di VALERIA ROSSI – Leggo (su segnalazione di un’amica) e riporto da Greenstyle.it: pare che nel Regno Unito una malattia sconosciuta e letale stia mietendo vittime, con sintomi riconducibili alla tristemente nota “Alabama rot”, che non è “una malattia dei rottweiler” (come qualcuno aveva creduto), ma una patologia che interessa cute e reni, con esito spesso infausto.
Il suo nome scientifico è “malattia glomerulare renale e cutanea idiopatica” e quando è stata rilevata per la prima volta, negli anni ’80, appunto in Alabama, ha fatto strage soprattutto di levrieri: questa apparentemente nuova versione inglese, invece, non fa differenze di razza e pare che abbia già ucciso 17 cani (50 secondo altre fonti). I sintomi sono soprattutto lesioni cutanee (tipo quella nella foto) sulla pelle delle zampe e del muso, ma anche inappetenza, vomito e depressione. Segue una grave insufficienza renale, che spesso conduce alla morte del soggetto.
Come sempre accade in medicina, è il termine “idiopatica” a fare più paura: perché “idiopatico” significa “di origine sconosciuta”. Significa che non si sa da dove arrivi la malattia, da cosa sia causata e quindi come poterla prevenire. Si è ipotizzato che possa essere portata da “qualcosa nell’acqua” delle zone colpite, ma ancora non esiste un’eziologia ben definita.
Chissà che, dopo tanti anni in cui si doveva subire un’allucinante quarantena per introdurre un cane nel Regno Unito, adesso non si arrivi all’opposto: saranno i cani inglesi a dover essere sottoposti a quarantena per uscirne? Speriamo di no, speriamo che vengano scoperte al più presto le cause e soprattutto le cure più efficaci.
Nel frattempo ho ritenuto opportuno riportare la notizia non per suscitare allarmismi, ma soltanto prudenza nel caso qualcuno dei nostri lettori intendesse passare le vacanze natalizie in Inghilterra con il suo cane: le zone a rischio sembrano essere la riserva di New Forest, la Cornovaglia, il Surrey, il Nottinghamshire, il Worcestershire, la contea di Durham e il Norfolk.

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6 Commenti

  1. Premettendo di non essere né un veterinario né altro tipo di esperto ma semplicemente una proprietaria di cani che vive parte dell’anno in Inghilterra, vorrei fare un paio di precisazioni, sempre naturalmente tenedo conto del fatto che su questa malattia di ‘reale’ si sa ben poco.

    L’Alabama Rot, o CRGV, è comparsa in UK nel 2012. Da allora ci sono stati circa 60 decessi, una media di 15 cani all’anno su una popolazione canina di alcuni milioni.
    Non è trasmissibile tra soggetti, quindi credo che non abbia senso senso parlare di qualsiasi tipo di quarantena.

    Si sospetta che possa avere una correlazione stagionale, la maggior parte dei casi si sono verificati tra Novembre e Maggio, i periodi più umidi.

    Pare essersi verificata una maggior incidenza tra cani che hanno passeggiato lungo fiumi d’acqua o boschi particolarmente umidi e fangosi.

    All’incirca tutta l’Inghilterra ne è stata colpita. Nessun caso si è sinora verificato in Scozia o in Galles ma un decesso è avvenuto nell’Irlanda del Nord. Una maggiore incidenza si è verificata nella regione del New Forest, in Nottinghamshire e Surrey ma , dato il numero assoluto di vittime si tratta sempre di pochissimi casi. In Cornovaglia, uno dei luoghi menzionati nell’articolo, c’é stato ad oggi un solo caso a Penzance.

    Si stanno svolgendo studi e analisi per identificare eventuali agenti patogeni o ambientali che possano essere la causa dello scatenarsi della malattia. Questa per altro sembra avere forte somiglianze con una rara malattia genetica umana.

    Per maggiori informazioni segnalo questo sito http://alabamarot.co.uk.

    Posso solo aggiungere che personalmente continuo a portare i miei cani a spasso nei boschi tra cui vivo. Ho imparato però a controllare con grande attenzione la presenza degli eventuali sintomi, soprattutto cutanei perché, seppur la percentuale di sopravvivenza sia purtroppo molto bassa, so che l’unica azione possibile è l’immediato intervento.

    Come sempre la conoscenza è importante, gli allarmismi deleteri.
    Alex Carracher

    • grazie per le ulteriori informazioni, al di là del mio eventuale interesse diretto futuro, credo che sia sempre un errore sottovalutare questo genere di notizie solo perchè riguardano luoghi distanti qualche mila km.

  2. beh, però è parecchio inquietante pensare che dagli anni 80 in cui è comparsa ed ha fatto strage di cani in America ad oggi che è riapparsa in Inghilterra non si sa ancora nulla. Interessante il fatto che io avrei individuato un allevamento inglese dova andare (un giorno) a prendere il mio prossimo cane…:-(

  3. Utilissima informazione, grazie, mi resta una curiosità sul nome: perchè “reale”? Dato che c’è scritto che può sfociare in insufficienza renale, oltre che manifestarsi con lesioni cutanee appunto (“e cutanea”), la congiunzione mi ha indotta a supporre fosse un refuso per “renale” ,invece da ricerche in internet ho trovato che il nome è proprio così, mi domandavo perchè, grazie se potrete spiegarmelo.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.