di VALERIA ROSSI – Alle cugginate non c’è mai fine, si sa. E le cugginate spesso fanno soltanto ridere… ma a volte ti parte proprio l’embolo, quando ne senti alcune che hanno conseguenze veramente dannose per la cinofilia.
Un’amica su FB mi ha raccontato questa, precisando alla fine che se n’è andata “per non spaccare una sedia in testa” (testuale!) alla sua interlocutrice:

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Una ragazza esordisce dicendo quanto fossero kkkkarini i cuccioli che un suo vicino di casa aveva fatto fare incrociando il suo border collie con il pastore australiano di un altro vicino.
Ho scosso il capo dicendo “che bell’idea, tirar fuori VOLONTARIAMENTE una cucciolata di meticci… come se i canili non fossero pieni abbastanza”… ed ecco che lei se ne esce dicendo “Guarda che sono di razza, il pastore australiano discende dal Border Collie!”
E’ qui che rischiavo di uscire di senno… quando la gente ignorantissima in materia cinofila fa l’esperta e vuole pure insegnare! Tra l’altro, le boiate!!!
Le ho detto “guarda, ti prego, smettila qui, perchè stai dicendo delle castronerie che non ti rendi nemmeno conto”.
Non ha smesso. Ne ha aggiunta una migliore.
Mi fa: “Beh comunque tutti e due i cani hanno il pedigree, quindi perchè non dovrebbero accoppiarli?”

Mica finita.
In questi giorni mi hanno segnalato anche un sito dal “simpatico” nome di “Ankiomaccoppio” (potevano chiamarlo “Ankiocontribuiscoariempireicanili”, forse era più appropriato), sul quale fioccano i “Pippo cerca fidanzata”, “Pluto cerca  moglie” eccetera. E tra gli altri, spiccano annunci come questo:

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Per non parlar di questo:

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Per la serie “basta che respirino”, versione canina. Anzi, no: sempre versione umana, visto che gli annunci li scrivono i proprietari.
Quest’altro, invece, è un vero capolavoro di “cugginaggine” concentrato in due righe:

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Si parte infatti dalla “razza simile a kurzhaar” (se è “simile”, non è di nessuna razza: “meticcio simile a kurzhaar” sarebbe stato corretto) e si arriva al cane “che dimostra (e più volte, eh?) di volersi accoppiare”.
Ora, vien da chiedersi: come ve l’ha dimostrato?
L’avete beccato a guardare youporn? Gli avete trovato riviste di cagnette nude nascoste sotto la cuccia? Come stramminchia fa, un cane, a “dimostrare di volersi accoppiare”?
Inutile dire che la risposta, quasi sempre, è “prova a montare tutti i cani che incontra”. O peggio, “prova a montare le gambe umane”: che sono, lo ribadiamo per la millesima volta, gesti di dominanza sociale che col sesso c’entrano come i cavoli a merenda, tant’è che li compiono anche le femmine (a proposito, ho sentito anche questa: “La mia cagna ha bisogno di accoppiarsi! Mi monta la gamba!”. Ho replicato che semmai, essendo femmina, per comunicare ‘sto desiderio dovrebbe mettere la coda di traverso ed esibire le sue parti intime in faccia a tutti: ma guardate cosa tocca rispondere, e pure restando seri).
Sempre nell’ultimo annuncio, il fatto che Spugna sia “dolcissimo e fedele” significa che è un cane: quindi basterebbe adottarne un altro (di “simil kurzhaar” nei canili ne troverete a carrettate), evitando magari di far accoppiare ‘sto cane anziano e pure tripode (cosa che renderebbe piuttosto faticosa la monta, anche se questo è l’ultimo dei problemi).

E va bene: anche se dubito che gli autori di annunci come questi, o di dichiarazioni come quella riportata dalla nostra amica, leggano “Ti presento il cane”… io ci provo lo stesso, a stilare un piccolo elenco di cosine da tenere presenti in tema di accoppiamenti:

a) il maschio NON ha alcun bisogno di accoppiarsi: se non sente l’odore di una femmina in calore, al sesso lui non ci pensa neppure lontanamente. Per info più dettagliate, c’è questo articolo.
b) la femmina non cerca disperatamente alcun fidanzato: semmai cercherebbe disperatamente un proprietario intelligente che le evitasse i dispiaceri del sesso, visto che per lei l’accoppiamento è tutto, meno che divertente. Alla femmina non serve neppure fare “almeno una cucciolata nella vita” per evitare problemi sanitari. Per maggiori info, leggete qua;
c) due cani di razza purissima, con splendidi pedigree, con genealogie roboanti, se sono di razze diverse e si accoppiano tra loro danno vita a una cucciolata di meticci. Di incroci. Di cani fantasia (poca, in questo caso: ma sempre fantasia). Per maggiori info, vedere questo articolo.
Valore commerciale: zero assoluto (questo lo dico per chi spera di superare la crisi facendo trombare cani a caso e vendendo cuccioli… cosa che purtroppo sto sentendo sempre più spesso).
Valore cinotecnico: sottozero.
Anzi: accoppiate simili sono un vero e proprio insulto verso chi, magari per centinaia di anni, ha dato anima e cuore per perfezionare una razza, per fissarne le caratteristiche e rendere quei cani veramente “speciali”, perfetti per un lavoro, uno sport o la semplice compagnia.
Il fatto che negli ultimi anni si vedano sempre più spesso all’opera benemeriti cagnari che fanno riprodurre i cani a puro scopo di lucro non significa che la cinofilia sia sempre stata questa: fino a pochissimo tempo fa (diciamo una cinquantina d’anni) la cinofilia era una nobile arte tesa alla produzione di soggetti belli, sani e dal carattere eccezionale.
Vogliamo almeno rispettare quei poveri cristi che si sono dannati per ottenere questo risultato, anziché utilizzare la scusa che “tanto adesso non lo fa più nessuno?”
Non è vero che non lo fa più nessuno: è vero, purtroppo, che molti – troppi – hanno dimenticato il vero scopo della selezione cinotecnica… ma grazie al cielo ci sono molte persone che se ne ricordano benissimo e che dovrebbero essere imitate da tutti, anziché prese per i fondelli.
La razza non è un optional. Non è una pratica “nazista”, come sostengono certi animalisti, non è la ricerca di uno status symbol, non è “una cosaccia fatta dall’uomo, perché se i cani fossero lasciati liberi di accoppiarsi come credono starebbero meglio”.
I cani “lasciati liberi di accoppiarsi come credono” sono quelli che riempiono i canili: e non provate a dire che “in canile c’è pieno di cani di razza”, perché non-è-vero.
Ce ne sono alcuni, certo: ma quelli veramente puri saranno, a dir tanto, il 2-3 per cento. Sembrano di più solo perché i volontari spesso definiscono “di razza X” cani che somigliano vagamente (spesso molto, ma molto vagamente) alla razza X.
d) allevare una cucciolata non è soltanto un impegno estremamente gravoso: è anche difficile. Se non si è cinofili almeno un po’ esperti si rischia di sbagliare e di causare danni gravissimi ai cuccioli, o alla madre, o a entrambi. Per maggiori info, leggete qui.

Sì, lo so: ho linkato millemila vecchi articoli sul tema “accoppiamenti”, il che significa che avevo già parlato millemila volte di questi argomenti.
Sono ripetitiva e forse anche noiosa, d’accordo.
Però, visto che evidentemente non basta “parlarne”, ma si deve insistere fino alla nausea, su questi temi io ci tornerò ancora e ancora: e chiedo a tutti voi che mi leggete di fare lo stesso.
Ripetete a tutti quelli che conoscete il mantra “ci sono molti più motivi validi per NON fare un accoppiamento che per farlo”.
E spiegateli, questi motivi, se volete anche con l’aiuto dei miei articoli.
Cerchiamo di fare tutti il possibile perché la cinofilia torni ad essere davvero un’arte e sia lasciata a chi sa farla in modo professionale: anche – anzi, soprattutto – per il bene dei cani.
Quanto a chi ha avuto la luminosa idea di creare un sito di accoppiamenti, per pietà, si limiti a pubblicare annunci come questo, che è perfettamente lecito:

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I “cerco qualsiasi cagna purché me la dia”, i “cerco fidanzato di razza a caso”, insomma i “basta che respirino” NON sono leciti, sono un insulto al buon senso e quindi non andrebbero pubblicati.
Anzi, bisognerebbe mandare una bella mail a questi inserzionisti, spiegando loro per filo e per segno i motivi per cui il loro annuncio finirà nel cestino.
Allora , che un sito come questo darebbe un servizio utile alla cinofilia.

 

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17 Commenti

  1. Oooooh ci piace questa Valeria Rossi che non sbrocca ma che spamma le “solite info”. Di questo ha bisogno la gente. Yesss!!

  2. L’articolo, pienamente condivisibile, purtroppo non sarà mai letto da coloro che hanno scritto quei “simpatici” annunci in italiano “maccheronico”. Costoro non solo non si prenderanno mai la briga di farsi una cultura cinofila ma non si sforzeranno neanche un pò di costruirsi una minima cultura di base.

  3. Ogni volta che leggo allevamento “Delle grandi Ombre” mi vengono i brividabadibidi. 15 fattrici golden e 6 stalloni con quest’affisso, ma nello stesso allevamento, con affisso a nome del marito della signora, c’è anche l’allevamento di labrador “Fior d’acqua” con altre 15 fattrici e 5 stalloni. Allevamento visitato la settimana scorsa, per spiegarmi qualcosa sui cani che vedevo doveva leggere le lavagnette appese fuori da ogni box. Ora so cosa NON voglio vedere in un Allevamento! 😀

    • mi sembra che Valeria stessa avesse parlato di allevamenti amatoriali, professionali, professionistici ecc ecc e che sia proprio una prerogativa per essere considerati professionistici avere un minimo di cani… il numero di cani in sè può non voler dire molto, magari sono tenuti e seguite bene ugualmente… è da decenni che sento parlare del “delle grandi ombre” se fosse così brutto probabilmente avrebbero chiuso già da tempo…

  4. Valeria noi che ti leggiamo diffondiamo il più possibile, ma purtroppo ahimè, la gente non ascolta, non si informa e non vuole neanche che ti faccia “i fatti suoi”, perché “il cane è mio e ci faccio quello che voglio”! Così vedi cani rovinati fisicamente, psicologicamente e cucciolate fatte in casa che dopo 35 giorni vengono vendute/regalate perché non ce la fanno più a tenere i cuccioli. Continuare a parlarne all’infinito non fa male, magari qualcuno prima o poi riesce a svegliarsi.

  5. Amico di mio figlio che guarda la mia cucciola di samoiedo, lui ha un golden maschio. “che dici gli facciamo fare i cuccioli insieme quando diventa grande??” “ma sei matto?????? ma non si fa!!!!!! non si incrociano due razze diverse!!!!! se mai vorrò farla accoppiare sarà con un cane della sua razza, e se tu vuoi fare accoppiare il tuo lo DOVRAI fare con una femmina della sua razza!!!” spero che segua il consiglio.

  6. Qualcuno di mia conoscenza sta per compiere un fattaccio del genere. non dico la razza, ma si tratta di un cane per pochi. l’esemplare in questione se ne frega del branco umano, scappa, risponde ai comandi quando gli fa comodo e non è nemmeno troppo amichevole con gli altri cani (insomma, un incubo. o meglio, le cose funzionano se i cani con cui interagisce si sottomettono immediatamente. maschi inclusi, essendo una femmina).
    Almeno ha il Pedigree. nessun test, nessuna gara di bellezza, maschio per accoppiamento trovato su Internet. anche ammettendo che il tuo cane è perfettamente in Standard dal punto di vista caratteriale, fisico e per pura fortuna non ha malanni trasmissibili (impossibile saperlo, senza controlli, ma incrociamo le dita. metti che chi ti ha ceduto a suo tempo il cucciolo sia esperto e abbia fatto le cose per bene e il tuo cane, con una parte di fortuna come in tutte le cose, è uno dei “migliori” in circolazione), ma chi trovi dall’altra parte? chi risponde di sì al tuo annuncio senza aver mai visto il tuo cane non può che agire come te. se non peggio….). mi chiedo, ma a chi darai i cuccioli (che, se va tutto bene, nasceranno a fine di questa estate? anzi no, se va male, perchè per far andare tutto bene servirebbe che l’accoppiamento andasse proprio male. spero si sbaglino sui tempi…il che non sarebbe poi così impossibile) se nemmeno voi sapete gestire il vostro cane (condannato sempre a rimanere al guinzaglio? corto, tra l’altro?). se un cucciolo tornasse indietro, come fate a ripiazzarlo da adulto? solo ad un professionista e ad un amante della razza, disposto a rieducarlo (non per problemi comportamentali, ma perchè la razza è per pochi…). ma perchè? io non mi sarei mai permessa di far fare cuccioli al mio cane. la mia Allevatrice mi aveva anche detto che mi avrebbe aiutata (ovviamente dopo tutte le verifiche del caso). ma a parte tutta la trafila precedente non avrei mai dormito la notte al pensiero che i “miei” (anzi, “nostri”) cuccioli potessero finire in mano a belle persone magari, ma non in grado di garantire al loro nuovo cane la vita che si meritano. anche solo in “buona fede” (inteso come: penso di aver capito come fare, ma poi rovino il cane – una delle prime cose che ho detto, prima di essere scelta per portarmi a casa il mio cane – sebbene era ancora tutto un punto di domanda, perchè la mamma bassotta era ancora panzuta – è stata:”Noi non vogliamo fare danni” (primo cane. inteso come rovinarlo senza rendercene conto. e via di libri, dispense, domande, paure). sono tanto curiosa di sapere che prezzo faranno (i miei conoscenti) agli acquirenti dei cuccioli (se non fosse per i cani gli starebbe bene se a chiamare per averne uno fossero solo persone appassionate e che gli dicessero che sono dei “cagnari” solo per il fatto di non aver fatto nemmeno una lastra per la displasia…
    dimenticavo: dovrebbe essere l’unica cucciolata che questa povera cagna farà…e meno male. ma perchè perchè perchè?che rabbia! questi concetti di base non sono difficili da comprendere….

  7. Ho saputo che qui nei dintorni c’è un privato che smercia cuccioli meticci facendoli passare come chihuahua a pelo lungo; ne ha comprato uno la mia vicina di casa “perchè voleva il cane piccolo-piccolo”…risultato? A tre mesi pesa quasi tre chili, ha il pelo corto sul corpo, un codino da pinscher, e le orecchie da volpino…piegate. Intendiamoci, è adorabile e strizzabilissimo, è pure socializzato e giocherellone…ma a giudicare dalle zampotte, direi che da grande un bel sei chili li raggiunge. Ha comprato un meticcino (favoloso, certo) pagandolo come un esemplare di superrazzastrafiga…ma non ho il coraggio di dirle niente (ci faccio la figura della snob, “io ho il cane di razza e tu no-ah-ah”…a parte che Sif, boh…) E poi non la conosco bene; spero di no, ma chi mi dice che una volta scoperto che il cagnino non corrisponde ai suoi minuscoli parametri non lo molla da qualche parte?

  8. non c’è tanto da stupirsi che le sciuremarie reputino perfettamente lecito un accoppiamento tra razze diverse, quando da oltreoceano inizia ad arrivare la tendenza dei “designer dog” ottenuti proprio così. labradoodle, labernesi, e chi più ne ha più ne metta. Spacciati per razze a sè e venduti a carissimo prezzo.

  9. Quello che mi viene da pensare e’ che esistono due mondi ben distinti. Tanto per rendere l’idea li definirei quello della cinofilia “colta” e quello della cinofilia “popolare”. Intendiamoci, con le due definizioni non voglio eleggere l’una e sminuire l’altra ma solo rendere l’idea di due ambienti che difficilmente vengono a contatto o meglio: e’ piu’ facile che chi si interessa della versione “colta” si interessi anche di quella “popolare” che non il contrario. Facendo un esempio che va preso per quello che e’, cioe’ un esempo, e’ piu’ facile che hi ascolta musica classica ascolti anche canzonette, magari apprezzandole molto, che non il contrario.

    Non e’ un problema di cultura con la C maiuscola o almeno io non sono interessato a porre il problema in questi termini, ma questo crea un fenomeno di isolamento che si autoalimenta trovando al suo interno giustificazioni e gratificazioni soddisfacenti per chi ne fa parte.

    So che sembra una teoria fumosa e che non e’ questo lo spazio giusto per spiegarla, ma in fondo se ci si pensa bene, quando le sciuremarie al parchetto si raccontano che non si compra il cane in allevamento quando ci sono un sacco di cani da salvare dal canile e poi si dicono che i meticci sono piu’ sani e intelligenti e che i cani di razza sono pieni di malattie dovute alla consanguineita’ come i faraoni che si sposavano tra fratelli e sorelle, le brave signore alo stesso tempo si sono autogratificate perche’ hanno fatto la cosa giusta e soprattutto hanno dimostrato buon cuore e si sono autoescluse da ogni possibilita’ di verifica delle loro leggende metropolitane preferite che cosi continueranno a perpetrarsi. Al gruppetto poi si aggiunge il cuggino che anche se orbo di un occhio nel paese dei ciechi puo’ fare il re.

    Le iniziative come quella degli annunci temo che si rivolgano a questo target di utenza, cosi’ come una quantita’ di attivita’, anche di carattere commerciale, che fanno altrettanto. E’ un’utenza eterogenea e quindi disposta ad accettare tranquillament tutto e il contrario di tutto purche’ rimanga isolata e non si faccia contaminare da quella “colta” e, fortuna delle fortune, non bisogna richiuderla per tenerla isolata perche’ si isola da sola, e’ sufficiente alimentare le dicerie e leggende metropolitane di cui si ciba da un lato e presentare come iniziatico e irraggiungibile qualunque tipo di conoscenza dall’altro promettendo che raggiunto il giusto livello di iniziazione chiunque puo’ arrivare a vedere la luce e diventare cuggino… volevo dire re.

    • Caspita Nerofumo, hai fatto un esempio che da musicista mi ha reso l’idea in un modo incredibile!!! “E’ piu’ facile che chi ascolta musica classica ascolti anche canzonette, magari apprezzandole molto, che non il contrario.” E’ verissimo!!!! I cinofili non colti RIFIUTANO categoricamente la cinofilia colta come un incallito ascoltatore di canzonette modaiole, rifiuta di ascoltare anche la più orecchiabile delle arie liriche!! Mi è capitato giorni fa di trovarmi nel bel mezzo di una discussione nella quale ho notato proprio questo, ed ho capito che NON C’è MODO DI COMUNICARE!!! E mentre il cinofilo “colto” sta li a farsi venire il mal di pancia (perché certe cose non si possono proprio sentire ma purtroppo basta guardarsi intorno per capire che le fanno quasi tutti), il “non colto” vive nel suo mondo felice, sempre più convinto di avere la coscienza pulita e di agire sempre per il bene del cane … peccato che non abbia lontanamente l’idea di quale sia davvero!

      • Si’. Il rischio di questo tipo di ragionamento e’ un po’ quello di passare il confine del lecito e pensare che chi ti sta di fronte non sia in grado di ragionare da solo e vada “rieducato”.

        Cosi’ pero’ ci si trasforma in una specie di “assistente sociale” – passami il termine – cinofilo o musicale a seconda dei casi, convinto che il suo compito sia quello di salvare gli altri da se stessi. Per questo motivo secondo me e’ un discorso delicato ma rimane il problema che il cinofilo da parchetto cosi’ come il musicofilo da base rap, sono un target commercialmente allettante, un target che crede qualunque cosa perche’ non ha sufficiente capacita’ critica per fare diversamente e ha la tendenza a fare come la volpe con l’uva ogni volta che gli prospetta qualcosa di diverso ma che richieda un minimo di impegno.

        E’ un target che vive di miti ed e’ cosi’ eterogeneo che dentro ci puo’ stare di tutto: l’antica saggezza popolare del cuggino che aveva il nonno che prendeva a calci il cane cosi’ impara subito, il “pensiero magico” con il quale si accetta di buon grado l’idea che il guru di turno possa insegnarci a trovare nella nostra mente le risorse per influenzare la realta’ e quindi se ci credo fermamente il mio cane non finira’ sotto la macchina, la mia melodia non stridera’ come i gessi sulla lavagna, la ritmica non sembrera’ scombinata come il nonno che rotola giu’ per le scale di casa perche’ ha perso l’equilibrio mentre prendeva a calci il cane etc…

        Insomma, spero di averti fatto sorridere anche se a discapito del povero nonno che comunque un po’ se l’e’ meritata pero’ il problema rimane perche’ i numeri stanno dalla parte sbagliata e per la versione “colta” diventa sempre piu’ difficile sopravvivere soprattutto se succede che a fare le ordinanze che riguardano la cinofilia ci si ritrova il cuggino e a dirigere il conservatorio quello che di suo non riesce a mettere insieme sole cuore e amore sul primo e sesto grado della scala maggiore.

        • Ahahahahahahah!!! Povero nonno … però anche povero cane 🙂
          Nerofumo lo so, è pericoloso anche questo ragionamento, ed è quello che ho cercato di spiegare alla cinofila colta che tentava in tutti i modi di evitare una cucciolata casalinga fatta peraltro da una persona totalmente ignorante nel campo; come ho scritto, mi ci sono trovata in mezzo, visto che sono due amiche.
          Io ho smesso di dare consigli da un pezzo, perché la gente non ne vuole, perché non posso cambiare anni di “esperienza con i cani” tramandati da cuggino a cuggino e perché dopo che mi vengono dette frasi del tipo:”Nei giorni di festa i miei cani mangiano il dolce perché li ho abituati a mangiare tutto!” non ti resta che fare una carezza al povero animale che, inconsapevole, mangia canditi e cioccolata, e andar via …
          Quello che imparo da questo sito cerco di metterlo in pratica col mio cane e al massimo ne discuto con chi è interessato e vive la cinofilia come una vera passione da coltivare e vivere ogni giorno. E alla fine posso dirti che lontani dall’ignoranza “del nonno” (quella dei calci nel sedere e dell'”Aspetta, non buttare il purè di patate e le lasagne al sugo che li porto al cane” che peraltro vive da solo in campagna a fare la guardia a un terreno socializzando con le lucertole), la si vive con la stessa gioia con cui canti Puccini di fronte a un pubblico commosso.
          (Questo paragone con la musica mi ha illuminata, grazie Nerofumo!!)

          • Con la musica, a parte il fatto che le mie velleita’ artistiche risalgono ormai a molti ma molti anni fa, temo che se dovessi dire a qualcuno di imparare almeno quattro nozioni base di armonia lo vedrei tornare accompagnato dalla mamma e la psicologa che mi accuserebbero di aver inibito la sua creativita’ e che questo costera’ anni di psicoterapia quindi fuggo l’eventualita’ come la peste.

            Con la cinofilia invece nel mio piccolo, ma molto piccolo, cerco di creare l’occasione per permettere alla sciuramaria dei giardinetti di sbirciare qualcosa senza sentirsi coinvolta, senza chiedere niente e senza dispensare consigli non richiesti.

            Alla fine la sciuramaria tutta l’accademia che si fa nelle discussioni in rete la conosce a memoria, teme piu’ della morte che il suo cane con un po’ di condotta sia trasformato in un robottino pronto alla guerra, ma sarebbe contenta se potesse tornare a casa senza svolazzare come uno straccio appeso al guinzaglio perche’ quello e’ il suo principale problema e se le sembra di vedere una soluzione a portata di mano proprio appena fuori dalla porta del suo mondo cinofilo, tanto vicina che basta allungare una mano e chiedere “scusa ma tu come fai?” ha gia’ rotto il suo isolamento.

            Questa e’ una cosa che possiamo fare piu’ o meno tutti senza insegnare niente a nessuno, solo creare l’occasione mettendo “un bocconcino” fuori dall’uscio del regno del cuggino.

          • Beh, stendiamo un velo pietoso sulla musica che anche lì ci sarebbe molto da scrivere …
            Io non ho un giardinetto, da noi il livello è ancora più basso, la sciuramaria tanto nominata in questo sito dalle mie parti non esiste o è rara (o non la vedi proprio perché il suo microcane fa tutto sulla traversa in balcone, quindi non ha bisogno di uscire!). Quà i discorsi sui cani sono un obbrobrio, si sente davvero di tutto, dai cuccioli (casalinghi) ceduti a 35 giorni al maltrattamento psico-fisico che però per la maggior parte non è tale. E’ una cultura preistorica che non è facile contrastare, difatti questa è la terra del randagismo e dei bocconi avvelenati, e ti ho detto tutto.
            Però il tuo discorso sul “mettere un bocconcino (appetibile) fuori dall’uscio del regno del cuggino” fila alla grande, infatti basta che vedano il mio cane, pulito, col pelo lucido, calmo e socievole, che tra un discorso e l’altro sicuramente vien fuori la domanda alla quale rispondo sempre educatamente. Il problema è che dopo che ho risposto mi viene SEMPRE detto:”Vabbè, il tuo è di razza pura, non potrebbe essere altrimenti”, come se il mio appartenesse a una categoria a parte che vive di crocchette di marca e ha bisogno di passeggiare 3-4 volte al giorno mentre il loro meticcio o di “razza casalinga” può permettersi di mangiare schifezze e di non uscire mai se non per andare dal veterinario. E lì ringrazio il cielo di avere un’auto e di poter concedere ogni tanto a me e al mio “cane di razza pura” una sana vacanza fuori da questo posto e in compagnia di cani e proprietari che hanno una minima idea di cosa sia semplicemente un “cane”.

  10. Tutto condivisibile ! Purtroppo esistono persone ( ? ) che vivono sulla Luna. Es: Vicina di casa con femmina di pastrore tedesco di 3 anni, alla disperata ricerca di un bel maschio (p.t.) per farle fare i cuccioli almeno una volta. Le ho chiesto perchè …. ” Per la SUA salute”. Dopo la farete sterilizzare?…..”Noooooo”. A fine febbraio è andata in calore e un meticetto è riuscito a entrare in giardino e gliel’ha coperta. Lo hanno beccato in flagrante!!! Portata la cagna dal vet., fatto le iniezioni di rito… la cagna è stata sottosopra per giorni,speso più di 250 euro…Gli ho detto che per la stessa cifra la sterilizzavano e sarebbero stati tranquilli….”Noooooo…” DEVE fare i cuccioli….

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.