venerdì 3 Luglio 2020

“Non scrivete la razza”: tanto basta una foto…

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – Ancora giornalismo discutibile, stavolta da un quotidiano online della mia ex città, IVG.it, che qualche giorno fa ha pubblicato questo articolo.
Che c’è di discutibile?
Nel testo, a dire il vero, proprio nulla: è una cronaca impersonale e giornalisticamente corretta che parte da un episodio tutto sommato “leggero” (un cane di grossa taglia tenta di morderne un altro e ferisce per sbaglio, in modo lieve, la donna che lo stava accarezzando) per arrivare a  raccomandare l’uso della museruola.
Ci sta, anche se nel titolo la frase “era senza museruola” suona come una condanna (condanna che invece condividiamo verso il proprietario che se ne è bellamente scappato: l’inciviltà regna sovrana), mentre la legge non  – e ribadiamo: NON – prevede che i cani indossino la museruola, ma solo che il proprietario ne abbia una con sé.
Questo, poi, è stato soltanto un incidente, il cane non è mordace e addirittura “ha mollato subito” quando si è accorto di aver preso la signora anziché il cane rivale: ma ci sta che la persona ferita invochi l’uso della museruola, specie se si porta un cane grande al mercato.
Anche se non è obbligatoria, la troviamo anche noi una precauzione dettata dal buon senso.
Ma allora, dove sta  il problema con questo articolo?
Be’, sta in questo paragrafo:

ivgrott2
E’ chiaro? La signora, da vera cinofila (sappia che abbiamo molto apprezzato, se mai ci leggerà), ha chiesto chiaro e tondo di non scrivere il nome della razza, perché ne ha uno anche lei e non vuole che siano discriminati.
E allora IVG che fa? Correda l’articolo con una bella foto di rottweiler:

ivgrott_tagl
Ora, i casi sono due: o ce ne siamo bellamente infischiati del desiderio della signora e abbiamo evitato di pubblicare il nome della razza solo per metterci una foto (che sarebbe una bella presa in giro), oppure abbiamo preso una foto a caso e magari il morsicatore (involontario) non era neppure un rott.
Il che sarebbe doppiamente grave.
Difficile scoprire la verità, visto che altre testate hanno invece rispettato la richiesta della signora, non hanno fatto “i furbetti” e il problema di come illustrare l’articolo l’hanno risolto mettendo una foto del mercato del lunedì.
Questa, per esempio, è la stessa notizia data da “Radio Savona Sound news”:

canemercatorsn
Conclusioni? Le solite.
Si può fare del buon giornalismo e del cattivo giornalismo, anche quando non si eccede nel testo. Personalmente, se fossi l’autore dell’articolo e non avessi scelto io la foto (cosa che normalmente spetta alla redazione), credo che mi inalbererei non poco. Perché questa è una mancanza di rispetto verso tutti i  proprietari di rottweiler, ma soprattutto verso la signora: morsicata e pure presa per i fondelli.
Ma bravi.

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6 Commenti

  1. Visto il titolo e vista la foto in contrasto con il contenuto dell’articolo, onestamente avrei qualche dubbio anche sul virgolettato. Ora e’ vero che titolo e foto generalmente non sono opera di chi scrive il pezzo pero’ chi legge non e’ tenuto a fare queste distinzioni e il risultato e’ quello che e’, cioe’ un accrocchio che vale si’ e no i soldi che avra’ preso l’autore per scriverlo. Magari non e’ il suo caso, ma di solito questi pezzi non vengono pagati con una cifra di molto superiore al valore di un buono pasto e su quest ordine di grandezza neanche il rispetto del pezzo cosi’ come scritto dall’autore e’ contemplato.

  2. Mercoledì mattina mi trovavo a passeggiare con il mio cane lungo la pista ciclabile della mia città. Sempre molto frequentata. Il mio cane (incrocio tra rottweiler e pastore tedesco) al guinzaglio. Ci viene incontro un cocker maschio. Senza guinzaglio. La padrona beatamente a chiacchierare per i cavoli propri. Il mio cane non gradisce l’intrusione del cocker nel suo spazio e in un nanosecondo nasce una zuffa. Chi ha avuto la peggio sono stata io, morsa al polpaccio dal cocker. La padrona del cocker che fa? Invece di correre a recuperare il suo cane, apostrofa il mio con “cattivo!”. Ma cattiva lei! I cani vanno tenuti al guinzaglio. Anche i cocker!

  3. Che fine ha fatto il cane? Il padrone pusillanime è stato acciuffato o il cane non era neanche chippato? Come in auto questa è omissione di soccorso.

  4. La signora era senza museruola???? Ma insomma la vogliamo piantare di portare in giro umani senza museruola? Eppoi che la signora abbia un padrone…questo non credo

    • Effettivamente il titolo dell’articolo e’ un disastro. E’ vero che non deve essere didascalico pero’ la sintesi non dovrebbe produrre mutazioni del senso.

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