di VALERIA ROSSI – Non dico da quale pagina sono state tratte le immagini che troverete qui sotto. Dico, però, che è una pagina “creata per difendere l’American Pitbull Terrier da tutta la discriminazione che lo circonda“. Così sta scritto, così mi piace che sia, così vorrei che fosse sempre, per qualsiasi razza canina… solo che mi piacerebbe che lo stesso valesse per le “razze” umane (tra virgolette: la razza umana è una e una sola, e chi la pensava diversamente è stato condannato dalla stessa Storia).
Invece, a quanto pare, così non è.
La storia è questa: a fronte di una notizia (che poi si rileverà una bufala) data nel solito modo esagerato/splatter/sensazionalistico (e pure sgrammaticato, visto che i pitbuLLL con tre elle ancora mi mancavano), le reazioni sono state a dir poco nauseanti.
Questa è la notizia:

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Ripeto: notizia fasulla, quindi creata evidentemente ad arte per fomentare la xenofobia, come rivela “Bufale tanto al chilo”.
Ma prima che la bufala venisse scoperta… questi sono i commenti apparsi sul sito “www.gazzettadellasera.com” (che dal titolo sembrerebbe un giornale, ma in realtà è soltanto un blog chiaramente e dichiaratamente xenofobo):

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… e questi, invece, sono i commenti apparsi sul sito che vorrebbe difendere i cani dalle discriminazioni:

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Direi che ci si potrebbe fare il giochino “trova la differenze”… e se non mi stupisce l’aver letto commenti del genere sulla “Gazzetta della sera”, mi stupisce moltissimo aver letto le stesse identiche cose sul sito degli amanti del pit bull (con due sole elle).
Come si può pretendere di combattere discriminazioni e intolleranze, quando si è i primi a manifestarle?
Lascio riflettere su questa domanda non soltanto i commentatori di cui sopra, ma anche tutti coloro che leggendo questo articolo, di fronte alla news fasulla, hanno pensato anche solo per un momento cose simili.
E attenzione, non parlo di chi ha pensato “ben gli sta, a chi va a rubare”: quello lo penso anch’io!
Mi riferisco, invece, ai commenti (o ai pensieri) che attaccano un’intera etnia, che fanno distinzioni di “razze” umane, che possono, insomma, andare a braccetto con i pensieri di Hitler e affini.
Spero davvero, dal profondo del cuore, che tra i lettori di Tpic ce ne siano stati pochi.

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18 Commenti

  1. Il razzismo è una di quelle cose che non ho mai capito. Che uno ce l’abbia con un delinquente (bianco, nero o multicolor) ok, ma che ce l’abbia SOLO perché appartiene a un’etnia, davvero, è sconcertante. Nel 2015 dovrebbe essere inaccettabile, invece vedo che l’intelligenza umana va a regredire sotto alcuni aspetti.

    • Si, ho come la strana sensazione che si vada indietro nella storia….vergognoso, condivido . Di sicuro se becco qualche d’uno in casa mia (e ovviamente), non mi prende alla sprovvista, non credo che riesca poi ad uscirne bene, indipendentemente dall’etnia!

    • L’unica cosa che negli anni è cambiata nel “sentimento popolare” è l’etnia “criminale” di turno…nei primi anni 90 erano sempre “gli albanesi”, poi “i marocchini”, ora “i rom”…ma altro non è che una trasposizione di quando una volta quelli che “rubavano il lavoro”, “erano tutti delinquenti” etc. erano “i terroni”.

      Basta guardare anche i commenti alle notizie di cronaca: se il colpevole è straniero, fioriscono centinaia di commenti (e spesso anche quando ancora non è stato individuato il colpevole, svariati commenti parlano di “eeeh sarà il solito clandestino”). Se è italiano, ci sono molti meno commenti e ci si attacca magari all’anagrafica (“eh, si chiama Calogero, sarà sicuramente del sud!”). Se alla fine si scopre che il colpevole è italiano e si chiama Mario Brambilla, il commentatore medio farà comunque un distinguo del tipo “beh, meno male che è di Brescia, tanto io sono di Milano!”

  2. scusa Valeria ma il tuo scandalizzarti mi sembra eccessivo

    siamo in un paese dove praticamente chi se la prende nel di dietro è quello che subisce il torto
    penso che chi ha commentato riguardo agli eventuali problemi a cui avrebbero potuto incorrere i cani in una legislazione come la nostra dove un cane da guardia non puo’ neanche fare il suo mestiere siano piuttosto legittimi
    riguardo al discorso della xenofobia
    chi c’e l’ha con i rom non sono certo perche’ sono di un etnia diversa, se i ladri fossero stati vietnamiti,sud koreani,venezuelani difficilmente ci sarebbero stati gli stessi commenti, eppure sempre di stranieri si parla
    quello che si odia dei rom non è l’etnia di per se stessa ma il tipo di cultura basata sul furto e l’accatonaggio
    quello che si odia e l’impunita che il nostro paese gli permette,la gente è giustamente esasperata anche perche’ ormai questi sanno cosi bene di essere tutelati che le cose le fanno ormai alla luce del sole con la massima strafottenza

    non andrei comunque a piantare una roncola sulla schiena di un rom cosi’ tanto per
    ma nel caso di un attacco come quello dell’articolo fasullo derivato da un tentato furto, mentre se si trattasse di un italiano perlomeno mi prenderei la briga di capire cosa lo ha portato a delinquere, se ci sono state circostanze che lo hanno praticamente costretto, be’ nel caso dei rom certo non mi metterei questo problema

    • Condivido in gran parte quello che hai scritto, rispecchia la realtà e i fatti, o per lo meno il modo in cui i fatti vengono percepiti, senza scadere nel razzismo bieco ma nemmeno nell’ iper garantismo che ha contribuito a rovinare questo paese

    • Questo si chiama semplicemente pregiudizio. Tu vedi un rom e non gli dai
      nessuna fiducia perche assumi che sia un ladro, in quanto rom. Non lo
      assumeresti per nessun lavoro per esempio, perche e’ un rom e quindi un
      ladro. Cosi, paradossalmente, l’unica cosa che il rom puo fare e’
      veramente andare a rubare.
      Se qualcuno non rompe il circolo del
      pregiudizio non si va da nessuna parte. PS l’impunita’ in Italia e’ un
      problema, ma non per i rom. E’ un problema per crimini ben piu seri di
      andare a rubare. Purtroppo la maggior parte della gente si ricorda di
      scandalizzarsi per l’impunita’ solo quando ci sono di mezzo immigrati.

  3. In ogni caso non vedo come una notizia del genere possa giovare alla fama del pitbull. Chi l’ha pubblicata puntava solo ad attirare l’attenzione, non certo a difendere la razza.

  4. dice il proverbio…
    “non si muove foglia se non tira vento”… se il sentore popolare è questo… son tutti cattivi gli italiani o un motivo ci sarà?
    chissà come mai… se fosse stata una ragazzina per recuperare la palla finita nel cortile avrebbero detto tutti poverina mi dispiace è staot un incidente… ecc ecc
    io non sono razzista, ma c’è da riflettere…

    • C’è un motivo se gli italiani pensano che i pit bull (e magari anche i rottweiler, mentre un tempo erano solo i dobermann… ) siano bestie feroci “create in laboratorio”? Certo che c’é: e sono le campagne sensazionalistiche/allarmistiche/discrinatorie create dai media.
      C’è un motivo se gli italiani pensano le peggiori cose possibili di extracomunitari, rom e quant’altro?
      Certo che: c’é: e sono le campagne sensazionalistiche/allarmistiche/discrinatorie create dai media.
      Qualche pit bull morde, qualche rom ruba, qualche extracomunitario violenta una donna: succede, come succede – spessissimo, ahimé – che lo facciano gli italiani. E quando lo fanno gli italiani è pure peggio, visto che loro possono contare su una cultura più avanzata, su un tenore di vita decisamente superiore e così via.
      Ma invece di provare a diffondere cultura (che sia cinofila o umanistica, poco cambia) il mondo dei media si aggrappa alle fobie, alle intolleranze, alle paure… e ci marcia sopra alla grande, perché il lato oscuro che purtroppo si annida in tutti noi preferisce leggere di sangue e violenza che non di vita pacifica e normale.
      Nel caso degli umani, poi, alle motivazioni giornalistiche si sommano quelle politiche: e il gioco… anzi la disinformazione, è fatta.
      No, gli italiani non sono tutti cattivi: ma la maggior parte di essi è boccalona e si lascia manovrare dal potere (di qualsiasi tipo), che se li rigira come più gli aggrada.

      • Aggiungiamoci che ormai molti dei “siti bufala” (e delle pagine facebook bufala, spesso collegate ai suddetti siti) marciano molto sui luoghi comuni ed è un fiorire di notizie fasulle tipo “clandestini protestano perché non hanno l’albergo con piscina” e similari.
        E’ un circolo vizioso: “l’italiano medio” abbocca alla bufala, mette il “mi piace”, la condivide e quindi altri “italiani medi” vedono la notizia, così aumenta ulteriormente il malcontento verso “lo straniero”…e il sito bufala di turno è quindi incentivato a promuovere ulteriori notizie fasulle sul tema.
        La cosa sconsolante è vedere come buona parte di queste pagine, nonostante vengano sbugiardate a più riprese, abbia poi diverse centinaia di migliaia di fan e le loro notizie facciano migliaia di “like”…

  5. Scusate l’ignoranza ma esiste davvero una popolazione che si chiama rom?
    Comunque anche io trovo ingiusto che si discrimina così le persone.
    Sono più disposta a discriminare le razze canine (nel senso che io per prima nella scelta del mio cane ho detto no il beagle perché troppo tenero e sarebbe stato viziato e si al border o al boxer).
    Certo l Italia è invasa da extracomunitari basta pensare che non posso girare l angolo e non vederne qualcuno qualcuno a volte sono davvero strani li vendo al parco che parlano da soli, ruttano o scorreggiano Con le ascelle ma non per questo li evito anzi passo in mezzo a loro tranquillamente no ostante tutte le cose brutte che dicono al tg

  6. Purtroppo succede sempre più frequentemente che la categoria cinofila si sovrapponga alla categoria xenofoba, almeno leggendo gli obrobri che vengono pubblicati su FB.
    E poi se sono così amanti dei PT come fanno a non accorgersi che si tratta di una bufala, infatti a parte che non riporta nè il dove nè il quando (vi dice qualcosa la famosa regola delle regola delle 5 W ? ), vi sembra normale che esistano pitbull da guardia??!?!?! Una volta sono entrato in un cortile non recintato e un pitbull mi ha aggredito a furia di limoni in bocca!!!!!

  7. Non sai quanti ne conosco, difendono i cani a spada tratta e poi condividono i post di Salvini…
    E ti dirò di più, conosco alcuni vegani che un giorno gridano al rispetto e all’amore per tutte le specie, e il giorno dopo augurano lo sterminio dei profughi. È una cosa che trovo deprimente e disarmante.

    • Questa è una cosa che turba molto anche me. Infatti ho fatto di recente un’epurazione dei miei contatti, eliminando tutte gli animi sensibili verso gli animali e razzisti/fascisti/omofobi/discriminanti_a_vario_titolo.

  8. senza entrare nel dettaglio conosco benissimo per via diretta
    che abbiano la nazionalita’ italiana mi frega poco,d’altronde come dicevo prima non si tratta di “antipatia” verso una razza o una nazionalita, ma con uno stile di vita portato avanti
    in ogni caso non ho mai parlato di giustificare, se un italiano che si è fatto il culo tutto il giorno per 30 anni e per via di questo schifo di classe politica si e trovato a culo all’aria e con figli a carico si e ridotto ai furtarelli perlomeno posso provare una certa compassione e comprensione, se l’italiano in questione è un delinquentello che ha passato la vita campando di furti non farei grande differenza tra lui è un rom

  9. Di Qualsiasi Nazionalità sia il Delinquente ; cmq il cane ha pieno diritto di mangiarselo 🙂 ps: i cani mangiano bene, quindi finire sbranati e impossibile ma lesionati di sicuro 😉

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.