di VALERIA ROSSI – Scrivo queste righe su pressante, ma molto pressante richiesta di parecchi lettori: le scrivo anche per rispondere a chi mi ha chiesto se fino ad oggi non ho commentato il video di Angelo Vaira apparso sul “Corriere” perché  “ho paura di essere querelata”.
No, non ho nessuna paura, visto che non credo di poter essere querelata se dico civilmente quello che penso – dal punto di vista tecnico – di un qualsiasi metodo cinofilo: il fatto è che qui non ci sono metodi né tecniche di sorta.
C’è solo la pubblicità di una pettorina e c’è un video montato ad arte in modo molto “televisivo”, ovvero evidentemente finto come “tutto ciò che fa spettacolo”.
Mi scandalizza, la cosa? Ma certo che no.
Io stessa ho fatto ricorso a finzioni sceniche quando ho girato documentari sui cani, anche perché chiunque abbia bazzicato un po’ con le telecamere sa bene che è impossibile girare sempre tutto “live”.
Detto questo, non so quante persone possano essersi bevute la storia del “reality”: che sia tutto costruito e recitato è proprio palese, il che renderebbe anche superfluo scriverne… se non fosse per il fatto che si suggerisce appunto un’improbabile “tecnica” per la rieducazione di un cane aggressivo e che qualcuno potrebbe pure crederci.
Bene: mi sembra che il “dont’ try this at home” sia quantomai appropriato in questo caso.
Il boxer che si vede nelle immagini non è certo affetto da grave aggressività intraspecifica: ringhiotta quando si trova ad una distanza molto corta dall’altro cane, lo ignora totalmente quando la prossemica non lo preoccupa più.

duke2Ovviamente, una volta raggiunta quella che per lui è “distanza di sicurezza”, gli si può far fare qualsiasi cosa: anche seguire (per inerzia) la proprietaria attaccata al mitico “guinzaglio lungo”  (ovvero di misura fuorilegge, perché ricordiamo che la legge impone il metro e mezzo in ambito urbano) che secondo Vaira è la panacea per tutti i mali.
Convinto lui… chi sono io per impedirgli di insegnare al mondo ad andare in giro con tre metri di longhina?
Tanto non c’è bisogno che glielo impedisca io: basta e avanza che un proprietario si ritrovi a seguire queste indicazioni in città, visto che diventerà letteralmente impossibile metterle in pratica (a meno che non si voglia veder finire il proprio cane sotto la prima macchina di passaggio).
Quanto al contesto “parchi, parchetti e montagne di Heidi”, laddove vivono presumibilmente tutti i seguaci di Think dog (perché sono gli unici posti in cui si può usare davvero ‘sto guinzaglio chilometrico), invito chiunque abbia un cane realmente aggressivo verso i suoi simili a NON provare la tecnica del “molla tutto e passa al cane emozioni positive”, se non ci si vuol ritrovare dal veterinario in tempo zero.
Attenzione: è vero, verissimo che le emozioni del proprietario “passano” lungo il guinzaglio. Ed è verissimo che tenere il cane in trazione lo rende nervoso e lo predispone ad una maggiore aggressività… ma ad un “vero” (e ribadisco: “vero”) cane che vuol mangiarsi i suoi simili interessa solitamente ben poco di come si sente e di come si muove il conduttore.
Puoi essere anche un monaco zen, lui parte lo stesso. Magari non contro una femmina come la dobermann del video… ma contro un altro maschio sì.
Di tecniche – anche assolutamente non coercitive – per limitare l’aggressività ne esistono svariate (cito per esempio il BAT, Behaviour Adjustement Training): di certo non si sentiva il bisogno di questa sciocchezza.

duke3Ma tant’è… l’abbiamo vista, abbiamo sorriso tutti (almeno tutti quelli che hanno avuto a che fare con un’elevata aggressività intraspecifica), in molti hanno commentato su vari gruppi, un allevatore di boxer ha provato ad esprimere le proprie perplessità sulla pagina di Vaira… ed è stato cancellato/bannato.
Io commento qua solo “a grande richiesta”, perché non mi sarebbe neppure sembrato il caso di farlo: ma visto che continuate a chiedermelo, posso solo dire che si tratta di un grazioso prodottino promozionale, ben recitato e confezionato.
Dal punto di vista tecnico posso anche aggiungere che la pettorina “provvisoriamente” agganciata sul petto finisce per avere un effetto simile a quello dei tanto vituperati collari, visto che va ad agire proprio sul collo: quindi l’unica cosa “diversa” che ha è di essere bella colorata e avere un aspetto accattivante.
Per il resto, il cane è ben poco aggressivo e credo che se ne sia accorta la stragrande maggioranza dei cinofili (ai quali Vaira ha fatto sapere che “non capiscono l’etologia canina”: magari no. Però vediamo e trattiamo gli aggressivi veri, che “son fatti diversi”); il presunto metodo non è affatto un metodo tecnico, può funzionare solo con un cane a cui basta un minimo di distanza per dimenticarsi del tutto dell’altro cane e tutto il video è semplicemente una graziosa scenetta costruita ad arte per far presa sulle sciuremarie e convincerle che la pettorina multicolor possa fare i miracoli e creare una “connessione emotiva” (ovvero, il fatto che il cane segua volentieri la proprietaria quando si sposta: a parte il fatto che ci mancherebbe solo che non ci fosse nessuna connessione tra una proprietaria e un cane che sta con lei da sei anni… il boxer, evidentemente, non ha nessuna voglia di litigare con l’altro cane. Si mette in tensione solo quando si sente “costretto” a farlo, quindi accetta volentieri qualsiasi proposta di allontanarsene).
Se non fosse stata presentato come caso di “rieducazione di un cane aggressivo”, ma magari soltanto come “possibile comportamento da tenere con un cane che fa il bulletto con gli altri cani”, il video sarebbe stato anche innocuo: così, invece, non resta che sperare che nessuno provi a mettere in pratica questa… pia illusione. Così come nessuno, peraltro, dovrebbe mai provare ad applicare nella realtà qualsiasi metodo (o presunto tale) rieducativo visto in TV, che sia di Vaira, di Millan o di chiunque altro.
La rieducazione di un cane aggressivo è una cosa seria, che richiede tempi lunghi e competenze specifiche, ma soprattutto varia moltissimo da un soggetto all’altro.
Le ricette “buone per tutti” non esistono e non è il caso di mostrarle in TV né in un qualsiasi video, proprio perché vanno mirate sul singolo e non “sul cane” in generale.
Tutto il resto… è marketing e nulla più. E va preso come tale.

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95 Commenti

  1. Non conosco il signor Vaira, l’ho sentito nominare a volte ma mi e` sempre andato fuori radar (diciamo cosi), ho visto il video e ho solo un appuntino (a parte che anche un fesso cinofilo come me si accorgerebbe che quel Boxerino li e` un amore) se un boxer di 42 kg vuole partire con quella fibbilettina li di diciordici metri, ti amputa le mani altro che “riuscire a tenerlo” (vicino vicino), oltre a non essere in legge (leggendo l’articolo qui sopra) e` proprio un filo che deve tagliarti la mano che e` na bellezza se 42 kg di boxer partono, eviterei… anche se fosse in legge.

    • 42 kg un boxer??? Forse è un cane corso?!
      Generalmente un boxer maschio pesava circa 32 kg (quando ancora il boxer non era distrutto e degenerato), vedi foto e disegni anni 20 e 30 del secolo scorso ed esisteva ancora il boxer schutzhund.
      Saluti
      Corrado/Venezia

      • Io non ne ho idea, e` il video che lo dice, esattamente al minuto 0:19, ed esattamente la grafica dice:
        Duke
        Boxer, 42kg, 7 anni, maschio intero.

        Prenditela con loro. 😀

        OT se ci sono dei Pitbull/Amstaff/Comecavolosichiamanoikanekillerosi (si quelli che ammazzano di leccate) di 90 kg ci puo benissimo essere un Boxer di 42.

  2. Non ho mai sentito nominare questo signore, il che denota una certa mia ignoranza su chi fa miracoli ai cani. Partiamo dal titolo che mi fa capire il bisogno di apparire e fare audience: “Cane aggressivo”. A me pare a tutti gli effetti un normalissimo Boxer, maturo peraltro piuttosto equilibrato. Quindi già da qui parte male, mostrando chiara ignoranza sulla razza. Alcune riflessioni sono anche condivisibili (anche perchè concetti piuttosto scontati che conosciamo bene o male tutti), ma il fatto che crea questo miracolo con la pettorina e lo vuole mostrare come risultato immediato, non è altro che fomentare stupide diatribe sull’ uso di determinati strumenti che lui reputa dannosi ma che danno comunque ottimi risultati senza danneggiare cane e frustrare il padrone (come sempre, se usati in modo corretto).

    Il problema più grave è che ci sarà gente che guarderà e riguarderà questo video, cercando la mitica pettorina multicolor e portando il proprio cane al parco sotto casa per “provare”.
    Da oggi so che se vedo una pettorina arcobaleno, agganciata a lunghine di metri e metri, mi devo tenere alla larga, considerando anche che ho visto boxer (e non solo) sfilarsi pettorine di ogni tipo come fossero t-shirt! 🙂

  3. Ne ho guardato un pezzo, ma essendo in ufficio senz’audio non è così chiaro ovviamente. L’unica cosa che appare chiaramente è che quello non è un cane aggressivo ma una “patata lessa innamorata” come chiamo il mio cane quando vede una femminuccia e “deve” andare a conoscerla. Se invece con un maschio gli dessi 3 m di guinzaglio lui se ne prenderebbe altri 2 (me sdraiata a terra braccio disteso e mezzo staccato dall’articolazione) per andare a “mangiarsi” l’avversario…

  4. Ho visto il video e sinceramente ho sorriso. Ho sorriso perchè, io proprietaria di due Amstaff femmine una di tre anni e l’altra di quasi due con queste baggianate non ci faccio proprio niente. Parlo sopratutto della mia femmina di quasi 2 anni, buonissima con persone e bambini ma ASSASSINA con i suoi simili. Non li annusa neanche, le basta vederli che l’istinto è quello di partire per morderli. Quindi tutta questa messa in scena mi ha fatto veramente ridere, perchè definire il boxer del video aggressivo, mi sembra una presa in giro. Ora io so che dovrei farla seguire da un bravo educatore, ma purtroppo sono disoccupata ed è già molto che sopravvivo io. Per questo ho comprato uno di quei collari con annessa museruola con gancio davanti, in modo da poterla trattenere quando parte. Per il resto…………tutte minkiate

    • Magari un paio di buoni libri della signora Rossi Valeria (non so se la conosce) potrebbero aiutarla. Anche in versione supereconomicasenzacopertinaconlepaginemasticate. 😀

      • Mimex ho chiesto aiuto direttamente a Valeria, ma la risposta più che logica è che deve essere seguita personalmente da qualcuno che ne sa 🙂

        • OK pero tra nulla (ammesso e non concesso che i libri non li hai gia letti e provato a mettere in pratica i consigli, magari quelli piu facili e basici) e un paio di libri, la seconda opzione e` sempre migliore della prima. IMHO eh, e naturalmente non conosco la cana quindi parlo in generale ovviamente.

          • Ok proverò a cercarli………..ormai devo fare una biblioteca solo per il libri sull’aggressività dei cani 🙂

          • a breve Valeria farà un webinair sull’aggressività intraspecifica…io sto aspettando il replay (non posso partecipare alla diretta) con moltissimo interesse per vedere se riesco a far migliorare il mio kanekiller (che poi ha probabilmente la normale aggressività del maschio con maschio un po’ pompata dagli ormoni della giovane età…)

    • Io ho una pitbull mix con fattezze da pitbull e una aggressivitòà intraspecifica abbastanzxa alta anche se con gli anni ho imparato a gestirla e il cane ha imparato a essere gestibile in città, ma anche io soprattutto essendo “mingherlina” ho optato x la capezza x comodità se devo girtre in città con alta presebnza di cani spesso ineducati e molto vicini. Alla fine hai degli amstaff, quindi cani con alta aggressività intraspecifica in cui NON è partologico tale comportamento e anzi sarebbe anomalo se si comportassero come beagle..certo devono “moderarsi” in limiti accettabili e nell’educazione si deve tendere a quello: ad es io ho puntato con la mia nel poter passeggiare tranquillamente anche in un marciapiede di centro città moderatamente affollato passando a 2m (talvolta anche decisamente meno, dipende dai casi, ma se la distanza è inferiore a un metro e mezzo x sicurezza accorcio il guinzxaglio e metto il cane dall’altra parte x precauzione visto che la loro capacità offensiva è superiore a quella di altri cani parti-taglia) da un altro cane che non la sfida senza che lei faccia casino almeno quando siamo oltre 100m da casa mia (attorno a casa è + sensibile ma comuque gestibile),. e che se un cane la sfida magari abbai pure e magari si metta anche su 2 zampe ma sia comunque gestibile e che dopo non rimanga su di giri x la cosa. Questo a me x Amstyaff Pitbull e mix di tali razze pare un “compromesso accettabile” a cui mirare x la gestione cittadina (ed è un risultato a cui spesso si riesce pian piano col tempo e le giuste tecniche ad arrivare anche da soli) senza cercare di snaturarli a tutti i costi e senza mettersi a spendere cifre astronomiche in educatori cosa che purtroppo x molti di noi sarebbe veramente proibitiva (e quindi da cercare di fare solo in quei casi in cui x il bene del cane è indispensabile)..

  5. Mi sono guardato il video velocemente prima di uscire di casa. Non e’ la prima volta – e credo non sara’ l’ultima – che ci si imbatte in qualcusa che abbia a che fare con questo tipo e solitamente uno si fa quattro grasse risate, oppure si mette a discutere di quanto siano odiosamente pedanti questi personaggi che con petorina e lunghina vogliono salvarti l’anima ma in questo caso la faccenda mi sembra un po’ diversa.

    Qui non si tratta piu’ di fare della filosofia spicciola, di impegnare il tempo di qualche signora annoiata o di avvolgersi in un lenzuolo e danzare in tondo spargendo fiori di Bach in piazza del Duomo; qui ci troviamo davanti a una specie di spot pubblicitario che pero’ qualcuno potrebbe prendere sul serio facendosi anche del gran male. Finche’ il neo-guru si occupa di Fufi e di come fargli fare i bisognini fuori casa o come evitare che si mangi le ciabatte della nonna va bene, al massimo ci sara’ da lavare il pavimento e ricomprare le ciabatte, ma qui si tratta di altro e non si puo’ non considerare che la gente che lo vede, in perfetta buona fede, “si ispiri” al video del guru e finisca per combinare un guaio.

  6. Buon giorno.

    Sul discorso che la pettorina usata così abbia effetto collare, non sono d’accordissimo…piuttosto, invito tutti a guardare il frame di copertina per vedere dove si trova la fascetta della magic multicor pettorina: sotto al gomito! Per la serie “non comprate le pettorine ascellari perché sono dannose”….
    Per il resto, Vaira nei commenti elude spesso le domande e le puntualizzazioni di gente che un po’ ne sa, a volte gettandola sul personale e altre dando risposte tangenziali. Il povero Massimiliano Guerrini, che non conosco, ha provato a dire certe cose, ma…vabbé, basta leggere le risposte per capire. Comunque, giusto per, riporto citando Vaira: “Credo che lei debba studiare almeno le basi dell’etologia. Posso certamente accettare che ci siano cani più aggressivi da quello in video, ma dire quella non è aggressività, significa non conoscere il comportamento del cane. Oppure giocare sporco.” Il dado è tratto, la zappa sui piedi se l’é data…se pure quello fosse un cane con aggressività minima, allora automaticamente è stato lui stesso a giocare sporco mettendo quel titolo.

    Vabbé, sul resto si è detto tutto, tranne su una cosa: il suo metodo! Molti suoi fan hanno scritto che nessuno si concentra sul metodo. Ma è possibile che solo io ho visto utilizzare questo metodo (metodo??? Tecnica, al massimo…) già una quindicina di anni fa su normali campi di addestramento con cani che fanno i bulletti con altri cani? Guinzaglio lungo, anche se agganciato al collare, e gestione della prossemica attraverso movimenti a zig-zag, circolari a spirale, camminate in parallelo, incroci…fino ad arrivare a fare tutto con il guinzaglio più corto e quindi riportare il lavoro in strada. Insomma, dopo le classi di socializzazione adesso si dice anche inventore di questo metodo? Cos’altro partorirà questa mente eccelsa in ambito cinofilo????

    • Solo sulla tecnica “promossa” a metodo: e’ effettivamente di uso comune con tutte le varianti sul tema nelle sessioni di gruppo in un qualunque campo dove viene riproposta in tutte le salse. Certo, nessuno si mette a ricamarci sopra un cappellotto metafisico ma e’ un po’ come se domani mattina qualcuno si presentasse rivendicando l’invenzione di una nuova tecnica di conduzione della bicicletta che consiste nello stare in equilibrio sulle due ruote ma imponendo le mani alle stecche dei freni invece che al manubrio perche’ cosi’ si trasmette un’energia positiva.

      • Stai cercando di rubarmi l’invenzione della conduzione bicicletta su stecche dei freni??? Guarda che ho il marchio registrato!

        • Si’, ma tu hai registrato solo quelle coi freni a bacchetta che esercitano un’azione coercitiva sul cerchio della ruota mentre io uso quelle a cavo elastico; frenare non freni e non ti fermi a meno che non trovi un muro, ma i cerchi non si stressano.

    • Esatto! Le regolette generali che lui riassume alla fine del video sono concetti quasi banali. Anche l’addestratore tradizionale più troglodita sa che un guinzaglio teso mette il cane sul chi va là, che quando si conduce il cane bisogna cercare di rilassarsi perché il cane avverte la tensione, che i cani hanno uno spazio di sicurezza invadendo il quale possono scattare reazioni. Cioè, in qualunque campo ( macellai a parte come sempre) si gestisce l’antipatia tra cani anche in questo modo ( no avvicinamenti frontali diretti, all’inizio larghe distanze, distrarre il cane prima che parta definitivamente verso l’altro, richiamandolo o giocando). Questo non è un metodo, sono una serie di accorgimenti, punto. E soprattutto, questa non è una rieducazione, che è un percorso ben diverso e approfondito. Tutte queste cosine si posson tranquillamente fare con un collare senza ammazzare nessuno, chiaro, se il cane sa andare al guinzaglio. E concedetemi due cose : intanto se diciamo che “il.cane manifesta leggeri segni di aggressività” ci sto; se diciamo che ” il cane è aggressivo” nel senso in cui viene inteso questo termine nel linguaggio comune, non ci sto per niente, perché la mia cucciola di 8 mesi quando quelle poche volte ( per valide ragioni) è entrata in modalità killer a questo punto avrebbe messo in fuga Boxer, padrona e Vaira. Ed in secondo luogo credo che per un proprietario possa esser lecito far capire al proprio cane che in giro non deve fare il pirla, ergo, specialmente fin da cuccioli, ci starebbe anche un bel NO, come ha detto Raffa nel suo commento. Per un no ed una sculacciata nn è mai morto nessuno, nemmeno i bambini…ma se mi sentisse qualche super gentilista senz’altro non concorderebbe….

      • Ciao Clari, prendo spunto dalla tua frase “distrarre il cane prima che parta definitivamente verso l’altro” per dirti che….questa è una cosa assolutamente superata! 😀 Infatti, quando un lettore fa notare qualcosa di simile a Vaira , lui risponde così: “Lavoravo sempre così come descrivi molto tempo fa. Oggi è una cosa faccio raramente. Non voglio inibire, quindi non anticipo, ma “ricalco”. Questo crea sincronia, ti fa essere in due, il cane è parte del processo, opera più facilmente una scelta, invece di sottostare a qualcuno che gli dice quello che deve fare”.
        Ora, io ho studiato a lungo pnl, ma davvero non so esattamente cosa, come e quando intenda ricalcare il cane…e, ad ogni modo, se al ricalco segue la “guida”, è un processo tutt’altro che cognitivo…

        • ciao Giuseppe, ti avrei appunto chiesto in casa consiste il ‘ricalco’ , ma mi par di capire che è un concerto un po’ oscuro…. ( e comunque non capisco perché lui associ il ‘distrarre’ all’ inibire. Il cane non è scemo, lo sa che l’altro cane resta sempre lì dov’è, ma, distratto dal proprietario che magari gli propone un momento di gioco, un momento positivo a due, preferisce unirsi al proprietario e lasciar perdere la possibilità della rissa con l’altro cane. È ovvio che funziona solo se si anticipa il cane, se è già partito non resta che prenderselo in spalla e portarlo via mentre sbraita :):) secondo me il ” distrarre ” rafforza anche il rapporto cane- proprietario, ovvero, io cane scelgo comunque te uomo perché so che quelli vicino a te sono in 50 cm più belli del mondo, vuoi perché li prendo approvazioni, premi, o perché facciamo un gioco….) mi sbaglio?…..:)

          • Ti sbagli??? Lo chiedi a me o a Vaira??? 😀
            Ovviamente per me non sbagli affatto e condivido quello che hai scritto.
            Il ricalco lo utilizzo anche io a volte. Esempio: se ho un cane eccitatissimo, posso decidere di dargli guinzaglio e di tenere il suo passo per “sincronizzarmi”; a quel punto, se restando ad un livello medio-alto di eccitazione, il cane riesce a seguirmi lo stesso (parlo di linguaggio del corpo), allora comincio a “guidarlo verso uno stato di maggiore tranquillità (velocità, ritmo, respiro, ecc.). Il problema è che non vedo come tutto ciò possa essere utilizzato in un caso di recupero di aggressività intraspecifica…cosa ricalchi? Il cane che vuole mangiare un altro cane? Ma non vorrei andare oltre, perché il “metodo” è suo e probabilmente ci saranno mille cose che non so…o ci saranno mille modi per rigirare la frittata! 😉

          • Ok, dalla tua descrizione di ricalco credo proprio di poter dire che, senza saperlo, uso anche io questa “tecnica”, che però suvvia, a me non sembra nulla di più di una ” condizione di cooperazione, armonizzazione, di una empatia reciproca” tra un cane ed un conduttore che si fanno una bella passeggiata come due buoni amici; che poi sarebbe l’obbiettivo un po’ di tutti ( ovviamente tra cane e padrone c’è un leader, tra i due amici no) ad ogni modo l’addestramento classico non ha mai negato l’importanza di questa sintonia, i cani si lavorano in apertura anche nei campi tradizionali ( non in tutti forse, qualche pazzo c’è sempre in qualunque settore) il rinforzo positivo si usa anche nei campi tradizionali, anche per insegnare molti comandi proprio dell’UD si usano metodi non coercitivi e molto rapidi ( mi viene in mente x es il metodo dei due figuranti per insegnare al cane il lascia sulla manica) ..quindi a me pare che lui non abbia inventato gran che..l’approccio non coercitivo esisteva già da tempo su molti campi classici

  7. Scusate, premesso che quei guinzagli li attorciglierei al collo dei padroni, mi chiedo, anzi, chiedo a voi: ma con un cane così, non è sufficiente costanza e pazienza utilizzando un semplice no? Chiedo nèèè?!
    PS quel parco…mi sembra di conoscerlo….se è quello che dico io, mi chiedo in che orario lo hanno girato…solitamente è pieno di cani…

    • beh, avranno interdetto l’accesso con delle transenne, come si fa con tutti gli spot pubblicitari outdoor..e per rendere bene l’effetto avranno trovato una “spalla” dobermann, che da quel che ho visto mi pare sia pure quella che parte per prima nel tentativo di attacco..

      • infatti, è sembrato anche a me! Anche il mio cane, per quanto tranquillo sia, se un maschio fa il gesto di.. “affronto”, scusa, ma non so se il termine è corretto, gli girano gli zebedei, soprattutto se è al guinzaglio!

        • e3 va me èpasre anhe normale che gli girino.. un cabe deve essere gestibile ma non deve diventare un monaco zen ne un tontolone soprsttitto se x razza non è un animale ad es da muta, ma la gente ormai vuole tutti cani da parchetto… incazzatrsi senza eccessi se si viene pesantemente sfidati a breve-brevissima distanza mi pare lecito, non è lecityo sklerare appena si vede una figura canina all’orizzonte o fare scenate verso un cane che nn ti sta sfidavndo e è pure ad una certa distanza tanto x fare 2 esermpi banali. Da cui il boxer mi sembra tutto meno che aggressivo..ha solo una reazione un poco esagerata a distanze un pelino brevi e tende ad allarmarsi anche se l’altro cane non lo sfida, questo +è da correggere..

      • Che sia una “spalla” è pacifico visto che si vede chiaramente che viene premiata, perché non è specificato nel video? (ripeto che ne ho visto un pezzo senza audio perché sono in ufficio…)

    • io ho una pitmix che si comportava come e peggio del boxer del video anche se nnm la ho mai considerata particolarmente aggressiva e cpn lei dicendo banalmente BRAVA man mano che abbassavop le distanze sono arrivata a poterla portare a distanze decisamente corte da cani che non la sfidano e corete (con al massimo qualche abbaio e impennata) da cani che la sfidano pesantemente..quindi si, alla fine secondo me i banali BRAVO e NO se uniti a un programma prtogressivo di riduzione delle distanze prika con cani non aggressivi e poi con cani qualunque sarebbe bastato e x queto non è che serva un luminare, anzi un proprietario minimamente preparato potrebbe anche farlo da solo se non è negato verso i concetti di educazione anche contando che quel cane non era un serial killer e se gestyito copn minime accortezze era tutto men che un serial killer o un animale ingestibile a rischio di finire sul giornale.

  8. Premetto che non ho mai usato il guinzaglio del tipo flexi…non sono capace, riuscirei a decapitarmi…ma sull’unica confezione che mi è capitata fra le mani (premio ad una “esposizione mooolto amatoriale” stle sagra della porchetta) c’era specificato *da usare soltanto su cani sotto gli otto chili*…e questi ci attaccano un boxer? Auguri XD

  9. Seeeee… ma come fate a dire che non è un cane aggressivo??
    Ma lo avete vistooo?
    Sembra un comò!!
    Credete a mme, quello gli altri cani se li mangia proprio! Letteralmente!!!
    Dal naso alla coda!!!I!

  10. Anche io ho pensato che alla fine la pettorina allacciata davanti ha gli stessi effetti del tanto odiato collare…
    Va beh ma se è convinto lui ?

  11. Il guinzaglio è davvero il meno. Per esperienza posso testimoniare che dopo un po’ di pratica un guinzaglio di 3mt è gestibilissimo anche in spazi stretti.
    Il problema è il messaggio di questo video. Trasmettere che con una lunghina, una pettorina, un pizzico di contatto emozionale e 2 gr di PNL si possa risolvere un problema come i comportamenti di tipo aggressivo è delirante. Conta poco che sul finale si dica che c’è da lavorare. Il messaggio che passa è quello della bacchetta magica. Pericoloso. Molto.
    Mi chiedo come mai Vaira abbia scelto proprio l’aggressività per il primo video quando chiunque lo conosca sa che non ci ha mai lavorato, non ci lavora e se può si prende 300 metri di distanza da un caso del genere.

  12. Scusate se mi permetto. .. ma di quel boxer era ( e sottolineo era…. visto che adesso le cose sono un po diverse, e non dico altro per scaramanzia ) più aggressivo Caos quando uscivamo col buio. Da buon doby da difesa si è scagliato pure contro un Apepoker che ci era passato troppo vicino.
    Ma non mi sarebbe mai passato per la testa di usare con lui la lunghina. Come dire… ecco..un doby spiattelato sotto un camion perde un bel po del suo fascino…
    Ciò detto, spero davvero che chi ha cani con problemi veri e seri stia lontana da certe “novità ” miracolose. Sono veramente dolente di comunicare che problemi veri e seri si risolvono ahimè solo con tanta pazienza e lavoro vero e serio in quantità industriale. Ed allora può bastare in buon vecchio collare ed il buon vecchio guinzaglio. Che però non fanno ne figo ne guru.

  13. mi sorge spontanea la domanda se Vaira faccia una selezione di cani che prende da rieducare, per quelli veramente aggressivi non trova tempo e si dedica solo alle sciure che non sanno dire un no secco al proprio cane?

    • Temo che l’attivita’ rivlta all’utenza finale sia di tipo prevalentemente promozionale o comunque connessa ad attivita’ di marketing. Non vorrei sbagliare, ma un adepto che voglia “diplomarsi” educatore ThinkDog di secondo livello spenda poco meno di 4.000 euro. Inutile dire che le persone che ruotano intorno all’organizzazione sono le stesse cheruotano intorno alle altre organizzazioni che fanno cartello nella cordata pro-pettorina e contro il collare cosi’ come per tutte le altre campagne collaterali. Insomma, a dirla tutta, ricorda molto le strutture di marketing piramidale.

        • Direi di si’. L’aspetto terrorizzante non e’ tanto che si offrano corsi (questo mi sembra normale) ma che ci si dia da fare per creare le condizioni di mercato per fare in modo che il corso diventi appetibile attraverso campagne come quelle che vengono messe in atto.

          Facciamo un po’ di fanta-marketing.

          Prendiamo un giovane di belle speranze che impegna la sua paghetta per diventare educatore e una signora con cagnetto che vaga per il parchetto dietro casa. Il giovane e’ tutto contento perche’ la signora, dopo aver visto la trasmissione di Magalli ha cercato qualcuno e ha “trovato” proprio lui che quindi si avventura nella sua prima (seconda, terza etc…) esperienza di educatore, magari a domicilio. Il cagnetto morde un bimbetto al aprchetto, niente di grave, diciamo pure una fesseria ma la mammetta del bimbetto si arrabbia molto e il cagnetto si ritrova dal veterinario della asl che si avvale della consulenza di qualche comportamentalista che guarda caso e’ anche coinvolto nella formazione dei comportamentalisti che pagano per il loro diplomino e che si spargono sul territorio, la stessa scuola del diplomino dell’educatore e lo stesso territorio della signora con cagnetto.

          Diceva qualcuno che a pensar male si fa peccato, ma se per ogni impresa commerciale il problema dell’offerta e’ capire dove sta la domanda, creare insieme la domanda e l’offerta e’ l’uovo di Colombo.

          • A pensar male ci si potrebbe anche chiedere come mai dopo anni in cui Vaira (ma non solo) ha sempre dichiarato che il cane si controllava benissimo con le normali pettorine (quindi con l’aggancio “sulla schiena”), esaltando proprio il fatto che così non si agisse sul collo e che era una balla dire che un cane “tipo trattore” fosse ancor più difficile da controllare, ora che è uscita questa con l’aggancio sul collo misteriosamente ci sia questo “sistema di leve” che impedisce al cane di tirare….se funzionava benissimo l’aggancio di prima, com’è che mo’ è meglio un aggancio diverso (guarda caso col gancio sul collo) e la prima cosa che fa è cambiare pettorina al cane del video? Mistero 😀

          • Hem… un sistema di leve non si nega a nessuno. La giustificazione dell’aggancio di prima serviva per l’aggancio di prima, quella di adesso serve per l’aggancio di adesso.

          • Infatti…guardando dove finisce l’anello quando il cane tira, direi che tra poco faranno la pettorina con anello laterale. E poi su ambo i lati. E poi su diversi punti del dorso. E poi la chiameranno “pettorina a piercing”….

          • Ciao Davide.
            In realtà la pettorina con l’anello sullo sterno esiste da sempre…ed è la classica pettorina ad H. Ora, se ci hanno aggiunto un ulteriore anello, il discorso non cambia di una virgola…il punto, come dicevi, è che ci si è resi conto che a volte il cane va ANCHE gestito e controllato e che questo non è possibile con l’aggancio sulla schiena. Solo che è meglio far scatafasciare un cane a terra agganciando il guinzaglio sull’anello anteriore della pettorina piuttosto che usare un collare, così non bisogna rivedere i contratti di marketing con le case produttrici!
            Ah, giusto per…io ho spesso usato la pettorina con aggancio davanti quando i proprietari erano assolutamente contrari all’uso del collare…una sorta di compromesso….che non mi piace, ovviamente. Ma solo per dire che anche in questo caso il sig. Vaira non ha inventato nulla….

          • Sì Giuseppe scusa, mi ero spiegato male io: anche le varie Easy Walk e affini hanno l’aggancio davanti e non sono certo una novità, quello che intendevo io è che è probabile che sia un nuovo modello di QUELLA marca, Vaira e in generale Thinkdog credo usi / consigli solo le Haqihana (non è un mistero, sono anche tra i rivenditori indicati dalla stessa Haqihana http://www.haqihana.com/it/rivenditori).
            Tra l’altro, casualmente sulla pagina degli accessori (http://www.haqihana.com/it/accessori) come pettorina c’è proprio quella usata nel video…

            Sul fatto di non aver inventato nulla, se non l’hai già visto ti invito a dare un’occhiata a questa pagina: http://www.thinkdog.it/il-nostro-contributo-alla-cinofilia/ … scoprirai che in realtà (la loro, realtà) hanno inventato più o meno tutto loro 😀

          • Sto morendo…
            Se non avessi saputo di stare a guardare il vero sito di ThinkDog, avrei pensato ad uno quei siti che fanno parodie e prendono per il c*** gli altri! E’ fantastico…
            A questo punto credo che Valeria debba scrivere un articolo di ringraziamento a nome di tutti i cinofili italiani, perché senza il Sommo Guru non esisterebbe affatto la cinofilia. Anzi, è bene andare a spulciare nei libri di storia cinofila (se esistono), perché ormai sono quasi certo che abbia inventato anche il CANE®….

          • l’ho guardato anch’io, per curiosità..ma questi sono dei gran volponi, hanno creato una setta…

          • Piu’ o meno e’ una setta all’amerikana (con la kappa), con tanto di convention autocelebrative dove in buona sostanza si dice “andate e moltiplicatevi” che a trovarvi il lavoro ci pensiamo noi, voi contribuite a diffondere il verbo e cosi’ ci siamo tutti auto-certificati come detentori della “vera” scienza e con un po’ di marketing un tantino scaltro ci accreditiamo come strutture di riferimento del settore. Discorso che diventa pericoloso proprio quando si mettono insieme quattro nomi e si scopre che potrebbe succedere quello che succede gia’ in altri settori (soprattutto nel terzo settore) dove si tiene il piede in due scarpe in modo da poter alimentare il mercato al quale si rivendono i propri servizi.

          • sì sì, condivido l’analisi. Mi sa che l’aspetto cinofilo è solo uno specchietto per le allodole. Effettivamente per questo tipo è corretta la definizione guru, e chissà quanta gente coagula intorno per bisogno di lavoro ma soprattutto per bisogno di appartenenza ad un gruppo. Se la sono studiata, sì, la piramide di Maslow, ma per farsi i soldi con gli umani..

    • Oltrettutto, fosse solo quello…sarebbe anche liberissimo di farlo 😀
      Nessuno è obbligato a saper fare per forza recuperi comportamentali (specie casi difficili), come ovviamente nessuno sa insegnare *tutte* le discipline cinofile (o comunque tutte ad alto livello), anzi credo proprio che sia indice di professionalità se uno onestamente ti dice “guarda, per questa disciplina non sono la persona adatta” o “per recuperare questo cane è meglio che ti rivolgi a qualcun altro”. Mica sarebbe una bocciatura, semplicemente sei specializzato in un dato settore (o non hai abbastanza esperienza per un determinato caso).

      il problema è che oltre a denigrare “gli altri” (la “guerra” al collare a strangolo accomuna varie sigle gentiliste ma poi anche “tra di loro” se ne dicono da vendere perchè gli uni si ritengono “più evoluti” degli altri), danno spesso l’illusione ai proprietari che bastino due dritte per risolvere ogni problema.
      Il che ovviamente fa MOLTA presa su quelli che voglia di lavorare col cane ne hanno ben poca, e sono tanti: il lavoro non è mica solo quello che fai al campo, la parte più importante sono “i compiti a casa”, ma quanti dopo l’oretta con l’addestratore non lavorano col cane fino alla settimana dopo quando tornano al campo?

      Ovviamente “esaltare” determinati casi aiuta entrambe le cose: se il video si fosse intitolato “impostazione del lavoro su un cane con una leggera aggressività verso gli altri cani” sarebbe stato più corretto, ma vuoi mettere l’effetto del titolone “Come rieducare un cane aggressivo” ? 😀

      • Hai detto bene, lupi travestiti da agnelli, con la soluzione per tutto e bravi a venderti aria fritta.
        Vero, quando dici che non devono sapere tutto, e ci mancherebbe, ma le persone che vogliono aver ragione su quello che non sanno e vogliono darti consigli proprio non se possono sentì soprattutto quando creano pericoli!

  14. Ma!
    Posso esprimere un mio parere a riguardo?
    Stavo guardando il video giusto ora e mi è rimasta in mente la frase della signora quando aggancia il guinzaglio alla pettorina sul petto “Ma…Così mi sembra che mi stia anche più vicino se gli attacco il guinzaglio qui..E..”
    Lui “Lo rende più sensibile ai tuoi spostamenti.”
    Okay…
    Ma…E non è lo stesso discorso che si avrebbe, usando un collare normale anzichè una pettorina?
    Non dico collari a strangolo/semistrangolo o quel che è…Intendo collare normale.
    Voglio dire…La tipa dice che tutto cambia usando la pettorina col guinzaglio legato al collo…E con un collare non è uguale? Si lega al collo e con il guinzaglio si riesce a comunicare meglio.
    Sul serio..Non voglio iniziare guerre su pettorine VS collari, ma sono io che sbaglio? Non è la stessa cosa, più o meno?

    Personalmente, con il mio cane, io sono passata da pettorina a collare, ben perchè con la pettorina non riuscivo a guidarlo bene..

  15. Ho fatto vedere il video del cane AGGRESSIVO al mio Corso, che non è propriamente un santerellino…
    Invece del solito “WOOOF” di intesa mi ha risposto con uno strano “maVAAFFF…” e si è allontanato. Non ci giurerei, ma ho il sospetto che stesse ridendosela sotto i baffi (ed i labbroni…)

  16. L’allevatore di Boxer bannato dalla pagina è il mio papà! Che alleva questa razza da 40 anni (io ci sono nata letteralmente in mezzo) e quindi un pochettino la conosce… Abbiamo visto il video e ci siamo fatti una risata! Poi lui ha provato a scrivere quello che pensava e provato a far notare che il cane “rivale” del boxer fosse una femmina. Poi si è complimentato in maniera scherzosa con la bravissima attrice proprietaria di Duke. Ma gli è stato detto di essere stato offensivo con la signora e il cane! Ahahaha! Per così poco!!!
    La paura di essere scoperti è così tanta!
    Ovviamente concordo in pieno con tutto lo scritto di Valeria! 🙂

    • devono piazzare dieci video, se voi li smascherate già al primo dove li mettono gli altri nove?? tuo padre è proprio senza cuore 🙂 E provare a mandare un commento sul sito del Corriere?

  17. Magari mi è sfuggito e qualcosa di simile è già stato scritto ma io credo che, anche facendo finta che il video non sia stato montato a piacimento, si stia dicendo che l’aggressività del Boxer dipende dall’uso o meno della pettorina. Io potrei capire se uno mi dicesse che con la pettorina A o quella B si neutralizza l’aggressività del cane (impedendogli di muoversi o di mordere l’avversario)….ma dire che con l’uso della pettorina si risolve il problema aggressività è diverso….gli “obiettivi” da raggiungere elencati nel video non dipendono dal guinzaglione…e comunque, se un cane è troppo aggressivo, ci si dovrà lavorare su anche senza legarlo….sembra che direzionare il cane dove vogliamo noi non abbia direttamente a che fare con la risoluzione del problema alla radice…anche a voler esser “buoni” c’è sempre qualcosa che non torna…
    ma a parte spostarsi non si deve dire nulla al cane?

    • p.s. mi correggo, ho letto le spiegazioni sotto il video (il percorso col cane è presente nel percorso rieducativo – vero o presunto che sia – di Duke)….ma allora non è che forse la pettorina non serve ad una cippa?

  18. Ci terrei a dire la mia, praticamente su tutte le questioni affrontate in questo articolo, so che non dirò nulla di popolare in questo sito, ma ci tengo a precisare che il confronto che cerco è costruttivo, anche se ho letto dei commenti che come minimo fanno pensare a persone che si siano espresse senza nè guardare il video nè tantomeno leggere l’articolo di Vaira

    1) Utilizzare un guinzaglio di 3 metri, non vuol dire dare SEMPRE 3 metri di guinzaglio al cane, prima di tutto questi guinzagli si possono accorciare a 1,5m tramite il
    moschettone sulla maniglia, ma se si è abituati, basta semplicemente
    raccoglierlo con la mano, sta a chi guida il cane stabilire le circostanze tali
    da poter concedere libertà di movimento, ciò dipende dalle competenze del cane,
    da quelle del padrone e dalle circostanze. La maggior libertà di movimento influenza
    positivamente la capacità comunicativa e diminuisce lo stress, poichè limita la
    coercizione. Risultato è una mente maggiormente predisposta all’apprendimento,
    e migliori capacità cognitive col tempo. Ma almeno in parte penso che questo
    Vaira lo abbia spiegato

    2) Seguo spesso la pagina di Vaira e non ho mai visto nessun allevatore di boxer bannato, in generale non mi risulta sia mai stata bannata una persona che abbia voluto confrontarsi, ma ammetto che potrebbe essermi sfuggita la cosa, anche se mi sorprenderebbe, in ogni caso non vedo cosa centri con il video e l’articolo

    3) L’anello anteriore della pettorina non è sul collo, è sul petto, sicuramente la coercizione è maggiore ma, come ha spiegato, è una fase transitoria, il collo e la testa rimangono comunque più liberi di potersi muovere di quanto non possano fare con un collare, e non penso debba spiegare qui l’importanza del collo e la testa per la comunicazione sociale. Io personalmente non ho mai agganciato il
    guinzaglio all’anello anteriore, avendo avuto una forza adeguata per educare il
    mio pitbull a non tirare (ai tempi bui in cui aggrediva cani e persone), ma mi
    rendo conto che una signora possa necessitare di un aiuto in più, soprattutto
    con un boxer

    4) Non credo esistano aggressivi “veri” e “falsi”, esistono livelli di aggressività e diverse motivazioni che le causano. Quel cane è aggressivo, non il più aggressivo.

    5) “quel metodo non è affatto un metodo tecnico.. può funzionare solo con un cane a cui basta un minimo di distanza per dimenticarsi del tutto dell’altro cane”, qui
    sinceramente non so se ho capito male io, in caso correggetemi, ma mi sembra di
    aver inteso che non esitono distanze limite con cui fare questo esercizio nei
    casi di aggressività più grave. Ma non mi risulta sia così, una distanza limite
    c’è per qualsiasi livello di aggressività, per un cane più aggressivo occorre certamente
    cercarla in un raggio maggiore, ma l’approccio è comunque lo stesso

    6) Non direi che Vaira abbia proposto una “ricetta buona per tutti” nè una bacchetta magica, anche nel titolo è specificato IL CASO DUKE, e dall’ultima conversazione con la padrona, nel video stesso, ha sottolineato che non vuole dare illusioni, perchè si è trattato solo di un passo in avanti, che a parer mio ci è stato

    Detto questo una piccola critica da fare ce l’ho anche io, non mi piace la conduzione al guinzaglio, troppe volte ho visto portare via di forza il cane, magari una piccola parentesi sul metodo ti conduzione a guinzaglio lungo e pettorina avrebbero potuto aprirla

    • ValVeg, io capisco le simpatie che uno può avere per Vaira, liberissimo, però scusami ma in alcuni punti mi sembri un po’ negare l’evidenza.
      Per quanto riguarda il “non aver letto l’articolo”, è un’obiezione che non trovo corretta: il video è stato messo ad esempio sul Corriere senza riferimenti all’articolo “di spiegazione” che c’è sul sito di Vaira, quindi va considerato anche come può essere visto e valutato “da solo”

      Detto ciò, andando punto per punto sulle tue “note”

      1) Il problema principale è che Vaira non dice MAI che le lunghine e guinzaglioni vari NON andrebbero usati in ambito urbano (tant’è che nel video lo usa in un parco, chi vede il video è portato a pensare che vadan bene in città, a maggior ragione vedendo che le usa un professionista del settore), quindi tanto per cominciare omette un’informazione importante.
      Benissimo la libertà di movimento e tutto quello che vuoi, ma nel video vedi da qualche parte una spiegazione sull’uso, un “oh mi raccomando a casa sappiate che se girate con la lunghina di 3 metri possono multarvi”? No, cambia la pettorina, piazza la lunghina in mano alla padrona e subito viene mostrata l’entusiastica reazione della padrona stessa col “cane che le sta più vicino” (con un guinzaglio più lungo, curioso…).
      Vuoi dirmi che non è spacciare per “bacchetta magica” la cosa ?
      Oltretutto, se parliamo di apprendimento e addestramento “in generale”, il cane se è per quello normalmente si lavora LIBERO, non è che le alternative siano “guinzaglio da un metro scarso” e “lunghina da 2km”. Ovvio che con un caso di cane aggressivo, quando vai a fare il “test” con un altro cane, non gli dai VOLONTARIAMENTE troppo “spazio di azione”: ci sono un paio di punti nello stesso video dove se il cane fosse davvero partito si sarebbe portato dietro lui, la pettorina e la lunghina.

      2) Eh, fidati che ti è proprio sfuggito :D, Io ho visto il commento originale fatto da Gimmy Nitrato Izzo (faccio nomi perché lui stesso ha riportato l’episodio in un gruppo FB e non penso sia un segreto, e magari senza nomi si pensa a episodi inventati senza riferimenti), che semplicemente faceva notare come definire “aggressivo” Duke fosse decisamente eccessivo, e a “livello tecnico” trovava curioso come il cane usato in tutto il video sia una femmina (dato che l’aggressività solitamente è maggiore verso componenti dello stesso sesso), e il commento è sparito.
      Non so sinceramente come faccia a “stupirti” la cosa dato che è un modus operandi piuttosto frequente su varie pagine (non solo tra i gentilisti o su thinkdog, sicuramente, ma loro fanno tanto gli aperti al confronto…). Cosa c’entri con l’articolo dici…beh, mi pare normale che se fai un video dove “recuperi un cane aggressivo” e poi lasci passare solo i commenti favorevoli, è un po’ scorretto (e “manipoli” anche il modo i cui può venire recepito da chi lo vede sulla pagina, che si troverà davanti solo reazioni positive).

      3) Quando la proprietaria “tira” per la prima volta Duke nel video con al nuova pettorina, una fascia agisce palesemente sul collo, e guarda nell’immagine che ho allegato dove a finire “l’aggancio sul petto” . Comunque anche intorno al minuto 1:50 del video dove Vaira aggancia la pettorina davanti la prima volta si vede che l’aggancio è praticamente sulla gola, vedi altro allegato.

      4) Mah, su questo potremmo anche essere d’accordo, peccato che ad esempio nella descrizione si parli di “evitare che un cane scatti all’attacco appena un altro cane entra nel suo campo visivo” e che il titolo del video non sia “come rieducare un cane con una moderata aggressività”. Oltretutto definiresti aggressivo un cane solo perchè non va d’accordo magari con gli altri esemplari dello stesso sesso? E poi, se è per quello, andrebbe anche diviso il discorso tra aggressività intra o interspecifica, però almeno su quello la descrizione precisa che si parla solo di aggressività con altri cani.

      Salto il punto 5 perchè è prettamente tecnico e inerente frasi dell’articolo di Valeria.

      6) Prima cosa, sul Corriere non c’è nessun “caso Duke”, c’è “Come rieducare un cane aggressivo”. Punto. Comunque anche sul sito di Vaira il titolo è quasi lo stesso, “Come rieducare un cane aggressivo: il caso Duke”, e siccome “le parole sono importanti” a me sembra che messo così suoni tipo “Questo è il metodo e si fa così, in questo caso vedete come ha funzionato con Duke”; IMHO per essere come dici tu, quindi “specifico” al caso e no volendo generalizzare, il titolo avrebbe dovuto essere più tipo “Il recupero di Duke, cane aggressivo”.
      Poi, sempre perchè le parole sono importanti, guarda caso anche nei tagli del video è sempre indicato “dopo POCHI MINUTI di lavoro”. Unisci questo al fatto che come dicevo nel punto 1 (e come ammetti anche tu in chiusura del tuo commento) all’inizio praticamente ammolla il guinzaglio alla proprietaria di Duke senza spiegazioni o quasi, mettici pure che a inizio video spiega come “non servano metodi coercitivi e men che meno collari a strangolo per rieducare un cane aggressivo” e in generale gli intermezzi di spiegazione siano tutti impostati sul “globale” e non sul caso specifico… e vuoi venirmi a dire che non la presenta come una soluzione buona per tutti ?
      Ovvio che alla fine specifichi che “è solo l’inizio del percorso”, lo scopo del video è attirare clienti e se pensassero che basta mezz’ora da soli a risolver tutto non andrebbe bene, però il messaggio che passa alla fine è del tipo “se qualcuno vi dice che dovrete impegnarvi col cane son balle, VENITE DA ME e già in mezz’ora vi sistemo il grosso del problema e poi al massimo ci lavoriamo più a fondo”

      Dovesse solo essere uno spot, centrerebbe il suo obiettivo. Peccato che venga passato come “videocorso di educazione cinofila” e non credo tu possa negare che la “sciuramaria media” che magari ha il cane che “parte” davvero contro i suoi simili, vedendo il video possa pensare “oooh ma allora si fa così, ora prendo quella pettorina e quel guinzaglione luuungo e provo anche io”. Col rischio di trovarsi spalmata per terra in tempo zero.

      • Tra l’altro nella prima immagine si può anche notare quanto evidenziava mi pare Giuseppe in un altro commento, l’azione delle pettorina sul gomito…praticamente “tira una zampa” al cane!
        Ci aggiungerei anche che visto che l’aggancio “frontale” è andato a finire praticamente sul fianco del cane, quella pettorina deve “sfregare” non poco.
        Però siccome è una pettorina va bene, non è coercitiva e non da nessun fastidio al cane, sicuro 😀

    • Ciao! Le mie impressioni sono state un po’ diverse, come Davide seguirò anche il tuo schema , così magari riesco a non perdermi come mio solito 🙂
      1) guinzaglio: qui bisognerebbe verificare se la normativa consente un guinzaglio che accorciandosi col doppio moschettone arriva ad un metro e mezzo, oppure se pretende un guinzaglio che in totale sia al max un metro e mezzo. Ad ogni modo credo che, proprio legalmente, la possibilità di portare il guinzaglione raccolto in una mano sia da escludere ( anche perché basta una distrazione, il cane va avanti, il guinzaglio scorre, e arriviamo ai 3 metri ) resta da verificare il “guinzaglio accorciabile con moschettone). Aggiungerei che la maggior libertà di movimento che predispone meglio il cane si può dare anche semplicemente non tenendo un guinzaglio teso. Il principio del non trasmettere tensione attraverso il guinzaglio è alla base dell’addestramento classico
      2)se leggi i commenti su fb ci sono le risposte di Vaira, che si rivolge ad interlocutore di cui però non esistono più i commenti….ti posso confermare che sono stati cancellati. Qui si tpc tra l’altro ha commentato anche la figlia dell’allevatore in questione che conferma
      3) l’anello della pettorina è sul petto, finché il cane non tira. A quel punto tutta la pettorina si torce, salendo sul collo, premendo sul collo , e tirando anche il gomito del cane…quando il cane non tira più la pettorina si rilassa, ovviamente. Ma qst meccanismo è simile a quello del collare a strangolo, con una differenza: lo stesso Vaira dice che lo scopo di agganciare la pettorina così è quello di dare più forza alla padrona, cioè , “anche se lui tira tu riesci a tenerlo”. Quindi non si insegna nulla al cane, semplicemente si evita di non riuscire a ” tenerlo”. Lo scopo del collare a scorrimento invece è quello di comunicare dei messaggi e delle correzioni. Non è che se il cane tira il collare si stringe, il cane si sente strangolare e quindi si ferma. Non funziona così ..l’intervento del collare deve avvenire PRIMA che il cane tiri, non strangolando il cane, ma richiamando la sua attenzione al max con dei colpetti, per poi tornare immediatamente morbido. E comunque ormai si insegna PRIMA al cane a non tirare, poi gli si fà indossare un collare a scorrimento, che serve per correggere aspetti tecnici che servono soprattutto ai cani che lavorano e fanno un obbedienza più formale. ( Valeria Rossi mi corregga se ho detto qualche cavolata)
      4) quel cane è aggressivo in senso etologico ( possiede la qualità dell’aggressività) ma non è certo aggressivo nel senso che intende il normale pubblico. X questo per me il titolo, per dare il giusto messaggio, doveva al max essere : ” qualche accorgimento per condurre il vostro cane senza che litighi con i suoi simili” …perché poi di accorgimenti si tratta…e con questo rispondo anche al punto 5, se li presentiamo come degli accorgimenti utili mi va benissimo, si ottiene che il cane non litighi, se li presentiamo come una rieducazione di un cane aggressivo proprio non mi sta bene, perche quello è un percorso diverso e soprattutto sono diversi i cani che rispondono a questa descrizione..

      • Ciao Clari, sto aspettando che la risposta che ho dato a Davide sia pubblicata, ti invito poi a leggerla perchè credo possa rispondere anche a quanto hai scritto tu. Sul discorso pettorina in sostanza abbiamo detto la stessa cosa, leggerai poi quando sarà visibile la risposta, ho poi specificato che effettivamente l’unica cosa che non ho apprezzato nel video, è proprio il fatto che non è stata aperta una parentesi sulla modalità di conduzione e gestione al guinzaglio, ci si è focalizzati sulla gestione delle distanze senza spiegare prima come insegnare a un cane a non tirare al guinzaglio, io personalmente avrei dedicato 15 minuti di video in più per questo, ma mi rendo conto che queste scelte siano frutto di compromessi. Poi ci terrei solo a fare una puntualizzazione sul collare a scorrimento, credo che in qualunque sessione di lavoro, il momento in cui il cane tira al guinzaglio avviene sempre, soprattutto agli inizi, e io personalmente non credo che in questi casi gli effetti di un collare a scorrimento siano gli stessi di una pettorina, anche se agganciata all’anello anteriore, sono sicuramente due forme di coercizione ma, non potendo permetterci, purtroppo, di tenere il nostro cane perennemente sciolto, siamo costretti a scegliere il metodo che riteniamo migliore per obbligare il cane a non allontanarsi da noi, in questo senso credo che Vaira semplicemente proponga un’alternativa più “soft” del collare a strozzo. Bisogna essere consapevoli che spesso metodi diversi portano allo stesso risultato, ma per motivi differenti, nel senso che si utilizzano diversi approcci. Solo la pratica comunque può togliere ogni dubbio

        • Vaira non la propone nessuna alternativa “soft”: propone SOLO la pettorina, sputa sul collare a strangolo perché non c’è volta che non lo nomini in modo negativo (e pure i collari in generale), ti viene pure a dire che non serve lo strangolo nemmeno per i cani aggressivi, dato che viene spesso fatto notare che con lo strangolo da un cane che magari ti salta alla faccia ti salvi, e con la pettorina no (ce lo vedo con un cane magari pure grosso e VERAMENTE aggressivo, magari anche verso le persone, a lavorarci in sicurezza con la pettorina e la lunghina…).
          Se lui dicesse “uso la pettorina perchè A,B,C” e basta ci starebeb anche, peccato che invece la metta sempre sul “io che sono gentile e aggiornato uso la pettorina, mica come quegli ***** retrogadi che usano il collare a strangolo”. Non la considera un’alternativa, la considera l’unico sacro metodo. E’ un po’ diverso…

          Certo che non puoi tenere il cane perennemente sciolto, ma la condotta sarebbe una delle PRIME cose da insegnare, e normalmente si insegna prima senza guinzaglio.
          Solo che per insegnarla senza guinzaglio magari tocca andare al campo cinofilo, dove puoi lavorare col cane libero e in sicurezza (mica è un caso se esistono i campi cinofili e non si mettono tutti a fare le lezioni nei parchetti…), ma siccome fa fatica, l’immagine della “soluzione che puoi adottare anche al parchetto in 10 minuti” fa più presa. E non credo sia un caso infatti che i video di Vaira e affini di solito siano al parchetto, nel bosco, etc. e mai “al campo”.

          • Se per cane veramente aggressivo, intendi un soggetto che aggredisce anche le persone, a cui è impossibile avvicinarsi, il ruolo dell’istruttore cinofilo non basta, il lavoro dovrebbe essere coadiuvato da un veterinario comportamentalista che, se lo riterrà opportuno, prescriverà anche determinati psicofarmaci. Poi io personalmente preferirei scindere l’educazione alla libertà dall’educazione al guinzaglio, benchè indubbiamente una influenzi l’altra (ma questo vale per qualsiasi sessione di lavoro) sono circostanze ben diverse. Anche perchè non si può portare un cane al centro cinofilo da sciolto, imporsi quindi di insegnare prima la condotta in libertà e solo dopo iniziare la sessione al guinzaglio la vedo un po’ improbabile come cosa, per il guinzaglio ci si passa SEMPRE prima, almeno se viviamo in un ambiente urbano

          • No, ho fatto l’esempio dell’aggressività verso le persone perchè è un “caso limite” dove c’è grossa differenza tra pettorina e collare a strangolo, dato che in quei tipi di recupero rischia anche l’operatore stesso che lavora col cane (vedi il caso recente della volontaria aggredita dal pastore tedesco di canile che stava portando a passeggio).
            Sul resto…direi ma anche no, dato che la figura del comportamentalista è comunque “recente” e non mi pare che prima nessun cane aggressivo venisse recuperato, sugli psicofarmaci poi direi che è proprio il caso di lasciar perdere tanto quanti casi ci sono di cani rintronati a psicofarmaci con una facilità allarmante. Non è che perchè Vaira non si mette a fare i recuperi comportamentali seri allora nessun addestratore saprebbe farlo da solo, eh.

          • Se sia possibile o meno magari dipende dall’istruttore. Io la domanda me la farei: perche’ ci sono istruttori che ce la fanno ed altri che invece devono essere “coadiuvati” da una ricca e robusta prescrizione di psicofarmaci?

            Non e’ una questione di pregiudizio, ma di semplice pragmatismo: alla fine il risultato c’e’ o non c’e’ e un cane stordito non e’ un risultato. Ogni campo, persino il piu’ sgangherato, ciclicamente si vede arrivare proprietari di cani che fanno il viaggio della speranza trascinandosi un cane rimbambito che cerca di mordere anche la sua ombra e che una volta riacquistata la lucidita’ si rivela magari un po’ problematico ma trattabilissimo persino dall’apprendista di bottega, figuriamoci da un professionista di navigata esperienza.

            Di che stiamo parlando?

          • Ciao Nerofumo, cerco di rispondere alla tua domanda, premettendo che un veterinario comportamentalista SERIO non prescrive psicofarmaci come fossero acqua fresca, si parla di casi estremi, di cani molto pericolosi. Io non ho le competenze per gestire l’aggressività che supera un certo livello, è un tema estremamente delicato per il quale sono dedicati interi corsi, ma so che anche in questo caso c’è una scelta di approccio, un istruttore cinofilo di alto livello può approcciarsi ad un cane estremamente aggressivo anche senza un comportamentalista. Il metodo ovviamente è quello classico della sottomissione iniziale, che io non banalizzo, chiariamo, serve bravura, forza e competenze anche per fare una cosa del genere, ed è comunque pericoloso sia per il cane che per l’istruttore. Alcuni per tutelarsi adoperano il collare elettrico, che io condanno senza se e senza ma, perchè da uno studio recente è emerso che arrechi anche danni psicologici.

            L’alternativa invece non si limita a rincoglionire il cane con gli psicofarmaci, ammesso che siano effettivamente necessari (batto il chiodo su questo punto, e cioè che parliamo di casi comunque realmente estremi), ma il problema vero è stabilire una terapia farmacologica adeguata, che possa essere progressivamente ridotta a seconda dei risultati nella riabilitazione comportamentale operata dall’istruttore, che continua anche DOPO aver azzerato totalmente il dosaggio, e anzi, il periodo di riabilitazione più lungo è comunque quello senza l’aiuto della terapia farmacologica.
            Sono quindi 2 misure estreme per casi estremi, io personalmente preferirei l’aiuto di un comportamentalista serio

          • Ciao ValVeg85. Vorrei capire alcune cose. Perché dici che per un istruttore cinofilo di alto livello “Il metodo ovviamente è quello classico della sottomissione iniziale”? Non è assolutamente così…si può cominciare il percorso in tanti modi e sarà sempre il soggetto (cane) a indirizzare su una scelta piuttosto che su un’altra. Altra cosa che vorrei capire: Vaira dice che lui usa SOLO la pettorina (lo ha ribadito anche nella seconda puntata)…e come fa a mettere la pettorina ad un cane con aggressività interspecifica medio-alta (non c’è bisogno di scomodare le forme di aggressività estreme…)? Infine, la terapia farmacologica – anche se azzeccata – altera le naturali risposte del cane agli stimoli…un istruttore di alto livello (rieducatore, perché l’istruttore fa sport) vorrebbe valutare il cane per quello che davvero è, capire qual è la reale soglia di reattività, il raggio di allerta, l’intensità della reazione, ecc., per poi verificare i miglioramenti in seguito utilizzando tali parametri come riferimento; un rieducatore che lavora con un soggetto sotto terapia farmacologica, NON SA davvero chi ha davanti.

            Saluti e complimenti per la reale apertura al confronto senza chiusure “talebane”. E’ stato piacevole leggere la “chiacchierata” tra te e Davide.

          • Ciao Giuseppe, scomodo le forme di aggressività estreme perchè sono le uniche che potrebbero giustificare l’utilizzo di una terapia farmacologica, ma neanche è detto, premetto ancora che non ho le competenze per gestire questi casi, ma da quello che ho visto, un approccio gentile senza un comportamentalista lo vedrei molto molto improbabile, parlo ad esempio di cani sequestrati, in seguito a gravi incidenti, che non permettono neanche di avvicinarsi al box. Ovviamente bisogna valutare da caso a caso, ed il rischio di abuso farmacologico so benissimo che è sempre dietro l’angolo, questa purtroppo è una realtà. Nei casi meno gravi, ci sono varie tecniche per indossare la pettorina, all’inizio può essere fondamentale il ruolo del padrone, SE il soggetto da riabilitare ha un rapporto almeno tollerante con lui, per permettere questo ovviamente si spende molto tempo a spiegare la tecnica e l’approccio, facendo delle prove anche con un altro cane scelto. Quando questo non è possibile, si tratta ad esempio di un cane che ha passato la sua esistenza a catena, e pertanto ha avuto rapporti minimi con con un umano, si potrebbe considerare di agganciare la lunghina al suo collare provvisoriamente, il tempo necessario affinchè il cane acquisti fiducia verso l’istruttore, ma la riabilitazione vera e propria deve iniziare comunque con la pettorina. Ovviamente ci sono tanti fattori in gioco, come ad esempio la causa scatenante l’aggressività, la sua risposta al cibo e all’avvicinamento, si possono fare un paio di esempi ma non si può generalizzare troppo. Precisiamo però che il veterinario comportamentalista non deve necessariamente prescrivere psicofarmaci, spesso viene chiamato per la valutazione del caso, per stabilire il livello di aggressività e la causa scatenante, è una figura professionale che potrebbe aiutare molto. Ovviamente i casi di incompetenza e negligenza ci sono in tutte le mansioni, questa compresa

          • Mah…francamente non sono molto d’accordo su vari punti. Mi soffermo sui principali.
            Se un soggetto ad elevata aggressività interspecifica non si lascia neanche accostare e poi, dopo un toto tempo prende fiducia e si lascia mettere la pettorina, allora vuol dire che una parte del lavoro è cominciata eccome! Non capisco perché dovrebbe poi cominciare con la pettorina…anzi, mi domanderei “ma se sono arrivato a questo punto, conviene che inserisca un elemento nuovo e più invasivo per il cane?”. E’ chiaro che se il cane ha maturato un’avversione al collare, ad un certo punto della riabilitazione – se ritenuto opportuno, perché deve garantire la sicurezza di tutti, terzi compresi – si passa alla pettorina; ma anche lì, ci sarebbe da decidere quale pettorina si può indossare più facilmente? Quale dà maggiori sicurezze? Ecc.
            Per quanto riguarda la valutazione del caso fatta dal vet comportamentalista, io credo che occorra solo ed eventualmente in un secondo momento, per due motivi: il primo è quello già scritto nel post precedente (chi lavora col cane è il rieducatore, è lui che rischia le penne per quanto si possa lavorare in sicurezza ed è lui che deve vedere il cane prima che prenda psicofarmaci); il secondo motivo è il seguente: i vet comportamentalisti imparano a fare le suddette valutazioni da docenti che sono istruttori/rieducatori di un certo spessore (in alcuni casi, ahimé, solo per la notorietà che a sua volta rende “prestigioso” il master)…basta guardare il team di docenti dei master. Certo, oggi figurano docenti vet comportamentalisti perché ce ne sono a iosa e alcuni “hanno un nome”, ma i primi sono stati edotti da senza docenti vet comportamentalisti. Dunque, l’esperto rieducatore sa benissimo valutare il cane da solo e sa riconoscere se il cane ha comportamenti “anomali” nel suo comportamento aggressivo (in quel caso, anche col solo sospetto, lo manda dal vet, non il vet comportamentalista, come si è sempre fatto), oppure sa riconoscere – se è un professionista serio è anche umile – che quel soggetto non dà margini di lavoro se prima non fa altro e, a quel punto, si rende necessario il parere del vet comportamentalista.

            PS. Un cane estremamente aggressivo verso tutto e tutti ha cominciato la riabilitazione semplicemente stando in un campo enorme con istruttore a metri e metri di distanza, nel campo adiacente, che semplicemente “c’era”. Un altro caso di riabilitazione è cominciato dal box…il cane si è abituato a veder avvicinare sempre la stessa persona per dare il cibo dalla grata di sicurezza, inizialmente scagliandosi (inutilmente) contro la rete, poi restando tranquillo nell’avere il cibo (ovviamente ho saltato le fasi intermedie).

          • Mah, io non e’ che avessi fatto una domanda, la mia era solo una constatazione.

            Evidentemente abbiamo esperienza di casistiche diverse o meglio ne abbiamo percezioni diverse. Io di casi veramente estremi, almeno secondo la mia percezione, non ho proprio visibilita’ ma di casi di cani imbottiti di psicofarmaci che poi si rivelano gestibili persino da me che non sono proprio nessuno e non e’ il mio mestiere invece si’. Naturalmente tutti questi erano stati definiti casi estremi ed erano stati dal comportamentalista serio.

            Ora, se a parita’ di cane e di comportamentalista a variare e’ la percezione di estremita’ del comportamento del primo e di serieta’ professionale del secondo ci dev’essere qualcosa nel ragionamento che non va.

            Ecco che cosa nel ragionamento, secondo me, non va:

            la serieta’ del professionista deriva dalla serieta’ riconosciuta ai suoi pareri professionali, non e’ che siccome il professionista si professa serio allora i suoi pareri professionali debbano essere altrettanto seri e infatti in molti casi va a finire che al primo ringhio con i denti alti al cane arriva una sonora sgridata, questo ti guarda con aria perplessa e un fumetto sulla testa con scritto “Ma come, non si puo’ fare? Nessuno me lo aveva mai detto, io credevo che fosse normale. Allora non lo faccio piu'”.

            Ecco, questa e’ educazione, non riabilitazione. A volte, quando non si e’ speso un tempo biblico lasciando che il comportamento degenerasse e si radicasse, sfocia in guarigioni istantanee e miracolose.

          • Certamente, sono d’accordo. La serietà poi è del tutto opinabile, ma posso dirti una cosa, il mondo della cinofilia è talmente piccolo che alla “fama” non si può scappare, ti puoi autodefinire serio quanto ti pare, ma devono essere i fatti a confermarlo. Su quali fatti e risultati si cerchino poi, è un altro paio di maniche. C’è chi vuole un cane rincoglionito, c’è chi lo vuole riabilitato.

            Non sono d’accordo sul tuo esempio di educazione, se un cane mi mostra i denti, piuttosto che rimproverarlo mi chiederei perchè lo fa, c’è sempre una ragione, e lì andrei a lavorare, una volta placata o annientata la motivazione che lo spinge a mostrare i denti, il cane non lo fa più, perchè non vuole più farlo, e si può definire educato nel senso stretto del termine (“ex ducere”). La riabilitazione del cane aggressivo, come la intendo io, sostanzialmente è un’educazione molto molto lunga e complicata, ma il principio di fondo è lo stesso

  19. Io invece faccio una domanda molto semplice e terra terra: se un uomo, ragazzo, anziano, insomma, nu maschio, che incontri, magari dall’altra parte del marciapiede e comincia a inveire contro di te magari solo perchè l’hai guardato per un attimo:” Dè, pirla, che [email protected]@@o c’hai da gurdare? prova ad avvicinarti che ti spacco il..”e via così, tu che fai? Tiri dritto? Ok, quello sarà pure fuori di melone, io ho esagerato, ma se tu in un contesto simile non reagisci o sei santo o marziano…e un cane?

  20. Mi spiace, ma torniamo sempre al punto che “le parole sono importanti”: sul Corriere viene presentato così

    La prima puntata di «Il cane, uno di noi», il videocorso di
    educazione cinofile a cura del dog coach Angelo Vaira, direttore di
    Think Dog

    Ergo, non è “un video”, viene presentato come una cosa che INSEGNA qualcosa. Poi per carità, siamo d’accordo sui limiti del video, però non è una trasmissione tv che ti impone tempi e tagli molto netti a volte: chi gli ha imposto il limite di meno di 10 minuti? Il corriere? Ok, allora pubblichi sul tuo sito il lavoro integrale, se no il “tempo a disposizione” mi sa molto di scusa. Così come la sua opinione sull’addestramento non è certo un’invenzione del Corriere, se segui da un po’ le “diatribe cinofile” saprai benissimo che anche ThinkDog ha sempre visto “l’addestratore brutto e cattivo”, solo di recente stanno cambiando un po’ il tiro.
    Del resto Vaira è lo stesso che ha scritto ciò

    “Cari carissimi, l’argomento scotta, affascina, solleva perplessità e non
    ultimi i commenti degli invidiosi e degli idioti, normalmente
    sostenitori del collare a strangolo, che pur di darmi addosso
    ammazzerebbero la loro stessa madre” (qui il post completo https://www.facebook.com/angelovaira.page/posts/10153053534892998), per poi provare una goffa smentita…di fatto confermando ciò che aveva detto.
    Sull’aggancio…mah, a me pare che le immagini parlino chiaro: quando Vaira aggancia il guinzaglio l’anello è più sul collo che sullo sterno, ma li ancora ancora potrebbe essere solo “tirata” per agganciare il guinzaglio…ma ti pare che mentre la padrona “tira” Duke l’aggancio sia sul collo? Si vede benissimo dall’immagine che ho inserito, è sul fianco, e Duke si trova una fascia della pettorina che gli tira da sotto il collo e l’altra che gli tira la zampa. E proprio per questo trovo ANCORA più grave che uno strumento del genere sia passato come adatto agli inesperti: la “signora col boxer” tirando a caso (o semplicemente provando a contrastare la forza di un cane che tirasse davvero) rischia di far danni, specie se magari va a fare così con razze o in età “sensibili” per quanto riguarda i gomiti.

    Non si tratta di essere “chiusi” verso gli approcci alternativi: si tratta che quando qualcuno demonizza uno strumento e magari manco sa usarlo bene (pare che un’altra nota gentilista super-contro il collare a strangolo non sapesse nemmeno che si può mettere in posizione fissa, pensa con che cognizione di causa potrebbe parlarne…), da dei criminali (quando va bene) a qualcuno solo perchè usano un certo strumento, e poi va a consegnare nelle mani di una principiante un altro strumento che se usato male fa danni (come del resto quasi ogni strumento!) ma che invece passa come panacea di tutti i mali, un po’ di perplessità ti vengono.

    • Il problema dell’addestramento è che rappresenta un concetto un tempo in antitesi con l’educazione, dipende con cosa lo identifichi esattamente, ad esempio, i cani utilizzati nelle unità cinofile, soprattutto negli anni 90, oggi per fortuna molto meno, passavano la maggior parte del tempo chiusi in box, ed uscivano solo ed esclusivamente per le sessioni di lavoro, in molti centri cinofili viene mantenuto questo tipo di gestione che, a parer mio, è maltrattamento. Ho avuto modo di avere a che fare con uno di questi cani, un pastore tedesco da lavoro addestrato BENISSIMO a fare una determinata mansione e attività, ma appena gli si presentava un “problema” diverso dal solito, un’esperienza nuova anche banale, come ad esempio attraversare un piccolo ponte su ruscello, entrava nella più totale confusione, mostrando spesso anche timore. Quando si parlava di addestramento un tempo lo si identificava con questo approccio limitato al solo lavoro da svolgere, e il risultato erano soggetti con capacità cognitive prossime allo zero. L’addestramento inteso nel senso stretto come allenamento di una capacità, ad esempio in ambito sportivo, può essere visto anche come un qualcosa in più che, senza esagerare, può rappresentare fonte di autoaccreditamento per il cane. Mi rendo conto che scrivere “EDUCAZIONE NO ADDESTRAMENTO” al giorno d’oggi può essere effettivamente poco cauto, ma mi risulta siano titoli di diversi anni fa, quando era ancora forte questa contrapposizione tra 2 pratiche che invece possono coesistere, almeno io non ho trovato nulla di recente in merito.
      Non mi sembra che Vaira abbia smentito ciò che ha scritto in quel post, lo ha scritto anche altrove, e capisco perchè l’ha fatto, è continuamente criticato, spesso da idioti e invidiosi, lo confermo, se si vuole parlare di educazione cinofila si hanno opinioni, si spiegano a mente aperta, ma se l’unico scopo è ridicolizzare con stupidaggini, come sta accadendo in questi giorni, penso che anche un buddista possa perdere la pazienza.
      Sull’aggancio anteriore credo che stiamo dicendo la stessa cosa, ho scritto precedentemente che l’anello è posizionato sul petto del cane, ma durante la trazione questo si sposta e l’aggancio va a finire nella zona bassa del collo, ostacolando in parte anche le zampe anteriori, è il motivo per cui aumenta la capacita di tenere il cane, una fase transitoria di cui alcuni potrebbero avere bisogno.

      Concludo solamente con una precisazione, mi sembra ci si focalizzi un po’ troppo su Vaira, ma non è l’unico portavoce e promotore di questo approccio, o di qualcosa di simile ad esso, sicuramente va riconosciuto il merito di molte idee, ma ci sono tanti nomi eccellenti, alcuni a livello pratico più bravi di lui, mi viene in mente Luigi Di Leo, che molti allevatori conoscono perchè ha consolidato lo standard del cane corso, creando di fatto la razza, oppure Eleonora Bizzozero, Ruth Wahlmuller o Turid Rugaas che io adoro. Questo per dire che Vaira non è un “furbetto”, come Cesar Millan, ha semplicemente ereditato e sta consolidando, o facendo evolvere, qualcosa che è iniziato da molto tempo

      • Ma non è assolutamente vero, “l’addestramento in antitesi con l’educazione” è una invenzione di marketing del gentilismo, che fin dagli albori l’ha buttata sul “noi siamo più evoluti mentre gli addestratori sono dei macellai”. Un tempo non c’erano tante menate sulle diverse figure, per rimanere su Vaira si definisce “coach della relazione col cane” (in passato mi pare si definisse “agevolatore della relazione col cane”…), altri si definiscono “partner non pelosi” e affini, etc. etc.
        Non parliamo poi di tutte le menate sul termine “padrone”.
        E’ lo stesso identico motivo per cui gli strumenti odierni vanno a chiamarsi “gentle leader”, “easy walk” e simili pure quando di gentle hanno ben poco: marketing e fuffa. Io dico sempre che se il collare a strangolo fosse nato oggi avrebbe nomi tipo “collare di sicurezza”, “maglie a scorrimento salvapelo” o affini 😀

        Non è certo la definizione a stabilire il modo in cui uno lavora, ci sono addestratori macellai come ci sono gentilisti che non si fanno problemi a imbottire di psicofarmaci o direttamente consigliare eutanasie. Quale dei due è più maltrattamento ?
        Il fatto che ci siano tuttora campi dove si lavora con metodi antiquati è fuor di dubbio, è antiquato pure Millan che pure viene considerato da molti un fenomeno (btw, lui sarebbe il “dog whisperer”, a proposito di marketing e nomi), ma di fatto altro che antitesi, l’educazione dovrebbe essere la base che poi eventualmente ti porta all’addestramento se sei interessato a determinate discipline. Invece c’è chi parla dei cani addestrati come “poveri robottini”, non facciamo finta che la contrapposizione tra “educazione e addestramento” sia nata da chissà dove e chissà perchè, su…

        Parlare di “essere continuamente criticato” e “ridicolizzare con stupidaggini” quando Vaira va a parlarti di telepatia tramite fotografia con gli animali morti e affini mi sembra quantomeno azzardato, senza contare che, ripeto, è sempre tra i primi a buttarla li sul fatto che “gli altri strumenti” sono inutili. Come ho detto prima: dicesse “io uso la pettorina per i motivi A,B,C” (e non solo perchè sono rivenditori haqihana, magari…), credo che nessuno avrebbe molto da dirgli. Fare il figo che “non serve il collare, MEN CHE MENO il collare a strangolo, per recuperare i cani aggressivi”, quando non stai recuperando un bel ciufolo, mi sembra normale che ti esponga a critiche.
        Poi che i video su internet siano deleteri in certi settori (se non tutti :D) perchè tanto in qualsiasi modo lavori ti arriveranno critiche (e infatti è pieno così di gente che evita di mettere video “di lavoro” sul web) è fuor di dubbio, ma capisci bene che anche il modo di porsi (e in cui ti sei posto in passato) fanno il loro.

        Sull’aggancio, va beh amen, la vediamo diversamente, continuo a trovare folle uno strumento che ti si sposta di mezzo metro buono rispetto al punto iniziale e che va ad agire in punti sensibili…NON è smollando una pettorina – che agisce pure male sul cane – che non fai tirare un cane, si lavora col cane. A ‘sto punto forse capisco perchè Vaira ce l’abbia tanto con lo strangolo, pensa che a chiunque arrivi su un campo di addestramento venga messo in mano uno strangolo così a caso senza uno straccio di spiegazione, come lui ha fatto nel video con pettorina e lunghina…
        In fondo questa bella immagine del “oooh ma fa praticamente tutto lui in 10 minuti, che comodo!” è lo stesso motivo per cui furoreggiano le “pilloline” per i cani: sono delle belle scorciatoie che piacciono tanto ai proprietari che non hanno voglia di impegnarsi decentemente col proprio cane. In USA del resto pare stia succedendo lo stesso con un sacco di bambini che si trovano diagnosticata “l’iperattività” e vengono rintronati a calmanti.

        In ultimo, scusa ma è normale che ci si focalizzi su Vaira perchè in questo articolo si parla di Vaira e perchè è tra quelli che più tira fuori marketing (non parliamo poi del buon vecchio “cambio cane” xD) , e metti anche magari che ha più visibilità visto che sta anche in radio con la futura moglie. Ovvio che non sia l’unico, tant’è che il “addestratoribruttiecattivichemaltrattanoicani” mica lo diceva solo lui.

        Sulle idee…sorry, mette male prenderlo sul serio quando basta andare a vedere il link che ho messo in un commento precedente e notare come ThinkDog si dichiari praticamente “inventrice” di tutte le cose dal 2000 ad oggi in cinofilia :D, nessuno dice che non capisca una cippa di cani (come lui invece sottintende di chi usa il collare a strangolo, o come pare abbia scritto che “chi dice che Duke non è un cane aggressivo non ha le competenze etologiche per parlare con me”, però qui parlo di un commento riportato e quindi potrebbe esserci stata qualche esagerazione sui termini), ma che la faccia sembrare un po’ troppo facile con grande rischio di emulazione da parte di chi magari il cane aggressivo ce l’ha davvero e con quello stesso metodo rischierebbe grossi guai (e pure sotto questo aspetto “cambio cane” poteva dare idee malsane :D)

        Ti dirò, a me “pettorina e guinzaglione” posto come soluzione per tutti i casi, passare un normalissimo cane per un “cane aggressivo”, avere coerenza zero sugli strumenti e affini (e non solo: pongono tanto l’accento su come “ogni cane sia unico e inimitabile” ma poi pretendono di fornire soluzioni “buone per tutti”…) non sembra “far evolvere qualcosa iniziato da molto tempo” 😀
        Mica è perchè sono arrivati Vaira & c che l’addestramento è cambiato rispetto agli anni 90…anche perchè negli anni 90 era già cambiato rispetto agli anni 80 e si può andare così a ritroso fino a quanto vogliamo, e Vaira manco era ancora nato 😀
        Non mi sembra che fino a prima del 2000 per strada vedessimo solo poveri cani tristi e maltrattati (anzi, a me pare che ci siano molti più cani che mettono i piedi in testa ai proprietari oggi a forza di “lascialo fare, ignoralo, non dirgli mai di no”).
        Le cose evolvono, ci sono nuove scoperte e nuovi studi, ma ci sono stati a prescindere da Vaira & c, mentre loro vogliono far credere di esser stati i Portatori del Sacro Verbo in cinofilia.
        Sinceramente su tante cose mi sembra che ci sia solo un’evoluzione di fuffa e terminologie che fanno presa sulle sciure tutto ammmore e cuoricini, quando poi di fatto praticamente ad ogni passeggiata fatta in città si può notare che il livello medio di “cultura cinofila” è da mani nei capelli.

        • Tra un gentilista che imbottisce il cane di psicofarmaci e un addestratore macellaio non so risponderti su chi faccia il danno peggiore, di sicuro è una bella lotta 😀 Penso si debba valutare da caso a caso, un educatore esperto che utilizza un collare a strozzo può fare meno danni di uno che utilizza la pettorina, e non ho problemi a dirlo, diciamo che bisogna scegliere l’approccio e poi non affidarsi alla prima persona che capita, solo perchè magari lavora nella propria zona.

          Sulla pratica dell’addestramento io non ho nulla in contrario, nel senso lo vedo alla tua stessa maniera, a me ad esempio piacerebbe molto addestrare un cane per la ricerca del tartufo, sto infatti valutando il soggetto più compatibile alla convivenza con il mio pitbull, il discorso che facevo è che un tempo spesso e volentieri la relazione col cane era limitata all’addestramento, detta in soldoni all’abilità tecnica per una determinata mansione, il concetto di educazione era una rarità, ancora oggi è così in alcuni centri d’addestramento delle unità cinofile oppure mi vengono in mente tutti quei casi di “cani regalo” ai figli, tenuti perennemente in giardino (i cani non i figli :D), e che poi magari una volta a settimana li portano da Massimo Perla a fare il corso di Agility, se un cane tenuto così fuggisse non tornerebbe più, e farebbe bene. Il messaggio “educazione no addestramento” oggi può essere male interpretato, mi guarderei bene dall’utilizzarlo massivamente senza le dovute precisazioni, ma un tempo quando le circostanze erano comunemente quelle che ho descritto aveva più senso, e sinceramente penso abbia avuto la sua gradita efficacia 🙂

          A me sinceramente non mi interessa più di tanto chi abbia inventato un metodo, non entro più di tanto nel merito perchè non sono informato molto, ma non mi interessa. Dicono che Vaira abbia ad esempio contribuito fortemente a creare le classi di socializzazione o a renderle quelle che sono oggi, ma sinceramente a me interessa più sapere COSA SONO le classi di socializzazione, competenze di CHI SI PROPONE di organizzarle indipendentemente dalla sua scuola (non sono andato solo in classi di socializzazione ThinkDog) e soprattutto ai risultati che vedo. Anche perchè, diciamolo, se un educatore cinofilo crea un buon metodo di lavoro, sicuramente gli va riconosciuto, ma non è detto che sia bravo in tutto il resto

          Attenzione perchè pettorina e guinzaglio sono solo uno strumento, i metodi effettivamente cambiano da caso a caso, ciò che ha portato a risultati con Duke potrebbe non funzionare con altri soggetti che manifestino altri livelli di aggressività scaturiti da altre motivazioni. Quando si parla di aggressività c’è un intero corso a parte, sarebbe impossibile limitarne la gestione ad un unico metodo, ma si tocca un campo talmente vasto che si fa prima a chiamare un istruttore specializzato per vedere con i propri occhi.

          Il rischio emulazione che hai citato è sempre una realtà quando si vedono dei video del genere, ma sinceramente, almeno da questo video, direi che sia abbastanza chiaro il fatto che tutto il lavoro sia stato coordinato da un esperto mediante anche uso di figuranti, le raccomandazioni di Vaira a fare attenzione perchè nella realtà non è così, ci sono imprevisti e serve pertanto un percorso con un educatore, credo siano state chiare.
          Ovviamente lo ripeto, scrivere e scambiarsi idee sicuramente è utile, ma se mi fossi limitato a questo non avrei abbandonato i metodi convenzionali, perchè è SEMPRE la pratica che fa la differenza, bisogna provare, ma non da soli 🙂

  21. Mah…ne abbiamo visti tanti di guru negli ultimi anni..il fatto che la cinofilia si sta spostando verso la mentalità new Age molto apprezzata da animalisti e vegani, pensare che salti fuori un addestratore che racconta ciò che a loro piacerebbe sentirsi dire è normale..uno che cavalca il momento alla grande…

  22. Ciao!eccomi, dunque, su certe cose siamo piuttosto in sintonia direi, concordo sull’importanza dell’educazione da cucciolo, che risparmia tanti problemi e fa fare decisamente meno fatica, in senso buono, anche al cane stesso, che come dici tu quando parli del tuo cane, acquisisce molte più competenze. Mi piace molto quello che dici in merito al percorso fatto col tuo cane, mi piace il modo realistico ed equilibrato in cui vedi la sua aggressività, e mi piace il livello di spettative che hai avuto nei suoi confronti, cioè il fatto che hai preso atto della sua indole e hai lavorato su quella dandogli degli strumenti per comportarsi meglio. Concordo anche sulla pluralità dei metodi validi, verissimo, ci sono più metodi validi che ottengono risultati partendo da presupposti ( proprio da modi di vedere il cane) diversi; questo è il motivo per cui personalmente la polemica gentilisti- classicisti mi urta non poco, perché entrambe le parti si perdono molta roba interessante per strada mentre si scannano e si cristallizzano sempre di più nell’ortodossia dei loro metodi. Io invece credo che talvolta la contaminazione sia da preferire alla purezza, quindi secondo me la cinofilia guadagnerebbe molto di più da uno scambio di tecniche ( quelle valide si intende) e informazioni. Per fare un es io trovo piuttosto interessante l’approccio del Do as i do, ma molti classicisti non vorranno mai sentirne parlare, così come molti gentilisti non prenderanno mai in considerazione l’idea di dare un rinforzo negativo seppur minimo, mentre invece, per esperienza personale, alcuni cani ne hanno bisogno, al momento giusto. Ciò su cui invece proprio non concordo è la terapia farmacologica per i morsicatori, nella quasi totalità dei casi il cane morsicatore verso l’uomo ha bisogno di ricostruire la sua idea di umano e il suo modo di comportarsi con l’umano, non di calmarsi con dei farmaci. Il cane morsicatore di cui parla Davide, quello che ha quasi ucciso la volontaria, ora è sotto recupero presso un addestratore classico, che ovv non usa farmaci. Su Facebook vengono pubblicati continui aggiornamenti, l’addestratore è Massimo Giunta, mi permetto di fare il nome perché il suo profilo mi pare sia pubblico e comunque i video del cane lo sono per certo, quindi sono accessibili a tutti. Se ti va guardali, sono interessanti. Per finire comunque, credo che ciò che rende queste polemiche così accese sia un po il fatto che, pur essendo portatrici di alcuni concetti interessanti, molte scuole di pensiero gentilista abbiano demonizzato l’addestramento classico. Questo non è un atteggiamento comune di tutti i gentilisti ( nn so se tu sei gentilista x es, ma non mi pare che hai queste posizioni intransigenti, mi pare che sei aperto) ma di molti si, che tra l’altro come diceva Davide non hanno mai appreso l’arte dell’addestramento classico e non sanno di cosa parlano. Le stesse persone che fino a ieri cercavano di capire il cane e di tutelarlo oggi si sentono dare dei torturatori, e questo ha creato molto molto astio. Oltretutto alcune scuole di pensiero non fanno differenze di metodo da cane a cane, e mi sembra ovvio che il conduttore ipo o mondioring o di ring quando pensa ai cani che gli passano per le mani ( selezionati con qualità spiccatissime) non può certo ritrovarsi in molti concetti gentilisti..quindi il confronto non può andar lontano..tutto qui..

    • Ciao Clari, purtroppo, come dico spesso, è
      difficile dimostrare qualcosa a parole, bisogna solo fare pratica, ma ci
      tengo a spiegarti meglio la mia esperienza, per chiarire per quale motivo ho deciso di abbandonare i metodi convenzionali…sarei un bugiardo se dicessi di non aver ottenuto
      risultati con tali metodi, li ho ottenuti, ma cambiando drasticamente approccio (e quindi anche il metodo) ho ottenuto
      anche altro, è un po’ difficile spiegarmi qui, spero di riuscirci, diciamo che
      dopo gli incidenti con il mio pitbull, uno dei quali, che ho già menzionato,
      piuttosto grave, ho chiaramente speso molto tempo (e soldi) con educatori, ho
      imparato quindi a gestire quella testa calda con collare a strozzo e guinzaglio
      corto, ma c’era una cosa che fondamentalmente non mi andava giù, la
      rassegnazione a rinunciare a cose a cui io invece tenevo molto, questi educatori,
      di cui non faccio i nomi, per carità preparati e in buona fede, sostanzialmente
      mi invitavano ad accettare il fatto che non avrei MAI potuto liberare “un
      cane del genere” in spazi aperti, e rischiare incontri con un altro cane o
      una persona. Anche se avevamo già fatto molti esercizi sul richiamo, anche in
      questo caso con ottimi risultati, era sempre meglio non rischiare in spazi non
      recintati perchè “se partiva era la fine”, sto virgolettando tutte le
      frasi che mi sono rimaste impresse 😀 a fine percorso la ciliegina sulla torta
      “hai scelto tu di adottare questo cane” mi aveva già abbastanza
      convinto a provare altro, non volevo cioè limitare l’esperienza del mio cane ad
      essere controllato, ma piuttosto che chiamare un educatore sono diventato io stesso
      un educatore, e ricordo molto bene, il primo giorno, lo stravolgimento di
      tutto l’approccio di primo impatto aveva portato ad almeno e effetti sul mio cane:
      L’entusiasmo, non gli sembrava vero di avere 3 metri di guinzaglio. Nuova
      manifestazione di un problema, ovviamente ha ricominciato a tirare, e neanche poco (e nel
      frattempo nella mia mente continui pensieri di aver fatto una grossa cazzata). Dopo qualche mese nuova risoluzione di problemi tramite nuove sessioni di lavoro, ma direi con altri “effetti collaterali” positivi, che possono
      sembrare banali, ma che per me non lo sono, ad esempio l’espressione del mio
      cane più felice, o la sua predisposizione all’apprendimento di cose nuove. Una cosa che mi è rimasta impressa è il fatto che un pomeriggio, in casa, abbia invitato a giocare membri della mia famiglia che, fino ad allora, era meglio “non si allargassero troppo”. Dopo un paio d’anni di riabilitazione comportamentale posso godermi le mie passeggiate nei boschi e chiacchierate alle aree cani 🙂

  23. Mi sono ri- andata a vedere il video nel sito di Vaira ( ho notato solo io gli occhi spiritati del cane che si tiene in braccio in una foto ? ) e sono tornata alla solita conclusione. Quanti cani aggressivi, ma veramente aggressivi , ha incontrato il signor Vaira?
    Ho conosciuto la disperata umana di un Bovaro del Bernese ( maschio ) che si era masticato non il divano ma il marito, alla ancor più disperata ricerca di un esperto vero che potesse risolvere la situazione senza ricorrere alla soluzione estrema. Sicuramente lei e la sua famiglia avevano sbagliato moltissime cose. Però….Ecco, avrei voluto vedere il risultato con un cane così.
    Il problema di quel video, che è un bel concentrato di semplicissima acqua calda ( a parte la stranissima pettorina ) a cominciare dal fatto che se ti allontani dal tuo cane lasciando mordibo un guinzaglio lungo mediamente quello ti viene dietro ( Caos lo fa le rare volte che esco col flexy – che pure è elastico – per la pipi notturna d’emergenza, col fumetto, ehi capo… mica mi lasci qui, eh?mi basta girarmi ) anche senza il minimo addestramento/educazione che dir si voglia.. è che il signor Vaira ripete nel video e nella presentazione ahimè SCRITTA che segue che quel metodo funziona anche sui cani aggresivi e funziona pure velocentemente.
    Peccato che tutta la mia esperienza coi cani ( quelli “normali”) mi abbia mostrato che se per insegnargli un esercizio, anche di attivazione mentale, possono bastare anche pochi minuti, per modificare un comportamento ci voglia invece una pazienza di Giobbe. E per tornare al punto di prima…. basta una distrazione.
    Però io sono ‘na semplice sciuranna qualsiasi, mica un “agevolatore della relazione con gli animali”.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.