di VALERIA ROSSI – Parafrasare il titolo del film “Uomini che odiano le donne” mi è venuto spontaneo, leggendo lo sfogo che segue (e che pubblico anonimo, per rispettare la privacy di chi mi ha scritto, ma soprattutto quella dei poveracci che sono incappati in queste sciagurate adozioni). Potrebbe sembrare esagerato parlare di “odio”, ma dopo che avrete letto anche voi forse vi diventerà chiaro il motivo per cui ho titolato così. Perchè qui non si tratta soltanto di incompetenza, né di superficialità: qui siamo veramente al paradosso di chi si occupa di randagismo non soltanto speculandoci sopra, ma volendo coscientemente il male dei cani.

Oggi ho passato il livello di tracimazione: in due ore di ambulatorio mi sono arrivati due clienti che da soli basterebbero a farmi odiare in eterno tutti i canili del mondo.
Cliente n°1: adotta una coppia di cani, maschio e femmina, con certificato di sterilizzazione della femmina. Due mesi fa vede i due che si accoppiano, chiama il canile e gli dicono che è normalissimo, che anche da sterilizzati lo fanno e… adesso si è trovato undici cuccioli per casa.
Della gravidanza s’è accorto un paio di settimane fa: ha visto la cagna stanca ed ingrassata e l’ha portata a visitare temendo un tumore. Ha cercato in due settimane di organizzarsi per il parto alla bell’e meglio, ma ovviamente non ha potuto fare miracoli, ed ora deve pure mantenere i piccoli e trovar loro casa. Per carità, lo fa con grande amore, ma vi sembra possibile?!?
Cliente n°2: cane scelto in un gruppo di tre cani provenienti dalla Sicilia, portati in un canile del Nord da una volontaria che agiva per conto di un’associazione.
I cani sono stati dati già grandicelli, con tutti i certificati di buona salute ed i test di rito negativi: peccato che tutti e tre siano poi risultati affetti da leishmania.
La volontaria non risponde più al telefono e non si fa più viva.
Abbiamo rintracciato il canile di provenienza, che cade dalle nuvole dicendo di aver dato alla volontaria i soldi per viaggio, test e sterilizzazione di tutti e tre (e, perlomeno quella in cura da noi, è più che intera). Mortificati, si sono offerti loro di provvedere al pagamento delle cure: ma intanto i miei clienti,  convinti di aver preso un cane sano e sterilizzato, combattono con una malattia orribile (anche perchè purtroppo è ad uno stadio davvero avanzato, quindi il cane sembra avere la lebbra, lo portano in giro e vengono guardati male, si sentono insultare perchè tutti pensano che siano loro a maltrattare il cane e via discorrendo).
Ora, io posso capire le clamorose défaillance sulla taglia, la “razza” o il supposto carattere del cane: ma arrivare a tollerare dei documenti falsi, palesemente fatti in malafede per far adottare ad ogni costo cani su cui si è evidentemente lucrato… questo proprio no. Questo non lo tollero.
E meno male che i cattivi sono quelli che allevano, che i cani li vendono. Loro invece sono i buoni, i paladini dell’animalismo, quelli che i cani li regalano (dopo averci fatto una bella cresta sopra, però).

canilistronzi1Ora, gradirei non sentire la solita sfilza di “ehhh ma il mio canile è diverso, ehhhh ma non sono mica tutti così”.
Lo so benissimo che non sono tutti così, per carità: ci mancherebbe altro.
Però di casi come questi, purtroppo, se ne sentono sempre più spesso: casi in cui c’è, se non proprio “odio”, almeno un totale menefreghismo verso i cani.
Certificare che una cagna è stata sterilizzata quando non lo è stata affatto, ben sapendo che sarebbe vissuta insieme a un maschio, è criminale. Non avvisare che si stanno dando in adozione cani affetti da leishmaniosi, impedendo loro di ricevere le cure necessarie, è criminale.
Approfittare della buona fede degli adottanti per fargli bere palle clamorose come quella dei cani sterilizzati che si accoppiano, è assolutamente stupido (giusto per informazione: un maschio sterilizzato in età avanzata può anche “provarci” ancora… ma una femmina sterilizzata col cavolo che accetta l’accoppiamento!), ma è anche criminale perché dicendo la verità si sarebbe messo il proprietario in condizione di correre ai ripari.
Certo, neppure l’iniezione abortiva è una passeggiata di salute… ma sempre meglio che far venire al mondo undici cuccioli che adesso non si sa bene a chi affidare.
Far nascere volutamente cucciolate indesiderate non è soltanto un modo per continuare a lucrare a oltranza sul randagismo: è un vero e proprio attentato alla società civile.
E’ qualcosa che colpisce tutti noi, come l’evasione fiscale: ci rimettiamo tutti e dovremmo sentirci tutti profondamente indignati e offesi da questi comportamenti.
Altro che privacy:  io vorrei che il nome di questo canile potesse essere pubblicato a lettere cubitali e che chi lo gestisce finisse dritto in galera.
Così come dovrebbe finirci la finta volontaria (in realtà ladra matricolata) che invece ha carpito la buona fede del canile siciliano e si è intascata i soldi di tre test e di tre sterilizzazioni mai effettuate, per poi sparire nel nulla.

canilistronzi2Quando sento di casi come questi (e ne sento troppi, ultimamente) io mi sforzo di capire, perfino di giustificare: penso che i giovani non hanno lavoro, che questa società li ha portati alla disperazione e che la disperazione può anche condurre alla delinquenza… ma potrei capire se succedesse una volta. Invece no: sempre più spesso leggo di personaggi che delle “staffette” truffaldine hanno fatto un vero e proprio mestiere… e che guadagnano (o per meglio dire, “rubano”) cifre decisamente consistenti.
C’è quello che finge di portare un cane al Nord, chiedendo 30/50 euro di rimborso spese che ovviamente l’adottante gli versa più che volentieri, e poi parte con carichi di 50-100 cani, incassando fino a cinquemila euro per viaggio. E non contento, tiene i cani stivati sui furgoni in condizioni peggiori di quelli che arrivano dall’Est: tanto che qualche cane è addirittura morto durante il viaggio.
Ci sono quelli come la tizia di cui sopra, che rubano soldi ai canili (di peggio mi vengono in mente solo gli sciacalli che vanno a rubare nelle case dopo un terremoto o un’alluvione). Poi non si fanno più trovare dal canile X… ma qualche giorno dopo vanno ad offrirsi come “volontari” al canile Y, dove ripetono il giochetto.
In qualche caso, alla fine, su Facebook appaiono nomi, cognomi e (raramente) anche foto: ma di solito ci vogliono mesi e mesi, se non anni, prima che lo sciagurato di turno venga identificato e smascherato. E anche quando i social strabordano di notizie su questi viscidi personaggi, anche quando esistono pagine dedicate alle loro malefatte (qui ne trovate un esempio), qualcuno che ci casca c’è sempre.
E di viscidi personaggi, stando a quanto si legge in giro, ce ne sono sempre di più: perché il giochetto funziona a meraviglia, quindi scatena pure gli imitatori (magari proprio tra quelli che il giochetto l’hanno scoperto leggendo l’indignazione delle vittime su FB).

canilistronzi3Sembrerebbe impossibile porre un freno a tutto questo… ma in realtà il modo c’è, ed è anche molto semplice.
Basta smetterla con questa manfrina delle staffette.
Vuoi adottare un cane? Vuoi fare l’opera buona, vuoi salvare il mondo, vuoi sentirti superiore a quei cattivoni che i cani li vendono e a quegli insensibili che li comprano?
Bene: allora muovi le chiappe e vattelo a prendere, ‘sto cane.
Perché non ci sono scusanti che reggano. Se non hai modo/tempo/soldi per andartelo a prendere al Sud, se sei del Nord (e viceversa, anche se il “viceversa” è decisamente più raro), allora non capisco come possa venirti in mente di prendere un cane.
Lo sai, vero, che l’impegno non sarà quello di un giorno di viaggio, ma quello di un bel pezzo di vita?
Di una quindicina d’anni, se stiamo parlando di un cucciolo, e comunque di anni anche se stai prendendo un adulto?
Se non puoi affrontare un viaggio, come pensi di affrontare il resto della vita col cane?
E comunque, se proprio il problema fosse quello… allora evita di scegliere il cane dalla parte opposta d’Italia o del mondo: che di canili c’è pieno zeppo ovunque.
Al Sud ci sono più cuccioli? Eh, vero… ma tu sai benissimo che non è obbligatorio prendere un cucciolo. Lo sai (e se non lo sai se te lo dico io, in questo momento) che un adulto si affeziona esattamente nello stesso modo (anzi, pure di più): quindi, se vuoi salvare una vita e non prenderti ciò che ti fa più comodo, puoi benissimo andare nel canile più vicino a te.

canilistronzi4Altrimenti alzi, appunto, i ciapet e il cucciolo te lo vai a prendere là dove sta: così controlli anche se è davvero sano come dicono, se ha il carattere che dicono, se è davvero sterilizzato eccetera eccetera. Perché a me tutte ‘ste “vittime” che si lamentano di fregature prese standosene comodamente sedute sul divano di casa, in attesa che il cane lo porti la cicogna (leggi “staffettista di turno”)… un po’ fanno pena, perché è evidente che erano in buona fede e sono rimaste fregate: ma un po’ mi fanno anche rabbia, perché bastava muoversi e la fregatura si evitava.
So già che questo articolo risulterà impopolare, sia perché si riterranno offesi i molti (e sono molti, lo so benissimo) che le staffette le fanno sacrificando il proprio tempo e denaro, non certo lucrandoci sopra: ma la vera domanda è un’altra. La domanda è: perché le fanno?
Perché facilitare le cose a chi vuole adottar un cane significa farne adottare di più: certo, ma farli adottare a chi?
A persone che vogliono la vita comoda: e chi vuole la vita comoda, a mio avviso, dovrebbe pensarci millemila volte prima di prendere un cane.
C’è un errore di fondo, insomma, nel concetto stesso della staffetta: per questo io le eliminerei proprio. Ma siccome so già che mi prenderanno tutti per pazza, allora chiedo a chi intende adottare di controllare almeno centodue volte chi, come, quando gli porterà il cane.
Non ci si può più fidare del volontario solo in quanto tale, perché ormai gli speculatori travestiti da volontari stanno diventando più numerosi dei volontari perbene: e non è più possibile ignorare il problema.

NOTA: le foto di cani in canile sono prese da Google immagini e non hanno alcun riferimento con l’articolo. Le foto delle gabbie stipate nei furgoni, invece, sono realmente riferite a “staffette” truffaldine, in cui è stato ricontrato dalle autorità il maltrattamento dei cani.

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33 Commenti

  1. Ciao Valeria. Tutto vero quello che scrivi. Io ho abbandonato 2 associazioni cinofile in due regioni diverse d’Italia proprio per questo malcostume di mentire spesso su età e condizioni di salute dei cani dati in adozione oltre che sul carattere. Quando 6 mesi fa ho adottato il mio cane ho preteso di vederlo interagire con gli altri durante lo sgambamento perché di annunci tutti “cane dolcissimo bisognoso d’ammmmore” ne ho piene le tasche. Mi è stato ceduto il cane con età dichiarata di 4 anni. Ne ha almeno 7 per il veterinario ma questo non avrebbe fatto la differenza. La cosa scandalosa è la profilassi sanitaria dichiarata che ho dovuto ripetere Pe sicurezza perché c’erano bollini di vaccini votanti sul il libretto. Non menzionata né l’otite nè la rogna demodettica in atto . Vanno però ricordati i tanti volontari che fanno il loro “lavoro” onestamente e con spirito di sacrificio 🙂

  2. Alcune riflessioni in ordine sparso: la prima per il canile che non ha sterilizzato l’unica cosa da fare è DENUNCIARE, ci sono omissione di atti d’ufficio, falso ideologico, truffa e quant’altro. Se il canile è gestito da una società esterna tanto basta per recedere il contratto, se a gestione comunale per far passar qualche grana ai dipendenti così che gli passi la voglia (impossibile sperare nel licenziamento…). Per la “volontaria” ovviamente denuncia anche lì, anche se serve a niente contro certe professioniste…

    Fra le truffe occhio anche agli appelli strappalacrime con raccolta fondi, l’anno scorso l’associazione che seguo si è vista “rubare” l’album foto di una cagnina malata trovata chiusa in sacco della spazzatura, ovviamente con richiesta di aiuto per curarla e via cantando…fortunatamente se ne sono accorti in pochi giorni e denunciato il tutto ma qualcuno si è fatto fregare.

    Per le staffette ho sentito prezzi ben più alti :-/ ma “muovere i ciapet” non sempre è consigliabile. Io non mi fiderei mai a fare un lungo viaggio in auto (quindi con soste) con un cane sconosciuto e spaventato, meglio affidarsi a dei “professionisti” che ovviamente devono essere seri ed operare per il bene dei cani.
    Le associazioni più serie del sud pur spendendo molto di più che con una staffetta i cani li fanno arrivare in volo.

    Non sono assolutamente d’accordo con la frase “se vuoi salvare una vita e non prenderti ciò che ti fa più comodo, puoi benissimo andare nel canile più vicino a te” il compagno della mia vita per i prossimi 15 anni me lo scelgo con tutti i criteri possibili, volendo anche il colore del pelo che si intoni al divano ;-P, e se non lo trovo vicino casa lo cerco altrove così come fa chi cerca l’Allevamento. Perché dovrei prendermi una femmina taglia piccola se voglio un maschio grande? Visto che sperare di vedere i canili vuoti è un sogno irrealizzabile e ci si troverà sempre di fronte al “ho salvato questo ma non quell’altro” quel “questo” deve essere il miglior cane possibile per noi, non uno a caso perché era al rifugio dietro casa.

    • Da una parte hai ragione,anch’io ordino le maglie su internet dall’America a volte anche il salmone dalla Scozia. ma sinceramente prima di mettermi in casa un essere vivente dotato di 42 dentoni , magari con già un vissuto alle spalle e trapiantarlo di brutto in una realtà totalmente diversa, ho preferito prima passarci del tempo insieme e farmi conoscere
      Ogni regione ha un tot di canili con un tot di cani, non posso crederci che non ci sia il cane che si intona alle tue tende.. se no fai come me, lo prendi nero che sta bene con tutto !!!

      • Attila pur essendo originario calabrese era stato trasferito al nord per dargli maggior possibilità di adozione, ci siamo fatti 130 km sola andata (quindi con anche il giro per portarlo a casa dopo l’ok del veterinario del canile in totale oltre 500 km) per “andare a vederlo”: lo abbiamo guardato giocare 5 minuti con un altro cane, non ci ha filati neanche di striscio (anche adesso gli estranei tende a schivarli) e la volontaria neanche ci ha proposto di farlo uscire per farcelo conoscere (e noi neanche abbiamo chiesto, non sapendo nulla delle procedure di un canile)…tutto questo per dire che anch’io pensavo che bisogna conoscersi e piacersi reciprocamente, ma alla fine non sono pochi minuti che ti permettono di capire un cane…a meno che in quei pochi minuti decida di staccarti una mano 😛
        Nelle adozioni bisogna solo sperare nella buona fede e nel fatto che “ne capiscano”, io da questo punto di vista sono stata molto fortunata non tanto con Attila che essendo cucciolo l’ho scelto col colore del pelo che si mimetizzasse col pavimento :-))) quanto con Betty, arrivata adulta con il carattere “fotografato” alla perfezione

        • Mi resta comunque sconosciuto il processo mentale di scegliere il cane in foto e dalla descrizione… poi ovvio che se ti sei già fatto il viaggio per andarlo a prendere potrebbe anche tentare di staccartele tutte e 2 le mani che troveresti una giustificazione che va dal “aveva taaanta fameeee” al “poverino è spaesato”. Sei già partito mezzo innamorato..
          Comunque io ho toppato col colore non 1 ma 2 volte… primo cane nero con pavimento bianco…secondo cane bianco con sottopelo che neanche una pecora delle Highlands scozzesi, e figlio che veste esclusivamente con colori scuri, inutile dire a chi la malefica bestia sta appiccicata…
          Forse me le cerco.. sarà il Karma

          • Ti rispondo per come l’ho ragionata io: se entro in un canile senza sapere “cosa” voglio, esco con la qualsiasi dotato di un bel muso (che è un modo di scegliere pure questo…) quindi vai di lettura annunci perché fare una selezione fra foto è più semplice (in fondo il cane ci deve piacere anche fisicamente, il carattere, soprattutto del cucciolo dipenderà gran parte da noi). Per il secondo cane invece era un’esigenza particolare: ho chiesto alla responsabile dell’associazione “un cane adulto da pet-terapy per uomo rimasto vedovo alla prima esperienza con animali” una richiesta che puoi fare solo ad una persona di cui ti fidi, e lei mi ha dimostrato di meritare pienamente questa fiducia dandomi il cane perfetto (in questo caso la foto praticamente non l’abbiamo neanche guardata…)

          • Secondo me è proprio questo il problema, prendere un cane senza sapere quello che si vuole. Il cane
            DEVE essere una scelta ragionata. Perché ognuno di noi ha un diverso stile di vita, un altro cane piuttosto che un gatto, bambini o persone anziane in casa, in appartamento o con giardino, le variabili sono infinite.
            Non dovrebbero esistere persone che prendono un impegno come un cane a scatola chiusa sciegliendo da una foto. Un anno fa provai a contattare un associazione per avere informazioni su un cane in adozione; mi sentii rispondere subito ” se ti piace te lo mandiamo su, abbiamo una staffetta che parte sabato!” Questo il giovedì. Mi mandavano un cane senza alcuna domanda due giorni dopo! Questo non è svuotare canili , è scaricabarile!

          • Da una parte hai ragione Micaela, ma è anche vero che uno dei problemi più grandi delle adozioni è che sono completamente assenti figure professionali che valutino i cani e li inseriscano in famiglie a loro adeguate.
            Anche ad andare al canile, in mezza giornata puoi portare un cane a casa e per mia esperienza, un cane osservato in canile, non tirerà fuori tutti i comportamenti che poi escono puntualmente una volta entrato in casa.
            Adottare un cane al canile, visto l’80% dei metodi per fare un’adozione, è un salto abbastanza nel vuoto e l’adottante deve esserne consapevole.
            Per il resto poi siamo d’accordissimo.

          • Ma almeno al canile puoi vedere come si comporta con gli altri cani, se come me hai un alto cane puoi chiedere di farli incontrare prima (non è detto che poi vadano d’amore e d’ accordo subito, ma se si stanno sul c… magari eviti) . Hai ragione, infine dipende dall’ onestà dei volontari ma se vivi vicino e hai la possibilità di rompergli le palle di persona in caso di fregatura magari ci pensano due volte, piuttosto che una voce al telefono che si rende facilmente irreperibile

          • E’ molto alto il numero di cani che torna al canile dopo qualche giorno, una settimana, 15 giorni…questo non solo perché le volontarie ti imbellettano il carattere del cane, ma anche perché in canile può comportarsi in un modo e una volta a casa in un altro
            (forse anche su TPIC era stato scritto un articolo sulla “luna di miele” del cane che arriva dal canile).
            Beh, se devi inserire il secondo o terzo cane ovviamente si, ci vuole tempo e non basterebbe solo l’incontro in esterna per capire come vanno…come dicevo prima, sarebbe tanto meglio anche un aiuto professionale presente in canile.
            Se le cose fossero fatte con tutti i crismi sarei completamente d’accordo sull’adozione in loco (anche io che ho adottato tramite staffetta ho avuto molte perplessità dopo…non sul cane o su quella staffetta, ma in generale sul metodo), anche perché sarebbe molto meno traumatica anche per il cane.

          • Se decidi di adottare un meticcio in canile, a maggior ragione se cucciolo, non potrai mai sapere che cosa ti riserverà il futuro, è già tanto riuscire a capire che taglia avrà, ma conoscerne il carattere è impossibile. Quindi chi adotta meticci deve sapere che è tutta un’incognita: può essere sedentario come un bulldog o iperattivo come un border, socievole con gli altri cani come un beagle o difficile come un pitbull…ci sta tutto e lo si mette in conto nel momento in cui si prende un figlio di n.n.

  3. E vogliamo parlare dei canili o rifugi che non affidano i cani A NESSUNO?
    Mi riferisco al caso “migliore” , non a chi ci lucra sopra, ma proprio a quelle persone che nella smania di “salvare” finiscono per ammucchiare TROPPI animali da cui non VOGLIONO separarsi e ne inventano di tutte per non farlo.

  4. Dovrebbero fare i nomi, come dice Valeria, le persone oneste vanno tutelate NON i disonesti!!! La legge sulla privacy in certi casi mi fa ridere

  5. Concordo pienamente con la prima parte dell’articolo. Non del tutto con la seconda. E’ vero, chi vuole un cane non dovrebbe avere la prigirizia di non andarselo a prendere… in un mondo ideale. E’ anche vero però che per un lombardo o un veneto andare a prendere un cane in Sicilia o Calabria o Puglia non significa una giornata di viaggio, come scrive Valeria, bensì almeno tre giorni di ferie da prendere, soldi da investire, un viaggio in macchina di diverse centinaia di km da fare appunto in tre giorni (di cui uno di permanenza nel luogo di destinazione). Un conto è spendere soldi per nutrire e curare il proprio cane, con il quale nel frattempo si crea un legame affettivo, giorno per giorno, organizzarsi per portarlo in vacanza con se o spendere per lasciarlo in pensione, portarlo ogni giorno a correre e fare i bisogni, altra cosa intraprendere un tour de force per recuperare il cane scelto, ancora un “emerito sconosciuto”, affettivamente parlando, a oltre mille km di distanza. Un’impresa per molti inaffrontabile, che se l’idea di abolire le staffette venisse messa in atto, condannerebbe probabilmente centinaia di cani del sud a passare la propria vita in canile.
    No, io credo che la soluzione giusta sia meno “di principio” (un principio giusto alla base ma che non tiene conto della realtà pratica delle cose) ma più semplice ed efficace: ai volontari che si offrono di fare staffette dovrebbero fare controlli altrettanto scrupolosi di quelli fatti ai possibili adottanti, con visite a domicilio, richiesta di carte di identità da fotocopiare e verifica di numeri di cellulare, in modo che questi volontari siano sempre rintracciabili dal canile. Seconda cosa, mai affidare più di due o tre cani (se lo spazio in macchina lo consente) per viaggio allo stesso volontario e non affidare cani a volontari dotati di furgoni. Infine, di esami e sterilizzazioni se ne deve occupare sempre e comunque direttamente il canile, non esiste alcun motivo che a farlo sia il volontario durante la staffetta. Ah, ultima cosa: mai dare soldi a un volontario che deve fare una staffetta. E’ volontariato, appunto, se uno deve comunque viaggiare dal punto A al punto B e si offre con l’occasione di portare eventuali cani a un adottante presente all’arrivo, il viaggio lo farebbe comunque, soldi non se ne chiedono e non se ne ricevono. Se poi all’arrivo del cane e dopo avere verificato che stia bene e che il mezzo su cui ha viaggiato sia idoneo, l’adottante vuole regalare un piccolo rimborso spese al volontario, affari suoi, ma soldi in mano dati dal canile o dall’adottante prima del viaggio lo “staffettista” non ne dovrebbe avere mai.

  6. Dopo svariati gatti presi in gattile, e tutti con qualche magagna nascosta, la più eclatante delle quali fu darci per SANISSIMO un gatto EPILETTICO, io il cane mi sono rifiutata di prenderlo in canile.
    Sorbendomi tutte le manfrine del caso da parte di quelli che “l’amore non si compra”.
    La mia vicina per contro ha gia una cagna proveniente dalla sicilia, dal carattere che è tutto un programma (un po’ di suo e un po’ perchè mal gestita) e ora cosa fanno? Prendono un’altra cagnetta. E dato che in tuuuuuutta la lombardia non c’era un cucciolo, secondo loro, la riprendono dalla sicilia! Eccerto, ovvio no?
    Io oramai non ci provo nemmeno più a parlarci, tanto non serve a nulla.

  7. Concordo, l’unica cosa è che tante staffette portano i cani nei canili del nord senza che ci sia già la richiesta di adozione fatta “dal divano”. Cioè tante volte i fututi proprietari si fanno il giro dei canili e adottano un cane senza nemmeno sapere che arriva tramite una staffetta.

    • questa è una cosa che sinceramente non comprendo,
      capisco che la situazione del sud sia ben diversa e peggiore di quella del Nord e che per tanti cani un viaggio verso il nord sia l’unica opportunità d’adozione.
      Ma i canili del nord non è che siano propriamente vuoti, anzi, già sono pieni di cani del territorio che spesso sono pure adulti giovanissimi ma vengono ugualmente scartati dagli adottanti che scelgono invece i cucciolini del sud (ma basta avere più di 6-7 mesi per perdere buona parte dell’ “attrattiva”; dopo l’anno, buona notte).
      Non coprendo perchè farsi arrivare da lontano (investendo soldi, energie e tempo) dei cani che di fatto tolgono chances a quelli già presenti (che invecchiano e muoiono in canile), anzichè cercare di sensibilizzare il più possibile gli adottanti e promuovere l’adozione dei giovani adulti (e ce ne sono tanti); lasciando che gli adottanti assolutamente fermi sulla decisione di volere il cucciolissimo, scelgano se attendere l’arrivo di un cucciolo in canile oppure se andarselo a prendere nel canile di provenienza (e in questo modo sono anche convinta che si sentirebbe anche meno storie di cuccioli adottati e riconsegnati a distanza di qualche settimana/mese, e che magari erano pure partiti cucciolissimi dal sud, vengono sballottati un po’ tra adozioni fallite e stalli per finire adulti in canile al nord dove restano a vita).

      Davvero non capisco perchè si disperdano risorse (non solo di denaro ma anche tempo ed energia dei volontari) per occuparsi di emergenze lontane, azichè concentrarle per fare in modo prima che gli animali del proprio territorio abbiano tutte le opportunità possibili di un’adozione consapevole e definitiva; e solo poi allargare il raggio della propria disponibilità a situazioni più distanti (che richiedono quindi una maggior dispersione delle risorse disponibili).

      • sì, è una cosa che non riesco a capire nemmeno io, cioè dal punto di vista di chi fa le staffette c’è il ritorno economico dei “rimborsi spesa” per non chiamarli in un altro modo.
        Dal punto di vista dei canili del nord non riesco proprio a capire il perché della necessità di prendere altri cani. E’ sicuramente vero che al nord i canili hanno un giro “più veloce”. L’unica cosa che mi viene in mente è il rimborso che viene dato al nord per mantenere questi cani. Sinceramente non so darmi altre spiegazioni.

        • Le associazioni spesso pagano una retta ai canili/pensione del nord perché tengano i loro cani, ecco perché questi li tengono…perché le associazioni lo fanno? per dargli maggior possibilità di adozione o almeno condizioni di vita migliori, meglio una vita in un bel canile ben gestito che in un lagher con 2000 anime. Stessa motivazione che spinge alcuni ad adottare al sud anziché al nord…visto che è impossibile vuotare tutti i canili cerco di aiutare dove stanno peggio. Nella mia città, come penso in gran parte del nord, c’è un canile bellissimo, praticamente i cuccioli non fanno neanche in tempo a pubblicarli sul loro sito, e gli adulti anche quelli “inadottabili” son trattati benissimo, altre realtà in altre regioni purtroppo non sono così (tanto per essere gentili)

  8. Una famiglia che conosco, dopo aver comprato un cane di razza, una volta adulto, ha deciso di adottarne un altro malandato (paralizzato…quindi non autosufficiente)….avevano espressamente chiesto se si pisciava anche addosso. Risposta: no no, figuratevi….bugia…lo hanno scoperto una volta portata (è una femmina) a casa. Non ho voluto sapere i dettagli ma la cagnolona paralizzata è stata riportata indietro…

    • E certo perchè un cane paralizzato difficilmente si sporca addosso… meglio informarsi per prudenza…anche gli umani in coma neurovegetativo si alzano per andare in bagno..
      Ma cos’ha in testa la gente??

      • Io non so se lo avrei riportato indietro (credo di no, non ce l’avrei mai fatta…probabilmente non lo avrei mai nemmeno preso). Forse l’errore c’è stato da entrambe le parti, ma non puoi mentire su una cosa che sai sarebbe stata fondamentale (o quasi) per “accettare” o meno questa adozione….secondo me, chi ha affidato la cagnolona, ha sperato che, una volta nella nuova casa, i nuovi proprietari si sarebbero talmente affezionati da tenerla con loro…poi vai a sapere…

        • Credo che nemmeno io avrei deliberatamente scelto un cane non autosufficiente (anziano sì, se poi arriva la malattia pazienza, si affronta), il mio sbigottimento riguarda proprio l’incongruenza della richiesta.
          Un pò (eufemismo) superficiale la famiglia, ma indubbiamente hanno anche incontrato una persona disonesta, anzi secondo me siamo vicino al limite della truffa…

  9. Il mio cane è arrivato tramite una staffetta dalla Calabria. In realtà io mi sono rivolta al canile più vicino, lei era già lì da qualche mese e me ne sono subito innamorata tanto che l’ho adottata pur essendo un cane con la leishmania. Al canile posso solo dire che prima mi hanno fatto vedere il cane, poi mi hanno parlato del carattere e solo alla fine, quando oramai lei era già il mio cane, mi hanno detto della leishmania. Lei è con me da due anni e mezzo e non ho mai rimpianto di averla presa. Le staffette, quelle serie, sono un’opportunità per un sacco di cani del sud che nessuno vorrebbe.

  10. Io ho adottato la mia quasi-bulletta tramite staffetta che da Napoli è arrivata a due ore di macchina dalla mia città, quindi un po’ mi sono mossa via… 🙂
    Battuta a parte, nonostante sia stata fortunata e abbia avuto un’esperienza felice con quel sistema-staffette (il mezzo era un mezzo asl attrezzato, pulito e non ammassato di cani), non so se lo rifarei.
    I dubbi sulle staffette in generale nei mesi successivi sono stati tanti.
    Per quanto riguarda la mia città e il discorso “perché non hai adottato dal canile della tua zona”, il motivo è che il canile comunale da dove era opportuno tirar fuori un cane per dargli un’opportunità, è gestito proprio da uno di quelli che ci fa la cresta (quando vai a fare una visita ti permette di vedere solo una piccola parte del canile) e cosa gravissima, il comune chiude gli occhi e gli lascia la gestione.

  11. Le mie esperienze negative in realtà sono state con due canili lombardi. Nel primo canile, dopo essere andata a conoscere il cane e aver fatto tutta la trafila per adottarlo, il giorno in cui avrei dovuto portarlo a casa (dove ovviamente era già tutto pronto) il cane non c’era, mi hanno poi detto che era già stato dato in adozione ad un'”amica” di una volontaria e così per me niente. Ah, ovviamente non hanno avuto nemmeno la gentilezza di chiamare per dirmelo, ma ho dovuto scoprilo io dopo chiamate su chiamate a cui hanno risposto sempre molto infastiditi.
    Il secondo canile invece si rifiutava di darmi il tipo di cane che volevo, dicendo che non aveva importanza che “razza” di cane io volessi. Ora, per chi come me ha la passione per una tipologia di cane specifica (per me sono quelli da caccia) niente altro potrà mai renderci felici! è inutile che ad un amante dei maremmani il canile provi a rifilare bassotti, ovviamente saranno padroni infelici e di conseguenza cani infelici. Ma anche qui niente da fare.
    P.S. alla fine sono riuscita ad adottare il mio settereastro, che al momento dorme ai miei piedi. Anzi, è ora di portarlo a fare la sua passeggiate, per cui vi saluto che qui ci sono uccellini da cacciare.

  12. Mi dicono di fare attenzione anche alla consegna dei documenti : molti canili ritardano il passaggio di proprietà per intascarsi il contributo dello stato, non dichiarando l’avvenuta adozione… Va bene i tempi di attesa, ma se cominciano a diventare mesi, occhio.

  13. Sarà’… Io avevo voglia di cane… Sono 6 anni che è morta Skunky , le bimbe sono cresciute, sono pronta… Vado in 2/3 canili , l’ultimo un sacco di cani … Crampi al cuore… Giro e rigiro… Casino , puzza, stordimento… Arriva il tipo…”allora.. Hai visto qualcosa?” ” boh??” “Si…no… Boh??”poi ho fatto un giro insieme a lui… “Ah ma quello no… Hai delle bimbe…ha già morso… È bravissimo ma no””a ok allora quello ? Giacomo!” Ah sì ma no bello e bravo ma mi è già tornato indietro 2 volte perché sai tira addosso a tutti i cani che vede e non voglio più sbagliare” “a … Vabbe” “ma lei?? Che ne dici?” “Mmmm ma?!?!” Torno a casa. X una settimana i suoi occhi nei miei. Di notte, di giorno… Torno a trovarla da sola, poi con le bimbe , poi con la famiglia, poi di nuovo da sola poi lei mi ha adottato! Un cane non si compra e basta come un cane non si prende e basta tanto più quando non è più un cucciolotto… Ci si sceglie… Reciprocamente … Come un patto. Ora è vero Nina che con te sarà dura … Che la tua parte di boxer ce l’hai tutta non solo esteticamente , è vero che oggi ti è arrivato il calore da “sterilizzata” , è vero che le pulci , l’intestino e avresti pure dovuto uccidermi il gatto ma siamo 4 a 1 per lui… Ma tu proprio il tuo essere non l’ho sbagliato!! Sei proprio TU! Felicità!! E il prossimo anno andiamo a prendere Giacomo quando traslochiamo che anime’ sarà ancora la’! Doppia felicita’!

    • No scusa ” ti è arrivato il calore da “sterilizzata””!!!!!!!! denuncia subito questi criminali!!! Dovrebbero sterilizzarli loro, si può accettare che non lo facciano richiedendo l’obbligo di sterilizzazione, ma dichiarare sterilizzato un cane che non lo è…è reato !!! Non lasciargliela passare!!!
      Fra l’altro dalla tua descrizione sembra il classico canile che fa di tutto per tenersi i cani (o meglio quanto il comune paga per i cani…)

  14. I miei complimenti a coloro che adottano un cane superando un mare di ostacoli che NON dovrebbero esserci. Controlli ed informazioni sul nuovo padrone, sì, cose così no.
    Complimenti anche perchè accettate di fare un salto nel buio circa le caratteristiche caratteriali del peloso. Io non ne sono in grado. Ho bisogno di conoscere almeno parzialmente ( poi non sempre anche le migliori ciambelle riescono col buco ) a cosa andrò incontro, ed è per questo, che dopo alcuni metecci ed un rescue sono andata su cani di allevamento. Forse in un futuro, quando avrò moltooooo più tempo libero da dedicare ai pelosi, un altro rescue arriverà. Ma ora, mi da una certa tranquillità ( poi cos’aveva sotto il pelo del capo – ammesso ci sia qualcosa oltre la furbite e la paraculite ….- è una cosa ancora in corso di scoperta) sapere più o meno in che razzza di Caos sono andata a cacciarmi e su che bicicletta ho scelto di pedalare. Uff.

  15. Niente di nuovo, io che il cane l’ho preso al canile della mia città (e sto al Nord) me l’hanno praticamente lanciato fuori dal cancello della serie “t’oh tieni”. Mai un controllo pre o post affido, chi li ha mai visti? Mi hanno fatto firmare un modulo solo perchè erano obbligati a farmelo firmare.
    Senza contare che conosco persone interessate a prendere un cane che abitano e lavorano qui al Nord ma essendo originarie del Sud, e che quindi tornano spesso a trovare i parenti, il canile non gli ha fatto adottare il cane per paura che lo “spedissero al Sud” (testuali parole).
    Un vero schifo. Poi si lamentano se hanno i canili pieni. Ma chi ve se incula? A sto punto il cane meglio cercarlo da un’altra parte.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.