Riceviamo e pubblichiamo, senza commenti perché ci sembrerebbero superflui, il racconto di questo lettore. Saremmo lieti di ricevere qualche spiegazione dagli interessati, che non faticheranno a  riconoscersi anche se i nomi sono stati omessi, o da altri rappresentanti della Protezione civile.

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Buongiorno, mi chiamo Marco e vorrei raccontare la mia esperienza. In passato sono stato volontario CRAS (Centro di Recupero per Animali Selvatici) presso un’oasi WWF. Poi per motivi lavorativi non mi è stato più possibile proseguire. Dopo un paio d’anni acquistai una border collie con la quale mi dedicai allo sheepdog.
La mia situazione lavorativa si è modificata ed avendo di nuovo del tempo libero decisi che ne avrei dedicato una parte al volontariato. Questa volta però non potevo passare i miei pomeriggi liberi all’oasi wwf lasciando il mio cane a casa e nemmeno portarlo con me: allora mi venne l’idea di fare volontariato insieme al mio cane.
Mi presentai ad un centro cinofilo di protezione civile a cui passavo davanti tutti i giorni per recarmi al lavoro. Mi aprirono il cancello ed entrai con la mia auto, scesi insieme al mio cane al guinzaglio e subito alcuni volontari presenti mi dissero a gran voce di far presto a rimettere il cane in macchina.
Lo feci senza chiedere spiegazioni e chiusi la portiera appena in tempo… perchè arrivava a gran velocitá un cane di tipo lupoide con intenzioni palesemente poco amichevoli, che si mise ad abbaiare ferocemente contro la mia auto mentre il proprietario e la moglie urlavano comandi che il cane ignorava. Superato il momento, ed evitata l’aggressione, passammo alle presentazioni.
Il proprietario del cane era il signor F., responsabile del centro nonchè istruttore che si occupa della preparazione dei binomi cane/conduttore. Mi chiese informazioni sul mio cane, etá attivitá svolte ecc. Quando gli dissi che facevo sheepdog storse il naso, ma feci finta di nulla e andai avanti.

protciv1Dissi loro che se ci fosse stata la possibilitá mi sarei reso disponibile insieme al mio cane. Il signor F. a quel punto comincio a dire frasi del tipo: “Voi con i border collie vi presentate quì credendo di avere cani che sanno fare tutto, invece fate tante cose, ma nessuna bene”.
Sinceramente non capivo il motivo di quell’atteggiamento, ma decisi di non fermarmi all’apparenza e di sorvolare sulla pessima accoglienza ricevuta. La moglie del signor F. invece si dimostrò amichevole e si scusò sottovoce per il fare burbero del marito.  Le dissi che non c’era alcun problema e mi invitò a osservare una sessione di addestramento. Dopo la lezione riprendemmo a parlare, il tono questa volta era più amichevole. Sempre la moglie mi disse che le dispiaceva non avermi fatto tirar giù il cane dalla macchina per via del fare aggressivo del loro cane e il signor F. aggiunse: “E’ un testone, non riesco a farlo smettere… sapessi quante botte che gli ho dato, ma niente da fare!”
Quella frase mi fece rabbrividire: interruppi il discorso dicendo che avevo un impegno, salutai e me ne andai.
Tornai a casa e cercai informazioni, scoprendo che il centro non era abilitato ad esaminare e qualificare nuovi binomi (infatti l’esame di abilitazione, nel caso avesi intrapreso quel percorso,  avrei dovuto farlo altrove). Entrai nell’archivio Enci cercando nell’elenco addestratori abilitati a formare cani da utilitá (come previsto dal D.M. n 847 del 17/01/2013) e scoprii che il sig F. non risultava tra questi.
Scrissi allora una lettera al sindaco di quel paese per metterlo a conoscenza di quanto successo e scoperto, ottenendo in risposta un semplice “grazie, mi informerò”.
Ad oggi che sono passati un paio d’anni non è cambiato nulla.

protciv2Nel frattempo ho cambiato casa, mi sono avvicinato all’associazione di protezione civile del mio nuovo paese e qui ho trovato persone gentilissime ed amichevoli.
Ho chiesto al loro presidente se avessero le unitá cinofile e mi rispose di no, ma mi diede il numero del sig. M., istruttore delle unitá cinofile di protezione civile di una cittá vicina.
Prima di chiamarlo andai sul sito dell’Enci per verificare che fosse abilitato: lo era.
Quindi telefonai e presi accordi per incontrarlo. Venni accolto amichevolmente, rimasi a vedere una sessione di addestramento e mi piacque: il gruppo era affiatato, i cani erano ben trattati e ben addestrati… tutto sembrava perfetto, finché non successe una cosa che mi spiazzò totalmente.
Il signor M. mi chiese dei soldi. Mi disse che per far parte del suo gruppo avrei dovuto dargli 400 euro. Gli dissi che non credevo di dover pagare per fare volontariato e lui mi rispose che quei soldi avrei dovuto pagarli solo il primo anno.
Rinunciai anche questa volta e raccontai l’accaduto al responsabile di zona, che rimase sbigottito quanto me e mi disse che avrebbe comunicato la cosa al superiore del sig. M.
Non so se lo abbia fatto o meno e non mi importa se siano stati presi o meno dei provvedimenti: io continuo a credere nel volontariato e nell’utilitá del lavoro svolto dalla protezione civile.
Infatti ora sono un volontario dell’associazione di protezione civile del mio paese… ma purtroppo senza cane al seguito.

NOTA: le foto, inserite a puro titolo illustrativo, ritraggono persone e cani che non hanno alcun collegamento con la vicenda narrata.

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20 Commenti

  1. Ho seguito un corso della scuola italiana cani da salvataggio acquatico con Trimix, il mio cane. Mai brevettata la nostra unità cinofila per un mio problema cardiaco sopraggiunto, ma intanto ci siamo addestrati per 1 anno 1 mattina (4 ore, a volte di più) ogni 2 settimane. Anche a me sono stati chiesti 400 € per il primo anno, regolarmente registrato l’incasso, anzi, mi chiesero di bonificare per lasciare traccia bancaria. Credo sia per evitare che le persone si facciano un corso di addestramento gratis e poi spariscano senza mai brevettarsi.

    • Son d’accordo con Katia, a prima vista può sembrare scandaloso che chiedano soldi per fare volontariato, in realtà li chiedono per preparare il cane, anzi il binomio, e se durante o dopo questo corso il padrone sparisce (difficile sparisca il cane :-)) o il binomio risulta inadatto, almeno non hanno lavorato per niente regalando l’addestramento. Il costo garantisce anche persone più motivate.

  2. In provincia di Parma per poter partecipare mi hanno chiesto di partecipare ad un corso di addestramento (senza previa valutazione di quanto già fatto) della durata di un anno e del costo di € 900,00. Evabbè stavo già pensando di accantonare la tredicesima per questo progetto quando ho assistito alla seconda lezione (già la prima a cui avevo assistito aveva un po’ raffreddato il mio entusiasmo…niente piste solo obbedienza imposta per di più con metodi piuttosto violenti.); al momento in cui i cani in campo hanno indossato il collare elettrico ho salutato caricato il mio Baku in macchina e me ne sono andato.
    Ho deciso di fare volontariato con il Wolf Apennine Center (per iniziare a monitorare l’impatto del randagismo canino sul lupo) e diventare Guradia Ecologica Volontaria (sto seguendo il corso..ma questa attività la dovrò fare senza cane).
    Anche a me sarebbe piaciuto veramente moltissimo poter fare volontariato col mio cane.
    Sarei anche dispostissimo a pagare una quota per seguire un addestramento specifico. Capisco che magari non tutti i cani possano fare ricerca; però almeno avrebbero potuto valutare il binomio invece di farmi subito il tariffario.

    • Da noi all’sos unità cinofile di soccorso c’è la quota annuale di 100 euro. Sabato pomeriggio addestramento in campo e domenica mattina piste nelle nostre zone. Sevuoi passare a conoscerci senza impegno. Sono vietati collari elettrici! Ah il mio cane ed io abbiamo il brevetto regionale.

  3. Mi dispiace per la brutta esperienza ma purtropo credo sia stata sfortuna…io e la mia rott sono quasi due anni che ci addestriamo per la ricerca di superficie, prima con la croce rossa poi, per problemi organizzativi dell’associazione, siamo passati ad un’altra associazione che si appoggia ad un istruttore di protezione civile. Mai mi sono stati chiesti soldi se non una piccola cifra di assicurazione per utilizzare un campo privato, non ho mai sentito altri casi di volontaria cui siano stati chiesti soldi. L’associazione che vuole creare un’unità cinofila se ne deve anche assumere i costi. Purtroppo però le persone disoneste esistono e fanno fare un cattivo nome a tutta l’associazione. Auguro di tutto cuore di trovare una persona adatta perché il volontariato col proprio cane è meraviglioso!!!

  4. Schifata, amareggiata e delusa. Ok, non facciamo di tutta l’erba un fascio, ma ultimamente…..vabbè, mi son sentita pungere sul vivo, visto che ho un Border…quindi credo che andrò a togliermi qualche soddisfazione da quel perdiballe che non sa addestrare il proprio cane, e te credo, prima dovrebbe essere addestrato lui!

  5. Anni fa ho frequentato per un anno il corso per il salvataggio in acqua all’idroscalo di Milano ed anche a me sono stati chiesti soldi (600euro). La cifra è sicuramente esosa anche se da pagare una tantum. Poi vi era comunque da pagare una quota associativa (mi pare di 50 euro ma potrei sbagliarmi) per l’annualità. Ho deciso di frequentare ugualmente il corso ma non mi è piaciuto il metodo di lavoro: in primis la cosa più grave che ho visto sono state le cagnoline in calore “pronte” che venivano fatte marciare al piede a stretto contatto con cani maschi. E non parliamo di cani esperti ma di cani a cui veniva -gridato- il seduto e terra perché non lo conoscevano come comando: questa è la seconda cosa che ho trovato proprio scorretta. A mio giudizio il tutto era davvero troppo stressante per i cani e poco costruttivo per il binomio.

  6. Ho iniziato l’addestramento per la ricerca in superficie insieme al mio cane lo scorso marzo, con un gruppo di cinofili appassionati ed entusiasti. Mi è stata richiesta l’iscrizione all’associazione di protezione civile alla quale il gruppo è collegato, il costo per l’iscrizione è stato solo di 10€, credo per l’assicurazione. Ci incontriamo per addestrarci circa 3 domeniche al mese, a volte partecipiamo ad esercitazioni di altri gruppi fuori dalla Liguria, l’impegno ed il tempo che i nostri istruttori ci dedicano è sempre stato su base volontaria e gratuito. Certo sono a nostro carico le spese dei trasferimenti, delle divise e di eventuali lezioni di esperti esterni al gruppo cui chiediamo degli approfondimenti, ma questo rientra nell’interesse e nella passione che ognuno di noi ha verso la cinofilia, costituisce un bagaglio personale oltre che del gruppo e mi sembra ovvio che abbia un piccolo costo, ché di questo si è sempre trattato. E’ un gruppo meraviglioso ed affiatato, al di là dell’addestramento partecipiamo spesso ad eventi rivolti alla popolazione per diffondere la cultura della cinofilia e del volontariato, ed è sempre tutto gratis, anzi mi viene da dire che una delle cose belle è proprio questa, che non c’entra mai il denaro.

    Però…prima di approdare a questo gruppo mi era stata indicata un’altra istruttrice collegata alla protezione civile, più vicina a casa mia, che al telefono era molto gentile e disponibile finchè si parlava di addestramento per la ricerca in superficie in generale, ma quando ha dovuto dirmi che per la protezione civile l’addestramento era gratuito ha cambiato tono, si è raffreddata, mi ha tenuto in sospeso per 2 mesi senza mai invitarmi ad una sessione di addestramento, insomma alla fine mi sono rivolta ad altri, e col senno di poi ne sono felice…
    questo per dire che ci sono istruttori ed istruttori

  7. Buongiorno, sono un Istruttore Cinofilo di Cani da Soccorso impegnato in tale attività dal 1986.
    Ho letto con attenzione la lettera del sig. Perrella, e, vorrei dire alcune cose circa le sue perplessità.
    Non mi soffermo sulle capacità tecniche dei colleghi Istruttori, se non sono bravi e/o usano tecniche sbagliate lo si può valutare dopo poco che si frequenta il campo e scegliere di consequenza. Lo stesso dicasi sulla loro buona educazione. Non se ne abbia a male il sig. Perrella, ma prima di giudicare qualcuno (anche se anonimo) vorrei avere qualche elemento in più.

    Ma su alcuni punti ritengo di poter dare spunti di riflessione.

    1)Centri abilitati a brevettare e abilitare cani da soccorso
    Sul punto rimando alla lettura dell’articolo scritto da me a suo tempo su questa rivista, confermando che al momento la situazione è la stessa. Dire che un campo può direttamente brevettare i cani mi pare un pò eccessivo, anzi se qualcuno mi dicesse che brevetta i cani sul suo campo, approfondirei con sospetto questo aspetto anomalo.
    Tutti devono rivolgersi ad una struttura, quale che sia, per ottenere il brevetto e in alcune Regioni, tale brevetto non basta ad operare, se non si supera anche l’esame previsto a livello regionale e/o provinciale.

    http://www.tipresentoilcane.co

    2) Addestratori abilitati a formare cani da utilitá (come previsto dal D.M. n 847 del 17/01/2013)
    Non credo siano in molti ad essere inseriti in questo elenco che si occupino di Protezione Civile. Chiarisco subito che io non lo sono e francamente visto come si accede non lo ritengo un motivo fondamentale per la scelta del proprio istruttore.
    Forse sarebbe più opportuno verificare la storia reale dell’Associazione a cui si intende iscriversi, valutando ad esempio:
    a) da quanto tempo opera nel settore della cinofilia da soccorso
    b) corsi svolti e numero di UC abilitate
    c) esercitazioni svolte
    d) interventi reali a cui ha partecipato
    e) risultati ottenuti nelle ricerche reali
    f) continuità operativa delle proprie UC
    insomma qualcosa di reale e non solo pezzi di carta appesi in bacheca…

    3) Pagamento della quota
    Perchè restare sbigottiti?
    Le Associazioni hanno spese anche significative da pagare, che vanno talvolta dall’affitto del campo, poi …. acquisto delle attrezzature e dei mezzi, assicurazioni per i mezzi, per gli iscritti e per i cani, divise, iscrizione ad una Federazione, partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento e tanto tanto altro ancora….
    Tutte cose che costano e anche care!
    Si sarebbe dovuto sbigottire se avesse scoperto che a fine anno gli istruttori spartiscono utili di profitto. Ma conoscendo l’ambiente è più facile che si debba fare la colletta per pagare le spese ancora scoperte.
    Anche noi facciamo pagare una quota sociale a tutti (istruttori compresi) e non solo per il primo anno (150 euro e non bastano…) e siamo stati costretti a non svolgere più alcuna educazione di base perchè (e siamo sicuri che erano in buona fede) troppo spesso dopo i primi tre – quattro mesi, i nuovi soci si ritiravano dall’attività che ardentemente volevano svolgere solo pochi mesi prima.
    Ma nel frattempo l’educazione di base era stata fatta…
    Cordiali a saluti
    Pasquale Landinetti
    sito http://www.unitacinofilapartenopea.it

    • Bho, commento in attesa di moderazione…giuro non ho scritto nulla di violento. Ci riprovo.
      Vero che c’è differenza però per i miei 400€ (solo per il primo anno) avevo il corso di educazione di base, che era propedeutico all’addestramento specifico, l’associazione del sig. Landinetti non se ne occupa, se ho ben capito.
      Credo che le realtà del volontariato siano molteplici a seconda della possibilità che l’associazione ha di reperire fondi da istituzioni o da privati perchè purtroppo fare volontariato ha un costo e qualcuno deve sostenerlo, non sarà giusto che ricada sui volontari, ma se tutti sono indifferenti (istituzioni e privati) la triste realtà è esattamente questa, se vuoi fare volontariato paghi. Se qualcuno lotrova ingiusto metta mano al suo portafoglio o proponga leggi.

  8. Il punto 3 non esiste, sul serio, NON esiste.

    Volete evitare che la gente “sparisca” bene fate pagare una quota a titolo di CAPARRA di 300-400-1000 euro (magari anche da poter dare a rate), che dopo il primo anno o il secondo RESTITUITE, voi vorreste VOLONTARI che siano OBBLIGATI A PAGARE per essere VOLONTARI… poi (nel caso) lamentatevi che ce ne sono pochi o non ce ne sono di nuovi…

    • Egregio Mimex (preferirei risponderle conoscendo il suo nome vero),
      noi non vogliamo che la gente paghi per fare i Volontari, non obblighiamo nessuno a fare niente, ne vogliamo caparre da restituire, semplicemente – ribadisco – che ci sono costi da sostenere, e visto che non abbiamo altre fonti di sostentamento, siamo COSTRETTI a chiedere di partecipare alle spese di GESTIONE e non facciamo UTILI. Ovviamente parlo per la mia Organizzazione. Il fatto che ce ne siano pochi, non dipende certo dal fatto di dover pagare qualche quota sociale. Di gente disposta a fare il Volontario non è che ce ne sia molta, che poi sia anche cinofila restringe ancora di più il numero. Quindi la prego eviti di URLARE … non c’è assolutamente bisogno, esprima le sue poco condivisibili opinioni con serenità e senza dare giudizi affrettati su cose che forse nemmeno conosce. Cordiali saluti.

      • Beh… mi permetto di dire la mia… ho preso contatti recentemente con 2 campi del genere, uno mi chiede le 400… l’altro un abbraccio e una stretta di mano… validi entrambi ma sono 2 situazioni diverse.
        Il primo è un’associazione sportiva che collabora con la protezione civile, che quindi lavora lucra spende e addestra anche UC quindi ha senso pagare… la seconda in quanto protezione civile e basta non può prendere soldi in nessun modo in quanto foraggiata (seppur poco) dal comune e propone anche corsi di ubbidienza gratuiti x i cittadini.
        X onor di cronaca la mia scimmiona in quanto displasica purtroppo non è stata nelle loro corde…..

  9. Ogni centro cinofilo serio deve dare anche l’educazione di base, che sarebbe poi la condotta. In emergenza io devo saper gestire al meglio il mio cane. Noi per questo facciamo addestramento il sabato pomeriggio in campo. La domenica si fa addestramento nelle zone per le ricerche.

    • Si, Caroline, ovviamente è propedeutica. Penso che l’associazione possa gestirla direttamente o pretendere di iniziare a lavorare binomi con già una preparazione di base alle spalle. Non intendevo dire che dell’educazione di base se ne potesse fare a meno ma solo dare una possibile spiegazione a Deni quando diceva che c’erano richieste economiche molto diverse.
      Con questo non voglio assolvere chi si comporta in modo poco serio o truffaldino, sono stata nel mondo del volontariato per troppo tempo per non aver compreso che è un mondo composto da persone meravigliose…. per la maggior parte….

      • Guarda, io sono d’accordissimo con te sul volontariato e posso anche comprendere la necessità di farsi pagare il corso di base, per tutelarsi dai furbetti; peeerò ribadisco che 400 euro sono tantini per un corso di base, neanche gli addestratori di lusso chiedono queste cifre per insegnare un “seduto”,”piede”,”terra”,”resta”…le restanti spese dovrebbero essere coperte da “offerte” (su base volontaria!) e metodi di autofinanziamento (vedi feste e lotterie e mercatini e altre iniziative simili, che hai già citato tu). Altrimenti il volontariato diventa elitario, un passatempo da ricchi e la brava persona volenterosa che magari ha un bel meticcione iperattivo adottato al canile, ma che guadagna 800€ al mese (e ce ne sono tanti di giovani messi così), viene automaticamente tagliata fuori. Mi dispiace, ma non lo trovo affatto giusto.

        • Ma sono d’accordissimo con te. Non è giusto.
          D’altronde in un mondo giusto probabilmente non ci sarebbe bisogno di fare volontariato.
          Poi esiste il mondo reale.
          Ci sono associazioni che possono contare su sussidi pubblici e associazioni che contano solo su se stesse. Ci sono associazioni gestite da persone con buona iniziativa finanziaria e che riescono ad inventarsi modi per cercare finanziamenti ed altri meno capaci in queste attività collaterali (ma magari bravissimi a fare volontariato ). Ci sono associazioni fortemente legate al territorio a cui risulta facile rivolgersi alla popolazione chiedendo aiuto, altre a cui risulta difficile… insomma, quando facevo volontariato serio chi stando al calduccio di casina sua mi veniva a dire cosa era meglio che io facessi e come le sue meravigliose idee avrebbero migliorato il tutto mi innervosiva un po’. Un tempo potevo passare le giornate ad organizzare fiere di paese e lotterie, oggi non più. Di associazioni è pieno il mondo e nessuno obbliga ad iscrivetsi a quella che chiede i 400€. Ogni uno si scelga quella che meglio risponde alle sue esigenze o la fondi e poi, dopo un migliaio di ore dedicate muova le proprie critiche.
          Ovviamente da questo discorso escludo i club gestiti dai truffaldini o incompetenti

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