domenica 19 Settembre 2021

L’abbandonatore “modello”, ovvero colui che si rifiuta di trovare soluzioni

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di SILVIA NITRATO IZZO – Ebbene si, non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo. I cani e i gatti (ma anche uccellini, pesci rossi e coniglietti) non si abbandonano. In un paese civile che ama e tutela gli animali dovrebbe essere cosa scontata. Eppure ogni anno siamo alle solite. E ci tocca ripeterlo. E ripeterlo, ancora e ancora.

abbandono-animaliVi prego, non abbandonate i vostri amici. Arriva l’estate, il caldo comincia a farsi sentire, le vacanze tanto attese sono alle porte, ma chi lo tiene il nostro quattro zampe quando saremo fuori?
Mamma e papà non ne vogliono sapere, la pensione costa troppo e io alla vacanza non rinuncio. E così al primo cassonetto o alla prima curva di una strada desolata ti scarico giù dalla macchina e me ne vado senza voltarmi indietro. Tanto te la saprai cavare da solo. Sei un cane.
Davvero non riesco proprio ad immaginare che sembianze possa avere uno che fa una cosa del genere. Ha i baffi? E’ biondo? Alto? Basso? Magro o grasso? Sono più uomini o donne? Giovani o adulti? Non saprei proprio… e comunque poco importa perché, a parte gli scherzi, chiunque sia capace di compiere un gesto tanto vile non può che essere una persona fredda, insensibile e con una cultura cinofila pari a zero.
A volte si tratta del cane di famiglia, magari preso un po’ per caso, per far contenti i bambini che lo desideravano o per risolvere il problema a qualche amico che non sapeva a chi darlo. Oppure si tratta di intere cucciolate, capitate anche queste per caso, perché non si è stati attenti e ci si è lasciati scappare la cagnetta in calore che ha combinato il “guaio”. E adesso a chi li do? Chi se li prende 5 cuccioli fantasia in piena estate? E via nel cassonetto.

bastardo1hv6Quando ero più piccola vicino al nostro terreno non c’erano centri abitati, ma solo chilometri di campagna. Per cui era molto frequente, soprattutto in estate e soprattutto perché fuori dalla nostra proprietà c’è scritto “Centro Cinofilo”, che il disgraziato di turno venisse a disfarsi del “problema” davanti al nostro cancello. E così arrivò la piccola Bixie, cucciolina di nemmeno 40 giorni che con molto coraggio si spinse fin su alla salita del nostro parco in cerca di aiuto e trovò noi.
Abbandonata da qualche individuo senza scrupoli in pieno agosto.
E come lei tanti altri ancora. Abbandonati in campagna e davanti a un centro cinofilo. D’altronde c’è chi fa lo stesso con i neonati davanti agli orfanotrofi.
Abbandonarono anche Micio Micis e Micia Micis, due bellissimi gattoni grigi dentro uno scatolone, davanti ad un Centro Cinofilo (sempre il nostro) il che ha dell’assurdo, visto che fuori c’è scritto CINOFILO. Eppure i due gattini impararono subito a cavarsela nel nostro terreno, rispettando i confini della zona cani e vivendo una vita felice.
O come un noto ex calciatore della Roma, di cui non farò il nome, che prima di rientrare nel suo paese d’origine lasciò i suoi due cani in pensione da noi (un Pastore Tedesco e un meticcio) salvo poi sparire nel nulla, negarsi al telefono e smettere di punto in bianco di pagare la retta di mantenimento.
Il calciatore non è più rientrato in Italia e di fatto ha abbandonato i suoi due amici. Almeno ha avuto il buon gusto di non lasciarli per strada.
Ma c’è chi fa anche di peggio e i cani li abbandona in autostrada sotto il sole o i cuccioli li butta nel cassonetto, riducendo così per i poveri animali la possibilità di cavarsela.
Ma io dico, vuoi proprio compiere un gesto così orribile? Lascia loro almeno una possibilità di sopravvivenza.
Non dimenticherò mai da piccola il dolore che provai quando trovammo dentro il nostro terreno una busta di plastica bianca che era stata lanciata da fuori il cancello con dentro cinque bellissime cucciole di Maremmano che non avranno avuto nemmeno 15 giorni. Provammo in tutti i modi a salvarle, ma non ci fu nulla da fare e a causa del volo morirono tutte. Fu un’esperienza orribile.
Perché quello sciagurato non lasciò semplicemente la busta davanti al cancello?

cane-copiaPer fortuna oggi la sensibilizzazione sul tema dell’abbandono è più forte di qualche tempo fa e ci sono tanti bravi volontari che si occupano di soccorrere gli animali lasciati al loro destino, che si tratti di cassonetti, autostrade o campagne desolate. Ma il problema degli abbandoni estivi ancora non è risolto ed è quindi necessario continuare a parlarne.
Quello che mi viene da dire è che, a prescindere dalla legge reale e morale che vieta un’azione simile, al giorno d’oggi esistono davvero talmente tante realtà cinofile a disposizione degli utenti che non riuscire a trovare quella che faccia al caso nostro, significa proprio non averla voluta cercare.
Se prima di pensioni ce ne erano poche, oggi ce ne è a bizzeffe. C’è quella a 5 stelle e quella più economica. E se non si ha la possibilità di permettersi l’albergo stellato per il proprio amico, si può tranquillamente ripiegare su quella low cost. Basta che sia seria e gestita da professionisti, in fondo al cane interessa essere trattato bene, poi che la struttura sia meravigliosa o più semplice ed essenziale interessa solo a noi. E comunque sia, meglio il piccolo ostello della gioventù della strada, non credete?
Poi ci sono milioni di dog sitter in giro per l’Italia, vuoi che non ne troviate uno che faccia al caso vostro? Quello che incluso nel prezzo ti ci mette anche lavaggio, stiraggio, tolettatura e favola della buonanotte compresa (si scherza, eh!)?
C’è quello che viene a casa tua, quello che se lo porta a casa. Quello che gestisce il piccolo asilo o il negozio di animali sotto casa con una rete infinita di operatori cinofili pronti al caso vostro. Ci sono anche siti web che mettono in contatto persone disposte a tenere il vostro cane  a casa per le vacanze.

abbandono-cani-campagnaOra so anche che questo è un argomento molto delicato e del quale si discute spesso nei salotti cinofili. Non di rado, infatti, si aprono scanni e dibattiti sulla questione ed è anche vero che il proliferare di tutte queste figure professionali non ben qualificate non sia proprio un bene per la cinofilia. Insomma si sono buttati un po’ tutti a capofitto in questo mestiere e riesce difficile capire chi sia davvero affidabile e chi invece sia un improvvisato dell’ultimo minuto. E per lasciare il proprio amico c’è bisogno di potersi fidare. Ecco perché, personalmente, non amo tutto questo immenso universo parallelo di “cinofilia a domicilio”, perché se non si è seri professionisti si possono fare grandi casini.
Sono e rimarrò sempre dell’idea che per lavorare professionalmente con i cani serva tantissima esperienza, soprattutto quando si ha la responsabilità di tenere il cane di un altro. Il mio consiglio è quindi quello di rivolgersi sempre ad una struttura di fiducia o al dog sitter che si conosce ed è referenziato, anche se questo significa spendere un pochino di più. Ma il cane è un essere vivente e sono dell’idea che per il nostro amico sia d’obbligo scegliere sempre il meglio che possiamo permetterci magari facendo anche qualche piccolo sacrificio.
Poi, ecco, se proprio il mio consiglio non volete ascoltarlo e di spendere quei soldini in più non ne volete sapere… se proprio siete sul punto di compiere quel gesto orribile, fermatevi e riflettete che ad oggi ci sono talmente tante soluzioni per voi che anche la meno titolata o la più improvvisata è sempre e comunque meglio della strada.

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15 Commenti

  1. In vacanza al Lago di Garda ho potuto ascoltare un racconto abbastanza agghiacciante: comprano un cucciolo di shih-tsu (ma si scrive così?^^°) per la bimba a Natale, dopo due mesi si stufano, e la povera bestia trascorre quasi un anno chiusa in uno sgabuzzino, finchè una vicina, allertata dai guaiti, non chiama i vigili. Il cane era ovviamente denutrito, deprivato, fobico,con le unghie che ormai raggiungevano la carne, e quasi cieco. Affidato ad una famiglia è stato totalmente recuperato ed ora ha raggiunto l’invidiabile età di 17 anni. Forse era meglio se, per liberarsene, lo avessero lasciato davanti ad un canile…gesto orripilante ed avvilente per tutti quelli che si fregiano del titolo di essere umano, ma che avrebbe evitato al cagnetto un anno di torture…

  2. Personalmente ho provato sia la pensione professionale, pulitissima, gestita da un addestratore, che dogsitter trovate su internet e mi sono trovata bene in entrambi i casi. La cosa più importante però è come si è trovato il mio cane. In questo caso le dogsitter hanno battuto la pensione. Sarà che ne ho trovate che avevano cani e sapevo che erano brave, sarà che il mio nano è un pacioccone, ma ogni volta ha passato giornate su giornate in passeggiata e a giocare. Recentemente mi sono operata e ho lasciato Maki con una dogsitter che mi costa 15 euro al giorno (e per me non sono pochi), che ha 3 cagne e di professione fa l’infermiera.
    Questi sono è Maki con la sua fidanzata Selva. Giocano tutto il giorno, di notte dormono insieme vicini vicini. Quando sono venuti a prenderlo (2a volta) oltre a farsi un miliardo di feste (e farle alla dogsitter), appena lei ha dato il comando è saltato in bagagliaio senza problemi.
    Super preparazione cinofila o no, per me la cartina tornasole è l’affetto con cui lui accoglie la dogsitter e le foto e video che mostrano quanto si diverte. Per questo sono piùche disposta a rinunciare a qualcosa per me e spendere qualche euro in più per il suo benessere.

  3. Ottimo articolo! interessanti anche le informazioni inerenti le pensioni! Mi sono sempre chiesta cosa porta ad abbandonare il proprio cane in autostrada, se non il desiderio di farlo morire senza avere il coraggio di ucciderlo con le proprie mani!

  4. Silvia scrivi: “………. e i cani li abbandona in autostrada sotto il sole o i cuccioli li butta nel cassonetto, riducendo così per i poveri animali la possibilità di cavarsela. Ma io dico, vuoi proprio compiere un gesto così orribile? Lascia loro almeno una possibilità di sopravvivenza……”
    Silvia tu dici bene, ma per i vigliacchi queste azioni sono già un’opportunità di sopravvivenza poiché pensano: forse qualcuno se ne accorgerà è provvederà ………
    Se fossimo civili, corretti, onesti, responsabili non avrebbero motivo di esistere i tribunali, le galere, i permessi, i divieti, i canili, ecc…
    Forse le delusioni che ho vissuto mi hanno resa eccessivamente critica nei confronti del genere umano ed io non sono certamente immacolata ma senza rimpianti sono più di 25 anni che rinuncio alle vacanza per non lasciare i miei animali.

  5. Sarò cinica, ma secondo me le campagne anti-abbandono sono utili soprattutto per il fatturato delle agenzie di pubblicità, di marketing di grafica e compagnia bella. Se mi è anche solo balenata l’idea di lasciare il cane in autostrada/autogrill/dovecapperovolete, secondo voi, se un pensiero simile ha attraversato la mia testa e l’ho soppesato anche solo per un nanosecondo… secondo voi, mi interessa cercare un dog-sitter, una struttura che tratti bene il mio piccolo amico (piccolo che? amico… ma se è “solo un dannato cane”..!)? Mi metto a smanettare su internet e prendere referenze per sapere se lo spazzolano tutti i giorni? O ancora vado a vedere i box della pensione per capire dove lo terranno?
    Andiamo; se ho vagliato l’ipotesi di mollarlo per strada… non me ne importa un fico secco e leggere i vari slogan mi fa solo incaz…are perchè IO, persona di merda (perchè quello sono, anche se non lo so..) ho millemila motivi per lasciare quella bestiaccia per strada, uno più importante dell’altro, che ne volete sapere voi “amanti dei cani”? E soprattutto, chevvenefrega?
    Però.. caro amico abbandonatore… fallo di notte, mentre io dormo, perchè se per caso dovessi mai vederti… la paghi per tutti.

    • postilla..
      se invece sono uno normale, che ama il suo animale in modo normale, può anche capitare che lasci il cane in pensione qualche volta, quindi so già dove portarlo, ma soprattutto… le mie vacanze, quelle vere, quelle dove posso godermi la mia famiglia bipede e quadrupede 24/24h, le organizzo in modo da averli TUTTI con me. E, di nuovo, la campagna è totalmente inutile…

      • Pienamente d’accordo con te, chi abbandona se ne stracafotte delle campagne antiabbandono, quelli “normali” non ci pensano proprio a lasciare il proprio cane.

    • Si anche io purtroppo credo che le campagne non servano a sensibilizzare il 90% di chi può anche solo pensare una cosa simile… Però se può servire anche solo a far riflettere uno o due di questi e a farli redimere ben vengano, anche se aumentano il fondo cassa delle agenzie pubblicitarie 😉
      Poi organizzare una vacanza in cui poter portare il proprio amico è senza dubbio una bellissima cosa, tuttavia nel caso in cui si parta per viaggi lunghi o lontani dove non poter portare il proprio amico credo che nel lasciarlo in una struttura referenziata e di fiducia o al proprio pet sitter esperto non ci sia nulla di male… In fondo è un po’ come il campo estivo per i bambini! Per esperienza personale ti dico che la maggior parte di quello che vengono ospiti da noi si divertono e quando tornano sono contenti 🙂
      Ovviamente questo ultimo pezzo non era riferito a te ma in generale è rivolto a chi vede male a prescindere il discorso di lasciare il cane in una pensione o a un pet sitter 😉

      • Tranquilla, avevo capito 🙂 personalmente la parte “brutta” della pensione è che quando ce li porto fanno un sacco di feste ai ragazzi che la gestiscono…(lei si chiama Silvia tra l’altro) e il mio “cuore di sciuramamma” patisce ! Giusto quel nanosecondo prima che il cervello recuperi il comando e mi dica che se fanno così è perchè lì ci stanno bene…
        Beh, io un altro appunto alla pensione ce l’avrei… in quella dove vado io, fanno le offerte… porti 1 riprendi 2… ossia porti un lupastro schizzoide e quando vai a riprenderlo ti porti a casa anche la clc (squilibrata come lui..) con cui ha legato e che era disponibile all’adozione…

    • Secondo me possono servire a sensibilizzare di più “gli altri”:i suoi amici, per esempio ,o i vicini. Può funzionare perchè chi medita l’abbandono poi non lo attua per paura di disapprovazione sociale,temendo che poniamo la vicina carina gli possa chiedere dove sia finito il suo bellissimo bobi…

  6. Pienamente d’accordo su quasi tutto, ma puntualizzerei due cose:
    1) Iniziano a nascere associazioni che preparano e certificano Pet Sitter competenti, quindi chi cerca un servizio di qualità dovrebbe provare a rivolgersi a loro. Non so se posso “fare pubblicità” (che pubblicità non è, visto che personalmente mi interessa solo che gli animali siano ben accuditi e che i proprietari si godano le vacanze), ma ho frequentato il corso di un’associazione che a mio parere lavora molto bene e che non regala i diplomi. Ovviamente ti dicono “ti diamo le basi teoriche, poi ti affianchiamo per aiutarti a fare esperienza”, ma è già più che sufficiente.
    2) Il mondo è pieno di proprietari che non vogliono spendere un centesimo, che si permettono di rispondere male e che non capiscono il senso del primo colloquio, delle simulazioni, degli incontri conoscitivi con il cane/gatto e delle schede con le informazioni e le preferenze, perché tanto “è solo un animale”. Questi sono i proprietari a rischio abbandono, perché non vogliono un servizio di qualità, quindi o trovano la pensione dove piazzano l’animale in gabbia quando arriva e lo tirano fuori quando se lo vengono a riprendere (ed esistono, purtroppo), oppure trovano la vicina che va ad occuparsene (e poi magari lo fa scappare o crea problemi di vario genere), oppure pazienza, via per strada e a Natale se ne prende un altro.

    • Certo Veronica siamo d’accordo sul discorso che esistono associazioni che preparano bene pet sitter e menomale, infatti ho scritto di rivolgersi in tal caso a dog sitter referenziati però lasciami puntualizzare un’altra cosa importante: lasciare il cane in pensione non significa lasciarlo chiuso in una gabbia e tirarlo fuori al ritorno. Non facciamo passare questo messaggio per favore. È vero che esistono pensioni gestite malissimo ma ce ne sono molte altre dove i cani non sono chiusi in gabbie bensì hanno ampi box a disposizione grande parco e paddok in terra dove correre e divertirsi e in più sono seguiti bene da seri professionisti. Questo non lo dico perché ho un centro cinofilo dove c’è anche una piccola pensione ma perché conosco anche tanti altri colleghi che ne hanno di serie e meravigliose. Per cui che si tratti di una bella pensione o di un pet sitter l’ importante, come ho scritto nell’articolo, è scegliere bene quella referenziata! 🙂

      • No no, chiedo scusa se mi sono espressa male, non tutte le pensioni sono malgestite, intendevo che ce ne sono ANCHE di pessime, così come esistono ottimi e pessimi educatori, allevatori, toelettatori ecc ecc. E visto che di solito costano meno, sono le preferite dai proprietari a cui non importa della qualità.
        Per il discorso “Pet Sitter referenziato”, temo solo che non specificare cosa si intende faccia pensare al grande pubblico “persona consigliata dal vicino/parente/fruttivendolo/idraulico”. Che va benissimo se davvero è competente, meno se non lo è (tipo il discorso coccolatore coatto = professionista dell’articolo di oggi di Valeria Rossi).

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