di VALERIA ROSSI – Una lettrice, nei ticket del “supporto cinofilo”, mi racconta di avere un hovawart, maschio adulto, poco amichevole con i suoi simili… e di trovarsi in difficoltà con un golden retriever che viene lasciato costantemente libero e che approccia il suo in modo troppo diretto, andandogli incontro “dritto per dritto” anziché fare la classica “curva” o l’avvicinamento laterale.
Così, ogni volta, l’howy si sente sfidato e reagisce ringhiando in modo molto convincente: solo a quel punto l’altro capisce l’antifona e si allontana, ma il giorno dopo la storia si ripete nello stesso identico modo.
Il proprietario del golden ha accusato la signora di non aver socializzato abbastanza il suo cane: io penso, invece, che sia stato lui a socializzare “male” il suo (oltre a non rispettare la legge e a non tenerlo al guinzaglio, il che già lo predispone ad avere qualche brutta sorpresa, prima o poi).
Perché parlo di aver socializzato “male” il cane?
Perché evidentemente il golden crede che il mondo sia tutto “peace & love”: approccia così direttamente perché è convinto che tutti i suoi simili vogliano fare amicizia e giocare.
Questo è abbastanza tipico dei cani socializzati esclusivamente con altri cuccioli o cuccioloni, che non incontrano mai cani adulti e/o meno “paciocconi” di loro.
Il risultato è che questi soggetti diventano un po’ dei “Forrest Gump” a quattro zampe: troppo ingenui, troppo fiduciosi e, come tali, ad alto rischio. Perché purtroppo il mondo canino, proprio come il nostro, non è fatto esclusivamente di paciocconi-giocherelloni.

antipatico4In parte dipende da come i cani sono stati allevati e gestiti (e socializzati, ovviamente), ma in parte è anche questione di razza, e quindi di selezione. E’ evidente che in un cane da compagnia o da caccia (come è appunto il golden, per esempio) non sarebbe stato gradito un carattere rissoso: quindi la selezione ha lavorato, per secoli, per ridurre l’aggressività intraspecifica. In altri casi è successo esattamente l’opposto: vedi per esempio i cani da combattimento, nei quali l’aggressività intraspecifica era ricercata e considerata una dote preziosa.
In diverse razze, poi, la cosa è stata completamente ignorata: per esempio la maggior parte dei cani da utilità e difesa, il cui compito è sempre stato quello di stare appiccicatissimi al loro umano e non quello di fare “vita da branco”, è allegra ed amichevole con gli altri cani fino a un annetto circa, dopodiché… dipende, perché la cosa varia da soggetto a soggetto.
Qualcuno può restare così per sempre, ma la stragrande maggioranza dei maschi adulti, una volta raggiunta la maturità  sessuale, si comporta come gli dice il suo DNA ancestrale e quindi non sopporta più la presenza di altri maschi.
Nelle femmine le percentuali delle “amichevoli per sempre” sono sicuramente più alte, ma anche qui non è che ci si possa fidare al cento per cento (specie se le due signore vanno in calore contemporaneamente). E tutto questo avviene indipendentemente dalla socializzazione effettuata sui cuccioli.

antipatico5Ovvio che un cucciolo non socializzato non sarà mai in grado di comunicare efficacemente con i suoi simili, neppure in giovane età, e quindi potrebbe perdersi una parte importante della sua vita sociale… ma anche il cucciolo più socializzato del mondo, se appartiene ad una razza in cui NON sia stata selezionata la bassa o nulla aggressività intraspecifica, una volta cresciuto potrebbe cambiare drasticamente atteggiamento.
Detto questo, torniamo al punto: e cioè al fatto che, durante la fase di socializzazione, il cucciolo non dovrebbe incontrare sempre e solo coetanei (ovviamente giocherelloni per definizione, trattandosi di cuccioli), ma anche adulti. E in particolare adulti capaci di insegnargli quello che io chiamo il “galateo canino”.  Capaci, insomma, di rifilare anche qualche sonora sgridata quando serve.
A maggior ragione questi incontri si rendono necessari se il cucciolo non è stato allevato da entrambi i genitori (o dalla madre più un qualsiasi maschio adulto), ma solo dalla mamma: infatti ad insegnare il “galateo” dovrebbe sempre essere il padre, ma il padre spesso non è presente e quindi al piccolo vengono a mancare insegnamenti importanti.

ATTENZIONE! Viste le difficoltà di comprensione del testo che spesso emergono da certi commenti, specifico una cosa che dovrebbe essere lapalissiana… ma non si sa mai: NON sto certo parlando di far interagire un cucciolo con un adulto aggressivo!
Sto parlando invece di adulti che siano bravi “educatori”, o”regolatori”, ovvero equilibratissimi ma anche capaci di dare uno “stop” convinto e severo al cucciolo quando esagera e/o quando si comporta in modo poco consono alle regole della convivenza canina (per esempio rubare oggetti, infilare il naso nelle ciotole altrui o, appunto, approcciare in modo ineducato).
Agli occhi degli umani, molto spesso, questi cani capaci di mostrare i denti al cucciolo sembrano “antipatici” (nella migliore delle ipotesi) o addirittura “cattivi” (sigh): quindi vengono spesso evitati, specie dagli umani “tutti coccole e distintivo” che pensano di vivere in un film di Walt Disney… salvo svegliarsi poi bruscamente quando scoprono che la realtà è un po’ diversa (e magari il loro tesorodimamma sta in clinica a farsi ricucire: nel qual caso daranno sempre e solo la colpa al cane che l’ha morso e mai e poi mai al proprio, che magari l’ha approcciato da perfetto cafone).

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17 Commenti

  1. Mi fai venire in mente l’episodio di un anno fa, quando la mia samioeda, allora cucciolotta di quattro mesi si è trovata nell’area di sgambamento con una femmina di husky adulta. Questa stava bevendo nella ciotolona a disposizione dei cani e la mia cucciola, che aveva giocato con lei fino ad un attimo prima si è “permessa” di infilare il muso pure lei nella ciotola……. mi ha fatto morire da ridere la sonora sgridata che si è presa…….. da allora prima di andare a bere si guardava intorno per valutare le “precedenze”. Sono molto grata a quella femmina di husky, che senza torcerle un capello… (ops…. un pelo), le ha insegnato come si fa “a stare al mondo”. Ora è lei che, dolcissima e giocherellona con ogni cucciolo che incontra, riesce a comunicare le regole della corretta educazione canina.

  2. La grande diffusione dei cani – unitamente alla prevalenza di un’educazione di tipo “gentilista” (che promuove una visione disneyana del cane) – sta creando molti malintesi, in alcuni casi drammatici. Bisognerebbe riuscire a far passare il messaggio che per garantire ai nostri cani una vita libera e serena, occorre insegnare loro a rispettare le regole del vivere civile (e questo, con alcuni soggetti umani e canini, può rivelarsi un lavoraccio!)

  3. Io ho ancora moooolti problemi con la mia femmina…
    entro in area sgambo e lei si sovraeccita, la metto a terra e le chiedo il resta. aspetto 10 minuti buoni, fin quando mi sembra relativamente tranquilla, le do il libera è lei esplode e parte a 1000all’ora diretta contro il primo cane che vede. Il problema è che è una Greyhound, e quando va ai 1000 ci va davvero. non ha ancora preso neanche una legnata da nessun cane, solitamente quando la vedono arrivare così si terrorizzano. Ora ha poco più di un anno, magari insistendo riesco ad ottenere un minimo di galateo ma non sono troppo fiducioso…se assomigliasse al maschio che è un esempio di signorilità nell’approccio…ma lui è un bracco ed ha un carattere del tutto diverso.

  4. Ho una cavalierina di due anni e mezzo e come carattere é come viene definito qui sopra un “cane regolatore”. Facciamo agility da quasi due anni e la mia educatrice praticamente la sfrutta per i cuccioli che vengono a fare le puppy class. Il merito assolutamente non é mio visto che tutto quello che ho fatto si limitava alla classica socializzazione, ma é cosí di suo.
    Gioca quando serve ma sa mettere in regola anche i cuccioloni molto piú grande di lei.(visto di persona con una cucciola di corso molto esuberante) dote strana nei Cavalier visto che di solito sono patatoni di natura.

  5. Bellissimo articolo, complimenti, fa riflettere tanto. Mi chiedo se tutte le volte che ha ringhiato a cuccioli/cuccioloni si sia sentito in dovere di farlo…

  6. Hahaha la mia pt è la regina delle “brave educatrici/regolatrici” ogni volta che vede un cucciolo parte con le ramanzine ahaha ..
    bell’articolo, spesso la gente non ci pensa proprio a quanto è importante!!

  7. Anche il mio purtroppo é come il golden del racconto, approccia ogni cane in maniera diretta ed irruenta, prendendosi puntualmente la sua dose di ringhiate. Stiamo cercando di risolvere ma nonostante la quotidiana socializzazione anche con cani adulti, all’etá di un anno e cinque mesi ancora non ha cambiato modalitá.

  8. La nostra meticcia è quello che nell’articolo viene chiamato cane “regolatore” (io la chiamo “maestrina”): borbotta ai cuccioli e in generale ai cani troppo invadenti o maleducati in senso canino. Il problema però sono proprio le sciuremarie che scambiano questo comportamento per aggressività e se ne escono con i vari “è un po’ cattivella però èh” oppure strattonano via i loro cani, terrorizzati dalla mia killer-pentola di fagioli. Il problema è che una delle peggior sciuremarie che conosco è mia cognata che ha avuto la brillante idea di prendere un cucciolo di PT “per i bambini” quando a lei i cani in fondo fanno paura e schifo…..Perciò (durante i rari incontri, perchè i nostri killer potrebbero uccidere il suo tesorino) quando Giuditta rimbrotta il cucciolone borbottando o al massimo con un’abbaiatina stizzita, lei già lo trascina via impaurita da cotanta aggressività. Lascio immaginare la scena quando il nostro maschio pma si è messo sopra il cucciolo che si era spanciato, annusando il giovanotto tranquillamente senza neanche fiatare: la cognatina si è messa a strillare come una sirena. Ha sentenziato che questo comportamento non è normale, i cani al parchetto non fanno così, si annusano tranquillamente e giocano, perciò il nostro cane non è normale. Eh certo, menomale che ce lo ha detto lei…

  9. io ho il classico cane che ha occhi ed orecchie solo per me …
    ultimo episodio: lago , alcuni cani che giocano serenamente, lo porto lui si impettisce ( tipico atteggiamento del macho), io mi allontano ( è bravissimo …) e torna al piede alla velocità della luce.
    sarà che sfrutto sempre il lago e le onde per obbedienza, posizioni,riporti e qualche lanciatino dai ponticelli……….ma lui di giocare con gli altri…non ne vuol sapere, al max una corsetta rapida.
    io non credo che tutti i cani devono essere amici del mondo intero, ci sono cani , a mio parere, super soddisfatti e non hanno questo desiderio di socializzazione o almeno è inferiore alla bisogno ed alla passione di stare , fare con il bipede.

  10. Salve, articolo bellissimo come sempre, mi ha fatto sorgere un dubbio: la mia Jack Russell ha partorito tre giorni fa ed è nella fase “da qui non mi schiodo-guai a chi si avvicina”, ovviamente noi non la assecondiamo e continuiamo a manipolare i cuccioli, ma la neo mamma si mostra piuttosto aggressiva anche con l’altra nostra cagna, una Flat dolcissima e molto pacata. ogni volta che lei si avvicina riceve sonore ringhiate: è corretto che io sgridi la neo mamma? dopo un sonoro no lei arretra un poco, e se io la accarezzo lascia annusare i cuccioli alla “sorellona”, è il tipo di approccio corretto?

    • E’ corretto che la mamma difenda i cuccioli! Io lascerei in pace mamma e piccoli almeno fino al momento in cui vanno manipolati per forza per dar loro l’imprinting sull’uomo. Quanto ai cani “esterni”, non dovrebbero entrare in contatto con i cuccioli fino al trentacinquesimo giorno, quando in natura i piccoli escono dalla tana… ma in famiglia si possono anticipare sicuramente un po’ i tempi. A tre giorni di vita, però… salvo le manipolazioni indispensabili (tipo pesare i cuccioli) io non romperei le scatole alla mamma, che è giustamente in fase iperprotettiva!

      • grazie Valeria. a proposito è davvero “il più grande spettacolo dopo il big bang”! non so come farò a dare via i mei topini! ieri è venuto a vedere la cucciolata il padrone del maschio (due dei sei sono suoi come da accordo…) poco ci voleva che gli ringhiavo anche io…
        una andrà via col mio vet che vuole addestrare un cucciolo per la pet terapy: non hanno ancora aperto gli occhi e già me ne rimangono solo tre!
        sigh!

  11. Proprio ieri nello sgambatoio “di quartiere” (al quale per altro sto limitando il piu possibile le viste, perche ho notato che giocare solo con i cani rende la mia Doby di 18 mesi meno disciplinata, proprio ora che siamo ad un punto in cui anche in mezzo ai cani se la coinvolgo in qualcosa che le piace lei viene da me a giocare piantando in asso i conspecifici) mi e’ accaduto qualcosa di “simile”:
    Entra una Golden di 10 mesi assieme ad un husky maschio adulto che il mio cane conosce bene (all’interno ci sono gia 3 cani di 3 eta diverse che si fanno i fatti loro)..
    L’Husky tampina la mia Zoe (perche forse sente ancora i “rimasugli” del calore finito da 20 giorni) e lei non vuole e si “ribella” civilmente…
    La Golden si butta in mezzo 1,2,3,4 volte…
    io sto per dire “adesso vedrai che liscio e busso che si prende”… ma non faccio in tempo che Zoe (che ormai si sente “grande” evidentemente) inizia a rincorrere ruggendo la golden che scappa tra i “Cain!”.. pizzicandogli il sedere… ma senza zuffa

    Il padrone si terrorizza ed inizia ad urlare, io dico di star tranquillo perche non le fara nulla (per ora gli sta solo correndo dietro e poco piu) mi dice di prenderla, si butta in mezzo, un altro gli da man forte… dicendo “no no la vuole mordere”.. insomma alal fine il tipo prende il suo cane, io afferro il mio per il collare (con lìhusky mandrillo che pensa di approfittarsi rischiando di esser stavolta morso sul serio, se non fosse che io tenho la testa della Zoe..)
    Tutti preoccupati a cercare ferite (che non possono esserci perche i cani stavano correndosi dietro…) tutti preoccupati a consolare il cane “vittima” dell’aggressione….

    Forse avro agito con leggerezza, ma la dinamica era chiarissima e non essendoci sfida in corso, non essedno il mio cane un cane aggressivo ma anzi socievole e ben socializzato, ho pensato che finche non c’era motivo era “educativo” per il cucciolone (cosi come e’ successo tantissime volte alla mia cagnolina da cucciola e cucciolona!) capire come ci si comporta e quando e’ o non e’ il caso di sinistere e soprattutto come lo si fa…

    morale saluto , lego il cane, e esco (dopo 5 minuti che ero entrato) per non dover setire discorsi….
    ma gia so bene cosa si saranno detti, e pazienza
    sono circondato da persone che proiettano le emozioni, i snetimenti e le maniere umane nei loro cani e nelle relazioni che questi hanno con gli altri

  12. Ecco, quest’articolo cade a fagiolo. Confesso, proprietaria di cane tonta , femmina, tutta “amiciZzima”, Labrador di 4 anni (e con questo credo di aver dato un buon quadro).
    Presa a due mesi, è, ahi noi, cresciuta con ben tre cani adulti maestri: l’altra mia “piccola”, simil volpino di 11 anni che non la fa passare a nessuno, un Rott maschio di 5 anni più vecchio è una Golden molto dolce ma ben socializzata entrambi di amici. Da cucciola ha anche conosciuto la cagnetta di mia suocera, razza fantasia e ben in la con l’età, poco propensa alla compagnia ma mai aggressiva. Detto questo, il “vizio” che ha di “vedo un cane, faccio amico mostrando entusiasmo massimo” Dakota non l’ha perso. Quando andiamo in giro con lei, rigorosamente al guinzaglio, quando incontriamo altri cani, anche loro al guinzaglio chiediamo sempre al proprietario se possiamo avvicinarci per tentare di inculcare nella testaccia della cagnotta ahimè tonta, di esser più calma e rispettosa. Ha fatto amicizia con cani nani e con cani che di solito fanno scappare le madame al solo vederli: Malamute, dobermann, di recente pure un bulldog (dal vet per giunta… Immaginatevi quanto era felice quel bulldog XD).
    Eppure non so se è per qualche magico incantesimo della tonta Labrador o, forse più correttamente, per una grande fortuna, anche il cane meno “simpatico” , citando l’articolo, cede alla Dakotonta e, se proprio non arrivano a giocare assieme, per lo meno si annusano educatamente.
    Che possiamo fare di più per renderla meno impulsiva e scema, che non è bene abbaiare e strattonare per correre verso il nuovo arrivato cappottandosi a pancia all’aria leccando tutto il muso del povero malcapitato o piagnucolare tristissima perché i stupidi umani hanno deciso che non è il caso solo perché l’altro padrone ha detto no.
    Sono disperata a causa di questa situazione….. Me lo dico io stessa che la colpa è mia perché ho preso una Labrador, cane che non eccelle in intelligenza ne in calma zen : {

  13. ma come socializzare un cane adulto? ho preso un cane dal canile che deve aver subito delle aggressioni prima di noi e quando vede un cane abbaia, non morde , ma tende a voler prevalicare. cosa fare in questi casi?

  14. Anche la mia cagnolina di corso di un anno è un pochino irruenta infatti un morso se lo è già preso ovviamente niente di che anche perché il cane in questione era la metà di lei, anche se poteva essere molto grave perché l ha prese appena sopra l occhio quindi ecco sarebbe bastato poco più giù per un bel danno.. Però per lo meno mi ascolta se vedo che sta andando verso un cane che magari è al guinzaglio e vedo che la padrona già se la sta facendo sotto, basta che gli dico no lei si ferma

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.