di MARIO GIOVANNINI –  Piccolo riassunto delle puntate precedenti: a luglio del 2012 mia moglie ed io abbiamo adottato in canile Afra, una meticciona di quasi 30 Kg, dolcissima, ma assolutamente non socializzata e sinceramente terrorizzata dal genere umano. Consci di quello che stavamo affrontando, abbiamo intrapreso un percorso di desensibilizzazione progressiva, che continua tutt’ora, con alti e bassi. Tutte le tappe del percorso sono sempre disponbili digitando “Io e Afra” sul motore di ricerca del sito.

Al compimento del terzo anno di convivenza – che peraltro coincide con il quarto compleanno della piccola – ho finalmente preso coscienza di un fatto incontrovertibile: Afra è un cane al contrario.
Uno legge, si documenta, frequenta corsi… e poi si arrende all’evidenza dei fatti: con lei funziona (quasi) tutto al contrario.
Al momento della passeggiata, di solito, si cerca di tenere basso il livello di energia e fare tutto con calma. Io sembro un tarantolato in preda a una crisi convulsiva, nel tentativo di comunicare un po’ di entusiasmo alla cana. Che, peraltro, non si lascia particolarmente contagiare.
Per le scale si dovrebbe stare attenti a non correre: io devo fare attenzione a non dimenticarmela un piano indietro.

afra22_3I cani al guinzaglio tirano, almeno finché non vengono educati: anche la mia, ma dalla parte opposta… ‘in direzione ostinata e contraria’ per citare Faber. E’ sempre un passo indietro.
Non bisogna mai ripetere i comandi due volte, ma la nostra comunicazione è basata quasi esclusivamente su parole doppie: “andiamoandiamo”, “vienivieni”, “muovitimuoviti”, “cazzocazzo”, ecc.
Sempre per cercare di tenere un livello di attenzione e di energia a un livello leggermente superiore a quello di ‘bradipo’.
La presenza di estranei di solito distrae i cani, Afra invece in ‘pubblico’ sembra un cane da obbiedience tanto è veloce nel rispondere ai comandi. In privato, invece, diciamo che se la prende con calma. Non che mi ignori, ma a volte il richiamo, specialmente sul lungo, lascia un po’ a desiderare.
Però mi fa fare dei figuroni!
I cani mangiano una/due volte al giorno, dopo la passeggiata. La mia prende tre piccoli pasti quotidiani, sempre prima della passeggiata. Perché già l’entusiasmo è scarso, ma a stomaco vuoto è nullo. Ma qui entra in ballo un problema di gastrite che non dipende dalla sua volontà.

afra22_2L’addestramento e il modo di comportarsi in passeggiata vanno consolidati, un gradino alla volta, una sorta di piattaforma di base da ampliare pian piano. Con Afra è più un “vediamo con che zampa è scesa dal divano stamattina”… di certezze non ce ne sono, praticamente mai.
E se c’è il sole fa caldo, se piove… piove, se c’è vento si spaventa.
Il cane è empatico. E qui forse ci siamo, se non fosse che quando sente che non sono esattamente in forma parte automaticamente la scalata gerarchica, con tentativi vari di fare il cavolo che le pare e, soprattutto, di ficcarsi in bocca qualsiasi cosa.
Però… quando arrivo a casa e mi vola incontro, quando sale sul divano e mi appoggia il musone sulla gamba, quando siamo in campagna e corre come il vento cambiando direzione in base ai richiami, quando improvvisamente si avvicina a uno sconosciuto e si lascia toccare, quando le dico dove dobbiamo andare e parte decisa (nella direzione giusta), quando nevica e sembra la gioia incarnata, quando in passeggiata si gira e mi guarda con ‘quello’ sguardo… allora mi rendo conto che proprio tutta sbagliata non è.
Ed è proprio la mia cana, non c’è niente da fare. Ciascuno ha il cane di cui ha bisogno.

P.S. Questo è (probabilmente, salvo fatti eclatanti) l’ultimo articolo su Afra. Penso possa bastare. Non sarà mai un cane perfetto, ma per me è il massimo. Tre anni di vita vissuta racchiusi in una manciata di scritti che, ho scoperto, a qualcosa sono serviti. Oltre ad essere una sorta di personale catarsi. Ho conosciuto persone che mi hanno ringraziato perché stavano affrontando percorsi simili al nostro e hanno trovato, oltre a qualche consiglio utile, la certezza di non essere da soli, strani, fuori dagli schemi. E il coraggio di andare avanti, un giorno alla volta.

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8 Commenti

  1. Caro Mario, invece io spero proprio che continuerai ogni tanto a scriverci di Afra. Un po’ perchè ci siamo affezionati, un po’ perchè i suoi progressi anche se piccolissimi ci incoraggiano a continuare nel lavoro con i nostri cani e un po’ perchè è bello trovare un articolo di Afra e domandarsi prima di leggerlo “come andranno le cose?”

  2. Oooh uffa!!! Mi ero affezionata ad Afra, mi dispiacerebbe davvero non leggerne più! Comunque complimenti, siete riusciti a fare passi da gigante, e da quel che scrivi si sente che avete costruito un bellissimo rapporto!

  3. Che bello quello con la pelliccia dello stesso colore…
    e Alice come starà?
    Leggere queste “storie di vita” mi fa capire che cosa significa avere un cane senza problemi….grazie anche per questo!

  4. La tua cana è fantastica, TU sei fantastico, come tutte le persone che hanno raccontato storie così belle dove traspare tutta la stima e l’amore per i propri pelosi!
    ……ma non te azzardà ehhh!? Raccontaci ancora, per favore!

  5. Non ho un cane mio ma leggo tanto volentieri questi articoli, speravo in una nuova puntata di Afra; ero rimasta all’interesse che stava sviluppando per le lepri, se non sbaglio, come è andata poi?…non smettere di scrivere per favore, le storie vere di rinascite umane o canine che siano aiutano a sperare.

  6. ‘Spetta.. che vuoi fare tu? smettere di scrivere? Why pecchè??? Siete simpaticissimi, questi scritti hanno aiutato voi e molti di noi. Non pretendiamo un aritcolone ogni 15 giorni, ma ogni tanto sapere come sta Afra è cosa buona e giusta. E pure divertente.

  7. Bell’articolo davvero, ho riso molto soprattutto perché ho un cane esattamente come Afra, e tutte quelle situazioni descritte sopra le ho vissute anche io!
    Ora mi sento meno sola! Eheh

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