto mi armo di coraggio (ho fatto un corso di etologia animale all’università, leggo ogni giorno TPIC e adoro i cani; qualche parola me la posso permettere) e cerco di spiegare con umiltà che forse il cane avrebbe avuto bisogno di fare qualcosa che lo appagasse di più e fosse inerente con le sue motivazioni e vocazioni, la vita da pupazzo poco gli si addice.
La risposta da parte dei commensali non mi lascia per niente stupito: “Mah, forse”.
Perchénonstomaizittoio?
Dopo qualche risatina e qualche coccola per mandar via il levrierino che salta sul tavolo (ho preferito non contestare i discutibili metodi adottati) tutti mi dicono stupiti quanto questo cane abbia desiderio di stare con loro sul divano, in poltrona, in bagno e in qualsiasi altro posto stiano loro.
“E’ la norma per un PLI”  dico. “No – mi rispondono loro – lui è proprio speciale” (stendiamo un velo pietoso).
A conferma che anche questo animale sia stato scelto per il suo aspetto è la padrona di casa che mi dice che ha visto un percorso di agility poco lontano da casa e vorrebbe provarlo col cane in questione. Mi si attorcigliano le budella.
Il terzo cane di casa è venuto dall’est: femmina, acquistata come yorkshire, si è poi rivelata una meticcia paurosissima. Ha paura dell’auto, dei tuoni, del vento, di uscire al guinzaglio.
La famiglia è ovviamente troppo impegnata per cercare di desensibilizzare il cane, non sa neppure che significhi questa oscura parola.
Arriva inevitabile poi a metà cena la fatidica domanda: “Tu hai un cane?”
Rispondo di no, che studio tutto il giorno e che non avrei tempo per accudirlo e per uscire. Non mi piacerebbe tenerlo chiuso in casa – facce inorridite da parte di tutti –  perché il cane ha bisogno di movimento eccetera…
Sento una voce a questo punto da un lato della tavola, il Mezzocognato parla (non ha grande capacità di esprimere pensieri complessi). Dice che un cane, secondo lui, rimane tale qualsiasi sia la sua vita, come un uomo che resta uomo anche se vive per strada.
Faccio un respiro, sorrido, dimentico tutto quello che so sulle razze, sui caratteri.
Svuoto la mente da ogni pensiero collegato a qualsiasi cane, anche di peluche.
Prendo la forchetta e inizio a mangiare il mio pezzo di gateau di patate.
“Buono – penso – almeno di gatto se ne intendono”.

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13 Commenti

  1. Dove si dimostra che i cani possono sopportare quasi ogni cosa e che a tutto si adattano pur di stare col”branco” e che a volte ľ ammmore e basta se lo fanno bastare! (Forse molto meglio così che quelli tenuti alla nano da giardino,che vedono ĺ umano una volta al dì per la zuppa e stop).

  2. Quello che a me da più fastidio é la superbia dell’ italiano medio. La gente parla di tutto, parla sempre, si spaccia per esperta in ogni campo, pochi hanno l’ onestà intellettuale sufficiente per ammettere di non sapere qualcosa e tacere. La gente troppo spesso parla senza avere la minima idea di cosa stia dicendo. Ho sentito gente che deve dire “per forza” la sua su razze di cui non ha mai letto lo standard e che non sa nemmeno come si scrivono. E ovviamente piu sono ignoranti e piu difendono il “punto preso”, anche contro l’ evidenza. Insomma si possono capire gli errori su sottigliezze tecniche, su temi da “addetti ai lavori”… ma la lettura dello standard é alla portata di chiunque (almeno nelle generazioni piu recenti dove l’ uso di computer e internet é diffusissimo); e se leggere alcuni punti dello standard può risultare complesso almeno altezza, peso, colore e impiego sono di facile comprensione.

  3. tanto la gente pensa che visto che ha un cane e magari tu no, devi stare zitto, poichè loro avendone in casa ne sanno più di te. purtroppo non è così. se durante la notte mi costruissero un campo da baseball in giardino io non diventerei improvvisamente un esperto di baseball, diventerei uno che non sa le regole ma con il campo in casa…

  4. Non mi stupisco .. l’altro giorno ho visto qualche minuto del (a parer mio) inutile programma “cambio moglie” perché c’erano dei cani e O.o sono rimasta shockata! La “nuova” madre ha dovuto cucinare 1 kilo di pasta per i cani di famiglia .. PUNTO! Quella era la loro cena!!!! Pasto quotidiano .. 1 kilo di pasta!!!!!!!! MA stiamo scherzando??????? Mi viene voglia di fare una denuncia, chiamare il programma e dire almeno di non mandare in onda certe scene!!!!!!!

    • Sì l’ho visto anche io! Infatti il cagnone più grande era magrissimo poverino. E l’altra famiglia, che li teneva legati perché alla moglie fanno schifo i cani? Ma, visto che tutto questo è passato in TV, nessuno può far qualcosa?

  5. Perdonatemi la citazione a mo’ di battuta:

    Cioè, lei praticamente non ha mai assaggiato la Sacher Torte?!
    Va be’, continuiamo così, facciamoci del male!

    Sono situazioni imbarazzanti dove effettivamente la diplomazia vale piu’ di qualunque altra cosa.

  6. è così difficile trovare una famiglia cinofila che la pensi come noi… anche io sto male se vedo cani ciccioni, cani spaventati da tutto e abbaioni per lo stress.
    Però le famiglie cinofobe sono peggiori come ospiti! Sicuro!

  7. Io conosco personalmente almeno 3 cani, di 3 diversi proprietari che di sicuro escono non più di 4-5 volte l’anno. Da un APPARTAMENTO. . Sono anni che la fanno sui tappetini e bon. La cosa che mi commuove e che ste bestiole -un Cavalier KC, un maltese ed un meticcio tipo chihuahua sono persino passabilmente normali, almeno a prima vista.

  8. Quando leggo queste storie mi vengono sempre un po’ di sensi di colpa, i cani della mia infanzia hanno passato gran parte delle loro vite tra il giardino e la casa, uscivano veramente poco, non erano obesi, ma non è che facessero chissà che cosa. Da quando sono autonoma e ho la curiosità e la voglia di informarmi è cambiato molto il rapporto e l’attenzione verso tutto quello che riguarda il cane, adesso non ho il giardino e il cane lo viviamo molto di più ed è proprio questo il bello (molto probabilmente se avessimo il giardino diventeremmo più pigri).

  9. I miei vicini di casa hanno preso un cucciolo di rottweiler, due mesi, che fa la vita da recluso “perchè ne vogliamo fare un cane da compagnia”…vaglielo a spiegare, che anche il mio è un cane da compagnia – tutti i cani dovrebbero esserlo! – ma giriamo tipo tre ore al giorno…

  10. Io oggi ho sentito una signora dal vet, con una splendida Shetland Sheepdog al guinzaglio, affermare che “sì sì è un Collie, un Lassie, questi cani si girano quando li chiami Lassie perché ormai sono abituati” e un altro tizio affermare, vedendo una bella Dobermann marrone al guinzaglio del tipo seduto di fronte “ah sì, anche miacuggina ne ha uno come quelli, come il cane di Maria de Filippi, però il suo è grigio eh…”
    Insomma, tra chi non sa neppure cos’ha al guinzaglio (e dire che ci sarebbero quanto, cinquanta centimetri buoni di differenza?) e chi confonde un Dobermann con un Weimaraner (spero, perché se l’ha confuso con uno Staffordshire Bull Terrier ci sarebbe l’attenuante della cecità completa), l’italiano medio si sente sempre in diritto di dire la sua, anche quando ne sa quanto ne so io di semiotica fenicia: non mi stupisco più..

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