di FRANCESCA BRUNELLO – Dell’articolo “Il mio bambino peloso mi tiene in ostaggio” mi ha colpita la frase “Questo NON è il normale comportamento di un animale sociale e pacifico come il cane: questo è frutto di stress, di nervosismo o addirittura di nevrosi… e queste nevrosi sono legate, davvero in moltissimi casi, alla bambinizzazione.
Vero, verissimo, impossibile da negare.
Aggiungo che, secondo me, la maggior parte dello stress nei cani che vedo dipende dal fatto che non fanno abbastanza esercizio.
Non lavorano, non hanno un ruolo nel ‘branco’, non sono mai stanchi.

lavorate5Far lavorare un cane è utile principalmente per due ragioni: si costruisce un rapporto solido nel binomio proprietario-cane e il cane è stanco e appagato.
Quante volte sento gente che va dal comportamentista o dall’educatore, dall’addestratore, perfino dal veterinario per un qualsiasi problema (tira al guinzaglio, quando è a casa da solo distrugge tutto, ringhia, abbaia…) e torna dicendo “sì… mi ha detto che devo fare così così e così”.
Ora, non metto in dubbio che se il cane tira al guinzaglio dobbiamo cambiare qualcosa per evitare di stare agganciati stile bandierina, ma quello che mi fa diventare di tutti i colori (in sequenza: rossa, viola, nera, blu – blu perché devo trattenere il fiato per non rispondere, perché io non ho qualifiche per dire la mia) è che nessuno sembra aver mai detto: “guardi signora, questo cane non fa un accidenti dalla mattina alla sera, si scelga un piano di lavoro e scolli il suo jack russell dal divano”.
I più furbi di solito cercano di parare con “lo porti qui una/due volte a settimana”.
Niente di sbagliato, ci mancherebbe altro, è il loro lavoro.
Ma poi, quando incontro nuovamente il proprietario in questione qualche tempo dopo e quello mi dice “eh si, io l’ho anche portato lì… è andata bene per un po’ ma poi… ha ricominciato/non avevo tempo/costa troppo”… la mia reazione di solito è quella di ripassare i colori dell’arcobaleno con la faccia e le lettere dell’alfabeto con le sopracciglia.

lavorate6Cosa c’è di sbagliato? Qual è l’ingranaggio che si inceppa?
NON si può lavorare con un cane su un problema mirato se il cane ha accumulato tutto quello stress ed è nervoso al punto tale che quello stesso problema è diventato la sua valvola di sfogo, senza dargli la possibilità di scaricarsi in altro modo. Non si può, non ci sono scorciatoie, nessun metodo miracoloso – coercitivo o gentilista che sia –  o farmaco che tengano.
Non tutti i cani hanno bisogno dello stesso tipo di esercizio e neanche della stessa quantità. Non si può portare un San Bernardo in agility esattamente come non si può portare un carlino a saltare le palizzate dell’UD.
Ogni razza è selezionata per avere un certo quantitativo di energia e una propensione ad una o più attività.
Vi siete messi in casa un beagle perché “è buonissimo con tutti”? Santo Cielo, fategli fare giochi di fiuto prima che diventi un comodino grosso, grasso e quadrato: è un cane da caccia.
Avete deciso che un malin è il miglior cane da guardia per i tulipani del vostro giardino? Benissimo, ma fatelo giocare con il salamotto prima che decida che l’area dedicata ai tulipani è più bella sterrata.
E ancora, avete un Labrador perché “è dolcissimo con i bambini”? Meraviglioso, ma abituatelo al riporto (magari in acqua) prima che un bambino lo innervosisca a tal punto da farsi pinzare.

lavorate3A tutti quelli che mi dicono “un cane è un grosso impegno” rispondo sempre che “no, non è un grosso impegno, è un impegno continuativo, 24h/24. Il vero impegno è far diventare tutto una routine e seguirla con costanza.”
Non si tratta di preparare indistintamente tutti i cani allo ZTP, ma di trovare un modo collaborativo per farli stancare.
Non ne posso più di sentire “eh, ma all’area cani si stanca” perché è vero che si stanca interagendo con gli altri cani, ma quello non è un lavoro in cui coopera con noi.
Il riporto, esercizi semplici come “seduto” “terra” e “resta”, imparare ad andare al guinzaglio, iniziare uno sport insieme… QUESTI SONO I MODI PER FAR LAVORARE UN CANE.
Questo è l’ABC, non si scappa.
In tutti i video che ho visto su YouTube dei vari “trainer” americani, quando arriva il proprietario cane-munito con un problema, la prima cosa che dicono è “probabilmente non fa abbastanza esercizio fisico, quanto tempo dedica alle attività che fate insieme?”.
Qui casca sempre l’asino.

lavorate7È chiaro che problemi di aggressività, dominanza, iperattività non si risolvono sempre e subito lanciandogli un paio di volte la pallina: ma a prescindere da questo, che problemi abbiamo noi in Italia, se “lavorare con un cane” non sappiamo nemmeno cosa significa?
Smuoviamo sedere e jack russell dal divano, inventiamoci attività da fare insieme a lui, INSEGNAMOGLI qualcosa di nuovo.
Non deve essere per forza uno sport cinofilo, ma possiamo pensare in grande perché da questo punto di vista i cani sono come i bambini: imparano.
Imparano sia a tirare al guinzaglio che a portare il telecomando; imparano a mangiare dal tavolo come imparano il resta, il no e il lascia; imparano a scavare quando si annoiano allo stesso modo in cui apprendono a chiudere le porte o spegnere la luce quando richiesto.
Possiamo far imparare al cane cose utilissime, come essere un buon cane da difesa, o cose inutilissime come portarci le ciabatte: ma la cosa straordinaria è che il cane ha uno spirito collaborativo innato e a qualsiasi livello si lavori con la nostra bestiaccia di casa, questa sarà sempre disposta a imparare cose nuove. Sempre, finché sta con noi.
Se avete il privilegio di avere un cane, sfruttate ogni momento libero per farlo cooperare con voi, che siete i suoi leader.
Dategli dei compiti, così che lui abbia il suo ruolo nel branco: addetto alla vostra difesa o portaciabatte che sia.

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14 Commenti

  1. Parole sante !!! Il mio border da prima problematico ha subito una magia dopo aver incontrato le pecore….un cane buono,sereno e rilassato. Ma la cosa che mi fa indignare è che hai dovuto suggerirmelo tu via email perché 2 addestratori e 3 veterinari non ci erano mica arrivati .

  2. Lo sguardo che ha il mio cane dopo una giornata in montagna è impagabile, ed impagabile è anche come si schianti sul cuscino appena arrivati a casa…si vede che è felice, appagato e stanco! Per “colpa” sua, di quello sguardo fantastico, sono “costretta” ad andare in montagna, cosa che non facevo da anni…

    • Anche per me è così. Io non sopporto troppo boschi e affini, ma da quando è arrivata la bassotta mi sono dovuta reinventare il tempo libero (con palestra gratis incorporata). Mi ha praticamente costretta ad andare spesso in montagna (o simili). e meno male! Infatti dico che è lei che mi ha “invitata” ad uscire per prati….salta di qua, sniffa di là….vederla zompettare così mi fa capire che è felice!

        • Ho portato la bassotta di 5 mesi in montagna un paio di settimane fa per la prima volta, tanti mi han detto “ma è piccina”, si ok, ma quelli stanchi dopo 5 ore di scarpinata eravamo noi, mica lei..

          • Io credo che si i bassotti si ricarichino ad energia solare…altrimenti non si spiega come diamine riescano a non stancarsi mai, con quelle gambe corte. si dovrebbero limitare salti ed eccessivo movimento ma io la mia non la fermo. limito il limitabile ma poi è impossibile). anche io ho cominciato a portarla per i boschi intorno ai quattro-cinque mesi (ora ha quasi un anno e mezzo). per dire, prima siamo andati a far quattro salti nel verde…su e giù a seguire la traccia. appena rientrati mi ha portato il giochino…..eh, un attimo! p.s. secondo me il trucco è prendere un secondo bassotto….

  3. Io ho notato già da un po’ che la notte viene distrutto tutto se la si tiene per diversi giorni in casa/giardino. In quanto ai giochi in base al tipo di cane niente di più vero, sopratutto credo che sia giusto assecondare l’indole del cane perché si senta soddisfatto. La mia è un incrocio tra setter e breton e quindi tanti giochi di fiuto in casa (si è anche auto eletta cacciatrice di lucertole, quindi tante punte senza averglielo mai insegnato) ma sopratutto tante corse in campagna. Quando è ora di tornare ti guarda come per dire “beh già finito?” e dopo 10 metri in macchina è già crollata 🙂

  4. aggiungerei un paio di cose: il binomio comuque è una situazione stretta per il cane. il cane deve vivere (e non solo incontrare una volta ogni tanto) con i suoi simili. il rapporto fra cani è molto diverso dal rapporto cane/uomo. nei primi suoi 3 anni il mio border ha vissuto con noi in appartamento ed in ufficio. Ogni giorno 2 o 3 lunghe uscite, nei parchi, attività di gioco sia con noi (palla, frisbee, corsa, giochi mentali, ecc) sia con altri cani. Ma comunque era un cane dipendente da noi. Da 1 anno abbiamo anche 2 maremmani (e ovviamente una casa con giardino). Il suo comportamento è molto più autonomo, passa molte ore senza cercarci, giocando con la sua famiglia canina. Tutti assieme giornalmente si esce per esplorare la campagna, odori, corse, altri animali da conoscere. Una palizzata, una palla, un clicker sono solo un complemento, un gioco, come il gioco per un bambino: non sostituisce la socialità con i suoi simili.

    • ti do pienamente ragione, il rapporto cane-uomo è una cosa meravigliosa, per il rapporto che si instaura, quando fai le cose insieme, ma la tranquillità che il mio cane ha da quando abbiamo preso il secondo cane si vede ad occhio, è come se si sentisse meno fuori luogo.

  5. Da quando ho Iago con me mi muovo più di prima XD le passeggiate che faccio con lui, le corse ed il movimento in generale prima non lo facevo neanche per la metà! 😛 Ed il bello è che non facendolo da sola, ma con lui, mi diverto anche!

  6. Ciao Francesca, vorrei chiederti un consiglio: io ho 2 bassotti, un maschio di 2 anni ed una femmina di quasi uno. Il maschio è un instancabile camminatore e riportatore di palline e super scavatore di buche! Cioè con lui ho capito che “sfruttando” questi suoi interessi è un cane rilassato sereno ed appagato. Il “problema” è con Sissi, la femmina, che ha fin da piccola avuto grossi problemi di paure, insicurezze e autostima quindi poi anche ansia da separazione. Ho affrontato il tutto con un bravo educatore che mi ha insegnato tanti esercizi da fare con lei per aumentare la sua autostima ed il suo self control, ed infatti lei è migliorata abbastanza… ma non abbiamo risolto il problema… lei ancora ogni tanto mi fa la pipì sul divano e spesso mi mangia mobili vari di casa… Detto questo (per farti un piccolo quadro della situazione) lei ha “gusti” diversissimi dal maschio (Otto), lei nn ama giocare al riporto con la pallina e non si “soddisfa/stanca” con le lunghe passeggiate… ed io non so più che fare perchè secondo me queste sue manifestazioni sono sicuramente ancora in parte ansia da separazione, ma sono anche frutto di noia ! L’educatore dice che secondo lui sono solo ansia da separazione… ma secondo me sono noia e non sufficiente appagamento… Una cosa che capisco che le piace molto è fare ricerca col naso (per capirci un gioco che ci ha insegnato l’educatore ovvero io nascondo premietti piccolini in giardino e lei li deve trovare cercandoli con l’olfatto così si autopremia) li la vedo molto molto concentrata, felice e appagata, il problema è che non posso farle cercare premietti dalla mattina alla sera se no mi diventa un salame… tu avresti suggerimenti in merito? o suggerimenti di qualsiasi tipo!
    Grazie mille

    Melissa

  7. A dir la verità il suo articolo mi irrita, e non poco, sig.ra Brunello, e mi spiace di scrivere così in ritardo perché l’ ho letto solo ora. Posto che un cane non va tenuto in casa a oziare tutto il giorno, è’ ovvio, forse dovremmo anche a volte metterci nei panni dei proprietari, sempre tanto “sgridati”. Ora, io sono la felice mamma di un San Bernardo femmina e di uno spitz tedesco piccolo (per caso di razza, avendolo preso in una perrera spagnola). Ho un giardino, in cui a volte vanno se esco anch’io, sempre con me visto che lavoro al computer da casa. L’ attività che preferiscono è’ correre liberi in campagna, luogo in cui io abito, ma mi sembra di aver letto che se li lasciamo liberi nei prati succedono terribili scatafasci ( le lepri si perdono, gli umani che passano anche se uno ogni 24 ore, si spaventano, non è’ legale ecc.). A causa di questa attività ” di terrorismo” vengono messe polpette avvelenate in giro e, nonostante io esca a ore improbabilissime ( sei del mattino) poi devo pigliarmi lo xanax per non farmi venire le ansie nelle successive 24 ore…La mia San non ama le aree cani ( e neanch’io, visto l’ odore di pipì/ merda seppur raccolta che regna, e la quantità di cani isterici e paurosi che si incontrano) anche perché dopo due falcate li ha già percorsi in tutta la lunghezza, ne incontrare cani al guinzaglio perché non ci può giocare. Ma i cani si devono tenere al guinzaglio sempre nooo? L’ avete ampiamente ripetuto anche su questo sito. Ora, lei mi dovrebbe spiegare come posso fare a rendere felici i miei cani, che per loro natura ( soprattutto lo Spitz) amano correre/ giocare/ annusare, non sono adatti a UD agility o altro, e vivono sereni e tranquilli come cani di casa che però possono correre/giocare/annusare almeno due ore al giorno. O, in alternativa, nuotare in un fiume vicino con tutto il terrorismo che fate sui cani liberi. Quindi mi risparmi l ramanzina su UD, agility e quant’ altro, che non tutte le razze di cani possono fare, o non tutti i proprietari hanno tempo di fargli fare. E, magari, iniziamo a comportarci come nelle altre nazioni ( cito due città: Monaco di Baviera e Lisbona come esempio) in cui i proprietari educano le loro creature a rapportarsi con umani e pelosi nel modo giusto, e possono scorrazzare liberi e, come auspica lei, felici. E scusate la lunghezza del post, ma un po’ di sano realismo, per favore!

  8. Ma è proprio scontato che al cane piaccia “lavorare”, intendendo con questo lo svolgere attività che abbiano una qualche finalità pratica (anche se solo sportiva o ludica), in stretta cooperazione con l’umano e motivata dalla gratificazione che l’umano può dare in cambio?
    Ovviamente il cane ama “fare il cane”, annusare, cercare, correre, cacciare, giocare, nuotare, e questo gli consente di essere appagato e sereno. Ma è altrettanto certo che il cane provi lo stesso interesse e la stessa motivazione per quello che l’umano gli chiede di fare (chiaramente proponendo delle motivazione alternative e “guidate” come il cibo o la pallina, per esemplificare)?

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Nata a Latisana il 16 ottobre 1992 e cresciuta a San Donà di piave (VE), Francesca Brunello studia all'Università di Firenze. Pessima studentessa di medicina, convive dal 2014 con Twiggy, pastorina tedesca allergica alle coccole, decisamente poco socievole con sconosciuti, bambini e gatti. Sfegatata per l'UD, il mondioring e grande fan del fai-da-te, insegna ai suoi cani comandi utilissimi come salutare con la ssssampetta, sfilare i calzini, e disfare la lavatrice. Seguace della cinofilia di Valeria Rossi, è ferrea sostenitrice del fare cose cum grano salis e fiutare bufale e cugginate da lontano. Astemia e celiaca, stressa la redazione di Ti Presento il Cane dal marzo 2015 con la sua chiacchiera compulsiva e il suo scadente senso dell'umorismo.