venerdì 24 Settembre 2021

Discriminazioni animaliste

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – “Indignato” è il titolo della mail che ho ricevuto un paio di giorni fa, e che diceva così:

Immaginate un po’:

“Regalo Ferrari spider a persone disposte a prendersi cura del suo motore, della sua carrozzeria e di portarla in giro per lunghe passeggiate a cielo aperto. L’auto è come nuova ed è stata abbandonata da un pilota di formula uno perchè non se ne poteva più occupare. ASTENERSI AUTOMOBILISTI E PILOTI”.

Strano, vero? Forse inconcepibile, direte: è da matti!
Invece provate a fare una ricerca con Google e a scrivere “segugio in adozione”: troverete che molti di coloro che amano (ma davvero?) i cani mettono annunci di questo genere:

“Segugio – bla bla bla – grande fiuto – bla bla bla – NO CACCIATORI (e visto che ci siamo: SOLO AL CENTRO-NORD).”

Io, che non sono cacciatore, mi arrabbio. Come si può pensare che un segugio possa essere infelice con un cacciatore, in un bosco, sulle tracce di un coniglio?  Come si può pensare che un cacciatore giocoforza abbandoni i cani?
E soprattutto, come si può pensare che la crudeltà e l’inciviltà siano una esclusiva dei terroni ?!?

sossegugiVerissimo: le discriminazioni di questo tipo (perché di questo si tratta) sono assolutamente all’ordine del giorno. Non ho mai letto in vita mia l’annuncio di un canile che, offrendo in adozione un cane da caccia, non specifichi “no cacciatori”; quanto al “solo centro-nord”, la cosa più triste è che si legge questa dicitura anche negli annunci dei canili del Sud.
Perché tutto questo?
Esclusi i casi in cui certe scelte nascondono scopi che hanno ben poco a che fare con il benessere dei cani (tipo la necessità di fare “staffette” su cui alcuni personaggi sinistri lucrano), quando si devono fare delle scelte “di categoria” l’unica arma che si ha a disposizione è la statistica.
Che… sì, è proprio quella cosa che, se io mangio un pollo intero e tu digiuni, stabilisce che abbiamo mangiato mezzo pollo a testa: ma è anche l’unica a poterci fornire dati su un campione un po’ più ampio dell’alternativa “miocuggino andava a caccia, però amava i suoi cani”, o “miocognato sta a Palermo e tiene il suo cane alla catena”.
Allo stesso criterio, per esempio, si adeguano le compagnie di assicurazione: le donne hanno, statisticamente, meno incidenti degli uomini (alla faccia delle dicerie sulle donne al volante); i neopatentati ne hanno più dei guidatori esperti e così via.  Solo su questo le assicurazioni basano i loro tariffari: e ovviamente il maschietto neopatentato che guida meglio di Alonso lo trova profondamente ingiusto… ma gli tocca subire, abbozzare e pagare.
Dunque, statisticamente, i cacciatori abbandonano (o perdono e poi non cercano) i loro cani con più frequenza dei non-cacciatori, e la cultura cinofila al sud è inferiore rispetto al nord.
Ma di fronte a questi dati dobbiamo star zitti e abbozzare pure noi cinofili?
Direi proprio di no: perché far adottare un cane non è la stessa cosa che assicurare un’auto!
La compagnia di assicurazioni, della macchina, può avere solo dati oggettivi ed immutabili come la marca o l’anno di immatricolazione, perché la macchina non ha una personalità nè un carattere.
Ma soprattutto, la compagnia non conosce e non può fare nulla per conoscere l’abilità reale del guidatore.
Il mondo è pieno di gente con regolare patente di guida che non dovrebbe salire neanche su un triciclo, si sa: ma poiché esiste un documento ufficiale che abilita alla guida, le assicurazioni non possono fare di testa loro e dire “tu paghi di più perché guidi come Ray Charles, tu paghi di meno perché sei meglio di Vettel”. Non solo non avrebbero tempo e modo di verificarlo, ma non ne hanno neppure l’autorità.

adozione2I gestori/responsabili/volontari dei canili, al contrario, sono i soli ed unici giudici, visto che un patentino ufficiale per la conduzione di un cane ancora non esiste.
Quindi sono loro ad avere la responsabilità di decidere “a te sì, a te no”. Sono loro gli unici arbitri della situazione.
E’ corretto che si basino su una scienza fortemente inesatta come la statistica, dovendo giudicare dei casi individuali?
Ovviamente no: anche perché in questo caso la responsabilità è doppia, essendoci di mezzo un essere vivente e non una macchina.
Per primissima cosa, dunque, si dovrebbe pensare al benessere del cane; e credo che nessuno possa negare che il massimo benessere, per un cane da caccia, stia nell’andare a caccia.
E’ la sua natura, ce l’ha nel DNA, è la cosa che ama di più al mondo. Se noi la pensiamo in modo diverso, non ci obbliga il medico ad andarci a prendere proprio il segugio, o il pointer o il setter.
Io che non amo la caccia, anzi sono proprio contrarissima alla caccia, un cane simile non me lo prenderei mai, perché saprei già che non sarei in grado di soddisfare le sue esigenze (in realtà ne ho avuti, da bambina, ma erano di mio padre e non miei).

breton_feliceSì, certo, ci sono cani da caccia che fanno agility o protezione civile o un sacco di altri sport, e sembrano felicissimi… ma scommetto che se i loro proprietari avessero modo di portarli a caccia anche una sola volta sarebbero costretti ad ammettere (le fette di prosciutto sugli occhi non valgono) che il cane cambia completamente espressione, che diventa tutto un altro cane, che l’apparente felicità della sua vita quotidiana sta a quella della caccia come l’espressione di un bambino che sotto l’albero di Natale trova un leccalecca sta a quella di chi ci trova la playstation.
Non è che il leccalecca gli faccia schifo o lo renda infelice: ma la playstation è un’altra cosa.
E siccome per i cani io vorrei sempre “il meglio” in assoluto, e non il “meglio che niente”, sono davvero convinta che un cane da caccia dovrebbe andare a caccia (così come un cane da pastore dovrebbe guidare le pecore, un cane da difesa dovrebbe fare discipline di morso e così via).
Unica eccezione: i cani “scartati” perchè a caccia non andavano bene, o perché avevano paura degli spari. Questi sì, che li dirotterei verso i non-cacciatori: però, per saperlo, bisognerebbe prima testare i cani e capire che atteggiamento hanno nei confronti della caccia.
D’altronde i cani in canile dovrebbero essere “tutti” messi alla prova in varie occasioni, per capire almeno a grandi linee che tipi sono, come la pensano, come reagiscono di fronte a stimoli/opportunità/situazioni diverse.
Non si fa quasi mai, per mancanza di tempo e/o di personale in grado di farlo: ma quando non lo si fa, poi non si può pretendere di capire un cane solo per averlo visto ingabbiato per giorni, mesi o anni. Nessun cane rivela il suo vero “io” nel contesto-canile, tant’è che si sentono/vedono in continuazione casi di affido del cane sbagliato alla persona sbagliata.
“Mi avevano assicurato che era un patatone sedentario, e invece è un diavolo della Tasmania!”
“Mi avevano detto che andava d’accordo con i cani, e invece vuole mangiarseli tutti!”
“Altro che buono con i bambini, questo li odia!”… e così via.
Sono racconti di quotidiana follia e di quotidiana incazzatura da parte degli adottanti, che si sentono “fregati”: ma non è assolutamente detto che ci sia stata la volontà di raccontare balle.

canecanileChiunque abbia modo di vedere entrambe le facce della medaglia (cosa che capita raramente, per quanto possa sembrare strano: c’è chi vede i cani “solo dentro” e chi li vede “solo fuori”, ma sono poche le persone che riescono a seguire tutto il percorso) sa benissimo che dall’habitat “canile” all’habitat “famiglia” il cane cambia dal giorno alla notte, per mille motivi che non sto a spiegare qui. Però che cambi è un dato di fatto.
Se ne deduce, ahimé, che per quanto credano di conoscere i loro ospiti, i volontari di canile nel 99% dei casi ne conoscono in realtà solo una faccia; vedono un solo lato della medaglia.
Questo può comportare affidi sbagliati in buona fede, e ci sta… ma comporta anche che l’unica VERA valutazione che si può fare, al momento di un’adozione, è quella dell’aspirante adottante.
E allora, almeno questa valutazione andrebbe assolutamente fatta con la massima precisione e con la massima competenza possibile.
Non si può guardare soltanto alle statistiche, perché le statistiche non dicono soltanto che i cacciatori sono tutti brutti e cattivi e che gli abitanti del sud maltrattano di più i cani: danno per buono anche il rovescio della moneta, e cioè che tutti i non-cacciatori sono buoni e gentili e che tutti gli abitanti del nord tengono i cani benissimo.
E’ la verità? CERTO CHE NO! E lo sappiamo tutti perfettamente: non credo ci sia bisogno di addurre prove, ma se servissero basta aprire un qualsiasi giornale.

monete_falseMa se è falso il rovescio di una moneta, come può essere buono il dritto?
E’ proprio palese, o almeno dovrebbe esserlo, che di maltrattatori, abbandonatori e stronzi di vario genere se ne trovano in tutta Italia e che questa attitudine non dipende certo dalle discipline che praticano: quindi quella che si deve valutare è la singola persona,  e non la categoria.
Non siete in grado di valutare? Non fatelo: ci sono millemila altri modi di rendersi utili in un canile.
Non avete nessun altro in grado di farlo? E allora fatelo voi, ma limitandovi a “sperare in bene” e non illudendovi di aver scelto la persona giusta solo perché ha l’accento milanese e non tiene fucili in casa. Perché le cose che contano sono ben altre, e lo sapete tutti benissimo.
Infine… non volete dare un cane da caccia al cacciatore perché a voi fa schifo la caccia?
Be’, ragazzi, è assolutamente lecito pensarla così (super-super-lecito, visto che anch’io la penso come voi!): ma non è della vostra felicità, che si parla. E’ di quella del cane.
E il cane, se lo amate davvero, dovete rispettarlo per ciò che è, non per ciò che fa comodo a voi.

Insomma, io posso anche capirle, le motivazioni di certe scelte: però non le condivido affatto.
Soprattutto per quanto riguarda la collocazione geografica, visto che negli ultimi anni ho tenuto diversi seminari, stage, corsi al Sud e ho trovato persone immensamente preparate, già dotate di un’ottima cultura cinofila e desiderose di imparare ancora (mentre al Nord, se vogliamo proprio dirla tutta, è molto più frequente incappare in quelli che “sanno già tutto”). Non dare un cane ad una di queste persone sarebbe un grandissimo torto (fatto al cane, non solo a loro).
Quindi, di cosa stiamo parlando?
Proprio di discriminazioni, non di scelte sensate.
E le discriminazioni non sono mai belle, mai piacevoli… e in questo caso, neppure giustificabili.

NOTA: il cane nella foto di apertura NON è un cane in adozione. Ho scelto questa immagine su Google solo perché l’espressione mi sembrava molto adatta al fumetto.

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99 Commenti

  1. Ho da poco adottato un galgo. Sebbene la mia esperienza cinofila sia scarsa so che non è solo un cane da caccia, di più, è un cacciatore. Sul fatto che sia stato maltrattato non ho dubbi: le cicatrici che si porta addosso parlano da sole. Non so nulla però della sua storia. L’unica cosa che mi è stata detta quando l’ho preso è che lui è “un rifiuto di galghero”, il che (mi dicono) equivale a dire che il suo precedente proprietario (invero parrebbero 2 dai documenti…) l’ha ritenuto inadatto alla caccia. Che il suo istinto predatorio non sembri essere così forte, parrebbe dimostrato (sempre secondo chi me lo ha affidato) anche dal fatto che può convivere tranquillamente (mh!) con i gatti. Infatti i miei gatti sono ancora vivi e vegeti. Io abito in campagna e ho uno spazio recintato all’aperto dove il cane gioca e corre liberamente quando non dorme occupando l’intero divano. Almeno una volta al giorno comunque lo porto a fare una passeggiata. In campagna, ovvio, e per quanto come cinofila io sia una principiante, mi pare evidente che il suo comportamento sia quello di un cacciatore. Durante una delle nostre passeggiate ha scovato un leprotto e a doverlo trattenere, a sentirlo piangere disperato perché non gli permettevo di rincorrere la preda, mi sono sentita una vera ca*ca. Come mi devo comportare in un caso analogo? Qui di lepri ce ne sono a bizzeffe ricapiterà di sicuro. Che faccio? Lo porto a spasso in centro a Milano o esiste un modo per evitare lo strazio di vederlo scalpitare e piangere per non poter fare il mestiere per cui è nato?

  2. Mi occupo di adozioni da anni e vorrei chiarire brevemente due punti. 1 non affido cani a cacciatori solo perché molti di loro (non tutti ma quasi, scusate se generalizzo) vivono il cane come strumento da lavoro al pari del loro fucile e lo confinano in serraglio quando non serve. Ok, il cane a caccia si diverte, sicuramente piu che stare sul divano, ma il resto del tempo come lo passa? É felice nel suo serraglio senza stimoli? Non credo proprio. E credetemi che ho conosciuto pochissimi cacciatori che tengono i cani liberi o in casa… Quindi, per non rischiare, escludiamo la categoria (con relativi insulti quando ci capita di ricevere qualche mail da cacciatori maleducati, ve lo garantisco). 2 ma perché io, che mi occupo di adozioni a Bergamo, dovrei mandare un cane al Sud quando in certi posti ti basta aprire la porta di casa per trovare 10 cani sullo zerbino? É un contro senso. Collaboro con Napoli da anni, conosco la realtá del Sud, quindi so di cosa parlo. Nei miei appelli c’è sempre rigorosamente scritto ADOTTABILE SONO AL NORD. Anche per una questione di controlli post affido, vi invito a considerare anche questo di aspetto…
    In genere trovo tutti gli articoli di Valeria interssantissimi e giusti, ma questo proprio é lontano dalla realtá che viviamo ogni giorno noi volontari.

  3. “CUCCIOLI DI BRACCO
    Siamo 5 , abbiamo 2 mesi e cerchiamo casa!
    NO CACCIATORI
    NO BOX
    NO SOLO GIARDINO”

    a proposito……annuncio di un canile presso Modena.

  4. Per me ci sono padroni di cani che sono pirla, ignoranti, incoscienti, stupidi, egoisti, maleducati ecc, ecc, indipendentemente che siano cacciatori, impiegati, professori e così via e persone educate e sensibili. Anche se per me sparare agli animali non è uno sport gratificante, per me, ovviamente, e pure costoso assai, conosco cacciatori normali, con cani stupendi, trattati come figli…mai generalizzare, i pirla sono in ogni dove, purtroppo

  5. Mi dispiace ma sulla questione del “solo centro e nord” c’e’ un ENORME equivoco di fondo. Non scriviamo NO MERIDIONALI ma scriviamo che li PORTIAMO IN ADOZIONE solo al centro nord. Quindi se una persona di origini meridionali che vive a Milano ci chiede un cane mica gli diciamo di no solo perche’ e’ meridionale! Saremo esigenti noi volontarie ma non siamo razziste. La risposta che diamo sempre, ma che nessuno sembra voler accettare perche’ fare le vittime va tanto di modo, e’ che al meridione il numero di cani in cerca di casa e’ gia’ esponenzialmente piu’ alto che al nord e che quindi sarebbe una gran cavolata far fare un viaggio a un cane che sta a Roma per farlo arrivare in Calabria o in Puglia dove i cari adottanti avrebbero avuto ampia scelta di cani in condizioni ben peggiori proprio sotto casa. Posso capire se si tratta di un cane con zero possibilita’ di adozione, se arriva la richiesta del secolo dal sud magari si fa un’eccezione, ma in linea generale, cani facili da far adottare, cosa diamine li mandiamo a fare in adozione in zone con un tasso di randagismo da capogiro??

    • Partire con pregiudizi riguardo a persone che provengono da una determinata area geografica non è sicuramente giusto, ma se si conosce la realtà, pur facendo distinzione, un po’ razzista lo si diventa verso chi ti circonda (nel nostro caso, io vivo al sud). Perché quì la gente ti dice che ama i cani, che li terrà benissimo, che bla bla bla, e poi ti vedi uno che si perde 2 cuccioli di corso in piena campagna perché li teneva senza un minimo di recinzione, un altro che fa sopprimere il cane perché sta male e non vuole pagare spese mediche, l’altra che ti riporta il cane in canile perché le ha distrutto casa, eccetera eccetera … non parliamo di abbandoni, mi è già capitato di incontrare pitbull, corsi e siberian husky affamati e stanchi che vagano in mezzo al traffico, cuccioli di poco più di un mese che si nascondono sotto le macchine; fortunatamente sono stati tutti aiutati dalla gente del nostro quartiere e da una associazione che davvero si fa in quattro ogni volta che li chiamiamo. Le brave persone ci sono, ma i maledetti maltrattatori insensibili e senza un minimo di umanità, credimi, sono di più, quindi BEN VENGANO LE ADOZIONI AL NORD! Per questo motivo e anche per quello che dici tu: per adottare quì non c’è bisogno di aspettare il cane da Roma, ma basta farsi una passeggiata a piedi; noi abbiamo avuto la gioia di adottare una randagia che aveva partorito proprio davanti casa: tutto il quartiere si è interessato, adesso ha una cuccia, pappa tutti i giorni e le cure adeguate. I suoi cuccioli, pensa un po’, sono stati adottati al nord.

  6. Fatte un giro nei rifugi in Umbria per vedere l’enorme quantità di cani da caccia buttati li dai benevoli cacciatori… ci sono tanti pointer, bretoni, segugi, setter, bracchi ecc tutti di razza pura e la loro unica colpa è quella di non essere adatti alla caccia.

  7. Domanda: se si “simula” la attività di caccia con un cane da caccia, il cane risulta davvero meno appagato (considerando le sue attitudini “genetiche”)? sto maltrattando il bassotto se non vado per tane di volpi col fucile? a parte le prove su tana (che mi fanno comunque senso…sebbene non prevedano – almeno davanti a chi le pratica, spero – un’immediata uccisione dell’animale che funge da preda), non sono sufficienti attività che stimolano il fiuto? quando mi nascondo per farmi cercare mi sembra contentissima quando mi trova. fa una specie di tocca l’umano con saltino. come per dire eccoti, ho vinto! anche perchè dei surrogati, anche se si va a caccia col fucile, si dovranno trovare, durante i periodi in cui è vietato cacciare. vorrei capire se davvero il cane ci rimette così tanto (tolti gli estremi caccia col fucile e cane da caccia sempre chiuso in appartamento, con brevi uscite al guinzaglio – terribile.).
    ecco, una setter di cacciatore che dorme sul cuscino della figlia la conosco. ora mi viene in mente. beato quel cane…!

    • p.s. come si addestra un cane a cacciare? si libera e basta nel bosco? voglio dire, presumo che la maggior parte dei cacciatori faccia così. o si deve prima avere un rapporto col proprietario? voglio dire, se libero volutamente il bassotto in zone con tane di volpe, cosa succede? ci entra spontaneamente e le tira fuori perchè attratta dalla preda o deve prima imparare che siamo lì per quello? se fosse così, allora non trovo molta differenza tra me che libero per prati e boschi il cane e un cacciatore che libera per boschi il cane col fucile. la “preda” sarebbe comunque trovata (dal cane) in modo casuale. il cacciatore medio non credo che sia un esperto di addestramento cani…almeno penso io!

      • Il cane da caccia si addestra eccome. L’istinto c’è (o ci dovrebbe essere di base) ma conta anche la preparazione. Per questo motivo dubito che un cacciatore si prenderebbe un cane adulto in canile. L’obbiettivo di un segugio non è inseguire una traccia per km, ma spingere l’animale verso il cacciatore. Il segugio “bravo” è quello che sa distinguere e in caso abbandona una traccia e ne cerca un altra più promettente, non quello che parte naso a terra e non lo vedi più. L’obbiettivo dovrebbe essere il lavoro di squadra e su questo è necessario lavorare. Nelle prove su segugi c’è anche il resta in assenza del conduttore e altre prove di obbedienza. Alcuni ottengono questi risultati con metodi discutibili (collare elettrico) ma purtroppo questo accade anche in altre discipline.
        Ma c’è anche chi non conosce tutto questo e si indigna a prescindere e se vede un setter con un beeper pensa che sia un collare elettrico.

        • ecco allora. al massimo il Sciurmario versione con fucile potrebbe farci un pensierino, vedendo annunci di cani caccia da adottare. magari chi spende tempo per educare e creare un rapporto col cane si dedica all’addestramento “alla caccia” in modo “professionale”. insomma, il segugio da box 8 mesi all’anno dubito vada a fare le prove che citi tu. e qui, secondo il mio parere, torniamo alla motivazione del divieto “no cacciatori” (pochi adatti, seppur cacciatori, si presenterebbero per l’adozione). ingiusto verso chi adotta, però…non so! 🙂
          torniamo alla cultura che manca (e qui Nord, Sud, Centro, Isole, Campione d’Italia non centra nulla. in certe zone pare che la “civiltà” non sia mai arrivata (la vita rurale o di montagna, anche qui da noi a volte sembra una civiltà “non sviluppata” (per non sviluppo non intendo qualcosa di solo negativo. il progresso porta con sè anche tanto orrore) in cui si tengono i cani liberi in giardino, tenuti in gabbie e si ammazzano i conigli a mani nude per il pranzo della domenica. e si buttano bocconi avvelenati). chissà se i cacciatori di nuova generazione saranno uguali a quelli di oggi (rispetto alla vita col proprio cane, almeno).

          • Ti dirò che a me questo stereotipo “città vs campagna” sembra parecchio ridicolo. Sono cresciuta e vivo tutt’ora in un paesino di nemmeno 100 abitanti che pure per comprare le sigarette devi avere l’auto, ma ho vissuto in città per 5 anni per lavoro, dove ho visto cani che passavano le giornate su terrazzini ridicoli (un alano nel condominio di fronte al mio), cagnetti isterici segregati in appartamento che scatenavano infiniti litigi tra vicini, museruola praticamente obbligatoria perché i bocconi avvelenati erano all’ordine del giorno, insulti se ti azzardavi a passare troppo vicino a un negozio-asilo-parco giochi-ecc.
            Qui ci si conosce tutti, cani e persone, e non è certo facile far sparire un cane senza far insospettire tutto il circondario o farla franca se fai una porcata. L’unica volta che la mia cagna, cucciolona, è scappata dal cancello inseguendo un gatto, tempo 15 minuti l’ho trovata a casa di un vecchietto che l’ha vista, l’ha fatta entrare nel giardino e mi ha telefonato. Poi arrivano i turisti della domenica, vedono i miei cani sdraiati al sole che si asciugano il pantano della passeggiata di dosso e scuotono la testa “povere bestie!” Già, peccato che le povere bestie, quando si sono scrollati lo sporco, dormano sul mio letto.
            E peccato che gli unici cani tenuti veramente di merda siano di proprietà di una coppia che si è trasferita due anni fa dalla città, che prima erano volontari (!) e ora hanno fatto il salto di qualità: ora che hanno una casa con giardino l’hanno trasformato in una baraccopoli di rete e lamiera e ci tengono una decina di cani fatti staffettare dal sud che non vengono mai portati fuori (né in casa) alla faccia dei controlli pre-affido, forse essendo ex-volontari vengono considerati affidabili a prescindere. Si sono beccati diverse denunce e multe e se non altro hanno fatto sistemare le baracche ma….però loro salvano i cani dal canile e io sono la stronza che ha comprato un cane di razza.

          • capisco che magari è una realtà solo locale e che nel resto d’Italia non è così (non lo metto in dubbio), ma noi, almeno in piccoli paesi di montagna o di vallata, trovo un abisso tra la mentalità (che risente della vita principalmente di campagna di una volta) di un anziano di oggi e di un giovane di oggi. Per dire, io lo vedo in tante cose differenti, non solo relativamente al rapporto con gli animali. per dire, una mia amica ha adottato un cucciolo di gatto al gattile, tempo fa, e per non litigare con la sua nonna (che di sicuro non va a caccia) le ha detto che lo aveva trovato (abita in zona diciamo “campagnola”). motivo del litigio sarebbe stato: il gatto non è un animale da reddito, quindi completamente inutile e assurdo averlo con sè come animale da compagnia. oppure con un altro vecchietto ho discusso sulla pratica di uccidere i gattini appena nati (la sterilizzazione giammai). oppure dei miei parenti avevano ammazzato il mio coniglio, tanti anni fa, senza dirmelo (un tempo era “normale” fare così). secondo me un cacciatore di una certa età risente, almeno per quello che vedo io nella zona in cui vivo, di questo tipo di approccio (cane alla catena, cane nei box perchè mero strumento di lavoro) mentale e culturale. quel che dico è che spero che le nuove generazioni si approccino alla caccia (okay, per me sarebbe da abolire completamente, però questo è un altro discorso). una volta non era per niente diffusa la cultura cinofila e quindi quel che possiamo sapere oggi sulle esigenze sociali ed etologiche del cane lo sapevano in pochi (ammesso che i primi studi fossero già stati fatti). tenere il cane da caccia nel box secondo me non è solo “me ne frego”, ma anche sta bene dov’è. da noi è spesso così e quel che mi auguro è che i “nuovi” cacciatori studino e possano approcciarsi al cane con cultura, prima di fare il porto d’armi (o quel che serve per cacciare legalmente). in certe zone di montagna da noi si vive ancora d’alpeggio vecchia maniera, si fa il formaggio vecchia maniera, si tengono gli animali da cortile vecchia maniera. il che per me è anche una bellissima cosa però quando ci sono di mezzo altri esseri viventi…insomma, non è che mi vada troppo bene). per la carità, sarà solo qui. ecco, volevo dire questo. per tutte le altre forme di maltrattamento temo sia così un po’ ovunque…

  8. Io vorrei anche aggiungere però che non si tratta propriamente di discriminazione, ma di semplice logica: al Sud solitamente i canili/gattili sono pieni, e sinceramente, se da Roma devo mandare un cane in.. Calabria, (tanto per dirne una), preferisco sinceramente indirizzarli verso una volontaria di zona con cui magari metto io direttamente in contatto il possibile adottante. Al Sud ci sono molti più randagi che a Roma magari, quindi mi sembra logico aiutare in questo modo le volontarie di zona. (Poi, ho fatto un’adozione in Calabria pure essendo di Roma, perchè le persone erano fantastiche, e valeva davvero la pena.. Come diceva Valeria, valutare la situazione, appunto.)

    Per quanto riguarda ( e mi riferisco ad alcuni commenti in risposta all’articolo) al fattore NO GIARDINO (o NO solo Giardino),io mi occupo maggiormente di gatti. Quello che posso dire è che generalmente preferisco non affidare se il giardino non è in sicurezza, e soprattutto valutare dove si trovi il giardino in questione. E’ a ridosso di una strada iper mega ultra trafficata e non ha protezioni di sorta? Ecco, magari evito: dopo averlo dato in adozione, mi spiacerebbe molto ricevere la telefonata “Eh, è morto investito sai?”

    Ma anche qui, si parla di valutare le varie situazioni…:)

  9. parlare male( generalizzando al 99,99999%) dei cacciatori e dei loro cani è la stessa identica, ridicola, cosa che parlare male di quelli che, come me, si divertono in UD.

    è un terreno fertile per dare sfogo alle frustrazioni di molti che parlano s stra parlano senza aver mai preso parte nè all’una nè all’altra cosa.

    indubbiamente ci sono i “bastardi” in ogni disciplina, in ogni sport, in ogni sciura che sbaciucchia continuamente il cane, in ogni nano da giardino obeso di una bella villa ecc ecc.

    ho letto , frettolosamente, tra i commenti di caucaso in pet therapy……………vi sembra essere più corretto, non parlo di vero e proprio maltrattamento, che andare a caccia rispettando le leggi ????!!!

    qui è pieno di canili per cani da caccia…raramente se ne vedono ancora di quelli descritti.

    posso riportare alcuni esempi di canili con riscaldamento, alimentazione perfetta, allenamento costante in apposite aree anche in stagione di chiusura.

    ora se vogliamo smepre sputare veleno sui cacciatori entrando in discorsi ridicoli facciamolo pure……ma guardiamo anche oltre il naso.

    • Mi trova d’accordo sul discorso Pastore del Caucaso e UD (anche se, diciamoci la verità, in UD a livelli agonistici se ne trovano ancora diversi di stronzi che vedono il proprio cane come “macchina da prestazione” e basta). Sul discorso cacciatori, per quanto pensi che il cane che può cacciare sia il cane più felice del pianeta, non sono d’accordo con quanto afferma. I canili da lei descritti sono più che mosche bianche, non dobbiamo generalizzare, ma neanche ingigantire il poco di buono che c’è…ahimé. Sono Toscana (guardi il numero di iscritti alla Federcaccia per regione per capire perchè è importante la precisazione logistica) e le assicuro che di canili come quelli descritti ce ne sono tanti e quelli che non si vedono è perchè sono dispersi nel bosco chissà dove. Le autorità sono compiacenti (spesso cacciatori anch’essi o amici intimi di cacciatori) e chi considera il cane come compagno di lavoro è un’eccezione. Mettono al mondo cucciolate di cui uccidono i due terzi, sparano in testa a cani paurosi o in generale “non abbastanza bravi”, non mi meraviglio che i volontari siano restii a cedergli cani in adozione (anche perchè nei canili spesso ci sono proprio quei cani da caccia abbandonati perchè considerati scarsi). Io spero con tutto il cuore che la situazione stia piano piano cambiando e che i box per cani da lei descritti diventino la norma tra i cacciatori e che si prenda esempio da chi li tiene come dice lei o in casa a fare anche vita di famiglia (ne conosco che lo fanno) e la caccia diventi momento di collaborazione e gioia reciproca per cane e conduttore e non prestazione stressante che porta a sfogare la frustrazione sul cane (succede anche questo).

      • vieni a vederlo il pastore del Caucaso in questione prima di dire che fargli fare pet-therapy è un maltrattamento!!!!! Se siamo riusciti tramite socializzazione ed educazione a costruire un profilo aperto e socievole con tutti pensate che sia una cosa negativa? Se il Pastore del Caucaso in questione ama indistintamente tutti gli esseri umani credete sia così sbagliato possa fare degli incontri con persone disabili? Non tutti i soggetti di una razza sono uguali nè geneticamente nè ontogeneticamente. Ho già spiegato che nessuno pensava di fargli fare Pet-Therapy all’inizio, anzi io mi sono preoccupato che facesse il maggior numero di esperienze sociali positive proprio perchè so che mediamente un Caucaso ha bisogno di sperimentare la socialità più di altre razze. Se il lavoro è venuto molto meglio di quello che speravamo non ce ne dobbiamo fare un cruccio ma devo solo ringraziare i proprietari che hanno seguito alla lettera i consigli ed ora hanno un cane adattabile in ogni contesto.

        • Mi chiedo solo dove sta scritto che per un cane come il PdC sia auspicabile diventare “adattabile ad ogni contesto”. Certo, forse sarà molto comodo per i padroni, questo si, ma che sia proprio un’esigenza del cane, tenderei ad escluderlo. Oltretutto perchè mai uno si dovrebbe prendere un cane del genere se ha bisogno di un cane adatto ad ogni contesto?
          E’ un po’ come prenderti un cane da caccia per fargli fare il lavoro di un pechinese. Magari scegliendo un soggetto un po’ fuori standard, sforzandosi, pagando fior di lezioni ce la si fa… ma, come dice la Sig.ra Rossi “Pecche’?”
          In ogni caso non considero una grande gloria dell’allevatore far nascere PdC patatoni ubbidientissimi ed amichevoli con tutti .
          Dovessi proprio decidere di prendermi un cane del genere, andrei da chi mi da un PdC che allo sconosciuto che lo tocca in testa gli fa vedere tutti i denti, poi se ne va e torna a fare il lavoro per cui dovrebbe avere talento e senza tanti addestramenti.

          • Mi permetta di non concordare con lei. IL cane è un animale sociale e tramite le esperienze va a declinare quelle che sono le sue tendenze innate. Anche se un Caucaso geneticamente sarebbe un pò più ombroso di altri cani non è scritto da nessuna parte che io non riesca a socializzarlo. Dovrò impegnarmi di più ma non sto facendo qualcosa contro la sua natura….è un cane, non una tigre. Nel caso specifico, che conosco bene perchè fa parte del mio gruppo, le assicuro che il cane in questione è davvero molto felice perchè ha trovato proprietari davvero responsabili che si sono impegnati tantissimo nel percorso di crescita del soggetto. IL cane inoltre, in casa sua, fa una bella difesa del territorio per cui non è stato snaturato : il miglior cane da guardia è quello che a casa sua difende la proprietà con sicurezza ma che all’esterno dimostra di essere prosociale ed equilibrato con tutti. Non mi sembra una cosa positiva avere un Caucaso, un Fila Brasilero o un maremmano che sono incazzosi al massimo sia dentro che fuori dal loro territorio. L’equilibrio di un cane si vede proprio dal fatto che lui sia tranquillo e socievole al campo di addestramento, al supermercato, per strada ecc…..E questo si dovrebbe provare ad ottenere con tutti i cani e non soltanto con Border e Golden Retriever.

          • Il problema è proprio questo……volere un caucaso pacioccone, un malin dormiglione,un border grasso sul divano.
            È come comprare la Ferrari per fare offerte road, una R1 per girare su pista da cross.
            Ma l’umiltà ed il rispetto dove sono finite?!?!?
            Non starò ad elencare le mie competenze,ammesso valgano un qualcosa, ma come persona resto basita dinanzi certe affermazioni.
            Anche io adoro i lupi, quelli veri, ma non per questo desidero renderne uno pacioccone,pirla,rincretitinito da.noi umani tutto fare che tutto trasformiamo a nostro piacimento.

  10. Comunque a tutti quelli che portano testimonianze di “cani in gabbie o box piccolissimi ecc” vorrei ricordare che la legge prevede almeno 8 mq a cane, con varianti regionali. Quindi se proprio non vi fa schifo c’è anche la possibilità di denunciare! Come quelli che “sono sicuri” che il cane del sig tal dei tali non ha il chip ma si guarda bene dal segnalare la cosa alle autorità. Tutti a invocare le leggi ma quando ci sono…

    • Emma, io l’ho fatto e purtroppo mi è stato risposto dai Vigili Urbani (due vigilesse gentilissime e incazzate per lo stato delle cose) che spesso sono restii ad intervenire perchè è capitato loro di frequente che dopo la prima visita per informare il proprietario delle irregolarità e dopo avergli intimato di mettere tutto in regola, il cane sparisce misteriosamente (abbandonato o ceduto al canile nei casi migliori. Trasferito in luogo anche peggiore, ma non rintracciabile o ucciso in modo brutale nei casi peggiori). Però si deve comunque denunciare, l’omertà è la cosa peggiore, anche se poi la realtà è complicata.

  11. Io vivo in piena campagna, conosco tantissimi cacciatori, a nessuno di loro darei mai un cane.
    Sì il cane si diverte tantissimo durante la stagione di caccia, probabilmente però si diverte un po’ meno quando per tutto il resto dell’anno rimane chiuso in una gabbia, quando è costretto a dormire sul cemento e gli si formano piaghe da decubito, quando non riesce a raggiungere l’aspettativa di vita di un cane “medio”, quando se si perde si ritrova a vagare per giorni perché nessuno lo va a cercare, quando viene abbandonato (se non ucciso) perché non abbastanza abile per la caccia.
    Probabilmente chi ti ha scritto la mail non ha mai fatto un salto in canile, 3/4 dei cani sono da caccia e stranamente nessuno aveva il chip quando è arrivato.
    Prima di scrivere mail e articoli simili vi consiglio di conoscere di persona il mondo dei cacciatori.

    (Quello che ho scritto non è un’esagerazione, è tutto frutto purtroppo della mia esperienza)

    P.S. Sicuramente ci saranno da qualche parte dei cacciatori illuminati, io non li ho mai conosciuti.

      • Mi sembra giusto raccontare questo aneddoto, stavo parlando con il figlio di un cacciatore:
        Io -A casa ho un bastardino e un pointer che ci hanno regalato…-
        Lui -E lo porti a caccia vero?-
        Io -Ehm… no-
        Lui -Poverino! Sai che questo è maltrattamento? E’ fatto per cacciare!-

        Mesi dopo sono stata a casa sua, ora ditemi quale cane è maltrattato:
        – lui aveva una decina di cani, stipati in box nel cortile della casa per mesi e mesi senza mai uscire, l’unico contatto con l’uomo avveniva durante l’ora della pappa.
        – il mio pointer viveva assieme al suo branco (noi), aveva a disposizione un giardino molto grosso, veniva portato fuori regolarmente e circa 3 volte a settimana veniva liberato nel mezzo della natura per 1/2 ore.

        Vedo lo stesso scenario tutte le volte che vado a casa di un cacciatore.

        • Ho avuto più o meno la tua stessa esperienza col “bravo” cacciatore, diceva che addirittura ero “troppo” fissata col mio cane, che ci stavo troppo insieme (ero in ferie e lui, ancora cucciolo, stava imparando a fare i bisogni fuori). Poi sono andata a casa sua e ho visto la situazione che ho descritto nel commento precedente:5 cani stipati in un box piccolo dal quale escono solo per la caccia. E questo è uno che li ama, figuriamoci il resto. ..

    • Esatto! Vogliamo parlare dei no giardino? E non “no SOLO in giardino”, no giardino generico, come se fosse una colpa averne uno, quasi lo devi tenere nascosto…

  12. Sarà che vivo in montagna, e la caccia in montagna non è fatta di appostamenti e battute, ma di scarpinate di ore e di solito chi è cacciatore è anche alpinista e appassionato di montagna, ma generalmente i cani da caccia sono trattati con rispetto. Chi ha segugi in genere li tiene in casa o in giardino. Un mio collega ha lavorato settimane per costruire box enorme, coperto e con fontanella di acqua corrente e porta i suoi cani (4) a sgambare tutti i pomeriggi. Un forestale in pensione, che si vocifera pure che sia un bracconiere porta il suo setter ovunque, anche al bar. E rimane mitica la gaffe di un cacciatore del paese: “noi nel letto ci dormiamo in tre: io, il cane e il setter!”
    Comunque riguardo alle adozioni al Sud ho visto commenti veramente pessimi, tipo “al nord non hanno randagi perché li ammazzano per avere le strade pulite”

  13. Il mio bracco tedesco vive in appartamento ed è terrorizzato da qualsiasi rumore ricordi anche minimamente uno sparo. Questo per dire che un cane è UN cane, singolo e unico in ogni aspetto, il mio nelle mani di un cacciatore sarebbe morto o disperso, ma ció non significa che la cosa valga per ogni segugio! Del resto una persona è una persona, singola e unica nel suo carattere e sensibilità, prima di essere un cacciatore un giardiniere o un andrologo. Tutto è relativo, quello che ogni amante dei cani spera è che il cane giusto si incontri con la persona giusta e che possano rendersi la vita reciprocamente felici, ma questo purtroppo non dipende da nessuna statistica.

  14. Altra riflessione. mi sembra un po’ “strano” (inteso che la cosa mi “insospettisce”) che un cacciatore che sia un proprietario di cane consapevole, che ama i propri cani, con cui va a caccia insieme, con cui desidera costruire un rapporto e via così si orienti sempre e comunque verso un segugio (o altro) proveniente da canile o Rescue o Associazioni simili. voglio dire, se uno ama davvero i proprio cani potrebbe orientarsi sul cane da caccia adulto anche per dare un nuovo branco al cane in cerca di casa. e tenerlo con sè indipendentemente dalla sua attitudine e ai risultati concreti ottenuti durante i periodi di caccia. non so come si “addestra” un cane alla caccia, ma mi sembra molto più “conveniente” (in senso positivo) andare a comprare il cucciolo in allevamento e crescerlo (soprattutto per abituarlo al richiamo fin da piccolo). se ad uno interessa il cane in primis come compagno di vita, ridurre le probabilità di perderlo diventano prioritario. Cercarlo di seconda mano sembra di trovare l’affarone gratis (e se la cultura cinofila scarseggia magari il cacciatore ignorante in termini di cani in generale, di sicuro si potrebbe fare avanti). tanto basta sbatterlo con gli altri nel recinto. anche perchè, come mai tra tutti quelli disponibili vai a cercare nei canili/altro proprio il cane da caccia? non credo (a parte rare eccezioni. da non lasciarsi sfuggire, su questo sono d’accordo!) per fare un’opera di bene….ma guarda, ne hai altri della stessa razza…che coincidenza….di sicuro sei un appassionato! (insomma, spiace dirlo, ma tantissimi cacciatori fanno così…e secondo me si pigliano maschio e femmina per avere poi il resto della muta gratis….). i pochi che si salvano vengono discriminati…questo per me è vero. non è giusto. come non è giusto dare i cani a tutti gli altri senza controllo…

    • p.s. io vorrei sapere dove hanno preso il proprio cane da caccia i cacciatori che se ne occupano nel migliore dei modi tutto l’anno. chiaramente il cane da caccia è stato scelto perchè va a caccia e quanti di loro (per capire) si è orientato consapevolmente SOLO e SEMPRE verso un cane da risistemare da parte dei volontari. voglio dire, tra tutti i cacciatori che si candiderebbero per l’adozione di un cane da caccia adulto (se non ci fosse il divieto “no cacciatori), quanti sarebbero quelli che li considerano parte della famiglia? potrebbe capitare un cane fobico (tanti segugi sono sequestrati per maltrattamento) o non socializzato o altro ancora. prima ci deve essere la scelta di avere un cane in più (nel caso dei cacciatori si presume ne abbiamo già almeno uno) e poi, se possibile, lo si “utilizza” per l’attività venatoria. la caccia (soprattutto per cani già abbandonati) deve essere una cosa secondaria (che se c’è bene, ma se non c’è pazienza). anche perchè come si fa a sapere prima se il cane che stai per prendere sa cacciare? mi sembra strano che le adozioni consapevoli da parte di cacciatori (se potessero adottare facilmente) sarebbero comunque poche.
      tra gli altri cacciatori, quanti prenderebbero i cani da caccia malconci? sarei curiosa di sapere se lo scopo principale di un cacciatore, se desideroso di adottare un cane, è avere un cane per cacciare o in primis per fare un’opera di bene (consapevole e via dicendo).

      • (non ho riletto, non si capisce. correggo: ma quanti di loro si sono orientati consapevolmente solo e sempre verso un cane da risistemare da parte dei volontari?)

  15. Questo articolo dice cose così evidenti che potrebbero anche sembrare banali: per affidare un cane bisogna valutare la situazione concreta e non basarsi su pregiudizi.
    Eppure a leggere i commenti sembra che ci sia da discutere anche su questo… Mah.

  16. Sono moglie di un cacciatore. Sono amante dei cani. Ho 11cani da caccia (in massima parte segugi ), un pastore belga groenendal, una meticcia e…..due gatti. Invito chiunque a venire a casa mia a vedere quanto soffrono i miei cani soprattutto coloro che dicendo di non voler generalizzare ,generalizzano eccome!!!
    Ah altro punto a mio favore sono del centro.

  17. Premetto che sono decisamente contraria alla caccia “come sport divertente”, e che diventerei vegetariana nel giro di due minuti se mi si chiedesse di procurarmi la bistecca con le mie mani; ma ho conosciuto un anziano cacciatore, e – civilmente – abbiamo discusso di questa cosa. Mi ha spiegato che, come in ogni categoria al mondo, i cacciatori si dividono in “sottogruppi”, più o meno innocui. Il montato (innocuo) che ti racconta che lui si è portato a casa dodici fagiani, una ventina di lepri e due t-rex col suo cane addestratissimo (mentre invece l’unica cosa che ha preso in campagna è un sacco d’acqua col suo vecchio cocker); il fanatico (mica tanto innocuo) che spara a qualsiasi cosa, fagiani, lepri, piccioni, gatti, lumache, la nonna che prende il sole sul terrazzo…; poi c’è il tipo *veramente* pericoloso, quello con il quale non ragioni, quello crudele aggratis, e che magari porta a caccia il figlio di cinque anni pretendendo che scuoi il coniglietto (tanto se ha incubi per una settimana è sempre colpa dei videogiochi violenti), e che i cani li tratta di conseguenza. Inutile dire che, come in ogni campo, il deficiente rovina l’intera categoria…

    • Anche io non amo la caccia, ma da campagnola dico che il gruppo più numeroso è quello degli “scampagnatori”, cioè maschi adulti goliardici che approfittano per farsi un giro alla larga dalle mogli e dalla spesa del sabato al centro commerciale. Il vero obiettivo è l’epica magnata in trattoria a fine battuta. Il tutto a spese di qualche innocente leprotto.
      Spesso gli scampagnatori sono dei dannati che entrano nei fondi di campagna e combinano un casino (ho dovuto recintare tutto per non averli più in mezzo ai cojotes), ma alla fine non sono esseri mostruosi.
      Gli unici che mi mettono veramente paura (ne conosco due) sono quelli che spendono cifre folli per andare in giro per il mondo ad ammazzare splendidi animali .O sparano a tutto quel che si muove in luoghi con regole molto vaghe, o sparano ad animali protetti ma in soprannumero. Va bene che molti parchi si sovvenzionano con questi figuri, ma uno che si fa fuori il patrimonio per abbattere una zebra, un magnifico leone piuttosto che una povero fagiano rincretinito vissuto in gabbia sino ad un mese prima… non ce la faccio… mi fa senso!!!

  18. CIT. “ah… bello sporto un uomo col fucile contro animali indifesi andateci a mani nude”
    io sono vegetariana da 25 anni… ma non sono fanatica… non ci vedo niente di male nell’andare a caccia, o almeno … molti di quelli che dicono così non sono vegani e allora statti zitto che il tuo pollo allo spiedo low cost della coop sel’è passata decisamente peggio del fagiano che prende il cacciatore.
    i fanatismi non mi piacciono
    e conocordo io cani da caccia devono andare a caccia, poi ci durano bene ANCHE SUL DIVANO ma anche a caccia dovrebbero andare.
    ma… che ti aspetti da chi prima cerca di appipppare una razza a tutto e poi rinnega che esista una utilità e una diversità di razza e dice che i cani sono tutti uguali basta l’ammmooooore

      • IO non mangio cadaveri… IO…
        ma l’uomo è onnivoro, e andava già a caccia quando viveva nelle caverne… ok?
        certo oggi carne se ne mangia troppa, ma l’uomo l’ha sempre mangiata.
        non sopporto i fanatici… proprio non li reggo…
        e a sentire certi discorsi… mi vien quasi voglia di rimettermi a mangiare carne.
        io non me la sento di mangiare cadaveri, ma non sono neanche una che vuole imporre il proprio stile di vita le proprie emozioni ecc… agli altri…
        e soprattutto non ho cani da caccia, ma la stessa luce negli occhi dei miei la vedo quando vedono qualche selvatico e provano ad acchiapparlo, non parliamo poi di quando riescono…
        l’altro giorno hanno scovato una tana di lepri… una l’ho salvata… l’altra poverina, non cel’ha fatta… ovviamente non era voluta, facevamo due passi in campagna dietro casa… ma devi vedere come cambiano quando vedono selvatici… o quando la mia cagna ha preso due nutrie, con che stile l’ha puntata avvicinata attaccata e uccisa… sono predatori… cel’hanno nel dna… c’è poco da fare…
        e vederli mi affascina

        • ah si si !! la storia dell’uomo onnivoro bla bla bla..e del “l’abbiamo sempre fatto e quindi dobbiamo continuare a farlo” era da un pò che non la sentivo!!! no comment…in ogni caso sono una di quelle estremiste animaliste figlie dei fiori new age…vegane tanto per…insomma non mi dite che non lo avevate capito ….IO non sparo……. nemmeno a salve…saluti
          p.s. se vuoi iniziare a mangiare di nuovo carne..il dispetto mica lo fai a me!!!

          • ah bhe!!! convinta tu ….convinti tutti…
            e poi giusto perchè della tua intelligenza te ne vanti troppo…l’industria del latte, delle uova , della caccia… di cadaveri ne miete altrettanti….
            come diceva la mia maestra a scuola : poche idee e ben confuse.
            …se non ci fosse da piangere …mi verrebbe da ridere…..

        • Non è questione di fanatismo, ma di coerenza. Una volta si cacciava principalmente per mangiare carne, ché non esistevano ancora i banchi frigo al supermercato che ti stoccavano la carne per settimane prima che andasse a male, e gli allevamenti erano pochi e limitati in numero. Oggi la necessità di andare a caccia è pari a 0. E’ sfizio personale, gioco, divertimento. Di necessario non c’è niente. Gli animali li ammazzi perché ti piace puntare il fucile e sentirti dio che dà e che toglie – e quanto ci sia di fallocentrico in questo è tutto dire.

          Davvero, se non sei un troll *facepalm* XD

          • Gli animali li ammazzerei perchè mi piace la lepre, il fagiano, il capriolo, il cervo,il cinghiale e financo la volpe volante!
            La vogliamo finire con ‘sti stereotipi? Mi sa che a lungo andare la carenza di proteina animale si fa sentire (in tutti i sensi..)
            E scusate, ma ne ho due “cojotes” così..!!

          • bhe….continua a mangiarteli….semmai chiediti come mai ti senti tanto offesa/o da dover intervenire in una discussione che ti fa venire due “cojotescosì”….se io mi sento dalla parte della ragione non mi si sposta niente…nemmeno le poche proteine che mi rimangono…..saluti

  19. Avendo come vicini diversi cacciatori, direi che la media di quelli che trattano decentemente i loro cani è tristemente bassa. Oddio… forse è meglio stare 10 mesi in una gabbia “privata” e divertirsi come matti a cacciare nei rimanenti, che stare sempre in gabbia al canile. Però… insomma sempre tanta gabbia rimane eh….
    Poi ci sono anche quelli che i cani se li tengono in casa o almeno in giardino liberi, ma ad occhio e croce si tratta di gente che si sceglie i cani con il lanternino e difficilmente andrebbe a prenderseli al canile con i rischi annessi.
    Però dovrebbero aggiungere un “niet” anche ai cittadini, per quanto riguarda il cane da caccia. Perchè il rischio di fare appartamento/ area cani per 360 giorni all’anno è molto, ma molto concreto. Ed è peggio che “gabbia e caccia” per queste bestiole.
    Quello che non mi spiego è perchè nei rifugi non vogliano neppure dare i cani da guardia a chi cerca un cane da guardia. Soprattutto se prendi una coppia o un trio, i cani da guardia, quelli veri, si divertono parecchio a fare la guardia, soprattutto all’aperto. Anche senza il padrone sempre presente. E possono farla tranquilli per tutto l’anno. E non si vede perchè uno dovrebbe per forza trasformarli in patatoni da casa.

    • Non sarei così sicuro che i cani da guardia che fanno solo guardia provino tutto questo gran divertimento. Innanzitutto il duo o il trio di cani da guardia cooperano in un’attività di difesa territoriale svolgendo un’attività di gruppo che trovano gratificante in quanto il loro obiettivo è quello di non far entrare nessuno nella loro area domestica. Però non è un’attività prettamente “divertente”….anzi, i cani alla vista dell’estraneo in arrivo si mettono in allarme e di sicuro provano una sorta di preoccupazione che non ha nulla a che vedere con il divertimento. Inoltre i cani che fanno solo guardia, nonostante la predisposizione genetica che hanno a svolgere questa attività, hanno bisogno di tutto ciò di cui hanno bisogno gli altri cani : socializzazione, conoscenza di ambienti e contesti differenti, accrescimento del piano prossimale di esperienza, equilibrio motivazionale, esplorazione olfattiva, gioco e non vado avanti perchè altrimenti mi servirebbero altre cento righe. Per queste ragioni credo non sia un’idea fantastica affidare cani a persone che desiderano solo che questi facciano la guardia. Anche in questo caso l’adozione del cane è finalizzata ad un mero utilizzo che non tiene conto dei bisogni sociali e di conoscenza di una specie che fa della socialità il proprio senso di esistere e che ha una mente flessibile che non merita confinamenti e deprivazioni.

      • Non sono una cinofila, ma mi pare che i cani guardiani che vedo dalle mia parti ci prendano un bel po di gusto. Almeno a farti paura al confine. E non escludo neppure che gli piacerebbe molto farti a pezzettini se entri senza invito.
        E poi, non mi pare proprio che cani tipo una coppietta di maremmani (o caucaso, come nel caso dei miei vicini) che fanno il loro lavoro abbia poi veramente bisogno di altri contesti per stare bene.
        E poi… quali contesti? Non mi sembra proprio che siano tipi da “tutte le stagioni”. Che fai con dei cani così… li porti in giro al guinzaglio? Li porti al parchetto? Li porti al campo di addestramento? Ad imparare che? A riprendere il freesbee? Sono bestie che stanno malissimo al chiuso, che patiscono l’auto e mi sa che non amino neppure molto i comandi. Dei veri campagnoli. Anche se i padroni li facessero entrare, dubito che lo farebbero. Sono animali rustici, si prendono due carezze, fanno le feste al padrone ma non è che si perdono in smancerie.
        Non sono neppure esperta di canili, ma i contadini qui intorno che si prendono dei meticcioni grossi e kazzuti -da noi vanno i simil-maremmani- e li mettono a fare la guardia e li curano ma senza molte smancerie, non mi pare proprio che abbiano cani infelici. Credo che sono cani che starebbero peggio ad essere messi in città. Anche in mano ad un amoroso cinofilo che ci spende l’anima.

        • Da cinofilo provo a spiegare meglio. Non dico che i cani da guardia non debbano essere mai messi in condizione di fare la guardia ma è necessario prima capire che se noi apriamo Caucaso e Maremmani all’esperienza il risultato è molto diverso da quello che ci potremmo aspettare a prima vista. Nel mio gruppo cinofilo c’è una femmina di Pastore del Caucaso, diversi Cani Corso, e fino a due anni fa avevamo anche un maremmano. La femmina di Caucaso è talmente equilibrata e socievole che parteciperà a breve ad un progetto AAA con persone disabili. Con gli altri cani si diverte un sacco a giocare. Coopera perfettamente col proprietario. I cani corso sono fantastici e socievolissimi. Tutti loro sono ottimi guardiani ma avendo fatto esperienza sono adattabili ad ogni situazione e possono essere portati ovunque. Tutti questi cani uggiolano di piacere qualche km prima di arrivare al campo di addestramento perchè non vedono l’ora di divertirsi e fare attività. Anche i segugi, che è meglio che vadano a caccia, non li faccio cacciare 24 ore su 24. Prova a pensare alla vita del cane da guardia che sta sempre chiuso in un giardino : nessuno stimolo nuovo, dormire per la maggior parte del tempo, marcare il territorio e fare la guardia. Non ti sembra una vita un pò misera e sempre uguale a sè stessa?

          • Grazie per questo chiarimento. Allora davvero i cani possono fare qualunque cosa se il padrone ci si mette?
            MA la mia domanda a questo punto è: ma perchè? Quello di cui non sono convinta, almeno per certi tipi di cane, è che per stare bene necessitino per forza di imparare qualcosa per compiacerci, piuttosto che fare serenamente le cose che sanno fare senza che nessuno gliele insegni, per quanto siano cose che noi umani potremmo considerare noiose.
            Un cane da guardianìa che sorveglia delle pecore o il confine di una grande proprieta, farà anche una vita noiosa, ma -non ti offendere- me lo vedo meglio di un PdC che fa pet-terapy.
            Come vedo meglio uno di 130 kg .x 2mt a fare sollevamento pesi piuttosto che danza classica. Che pure è una attività più carina e varia. Ma soprattutto mi sorge una domanda: ma perchè uno si prende un PdC? Per farne un cane da pet-terapy? Cos’è? Un modo per rendere complicata la vita del cane o quella propria? Mi pare più una sfida tutta umana che una esigenza canina, sinceramente.
            E comunque grazie per avermi spalancato un mondo!
            Io ho un Borzoi: di mio ci metto un grande frutteto recintato e qualche minilepre sparsa, lui ci mette la voglia di correre e la cosa finisce lì. Non avevo mai pensato di doverlo intrattenere in altro modo che facendogli fare una cosa che fa di suo, e anche parecchio bene (a parte le minilepri che le manca quasi sempre, per fortuna!!).
            E comunque, tornando almeticcione da guardia preso in canile, ma cento volte meglio a fare la guardia al capannone che in canile, e duecento volte meglio nello spiazzo che in un appartamento di città con i 4 bisognini al giorno in area cani.

          • I cani da guardiania del bestiame sono liberi e non chiusi dentro una recinzione. Stanno quasi sempre con le pecore ma possono anche esplorare il territorio senza avere limitazioni e ovviamente gli stimoli aumentano rispetto al recluso da giardino. Un maremmano può adattarsi bene ad una vita senza l’uomo ma la sua socialità è assicurata dall’essere, di solito, almeno in 4 o 5 a far la guardia al gregge di pecore. Le tendenze genetiche vanno considerate attentamente ed è bene applicare il cane nelle cose per cui è stato selezionato. Con un maremmano o un Caucaso devo calibrare anche il training….non dovrò far fare le stesse attività che faccio con border o Australian Sheperd. Cercherò di insegnargli l’educazione di base e cercherò di socializzarlo il più possibile con persone, cani, ambienti e situazioni diverse. IL Caucaso del nostro gruppo è semplicemente un fantastico cane da famiglia…..il discorso pet-therapy è uscito adesso solo perchè il cane è veramente socievole in tutte le situazioni e con tutti i referenti, ha competenze di comunicative e sa fare anche qualche prestazione carina che può divertire lei e i disabili stessi. Quando ha iniziato i corsi nessuno di noi aveva neanche nell’anticamera del cervello l’idea di farla lavorare nella pet-therapy. Sicuramente tirar fuori un cane dal canile e metterlo in un recintone più grosso a far guardia può essere un piccolo miglioramento nella sua vita…….ma questa vita non sarà mai completa perchè lui resterà sempre recluso in un unico luogo con stimoli molto insufficienti per un animale dalla mente complessa come può essere un cane.
            In quanto al levriero vanno bene le minilepri ma anche con lui si possono fare anche tante altre cose……il cane non è solo genetica e filogenesi ma contano tanto anche le esperienze fatte nel corso dell’ontogenesi.

      • ma tra il bianco e il nero c’è un’infinità di sfumature. I cani da guardia (a cui è permesso anche entrare in casa e fare vita di famiglia, ovviamente!) si divertono eccome a fare la guardia. Non sono affatto in stato di preoccupazione (se sono cani sicuri di sè e non cani che abbaiano per paura o diffidenza), anzi, si godono l’eccitazione derivante dal fare qualcosa di utile e insito nella propria natura, si sentono appagati e importanti. Pensare di affidarli a che li obbliga a fare a tutti i costi i patatoni da divano, sempre chiusi in appartamento, fuori solo al guinzaglio, guai mai abbaiare a un estraneo sennò via di corsa dal comportamentalista….secondo me non è rispettare il loro benessere.

        • Quando parlavo di preoccupazione non volevo dire che il cane da guardia è impaurito e diffidente ma solo che letteralmente si preoccupa di difendere il territorio da estranei e di per sè può essere un’attività gratificante che va anche nella direzione di aumentare la sicurezza del cane ma tenere lontani gli estranei non è un’attività strettamente divertente…..ci sono cani da guardia che dovendo farlo continuamente……ne risultano anche fortemente stressati. Se passa molta gente alcuni cani da guardia “si desensibilizzano” e smettono di difendere (Pastore del Caucaso di un benzinaio alle porte di Parma faceva entrare chiunque)……altri invece continuano a difendere all’infinito stressandosi alla grande (Pastore Maremmano con giardino sulla strada d’accesso al mercato di Fidenza impazzisce ad ogni giorno di mercato). Comunque non hai capito….io intendevo solo che non va bene che il cane faccia solo la guardia…ci sono infinite cose da far fare ad un cane o da fare con il cane. Altrimenti si rischia un forte squilibrio motivazionale perchè si rinforza solo la motivazione di difesa del territorio mentre il repertorio dei comportamenti e delle motivazioni innate (etogramma) è molto ampio e si deve cercare di non squilibrarlo troppo. Inoltre non ho mai detto nè pensato che i cani devono restare tutto il giorno a poltrire sul divano : i miei cani e quelli di cui mi occupo professionalmente si dilettano nelle più disparate attività : piste olfattive, ricerca del disperso, ricerca del tartufo, ostacolistica, lavoro cognitivo ecc…

          • Andando per ordine: come fa lei a sapere che per il cane la guardia non è un’attività divertente? Non credo che sia in grado di entrare nella sua testa. Poi mi sembrava di aver eliminato gli estremi…il maremmano col giardino sul mercato cittadino mi sembra esattamente un estremo, rasenta la crudeltà.

            E’ sempre meglio un “non mi sono spiegato bene” che un “non hai capito”, non crede?

            Certo che ci sono infinite cose da fare con il cane, ma qui il punto dell’articolo era: cani che non vengono ceduti in adozione a chi li usa per scopi che, pur essendo affini con la razza e appaganti per il cane, non sono graditi ai volontari dei canili.

            Non ha mai paura nei suoi commenti (mi permetta, senza offesa, un filino saccenti) di spiegare qualcosa (mi riferisco per esempio all’etogramma) a qualcuno che potrebbe anche (per assurdo, ehhh!!!) saperne più di lei? 🙂

            Ultima cosa: in un articolo dove si parla della massa degli adottanti, dire “io, i miei cani, quelli di cui mi occupo io….” non serve a molto….se il suo lavoro è basato sul praticare attività coi cani, suoi o di altri, è fortunato, ma qui si sta parlando della gran parte della popolazione che ha preso un cane in canile (o allevamento, fa lo stesso) e magari fa un lavoro che non prevede la presenza del proprio amico. Anche io mi occupo molto dei miei cani (4) ma mi rendo anche conto che piste olfattive, ricerca del disperso, ricerca del tartufo, ostacolistica, lavoro cognitivo ecc ecc ecc possano essere un pò al di sopra delle possibilità di un povero diavolo che magari non è ricco sfondato da poter pagare fior fiori di quote campo e preparatori/educatori ecc e magari ha pure una famiglia, dei figli, dei genitori di cui occuparsi.

            Di questo è composta la maggioranza di chi ha un cagnetto preso in canile, il mondo non è “giampiero” o “deni”, no?!

          • Guardi…io provo solo a portare la mia esperienza e nient’altro. Non penso nè di essere saccente nè di insegnare a vivere agli altri. Anzi credo di essere stato sempre educato nel pormi. Ho 15 anni di esperienza con i cani ma non penso assolutamente di avere la verità in mano. In ogni caso provo per correttezza a rispiegarmi facendo una premessa. Io non la conosco e non ho niente contro di lei e non vedo perchè lei dovrebbe avercela con me. Quando ho detto “non hai capito” non le volevo mancare di rispetto ma solo porre l’accento sul fatto che “a mio parere” il cane da guardia sia indubbiamente gratificato dal difendere il territorio ma quando vede l’estraneo non è che faccia i salti di gioia. Dal punto di vista del cane l’estraneo è un potenziale usurpatore di territorio…..quindi per me non si diverte ma si gratifica quando lo vede allontanarsi perchè ,sempre dal suo punto di vista, lo ha fatto allontanare tramite il suo comportamento difensivo (abbaio, ringhi, rigidità muscolare, orecchie erette ecc…). Chiedo anche a Valeria Rossi (che ha molta più esperienza di me) di dire ciò che pensa in proposito.
            Non penso di conoscere l’etogramma canino fino nelle virgole ma non sono nemmeno un super ignorante in materia….non sono in gara con altri che ne sanno più di me (meglio per loro) ma anche in questo caso esprimo ciò che credo di sapere.
            Infine, sono una persona che oltre ad occuparsi di cani, è anche tecnologo di un’azienda ceramica. Mi vede scrivere spesso qui perchè ho un’ernia al disco ed ora non riesco nè a lavorare con i cani nè in azienda (altrimenti non ne avrei il tempo). IL nostro gruppo cinofilo ha 4 istruttori e ci occupiamo di ogni tipo di cane..sono iscritti ai corsi più i meticci adottati dal canile che cani di razza. Le attività di training che facciamo (a parte il discorso ricerca in superficie per protezione civile che prevede un’attività strettamente di performance – anche qui sia meticci che cani di razza) sono attività educative, relazionali e ludiche che sono rivolte anche e soprattutto a quei cani che sono stati adottati da canile e che necessitano di essere recuperati ed esposti ad una grande quantità di stimoli. i nostri clienti sono commesse, operai, impiegati perchè non facciamo pagare i corsi cifre esorbitanti e la cinofilia deve essere per tutti…..non solo per chi è ricco sfondato e per chi ha cani di alta genealogia.

          • Ripeto: “Certo che ci sono infinite cose da fare con il cane, ma qui il punto dell’articolo era: cani che non vengono ceduti in adozione a chi li usa per scopi che, pur essendo affini con la razza e appaganti per il cane, non sono graditi ai volontari dei canili”.
            Non mi ha mancato di rispetto, ci mancherebbe che mi offenda per una tale scemenza, è che leggere “non hai capito” così a mò di accusa non è mai simpatico.
            Per quanto riguarda il lato economico temo che la cinofilia per tutti sia ancora un’utopia… mi fa piacere che al vostro campo succeda, ma in molti altri i corsi di educazione e rieducazione hanno cifre proibitive. Per cui non si può certo condannare chi prende il cane in canile e gli fa fare le scampagnate al posto di attività ludiche, relazionali di training eccetera…

          • Se sono andato fuori tema mi spiace e faccio ammenda. Se legge il mio primo commento dicevo che le discriminazioni in base a categorie non sono cosa buona. D’altra parte citavo come i comportamenti della stragrande maggioranza dei cacciatori delle mie parti sia veramente esecrabile. Pensi solo (ed è solo la punta dell’iceberg) che uno di loro ha decapitato un cane con la balzana idea di attribuire la responsabilità ai lupi. In una frazione sono quasi tutti cacciatori ed i cani sono stipati in massa in box dalle dimensioni ridicole. Io un segugio ad un cacciatore lo posso anche dare ma prima devo fare delle verifiche molto precise perchè se lo cedo alla persona sbagliata ho la sua vita sulla coscienza.
            Credo anche che una persona possa evitare di venire al campo di addestramento a fare training (dico questa cosa contro il mio interesse) ma deve formarsi ed informarsi per dare al cane gli stimoli di cui ha bisogno. IL vantaggio del club cinofilo è che se uno non sa bene come fare trova qualcuno che lo può aiutare e trova tanti cani e persone con cui far socializzare il cane. In quanto alle scampagnate con me sfonda una porta aperta : è una delle attività migliori per un cane perchè consente ad esso di ritrovare un pò del suo essere creatura naturale. Io i miei cani li porto più in campagna che al campo nonostante faccia l’istruttore cinofilo.

          • concordo in pieno sui cacciatori, sono Toscana. E ho detto tutto.
            Anche sul campo sì, sarebbe molto meglio se ci andassero tutti, ma resta un sogno temo…

  20. Personalmente, ho adottato un cane da caccia (un setter inglese) da un’associazione che si occupa proprio di setter rescue. Su tutti i loro annunci è riportata la frase no cacciatori no sud ma l’hanno più volte motivata a chi chiedeva spiegazioni: no cacciatori perchè sono proprio loro che abbandonano questi cani (ovviamente come in tutte le categorie ci sono le eccezioni ma… better safe than sorry!) e no sud perchè spesso e volentieri è proprio da lì che arrivano! Il mio cane è stato recuperato in prov. di Napoli e posso citarvene parecchi che venivano dal sud dove non trovavano adozione e arrivati a Milano ricevevano richieste dal sud! Purtroppo la situazione lì è tremenda, e mandargli cani da su quando i canili del posto straripano è un po’ un controsenso..

  21. Avrei tanto da dire sul sud … perchè io ci vivo e CAPISCO BENISSIMO certe scelte. Quì ancora si abbandona frequentemente e senza rimorsi, si uccidono i cuccioli sbattendoli a terra (scusate ma è la cruda verità) e si maltrattano i cani “per gioco” o perchè si è convinti che quello sia l’unico modo di relazionarsi con loro. Conosco un cacciatore (uno dei tanti!!) che tiene 5, e dico CINQUE segugi in un box dove possono a malapena muoversi e dove fanno tutto (pappa, nanna e bisogni), facendoli uscire le rare volte in cui va a caccia, e dice di amarli profondamente!!

    Sicuramente c’è tanta brava gente che ama i propri cani e si interessa del loro benessere, ma sono troppo pochi per poter dire che le cose stanno cambiando. Stavolta, Valeria, pur apprezzando quello che scrivi su di noi, non posso concordare al 100%, perchè la brava gente che conosci nei tuoi seminari non è quella che costituisce la maggioranza, e purtroppo i volontari se fanno delle scelte è perchè sanno dell’ignoranza e della “crudeltà culturale” (perchè essere crudeli con i cani per qualcuno è proprio un fatto culturale) di tanti. Si dovrebbe valutare da caso a caso, ma questo credo valga per qualsiasi posto …

    • Ma è proprio questo, che volevo dire: si DEVE valutare, e in modo più approfondito possibile, il singolo caso. Non si può andare “a categorie” quando si affida un essere vivente 🙁

      • Ok, siamo d’accordo. Ma quando dicono NO a priori, almeno i volontari delle mie parti, è perché ne vedono davvero di tutti i colori, e il cacciatore di cui ti ho parlato è tra quelli “buoni” che, per carità, dà da mangiare cibo di qualità, pulisce tutti i giorni, prova tenerezza per i suoi segugi, però passare davanti casa sua per me è una stretta al cuore perché li vedo saltare e abbaiare come delle furie da quel box minuscolo! E la cosa più sconvolgente è che lui è convinto che stiano bene così e sorride quando te ne parla.
        Un volontario che sa come si ragiona qui fa bene a rivolgersi altrove secondo me. Chiaro che se poi arriva una famiglia del posto che dimostra di avere i requisiti per poter adottare il cane e farlo stare bene, non vedo perché debbano opporsi.
        Purtroppo non è una questione di sole categorie, ma proprio di mentalità sbagliata: microcane=casa (non ha bisogno di uscire, per questo è quello più richiesto), cane medio o grande=campagna (da solo, o comunque fuori dal contesto familiare, da dove spesso scappa), segugio=box. E se i volontari si rivolgono al centro-nord, dove c’è un po’ di cultura cinofila in più, è per ridurre al minimo il rischio che i cani finiscano in una di queste situazioni.

  22. Credo che l’annuncio stia a significare: “No Sud” per via della lontananza. Sapere il cane nel raggio di poche centinaia di Km fa pensare che forse lo si può andare a trovare (se l’annuncio è di un privato). Se l’annuncio è di un canile che vuole affidare il cane, penso che il “No Sud” sia legato al numero già elevato di associazioni del sud che faticano ad affidare i cani che sono tantissimi. Sul “No caccia” sono perfettamente d’accordo: la maggior parte dei cacciatori tiene in serraglio i cani per quasi tutto l’anno e li libera solo durante il periodo della caccia. Che il cane sia contento di andare a caccia sono d’accordo, ma che sia contento di stare in serraglio o, peggio, alla catena (succede ANCORA OGGI NEL 2015) quasi tutto l’anno proprio no! La mia cagnetta (meticcia, figlia di un labrador) che ha un istinto innato per la caccia e un fiuto esagerato (me l’hanno chiesta diversi cacciatori della zona) esce tutti i santi giorni dell’anno con me in campagna, libera dove posso, al guinzaglio lungo dove devo tenerla per la sua sicurezza e l’altrui sicurezza, si diverte a stanare ogni animale che trova, si diverte un sacco facendo la cacciatrice ma senza alimentare quello che personalmente ritengo l’insano business della caccia. Mai un cane da caccia a un cacciatore, i mezzi per farlo divertire lo stesso ci sono. Servono buona volontà e tempo. E che dire di tutti quei cani da caccia non ritenuti adeguati, che i cacciatori abbattono senza troppi problemi? Di nuovo: Niente cani da caccia ai cacciatori, per conto mio.

  23. Mio padre era cacciatore. Se ho imparato ad amare e rispettare i cani, la natura, gli animali in genere è grazie a mio padre, che mi ha messo in culla un cane e mi ci ha fatto crescere (il miglior babysitter del mondo) . Da mio padre ho imparato come si interagisce con i cani, da caccia o meno, come si addestrano, come si amano. Da mio padre ho imparato a riconoscere l’amore di un cane verso il suo capobranco e i suoi altri umani “gerarchicamente superiori”. E ho imparato anche l’amore di un umano verso il proprio cane da caccia. E si, mio padre è arrivato anche a non andare più a caccia (non facendo più il tesserino annuale) nel momento in cui al suo amato DIck hanno diagnosticato un grave problema di cuore e non poteva più lanciarsi in corse folli oppure buttarsi in fossi gelati alle 7 di mattina…
    Quando vedo mio padre seduto sotto l’albero in cui ha seppellito DIck so di avere avuto il miglior esempio di amore verso i cani che una bambina possa mai avere avuto.

      • ma sai…non è questione di non credere alla Sig.ra Denise …Perchè poi??!!….Sicuramente il Signore di cui sopra pùo essere stato una delle poche mosche bianche…che amava il suo cane al punto da smettere di cacciare….che poi ci sia stato il rispetto per gli animali in genere mi spiace….ma questo è molto discutibile. Io sono convinta che una persona che è capace di puntare il fucile e ammazzare un essere innocente è capace di fare del male anche ad altri a patto che gli interessi farne. Punto. E da qui non mi smuovo manco morta. Meglio forse i cacciatori che hanno almeno il coraggio di sporcarsi le mani del sangue di ciò che mangiano? Meglio chi non guarda ciò che non va bene per gli occhi ma va bene per il suo stomaco? Meglio dare un cane da caccia ad uno che lo rispetta in quanto tale? Io non mi fido e RIPETO che uno non può diventare uno stolker degli affidi e sorvegliare vita natural durante chi promette di prendere un cane e di occuparsene per sempre. Vale per uno qualsiasi ….ma di più per un cacciatore. Poi se gli rode ..a quelli “bravi” intendo….allora vedano di risollevare la categoria …..

  24. Purtroppo non sono d’accordo sulla parte “cacciatori”. Nel mio paese è pieno, tutti hanno il cane legato a catena o in un minuscolo box, e li rimane per tutto l’anno, eccetto il periodo di caccia. Certo per quei pochi mesi all’anno il cane è felicissimo, ma gli altri mesi? Anche mio padre è, purtroppo, cacciatore, ma il suo Setter dorme sul letto e si fa ore di camminate nei boschi TUTTI i giorni. Ma non per questo affiderei un cane ad un cacciatore. Qui in trentino i cacciatori che tengono decentemente i cani si contano sulle dita di una mano. Visto che chi affida i cani non ha alcun diritto di andare a verificare come stanno, direi che è meglio non rischiare. Sempre qui in trentino sono tantissimi i casi di cani da caccia abbandonati, o addirittura uccisi perché non sono in grado di andare a caccia, i cacciatori la ritengono una pratica normalissima. Forse chi ha una laurea in psicologia riuscirebbe, nel tempo di un colloqui pre-affido, a capire se la persona che gli sta davanti è sincera o meno, ma non credo che tutti i canili abbiano un laureato a disposizione…

    • Magari invece di una laurea in psicologia basterebbe chiedere se il cane sarà sempre chiuso in un box e poi andare a casa del potenziale affidatario e vedere come tiene i cani. Non mi sembra uno sforzo proibitivo.

      • Certo, ma secondo te tu chiedi una cosa e loro rispondono in modo assolutamente sincero? Non si può andare a casa degli adottanti. Serve un mandato.

        • Il controllo a casa andrebbe fatto prima dell’affido, anche perchè quasi tutti i cacciatori hanno già altri cani e da qui si può capire molto.
          Poi se critichiamo gente che tiene i cani sempre in box, di solito si vedono bene anche dalla strada, non credo che tutti i cacciatori abbiano un parco come quello di Versailles.

    • ma in genere i canili fanno compilare dei moduli all’affidatario che accetta le visite pre e post affido…ma!!!! i canili NON HANNO tempo e spesso anche volontari che possano seguire ogni cane che affidano per tutta la vita…..e poi parliamoci chiaro…se uno vuole disfarsi del cane …o se peggio gli tira una palata in testa e lo mette in una buca come sono soliti fare i cacciatori nel Chivassese…..(tutti sanno …ma qst brave persone sono dei cinghialai INTOCCABILI!!!) …tu che vai a fare il controllo post affido cosa fai!!!! chiami Orathio Caine e gli ribalti il giardino???? no no !!! io se faccio un affido …spero di potermi dimenticare di quel cane ….il motivo è che sta bene e che l’affido è stato un successo…mica puoi inseguire la gente tutta la vita….non ci dormi la notte e togli tempo agli altri cani…

      • Puoi far firmare quello che vuoi, ma se ti presenti li e chiedi di entrare posso mandarti a fare in culo. Ti serve un mandato. E poi capaci tutti di farti vedere il cane in casa 5 minuti e appena esci gli tirano un colpo. I controlli pre e post lasciano un po’ il tempo che trovano.

    • anche io risiedo nella tua regione….è pieno di cani da caccia tenuti così. dove abito io almeno un paio hanno pure prolificato….quindi pure una cucciolata tenuta allo sbaraglio in una specie di giardino recintato poco fuori dal centro abitato in cui vivo (nati lì, al 99% mai usciti dalla loro prigione – con qualche pianta ma sempre prigione è, a mio dire), socializzazione zero, esperienze nulle, rapporto col proprietario inesistente.
      basta spostarsi di poco ed ecco un altro box con due segugi italiani.
      durante la “ricerca” (valutando varie opzioni) del mio futuro (ora reale) cane, lo scorso anno, abbiamo quasi preso con noi un segugio italiano adulto (bellissimo e dolcissimo) finito, per fortuna, nelle mani del mio veterinario (che è riuscito a convincere il cacciatore, ex proprietario, a cederlo a lui. l’alternativa era farlo fuori con una fucilata. non sa cacciare…). il tizio si è almeno degnato di consegnare cane, guinzaglio, collare e trasportone….mi ha fatto una tenerezza incredibile vederlo nello studio del veterinario durante l’orario di visita (in un’altra stanza per farlo stare più tranquillo. ci ha messo un po’ ad uscire dalla sua “tana”, con la coda tra le gambe. poco dopo però stava già dando “baci” a tutti i presenti….splendido!
      non entro nel dettaglio, ma l’attuale candidato sindaco (non l’unico, per fortuna) del mio paesuncolo – non mi sembra il caso di fare nomi) è un cacciatore…e va pure in giro (in un caso ne ho la certezza) a fare offerte in denaro (serie…) per comprare i segugi altrui (…).
      sono d’accordo con la pericolosità di certe generalizzazioni. però purtroppo la realtà dei fatti, almeno in zone come la mia, dice che è gran difficile trovare cacciatori che amano davvero i loro cani. escludere a priori la categoria non è giusto. però bisogna stare attenti il triplo, quando se ne presenta uno per quel setter lì o quel segugio là.
      Un giorno, in passeggiata con la bassotta, due o tre (simpatici, per quello) signori anziani, seduti sulla panchina all’aperto del bar del mio paese, dicono, in dialetto:”Quello lì è un cane da caccia”. mi sono girata di scatto, li ho fulminati con lo sguardo e a voce alta, andandomene, ho detto:”Non si tocca, non si ruba e soprattutto NON si fanno offerte”.
      il fatto di avere un fucile in casa (usato per cacciare, quindi con tutte le carte in regola) può voler dire che lo si usa “solo” per far fuori la selvaggina….però una persona che è capace di sparare (per divertimento) ad altri esseri viventi ci mette un attimo ad impallinare il proprio cane che non serve più e a far sparire il corpo…un motivo in più per non microchipparli…
      Io colla bassotta, visto che tanto verde pubblico dietro casa e il bosco a davvero pochi minuti di macchina da casa (per dire, ci metto lo stesso tempo a raggiungere l’area cani più vicina), cerco di andare tutti i giorni (almeno quando non è già buio alle 17:00) a correre nel verde e ad usare il tartufo (sempre col muso per terra…un giorno abbiamo provato a fare un traccia con un pezzo di carne in giardino. è impazzita. sembrava in trance agonistica): non è un merito, è solo una possibilità oggettiva che non tutti hanno. chi desidera un cane da caccia, secondo me dovrebbe prima chiedersi in quale posto vive. vivere in centro ad una grande città senza potersi spostare regolarmente per farlo svagare nel suo “ambiente naturale” forse non è la condizione ottimale per un cane da caccia. meglio altre razze. sebbene siano di una “bontà” disarmante. e questo rende ancora più ingiusti certi trattamenti (sopportano anche troppo senza nemmeno ringhiare….almeno quei cani da caccia che ho visto io – ehm, forse la mia bassotta è particolarmente tranquilla. ecco, con questa razza magari non è sempre così…)

  25. Condivido il fatto che un cane da caccia nasca per gioire degli odori
    del mondo dei selvatici e che si inebri nel seguire le pisted i questi
    ultimi.
    In ogni caso avendo lavorato per molti anni in un canile
    che faceva anche recupero cani vaganti ho avuto modo di conoscere la
    categoria. In tanti anni ho incontrato credo un paio di cacciatori che
    tenevano al loro cane in modo “umano” che li tenevano in casa con loro e
    che gli dedicavano del tempo extra periodo di caccia.
    Per il resto erano cani che vivevano in serragli, che uscivano solo nelle
    stagioni, cani che con il proprietario avevano un rapporto pari a zero.
    Intercambiabili, mille proprietari, cagne piene di tumori mammari non
    sterilizzate, prestate ad amici. Alla prima difficoltà ceduti al primo prossimo proprietario “conveniente”.
    Io non affiderei MAI un cane ad un cacciatore…MAI.
    A parte il fatto che una persona che ha il coraggio di braccare, ferire,
    terrorizzare ed uccidere un’ altro animale…(vorrei ricordare che un
    cinghiale sente dolore, paura e ha diritto alla vita quanto i nostri
    cani)…..non mi sembra degna di suscitare fiducia …cosa
    indispensabile per quando riguarda un affido di un cane specie se questo
    esce da un canile.

    • Mi sembra una generalizzazione. Tanti possono essere così, ma non tutti. SI fa un controllo preaffido e se non è il caso nisba.

      • purtroppo per quanto mi riguarda non scendo a compromessi……ne ho visti troppi costretta a rimanere impotente….ciò mi è bastato. sarò talebana…pazienza …
        poi la mia religione me lo impedisce…. 😉

      • Non puoi farli i controlli se l’adottante non vuole, e poi ripeto, servono a quello che servono. Tutti capaci di farti vedere il cuscino e la ciotola in salotto e poi chiudere il cane in garage.

          • Certo, concordo. Per questo dico che i controlli lasciano il tempo che trovano. A sto punto uno si affida alle statistiche…

          • Ho visto con i miei occhi un golden retriever sbattuto in giardino (e in casentino a gennaio fa TANTO freddo) da una famigliola da mulino bianco. Quando gli venne la leishmaniosi smisero di curarlo perché “tanto si sa che è una malattia per cui non si può fare niente”. Abitavo in campagna e c’erano i cacciatori che tenevano i cani in serragli (tanti, purtroppo) ma c’erano anche quelli che avevano un cane “da-ucellini” che tenevano in casa come se fosse il dono più prezioso del cielo. Solo il controllo preaffido permette di capire come sarà il futuro adottante. Se un futuro adottante non vuole fare il controllo preaffido già deve essere un segnale di allarme vuol dire che ci sono cose che non vuole farvi vedere.

          • anche dalle mie parti c’è un Golden sempre sempre sempre in giardino (notare che i proprietari hanno una tabaccheria e vivono nello stesso paese in cui lavorano, con orari umani di apertura e chiusura della loro edicola. e sono una coppia: quindi hanno un sacco di possibilità in più rispetto ad un comune lavoratore dipendente (medio). potrebbero portare il cane in negozio e alternarsi nell’attività alla cassa. o ancora meglio: possono tornare a casa nella pausa pranzo anche a turno per stare col can). a breve dovrebbe esserci un’area cani anche da noi (in paese). e loro ce lo porteranno sicuramente (hanno detto). ESIGO sapere almeno con un’ora di anticipo il minuto spaccato in cui apriranno le porte al poveraccio (che non esce mai di casa perchè tira come un bue al guinzaglio…) per defilarmi, qualora io sia nelle vicinanze)…cani da caccia sempre sono….è una guerra invincibile…
            altra scena. ero in giro sempre colla bassotta. mi ferma una famiglia con bambina gentile e divertente. parlando mi dicono che hanno un Golden in giardino e che a breve arriverò un cucciolo di bassotto a casa (pare il precedente bassotto sia morto. non ho capito se parlavano di tanto tempo fa o se prima avevano due cani – il golden appunto e il bassotto deceduto). se non si sono espressi male ho capito che il bassotto starà in casa (non si capiva se a vita oppure durante la crescita). e il golden sta fuori? SENZA PAROLE….mi hanno chiesto come fare per insegnarli a pisciare di fuori…volevo uccidermi….io ho detto cosa ho fatto con la mia….(sottovaso gigante in plastica più asciugamano per ridurre l’inquinamento ambientale per i tappetini usa e getta. poi poco a poco, con i premietti, abituarla a fare tutto in giardino e in giro per il mondo. sottovaso da usare in caso di emergenza. con me ha funzionato alla grande. se la porta del giardino è chiusa o non c’è nessuno, nemmeno avvisa che deve uscire. va direttamente sul sottovaso)…ma come hai fatto a crescere il precedente bassotto? era fuori casa a vita? non c’è speranza……

  26. Condivido il fatto che un cane da caccia nasca per gioire degli odori del mondo dei selvatici e che si inebri nel seguire le piste i questi ultimi.
    in ogni caso avendo lavorato per molti anni in un canile che faceva anche recuperi cani vaganti ho avuto modo di conoscerla categoria. In tanti anni ho incontrato credo un paio di cacciatori che tenevano al loro cane in modo “umano” che li tenevano in casa con loro e che gli dedicavano del tempo extra periodo di caccia.
    Per il resto erano cani che vivevano in serragli, che uscivano solo nelle stagioni, cani che con il proprietario avevano un rapporto pari a zero. Intercambiabili, mille proprietari, cagne piene di tumori mammari non sterilizzate, prestate ad amici.

    Io non affiderei MAI un cane ad un cacciatore…MAI.
    A parte il fatto che una persona che ha il coraggio di braccare, ferire, terrorizzare ed uccidere un’ altro animale…(vorrei ricordare che un cinghiale sente dolore, paura e ha diritto alla vita quanto i nostri cani)…..non mi sembra degna di suscitare fiducia …cosa indispensabile per quando riguarda un affido di un cane specie se questo esce da un canile.

    • Purtroppo ciò che dici è vero. I cacciatori molto spesso hanno la visione dell’animale-cosa…..per loro sia il cane (il predatore ausiliario) che la preda (lepre, capriolo, cinghiale ecc….) non sono creature senzienti e portatrici di diritti ma mere cose da utilizzare o di cui fruire. IL cane viene percepito non come compagno di caccia ma è solo lo “strumento” che consente alla caccia di andare a buon fine. Fine della caccia, fine del lavoro del cane e cane che ritorna nel gabbione fino alla caccia successiva. Non è così in tutti i casi ma spesso il cane del cacciatore è un cane maltrattato.

      • vero….e non ci puoi fare un tubo quando ci inciampi sopra….l’enci approva persino il collare elettrico…o almeno fino a tre o quattro anni fa era così….come se ogni cacciatore sapesse usarlo e soprattutto per cosa usarlo….una rabbia….

        • Per il cacciatore spesso il cane è solo un mezzo per raggiungere il fine che è l’abbattimento della preda. Per questo molti cacciatori o uccidono o abbandonano i cani non abili a caccia. E’ proprio questa visione del cane-oggetto che li porta a compiere atti crudeli e scellerati. Se ho un orologio che resta indietro o va avanti lo posso buttare….e nella logica di molti cacciatori……se ho un cane che non sa cacciare lo posso eliminare e abbandonare…..nel loro immaginario sono solo strumenti, cose senza diritti.
          Inoltre è proprio l’atteggiamento stupidamente aggressivo del cacciatore nei confronti del cane a rovinare le performances di lavoro di quest’ultimo.

  27. La discriminazione a priori verso categorie di esseri umani è effettivamente inaccettabile. Che il cane da caccia sia felice quando può cacciare non ci sono dubbi. Detto questo però volevo fare alcune considerazioni su quello che mediamente accade nella mia zona. IL cacciatore medio (non tutti e non voglio generalizzare) della Valtaro lascia i cani in un gabbione da cui li fa uscire solo e soltanto per andare a caccia o per fare l’addestramento pre-caccia. IL resto del tempo vive nella gabbia (più o meno grande in funzione della sensibilità del cacciatore) e l’unico momento di interazione con il proprietario è il momento del pasto. Sempre il cacciatore medio della mia zona è un violento con i cani : un classico è il momento del ritorno alle auto in cui i cani o non si fanno prendere (non perchè vogliono stare ancora liberi ma per la paura del cacciatore), o esprimono una quantità di segnali di pacificazione e di sottomissione passiva che nemmeno Turid Rugaas ne ha visti così tanti. Non racconto queste cose per sentito dire ma perchè le vedo spesso : i cacciatori che vanno a caccia al cinghiale partono e lasciano le jeep di fianco a casa mia. Pertanto….non è che a priori non si debba affidare un cane da caccia ad un cacciatore ma quando glielo si cede sarebbe fondamentale capire che tipo di vita farà il cane. Faccio io ora una domanda? Meglio un cane che va 3 mesi a caccia e sta abbandonato nove mesi nel gabbione o un cane che non va a caccia ma può vivere una vita famigliare piena godendo della presenza dei proprietari? Io mi sono dato una mia risposta e la applico nella pratica poichè non sono cacciatore ma ho un segugio : porto il cane nei luoghi in cui sono presenti daini, cinghiali, caprioli e lepri e lo faccio divertire almeno due volte la settimana. Questo per me è un buon compromesso. Prendere un segugio per chi vive in città probabilmente non è una buona scelta mentre per chi sta in campagna/montagna, con questo escamotage, credo che non sia una scelta così sbagliata.

    • condivido pienamente….questi “amanti” dei cani spesso manco li chippano quando li “provano” …eviterei di chiarirne il motivo…..

      • IO ho la sfortuna di avere tanti conoscenti cacciatori ma davvero sto pensando a quanti di loro fanno fare una vita decente al loro cane e pur sforzandomi con la mente me ne viene in mente solo uno sui 200 che conosco!!!! Conosco però tante persone che non vanno a caccia ma che hanno il segugio che vanno spesso a liberarlo nei boschi per fargli sperimentare la “caccia simulata” : caccia il cane ma non il proprietario. Tutti questi cani vivono in casa con i proprietari. Nel mio gruppo cinofilo ne ho 8 e 2 di loro fanno anche attività di Ricerca in Superficie delle persone disperse che è un altro buon modo per far lavorare olfattivamente i segugi.

        • io dai cacciatori invece, mi tengo molto alla larga, in ogni caso credo che i cani da caccia con tutte le loro “problematiche” (cacciagatti, dispersione dietro mini lepri etc…etc….ma io ho una malinois che quando è libera più o meno….certo è che ho un caro amico da cui la porto a mordere la manica per farla “sentire malin”!! il che la aiuta molto e se la chiamo quando insegue i conigli …GIURO!!!! che è sempre tornata ed una volta avevo solo le Mentos alla fragola con cui premiarla!! LOL!!!) se adottati da persone che si dedicano al cane e non lo mollano in un cortile …possano trovare un generoso compromesso…e vivere come cani appagati…

    • Giampiero, però io vedo arrivare (anche al mio campo, e bene o male la gente sa come lavoriamo…) persone che possono avere dal pastore tedesco al meticcetto di canile, tutti belli impiccati e strattonati (perché tirano), o che vengono “tenuti come figli”… inteso come “tutto il giorno sul divano e due giri del palazzo al giorno, al guinzaglio, per pisciare”… e tutta una serie di altre cosacce veramente indecorose che con caccia e cacciatori non hanno nulla a che fare.
      Che il cane stia in una gabbia o su un divano, se non te lo caghi per 23 ore al giorno c’è poca differenza… e la maggior parte dei *proprietari* (e NON dei cacciatori, o degli abitanti del Sud, o quel che sia) con il cane ha questo tipo di rapporto (se così possiamo chiamarlo). Un’altra bella fetta di proprietariE (perché sono quasi tutte donne) ha invece il rapporto morboso “sempre in braccio, sempre appiccicato, sempre coccolato”… che se non è peggio dell’altro, poco ci manca.
      A mio avviso i cacciatori hanno soprattutto una sfiga: come tengono i loro cani “si vede”, perché li tengono quasi sempre in box esterni. Ma quello che succede nelle nostre case, ai cani “di famiglia”, a volte è moooolto più grave 🙁

      • Su questo hai perfettamente ragione….le forme di maltrattamento sono tantissime e non sempre evidenti ai più. Sul discorso cacciatori dico solo che dalle mie parti i maltrattamenti sono di un livello allucinante ed inaccettabile. Poi sono sicuro che ci siano cacciatori che hanno un rapporto corretto e rispettoso con i loro cani. Non si deve impedire a priori a un cacciatore di adottare un cane dal canile…dico solo che prima bisogna informarsi bene di chi è e di cosa vuol fare con il cane. Nei paesi questo si può fare perchè ci conosciamo tutti mentre in città è più difficile. E non si può davvero negare che spesso i cacciatori vedano i loro cani solo come strumenti di lavoro e niente più. Sta di fatto che si deve fare ancora molto per acculturare le persone sui bisogni del cane a qualunque categoria queste persone appartengano. Nei corsi oltre a parlare di educazione, comunicazione, gestione del cane mi impegno a far fare tante attività pratiche che consentano al cane lo scarico-psicofisico e l’appagamento delle motivazioni innate….spero di poter dare il mio piccolo contributo aiutando le persone a capire meglio gli errori che fanno ed i maltrattamenti che infliggono ai loro cani.

  28. D’accordissimo circa la caccia. Quando faccio i giochi di ricerca con la mia beagle la sua espressione cambia, verissimo!
    sulla questione meridione credo che l’intento degli “affidanti” sia quello di non mandare cani al sud (dove la piaga del randagimo è più estesa che al nord) perchè ci sono sicuramente molti più cani da “scegliere” nei canili., non credo si tratti del fatto che un meridionale poi possa abbandonare con più probabilità il cane che ha adottoato ..

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